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Ciclo del documento : RC-B6-0363/2007

Testi presentati :

RC-B6-0363/2007

Discussioni :

PV 26/09/2007 - 12
CRE 26/09/2007 - 12

Votazioni :

PV 27/09/2007 - 9.5
CRE 27/09/2007 - 9.5
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :


PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 94kWORD 58k
25.9.2007
PE394.802v01-00}
PE395.996v01-00}
PE395.997v01-00}
PE395.998v01-00}
PE395.999v01-00}
PE396.000v01-00} RC1
 
B6‑0363/2007}
B6‑0368/2007}
B6‑0369/2007}
B6‑0370/2007}
B6‑0371/2007}
B6‑0372/2007} RC1
presentata a norma dell'articolo 103, paragrafo 4, del regolamento da
   Geoffrey Van Orden, Hartmut Nassauer, Nirj Deva, Bernd Posselt e Colm Burke, a nome del gruppo PPE-DE
   Pasqualina Napoletano, Elena Valenciano, Martínez-Orozco, Glenys Kinnock e Barbara Weiler, a nome del gruppo PSE
   Jules Maaten, Marco Cappato, Marco Pannella e Annemie Neyts-Uyttebroeck, a nome del gruppo ALDE
   Ryszard Czarnecki, Gintaras Didžiokas, Adam Bielan, Wojciech Roszkowski, Konrad Szymański, Hanna Foltyn-Kubicka, Mieczysław Edmund Janowski e Marcin Libicki, a nome del gruppo UEN
   Raül Romeva i Rueda, Frithjof Schmidt e Cem Özdemir, a nome del gruppo Verts/ALE
   Vittorio Agnoletto, a nome del gruppo GUE/NGL
in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:
   UEN (B6‑0363/2007)
   GUE/NGL (B6‑0368/2007)
   ALDE (B6‑0369/2007)
   PSE (B6‑0370/2007)
   PPE-DE (B6‑0371/2007)
   Verts/ALE (B6‑0372/2007)
sulla Birmania (Myanmar)

Risoluzione del Parlamento europeo sulla Birmania (Myanmar)  

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Birmania (Myanmar) e in particolare quella approvata il 6 settembre 2007,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che l'Alleanza di tutti i monaci buddisti birmani ha guidato una massiccia ondata di manifestazioni pacifiche contro la giunta militare repressiva nel Myanmar e ha chiesto la liberazione della signora Aung San Suu Kyi e di altri prigionieri politici,

B.  considerando che le manifestazioni si sono intensificate nonostante gli arresti e il timore di una reazione violenta da parte delle forze governative,

C.  considerando l'appello del 23 settembre 2007 da parte del Dalai Lama, in cui quest'ultimo invitava le autorità del Myanmar a evitare la violenza nei confronti di monaci buddisti e altri manifestanti,

D.  considerando che il 20 settembre la situazione nel Myanmar è stata discussa solo brevemente in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,

1.  plaude alla coraggiosa azione dei monaci birmani e di decine di migliaia di altri manifestanti pacifici contro il regime antidemocratico e repressivo al potere nel Myanmar;

2.  ribadisce la richiesta di rilasciare immediatamente la signora Aung San Suu Kyi e di accordarle la piena libertà di movimento e di espressione;

3.  sollecita le autorità del Myanmar ad evitare qualsiasi reazione violenta alle manifestazioni e a garantire che non si ripetano le terribili carneficine cui il mondo ha assistito nel 1988; le invita invece a riconoscere la legittimità delle richieste che vengono avanzate e a rilasciare i manifestanti arrestati ed altri prigionieri politici;

4.  chiede la fine dell'attuale processo costituzionale illegittimo e la sua sostituzione con una Convenzione nazionale pienamente rappresentativa che comprenda la Lega nazionale per la democrazia (NLD) e altri partiti e gruppi politici;

5.  invita il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad affrontare urgentemente la situazione nel Myanmar e ad incaricare il Segretario Generale delle Nazioni Unite di avviare un'azione al fine di agevolare la riconciliazione nazionale e una transizione alla democrazia in tale paese; chiede altresì all'Assemblea generale delle Nazioni Unite di avviare un'azione adeguata;

6.  invita il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a garantire che l'Inviato speciale delle Nazioni Unite, signor Ibrahim Gambari, possa svolgere al più presto la sua prevista visita nel Myanmar e goda d'illimitata libertà di movimento e di accesso;

7.  invita il Consiglio dell'Unione europea a mettersi urgentemente in contatto con gli Stati Uniti, l'ASEAN e altri membri della comunità internazionale al fine di preparare una serie coordinata di misure addizionali, comprese sanzioni economiche mirate, da adottare contro il regime al potere nel Myanmar qualora faccia ricorso alla violenza e non reagisca alla richiesta di ripristinare la democrazia;

8.  chiede alla Commissione europea di mettere a disposizione i mezzi opportuni nel quadro dello Strumento per la democrazia e i diritti dell'uomo, al fine di sostenere attivamente il movimento a favore della democrazia e le ONG che si adoperano per il ripristino del buon governo nel Myanmar;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, ai governi dei paesi membri dell'ASEAN, alla Lega nazionale per la democrazia, al Consiglio per la pace e lo sviluppo e al Segretario Generale delle Nazioni Unite.

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