Proposta di risoluzione comune - RC-B6-0080/2008Proposta di risoluzione comune
RC-B6-0080/2008

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE

20.2.2008

presentata a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento da
in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi: sul Nord Kivu

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RC-B6-0080/2008
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Risoluzione del Parlamento europeo sul Nord Kivu

Il Parlamento europeo,

–  viste la sua risoluzione, del 17 gennaio 2008,sulla situazione nella Repubblica democratica del Congo e lo stupro come crimine di guerra e le sue risoluzioni precedenti sulle violazioni dei diritti umani nella Repubblica democratica del Congo,

–  vista la risoluzione dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE, del 22 novembre 2007, sulla situazione nella Repubblica democratica del Congo, in particolare nell'Est del paese e il suo impatto sulla regione,

–  vista la sua risoluzione, del 15 novembre 2007, sulla risposta dell'Unione europea alle situazioni di fragilità nei paesi in via di sviluppo,

–  vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni, del 25 ottobre 2007, intitolata "Verso una risposta dell'Unione alle situazioni di fragilità: l'intervento in circostanze difficili per lo sviluppo sostenibile, la stabilità e la pace" (COM(2007)0643) e l'allegato documento di lavoro dei servizi della Commissione (SEC(2007)1417),

–  vista la risoluzione 60/1 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 24 ottobre 2005, sui risultati del Vertice mondiale del 2005 e, in particolare, i suoi paragrafi 138-140 sulla responsabilità in materia di protezione,

–  visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.  considerando che il conflitto che dilania la Repubblica democratica del Congo (RDC) dal 1988 è costato la vita a 5.400.000 persone e che esso continua ad essere la causa, diretta o indiretta, della morte di 1.500 persone ogni giorno,

B.  considerando che negli ultimi lunghissimi mesi i combattimenti tra l'esercito congolese, i ribelli del generale deposto Laurent Nkunda e i combattenti delle Forze democratiche per la liberazione del Rwanda (FDLR) hanno precipitato la popolazione civile della regione del Nord Kivu in un'immensa miseria,

C.  considerando che in questi ultimi 18 mesi sono stati commessi massacri, stupri di ragazze, di madri e di nonne, l'arruolamento forzato di civili e soldati bambini, nonché numerose altre esazioni e gravi violazioni dei diritti umani nell'Est della RDC, sia dalle truppe ribelli di Laurent Nkunda che dai combattenti dell'FDLR e dall'esercito congolese stesso,

D.  ricordando che il mandato della MONUC si colloca sotto la copertura del Capitolo VII della Carta dell'ONU, cosa che l'autorizza ad utilizzare tutti i mezzi necessari per sventare qualsiasi tentativo di ricorso alla forza che minaccerebbe il processo politico da parte di qualsiasi gruppo armato, straniero o congolese, in particolare le ex FAR e Interhamwes, nonché per garantire la protezione dei civili esposti alla minaccia imminente di violenze fisiche,

E.  considerando che il 25 gennaio u.s., il Rappresentante del Segretario generale delle Nazioni Unite nella RDC ha annunciato l'invio di osservatori incaricati di sorvegliare il cessate il fuoco in tutti i territori occupati fino a quel momento dai gruppi armati, nonché un rafforzamento militare civile dell'ufficio della MONUC a Goma,

F.  considerando le promesse di smobilitazione progressiva e l'impegno per un cessate il fuoco intervenuti il 23 gennaio 2008 al termine della Conferenza di Goma per la pace, la sicurezza e lo sviluppo, che prevede il cessate il fuoco fra tutte le parti belligeranti, il disarmo di tutte le forze non governative, il ritorno di tutti i profughi nella RDC orientale e l'instaurazione di un meccanismo temporaneo di monitoraggio del cessate il fuoco,

G.  considerando che i dettagli pratici di tale smobilitazione vanno ancora precisati nel quadro della commissione tecnica mista Pace e sicurezza sotto la co-presidenza del governo e del sostegno internazionale a tale impegno,

H.  considerando la partecipazione ai combattimenti dell'FDLR i cui combattenti si erano rifugiati nella regione,

I.  considerando che l'esercito congolese non dispone dei mezzi umani, tecnici e finanziari necessari per svolgere le sue missioni nel Nord Kivu e che questo è il principale motivo per cui, piuttosto che essere al servizio della popolazione e della pace, esso ne rappresenta una minaccia,

J.  considerando che è indispensabile trovare una soluzione politica alla crisi del Nord Kivu, consolidare la pace e la democrazia, promuovere la stabilità e lo sviluppo nella regione per il benessere di tutti i popoli della regione dei Grandi Laghi,

K.  considerando la riunione svoltasi tra i ministri degli affari esteri congolese e rwandese nel settembre 2007 nel quadro della risoluzione del conflitto nel Nord Kivu,

L.  considerando che il 28-30 gennaio 2008 si è svolta una riunione a Beni, sotto la co-presidenza dei ministri della difesa della RDC, Chikez Diemu, e dell'Uganda, Crispus Kiyonga,

M.  considerando che dalla fine del 2006 il conflitto che colpisce la RDC ha provocato anche lo sfollamento di circa 400.000 persone e che la provincia del Nord Kivu conta oggi complessivamente 800.000 sfollati,

N.  considerando che la guerra civile in corso da tre anni è caratterizzata dal saccheggio sistematico delle ricchezze del paese da parte degli alleati e dei nemici del governo congolese,

O.  considerando che un miglioramento significativo della sanità e una riduzione del tasso di mortalità nella RDC, in generale, e nel Nord Kivu in particolare, richiederanno anni di impegno sostenuto e un cospicuo investimento finanziario sia da parte del governo congolese che da parte della comunità internazionale,

