Interrogazione parlamentare - E-003194/2021Interrogazione parlamentare
E-003194/2021

    Tumore al seno e ritardi nella diagnosi dovuti alla COVID-19

    Interrogazione con richiesta di risposta scritta  E-003194/2021
    alla Commissione
    Articolo 138 del regolamento
    Simona Baldassarre (ID), Silvia Sardone (ID), Romana Tomc (PPE), Annalisa Tardino (ID), Daniela Rondinelli (NI), Elena Lizzi (ID), Stefania Zambelli (ID), Aurélia Beigneux (ID), Gianna Gancia (ID), Virginie Joron (ID), Vilija Blinkevičiūtė (S&D)

    Il tumore al seno è il carcinoma più diffuso tra le donne: nel 2020, a livello mondiale, ha rappresentato l'11,7 % dei tumori diagnosticati ed è stato responsabile del 6,9 % della mortalità per cancro[1]. Secondo le stime, nello stesso anno in Europa sono stati diagnosticati oltre 355 000 nuovi casi di tumore[2] e il cancro al seno figura tra le principali cause di mortalità.

    La principale arma attualmente disponibile nella lotta contro tale tumore è la diagnosi precoce mediante screening mammografico, che nel 40 % dei casi previene la malattia. Tuttavia, a causa della pandemia, solo in Italia si è registrato un ritardo di circa quattro mesi nelle diagnosi, con circa 3 000 casi non identificati di tumore al seno tra gennaio e settembre 2020.

    Il piano europeo di lotta contro il cancro presentato dalla Commissione prevede di ampliare l'accesso alla diagnostica per raggiungere il 90 % della popolazione europea entro il 2025 e di migliorare la qualità di vita delle persone sopravvissute al cancro, che spesso soffrono di disturbi anche dopo la fine delle cure, con ripercussioni sulle loro capacità lavorative.

    Intende la Commissione:

    Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2021
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