Proposta di risoluzione comune - RC-B7-0082/2009Proposta di risoluzione comune
RC-B7-0082/2009

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE sul Vertice del G20 di Pittsburgh del 24 e 25 settembre 2009

6.10.2009

presentata a norma dell'articolo 110, paragrafo 4, del regolamento da
in sostituzione della proposta di risoluzione presentata dai gruppi:
S&D (B7‑0082/2009)
ALDE (B7‑0083/2009)
PPE (B7‑0086/2009)

Jean-Paul Gauzès, Corien Wortmann-Kool a nome del gruppo PPE
Martin Schulz, Stephen Hughes, Hannes Swoboda, Udo Bullmann a nome del gruppo S&D
Guy Verhofstadt, Sylvie Goulard a nome del gruppo ALDE


Procedura : 2009/2608(RSP)
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Ciclo del documento :  
RC-B7-0082/2009
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RC-B7-0082/2009
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Risoluzione del Parlamento europeo su Vertice del G20 di Pittsburgh del 24 e 25 settembre 2009

Il Parlamento europeo,

–   vista la dichiarazione dei leader rilasciata a margine del Vertice del G20 tenutosi a Pittsburgh il 25 settembre 2009,

–   viste le conclusioni del G20 rilasciate il 2 aprile 2009 a Londra e la sua risoluzione del 24 aprile 2009 sul Vertice del G20 di Londra del 2 aprile[1],

–   vista la dichiarazione del G20 rilasciata il 15 novembre 2008 a Washington,

–   vista la comunicazione della Commissione dell'8 aprile 2009 dal titolo "Aiutare i paesi in via di sviluppo nel far fronte alla crisi" (COM (2009)160),

–   viste le sue precedenti risoluzioni sul cambiamento climatico, in particolare quelle del 4 febbraio 2009 dal titolo "2050: il futuro inizia oggi - raccomandazioni per la futura politica integrata dell'Unione europea sul cambiamento climatico"[2] e dell'11 marzo 2009 sulla "Strategia UE relativa ad un accordo organico sul cambiamento climatico a Copenaghen e alla predisposizione di un adeguato finanziamento alla politica in materia di cambiamento climatico"[3],

–   visto il patto globale per l'occupazione (Global Jobs Pact) dell'OIL del giugno 2009,

–   visti gli Obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite e gli impegni assunti in materia di aiuti dagli Stati membri dell'UE per lottare contro la fame e la povertà,

–   visto il testo adottato di comune accordo per il Vertice del G20 di Pittsburgh dai capi di Stato e di governo dell'UE a Bruxelles il 17 settembre 2009,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che il processo di ripresa economica rimane incompleto; che la lotta contro l'aumento della disoccupazione rimane una questione della massima importanza e che, in particolare, il tasso di disoccupazione in Europa ha raggiunto in luglio un livello massimo decennale del 9,5% e dovrebbe aumentare ulteriormente,

B.  considerando che il ripristino della domanda privata costituisce la principale sfida da affrontare per garantire il ritorno alla crescita economica e che progressi decisivi in materia di riforme sono essenziali per conseguire una forte crescita economica, che sia equilibrata e sostenibile,

C. considerando che le attuali difficoltà economiche dovrebbero essere utilizzate come un'opportunità per promuovere gli obiettivi di Lisbona-Göteborg, per ribadire l'impegno nei confronti della lotta alla disoccupazione e al cambiamento climatico e per ridurre il consumo di energia, nonché per elaborare uno strategia europea che consenta di passare da una gestione di emergenza delle crisi a una ripresa economica sostenibile sul lungo periodo,

D. considerando che all'attuale crisi hanno contribuito in modo significativo le gravi inadempienze in materia di regolamentazione e vigilanza, oltre ad una sconsiderata e irresponsabile assunzione del rischio da parte di taluni istituti finanziari e all’eccesso di liquidità dovuto ad una politica monetaria lassista in alcune parti del mondo,

E.  considerando che il coordinamento internazionale è essenziale per l'economia, che una forte cooperazione multilaterale è necessaria per evitare eventuali tendenze protezionistiche e che la mancanza di azioni politiche può indurre gli istituti finanziari a ritornare al loro vecchio modus operandi,

F.  considerando che ai membri del G20 incombe collettivamente la responsabilità di attenuare l'impatto sociale della crisi, in particolare nei paesi in via di sviluppo, duramente colpiti dagli effetti collaterali,

G.  considerando che i centri offshore hanno indebolito la normativa finanziaria e costituiscono un ostacolo al conseguimento degli Obiettivi del Millennio,

