Interrogazione parlamentare - O-000070/2013Interrogazione parlamentare
O-000070/2013

  Depenalizzazione del reato di diffamazione

18.6.2013

Interrogazione con richiesta di risposta orale O-000070/2013
alla Commissione
Articolo 115 del regolamento
Licia Ronzulli, Joseph Daul, Giovanni La Via, Salvatore Iacolino, Carlo Fidanza, Salvatore Tatarella, Georgios Koumoutsakos, Amalia Sartori, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid, Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė, Rosa Estaràs Ferragut, Santiago Fisas Ayxela, Verónica Lope Fontagné, Alejo Vidal-Quadras, Antonio Cancian, Paul Rübig, Alfredo Pallone, Sergio Paolo Francesco Silvestris, Sergio Berlato, Clemente Mastella, Jean Roatta, Crescenzio Rivellini, Fabrizio Bertot, David Casa, Roberta Metsola, Paolo Bartolozzi, Raffaele Baldassarre, Aldo Patriciello, Iva Zanicchi, Antonello Antinoro, Marco Scurria, Lorenzo Fontana, Matteo Salvini, Mario Borghezio, Roberta Angelilli, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Jarosław Leszek Wałęsa, Axel Voss, Konstantinos Poupakis, Ioannis A. Tsoukalas, Gino Trematerra, Anja Weisgerber, Cristiana Muscardini, Oreste Rossi, Sabine Verheyen, Erminia Mazzoni, Dominique Riquet, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Csaba Sógor, Franck Proust

Ancora troppi Stati membri dell'Unione europea adottano nei confronti del reato di diffamazione normative eccessivamente rigide e punitive. In Francia, ad esempio, è previsto il carcere nel caso in cui la persona offesa appartenga a una categoria specifica stabilita dalla legge, causando delle discriminazioni pesantissime e creando una tutela "a due velocità" dell'onore dei cittadini. Allo stesso modo la Germania prevede pene detentive che possono elevarsi fino a cinque anni, e in Spagna fino a due anni. In Italia negli ultimi mesi due direttori di giornale sono stati condannati a pene detentive perché dichiarati colpevoli del reato di diffamazione o omesso controllo. In particolare il 26 settembre 2012 al direttore Alessandro Sallusti è stata comminata la pena di 14 mesi di reclusione per diffamazione, mentre il 23 maggio 2013 il direttore Giorgio Mulè è stato condannato a 8 mesi di carcere, senza sospensione condizionale della pena, per il reato di omesso controllo, cosi come i giornalisti Andrea Marcenaro e Riccardo Arena condannati a un anno di reclusione. Lo scorso 29 maggio la rappresentante per i media dell'OSCE Dunja Mijatovic ha affermato la necessità anche per l'Italia di intervenire per una rapida riforma della legge, depenalizzando il reato di diffamazione. La stessa rappresentante ha sottolineato che in una moderna democrazia nessuno dovrebbe essere imprigionato per quello che scrive. Sul tema in più di un'occasione anche la Corte europea dei diritti dell'uomo ha sentenziato che la reclusione per il reato di diffamazione è sproporzionata e dannosa per una società democratica, ricordando che i tribunali civili sono in grado di rendere giustizia a chi si ritiene danneggiato nella propria reputazione. Prevedere la reclusione per il reato di diffamazione impedisce la completa realizzazione del principio di libertà di espressione, con gravi ripercussioni sull’efficacia e la completezza della comunicazione in tutta Europa.

Alla luce di quanto affermato, quali iniziative concrete intende portare avanti la Commissione per sensibilizzare gli Stati membri sull'importanza di approvare norme equilibrate in materia, in grado di garantire piena libertà di espressione, il diritto dei cittadini a essere adeguatamente informati e, al contempo, la tutela dell'onore dei soggetti coinvolti? Quali azioni ha intenzione di portare avanti la Commissione affinché gli Stati membri possano adottare spontaneamente linee guida comuni per depenalizzare il reato di diffamazione?

Presentazione: 18.6.2013

Notifica: 20.6.2013

Scadenza: 27.6.2013