Procedura : 2017/2849(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B8-0649/2017

Testi presentati :

RC-B8-0649/2017

Discussioni :

PV 29/11/2017 - 22
CRE 29/11/2017 - 22

Votazioni :

PV 30/11/2017 - 8.22
CRE 30/11/2017 - 8.22
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Testi approvati :

P8_TA(2017)0473

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
PDF 296kWORD 58k
27.11.2017
PE614.261v01-00}
PE614.262v01-00}
PE614.263v01-00}
PE614.264v01-00}
PE614.265v01-00}
PE614.266v01-00}
PE614.267v01-00} RC1
 
B8-0649/2017}
B8-0650/2017}
B8-0651/2017}
B8-0652/2017}
B8-0653/2017}
B8-0654/2017}
B8-0655/2017} RC1

presentata a norma dell'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del regolamento

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

ECR (B8-0649/2017)

ALDE (B8-0650/2017)

EFDD (B8-0651/2017)

S&D (B8-0652/2017)

GUE/NGL (B8-0653/2017)

Verts/ALE (B8-0654/2017)

PPE (B8-0655/2017)


sulla situazione nello Yemen (2017/2849(RSP))


Cristian Dan Preda, Tunne Kelam, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, David McAllister, Sandra Kalniete, Dubravka Šuica, Lorenzo Cesa, Manolis Kefalogiannis, Daniel Caspary a nome del gruppo PPE
Elena Valenciano, Victor Boştinaru, Knut Fleckenstein a nome del gruppo S&D
Charles Tannock a nome del gruppo ECR
Marietje Schaake, Izaskun Bilbao Barandica, Ilhan Kyuchyuk, Valentinas Mazuronis, Javier Nart, Norica Nicolai, Urmas Paet, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Ivo Vajgl, Hilde Vautmans a nome del gruppo ALDE
Ángela Vallina, Merja Kyllönen, Lola Sánchez Caldentey, Kostadinka Kuneva, Nikolaos Chountis, Maria Lidia Senra Rodríguez a nome del gruppo GUE/NGL
Barbara Lochbihler, Ernest Urtasun, Igor Šoltes, Bodil Valero, Michel Reimon, Yannick Jadot, Molly Scott Cato, Alyn Smith a nome del gruppo Verts/ALE
Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao, Rolandas Paksas a nome del gruppo EFDD

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nello Yemen (2017/2849(RSP))  

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sullo Yemen, in particolare quelle del 15 giugno 2017(1) e del 25 febbraio 2016(2) sulla situazione umanitaria nello Yemen, nonché quella del 9 luglio 2015 sulla situazione nello Yemen(3),

–  viste le dichiarazioni del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) dell'8 ottobre 2016 sull'attacco nello Yemen, del 19 ottobre 2016 sul cessate il fuoco nello Yemen e del 21 novembre 2017 sulla situazione nello Yemen,

–  vista la dichiarazione rilasciata l'11 novembre 2017 da Christos Stylianides, commissario UE per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, sulla situazione umanitaria nello Yemen,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 3 aprile 2017 sulla situazione nello Yemen,

–  viste le sue risoluzioni del 28 aprile 2016 sugli attacchi contro ospedali e scuole quali violazioni del diritto internazionale umanitario(4) e del 27 febbraio 2014 sull'utilizzo di droni armati(5),

–  visti gli orientamenti dell'UE per promuovere l'osservanza del diritto internazionale umanitario,

–  viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) sullo Yemen, in particolare le risoluzioni 2342 (2017), 2266 (2016) 2216 (2015), 2201 (2015) e 2140 (2014),

–  viste le dichiarazioni di Ismail Ould Cheikh Ahmed, inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, del 30 gennaio, del 12 luglio, del 19 agosto e del 26 ottobre 2017 sulla situazione nel paese,

–  vista la dichiarazione rilasciata il 12 luglio 2017 al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dall'allora sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, Stephen O'Brien,

–  vista la dichiarazione congiunta del Programma alimentare mondiale (WFP), del Fondo per l'infanzia delle Nazioni Unite (UNICEF) e dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), del 16 novembre 2017, che chiede l'immediata revoca del blocco umanitario nello Yemen,

–  vista la conferenza ad alto livello dei donatori delle Nazioni Unite per la crisi nello Yemen, del 25 aprile 2017, nel corso della quale sono stati impegnati 1,1 miliardi di dollari USA (USD) per colmare un deficit di finanziamento pari a 2,1 miliardi di USD per il 2017,

–  vista la decisione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite del settembre 2017 di condurre indagini su tutti i casi di presunta violazione dei diritti umani commessi nello Yemen durante il conflitto,

–  viste le dichiarazioni presidenziali formulate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 15 giugno 2017, in cui tutte le parti nello Yemen sono state invitate a impegnarsi in maniera costruttiva e in buona fede a risolvere il conflitto, e il 9 agosto 2017 in relazione alla minaccia di carestia nello Yemen,

