Proposta di risoluzione comune - RC-B6-0218/2004Proposta di risoluzione comune
RC-B6-0218/2004

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE

15.12.2004

presentata a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento da
in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi: sulla situazione nella Repubblica Democratica del Congo

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RC-B6-0218/2004
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Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nella Repubblica Democratica del Congo

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.  considerando i solenni impegni adottati in occasione della Conferenza dell'ONU sui Grandi laghi africani, a Dar es Salaam, in presenza di sedici capi di Stato africani,

B.  considerando che, a meno di una settimana dalla fine di tale Conferenza, le truppe ruandesi sono entrate, per la terza volta in dieci anni, nel territorio della Repubblica Democratica del Congo (RDC),

C.  considerando che a seguito della ripresa delle ostilità la popolazione civile delle regioni orientali della RDC è quotidianamente vittima di crimini di guerra e di gravi violazioni dei diritti dell'uomo; indignato dinanzi al ricorso a violenze sessuali e a stupri, utilizzati come armi da guerra nei confronti delle donne congolesi che, nella maggior parte dei casi, non hanno accesso alle cure mediche di cui necessitano,

D.  indignato dalle notizie che riportano casi di stupri, di pedofilia e di altri atti di violenza perpetrati da taluni membri del personale militare e civile della MONUC nei confronti della popolazione civile,

E.  considerando che la RDC lotta per riaversi da un conflitto devastante durato sei anni, causa di oltre 3 milioni di morti e che continua a destabilizzare l'Africa centrale e a causare sofferenze immani alla popolazione civile del paese,

F.  considerando che la RDC si trova in una fase di transizione estremamente delicata, con il difficile compito di creare istituzioni valide, e sottolineando che per il successo di tale fase è necessaria la cooperazione di tutte le parti interessate,

G.  considerando che la presenza di forze armate del Ruanda, del governo caduto nel 1994, serve da oltre dieci anni da pretesto alla presenza delle truppe dell'attuale governo del Ruanda nella RDC,

H.  considerando che la comunità internazionale ha sottovalutato la necessità di un'azione contro la Interahamwe e l'ex FAR (forze armate ruandesi),

I.  considerando che il rapporto della commissione di inchiesta dell'ONU dell'agosto 2004 sottolinea il ruolo svolto dal Ruanda, che ha appoggiato e armato le forze ribelli al governo congolese, in particolare quelle che hanno occupato la città di Bukavu, e il deposito di armi nel Kivu ad opera delle forze ruandesi,

J.  considerando che nell'agosto 2003 le Nazioni Unite hanno stimato che il conflitto armato aveva causato 3,4 milioni di sfollati congolesi e che per la maggior parte essi si trovano nelle regioni orientali della RDC,

K.  considerando la volontà dell'Unione africana di partecipare in modo più attivo al disarmo dei gruppi armati illegali, in particolare di quelli ruandesi, con base nelle regioni orientali della RDC,

L.  considerando che, stando al rapporto del Consiglio di sicurezza dell'ONU, le armi continuano ad affluire in modo illegale attraverso le frontiere della RDC,

M.  considerando che è più che mai indispensabile disarmare i gruppi armati stanziati nel territorio della RDC, come previsto dagli accordi di Lusaka del 1999 e di Pretoria del 2002,

N.  considerando che nella regione dell'Ituri e nelle province del Kivu settentrionale e meridionale non è tornata la pace e che il persistente sfruttamento illegale delle risorse naturali continua ad alimentare il conflitto,

1.  condanna l'azione militare unilaterale del Ruanda e chiede il ritiro immediato e incondizionato delle sue truppe dal territorio congolese;

2.  reputa che i rischi legati a tale azione unilaterale generino gravi conseguenze per il processo di pace e stabilità nella regione dei Grandi laghi; sottolinea che tutti gli impegni debbono essere rispettati;

3.  chiede al governo del Ruanda di rispettare l'integrità territoriale della RDC e invita tutte le parti coinvolte nel conflitto a osservare gli accordi di pace del 2003 e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, e a conformarsi ad essi;

4.  evidenzia che in occasione della Conferenza internazionale di pace e sicurezza sulla regione dei Grandi laghi, svoltasi il 20 novembre a Dar es Salaam, in Tanzania, i Capi di Stato si sono impegnati a porre fine ai conflitti nella regione;

5.  condanna vivamente le violenze sessuali e gli stupri commessi in grande quantità dai gruppi armati e da taluni membri del personale militare e civile della MONUC;

6.  invita il governo della RDC ad attuare un programma di emergenza medica per le vittime di violenze sessuali nelle regioni orientali del paese;

7.  chiede la governo congolese, nel contesto del ripristino dello Stato di diritto, di tradurre alla giustizia tutte le persone responsabili di atti di violenza;

8.  si compiace della decisione adottata dalle Nazioni Unite di effettuare un'inchiesta sulle asserzioni di atti di violenza sessuale nei confronti delle donne e, in attesa delle conclusioni dell'inchiesta, chiede la sospensione delle persone implicate;

9.  chiede al Consiglio di adottare tutte le misure di appoggio all'Unione africana per organizzare, in stretto contatto con la MONUC e sotto il mandato dell'ONU, il disarmo dei gruppi armati illegali che si trovano sul suolo congolese, in particolare di quelli dell'ex governo ruandese (gli interahamwe e ex FAR);

10.  auspica che le forze armate degli Stati membri dell'Unione europea partecipino attivamente alla formazione delle forze di pace dell'Unione africana e dell'esercito nazionale unificato congolese;

11.  chiede con insistenza al Consiglio di prevedere con urgenza una nuova missione dell'Unione europea nella RDC, su modello dell'operazione ARTEMIDE, per contribuire alla sicurezza nelle regioni orientali del paese, in particolare nella zone di frontiera con il Ruanda;

12.  chiede che sia rispettato l'embargo sulle armi e creato un meccanismo efficace per controllare i trasferimenti internazionali e nazionali di armi;

13.  chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di infliggere sanzioni (limitazioni di spostamento, divieti bancari) nei confronti delle persone la cui partecipazione al saccheggio delle ricchezze sarebbe stata comprovata, nonché di chiunque rimetta in causa con le proprie attività il processo di pace;

14.  chiede il rispetto del calendario elettorale, acciocché i cittadini congolesi possano scegliere liberamente e democraticamente i propri dirigenti;

15.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione all'Unione africana, ai governi del Congo e del Ruanda, al Segretario generale dell'ONU, nonché al Consiglio dell'Unione europea.