Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

  • bg - български
  • es - español
  • cs - čeština
  • da - dansk
  • de - Deutsch
  • et - eesti keel
  • el - ελληνικά
  • en - English
  • fr - français
  • ga - Gaeilge
  • hr - hrvatski
  • it - italiano (selezionato)
  • lv - latviešu valoda
  • lt - lietuvių kalba
  • hu - magyar
  • mt - Malti
  • nl - Nederlands
  • pl - polski
  • pt - português
  • ro - română
  • sk - slovenčina
  • sl - slovenščina
  • fi - suomi
  • sv - svenska
Interrogazioni parlamentari
PDF 46kWORD 11k
19 novembre 2020
E-006307/2020
Interrogazione con richiesta di risposta scritta  E-006307/2020
al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
Articolo 138 del regolamento
Marco Campomenosi (ID), Anna Bonfrisco (ID), Simona Baldassarre (ID), Rosanna Conte (ID), Valentino Grant (ID), Marco Dreosto (ID), Gianna Gancia (ID), Alessandro Panza (ID), Susanna Ceccardi (ID), Luisa Regimenti (ID), Alessandra Basso (ID), Angelo Ciocca (ID), Antonio Maria Rinaldi (ID), Silvia Sardone (ID), Francesca Donato (ID), Lucia Vuolo (ID), Isabella Tovaglieri (ID), Danilo Oscar Lancini (ID), Elena Lizzi (ID), Annalisa Tardino (ID), Matteo Adinolfi (ID)
 Risposta scritta 
 Oggetto: La detenzione di Nasibe Semsai e le politiche migratorie della Turchia nei confronti di regimi totalitari

Le leggi del velo forzato sono obbligatorie in Iran sin dalla rivoluzione islamica del 1979. La polizia del “buoncostume” iraniana tiene sotto sorveglianza la popolazione femminile, punendo chi si mostra in pubblico senza il velo con l’arresto, pene detentive, fustigazioni o multe.

Durante le proteste del "mercoledì bianco" del 2018, le donne iraniane hanno sfidato il regime togliendo il velo o rimpiazzandolo con un velo bianco in luoghi pubblici. Le autorità iraniane hanno reagito con massicce repressioni: almeno 48 difensori dei diritti delle donne sono stati arrestati e condannati in processi profondamente iniqui(1).

Nasibe Semsai, principale figura dietro questo movimento, rischia la deportazione e 12 anni di reclusione in Iran dopo essere stata arrestata in Turchia.

Lo strumento dell'UE per i rifugiati in Turchia gestisce un totale di 6 miliardi di euro(2) insieme allo strumento di preadesione (IPA), che concede alla Turchia un sostegno supplementare di oltre 9 miliardi di euro (2007-2020)(3).

Alla luce di quanto precede, può il VP/AR rispondere ai seguenti quesiti:

Considerando le sistematiche violazioni dei diritti umani e la continua e violenta repressione attuata dal regime iraniano, intende l'UE contribuire all'istituzione di un processo di responsabilità internazionale e fare pressione per combattere casi come quello sopra menzionato?

Considerando che queste elargizioni non hanno avuto il minimo effetto sul deterioramento della democrazia turca, intende l’UE mantenere tali finanziamenti?

Inoltre, come intende evitare il sostegno della Turchia a tali regimi?

Sostenitori(4)

(1)https://www.amnesty.org/en/latest/campaigns/2019/05/iran-abusive-forced-veiling-laws-police-womens-lives/
(2)https://ec.europa.eu/neighbourhood-enlargement/news_corner/migration_en
(3)https://op.europa.eu/webpub/eca/special-reports/turkey-7-2018/en/
(4)La presente interrogazione è sostenuta da deputati diversi dagli autori: Gianantonio Da Re (ID), Stefania Zambelli (ID), Mara Bizzotto (ID)
Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2020Note legali - Informativa sulla privacy