Procedura : 2016/2648(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B8-0469/2016

Testi presentati :

RC-B8-0469/2016

Discussioni :

PV 14/04/2016 - 6.2
CRE 14/04/2016 - 6.2

Votazioni :

PV 14/04/2016 - 7.5

Testi approvati :

P8_TA(2016)0129

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 287kWORD 83k
13.4.2016
PE579.893v01-00}
PE579.894v01-00}
PE579.896v01-00}
PE579.897v01-00}
PE579.901v01-00}
PE579.904v01-00}
PE579.906v01-00} RC1
 
B8-0469/2016}
B8-0470/2016}
B8-0472/2016}
B8-0473/2016}
B8-0477/2016}
B8-0480/2016}
B8-0482/2016} RC1

presentata a norma dell'articolo 135, paragrafo 5, e dell'articolo 123, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

ECR (B8-0469/2016)

EFDD (B8-0470/2016)

Verts/ALE (B8-0472/2016)

S&D (B8-0473/2016)

PPE (B8-0477/2016)

GUE/NGL (B8-0480/2016)

ALDE (B8-0482/2016)


sull'Honduras: situazione dei difensori dei diritti umani (2016/2648(RSP))


Cristian Dan Preda, Gabriel Mato, Davor Ivo Stier, Andrej Plenković, Roberta Metsola, Patricija Šulin, Bogdan Brunon Wenta, Andrey Kovatchev, Joachim Zeller, Tunne Kelam, Ildikó Gáll-Pelcz, Lara Comi, József Nagy, Milan Zver, Marijana Petir, Giovanni La Via, Claude Rolin, Jarosław Wałęsa, Jiří Pospíšil, Ramón Luis Valcárcel Siso, Adam Szejnfeld, Eva Paunova, Tomáš Zdechovský, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Stanislav Polčák, Pavel Svoboda, Andrey Novakov, Romana Tomc, Ivan Štefanec, David McAllister, Salvatore Cicu, Lefteris Christoforou, Anna Záborská, Therese Comodini Cachia, Ramona Nicole Mănescu, Dubravka Šuica, Csaba Sógor, Ivana Maletić, Luděk Niedermayer, Seán Kelly, Krzysztof Hetman, Thomas Mann, Sven Schulze, László Tőkés a nome del gruppo PPE
Josef Weidenholzer, Victor Boştinaru, Knut Fleckenstein, Richard Howitt, Elena Valenciano, Nikos Androulakis, Francisco Assis, Hugues Bayet, Brando Benifei, Goffredo Maria Bettini, José Blanco López, Vilija Blinkevičiūtė, Biljana Borzan, Soledad Cabezón Ruiz, Nicola Caputo, Nessa Childers, Monika Flašíková Beňová, Doru-Claudian Frunzulică, Eider Gardiazabal Rubial, Enrico Gasbarra, Elena Gentile, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Neena Gill, Michela Giuffrida, Maria Grapini, Sylvie Guillaume, Cătălin Sorin Ivan, Liisa Jaakonsaari, Eva Kaili, Miapetra Kumpula-Natri, Kashetu Kyenge, Arne Lietz, Javi López, Krystyna Łybacka, Costas Mavrides, Alessia Maria Mosca, Sorin Moisă, Victor Negrescu, Momchil Nekov, Demetris Papadakis, Vincent Peillon, Tonino Picula, Liliana Rodrigues, Daciana Octavia Sârbu, Monika Smolková, Tibor Szanyi, Marc Tarabella, Julie Ward a nome del gruppo S&D
Charles Tannock, Mark Demesmaeker, Monica Macovei, Raffaele Fitto, Angel Dzhambazki, Ruža Tomašić a nome del gruppo ECR
Beatriz Becerra Basterrechea, Izaskun Bilbao Barandica, Ilhan Kyuchyuk, Enrique Calvet Chambon, Petras Auštrevičius, Pavel Telička, Marielle de Sarnez, Marietje Schaake, Valentinas Mazuronis, Ivo Vajgl, Filiz Hyusmenova, Martina Dlabajová, Ramon Tremosa i Balcells, Nedzhmi Ali, Dita Charanzová, José Inácio Faria, Fredrick Federley, Nathalie Griesbeck, Antanas Guoga, Marian Harkin, Ivan Jakovčić, Petr Ježek, Louis Michel, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Jozo Radoš, Frédérique Ries, Robert Rochefort, Hannu Takkula, Carolina Punset, Johannes Cornelis van Baalen, Hilde Vautmans, Paavo Väyrynen, Kaja Kallas, Javier Nart, Gérard Deprez, Jasenko Selimovic, Cecilia Wikström a nome del gruppo ALDE
Miguel Urbán Crespo, Tania González Peñas, Lola Sánchez Caldentey, Xabier Benito Ziluaga, Marina Albiol Guzmán, Marie-Christine Vergiat, Patrick Le Hyaric, Barbara Spinelli, Sofia Sakorafa, Stelios Kouloglou a nome del gruppo GUE/NGL
Ulrike Lunacek, Bodil Valero, Heidi Hautala, Barbara Lochbihler, Terry Reintke, Molly Scott Cato, Ernest Urtasun, Josep-Maria Terricabras a nome del gruppo Verts/ALE
Ignazio Corrao, Fabio Massimo Castaldo, Isabella Adinolfi a nome del gruppo EFDD
Barbara Kappel