Osservazioni generali. Ripristinare la crescita

1.  accoglie con favore gli accordi raggiunti al Vertice del G20, compreso l'impegno ad evitare ogni prematura soppressione degli incentivi; osserva, tuttavia, con preoccupazione il rapido aumento del debito pubblico e dei disavanzi di bilancio; sottolinea l'importanza di risanare le finanze pubbliche e di garantire la sostenibilità fiscale a lungo termine al fine di evitare di imporre un onere troppo pesante alle generazioni future; esorta a mettere a punto fin d’ora efficaci strategie di uscita, affinché esse possano essere attuate rapidamente non appena la ripresa lo permetterà;

2.  sottolinea che la priorità immediata deve essere quella di assicurare una crescita forte e sostenibile dell'economia reale, di garantire il corretto funzionamento dei mercati dei capitali e dei prestiti, di sostenere e promuovere l'occupazione e di tutelare i cittadini dagli effetti negativi della crisi, rivolgendo particolare attenzione ai più poveri e ai più vulnerabili;

3.  si compiace per il fatto che gli squilibri globali, che sono alla radice della crisi finanziaria, siano stati trattati durante il Vertice del G20; sottolinea che, per evitare che in futuro si verifichino crisi finanziarie, è necessario affrontare le cause soggiacenti (compresi un deficit o un surplus commerciale eccessivo) che hanno implicazioni che vanno ben oltre la sfera della regolamentazione bancaria e finanziaria e della governance istituzionale; ritiene che una risposta multilaterale efficace alla crisi debba affrontare le cause degli squilibri registrati nei tassi di cambio e della volatilità dei prezzi delle materie prime in quadri multilaterali;

4.  deplora tuttavia la mancanza di una valutazione dei principali errori di regolamentazione e vigilanza che hanno causato la crisi finanziaria, al fine di evitare che questi stessi errori si ripetano e quindi che si verifichi un'altra crisi di questo tipo; si rammarica del fatto che non siano stati conseguiti progressi per quanto concerne il finanziamento della lotta globale contro il cambiamento climatico;

5.  plaude al rinnovato impegno a conseguire gli Obiettivi di sviluppo del Millennio e gli impegni in materia di aiuto pubblico allo sviluppo, compresi quelli sugli aiuti al commercio, la riduzione del debito e gli impegni di Gleneagles;

6.  plaude alla decisione dei leader del G20 di lavorare a un quadro internazionale per un'imposta sulle transazioni finanziarie e chiede un rapido conseguimento di progressi in merito, al fine di garantire che il settore finanziario contribuisca equamente alla ripresa economica e allo sviluppo, considerato che ad oggi i costi della crisi sono sostenuti dai contribuenti, dai servizi pubblici e dai cittadini;

Parola chiave: occupazione

7.  plaude alla decisione dei leader del G20 di porre la creazione di posti di lavoro decorosi al centro del piano di ripresa e di riforma e si rallegra in particolare del ruolo che si è deciso di conferire all'OIL;

8.  si compiace dell'impegno del G20 di affrontare la crisi economica a livello internazionale e di rafforzare il sostegno a favore delle persone più vulnerabili, che sono quelle maggiormente colpite dalla crisi e maggiormente bisognose di un'azione comune; plaude in proposito all'istituzione del sistema di allerta globale in materia di impatto e vulnerabilità;

9.  chiede che l'impegno della comunità internazionale si traduca in azioni concrete e sia attuato, in particolare, sostenendo un'agenda forte in materia di posti di lavoro ecologici;

10. concorda sull'importanza di istituire un quadro orientato all'occupazione per la crescita economica futura e di porre la promozione di posti di lavoro decorosi al centro dei piani di ripresa;

11. plaude al patto per l'occupazione dell'OIL e ne chiede l'attuazione immediata, segnatamente per quanto concerne la creazione di un fondo anticiclico per l'occupazione a livello internazionale e di pacchetti ambiziosi di stimolo fiscale, che sostengano la creazione e il mantenimento dei posti di lavoro, grazie a servizi per l'occupazione efficienti e politiche sociali forti, intese a sostenere i gruppi vulnerabili e ad assicurare il potere d'acquisto dei salari minimi;

12. insiste sul fatto che la ratifica e l'attuazione delle convenzioni OIL sono fondamentali al riguardo e chiede che siano integrate negli accordi commerciali dell'OMC; chiede inoltre un ulteriore rafforzamento della cooperazione tra le maggiori organizzazioni internazionali;

13. sostiene le iniziative relative a nuove forme di servizi finanziari quali la microfinanza, che si propone di migliorare l'accesso ai servizi finanziari da parte dei meno abbienti;

