PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
16.11.2005
- –Hans-Gert Poettering, Elmar Brok e Michael Gahler, a nome del gruppo PPE-DE
- –Pasqualina Napoletano, a nome del gruppo PSE
- –Annemie Neyts-Uyttebroeck e Antoine Duquesne, a nome del gruppo ALDE
- –Angelika Beer, a nome del gruppo Verts/ALE
- –André Brie, Vittorio Agnoletto e Eva-Britt Svensson, a nome del gruppo GUE/NGL
- –Cristiana Muscardini, Mogens N. J. Camre, Ģirts Valdis Kristovskis e Romano Maria La Russa, a nome del gruppo UEN
- –ALDE (B6‑0585/2005)
- –GUE/NGL (B6‑0608/2005)
- –PSE (B6‑0609/2005)
- –UEN (B6‑0610/2005)
- –Verts/ALE (B6‑0611/2005)
- –PPE-DE (B6‑0612/2005)
Risoluzione del Parlamento europeo sull'Iran
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sull'Iran, in particolare quella del 13 ottobre 2005,
– viste le conclusioni del Consiglio "Affari generali" del 7 novembre 2005,
– viste le sue precedenti risoluzioni sul Medio Oriente, in particolare quelle del 23 ottobre 2003 e del 27 gennaio 2005,
– visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,
A. considerando che, durante una conferenza svoltasi mercoledì 26 ottobre 2005 a Teheran dal titolo "Il mondo senza sionismo", il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, richiamandosi al defunto leader rivoluzionario iraniano Ayatollah Ruhollah Khomeini, ha affermato che Israele deve essere "cancellato dalla carta geografica",
B. considerando l'immediata reazione della comunità internazionale, che ha fermamente respinto gli inviti alla violenza e alla distruzione di qualsiasi Stato,
C. considerando che anche all'interno dell'Iran emergono posizioni critiche sulle dichiarazioni del Presidente Ahmadinejad, assunte in particolare da personalità come l'ex Presidente Mohammad Khatami,
D. considerando che l'Iran sta conducendo negoziati con l'Unione europea sulla base di una proposta di dialogo globale anche su tematiche delicate, come il programma nucleare, la lotta contro il terrorismo internazionale, la cooperazione economica e i diritti dell'uomo,
1. condanna le dichiarazioni del Presidente iraniano sullo Stato di Israele e respinge fermamente qualsiasi invito alla distruzione di uno Stato che fa parte della comunità internazionale;
2. invita il governo dell'Iran a far fronte ai propri obblighi internazionali emananti dall'articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite e ad astenersi, nell'ambito delle sue relazioni internazionali, dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite;
3. esprime preoccupazione per le possibili conseguenze di simili dichiarazioni in una regione a tutt'oggi contrassegnata da violenze, attentati terroristici e appelli integralisti radicali;
4. ribadisce il proprio inalterabile attaccamento al diritto di Israele di esistere entro confini internazionalmente riconosciuti e in tutta sicurezza, insieme a uno Stato palestinese indipendente e autosufficiente;
5. invita l'Iran a riconoscere lo Stato di Israele e il suo diritto a vivere in pace e sicurezza e ad avvalersi della sua influenza in Medio Oriente per convincere i movimenti con cui mantiene relazioni ad astenersi dall'uso della violenza;
6. esprime la propria solidarietà nei confronti del popolo e dello Stato d'Israele e ribadisce la sua determinazione a cercare una soluzione al conflitto israeliano-palestinese che contempli due Stati, sulla base del processo avviato con la "road map", sotto la guida del Quartetto (Nazioni Unite, Unione europea, Russia e Stati Uniti d'America);
7. si compiace delle pesanti reazioni contrarie della comunità internazionale e sostiene pienamente la dichiarazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui si condanna l'affermazione del Presidente iraniano; appoggia il Segretario generale dell'ONU che ha ricordato all'Iran gli obblighi che gli derivano in virtù della Carta delle Nazioni Unite;
8. valuta positivamente e considera esemplare la dichiarazione formulata dal Consiglio centrale dei musulmani in Germania, secondo la quale ogni nazione deve rispettare il diritto internazionale e i diritti degli altri Stati e si compiace della risposta dell'opinione pubblica mondiale, in particolare delle persone di origine iraniana che hanno manifestato il proprio sdegno per le affermazioni del Presidente dell'Iran;
9. plaude alla posizione adottata da diversi alti funzionari e rappresentanti palestinesi che condannano il punto di vista del Presidente Ahmedinejad e si dichiarano favorevoli alla pacifica coesistenza di uno Stato palestinese e di uno Stato israeliano;
10. sottolinea che le dichiarazioni del Presidente Ahmedinejad suscitano preoccupazioni circa il ruolo dell'Iran nella regione e i suoi futuri propositi e chiede all'Iran di negare qualsiasi appoggio ai gruppi terroristici internazionali;
11. rinnova il proprio invito alle autorità iraniane a svolgere un ruolo dinamico e positivo nel processo di pace nella regione mediorientale e ritiene a tale proposito che un accordo sulla questione nucleare debba incoraggiare tutte le parti interessate a promuovere la sicurezza e la pace per tutti i popoli;
12. invita il Consiglio e la Commissione ad agire in conformità delle conclusioni del Consiglio "Affari generali" del 7 novembre 2005 e della risoluzione del Parlamento europeo del 13 ottobre 2005, al fine di trovare una soluzione diplomatica ai problemi sollevati dal programma nucleare iraniano e a ribadire tale posizione nell'ambito di qualsiasi futuro sviluppo del dialogo globale;
13. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento della Repubblica Islamica dell'Iran, agli Stati Uniti e ad Israele nonché al Direttore generale dell'AIEA e al Segretario generale dell'ONU.