Procedura : 2010/2580(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B7-0139/2010

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RC-B7-0139/2010

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PV 11/03/2010 - 8.3
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P7_TA(2010)0065

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 129kWORD 76k
8.3.2010
PE432.998v01-00}
PE433.018v01-00}
PE433.026v01-00}
PE439.682v01-00} RC1
 
B7-0139/2010}
B7-0156/2010}
B7-0164/2010}
B7-0166/2010} RC1

presentata a norma dell'articolo 110, paragrafo 4, del regolamento da

in sostituzione della proposta di risoluzione presentata dai gruppi:

ALDE (B7‑0139/2010)

PPE, S&D (B7‑0156/2010)

GUE/NGL (B7‑0164/2010)

ECR (B7‑0166/2010)


sulla grande catastrofe naturale nella regione autonoma di Madeira e le conseguenze della tempesta Xynthia in Europa


Nuno Teixeira, Marian-Jean Marinescu, Danuta Maria Hübner, Maria do Céu Patrão Neves, Diogo Feio, Maria Da Graça Carvalho, Nuno Melo, José Manuel Fernandes, Carlos Coelho, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Veronica Lope Fontagné, Maurice Ponga, Sophie Auconie, Alain Cadec, Françoise Grossetête, Tokia Saïfi, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid a nome del gruppo PPE
Constanze Angela Krehl, Stéphane Le Foll, Patrice Tirolien, Iratxe García Pérez, Ricardo Cortés Lastra, Edite Estrela, Luís Paulo Alves, Luis Manuel Capoulas Santos, António Fernando Correia De Campos, Elisa Ferreira, Ana Gomes, Vital Moreira a nome del gruppo S&D
Giommaria Uggias, Marielle De Sarnez a nome del gruppo ALDE
Marek Henryk Migalski, Tomasz Piotr Poręba a nome del gruppo ECR
Ilda Figueiredo, João Ferreira, Miguel Portas, Marisa Matias, Rui Tavares, Patrick Le Hyaric, Jacky Hénin, Marie-Christine Vergiat, Elie Hoarau a nome del gruppo GUE/NGL
EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sulla grande catastrofe naturale nella regione autonoma di Madeira e le conseguenze della tempesta Xynthia in Europa   

Il Parlamento europeo,

–   visti l'articolo 3 del trattato sull'Unione europea e gli articoli 191 e 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   viste la proposta della Commissione concernente il regolamento che istituisce il Fondo di solidarietà dell'Unione europea (COM(2005)0108) e la posizione del Parlamento del 18 maggio 2006(1),

–   viste le sue risoluzioni del 5 settembre 2002 sulle inondazioni in Europa(2), dell'8 settembre 2005 sulle calamità naturali (incendi e inondazioni) in Europa(3), del 7 settembre 2006 sugli incendi boschivi e le inondazioni(4) e le sue risoluzioni del 18 maggio 2006 sulle calamità naturali (incendi boschivi, siccità e inondazioni) – aspetti attinenti all'agricoltura(5), allo sviluppo regionale(6) e all'ambiente(7),

–   visto il Libro bianco dal titolo "L'adattamento ai cambiamenti climatici: verso un quadro d'azione europeo" (COM(2009)147) e la comunicazione della Commissione dal titolo "Un approccio comunitario alla prevenzione delle catastrofi naturali e di origine umana" (COM(2009)82),

–   vista la dichiarazione della Commissione sulla grande catastrofe naturale nella regione autonoma di Madeira, rilasciata il 24 febbraio 2010,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando la grande catastrofe naturale che ha colpito Madeira il 20 febbraio, con precipitazioni fortissime e senza precedenti, forti venti e onde altissime, che ha causato la morte di almeno 42 persone, molti dispersi, centinaia di sfollati e dozzine di feriti,

B.  considerando che il 27 e il 28 febbraio, una tempesta violenta ed estremamente distruttiva, denominata Xynthia, si è abbattuta sulla Francia occidentale, in particolare nelle regioni Poitou-Charentes, Pays-de-la-Loire e Bretagna, causando la morte di circa 60 persone, numeri dispersi e migliaia di senza tetto;

C. considerando che una serie di fenomeni meteorologici, in particolare la tempesta Xynthia, ha colpito varie regioni della Spagna, segnatamente le isole Canarie e l'Andalusia, nonché il Belgio, la Germania, i Paesi Bassi e il Portogallo, causando molti decessi e ingenti danni materiali,

D. considerando che il disastro ha causato grandi sofferenze umane per le famiglie delle vittime e la popolazione colpita,

E.  considerando che la catastrofe ha causato distruzione su larga scala, con danni considerevoli alle infrastrutture pubbliche - tra cui strade, porti, impianti idrici, elettrici, igienico-sanitari e delle telecomunicazioni - come pure agli edifici privati, agli stabilimenti commerciali e industriali nonché ai terreni agricoli, danneggiando altresì il patrimonio naturale e culturale, considerando che i danni alla rete idrica e fognaria, in particolare, potrebbero dar luogo a una minaccia alla salute pubblica,