Risoluzione del Parlamento europeo sull'Honduras: situazione dei difensori dei diritti umani (2016/2648(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–  visti gli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani e gli orientamenti dell'UE sulla promozione e la tutela dell'esercizio di tutti i diritti umani da parte di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI),

–  vista la sua risoluzione dell'11 dicembre 2012 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo che istituisce un'associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra(1),

–  vista la relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'Unione europea sulle elezioni politiche del 2013 in Honduras e la relativa missione di follow-up del 2015 per quanto concerne l'impunità,

–  visto il piano d'azione dell'Unione europea per i diritti umani e la democrazia (2015-2019),

–  viste le raccomandazioni della revisione periodica universale delle Nazioni Unite all'Honduras dell'8 maggio 2015,

–  vista la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite sulle minacce globali cui sono esposti i difensori dei diritti umani e sulla situazione delle donne impegnate nella difesa dei diritti umani,

–  vista la dichiarazione del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei difensori dei diritti umani in Honduras, rilasciata a Ginevra il 18 marzo 2016,

–  visto l'articolo 25 del regolamento della Commissione interamericana dei diritti dell'uomo, concernente il sistema di misure cautelari,

–  vista la convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro del 1989 relativa alle popolazioni indigene e tribali nei paesi indipendenti (convenzione 169 dell'OIL),

–  vista la dichiarazione resa il 17 febbraio 2016 dai capimissione dell'UE sulla difficile situazione della comunità LGBTI in Honduras,

–  viste le dichiarazioni delle autorità dell'Unione europea, tra cui la dichiarazione della delegazione dell'UE in Honduras, del 3 marzo 2016, e quella del portavoce del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, del 16 marzo 2016,

–  viste le clausole sui diritti umani dell'accordo di associazione UE-America centrale e dell'accordo di partenariato e di cooperazione (APC) UE-America centrale, in vigore dal 2013,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che, secondo varie relazioni delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani, in Honduras attivisti ambientali, difensori dei diritti delle popolazioni indigene, giornalisti, operatori della giustizia, sindacalisti, contadini, attivisti dei diritti delle donne e persone LGBTI, tra gli altri, continuano a essere oggetto di abusi, violenze, detenzioni arbitrarie, minacce e uccisioni;

B.  considerando che il governo honduregno si è impegnato in senso positivo e ha introdotto una legislazione a tutela dei difensori dei diritti umani, dei giornalisti e degli operatori della giustizia, che comprende l'apertura di un Ufficio dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, la disponibilità delle autorità nazionali a consentire missioni internazionali di monitoraggio nell'ambito dei diritti umani, nonché l'adozione della legge del 2015 relativa alla tutela dei difensori dei diritti umani;

C.  considerando che, nonostante ciò, l'Honduras è diventato oggi uno dei paesi della regione più pericolosi per i difensori dei diritti umani; che esso rappresenta anche uno degli stati al mondo più violenti verso gli attivisti ambientali, visto che almeno 109 attivisti sarebbero stati uccisi tra il 2010 e il 2015;

D.  considerando che, secondo le informazioni a disposizione, il 3 marzo 2016 Berta Cáceres, eminente ambientalista e leader dei diritti delle popolazioni indigene nonché fondatrice del Consiglio civico di organizzazioni popolari e indigene dell'Honduras (COPINH), è stata assassinata nella sua abitazione da individui non identificati; che la sua morte ha provocato sdegno a livello internazionale e ha sollevato timori generali per quanto concerne la questione dei difensori dei diritti delle popolazioni indigene e dei diritti ambientali e fondiari in Honduras;

E.  considerando che appena due settimane dopo, il 16 marzo 2016, un altro membro del COPINH, Nelson García, è stato assassinato; che il rapido intervento delle autorità honduregne ha portato all'arresto del presunto colpevole dell'omicidio;

F.  considerando che al cittadino messicano Gustavo Castro Soto, unico testimone oculare dell'assassinio di Berta Cáceres e vittima anch'egli di ferite di arma da fuoco, è stato impedito di lasciare il paese per quasi un mese per motivi legati alle indagini; che il 6 aprile 2016 ha ricevuto l'autorizzazione a lasciare il paese;