P.  considerando che il 3 febbraio u.s. un sisma di sesto grado della scala Richter ha colpito la regione dei Grandi Laghi e, in particolare, le città di Bukavu e Goma, nonché i loro dintorni già fortemente colpiti dai conflitti che hanno provocato morti, feriti e danni materiali ingenti,

Q.  considerando che in conseguenza delle ostilità, a fine 2007, varie organizzazioni umanitarie sono state costrette a sospendere la loro attività, mentre i centri sanitari non vengono più approvvigionati o sono stati addirittura abbandonati dal personale curante,

R.  considerando che Médecins Sans Frontières (MSF) constata nel Nord Kivu che le popolazioni locali e sfollate si indeboliscono sempre più e che il proseguimento dei combattimenti impedisce al personale umanitario l'accesso a talune zone che hanno urgentemente bisogno di un aiuto alimentare e sanitario,

S.  considerando che la malnutrizione costituisce attualmente un altro aspetto dell'estrema vulnerabilità delle popolazioni del Nord Kivu e che i dati dei programmi di aiuto medico di MSF presentano un quadro allarmante dell'entità della malnutrizione nel Nord Kivu e lasciano temere per le famiglie che non potranno ricevere l'aiuto,

1.  si dichiara profondamente sconvolto dai massacri e crimini contro l'umanità perpetrati da troppi anni nel Nord Kivu e chiede a tutte le autorità nazionali e internazionali competenti di perseguire e giudicare sistematicamente i loro autori, chiunque essi siano, e chiede al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di prendere urgentemente tutte le misure suscettibili di impedire realmente ogni ulteriore attacco alle popolazioni civili del Nord Kivu;

2.  constata che, a dispetto del suo ampio mandato, la MONUC non ha disposto dei mezzi sufficienti per impedire tali massacri, stupri, saccheggi, arruolamenti forzati di civili e di soldati bambini, né le numerose altre esazioni e violazioni dei diritti umani; chiede pertanto al Consiglio e alla Commissione europea di accertarsi che il recente rafforzamento della MONUC si traduca in un miglioramento significativo della sicurezza per le popolazioni del Nord Kivu e, ove ciò non avvenisse, di chiedere urgentemente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che la MONUC sia messa in grado di adempiere alla sua missione, a cominciare dalla protezione effettiva e duratura delle popolazioni civili della regione;

3.  invoca la tolleranza zero per le violenze sessuali contro le ragazze e le donne usate come arma di guerra e chiede severe pene per i responsabili di tali crimini; ricorda l'importanza dell'accesso ai servizi della salute riproduttiva nelle situazioni di guerra e nei campi profughi;

4.  si compiace dello svolgimento della Conferenza di pace a Goma, tenendo conto della necessità di trovare una soluzione politica al conflitto che colpisce l'Est della RDC; sottolinea tuttavia, nonostante la rimarchevole assenza di rappresentanti degli Interhamwes (FDLR), la fragilità delle promesse di smobilitazione e dell'impegno di cessate il fuoco intervenuto il 23 gennaio 2008, al termine di tale conferenza, e continua pertanto ad incoraggiare tutte le parti belligeranti a spiegare incessantemente i loro sforzi di pace e a mettere fine alla violazione dei diritti umani e della legge umanitaria internazionale, a cessare tutti gli attacchi alla popolazione civile e a permettere alle agenzie umanitarie di venire in soccorso della popolazione civile;

5.  ricorda che i dettagli pratici di tale smobilitazione vanno ancora precisati nel quadro della commissione tecnica mista Pace e sicurezza sotto la co-presidenza del governo della RDC e del sostegno internazionale a tale impegno e chiede, pertanto, che tale commissione sia costituita quanto più rapidamente per finalizzare le questioni della smobilitazione;

6.  si compiace dell'incontro fra i ministri degli affari esteri congolese e rwandese, nel settembre 2007, e chiede alle autorità rwandesi di contribuire concretamente ai vari tentativi di risoluzione del conflitto nel Nord Kivu, in particolare in termini di incriminazioni giudiziarie, disarmo, smobilitazione e rimpatrio degli Interhamwes presente nel Nord Kivu;

7.  chiede al Consiglio e alla Commissione europea di sbloccare i fondi d'urgenza a motivo dell'estrema gravità della situazione umanitaria cui devono far fronte le popolazioni del Nord Kivu, non solo a motivo dei conflitti che continuano a dilaniare la loro regione, ma anche a causa del sisma del 3 febbraio u.s., come pure di provvedere a che il personale umanitario possa portare a buon fine la sua missione nelle migliori condizioni possibili;

8.  chiede al Consiglio e alla Commissione europea di dare sin d'ora attuazione ai programmi di aiuto medico di grande portata a favore delle popolazioni civili dell'Est della RDC, al fine di soddisfare ai bisogni immediati e di anticipare la prospettiva di una ricostruzione;

9.  chiede l'effettiva attuazione di meccanismi di controllo, quali il processo di Kimberley, in materia di certificazione di origine delle risorse naturali importate nel mercato dell'UE;

10.  chiede al Consiglio dell'Unione europea e a tutti gli Stati membri dell'Unione europea di fornire un aiuto specifico alle popolazioni dell'Est della RDC;

11.  incarica la missione dell'Unione europea nel Nord Kivu, prevista per il mese di marzo 2008, di presentargli una relazione;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle istituzioni dell'Unione africana, all'Alto Rappresentante per la PESC, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, alla Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite, al presidente nonché al parlamento e al governo della Repubblica democratica del Congo, al presidente nonché al parlamento e al governo della Repubblica di Rwanda..