Procedura : 2017/2724(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B8-0424/2017

Testi presentati :

RC-B8-0424/2017

Discussioni :

PV 15/06/2017 - 4.3
CRE 15/06/2017 - 4.3

Votazioni :

PV 15/06/2017 - 7.4

Testi approvati :

P8_TA(2017)0269

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 281kWORD 55k
14.6.2017
PE605.537v01-00}
PE605.538v01-00}
PE605.539v01-00}
PE605.541v01-00}
PE605.543v01-00}
PE605.544v01-00} RC1
 
B8-0424/2017}
B8-0425/2017}
B8-0426/2017}
B8-0428/2017}
B8-0430/2017}
B8-0431/2017} RC1

presentata a norma dell'articolo 135, paragrafo 5, e dell'articolo 123, paragrafo 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

ECR (B8-0424/2017)

Verts/ALE (B8-0425/2017)

S&D (B8-0426/2017)

ALDE (B8-0428/2017)

GUE/NGL (B8-0430/2017)

PPE (B8-0431/2017)


sulla situazione dei diritti umani in Indonesia (2017/2724(RSP))


Cristian Dan Preda, Esther de Lange, Jeroen Lenaers, Sandra Kalniete, Elmar Brok, Mairead McGuinness, Brian Hayes, Lefteris Christoforou, Marijana Petir, Ivan Štefanec, József Nagy, Milan Zver, Dubravka Šuica, Pavel Svoboda, Tunne Kelam, Patricija Šulin, Krzysztof Hetman, Sven Schulze, Tomáš Zdechovský, Ivana Maletić, Claude Rolin, Romana Tomc, László Tőkés, Bogdan Brunon Wenta, Eduard Kukan, Csaba Sógor, Adam Szejnfeld, Giovanni La Via, Jaromír Štětina, Jiří Pospíšil, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Laima Liucija Andrikienė, Roberta Metsola, Deirdre Clune, Stanislav Polčák, Andrey Kovatchev, Julia Pitera a nome del gruppo PPE
Elena Valenciano, Victor Boştinaru, Soraya Post, David Martin a nome del gruppo S&D
Charles Tannock, Angel Dzhambazki, Ruža Tomašić, Monica Macovei a nome del gruppo ECR
Hilde Vautmans, Izaskun Bilbao Barandica, Ilhan Kyuchyuk, Johannes Cornelis van Baalen, Petras Auštrevičius, Beatriz Becerra Basterrechea, Dita Charanzová, Gérard Deprez, María Teresa Giménez Barbat, Martina Dlabajová, Marian Harkin, Ivan Jakovčić, Louis Michel, Javier Nart, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Jozo Radoš, Frédérique Ries, Marietje Schaake, Robert Rochefort, Jasenko Selimovic, Pavel Telička, Ivo Vajgl, Paavo Väyrynen, Ramon Tremosa i Balcells, Cecilia Wikström a nome del gruppo ALDE
Marie-Christine Vergiat, Barbara Spinelli, Miguel Urbán Crespo, Tania González Peñas, Estefanía Torres Martínez, Xabier Benito Ziluaga, Lola Sánchez Caldentey, Stelios Kouloglou, Helmut Scholz, Dimitrios Papadimoulis a nome del gruppo GUE/NGL
Barbara Lochbihler, Heidi Hautala, Bodil Valero, Ernest Urtasun, Bronis Ropė, Davor Škrlec, Igor Šoltes, Maria Heubuch, Jordi Solé a nome del gruppo Verts/ALE
Ignazio Corrao, Fabio Massimo Castaldo, Isabella Adinolfi a nome del gruppo EFDD

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei diritti umani in Indonesia (2017/2724(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sull'Indonesia, in particolare quella del 19 gennaio 2017(1),

–  visti l'accordo di partenariato e di cooperazione UE-Indonesia (APC), entrato in vigore il 1º maggio 2014, e il comunicato stampa congiunto, del 29 novembre 2016, a seguito della prima riunione della commissione mista UE-Indonesia nel contesto dell'APC,

–  vista la dichiarazione locale dell'Unione, del 9 maggio 2017, sulla libertà di religione o di credo e sulla libertà di espressione,

–  viste la relazione dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani – Compilazione sull'Indonesia, del 17 febbraio 2017, nonché la revisione periodica universale (terzo ciclo) e la sintesi delle osservazioni delle parti interessate sull'Indonesia, del 20 febbraio 2017;

–  vista la dichiarazione rilasciata il 27 luglio 2016 dal portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) sulle esecuzioni programmate in Indonesia,

–  visto il sesto dialogo UE-Indonesia in materia di diritti umani del 28 giugno 2016,

–  vista la dichiarazione di Bangkok sulla promozione di un partenariato globale ASEAN-UE per obiettivi strategici comuni del 14 ottobre 2016,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 10 dicembre 1948,

