Interrogazioni parlamentari
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7 aprile 2015
O-000034/2015
Interrogazione con richiesta di risposta orale O-000034/2015
alla Commissione
Articolo 128 del regolamento
Lidia Senra Rodríguez, Miguel Viegas, Ángela Vallina, Pablo Iglesias, Patrick Le Hyaric, Anja Hazekamp, João Ferreira, Marina Albiol Guzmán, Marisa Matias, Younous Omarjee, Neoklis Sylikiotis, Sabine Lösing, Paloma López Bermejo, Stefan Eck, Emmanouil Glezos, Sofia Sakorafa, Helmut Scholz, Fabio De Masi, Josu Juaristi Abaunz, Lola Sánchez Caldentey, Inês Cristina Zuber, Estefanía Torres Martínez, Miguel Urbán Crespo, Javier Couso Permuy, Luke Ming Flanagan, Kostas Chrysogonos, a nome del gruppo GUE/NGL

 Oggetto: Fine delle quote latte

Il 31 marzo 2015 ha segnato la fine delle quote latte nell'UE. La Commissione ha abrogato ogni normativa in materia di mercato e produzione senza tenere conto dei segnali che preannunciavano un disastro nel breve periodo. L'"atterraggio morbido" ha dato adito a una crisi gravissima nel settore lattiero-caseario nel 2009, che ha richiesto ulteriori interventi. Nel 2012 è stato approvato quindi il "pacchetto latte", un pacchetto che oggi non è in grado di affrontare la crisi in cui è precipitato il settore. Nella sua relazione relativa al mercato lattiero-caseario del 13 giugno 2014, la Commissione stessa ha espresso dubbi sulla capacità del quadro normativo dell'UE di affrontare l'estrema volatilità del mercato dopo la fine del sistema di quote.

Nel mese di novembre, l'incremento della produzione nella stagione 2014/2015 è stato pari al 4,7%, e la situazione internazionale del mercato era complicata dal fatto che paesi come gli Stati Uniti, l'Australia e la Nuova Zelanda avevano aumentato la loro produzione rispettivamente del 2,4 %, 2,6 % e 4,1 %. La domanda cinese ha subito una contrazione e le esportazioni verso il mercato russo sono attualmente bloccate per effetto del veto, mentre si assiste alla proliferazione delle torri di essiccazione per il latte in polvere. I prezzi alla produzione sono in declino e registrano percentuali diverse in ogni Stato membro, in alcuni superano il 20 %. La Commissione, tuttavia, continua a dichiarare che il mercato mondiale è in crescita e che gli agricoltori europei possono investire e aumentare la loro produzione. Il modello che segue tale privatizzazione della politica lattiero-casearia da parte della Commissione ci condurrà a un'UE in cui 15 000 aziende agricole con 1 000 mucche produrranno il medesimo volume attuale, ma l'impatto negativo in termini di perdite di posti di lavoro e danno ambientale sarà molto più alto, così come l'impatto nei paesi meridionali.

Intende la Commissione incentrare il dibattito soltanto su strumenti intesi ad affrontare la crisi o intende aprire una discussione autentica e approfondita che miri ad avviare politiche reali finalizzate a impedire una crisi nel settore lattiero-caseario europeo? Intende la Commissione incentrare nuovamente l'attenzione della strategia lattiero-casearia dell'UE sull'offerta del mercato europeo, con misure di regolamentazione del mercato che adattino l'offerta alla domanda, o lascerà il settore completamente vulnerabile, dipendente da fattori esterni e soggetto a un'enorme volatilità dei prezzi?

Intende la Commissione attuare politiche per una produzione basata su pascoli e foraggi europei, provvedendo ad ampliare il diritto di produzione, onde mantenere e ripristinare la produzione di latte in molte aree già abbandonate e che riguardano gli agricoltori di tutti i paesi?

Lingua originale dell'interrogazione: EN
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