Interrogazione parlamentare - P-0102/2000(ASW)Interrogazione parlamentare
P-0102/2000(ASW)

Risposta data dalla sig.ra Reding a nome della Commissione

La Commissione ha riconosciuto che lo sport rappresenta uno strumento essenziale di integrazione sociale e di istruzione[1] nella società europea. La Commissione è favorevole a una nuova partnership fra i vari operatori del settore sportivo - organizzazioni sportive, autorità nazionali e istituzioni comunitarie - al fine di tutelare e potenziare il valore sociale delle attività fisiche e sportive.

Per quanto riguarda l'organizzazione dello sport, la Commissione sottolinea che questa può variare sensibilmente da uno Stato membro all'altro. Non in tutti gli Stati membri esiste una normativa sullo sport. Inoltre, la differenze fra sport professionistico e sport dilettantistico non risultano sempre definite in maniera chiara e precisa. Come ha sottolineato l'avvocato generale Cosmas nelle sue conclusioni[2] nella causa Deliège, "il carattere economico o meno dell'attività di un atleta dovrà essere ricercato negli elementi concreti che definiscono tale attività e non nelle dichiarazioni delle federazioni sportive". Spetta quindi ai tribunali e non alle federazioni sportive stabilire la portata professionale o meno di un'attività sportiva.

La Commissione ritiene inoltre che il diritto comunitario tenga già conto di alcune caratteristiche peculiari dello sport, soprattutto per quanto riguarda quello dilettantistico. Essa riconosce ad esempio l'esistenza di specifiche prassi sportive legate alle leggi delle attività o alla capacità di auto-organizzazione delle organizzazioni sportive, che sfuggono alle regole della concorrenza. Per quanto precede, la Commissione non considera necessario allo stato attuale prevedere una riforma dei trattati al fine di riconoscere la specificità dello sport dilettantistico.

GU C 225 E del 08/08/2000