G.  considerando che il governo honduregno ha condannato prontamente l'abominevole crimine, ha dichiarato le indagini sull'omicidio di Berta Cáceres una priorità nazionale e ha informato l'opinione pubblica dei progressi raggiunti al riguardo; che il governo ha ufficialmente chiesto la cooperazione dell'Organizzazione degli Stati americani (OAS) per condurre le indagini sull'omicidio;

H.  considerando che Berta Cáceres, che viveva sotto continua minaccia, beneficiava delle misure cautelari concesse dalla Corte interamericana dei diritti dell'uomo (CIDH), le quali, stando a quanto riferito, non erano state attuate in modo efficace dall'Honduras; che Berta Cáceres è tra i 15 difensori dei diritti umani a essere stati uccisi tra il 2010 e il 2016 in Honduras, nonostante godessero delle suddette misure cautelari;

I.  considerando che le recenti uccisioni dovrebbero essere considerate nel contesto della decennale resistenza pacifica condotta dal COPINH e da altri attivisti contro la centrale idroelettrica di Agua Zarca sul fiume Gualcarque, un progetto gigantesco fortemente dipendente da investitori e tecnologia europei, che, secondo quanto riferito, sarebbe stato avviato senza una previa consultazione libera e informata delle comunità indigene interessate al fine di ottenerne il consenso, come richiesto dalla convezione 169 dell'OIL; che l'FMO, banca olandese per lo sviluppo, e il Finnfund hanno sospeso i finanziamenti al progetto idroelettrico di Agua Zarca, di cui Berta Cáceres era uno dei principali oppositori;

J.  considerando che l'uccisione, il 24 gennaio 2016, di Paola Barraza, difensore dei diritti delle persone LGBTI, donna transessuale e membro dell'associazione Arcoíris, pone in rilievo il crescente pericolo a cui è esposta la comunità LGBTI in Honduras; che il suo assassinio è l'ultimo in ordine di tempo di una lunga sequenza di morti violente di membri attivi delle organizzazioni dei diritti umani delle persone LGBTI, avvenute negli ultimi 11 mesi, tra cui quelle di Angy Ferreira, Violeta Rivas, Gloria Carolina Hernández Vásquez (conosciuta come Génesis Hernández), Jorge Alberto Castillo, Estefanía Zúñiga, Henry Matamoros e Josselin Janet Aceituno Suazo; che, secondo quanto riferito, dal 1994 in Honduras sarebbero state uccise 235 persone LGBTI e che solo 48 casi sarebbero stati deferiti alla giustizia; che, come denunciato dal commissario nazionale per i diritti umani, il 92% dei reati non sarebbe oggetto di indagini adeguate e resterebbe quindi irrisolto;

K.  considerando che il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei difensori dei diritti umani, Michel Forst, ha dichiarato il 18 marzo 2016 che un simile ciclo di violenza sarà interrotto solo quando sarà contrastata l'impunità e i responsabili degli attacchi saranno consegnati alla giustizia, e ha sottolineato la necessità che le autorità honduregne adottino immediatamente provvedimenti concreti per garantire la sicurezza di tutti i difensori dei diritti umani del paese e delle loro famiglie;

L.  considerando che l'Honduras è attualmente impegnato in un processo di riforma del codice penale, che dovrebbe fondarsi su convenzioni internazionali e costituire uno strumento importante per garantire i diritti dei gruppi vulnerabili;

M.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri sostengono il rafforzamento del settore giudiziario e dei diritti umani attraverso vari programmi e progetti di cooperazione, in particolare il programma di sostegno ai diritti umani (PADH) ed EuroJusticia;

N.  considerando che numerosi Stati membri non hanno ancora ratificato l'accordo di associazione UE-America centrale, il che significa che il pilastro del "dialogo politico" non è entrato in vigore; che il rispetto della democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani, civili e politici dei cittadini di entrambe le regioni rappresentano elementi fondamentali dell'accordo di associazione UE-America centrale;

1.  condanna con la massima fermezza la recente uccisione di Berta Cáceres, Nelson Garcia e Paola Barraza, nonché tutti i precedenti assassinii di altri difensori dei diritti umani in Honduras; esprime il proprio sincero cordoglio ai familiari e agli amici di tutti i difensori dei diritti umani in questione;

2.  rende omaggio a Berta Cáceres, un'attivista ambientale e leader indigena honduregna della popolazione Lenca, nonché cofondatrice e coordinatrice del COPINH, che ha dedicato tutta la sua vita a combattere per una società più democratica nel suo paese; sottolinea che il suo assassinio rappresenta un caso emblematico in un paese caratterizzato da un numero estremamente elevato di omicidi e da un'impunità generalizzata;

