Procedura : 2014/2833(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B8-0086/2014

Testi presentati :

RC-B8-0086/2014

Discussioni :

Votazioni :

PV 18/09/2014 - 10.2

Testi approvati :

P8_TA(2014)0023

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 133kWORD 63k
17.9.2014
PE536.988v01-00}
PE536.989v01-00}
PE536.990v01-00}
PE536.991v01-00}
PE536.994v01-00}
PE536.996v01-00}
PE537.008v01-00} RC1
 
B8-0086/2014}
B8-0087/2014}
B8-0088/2014}
B8-0089/2014}
B8-0092/2014}
B8-0094/2014}
B8-0106/2014} RC1/rev1

presentata a norma dell'articolo 135, paragrafo 5, e dell'articolo 123, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

ECR (B8‑0086/2014)

EFDD (B8‑0087/2014)

ALDE (B8‑0088/2014)

S&D (B8‑0089/2014)

PPE (B8‑0092/2014)

GUE/NGL (B8‑0094/2014)

Verts/ALE (B8‑0106/2014)


sul Burundi, in particolare il caso di Pierre Claver Mbonimpa (2014/2833(RSP))


Cristian Dan Preda, Davor Ivo Stier, Maurice Ponga, Bogdan Brunon Wenta, Tunne Kelam, Philippe Juvin, Giovanni La Via, Mariya Gabriel, Jeroen Lenaers, Monica Luisa Macovei, Petri Sarvamaa, Seán Kelly, Jaromír Štětina, Pavel Svoboda, Dubravka Šuica, Francesc Gambús, Andrej Plenković a nome del gruppo PPE
Josef Weidenholzer, Norbert Neuser, Maria Arena, Kashetu Kyenge, Linda McAvan, Elena Valenciano Martínez-Orozco, Kati Piri, Liisa Jaakonsaari, Andi Cristea, Marc Tarabella, Hugues Bayet, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Silvia Costa, Luigi Morgano, Goffredo Maria Bettini a nome del gruppo S&D
Charles Tannock, Mark Demesmaeker, Jan Zahradil a nome del gruppo ECR

Louis Michel, Marielle de Sarnez, Marietje Schaake, Pavel Telička, Gérard Deprez, Johannes Cornelis van Baalen, Ramon Tremosa i Balcells, Juan Carlos Girauta Vidal, Alexander Graf Lambsdorff, Izaskun Bilbao Barandica, Fredrick Federley, Jozo Radoš, Javier Nar

a nome del gruppo ALDE
Marie-Christine Vergiat a nome del gruppo GUE/NGL
Judith Sargentini, Bart Staes, Michèle Rivasi, Barbara Lochbihler, Heidi Hautala a nome del gruppo Verts/ALE
Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao a nome del gruppo EFDD

Risoluzione del Parlamento europeo sul Burundi, in particolare il caso di Pierre Claver Mbonimpa (2014/2833(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sul Burundi,

–   visto l'Accordo di Cotonou,

–   vista la dichiarazione della delegazione dell'Unione europea in Burundi, in data 10 settembre 2014,

–   vista la dichiarazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione in Burundi, in data 10 aprile 2014,

–   visto l'Accordo di pace e riconciliazione di Arusha,

–   viste le conclusioni del Consiglio sulla regione dei Grandi Laghi, del 22 luglio 2014, in particolare il punto 7,

–   viste le relazioni dell'Ufficio delle Nazioni Unite in Burundi (BNUB),

–   vista la dichiarazione rilasciata mercoledì 9 luglio 2014 dal Segretario generale aggiunto delle Nazioni Unite per i diritti umani, Ivan Simonovic, in occasione della Configurazione "Burundi" del Fondo per il consolidamento della pace,

–   visti i resoconti di missione e gli assi prioritari di intervento (2010-2014) della FAO e dell'UNICEF in Burundi, segnatamente per quanto riguarda la lotta contro la fame e la malnutrizione,

–   vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

–   visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,

–   vista la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli,

–   visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che Pierre Claver Mbonimpa, difensore di spicco dei diritti umani e Presidente dell'Associazione per la protezione dei diritti umani e dei detenuti ("Association pour la protection des droits humains et des personnes détenues", APRODH), è stato ancora una volta arrestato il 15 maggio 2014 e successivamente accusato di aver minacciato "la sicurezza esterna dello Stato" e "la sicurezza interna dello Stato causando disordine pubblico", e che è in stato di detenzione provvisoria sin dal momento del fermo;

