Procedura : 2013/2836(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : O-000101/2013

Testi presentati :

O-000101/2013 (B7-0513/2013)

Discussioni :

PV 10/10/2013 - 3
CRE 10/10/2013 - 3

Votazioni :

Testi approvati :


Interrogazioni parlamentari
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30 settembre 2013
O-000101/2013

Interrogazione con richiesta di risposta orale O-000101/2013

alla Commissione

Articolo 115 del regolamento

Cornelis de Jong, Patrick Le Hyaric, Marisa Matias, Paul Murphy, Helmut Scholz, Alda Sousa, Gabriele Zimmer

a nome del gruppo GUE/NGL


  Oggetto:  Stato di diritto e diritti umani in Russia, con particolare riferimento alla xenofobia e all'omofobia

 Risposta in Aula 

L'Unione europea continua ad adoperarsi per approfondire e sviluppare ulteriormente le relazioni con la Russia. Proseguono, inoltre, i negoziati per un nuovo accordo che dovrebbe fornire un quadro più completo per le relazioni UE-Russia e riflettere il rafforzamento della cooperazione avviata agli inizi degli anni '90.

In varie occasioni il Parlamento europeo ha espresso preoccupazione riguardo all'aggravarsi della situazione dei diritti umani in Russia, con particolare riferimento all'adozione di diversi atti normativi che comportano una restrizione delle libertà di espressione, di riunione e di associazione, nella fattispecie la legge sugli "agenti stranieri" e le leggi federali e regionali "antipropaganda". Lo scorso anno personalità di spicco dell'opposizione democratica sono state sottoposte a procedimenti giudiziari.

La nuova legge russa, che di fatto vieta l'attivismo pubblico da parte di persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersex (LGBTI), è riuscita soltanto a creare un clima di intolleranza e a promuovere la violenza da parte dei gruppi di vigilantes urbani. Dopo la sua adozione è cresciuto in Russia il vigilantismo omofobo e numerose organizzazioni hanno denunciato un aumento delle aggressioni violente di matrice xenofoba e omofoba. Vi sono prove di attacchi e torture inflitti da gruppi di ultranazionalisti a persone LGBT, anche adolescenti, mentre sono in aumento i casi di intimidazione e violenza nei confronti degli immigrati e delle minoranze etniche. Le autorità non sono intervenute per proteggere le vittime e perseguire i responsabili delle aggressioni, nonostante le violenze siano state filmate e i video pubblicati su Internet dagli stessi aggressori.

Le autorità russe hanno preso di mira organizzazioni LGBTI quali il Vyhod (Coming out) di S. Pietroburgo e il festival del cinema dedicato alle tematiche LGBTI Bok o Bok (Fianco a fianco), che si svolge nella medesima città. Ad esse e ai loro leader sono state irrogate le sanzioni pecuniarie previste dalla cosiddetta "legge sugli agenti stranieri".

La decisione della polizia penitenziaria russa di trasferire in una cella di isolamento l'esponente della band punk Pussy Riot rinchiusa in carcere, dopo che la ragazza aveva denunciato le condizioni di detenzione, evidenzia un altro ambito problematico della società russa. 

1.  Quale seguito hanno dato la Commissione e il SEAE alla risoluzione del Parlamento del 13 giugno 2013 sullo Stato di diritto in Russia?

2.  In quali termini ha la Commissione manifestato le preoccupazioni in oggetto in occasione del vertice UE-Russia tenutosi a giugno a Ekaterinburg con i leader russi?

3.  In che modo intendono il SEAE e la Commissione continuare a dare voce alle preoccupazioni in materia di diritti umani e Stato di diritto in Russia?

Presentazione: 30.9.2013

Notifica: 2.10.2013

Scadenza: 9.10.2013

Lingua originale dell'interrogazione: EN 
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