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Interrogazione parlamentare - E-003570/2021(ASW)Interrogazione parlamentare
E-003570/2021(ASW)

    Risposta di Virginijus Sinkevičius a nome della Commissione europea

    A norma della direttiva quadro sulle acque[1] gli Stati membri sono tenuti ad affrontare il problema dell'inquinamento idrico, quale che ne sia la fonte. I corpi idrici superficiali avrebbero dovuto raggiungere un buono stato entro il 2015, con limitate deroghe fino al 2027. Ogni sei anni gli Stati membri sono tenuti a presentare piani di gestione dei bacini idrografici che riferiscano sui progressi compiuti e sulle misure adottate per conseguire un buono stato.

    In base alle informazioni comunicate dalle autorità italiane nel 2016 nell'ambito del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici a norma della direttiva quadro sulle acque, lo stato ecologico del fiume Fratta-Gorzone varia da «scarso» a «sufficiente», mentre lo stato chimico è «buono». Ciò significa che le misure attuali non sono sufficienti per raggiungere un buono «stato ecologico».

    Nella sua relazione di valutazione del 2019 del secondo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici[2], la Commissione ha esortato l'Italia a indicare chiaramente, nell'ambito del prossimo ciclo di piani di gestione dei bacini idrografici, quali misure essenziali intenda adottare per garantire il raggiungimento di un buono stato entro il 2027. Il progetto del prossimo piano di gestione del bacino distrettuale delle Alpi Orientali, del quale il fiume fa parte, è aperto alla consultazione pubblica dal 5 marzo 2021[3].

    La Commissione ha inoltre esortato l'Italia a migliorare il monitoraggio[4] delle sostanze prioritarie[5]. Ciò implica la scelta di punti di monitoraggio sufficienti all'interno di ciascun corpo idrico per valutare ampiezza e impatto delle pressioni della fonte puntuale.

    È tuttavia importante osservare che, fatto salvo il ruolo della Commissione quale custode dei trattati, spetta in primo luogo agli Stati membri garantire il rispetto della legislazione dell'UE, in questo caso all'autorità locale italiana competente[6].

    Parallelamente, la Commissione rende prioritari i propri sforzi di attuazione nei casi in cui si evidenzi una violazione sistematica del diritto dell'UE[7]. La Commissione ha avviato al riguardo un dialogo con tutti gli Stati membri per dare seguito alle raccomandazioni contenute nella sua relazione del 2019.

    Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2021
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