3.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che, nonostante le misure cautelari emesse dalla CIDH, le autorità honduregne non sono riuscite a fornire a Berta Cáceres un'adeguata protezione; invita il governo dell'Honduras a mobilitare tutti i mezzi a sua disposizione al fine di mettere efficacemente in pratica le 92 misure cautelari della CIDH attualmente attive nel paese ed evitare che vengano commessi atti simili ai danni di altri attivisti ambientali e indigeni in pericolo;

4.  chiede con urgenza l'avvio di indagini immediate, indipendenti, obiettive e approfondite sugli omicidi menzionati e su quelli commessi in precedenza, al fine di consegnare alla giustizia i mandanti e gli autori materiali e porre fine all'impunità; accoglie con favore il fatto che, su richiesta del governo dell'Honduras, l'inchiesta sull'omicidio di Berta Cáceres coinvolga rappresentanti dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e dell'Organizzazione degli Stati americani; è del parere che gli strumenti disponibili nel quadro dell'ONU e della CIDH, quali un'inchiesta internazionale indipendente, sollecitata dalle vittime, potrebbero contribuire a garantire un'indagine imparziale ed equa su tali omicidi;

5.  esprime viva preoccupazione per il clima di estrema violenza, specialmente nei confronti delle persone LGBTI e di coloro che ne difendono i diritti; sottolinea la necessità di svolgere immediatamente un'indagine scrupolosa e imparziale sull'uccisione di una serie di membri attivi di varie organizzazioni per i diritti umani delle persone LGBTI;

6.  evidenzia che occorre rafforzare la protezione contro la discriminazione e i reati generati dall'odio sulla base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere, nonché elaborare orientamenti in materia di buone pratiche, in stretta collaborazione con la società civile; chiede l'introduzione di nuove e adeguate misure volte a prevenire gli atti di discriminazione e i reati generati dall'odio, e chiede che un'eventuale revisione del codice penale preveda la tutela della comunità LGBTI;

7.  accoglie con favore, pur essendo profondamente preoccupato per la situazione generale dei diritti umani in Honduras, le ultime riforme giuridiche e gli sforzi del governo dell'Honduras intesi ad alleviare l'attuale situazione dei difensori dei diritti umani nel paese; invita le autorità honduregne a dare attuazione, elaborandola pienamente, alla vigente legge del 2015 relativa alla tutela dei difensori dei diritti umani, nonché a garantire, collaborando opportunamente con la società civile, che il sistema nazionale di protezione di difensori dei diritti umani, giornalisti e operatori della giustizia sia pienamente operativo e dotato di adeguate risorse finanziarie; invita il governo dell'Honduras a dare piena attuazione alle raccomandazioni ricevute nel quadro dell'ultima revisione periodica universale;

8.  apprezza il lavoro svolto dal capo della delegazione UE in Honduras, Ketil Karlsen, e dalla sua squadra a sostegno dei difensori dei diritti umani honduregni; invita la delegazione dell'UE e le ambasciate e i consolati degli Stati membri nel paese a seguire attivamente e monitorare i processi associati alle indagini sulle uccisioni di difensori dei diritti umani, e a intensificare gli sforzi per avviare un dialogo con i difensori dei diritti umani in situazione di pericolo;

9.  reputa che le attività degli investitori europei debbano inserirsi all'interno di un solido insieme di politiche di salvaguardia ambientale e sociale; sostiene fermamente l'attuazione dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, con chiari requisiti di dovuta diligenza, garanzie di gestione dei rischi e mezzi di ricorso efficaci in caso di necessità; si compiace che sia l'FMO sia il Finnfund abbiano condannato pubblicamente l'assassinio di Berta Cáceres e abbiano sollecitato un'indagine approfondita, come pure che il 16 marzo 2016, in seguito alla denuncia dell'uccisione di Nelson García, FMO abbia sospeso tutte le sue attività;

10.  invita la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna a garantire che l'assistenza europea non promuova o autorizzi progetti di sviluppo a meno che non rispettino l'obbligo di una consultazione preliminare, libera e informata delle comunità indigene, garantiscano una consultazione significativa di tutte le comunità interessate e presentino forti garanzie in materia di ambiente, diritti umani e diritti del lavoro;

11.  invita gli Stati membri che non hanno ancora ratificato l'accordo di associazione UE-America centrale a ratificarlo senza indugio; esorta il Consiglio a definire una politica unitaria nei confronti dell'Honduras in base alla quale i 28 Stati membri e le istituzioni dell'Unione europea si impegnino a mandare un forte messaggio comune sul ruolo dei diritti umani nelle relazioni UE-Honduras e nell'intera regione;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti nazionali dei 28 Stati membri, al presidente, al governo e al parlamento dell'Honduras, al Segretario per l'integrazione economica centramericana, al Parlamento centroamericano, all'Assemblea parlamentare EuroLat nonché alla Comunità degli Stati dell'America latina e dei Caraibi.

 

(1)

GU C 434 del 23.12.2015, pag. 181.

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