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Interrogazioni parlamentari
PDF 34kWORD 68k
9 gennaio 2008
P-5938/2007(ASW)
Risposta data da Günter Verheugen a nome della Commissione
Riferimento dell'interrogazione: P-5938/2007

La Commissione è consapevole dell'esistenza del concetto errato che attribuisce al contrassegno CE il significato di «Chinese export». La Commissione non è a conoscenza dell'esistenza di un contrassegno «China export» ma ritiene che il marchio cui fa riferimento l'onorevole parlamentare rappresenti il contrassegno CE previsto dalla legislazione europea senza, tuttavia, rispettare le dimensioni e le proporzioni in essa descritte.

La Commissione è cosciente del fatto che il contrassegno CE, come qualsiasi altro marchio, è utilizzato indebitamente, ad es. esso è affisso a prodotti che non soddisfano i requisiti e le condizioni di apposizione oppure è applicato a prodotti per i quali non è previsto. Esistono anche casi in cui, sebbene il prodotto sia conforme ai requisiti applicabili, la marcatura CE non rispetta i requisiti formali, in particolare la forma del marchio CE o le dimensioni e proporzioni prescritte dalla legislazione.

La Commissione ritiene il controllo del mercato un elemento determinante per evitare la contraffazione del marchio CE. Secondo il principio di sussidiarietà, il controllo del mercato rappresenta soprattutto un compito degli Stati membri. I prodotti che recano la marcatura CE, sebbene non soddisfino i requisiti applicabili devono essere identificati dalle autorità nazionali competenti e successivamente ritirati dal mercato.

Visto che il controllo del mercato non viene effettuato ad un livello uniforme attraverso i paesi dell'UE, la Commissione ritiene necessario stabilire un quadro legislativo comunitario per garantire un controllo coerente. La Commissione, perciò, propone un progetto di regolamento che stabilisce i requisiti per il controllo del mercato relativi alla commercializzazione dei prodotti(1). Questo progetto di regolamento ha lo scopo di rafforzare le misure di controllo per prodotti industriali e di renderle più efficaci in tutti gli Stati membri, essendo i beni di consumo già coperti dalla direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti(2). La proposta stabilisce requisiti minimi in termini di risorse e di attività di controllo e fissa obblighi di cooperazione e informazione fra le autorità, a livello nazionale e transfrontaliero. Inoltre, essa intende sancire un obbligo per gli Stati membri di eseguire controlli appropriati sulle caratteristiche di un prodotto ad un livello adeguato prima che esso venga messo liberamente in circolazione. Tale proposta, poi, introdurrà la possibilità che le autorità nazionali distruggano prodotti non conformi. Essa prevede anche la base giuridica per gli Stati membri allo scopo di imporre sanzioni nel caso di utilizzo indebito che dovrebbe servire da deterrente. Tuttavia spetta agli Stati membri esercitare effettivamente questo potere.

La Commissione è in contatto costante con le autorità cinesi per garantire che gli esportatori di quel paese rispettino la legislazione comunitaria.

La Commissione ha già avviato la procedura per registrare la marcatura CE quale marchio collettivo comunitario. Le autorità nazionali di controllo del mercato disporranno di mezzi supplementari per adottare un'azione legale contro i produttori che commercializzano prodotti non conformi e che utilizzano in modo improprio il marchio CE. Inoltre, gli operatori/concorrenti economici saranno autorizzati ad avviare procedure di infrazione e a richiedere risarcimenti.

(1)COM(2007)37 def.
(2)Direttiva 2001/95/CE del Parlamento e del Consiglio, del 3 dicembre 2001, relativa alla sicurezza generale dei prodotti, GU L 11 del 15.1.2002.

GU C 191 del 29/07/2008
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