Procedura : 2012/2844(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : RC-B7-0478/2012

Testi presentati :

RC-B7-0478/2012

Discussioni :

PV 26/10/2012 - 4.3
CRE 26/10/2012 - 4.3

Votazioni :

PV 26/10/2012 - 6.3

Testi approvati :

P7_TA(2012)0402

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 132kWORD 73k
24.10.2012
PE493.655v01-00}
PE493.660v01-00}
PE493.663v01-00}
PE493.665v01-00}
PE493.668v01-00}
PE493.671v01-00} RC1
 
B7-0478/2012}
B7-0483/2012}
B7-0486/2012}
B7-0488/2012}
B7-0491/2012}
B7-0494/2012} RC1

presentata a norma dell'articolo 122, paragrafo 5, e dell'articolo 110, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

S&D (B7‑0478/2012)

PPE (B7‑0483/2012)

ECR (B7‑0486/2012)

GUE/NGL (B7‑0488/2012)

Verts/ALE (B7‑0491/2012)

ALDE (B7‑0494/2012)


sulla situazione in Cambogia (2012/2844(RSP))


José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Cristian Dan Preda, Bernd Posselt, Elmar Brok, Roberta Angelilli, Mario Mauro, Tunne Kelam, Philippe Boulland, Eija-Riitta Korhola, Sergio Paolo Francesco Silvestris, Zuzana Roithová, Monica Luisa Macovei, Sari Essayah, Giovanni La Via, Csaba Sógor, Elena Băsescu, Laima Liucija Andrikienė, Eduard Kukan a nome del gruppo PPE
Véronique De Keyser, Ana Gomes, Corina Creţu, Marc Tarabella, Robert Goebbels a nome del gruppo S&D
Niccolò Rinaldi, Graham Watson, Marietje Schaake, Ramon Tremosa i Balcells, Izaskun Bilbao Barandica, Robert Rochefort, Marielle de Sarnez, Kristiina Ojuland, Sonia Alfano, Jelko Kacin, Sarah Ludford, Edward McMillan-Scott, Johannes Cornelis van Baalen, Anneli Jäätteenmäki, Cecilia Wikström a nome del gruppo ALDE
Barbara Lochbihler, Rui Tavares, Nicole Kiil-Nielsen, Raül Romeva i Rueda a nome del gruppo Verts/ALE
Charles Tannock, Adam Bielan a nome del gruppo ECR
Marie-Christine Vergiat a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Cambogia (2012/2844(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–   viste le relazioni del 16 luglio e del 24 settembre 2012 elaborate dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Cambogia,

–   vista la ventunesima sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite del 24 settembre 2012,

–   vista la dichiarazione rilasciata dal portavoce dell'alto rappresentante dell'UE, Catherine Ashton, il 1° ottobre 2012 sulla condanna di difensori dei diritti umani in Cambogia,

–   viste le raccomandazioni contenute nella relazione della missione di osservazione elettorale dell'UE alle elezioni all'Assemblea nazionale del 27 luglio 2008 in Cambogia,

–   vista la lettera comune scritta il 1° ottobre 2012 da dieci ONG al Commissario europeo al Commercio Karel de Gucht,

–   visto il regime commerciale dell'UE "Tutto tranne le armi", che consente a tutti i paesi meno sviluppati (PMS), compresa la Cambogia, di accedere senza ostacoli al mercato dell'UE per tutti i prodotti di esportazione, tranne le armi,

–   visti la Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite e il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, di cui la Cambogia è parte,

–   vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani del 1998,

–   visto l'accordo di cooperazione concluso nel 1997 tra la Comunità europea e il Regno di Cambogia(1), in particolare l'articolo 1 (rispetto dei diritti umani), l'articolo 19 (mancata esecuzione dell'accordo) e l'allegato 1 relativo all'articolo 19 (sospensione dell'accordo in caso di violazione dell'articolo 1 da parte di uno dei contraenti),

–   vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni adottata il 13 settembre 2007 in occasione della sessantaduesima sessione dell'Assemblea generale dell'ONU,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Cambogia, in particolare quella del 21 ottobre 2010,

–   visti l'articolo 122, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che nell'ultimo rapporto del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Cambogia si riconosce che, dopo due decenni di conflitti e la firma degli accordi di pace di Parigi del 1991, la Cambogia ha compiuto progressi quanto al miglioramento della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di diritto;

B.  considerando che il 1° ottobre 2012 quattro difensori dei diritti umani, accusati di crimini contro lo Stato – Mom Sonando, capo dell'associazione dei democratici cambogiani e direttore di Radio Beehive, e i suoi coimputati, Phorn Sreoun, Touch Ream e Kann Sovann – sono stati condannati dal tribunale municipale di Phnom Penh;

C. considerando che le forze di sicurezza continuano a ricorrere alla forza eccessiva contro i manifestanti; che il 26 aprile 2012 Chut Wutty, un militante ecologista di primo piano che indagava sul disboscamento illegale è stato ucciso dalla polizia; che il 22 maggio 2012 tredici attiviste provenienti dall'area di Boeung Kak sono state arrestate arbitrariamente e condannate a lunghe pene detentive per aver manifestato pacificamente presso il cantiere che interessa la loro comunità; che sono state rilasciate su pressione internazionale, sebbene non siano state scagionate; che il 16 maggio 2012 una ragazza di 14 anni, Heng Chantha, è stata uccisa dalle forze di sicurezza e che non è stata aperta alcuna indagine sulla sua morte;

