PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
12.12.2007
- –Henri Weber e Lívia Járóka, a nome del gruppo PPE-DE
- –Kristian Vigenin, Bárbara Dührkop Dührkop, Justas Vincas Paleckis e Csaba Sándor Tabajdi, a nome del gruppo PSE
- –Viktória Mohácsi, Alexander Alvaro e Ignasi Guardans Cambó, a nome del gruppo ALDE
- –Brian Crowley, a nome del gruppo UEN
- –Monica Frassoni, Daniel Cohn-Bendit e Kathalijne Maria Buitenweg, a nome del gruppo Verts/ALE
- –Giusto Catania, Mary Lou McDonald e Sylvia-Yvonne Kaufmann, a nome del gruppo GUE/NGL
- –PSE (B6‑0512/2007)
- –GUE/NGL (B6‑0515/2007)
- –Verts/ALE (B6‑0516/2007)
- –ALDE (B6‑0517/2007)
- –UEN (B6‑0519/2007)
Risoluzione del Parlamento europeo sulla lotta contro l'intensificarsi dell'estremismo in Europa
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sul razzismo, la xenofobia e l'estremismo, in particolare quella del 20 febbraio 1997 su razzismo, xenofobia ed estrema destra, quella del 15 giugno 2006 sull'intensificarsi della violenza razzista e omofoba in Europa e la risoluzione legislativa del 29 novembre 2007 sulla proposta di decisione quadro del Consiglio sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale,
– vista la sua risoluzione del 27 gennaio 2005 su olocausto, antisemitismo e razzismo,
– visti gli articoli 6, 7 e 9 del trattato UE e l'articolo 13 del trattato CE, che impegnano l'Unione europea e i suoi Stati membri a sostenere i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali, e che forniscono strumenti europei di lotta al razzismo, alla xenofobia e alla discriminazione, e visti la Carta europea dei diritti fondamentali e lo statuto dell'Agenzia per i diritti fondamentali,
– visti gli strumenti internazionali in materia di diritti dell'uomo, che vietano la discriminazione sulla base della razza e dell'origine etnica, in particolare la Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), entrambe sottoscritte da tutti gli Stati membri e da numerosi Stati terzi,
– viste le azioni intraprese dall'Unione europea per combattere il razzismo, la xenofobia, l'antisemitismo e l'omofobia, segnatamente le direttive antidiscriminazione 2000/43/CE, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, e 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, come anche la decisione quadro sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia,
– vista la risoluzione 1344 (29 settembre 2003) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa su "La minaccia posta alla democrazia da movimenti e partiti estremisti in Europa",
– vista la relazione "Razzismo e xenofobia negli Stati membri dell'Unione europea nel 2007", pubblicata dall'Agenzia per i diritti fondamentali,
– visto il documento dell'OSCE "Sfide e risposte a incidenti motivati dall'odio nella regione OSCE" (ottobre 2006),
– visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,
A. fortemente preoccupato dinanzi alla rinascita in Europa di movimenti, gruppi paramilitari e partiti estremisti che basano la loro ideologia e il loro discorso politico, le loro prassi e i loro comportamenti sulla discriminazione, in particolare sul razzismo, l'intolleranza, l'incitamento all'odio religioso, l'esclusione, la xenofobia, l'antisemitismo, l'antiziganismo, l'omofobia, la misoginia e l'ultranazionalismo; considerando che vari paesi europei sono stati recentemente teatro di avvenimenti violenti e di omicidi motivati dall'odio,
B. considerando che tali ideologie estremiste sono incompatibili con i principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto, ai sensi dell'articolo 6 del TUE, che rispecchiano i valori della diversità e dell'uguaglianza su cui si fonda l'Unione europea,
C. considerando che nessuno Stato membro è immune dalle intrinseche minacce che l'estremismo fa pesare sulla democrazia e che, pertanto, la lotta contro la diffusione di atteggiamenti xenofobi e di movimenti politici estremisti costituisce una sfida di portata europea che richiede un approccio comune e coordinato,
D. considerando che alcuni partiti e movimenti politici, fra cui quelli al potere in numerosi paesi o quelli rappresentati a livello locale, nazionale o europeo, hanno fatto deliberatamente dell'intolleranza e/o della violenza basata sulla razza, l'origine etnica, la nazionalità, la religione e l'orientamento sessuale il punto centrale dei loro programmi,