14. sottolinea l'importanza di sostenere il dialogo sociale a tutti i livelli per evitare la deflazione dei salari e garantire che gli aumenti salariali siano in linea con l'aumento della produttività;

Rafforzare la vigilanza e la regolamentazione nel settore finanziario

15. accoglie con favore l'appello lanciato ai ministri delle Finanze e ai governatori delle banche centrali del G20 al fine di raggiungere un accordo su un quadro internazionale di riforma nelle seguenti aree critiche del settore finanziario:

     - costruire capitale di alta qualità ed attenuare la prociclicità,

     - riformare le pratiche in materia di incentivi retributivi per sostenere la stabilità finanziaria,

     - migliorare i mercati dei derivati negoziati fuori borsa,

     - trattare problemi relativi a regolamenti transfrontalieri e a istituti finanziari di importanza sistemica;

     - riforma della vigilanza nel settore finanziario conformemente al quadro globale;

16. approva la volontà di trasformare il sistema di regolamentazione finanziaria globale e riconosce che sono stati conseguiti progressi sostanziali, ma ritiene che molti dei cambiamenti concordati non siano ancora stati attuati appieno e che resti ancora molto da fare;

17. prende atto dell'impegno del G20 per una vigilanza completa di tutti gli istituti e gli strumenti finanziari di importanza sistemica; ritiene che sia necessaria una maggiore centralizzazione in materia di vigilanza dei mercati finanziari ai fini della prevenzione di altre crisi ed è del parere che l'Unione europea debba adoperarsi a favore di una struttura di vigilanza finanziaria più forte che miri all'istituzione di un'autorità unica in materia;

18. è del parere che il coordinamento internazionale dovrebbe condurre a un progressivo miglioramento delle norme prudenziali a livello globale per evitare l'arbitraggio normativo; sottolinea che i progressi conseguiti nel contesto più ampio del G20 consistono di un approccio "di armonizzazione minima" che non deve impedire all'UE di applicare standard più elevati; accoglie con favore, in tale contesto, il fatto che l'Unione europea dimostri maggiore ambizione per quanto riguarda la portata e le esigenze della regolamentazione e della vigilanza, come dimostrato dalle normative adottate di recente o in discussione;

19. accoglie con favore il rinnovato impegno per dotare gli istituti finanziari di norme più severe in materia di assunzione del rischio e per una governance che adegui i compensi ai risultati a lungo termine e a una maggiore trasparenza generale; si rallegra dell'impegno inteso ad adottare il quadro normativo di Basilea II entro il 2011 e a introdurre un coefficiente di leva armonizzato a livello internazionale; ritiene che tali principi e obiettivi generali debbano essere rispettati da tutti i soggetti di mercato, ogniqualvolta sia in gioco la protezione di investitori, contribuenti e consumatori;

20. invita la Commissione a trasporre rapidamente in atti legislativi europei vincolanti gli impegni assunti in occasione del Vertice del G20 per quanto riguarda i bonus; chiede ai leader del G20 di rafforzare le loro proposte in termini di costituzione di capitali e di riforma delle prassi di remunerazione e di garantire un approccio coerente da parte dei controllori di tutto il mondo in materia di sanzioni;

21. ritiene che debbano essere attuati con urgenza i principi di cooperazione transfrontaliera in materia di gestione delle crisi; esorta il comitato esecutivo per la stabilità finanziaria a consultarsi con il Parlamento europeo prima di approvare le proposte che dovranno essere adottate entro la fine di ottobre 2010 per gli istituti finanziari di importanza sistemica;

22. riconosce che i risultati conseguiti nella lotta contro le giurisdizioni non cooperative (“paradisi fiscali”) sono stati notevoli, ma non sono ancora sufficienti; invita il Forum globale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a migliorare la trasparenza fiscale e lo scambio di informazioni affinché i paesi possano applicare pienamente il loro diritto tributario per proteggere la propria base imponibile; appoggia il G20 nella sua intenzione di adottare contromisure nei confronti dei paradisi fiscali a partire dal marzo 2010, in caso di mancata collaborazione;

23. si compiace dei progressi compiuti in relazione al segreto bancario, ossia l'ampliamento del Forum globale dell'OCSE sulla trasparenza e lo scambio di informazioni; rileva tuttavia che numerose giurisdizioni che avevano promesso di applicare gli standard non hanno ancora mostrato risultati in tal senso; chiede l'istituzione di un sistema efficace inteso a prevenire, rilevare e perseguire l'evasione fiscale; sottolinea l'importanza di creare un sistema di relazione standardizzato;

