Applicazione delle norme sulle "porte girevoli" da parte della Commissione
15.10.2021
Interrogazione con richiesta di risposta orale O-000067/2021
alla Commissione
Articolo 136 del regolamento
Daniel Freund (Verts/ALE), Damian Boeselager (Verts/ALE), Marie Toussaint (Verts/ALE), Eleonora Evi (Verts/ALE), Ernest Urtasun (Verts/ALE), Rasmus Andresen (Verts/ALE), Karen Melchior (Renew), Anna Júlia Donáth (Renew), Sabrina Pignedoli (NI), Katalin Cseh (Renew), Ivan Štefanec (PPE), Pascal Durand (Renew), Michèle Rivasi (Verts/ALE), Anna Cavazzini (Verts/ALE), Sarah Wiener (Verts/ALE), Niklas Nienaß (Verts/ALE), Helmut Scholz (The Left), Danuta Maria Hübner (PPE), Vlad Gheorghe (Renew), Katrin Langensiepen (Verts/ALE), Damien Carême (Verts/ALE), Sven Giegold (Verts/ALE), Ramona Strugariu (Renew), Philippe Lamberts (Verts/ALE), Alexandra Geese (Verts/ALE), Reinhard Bütikofer (Verts/ALE), Jutta Paulus (Verts/ALE), Michael Bloss (Verts/ALE), Sergey Lagodinsky (Verts/ALE), Lara Wolters (S&D), Anna Deparnay-Grunenberg (Verts/ALE), Ciarán Cuffe (Verts/ALE), Moritz Körner (Renew), Stelios Kouloglou (The Left), Terry Reintke (Verts/ALE), Fabio Massimo Castaldo (NI), Włodzimierz Cimoszewicz (S&D)
Rispetto a molti Stati membri, le norme delle istituzioni dell'UE che disciplinano i casi di "porte girevoli" sono tra le più avanzate nel loro genere. Gli ex commissari e tutti gli alti funzionari hanno il divieto di esercitare attività di lobbying presso la loro ex istituzione di appartenenza per un determinato periodo di tempo che varia dai 12 ai 36 mesi dopo la cessazione dell'incarico.
Nel 2019 la Commissione europea ha respinto solo tre delle 363 richieste di autorizzazione presentate da ex funzionari dell'UE per svolgere nuove attività professionali. Ha invece autorizzato una serie di nuove attività che rischiano fortemente di essere incompatibili con il divieto di esercitare attività di lobbying subito dopo la cessazione del mandato. Un ex commissario ha recentemente ottenuto l'autorizzazione ad esercitare 17 diverse incarichi professionali durante il suo periodo di incompatibilità, di cui sette sono presso organizzazioni/società registrate come lobbiste nel registro per la trasparenza, compresa la sua società di consulenza. Nel settembre 2021 un altro ex commissario ha avviato una collaborazione con uno studio legale di lobbying nel bel mezzo del suo periodo di incompatibilità, senza che la Commissione avesse concesso alcuna forma di approvazione per l'attività. Un altro caso di rilievo è quello dell'ex capo dell'unità Coordinamento normativo e mercati presso la direzione generale delle Reti di comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie, che ha ottenuto un congedo per lavorare per la società Vodafone. Tale società lo ha assunto per le sue "conoscenze e competenze in campo normativo" e l'ex funzionario ha poi partecipato a diversi eventi di lobbying organizzati dalla stessa, malgrado le restrizioni in materia di lobbying impostegli dalla Commissione.
Sebbene la Commissione abbia imposto alcune limitazioni in fase di approvazione di molte richieste di impieghi successivi, non è chiaro in che modo si assicuri che tali condizioni siano rispettate. Alla luce di ciò, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:
- 1.In che modo intende monitorare e assicurare il rispetto delle condizioni che ha imposto agli ex funzionari e commissari in merito alle nuove attività professionali?
- 2.Quali azioni ha intrapreso quando è venuta a conoscenza del mancato rispetto delle condizioni relative ai nuovi impieghi da parte di un ex funzionario o commissario?
- 3.In che modo intende attuare in futuro le norme sulle "porte girevoli" sia per i commissari che per gli alti funzionari attraverso un organismo indipendente dell'UE responsabile delle questioni di etica?
Presentazione: 15.10.2021
Scadenza: 16.1.2022