PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE La repressione sistematica dei diritti umani in Iran, in particolare i casi di Pakhshan Azizi e Wrisha Moradi, e la presa in ostaggio di cittadini dell'UE
22.1.2025 - (2025/2511(RSP))
in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:
B10‑0066/2025 (Verts/ALE)
B10‑0073/2025 (S&D)
B10‑0082/2025 (Renew)
B10‑0085/2025 (PPE)
B10‑0086/2025 (ECR)
Sebastião Bugalho, Tomáš Zdechovský, Loucas Fourlas, Isabel Wiseler‑Lima, David McAllister, Michael Gahler, Željana Zovko, Christophe Gomart, Isabel Benjumea Benjumea, Javier Zarzalejos, Luděk Niedermayer, Wouter Beke, Davor Ivo Stier, Michał Wawrykiewicz, Jessica Polfjärd, Danuše Nerudová, Andrey Kovatchev, Inese Vaidere
a nome del gruppo PPE
Yannis Maniatis, Francisco Assis, Evin Incir, Chloé Ridel, Daniel Attard, Alessandra Moretti
a nome del gruppo S&D
Rihards Kols, Mariusz Kamiński, Sebastian Tynkkynen, Carlo Fidanza, Reinis Pozņaks, Aurelijus Veryga, Ondřej Krutílek, Veronika Vrecionová, Alberico Gambino, Joachim Stanisław Brudziński, Dick Erixon, Beatrice Timgren, Waldemar Tomaszewski, Alexandr Vondra, Marion Maréchal, Małgorzata Gosiewska, Carlo Ciccioli, Charlie Weimers
a nome del gruppo ECR
Petras Auštrevičius, Oihane Agirregoitia Martínez, Malik Azmani, Dan Barna, Benoit Cassart, Olivier Chastel, Veronika Cifrová Ostrihoňová, Bart Groothuis, Bernard Guetta, Svenja Hahn, Karin Karlsbro, Ľubica Karvašová, Ilhan Kyuchyuk, Nathalie Loiseau, Jan‑Christoph Oetjen, Urmas Paet, Marie‑Agnes Strack‑Zimmermann, Hilde Vautmans, Sophie Wilmès, Lucia Yar
a nome del gruppo Renew
Hannah Neumann
a nome del gruppo Verts/ALE
Per Clausen, Hanna Gedin, Jonas Sjöstedt
Risoluzione del Parlamento europeo sulla repressione sistematica dei diritti umani in Iran, in particolare i casi di Pakhshan Azizi e Wrisha Moradi, e la presa in ostaggio di cittadini dell'UE
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sull'Iran,
– visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,
A. considerando che la situazione dei diritti umani in Iran si è notevolmente aggravata, con un netto aumento delle esecuzioni che, solo nel 2024, hanno portato alla morte di oltre 900 persone, molte delle quali erano donne, dissidenti politici e persone legate alle proteste scoppiate dopo l'assassinio di Jina Mahsa Amini;
B. considerando che l'assistente sociale Pakhshan Azizi e l'attivista per i diritti delle donne Verisheh (Wrisha) Moradi, entrambe attiviste curde che hanno combattuto l'ISIS in Kurdistan, sono state condannate a morte per "ribellione armata contro lo Stato"; che è stato loro negato il diritto a un processo equo e che sono state sottoposte a torture e detenute in isolamento;
C. considerando che nel gennaio 2025 la Corte suprema iraniana ha confermato la condanna a morte di Pakhshan Azizi e di altre persone;
D. considerando che decine di cittadini dell'UE innocenti sono stati detenuti arbitrariamente in Iran, senza poter beneficiare di un equo processo, nel contesto di una più ampia strategia di diplomazia degli ostaggi attuata dall'Iran;
1. denuncia la repressione smisurata dei diritti umani da parte del regime iraniano, in particolare le persecuzioni contro le attiviste; deplora fortemente la sentenza di condanna a morte nei confronti di Pakhshan Azizi e Wrisha Moradi; chiede che l'Iran rilasci immediatamente e senza condizioni tutti i difensori dei diritti umani e i prigionieri politici detenuti ingiustamente, tra cui Pakhshan Azizi, Wrisha Moradi e almeno altri 56 prigionieri politici nel braccio della morte;
2. ribadisce la sua ferma opposizione alla pena di morte e invita il governo iraniano a introdurre una moratoria immediata e ad abolire tale pena;
3. invita l'UE e i suoi Stati membri a intensificare il loro sostegno ai difensori dei diritti umani iraniani ed esprime pieno sostegno e solidarietà agli iraniani uniti nel movimento "Donna, vita, libertà";
4. esorta le autorità iraniane a rilasciare immediatamente e rimpatriare in sicurezza i cittadini dell'UE, tra cui Olivier Grondeau, Cécile Kohler, Jacques Parigi e Ahmadreza Djalali, nonché a ritirare tutte le accuse nei loro confronti; condanna fermamente il ricorso alla diplomazia degli ostaggi da parte dell'Iran; invita l'UE e i suoi Stati membri a intraprendere sforzi diplomatici congiunti e a collaborare per ottenerne il rilascio;
5. condanna la repressione sistematica dei movimenti per i diritti umani e la persecuzione delle minoranze ad opera del regime iraniano, tra cui curdi, beluci, cristiani – perseguitati dopo la conversione – e baha'i, tutti vittime di discriminazioni etniche e religiose, arresti e violazioni dei diritti fondamentali volti a mettere a tacere il dissenso;
6. rinnova il suo invito al Consiglio a designare il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche come organizzazione terroristica e a estendere le sanzioni dell'UE a tutte le persone responsabili di violazioni dei diritti umani, compresi la guida suprema Ali Khamenei, il presidente Masoud Pezeshkian, il capo della magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Eje' i, il procuratore generale Mohammad Movahedi-Azad e il giudice Iman Afshari;
7. ribadisce il suo invito a fornire maggiore sostegno economico alla società civile iraniana;
8. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'Assemblea consultiva islamica nonché alla guida suprema della Repubblica islamica dell'Iran.