Proposta di risoluzione comune - RC-B6-0037/2009Proposta di risoluzione comune
RC-B6-0037/2009

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE

    14.1.2009

    presentata a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento da
    in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi: sul colpo di Stato in Guinea

    Procedura : 2009/2509(RSP)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    RC-B6-0037/2009
    Testi presentati :
    RC-B6-0037/2009
    Testi approvati :

    Risoluzione del Parlamento europeo sul colpo di Stato in Guinea

    Il Parlamento europeo,

    –  visto l’articolo 105, paragrafo 5, del suo regolamento,

    A.  considerando la presa di potere da parte di un gruppo di ufficiali avvenuta il 23 dicembre, il giorno successivo al decesso del Presidente Lansana Conté,

    B.  considerando che nel 1984 lo stesso Lansana Conté, allora ufficiale, aveva preso il potere con la forza successivamente al decesso del suo predecessore, il Presidente Sékou Touré, e che è rimasto al potere per 24 anni,

    C.  considerando che l’esercito non dovrebbe assolutamente trovare posto nel governo di una nazione,

    D.  considerando che il mandato dell’Assemblea nazionale è scaduto due anni fa e che da allora non sono state indette elezioni legislative,

    E.  considerando che le decisioni concernenti l’avvenire politico, economico e sociale della Guinea spettano al popolo guineano e ai suoi rappresentanti e che il termine di due anni proposto dalla giunta militare per organizzare le elezioni è decisamente troppo lungo,

    F.  considerando la condanna del colpo di Stato da parte della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (CEDEAO) e dell’Unione africana (UA), che hanno deciso di sospendere la partecipazione della Guinea alle loro attività,

    G.  considerando che i principali partiti d’opposizione e l’intersindacale all’origine degli scioperi del giugno 2006 e del gennaio 2007 hanno preso atto della presa di potere, ma che il Presidente dell’Assemblea nazionale richiama al ristabilimento della legalità costituzionale,

    H.  considerando che, secondo la Banca mondiale, un guineano su due vive con l’equivalente di un dollaro al giorno e che il reddito pro capite non ha cessato di diminuire dopo l’indipendenza, malgrado le importanti risorse idrauliche e minerarie del paese,

    I.  considerando che “Transparency International” classifica la Guinea come uno dei paesi più corrotti d’Africa,

    J.  considerando che il colpo di Stato ha avuto luogo in un contesto economico e sociale degradato e che lo sviluppo è la migliore garanzia di riuscita per la democrazia,

    K.  considerando che in numerose città della Guinea sono state organizzate ripetute manifestazioni di protesta contro l’aumento del costo della vita e la penuria di derrate alimentari di base,

    L.  considerando che il bilancio della situazione dei diritti umani sotto il defunto Presidente Lansana Conté risulta estremamente preoccupante, tra l’altro per l'uso eccessivo della forza contro i civili da parte delle forze militari e di polizia, la detenzione arbitraria, la detenzione senza processo e gli attacchi alla libertà d’espressione,

    M.  considerando l'importanza di prendere pienamente in considerazione le proposte dei partiti politici, dei sindacati e delle organizzazioni della società civile per lo sviluppo di un dialogo nazionale al fine di pervenire a un accordo su una transizione pacifica e democratica e sui tempi per l’organizzazione di elezioni presidenziali e legislative,

    N.  considerando che le decisioni e le nomine, in particolare quelle governative, da parte della giunta militare non rispettano le regole fondamentali dello Stato di diritto,

    O.  considerando la nomina alla carica di primo ministro di Kabiné Komara, in precedenza responsabile in seno alla Banca africana d'import-export, e constatando che, durante gli avvenimenti del febbraio 2007, egli figurava sulla lista suggerita dai sindacati per il posto di primo ministro,

    P.  considerando gli arresti arbitrari di responsabili militari e civili,

    1.  condanna la presa di potere da parte di un gruppo di ufficiali e chiede che entro i prossimi mesi vengano organizzate elezioni legislative e presidenziali libere e trasparenti, nel rispetto delle norme internazionali, con la collaborazione dell’UA e della CEDEAO e il sostegno dell’UE e sotto l’autorità di un governo civile di transizione;

    2.  chiede un dialogo interguineano cui partecipino tutti i partiti politici, i sindacati e le organizzazioni della società civile per spianare la strada a una transizione democratica;

    3.  chiede alla giunta militare di rispettare il diritto alla libertà di opinione, di espressione e di associazione, incluso il diritto di riunirsi pacificamente, come espresso nella Dichiarazione universale dei diritti umani;

    4.  condanna l’arresto e la detenzione senza capi d’accusa di militari e civili e chiede la loro immediata liberazione qualora non possa essere mossa nei loro confronti alcuna imputazione grave;

    5.  prende atto degli impegni politici assunti dai nuovi responsabili guineani relativi, in particolare, alla lotta radicale contro la corruzione e all'istituzione di un sistema democratico trasparente in Guinea; chiede che tali impegni vengano rispettati;

    6.  plaude alle decisioni dell’UA e della CEDEAO di sospendere la partecipazione della Guinea alle loro attività finché il paese non disporrà di un parlamento e un governo eletti democraticamente;

    7.  chiede l'apertura di un dialogo politico tra l’Unione europea e le autorità di transizione che hanno preso il potere in Guinea, nel quadro degli articoli 8 e 96 dell’accordo di Cotonou;

    8.  chiede alla Commissione europea di tenersi pronta a congelare tutti gli aiuti eccetto quelli umanitari e alimentari e a considerare la possibilità, in caso di mancata transizione democratica, di applicare sanzioni mirate contro i membri delle autorità che hanno preso il potere con la forza;

    9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, alle istituzioni dell’Unione africana, alla CEDEAO, all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE e alle autorità della Guinea.