24. si rammarica che il problema del rischio morale non venga trattato e che il legame tra le norme prudenziali per gli istituti sistemici e la questione dei costi correlati a un errore di tali istituti sia stato rinviato all'ottobre del 2010; chiede che siano elaborate proposte intese ad affrontare la questione della ristrutturazione e che sia eseguita una revisione dei modelli di imprese nel settore finanziario per risolvere la questione delle società "troppo grandi per fallire";

Rafforzare i nostri istituti finanziari globali

25. plaude al piano di riforma degli istituti finanziari internazionali presentato in occasione del G20 e chiede che tali riforme vengano avviate quanto prima possibile; si aspetta una profonda riforma della governance globale economica e finanziaria; sostiene il miglioramento del FMI e della Banca mondiale come un elemento fondamentale dello sforzo volto a migliorare la credibilità, la legittimità e l'efficacia di tali istituzioni; si aspetta un incremento della rappresentanza dei paesi in via di sviluppo nelle istituzioni finanziarie internazionali; accoglie con favore l'impegno assunto nei confronti dello spostamento di quote-parte a favore dei paesi con mercati emergenti e in via di sviluppo più dinamici; ricorda l'importanza di evitare politiche procicliche al fine di trovare la via della ripresa;

26. chiede che sia creato un meccanismo inteso a trasferire una parte degli stanziamenti attribuiti agli Stati membri a titolo dei diritti speciali di prelievo del FMI a favore dei paesi a basso reddito, il che potrebbe raddoppiare la capacità di prestito a medio termine del FMI;

27. accoglie con favore gli impegni assunti in vista di un'economia globale aperta; ritiene che la ripresa del commercio mondiale sia indispensabile per ripristinare la crescita globale; ribadisce, a questo proposito, il proprio rifiuto nei confronti di ogni forma di protezionismo e continua ad insistere a favore di progressi nel garantire un accesso al mercato che non vada a detrimento dei paesi in via di sviluppo, grazie all’eliminazione delle barriere tariffarie e non tariffarie indiscriminate e al rispetto delle regole per un commercio libero ed equo; permane determinato a individuare una conclusione globale, ambiziosa ed equilibrata del Doha Round per lo sviluppo, coerentemente con il proprio mandato e esorta i leader a non dimenticare il principale obiettivo di sviluppo di detto Round;

28. accoglie con favore il riconoscimento da parte del G20 dell'importanza di un'economia più sostenibile a livello mondiale; ribadisce la cruciale importanza di conseguire un accordo vincolante sul cambiamento climatico alla prossima conferenza di Copenaghen; sottolinea, tuttavia, che i leader del G20 dovrebbero riconoscere la vasta portata delle sfide legate alla sostenibilità globale; invita i ministri delle Finanze del G20 a mobilitare risorse per sostenere gli interventi a breve termine in materia climatica nei paesi in via di sviluppo, quale componente chiave della risposta collettiva alla crisi economica mondiale;

29. sottolinea il fatto che tutti gli impegni assunti devono essere rispettati appieno, messi in atto rapidamente e sviluppati, a livello nazionale e internazionale, al fine di ripristinare la fiducia e massimizzare la ripresa economica;

30. ritiene che la rappresentanza dell'UE in occasione delle riunioni del G20 debba essere oggetto di una discussione approfondita tra le tre principali istituzioni dell'UE e gli Stati membri; è convinto che l'Unione europea debba concordare una posizione comune nei forum internazionali, in particolare per quanto riguarda le riunioni del G20, e ribadisce che la rappresentanza dell'UE nei negoziati internazionali deve essere più coerente;

31. sottolinea l'importanza di un accordo sui fondi per aiutare i paesi poveri ad adattarsi al cambiamento climatico, alla convenzione UNFCCC di Copenaghen e della fornitura di meccanismi di finanziamento solidi e prevedibili che integrino gli aiuti ufficiali allo sviluppo; si rammarica che detta questione sia stata rinviata ai negoziati della convenzione UNFCCC di Copenaghen e ribadisce che l'Unione europea dovrebbe contribuire in modo equo al finanziamento dell'attenuazione e dell'adeguamento, in base ai risultati delle ricerche scientifiche sulla gravità del cambiamento climatico e l'ampiezza dei suoi costi;

32. richiama l'attenzione sulla persistente crisi alimentare e plaude alla decisione di appoggiare un'iniziativa alimentare della Banca mondiale; invita i paesi donatori a garantire la trasparenza e la responsabilità per quanto riguarda la distribuzione degli aiuti alimentari;

33. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Banca centrale europea, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti degli Stati del G20, nonché al Fondo monetario internazionale.