–  visto il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) ratificato dall'Indonesia nel 2006,

–  vista la convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti del 1987,

–  visti l'articolo 35, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4 ,del suo regolamento,

A.  considerando che l'Indonesia è il quarto paese più popoloso al mondo, la terza maggiore democrazia, il più grande paese a maggioranza musulmana e una società eterogenea composta da 255 milioni di cittadini di diverse etnie, lingue e culture;

B.  considerando che l'Indonesia è un partner importante dell'Unione; che le relazioni tra l'UE e l'Indonesia, membro del G20, sono solide; che l'UE e l'Indonesia condividono gli stessi valori in materia di diritti umani, governance e democrazia;

C.  considerando che nel 2016 si è assistito a un numero senza precedenti di attacchi verbali violenti, discriminatori e persecutori, nonché di dichiarazioni al vetriolo contro le persone LGBTI in Indonesia; che siffatti attacchi sarebbero stati istigati, direttamente o indirettamente, da funzionari governativi, istituzioni statali ed estremisti; che, inoltre, la natura di questi attacchi è peggiorata nel 2017;

D.  considerando che nella provincia autonoma speciale di Aceh, in cui vige la legge islamica (sharia), gli atti sessuali consensuali con persone dello stesso sesso e i rapporti sessuali extraconiugali sono considerati reati per i quali è prevista una pena che può arrivare fino a 100 frustate e 100 mesi di reclusione; che, nel maggio 2017, due giovani condannati per rapporti sessuali con persone dello stesso sesso sono stati condannati a 85 vergate; che il diritto a non subire torture è un diritto fondamentale e inalienabile;

E.  considerando che nel resto del paese l'omosessualità non è illegale; che, ciò nondimeno, la comunità LGBTI ha subito forti pressioni nel corso degli ultimi anni;

F.  considerando che sono state arrestate 141 persone per aver "violato le leggi sulla pornografia" nel corso di una retata compiuta dalla polizia in un club gay di Giacarta il 21 maggio 2017;

G.  considerando che la Corte costituzionale indonesiana esamina, dal gennaio 2016, una petizione intesa a criminalizzare i rapporti sessuali con persone dello stesso sesso ed extraconiugali;

H.  considerando la crescente intolleranza nei confronti delle minoranze religiose in Indonesia, resa possibile da leggi e normative discriminatorie, tra cui una legge sulla blasfemia che riconosce ufficialmente soltanto sei religioni; che, al giugno 2017, diverse persone sono state condannate e imprigionate in virtù delle leggi sulla blasfemia;

I.  considerando che nel gennaio 2017 la Commissione nazionale sui diritti umani (Nasional Hak Asaki Manusia) ha rilevato che in alcune province, come ad esempio Giava occidentale, si riscontra un grado di intolleranza religiosa ben superiore rispetto ad altre e che i funzionari dei governi regionali tollerano spesso tali abusi se non li commettono direttamente;

J.  considerando le vive preoccupazioni espresse per le intimidazioni e le violenze nei confronti dei giornalisti; considerando che i giornalisti dovrebbero poter accedere all'intero paese;

K.  considerando che, secondo Human Rights Watch, tra il 2010 e il 2015 il 49 % delle ragazze quattordicenni o di età inferiore hanno subito mutilazioni genitali femminili;

L.  considerando che nel luglio 2016 le autorità hanno giustiziato quattro condannati per spaccio di droga e comunicato che altri 10 prigionieri del braccio della morte saranno giustiziati nel 2017;

1.  si compiace delle solide relazioni tra l'Unione europea e l'Indonesia e ribadisce l'importanza dei profondi e duraturi legami politici, economici e culturali tra le due parti; sottolinea l'importanza del dialogo UE-Indonesia sui diritti umani, che permette uno scambio di opinioni franco sui diritti umani e la democrazia, su cui si fonda anche l'APC;

2.  chiede l'intensificazione dei contatti parlamentari tra l'UE e l'Indonesia, attraverso i quali è possibile discutere in maniera costruttiva di questioni di reciproco interesse, tra cui i diritti umani; invita il parlamento indonesiano a rafforzare tali relazioni interparlamentari;

3.  si compiace dell'impegno attivo dell'Indonesia a livello regionale e multilaterale; sottolinea che l'Indonesia è stata di recente esaminata nell'ambito della revisione periodica universale durante la riunione del Consiglio dei diritti umani (CDU) dell'ONU del maggio 2017; sottolinea che, come in precedenti cicli, l'Indonesia si è sottoposta volontariamente a tale esame;

