Procedura : 2015/2967(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : O-000136/2015

Testi presentati :

O-000136/2015 (B8-1109/2015)

Discussioni :

PV 02/12/2015 - 16
CRE 02/12/2015 - 16

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Testi approvati :


Interrogazioni parlamentari
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28 ottobre 2015
O-000136/2015
Interrogazione con richiesta di risposta orale O-000136/2015
al Consiglio
Articolo 128 del regolamento
Evelyn Regner, Maria Arena, a nome del gruppo S&D
Tadeusz Zwiefka, Mariya Gabriel, Constance Le Grip, a nome del gruppo PPE

 Oggetto: Equilibrio di genere fra gli amministratori senza incarichi esecutivi delle società quotate in borsa (proposta di direttiva sulle donne nei consigli di amministrazione)
 Risposta in Aula 

Per migliorare la continua scarsa rappresentanza femminile nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa all'interno dell'UE, nel 2012 la Commissione ha proposto una direttiva finalizzata a introdurre un obiettivo volto a garantire che almeno il 40% dei membri del consiglio di amministrazione senza incarichi esecutivi appartenga al genere sottorappresentato. La proposta di direttiva comprende un obiettivo flessibile per gli amministratori con incarichi esecutivi, che sarebbe fissato dalle stesse società. La base giuridica della proposta è l'articolo 157, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, volto ad assicurare l'applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, inclusa l'azione positiva.

La prima lettura della proposta da parte del Parlamento in qualità di colegislatore risale al novembre 2013. La posizione adottata in prima lettura dal Parlamento consiste in un testo estremamente equilibrato, sostenuto dalle principali forze politiche.

Dalla pubblicazione della proposta della Commissione, la rappresentanza delle donne nei consigli di amministrazione è aumentata passando dal 16,6% al 18,6% nel 2014. Le pressioni a livello legislativo sembrano essere un fattore incisivo che contribuisce a cambiare le strutture esistenti.

Fino ad ora il Consiglio non ha formulato una posizione comune né si è rivolto al Parlamento per discutere ufficialmente della proposta.

L'attuale presidenza lussemburghese del Consiglio si è chiaramente espressa a favore della proposta di direttiva, in occasione della presentazione del suo programma durante la riunione della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere del Parlamento, il 14 luglio 2015.

Spetta ora al Consiglio e agli Stati membri raggiungere un accordo e finalizzare la proposta nel corso di una delle prossime presidenze.

Può il Consiglio far sapere qual è la situazione riguardante la proposta citata? Quali sono i principali elementi problematici che impediscono agli Stati membri di trovare una posizione comune?

In che modo la presidenza lussemburghese cerca di promuovere la rapida adozione di una posizione comune e come intende coinvolgere i colegislatori nei suoi tentativi?

Lingua originale dell'interrogazione: EN
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