Procedura : 2009/2732(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : RC-B7-0102/2009

Testi presentati :

RC-B7-0102/2009

Discussioni :

PV 22/10/2009 - 12.1
CRE 22/10/2009 - 12.1

Votazioni :

PV 22/10/2009 - 13.1

Testi approvati :

P7_TA(2009)0059

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 134kWORD 77k
21.10.2009
PE428.710v01-00}
PE428.714v01-00}
PE428.718v01-00}
PE428.722v01-00}
PE428.731v01-00}
PE428.733v01-00} RC1
 
B7-0102/2009}
B7-0106/2009}
B7-0110/2009}
B7-0114/2009}
B7-0123/2009}
B7-0125/2009} RC1

presentata a norma dell'articolo 122, paragrafo 5, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi

S&D (B7‑0102/2009)

ALDE (B7‑0106/2009)

PPE (B7‑0110/2009)

GUE/NGL (B7‑0114/2009)

ECR (B7‑0123/2009)

Verts/ALE (B7‑0125/2009)


sulla situazione in Guinea


Cristian Dan Preda, Bernd Posselt, Michèle Striffler, Anne Delvaux, Licia Ronzulli, Eija-Riitta Korhola, Mario Mauro, Laima Liucija Andrikienė, Filip Kaczmarek, Tunne Kelam, Eduard Kukan, Bogusław Sonik a nome del gruppo PPE
Véronique De Keyser, Patrice Tirolien, María Paloma Muñiz De Urquiza, Raimon Obiols, Harlem Désir a nome del gruppo S&D
Renate Weber, Metin Kazak, Ivo Vajgl, Carl Haglund, Niccolò Rinaldi, Marielle De Sarnez, Charles Goerens a nome del gruppo ALDE
Eva Joly, Isabella Lövin, Catherine Greze, Raül Romeva i Rueda, Heidi Hautala a nome del gruppo Verts/ALE
Tomasz Piotr Poręba, Adam Bielan, Charles Tannock, Ryszard Antoni Legutko a nome del gruppo ECR
Marie-Christine Vergiat a nome del gruppo GUE/NGL
EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Guinea  

Il Parlamento europeo,

–   visto il comunicato emesso il 13 ottobre 2009 a Abuja (Nigeria) dal Gruppo internazionale di Contatto per la Guinea (GIC-G),

 

–   vista la perdurante instabilità nella regione del fiume Mano che traumatizza la popolazione locale,

–    viste le sue precedenti risoluzioni sulla Guinea-Conakry,

 

–    vista la dichiarazione rilasciata dalla Presidenza a nome dell'Unione europea il 29 settembre 2009,

 

 vista la discussione svoltasi in Aula il 7 ottobre 2009,

 

–    visto l'articolo 122, paragrafo 5, del regolamento

A. considerando che, il 23 dicembre 2008, una giunta militare guidata dal capitano Dadis Camara ha preso il potere in seguito alla morte del Presidente Lansana Conté,

B.  considerando che la repressione di una manifestazione pacifica dell'opposizione organizzata il 28 settembre, nel giorno dell'anniversario del referendum che ha dato l'indipendenza al paese, ha causato, secondo le fonti, tra i 100 e i 200 morti (i militari hanno recuperato molti cadaveri per impedirne il censimento lasciando le famiglie nell'impossibilità di fare il lutto dei loro cari) e più di 1.000 a colpi di fuoco o di taglio (baionetta), cui si aggiungono i numerosi casi di stupro registrati,

C. considerando che alcuni esponenti dell'opposizione sono stati percossi, feriti e arrestati, che i giornalisti critici nei confronti del regime sono perseguitati e che la giunta sta creando un rischio reale di conflitto etnico,

D.  considerando che esistono testimonianze raccapriccianti secondo cui i soldati avrebbero utilizzato il calcio dei loro fucili, o anche delle baionette, per violentare alcune donne, mentre altre venivano spogliate e private della loro dignità prima di essere umiliate e violentate in pubblico da parte delle forze di sicurezza,

 

E.  considerando che gli atti di violenza contro le donne costituiscono crimini di guerra, oltre che contro l'umanità, e che tutti i responsabili degli atti in questione dovrebbero essere assicurati alla giustizia per porre fine alla loro impunità,

 

F.  considerando che gli articoli 8 e 9 dell'accordo di Cotonou, cui la Guinea ha aderito, impongono il rispetto dei diritti umani e della democrazia,

G. considerando che il 27 luglio 2009 è stata fissata una tabella di marcia volta a garantire la transizione democratica, conformemente all'articolo 96 dell'accordo di Cotonou,

H. considerando che i membri della giunta appartenenti al partito del Consiglio nazionale per la democrazia e lo sviluppo (Conseil national pour la démocratie et le développement) si erano impegnati a organizzare elezioni libere quanto prima e a non candidarsi alle elezioni stesse,

I.   considerando che il procuratore del Tribunale penale internazionale ha appena avviato un'indagine preliminare sulla situazione in Guinea per verificare se siano stati commessi reati che rientrano nella sfera di competenza del TPI,