B.  considerando che l'attività svolta da Pierre Claver Mbonimpa in difesa della democrazia e dei diritti dell'uomo in Burundi negli ultimi due decenni e più gli è valsa numerosi premi internazionali e un ampio riconoscimento sia all'interno del suo paese che al di fuori di esso;

C. considerando che le accuse a suo carico sono in rapporto con quanto da lui dichiarato il 6 maggio 2014 su "Radio Publique Africaine" (RPA), vale a dire che l'ala giovanile del partito al potere CNDD-FDD, altresì nota come gli "Imbonerakure", viene armata e inviata nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) per ricevere un addestramento militare, e che queste stesse preoccupazioni erano state sollevate anche dal BNUB, il quale aveva sottolineato come la militarizzazione di questi giovani rappresentasse una grave minaccia per la pace nel paese;

D. considerando che l'arresto di Pierre Claver Mbonimpa è rappresentativo dei rischi crescenti che corrono i difensori dei diritti umani, delle vessazioni ai danni di attivisti e giornalisti, e delgli arresti arbitrari di membri del partito di opposizione, atti che, secondo associazioni di diritti umani e il Segretario generale aggiunto delle Nazioni Unite per i diritti umani, sono stati in ampia misura perpetrati dagli "Imbonerakure";

E.  considerando che, a seguito di un evento pacifico promosso dal partito di opposizione l'8 marzo 2014, 70 persone sono state arrestate e che 48 di esse sono state successivamente condannate a pene detentive, compreso il carcere a vita;

F.  considerando che nelle ultime settimane il governo del Burundi ha vietato le proteste e le manifestazioni pacifiche in favore di Pierre Claver Mbonimpa e ha intimato alle stazioni radiofoniche di non trasmettere informazioni a sostegno delle sue rivendicazioni;

G. considerando che il pieno rispetto della libertà di espressione, anche nel caso di giornalisti e di difensori dei diritti umani, è un presupposto per lo svolgimento di elezioni libere ed eque nel 2015 e per un esito elettorale che possa essere accettato da tutti;

H. considerando che l'Unione europea ha recentemente assegnato al Burundi 432 milioni di EUR a titolo del Fondo europeo di sviluppo 2014-2020, per assistere tale paese, fra l'altro, nel miglioramento della governance e della società civile;

I.   considerando che almeno un burundese su due e pressoché i due terzi, ovvero il 58%, di tutti i bambini di età inferiore ai cinque anni soffrono di malnutrizione cronica, e che il Burundi registra il tasso di fame più elevato dei 120 paesi sulla cui base, nel 2012, è stato calcolato l'indice globale della fame;

J.   considerando che il Burundi è uno dei cinque paesi più poveri del mondo e che il suo PIL pro capite è fra i più bassi; che numerosi burundesi vivono un sentimento di frustrazione sempre maggiore dinanzi all'aumento del costo del cibo, dell'acqua e del carburante, agli elevati livelli di corruzione e alla mancanza di responsabilità dei leader politici;

K. considerando che il Burundi attraversa attualmente la sua peggiore crisi politica da quando emerse, nel 2005, da 12 anni di guerra civile, una crisi che minaccia nuovamente non solo la stabilità interna del paese, ma anche quella dei suoi vicini, in una regione già volatile del continente africano;

 

1.  condanna con fermezza la detenzione del difensore dei diritti umani Pierre Claver Mbonimpa e ne sollecita il rilascio immediato e incondizionato; esprime preoccupazione dinanzi al deteriorarsi del suo stato di salute e chiede che gli sia prestata un'assistenza medica urgente;

2.  manifesta particolare preoccupazione quanto alla situazione dei membri del partito di opposizione MSD che si trovano in carcere a seguito degli eventi dell'8 marzo 2014; invita le autorità del Burundi ad annullare le sentenze e a processare nuovamente, nel rispetto delle norme internazionali, compresi il diritto alla difesa e il principio di proporzionalità, coloro contro i quali possono essere mosse accuse credibili;