E. considerando che gli estremisti neonazisti, paramilitari e di altra ispirazione dirigono i loro attacchi violenti contro un'ampia varietà di gruppi vulnerabili, tra cui i migranti, i rom, gli omosessuali, gli attivisti antirazzisti e i senzatetto,
F. considerando che l'esistenza di siti web pubblici e di facile accesso che incitano all'odio suscita serie preoccupazioni quanto al modo di neutralizzare il problema senza violare la libertà di espressione,
1. condanna con fermezza tutti gli attacchi motivati dal razzismo e dall'odio e sollecita le autorità nazionali a fare tutto il possibile per punire i responsabili; esprime la propria solidarietà a tutte le vittime di tali attacchi e alle loro famiglie;
2. sottolinea che la lotta contro l'estremismo non deve ripercuotersi negativamente sull'obbligo permanente di rispettare i diritti fondamentali e i principi giuridici fondamentali, tra cui la libertà di espressione e di associazione, quali sanciti all'articolo 6 del trattato dell'UE;
3. prende atto che il numero crescente di organizzazioni estremiste, che spesso contengono elementi neofascisti, tende ad esacerbare paure nella società che possono portare a manifestazioni di razzismo in tutta una serie di ambiti, inclusi l'occupazione, l'alloggio, l'istruzione, la sanità, le operazioni di polizia, l'accesso a beni e servizi e i mass-media;
4. esorta la Commissione e il Consiglio ad assumere un ruolo di primo piano nella ricerca di idonee soluzioni politiche e giuridiche, in particolare nella fase preventiva, con riferimento all'istruzione dei giovani e l'informazione del pubblico, l'insegnamento contro il totalitarismo e la diffusione dei principi dei diritti umani e delle libertà fondamentali in modo da mantenere viva la memoria della storia europea; invita gli Stati membri ad elaborare politiche di istruzione che incoraggino una cittadinanza democratica basata sui diritti e sulle responsabilità dei cittadini;
5. insiste affinché la Commissione controlli la piena applicazione della legislazione esistente diretta a vietare l'istigazione alla violenza politica e religiosa, al razzismo e alla xenofobia; invita gli Stati membri a controllare la rigorosa applicazione e il costante miglioramento delle leggi antirazziste e delle campagne di informazione e sensibilizzazione nei media e negli istituti scolastici;
6. invita le istituzioni europee a conferire un chiaro mandato all'Agenzia europea per i diritti fondamentali affinché indaghi sulle strutture dei gruppi estremisti, per determinare se alcuni coordinino le loro attività nell'insieme dell'Unione europea ovvero a livello regionale;
7. ribadisce la convinzione che le personalità pubbliche dovrebbero astenersi dal fare dichiarazioni che incoraggino o incitino all'odio o alla stigmatizzazione di determinati gruppi di persone in funzione della razza, dell'origine etnica, della religione, dell'handicap, dell'orientamento sessuale o della nazionalità; ritiene che, nei casi di incitazione all'odio, il fatto di essere una personalità pubblica debba essere considerato come circostanza aggravante;
8. invita i media a informare il pubblico dei pericoli dei discorsi intrisi di odio e a contribuire a promuovere i principi e i valori della democrazia, dell'uguaglianza e della tolleranza;
9. chiede a tutti gli Stati membri che almeno prevedano la possibilità - dopo una sentenza giudiziaria - di privare di finanziamenti pubblici i partiti politici che non rispettano i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto quali stabiliti nella CEDU e nella Carta dei diritti fondamentali, e invita quanti contemplano già questa possibilità a procedere senza indugi in tal senso; chiede altresì alla Commissione di garantire che non siano disponibili finanziamenti dell'Unione europea per i media che vengono utilizzati come piattaforma per la promozione su ampia scala di idee razziste, xenofobe e omofobe;
10. invita la Commissione a sostenere le ONG e le organizzazioni della società civile che si dedicano alla promozione dei valori democratici, della dignità umana, della solidarietà, dell'inclusione sociale, del dialogo interculturale e della consapevolezza sociale dei pericoli della radicalizzazione e dell'estremismo violento, e che sono impegnate nella lotta contro tutte le forme di discriminazione;
11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri e al Consiglio d'Europa.