J.   considerando che la maniera irresponsabile in cui sono state utilizzate le forze armate a fini repressivi nei confronti della popolazione delegittima la giunta militare in quanto organo incaricato di organizzare la transizione verso la democrazia attraverso elezioni libere e giuste,

K. considerando che l'ECOWAS e l'Unione africana hanno preso posizione e che il presidente del Burkina Faso Blaise Compaoré è stato nominato come mediatore,

L.  considerando che il GIC-G, composto da diplomatici dell'ECOWAS, delle Nazioni Unite, dell'Unione africana e dell'Unione europea, oltre che da rappresentanti delle organizzazioni internazionali di vigilanza in materia di diritti umani, si è recato in Guinea e ha presentato una relazione sulla visita,

M. considerando che l'Unione europea e la Guinea hanno firmato un accordo di partenariato nel settore della pesca nel dicembre 2008, ovvero pochi giorni prima del colpo di Stato che ha portato Moussa Dadis Camara al potere, e che il primo versamento è previsto per il 30 novembre 2009,

 

N. considerando che l'ultimatum rivolto dall'Unione africana al capitano Dadis Camara per intimargli di rinnovare il proprio impegno a non presentarsi alle prossime elezioni presidenziali è scaduto,

O. considerando che l'ECOWAS ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché invii in Guinea una forza neutrale che protegga la popolazione e gli oppositori e che il "gruppo di contatto" ha esortato a imporre alla Guinea di un embargo totale sulle armi,

P. considerando che le risorse minerarie presenti in quantità rilevanti in Guinea offrono prospettive di sviluppo; che secondo la classifica stilata da Transparency International la Guinea è uno dei paesi africani più corrotti,

1.  condanna la repressione violenta e omicida nei confronti di manifestanti non armati e presenta le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime;

2.   condanna tutti gli atti di violenza sessuale a danno di donne e ragazze, chiede di istituire un'assistenza medica e psicologica per le vittime di stupro e invita la Commissione ad avviare con urgenza programmi specifici per la riabilitazione delle donne che hanno subito una violenza in Guinea;

 

3.  plaude al comunicato emesso dal GIC-G in seguito alla riunione sulla crisi in Guinea tenutasi il 13 ottobre 2009 ad Abuja, nel quale il gruppo chiede alla giunta militare di liberare tutte le persone detenute arbitrariamente, in particolare quelle arrestate nel contesto degli avvenimenti del 28 settembre 2009 di Conakry, e le intima di fissare, entro il 16 ottobre 2009, le modalità per garantire la sua esclusione dalle elezioni presidenziali previste per il gennaio 2010;

4.  si compiace dell'istituzione, da parte dell'ONU, di una commissione d'inchiesta internazionale indipendente incaricata di stabilire le responsabilità nel massacro e dell'avvio, da parte del Tribunale penale internazionale, di un'indagine preliminare finalizzata a porre fine alla situazione di impunità;

5.  chiede che siano adottate tutte le misure atte a garantire la sicurezza dei testimoni e dei membri delle famiglie delle vittime che saranno ascoltati dalla commissione d'inchiesta internazionale;

6.  chiede alla giunta al potere di rispettare i diritti alla libertà di opinione, di espressione e di associazione, in particolare il diritto a riunirsi pacificamente, sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo;

7.  è del parere che solo un governo frutto di elezioni libere ed eque sia legittimo e capace di tutelare gli interessi del paese a lungo termine,

8.  auspica l'instaurazione di un governo di transizione, composto anche dai principali partiti dell'opposizione, incaricato di preparare le elezioni presidenziali e legislative;

9.  chiede al Consiglio di adottare le "misure appropriate"di cui all'articolo 96 dell'accordo di Cotonou e di valutare le possibilità di dare seguito alla richiesta dell'ECOWAS organizzando una missione di sostegno a una forza africana incaricata di proteggere la popolazione, in modo da fornire a tale forza i mezzi necessari per realizzare la propria missione, e una missione civile a più lungo termine che contribuisca all'organizzazione delle forze di sicurezza;

10. chiede al Consiglio e alla Commissione di sospendere l'applicazione del protocollo sulla pesca con la Guinea fino a quando non si sarà concretizzato il processo di democratizzazione;

11. invita l'Unione africana a imporre, in collaborazione con l'ECOWAS, sanzioni severe al personale della giunta militare e a organizzare, in parallelo, un dialogo nazionale nel quadro di una commissione "verità e riconciliazione";

12. invita tutti gli Stati a sospendere, conformemente alla decisione dell'ECOWAS, non solo le forniture di armi e munizioni destinate all'esercito e ai servizi di polizia ma anche quelle di tutti gli altri strumenti che potrebbero essere utilizzati dalle forze di sicurezza della Guinea per perpetrare violazioni dei diritti umani;

 

13. deplora il fatto che le aziende cinesi, sia statali che private, che investono in Guinea siano assolutamente indifferenti nei confronti dei diritti fondamentali dei cittadini del paese;

14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché agli organi competenti dell'Unione africana e dell'ECOWAS.

 

 

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