Sfruttamento di lavoratori uiguri in Cina per la produzione di dispositivi di protezione venduti nell'Unione europea
23.12.2020
Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-007043/2020
alla Commissione
Articolo 138 del regolamento
Gianna Gancia (ID), Silvia Sardone (ID), Nicola Procaccini (ECR), Matteo Adinolfi (ID), Lucia Vuolo (ID), Anna Bonfrisco (ID), Salvatore De Meo (PPE), Stefania Zambelli (ID)
Recenti inchieste giornalistiche hanno portato alla luce lo stretto legame che sussiste tra industrie di distribuzione farmaceutica operanti nel territorio dell'Unione europea e l'azienda cinese Hubei Haixin Protective Products, operante nel settore della produzione di dispositivi di protezione individuale.
Secondo un'indagine dell'Australian Strategic Policy Institute (ASPI) sono oltre ottantamila gli uiguri che tra il 2017 e il 2019 sono stati costretti ad abbandonare la propria regione per andare in fabbriche che funzionano come campi di lavoro forzato, tra cui lo stabilimento di Hubei Haixin.
La rete di distribuzione coinvolge numerosi Stati dell'Unione europea, tra cui Italia, Norvegia, Belgio, Olanda, Svezia, Danimarca ed Estonia.
Si chiede alla Commissione:
- 1.se è al corrente della condizione dei lavoratori uiguri negli stabilimenti di Hubei Haixin; e
- 2.se ritiene opportuno richiedere l'istituzione di una commissione d'inchiesta internazionale per verificare le condizioni di vita e di lavoro degli uiguri nello Xinjiang.
Sostenitori[1]
- [1] La presente interrogazione è sostenuta da deputati diversi dagli autori: Marco Campomenosi (ID), Mara Bizzotto (ID), Elena Lizzi (ID)