Interrogazione parlamentare - P-004292/2025Interrogazione parlamentare
P-004292/2025

Destinazione dei rifiuti biodegradabili provenienti dalla manutenzione di parchi e giardini

Interrogazione prioritaria con richiesta di risposta scritta  P-004292/2025
alla Commissione
Articolo 144 del regolamento
Dario Tamburrano (The Left), Danilo Della Valle (The Left), Mario Furore (The Left)

La direttiva 2008/98 include i "rifiuti biodegradabili di giardini e parchi" fra i rifiuti organici che vanno obbligatoriamente differenziati e riciclati alla fonte o raccolti in modo differenziato.

In Italia, dal 2024, un decreto[1] del ministero dell'Ambiente inserisce invece "potature, ramaglie e residui dalla manutenzione del verde pubblico e privato"[2] fra i materiali utilizzabili negli impianti a biomasse per produrre elettricità rinnovabile incentivata.

Contemporaneamente, l'Italia inserisce i materiali provenienti da "attività di cura e manutenzione del paesaggio e del verde pubblico e privato" fra i rifiuti urbani. Il conferimento però non risulta obbligatorio. Inoltre, l'utente solitamente paga per avviare i rifiuti urbani al recupero – mentre chi conferisce potature e simili agli impianti a biomassa anziché pagare, viene retribuito.

Sugli scarti provenienti dal verde ornamentale, l'Italia appare recidiva. Nel 2016 inserì sfalci e potature fra le biomasse energetiche. Ne scaturì il caso EU-Pilot 2017/9180/ENVI[3]. A quanto noto[4], l'Italia evitò la procedura di infrazione classificando successivamente sfalci e potature come rifiuti.

Il decreto secondo il quale potature, ramaglie e residui dalla manutenzione del verde pubblico e privato sono ora utilizzabili negli impianti a biomasse svuota di ogni efficacia la loro classificazione come rifiuti.

Sostenitore[5]

Presentazione: 31.10.2025

Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2025
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