Procedura : 2009/2556(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B6-0127/2009

Testi presentati :

RC-B6-0127/2009

Discussioni :

PV 12/03/2009 - 13.3
CRE 12/03/2009 - 13.3

Votazioni :

PV 12/03/2009 - 14.3
CRE 12/03/2009 - 14.3

Testi approvati :

P6_TA(2009)0145

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 99kWORD 56k
11.3.2009
PE420.388
PE420.389
PE420.391
PE420.392
PE420.393
 
B6‑0127/2009}
B6‑0128/2009}
B6‑0130/2009}
B6‑0131/2009}
B6‑0132/2009} RC1
presentata a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento da
   Charles Tannock, José Ribeiro e Castro, Jürgen Schröder, Laima Liucija Andrikienė, Colm Burke, Filip Kaczmarek, Bernd Posselt, Tunne Kelam, Eija-Riitta Korhola e Mario Mauro, a nome del gruppo PPE-DE
   Pasqualina Napoletano, Alain Hutchinson e Josep Borrell Fontelles, a nome del gruppo PSE
   Thierry Cornillet, Marco Cappato, Marios Matsakis e Frédérique Ries, a nome del gruppo ALDE
   Eoin Ryan, Adam Bielan, Mieczysław Edmund Janowski, Ewa Tomaszewska, Hanna Foltyn-Kubicka, Konrad Szymański, Dariusz Maciej Grabowski e Inese Vaidere, a nome del gruppo UEN
   Margrete Auken e Frithjof Schmidt, a nome del gruppo Verts/ALE
in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:
   PPE-DE (B6‑0127/2009)
   PSE (B6‑0128/2009)
   ALDE (B6‑130/2009)
   UEN (B6‑0131/2009)
   Verts/ALE (B6‑0132/2009)
sull'espulsione delle ONG dal Darfur

Risoluzione del Parlamento europeo sull'espulsione delle ONG dal Darfur 

Il Parlamento europeo,

–  vista la dichiarazione resa dalla Presidenza a nome dell'Unione europea il 6 marzo 2009 in seguito alla decisione del Tribunale penale internazionale (TPI) di emanare un mandato di arresto nei confronti del presidente del Sudan Omar Hassan Al-Bashir,

–  vista la dichiarazione resa dal commissario Louis Michel il 5 marzo 2009 sull'espulsione di ONG umanitarie dal Sudan,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Sudan e Darfur, nelle quali si esprime in particolare il costante sostegno al TPI,

–  visti lo Statuto di Roma del TPI e la sua entrata in vigore il 1° luglio 2002,

–  vista la risoluzione 1593 adottata dal Consiglio di sicurezza dell'ONU il 31 marzo 2005, nella quale si deferiva la situazione in Darfur al TPI,

–  visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.  considerando che il 4 marzo 2009 la camera preliminare del TPI ha emesso un mandato di arresto nei confronti del presidente del Sudan Omar Hassan Al-Bashir, accusato di aver commesso crimini contro l'umanità e crimini di guerra in Darfur, provincia sudanese segnata dai conflitti,

B.  considerando che, in risposta alla decisione del TPI, il governo sudanese ha ordinato l'espulsione dal Darfur di 13 importanti organizzazioni non governative,

C.  considerando che le agenzie umanitarie in Darfur stanno gestendo la più grande operazione umanitaria del mondo; che, secondo i dati delle Nazioni Unite, 4,7 milioni di persone, tra cui 2,7 milioni di sfollati interni, necessitano di assistenza,

D.  considerando che l'espulsione delle agenzie umanitarie potrebbe portare a un incremento della mortalità e della morbosità a causa dell'interruzione dei servizi di assistenza sanitaria e di epidemie di malattie infettive come dissenteria e malattie respiratorie; che tale espulsione potrebbe altresì comportare una diminuzione della copertura vaccinale e un aumento della mortalità infantile a causa dell'impossibilità di accedere a un'alimentazione terapeutica e a servizi di nutrizione,

E.  considerando che le organizzazioni sono state espulse in un momento in cui i loro servizi sono vitali, in particolare alla luce dell'epidemia di meningite che sta colpendo il Darfur occidentale; che, a seguito dell'espulsione, i malati avranno un accesso estremamente limitato, se non inesistente, alle cure mediche,

F.  considerando che la dottrina dell'ONU denominata "Responsabilità di proteggere" prevede che, nel caso in cui le autorità nazionali siano palesemente incapaci di proteggere la loro popolazione, spetta ad altri la responsabilità di fornire la protezione necessaria,

G.  considerando che il governo del Sudan, in quanto membro delle Nazioni Unite, è tenuto a cooperare con il TPI in virtù della risoluzione 1593 (2005), adottata dal Consiglio di sicurezza in base ai suoi poteri a norma del capitolo 7,

H.  profondamente indignato per il fatto che, dopo l'emissione del mandato di arresto, il governo del Sudan ha ripetutamente rifiutato di cooperare con il TPI e ha anzi moltiplicato gli atti di sfida nei confronti del Tribunale e della comunità internazionale,

1.  condanna fermamente l'espulsione di 13 agenzie umanitarie da Khartum in reazione al mandato di arresto internazionale emesso dal TPI contro il presidente del Sudan Omar Hassan Al-Bashir il 4 marzo 2009;

2.  ribadisce di sostenere e rispettare pienamente il TPI e il suo ruolo chiave nella promozione della giustizia internazionale, nel superamento del clima di impunità per i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra e nel rispetto del diritto umanitario internazionale, nonché alla luce della sua decisione di emettere un mandato di arresto contro il presidente del Sudan Omar Hassan Al-Bashir, accusato di aver commesso crimini contro l'umanità e crimini di guerra in Darfur;

3.  esprime profonda preoccupazione per l'impatto immediato di tali espulsioni sulla fornitura di aiuti umanitari vitali per centinaia di migliaia di persone,

4.   esige che il governo del Sudan annulli con effetto immediato la sua decisione di espellere le 13 agenzie umanitarie e consenta a queste ultime di proseguire le loro attività, essenziali per la sopravvivenza delle popolazioni vulnerabili del Darfur; invita il Consiglio e la Commissione a intensificare gli sforzi nei confronti dell'Unione africana, della Lega araba e della Cina perché convincano il governo sudanese a procedere in tal senso;

5.  chiede all'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite e al TPI, qualora il Sudan non proceda all'annullamento della decisione di espellere le agenzie umanitarie, di valutare se tale decisione implichi una violazione dei diritti umani fondamentali e possa essere considerata come un crimine di guerra;

6.  chiede al procuratore del TPI di precisare che, qualora in Darfur vengano commessi atti di violenza nei confronti di membri delle forze di pace, agenzie umanitarie o campi, il TPI indagherà sui responsabili, che rischieranno di essere accusati di crimini di guerra al pari di Al-Bashir;

7.  esorta il governo del Sudan sia ad adottare misure concrete per garantire che i difensori dei diritti umani in Sudan non siano perseguitati qualora esprimano il proprio sostegno alla decisione del TPI sia ad astenersi da qualunque angheria o intimidazione nei loro confronti;

8.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Rappresentante speciale UE per il Sudan, al governo del Sudan, ai governi degli Stati membri dell'Unione europea e ai membri del Consiglio di sicurezza dell'ONU, alle istituzioni dell'Unione Africana, alle istituzioni della Lega Araba e al procuratore del Tribunale penale internazionale.

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