4.  invita le autorità della provincia autonoma speciale di Aceh ad astenersi da un'ulteriore persecuzione degli omosessuali e a depenalizzare l'omosessualità, modificando il codice penale islamico; condanna fermamente la fustigazione di due omosessuali di 20 e 23 anni di età ad Aceh il 22 maggio 2017, trattandosi della prima volta che le autorità della provincia autonoma hanno inflitto un tale castigo per pratiche omosessuali; condanna altresì fermamente il fatto che l'omosessualità sia illegale ai sensi del codice penale islamico di Aceh, che si basa sulla sharia; sottolinea che la punizione dei due uomini costituisce un trattamento crudele, disumano e degradante, che potrebbe equivalere a tortura ai sensi del diritto internazionale; invita, inoltre, le autorità a porre immediatamente fine alle fustigazioni pubbliche;

5.  esprime altresì preoccupazione per la crescente intolleranza nei confronti della comunità LGBTI indonesiana al di fuori della provincia autonoma speciale di Aceh; condanna fermamente il fatto che, sebbene l'omosessualità non sia un reato ai sensi del codice penale indonesiano, sono stati arrestati 141 uomini durante una retata compiuta dalla polizia in un club gay di Giacarta il 21 maggio 2017; esorta le autorità e i funzionari di governo ad astenersi dal rendere dichiarazioni pubbliche discriminatorie nei confronti delle persone LGBTI o di altre minoranze del paese; sottolinea che la polizia ha il dovere di applicare la legge e quindi di proteggere le minoranze vulnerabili e non di perseguitarle;

6.  respinge l'affermazione dell'Associazione psichiatrica indonesiana secondo cui l'omosessualità e la transessualità sono disordini mentali; invita le autorità a porre fine alla detenzione forzata di individui LGBTI, nonché a qualsiasi forma di "trattamento" che sarebbe destinato a "curarli" dall'omosessualità, dalla bisessualità o dall'identità transessuale, e a far rispettare scrupolosamente questo divieto;

7.  plaude alla dichiarazione del presidente Widodo del 19 ottobre 2016, in cui condanna la discriminazione nei confronti delle persone LGBTI; invita il presidente Widodo a utilizzare la sua posizione chiave per condannare pubblicamente l'intolleranza e i reati contro le persone LGBTI, le minoranze, le donne, le organizzazioni e le adunanze nel paese;

8.  chiede la revisione della legge sulla blasfemia in quanto rappresenta un rischio per le minoranze religiose; sostiene le raccomandazioni delle Nazioni Unite sull'abrogazione degli articoli 156 e 156 bis del codice penale, della legge sulla prevenzione dell'abuso e della diffamazione della religione, della legge sulle transazioni e i dati elettronici e sul ritiro delle accuse e l'abbandono dei procedimenti giudiziari a carico delle persone accusate di blasfemia;

9.  esprime preoccupazione per la crescente intolleranza nei confronti delle minoranze etniche, religiose e sessuali in Indonesia; esorta le autorità indonesiane a proseguire e intensificare gli sforzi intesi a rafforzare la tolleranza religiosa e la diversità sociale; condanna fermamente qualsiasi atto di violenza, persecuzione e intimidazione nei confronti delle minoranze; chiede che tutti i responsabili di tali violazioni siano chiamati a rispondere delle loro azioni;

10.  manifesta inquietudine per le gravi violazioni della libertà dei media; esorta il governo indonesiano a insistere affinché gli organismi statali adottino una politica di "tolleranza zero" in caso di violenza fisica nei confronti di giornalisti e a garantire ai media stranieri libero accesso al paese;

11.  invita le autorità indonesiane ad abrogare le disposizioni di legge che limitano indebitamente le libertà fondamentali e i diritti umani; chiede alle autorità indonesiane di esaminare tutta la legislazione nazionale e a garantirne la conformità con gli obblighi internazionali che incombono al paese, soprattutto in materia di libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, uguaglianza di fronte alla legge, libertà dalla discriminazione e diritto di espressione e riunione pubblica;

12.  esprime preoccupazione per le denunce di continue violenze nei confronti delle donne e di pratiche nocive per le stesse, come le mutilazioni genitali femminili; invita le autorità indonesiane ad applicare la legislazione sulla violenza nei confronti delle donne, a penalizzare qualsiasi forma di violenza sessuale, a legislare nel senso dell'eliminazione delle disuguaglianze di genere e a emancipare le donne;

13.  accoglie favorevolmente la sospensione delle esecuzioni di persone nel braccio della morte condannate per spaccio di droga in attesa di un riesame del loro caso; esorta il governo indonesiano a continuare a bloccare tutte le esecuzioni di questo tipo e a riprocessare i soggetti in questione sulla base delle norme internazionali; chiede l'immediato ripristino della moratoria sul ricorso alla pena capitale nella prospettiva di una sua abolizione;

14.  invita il governo indonesiano a onorare tutti gli impegni assunti e a rispettare, tutelare e sostenere i diritti e le libertà sancite nell'ICCPR;

15.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento dell'Indonesia, al Segretario generale dell'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), alla commissione intergovernativa sui diritti umani dell'ASEAN, nonché al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2017)0002.

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