Procedura : 2017/3019(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : O-000099/2017

Testi presentati :

O-000099/2017 (B8-0002/2018)

Discussioni :

PV 07/02/2018 - 14
CRE 07/02/2018 - 14

Votazioni :

Testi approvati :


Interrogazioni parlamentari
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14 dicembre 2017
O-000099/2017
Interrogazione con richiesta di risposta orale O-000099/2017
al Consiglio
Articolo 128 del regolamento
Danuta Maria Hübner, a nome della commissione per gli affari costituzionali

 Oggetto: Riforma della legge elettorale UE
 Risposta in Aula 

In data 11 novembre 2015 il Parlamento ha approvato in plenaria la propria proposta relativa alle disposizioni di modifica dell'Atto relativo all'elezione dei membri al Parlamento europeo a suffragio universale diretto, che è stata trasmessa al Consiglio per delibere e decisione ai sensi dell'articolo 223, paragrafo 1 TFUE. Il Parlamento europeo ha proposto una serie di misure allo scopo di rafforzare la dimensione europea delle elezioni e di assicurare una maggiore uguaglianza elettorale per i cittadini dell'Unione.

Dall'approvazione della risoluzione del Parlamento, cinque presidenze del Consiglio (Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovacchia, Malta e ora l'Estonia) hanno lavorato sulla proposta del Parlamento, ma nessuna di esse ha trasmesso al Parlamento un risultato formale o informale delle deliberazioni del Consiglio.

In base all'articolo 223, paragrafo 1 TFUE, il Parlamento europeo deve dare la sua approvazione alla decisione del Consiglio che, per entrare in vigore, deve essere preventivamente ratificata dagli Stati membri. Al fine di garantire che questa riforma sia applicabile per le elezioni europee del 2019, il dossier deve essere finalizzato entro la primavera del 2018 (in alcuni degli Stati membri le modifiche alla legge elettorale devono infatti entrare in vigore 12 mesi prima delle elezioni). Senza la riforma dell'Atto relativo alle elezioni, le prossime elezioni europee si svolgeranno in base alle regole del 1976 con tutte le relative carenze e lacune, sprecando l'opportunità di migliorare l'affluenza e la partecipazione alle elezioni del 2019. Si tratta oltretutto di una questione di autentica cooperazione interistituzionale con il Parlamento, in quanto rappresentanza diretta dei cittadini europei, che ha fatto ricorso al suo diritto di iniziativa legislativa per l'Atto relativo alle elezioni europee ai sensi dell'articolo 223, paragrafo 1 TFUE.

Può il Consiglio comunicare al Parlamento, in quanto colegislatore, il calendario cui intende aderire per finalizzare la proposta del Parlamento e illustrare i motivi dei ritardi nel migliorare le regole per l'elezione dei membri al Parlamento europeo sulla scorta delle proposte formulate dal Parlamento nel 2015?

Lingua originale dell'interrogazione: EN
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