D. considerando che nell'ultimo decennio, a causa delle politiche del governo in materia di concessioni fondiarie per ragioni economiche, le autorità e le imprese hanno fatto sgomberare almeno 400 000 persone, privandole delle loro terre, degli alloggi e dei mezzi di sussistenza, il che ha scatenato scontri violenti con le comunità locali e aggravato la situazione di povertà;

E.  considerando che dall'agosto 2012 il governo cambogiano ha distribuito a oltre duecento imprese almeno 2 157 744 ettari di terreni sotto forma di concessioni fondiarie per ragioni economiche, spesso violando le disposizioni delle norme fondiarie del 2001 ed eludendo le garanzie giuridiche quali l'obbligo di evitare concessioni nelle aree protette, di compiere una valutazione di impatto sociale e ottenere un consenso libero, preventivo e consapevole delle comunità indigene;

F.  considerando che il Primo ministro Hun Sen ha promulgato, nel maggio 2012, un provvedimento che prevede una moratoria sulle nuove concessioni fondiarie per ragioni economiche e una revisione di quelle esistenti; che nonostante il provvedimento sono state rilasciate almeno 12 nuove concessioni, dato che un cavillo consente di stipulare le nuove concessioni i cui negoziati sono già in una fase avanzata o sulle quali vi è un accordo di massima; che non vi è stata una reale revisione delle concessioni fondiarie esistenti e che non è stata annullata nessuna di quelle controverse;

G. considerando che, sulla base dei principali risultati contenuti nel rapporto del relatore speciale delle Nazioni Unite, si riscontrano gravi carenze nella gestione delle elezioni in Cambogia, ragion per cui si rendono necessarie riforme urgenti per restituire ai cittadini cambogiani la fiducia nel processo elettorale con l'approssimarsi delle elezioni politiche del luglio 2013;

H. considerando che la missione di osservazione elettorale dell'Unione europea in Cambogia ha riscontrato la mancata conformità delle ultime elezioni tenutesi nel paese con le norme internazionali in materia di elezioni democratiche e ha invitato il governo cambogiano a varare diverse riforme sostanziali in ambito elettorale;

I.   considerando che l'Unione europea è il principale donatore di aiuti alla Cambogia;

1.  esprime il proprio biasimo per tutte le sentenze e le condanne di matrice politica nei confronti di contestatori politici, politici dell'opposizione parlamentare, in particolare Sam Rainsy, difensori dei diritti umani e militanti per il diritto alla terra e deplora la morte di Chuk Wutty e Heng Chantha, entrambi uccisi mentre esercitavano il loro diritto a manifestare pacificamente;

2.  chiede la liberazione immediata e senza condizioni di Mom Sonando e di altri contestatori antigovernativi, nonché dei militanti per il diritto alla terra, attualmente detenuti unicamente per ragioni politiche;

3.  rileva la necessità che i responsabili delle violazioni dei diritti umani siano identificati e rispondano delle loro azioni;

4.  sottolinea l'importanza delle conclusioni raggiunte dal relatore speciale delle Nazioni Unite, secondo cui occorre far fronte e porre rimedio alle gravi e diffuse violazioni dei diritti umani legate alle concessioni fondiarie;

5.  esorta il governo cambogiano a porre fine a tutti gli sfratti coatti, a riesaminare la direttiva del maggio 2012 e a introdurre e applicare una moratoria degli sfratti in Cambogia fintantoché siano posti in essere un quadro giuridico trasparente e affidabile e le politiche del caso intesi a garantire che le future concessioni fondiarie di natura economica siano garantite nel rispetto del diritto internazionale in materia di diritti umani e che tutte le persone sfrattate con la forza ricevano un adeguato risarcimento e ottengano una sistemazione alternativa;

6.  invita la Commissione a indagare sull'escalation delle violazioni dei diritti umani in Cambogia riconducibili alle concessioni fondiarie per ragioni economiche, autorizzate ai fini dello sviluppo agroindustriale legato all'esportazione di prodotti agricoli verso l'Unione europea, e a sospendere temporaneamente le preferenze concesse ai prodotti agricoli cambogiani nell'ambito dell'iniziativa "Tutto tranne le armi" qualora siano riscontrate violazioni dei diritti umani; prende atto della decisione del Primo ministro cambogiano di non procedere a nuove concessioni fondiarie per ragioni economiche e del suo impegno a riesaminare le concessioni esistenti;

7.  esorta il governo cambogiano, la commissione elettorale nazionale e le commissioni elettorali provinciali a mettere in pratica le recenti raccomandazioni delle Nazioni Unite in materia di riforma del sistema elettorale, onde garantire la conformità alle norme internazionali prima, durante e dopo lo svolgimento delle elezioni; invita la Commissione a verificare con attenzione l'attuazione delle raccomandazioni delle Nazioni Unite da parte delle autorità cambogiane;

8.  esprime preoccupazione per la situazione di Sam Rainsy, leader dell'omonimo partito, condannato per capi d'accusa ritenuti di matrice politica; esorta il governo cambogiano e i partiti dell'opposizione a collaborare ai fini della riconciliazione, affinché l'opposizione possa svolgere pienamente il proprio ruolo nella vita politica della Cambogia e nelle prossime elezioni, e ciò ai fini della credibilità del processo elettorale;

9.  incoraggia il governo cambogiano a rafforzare la democrazia, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, in particolare la libertà dei mezzi d'informazione, la libertà di espressione e la libertà di riunione, che sono elementi fondamentali dell'accordo di cooperazione UE-Cambogia, come sancito all'articolo 1 di tale accordo;

10. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al governo e all'Assemblea nazionale del Regno di Cambogia, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, ai governi dei paesi membri dell'ASEAN, al Segretario generale delle Nazioni Unite e all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

 

(1)

GU L 269 del 19.10.1999, pag. 18.

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