Risposta di Ylva Johansson a nome della Commissione europea
5.11.2020
Per sostenere la risposta alla pandemia di COVID-19 da parte degli Stati membri, la Commissione ha adottato le linee guida sull'attuazione delle disposizioni dell'UE nel settore delle procedure di asilo e di rimpatrio nel contesto della pandemia[1]. Tali linee guida delineano ciò che è possibile fare entro i limiti dell'acquis.
La Commissione segue la situazione in Italia e fornisce assistenza tecnica e operativa tramite le agenzie dell'UE al fine di attuare le pertinenti misure sanitarie e di sicurezza. Queste ultime comprendono l'accoglienza di persone in alloggi di emergenza e/o traghetti per garantire la capacità di quarantena e di distanziamento fisico.
Dal 2014 la Commissione ha stanziato 684,13 milioni di EUR di contributi dell'UE a favore dell'Italia, destinati al settore dell'asilo, della migrazione e della gestione delle frontiere tramite il Fondo asilo, migrazione e integrazione e lo strumento per le frontiere e i visti del Fondo per la sicurezza interna. La Commissione ha inoltre assegnato all'Italia 292,99 milioni di EUR nel contesto dell'assistenza di emergenza, portando la dotazione totale a 977,12 milioni di EUR. Nell'ambito dell'assistenza di emergenza, una dotazione specifica di 100 milioni di EUR ha finanziato, tra le altre cose, progetti dedicati ai servizi sanitari per migranti, al sostegno al rimpatrio dei migranti irregolari e alla ricollocazione dei migranti negli Stati membri dell'UE.
Inoltre, la Commissione coordina e sostiene la ricollocazione volontaria dall'Italia dal gennaio 2019. Finora sono state trasferite 1065 persone dall'Italia in altri Stati membri.
- [1] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?from=EN&uri=CELEX%3A52020XC0417 %2807 %29