Interrogazione parlamentare - E-005517/2020(ASW)Interrogazione parlamentare
E-005517/2020(ASW)

    Risposta di Ylva Johansson a nome della Commissione europea

    La Commissione è consapevole del fatto che diverse organizzazioni non governative (ONG) in Grecia sono oggetto di indagine anche per presunto favoreggiamento dell'ingresso irregolare. Il procedimento giudiziario rientra nella competenza esclusiva degli Stati membri.

    Nell'ambito del nuovo patto sulla migrazione e l'asilo[1], la Commissione ha emanato una raccomandazione[2] che invita gli Stati membri a distinguere tra le attività condotte per prestare assistenza umanitaria e quelle volte a favorire l'ingresso o il transito illegali, al fine di non configurare le prime come reato. Un'ulteriore proposta imporrà agli Stati membri di istituire un meccanismo indipendente per monitorare il rispetto del principio di non-refoulement, in linea con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. L'Agenzia per i diritti fondamentali proporrà orientamenti al riguardo, mentre l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo e l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera sosterranno il meccanismo.

    Nella sua prima relazione annuale sullo Stato di diritto, pubblicata il 30 settembre 2020, la Commissione osserva che numerosi portatori di interessi hanno mosso delle critiche ai requisiti supplementari recentemente introdotti per la registrazione delle ONG attive nell'ambito dell'asilo, della migrazione e dell'inclusione sociale in Grecia[3], e che la società civile ha espresso preoccupazioni riguardo al fatto che lo spazio civico per operare in Grecia si sia ristretto dal 2019. La Commissione continuerà a monitorare la situazione.

    Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2021
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