3.  esorta il governo del Burundi a prendere misure per controllare la lega giovanile del CNDD-FDD, impedendo ai suoi membri di intimidire e di attaccare presunti oppositori, e a garantire che i responsabili degli abusi siano consegnati alla giustizia; chiede che si proceda a un'indagine internazionale indipendente riguardo alle affermazioni secondo cui il CNDD-FDD armerebbe e formerebbe la sua ala giovanile; sollecita i leader dei partiti di opposizione ad evitare che sia fatto uso di violenza nei confronti dei loro oppositori;

4.  invita i paesi della regione dei Grandi Laghi ad affrontare la questione delle attività illegali degli "Imbonerakure" e a risolvere tali problemi congiuntamente al governo del Burundi; invita detti paesi a mantenere un livello di impegno elevato nella promozione della pace e della stabilità attraverso il meccanismo regionale esistente e a intensificare gli sforzi in vista dello sviluppo economico regionale, prestando un'attenzione particolare alla riconciliazione, al rispetto dei diritti dell'uomo, alla lotta contro l'impunità e all'introduzione di una maggiore responsabilità della giustizia;

5.  ricorda che il Burundi è vincolato dalla clausola relativa ai diritti umani dell'Accordo di Cotonou, dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e dalla Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, e che pertanto ha l'obbligo di rispettare i diritti umani universali, compresa la libertà di espressione; invita il governo del Burundi a consentire lo svolgimento di un dibattito politico autentico e aperto in vista delle elezioni del 2015 senza il timore di intimidazioni, astenendosi dall'interferire nella gestione interna dei partiti di opposizione, dal porre restrizioni all'organizzazione di campagne elettorali per tutti i partiti, in particolare nelle aree rurali, e dal ricorrere in modo abusivo al sistema giudiziario per escludere i rivali politici;

6.  esprime profonda preoccupazione dinanzi al fatto che non si è avuta giustizia per i numerosi assassini politici perpetrati tra il 2010 e il 2012, a seguito delle elezioni del 2010; invita le autorità del Burundi a garantire che gli autori di tali uccisioni siano affidati alla giustizia e giudicati in modo giusto, e che ogni sforzo sia compiuto per evitare la violenza politica prima delle elezioni del 2015;

7.  ribadisce in tale contesto l'importanza del rispetto del Codice di condotta in materia elettorale ("Code de bonne conduite en matière électorale") e della roadmap per le elezioni mediata dalle Nazioni Unite e sottoscritta dagli attori politici nel 2013; sostiene pienamente le attività del BNUB intese a evitare un ulteriore inasprirsi della violenza politica nella fase di preparazione delle elezioni del 2015 e a contribuire a ripristinare la sicurezza e la pace a lungo termine;

8.  è profondamente preoccupato dinanzi alla situazione economica e sociale di tutta la popolazione del Burundi, in particolare dei profughi e degli sfollati, il cui numero continuerà ad aumentare per via dei problemi di sicurezza interna nel paese e delle tensioni nei paesi vicini;

9.  incoraggia tutte le parti a tenere fede agli impegni contratti con l'Accordo di pace e riconciliazione di Arusha, del 2000, che è stato determinante per porre fine, nel 2005, a 12 anni di guerra civile; mette in guardia contro una modifica della costituzione del Burundi che ne sopprima le disposizioni fondamentali di condivisione dei poteri sancite dagli accordi di Arusha;

10. invita l'alto rappresentante dell'Unione europea e gli Stati membri a garantire che l'UE adotti una politica dai principi chiari nei confronti del Burundi, intesa ad affrontare le attuali, gravi violazioni dei diritti umani, in linea con il Quadro strategico dell'UE sui diritti umani; invita altresì la Commissione a considerare la possibilità di avviare consultazioni con il Burundi a norma dell'articolo 96 dell'Accordo di Cotonou, in vista di una possibile sospensione dell'Accordo stesso, nonché a prendere misure adeguate da applicare nel periodo in cui le consultazioni avranno luogo;

11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, agli Stati membri, al governo del Burundi e ai governi dei paesi della regione dei Grandi Laghi, all'Unione africana, al Segretario generale delle Nazioni Unite, ai Copresidenti dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE e al Parlamento panafricano.

 

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