F.  considerando che il disastro impedisce attualmente alle persone di riprendere una vita normale e potrebbe avere un impatto economico e sociale a lungo termine,

G. considerando che occorre ripulire e ricostruire le zone colpite dalla catastrofe nonché ripristinare il loro potenziale produttivo e compensare i costi sociali causati dalla catastrofe,

H. considerando che è diventato chiaro, negli ultimi anni, che i problemi di alluvioni, tempeste e altri fenomeni meteorologici estremi potrebbero essere sempre più frequenti; considerando che gli investimenti nell'attenuazione dei cambiamenti climatici sono importanti anche ai fini della prevenzione delle catastrofi,

I.   considerando che le catastrofi naturali provocano dannose conseguenze economiche e sociali per le economie regionali, l'attività produttiva, l'acquacoltura, il turismo, l'ambiente e la biodiversità,

1.  esprime il suo profondo cordoglio e la propria solidarietà alle regioni colpite, deplora le gravi conseguenze economiche di tali disastri e trasmette, in modo particolare, le sue condoglianze alle famiglie delle vittime;

2.  rende omaggio alle squadre di ricerca e di soccorso che hanno lavorato ininterrottamente per salvare le persone e limitare i danni umani e materiali;

3.  invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere le persone colpite dalle conseguenze economiche e sociali della catastrofe;

4.  ritiene che le autorità nazionali, regionali e locali dovrebbero concentrarsi su efficaci politiche di prevenzione e prestare maggiore attenzione a prassi e legislazione adeguate in materia di uso del suolo, gestione delle acque ed efficace gestione dei rischi, in relazione, segnatamente, all'edilizia urbana nelle zone lungo il mare e alla costruzione di dighe, nonché ai settori agricolo e forestale;

5.  invita la Commissione, non appena i governi dei paesi interessati avranno presentato le rispettive richieste, ad avviare tutte le azioni necessarie per mobilitare il Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE) nel modo più urgente e più flessibile e per il massimo importo possibile;

6.  invita la Commissione a tener conto della specificità delle singole regioni colpite, segnatamente della fragilità delle regioni insulari e ultraperiferiche, al fine di aiutare le vittime del disastro nel modo migliore possibile;

7.  esorta la Commissione, oltre a mobilitare il Fondo di solidarietà dell'Unione europea, a dar prova di disponibilità e flessibilità per quanto riguarda i negoziati con le autorità competenti in merito ad una revisione dei programmi operativi regionali Intervir + (FESR) e Rumos (FSE) e dei loro equivalenti francesi, nonché della sezione del Programma operativo tematico per la promozione territoriale, finanziato dal Fondo di coesione, destinata a Madeira; invita la Commissione a procedere con la revisione il più rapidamente possibile e ad analizzare anche la possibilità di aumentare il tasso di cofinanziamento comunitario nel 2010 per progetti specifici all'interno dei rispettivi programmi operativi, in conformità delle norme e dei massimali stabiliti nel regolamento generale sui Fondi strutturali 2007-2013 (regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio), e senza rimettere in discussione la dotazione finanziaria annuale assegnata agli Stati membri in questione;

8.  ribadisce che, al fine di affrontare i problemi causati dalle catastrofi naturali in modo più flessibile ed efficace, è assolutamente necessario un nuovo regolamento FSUE, sulla base della proposta della Commissione (COM(2005)0108); critica il fatto che il Consiglio abbia bloccato il dossier, sebbene, nel maggio 2006, in prima lettura, il Parlamento abbia adottato la sua posizione con una schiacciante maggioranza; esorta la Presidenza spagnola e la Commissione ad individuare senza indugio una soluzione per riattivare la revisione del regolamento, al fine di creare uno strumento più forte e più flessibile, in grado di rispondere efficacemente alle nuove sfide del cambiamento climatico;

9.  invita gli Stati membri e le regioni interessate ad istituire piani di recupero e risanamento sostenibili per le zone colpite; invita gli Stati membri ad esaminare l'opportunità di effettuare investimenti a lungo termine in politiche volte a prevenire siffatte catastrofi e limitarne i danni;

10. invita gli Stati membri ad adattarsi alle conseguenze dei cambiamenti climatici rispettando la legislazione esistente attraverso un approccio integrato in tutti i settori interessati;

11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi degli Stati membri e al governo della Regione autonoma di Madeira.

 

 

(1)

GU C 297 E del 07.12.06, pag. 331.

(2)

GU C 272 E del 13.11.2003, pag. 471.

(3)

GU C 193 E del 17.8.2006, pag. 322 .

(4)

Testi approvati, P6_TA(2006)0349.

(5)

Testi approvati, P6_TA(2006)0222.

(6)

Testi approvati P6_TA(2006)0223.

(7)

Testi approvati P6_TA(2006)0224.

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