–  visto l'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che i vari cicli negoziali sotto la mediazione delle Nazioni Unite non hanno ancora portato a progressi significativi nel senso di una soluzione politica nello Yemen; che le parti in conflitto e i loro sostenitori regionali e internazionali, compresi l'Arabia Saudita e l'Iran, non hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco né alcun tipo di soluzione, e che i combattimenti e i bombardamenti indiscriminati proseguono senza sosta; che nessuna delle due parti ha ottenuto una vittoria militare né probabilmente la otterrà in futuro; che la ricerca di una soluzione politica al conflitto, sotto l'egida dell'iniziativa di pace delle Nazioni Unite nello Yemen, dovrebbe essere prioritaria per l'Unione europea e per la comunità internazionale nel suo insieme;

B.  considerando che la situazione umanitaria nello Yemen continua ad essere catastrofica; che l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) ha dichiarato che quella nello Yemen è la crisi alimentare più grave al mondo; che, secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), 20,7 milioni di persone nello Yemen necessitano di assistenza, in particolare di assistenza alimentare, e 7 milioni di esse versano in una situazione d'emergenza in relazione alla sicurezza alimentare; che 2,2 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta grave e che ogni dieci minuti muore un bambino per cause prevenibili; che si registrano 2,9 milioni di sfollati interni e un milione di rimpatriati;

C.  considerando che, secondo le Nazioni Unite, oltre 8 000 persone, il 60 % delle quali civili, sono state uccise e oltre 50 000 ferite, tra cui un numero elevato di bambini, negli attacchi aerei e nei combattimenti sul campo avvenuti dopo l'intervento nel marzo 2015 della coalizione a guida saudita nella guerra civile dello Yemen; che i combattimenti, sia terrestri che aerei, hanno impedito agli osservatori sul campo dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani di accedere all'area per verificare il numero di vittime civili; che quindi il dato relativo ai morti e ai feriti si riferisce soltanto a ciò che l'OHCHR è stato in grado di verificare e confermare;

D.  considerando che le categorie vulnerabili, le donne e i bambini risentono in modo particolare delle ostilità in corso e della crisi umanitaria; che il numero delle vittime civili continua ad aumentare;

E.  considerando che, stando all'organizzazione Save the Children, 130 bambini muoiono ogni giorno nello Yemen; che almeno 1,8 milioni di bambini sono stati costretti ad abbandonare la scuola e si sono aggiunti agli 1,6 milioni che avevano lasciato la scuola prima dell'inizio del conflitto;

F.  considerando che l'Organizzazione mondiale della sanità riferisce che più della metà delle strutture sanitarie ha chiuso in seguito a danneggiamenti, distruzioni o mancanza di fondi e che vi è una grave carenza di forniture mediche; che 30 000 operatori sanitari fondamentali non ricevono lo stipendio da oltre un anno;

G.  considerando che la distruzione delle infrastrutture e il collasso dei servizi pubblici hanno contribuito alla diffusione dell'epidemia di colera; che, secondo quanto comunicato dall'OCHA il 2 novembre 2017, dal 27 aprile scorso sono stati segnalati circa 895 000 sospetti casi di colera, con quasi 2 200 morti; che più della metà dei casi sospetti riguarda bambini; che è difficile stabilire con certezza il numero reale di casi di colera, in quanto vi è un accesso limitato a molte regioni e molti presunti pazienti sono curati prima di essere sottoposti a una diagnosi completa;

H.  considerando che le importazioni coprono quasi il 90 % dei prodotti alimentari di base del paese; che il relatore speciale delle Nazioni Unite sulle ripercussioni negative delle misure coercitive unilaterali ha sottolineato già in passato che il blocco aereo e navale imposto allo Yemen dalle forze di coalizione è stato una delle principali cause della catastrofe umanitaria in corso; che tale blocco ha limitato e interrotto l'importazione e l'esportazione di cibo, combustibili e forniture mediche, nonché gli aiuti umanitari; che i ritardi irragionevoli e/o il divieto di ingresso delle navi nei porti dello Yemen costituiscono un'illegittima misura coercitiva unilaterale ai sensi del diritto internazionale;

I.  considerando che la situazione umanitaria nello Yemen è stata ulteriormente acuita dall'imposizione, da parte della coalizione a guida saudita, di un blocco delle frontiere terrestri, marittime e aeree del paese il 6 novembre 2017; che il porto marittimo di Aden e il valico terrestre di al-Wadea al confine saudita-yemenita sono stati riaperti; che però sono ancora sottoposti al blocco i porti di Hodeida e Saleef, nonché l'aeroporto di Sana'a, conquistati dai ribelli houthi nel marzo 2015, attraverso i quali entra nello Yemen circa l'80% delle importazioni, compresi i beni commerciali e umanitari; che, stando all'allarme lanciato dalle agenzie umanitarie, se il blocco non sarà revocato, lo Yemen si troverà di fronte alla più grande carestia mai vista al mondo in decenni, che mieterà milioni di vittime;

J.  considerando che la risoluzione 2216 UNSC prevede esplicitamente che il comitato per le sanzioni classifichi determinate persone come capaci di impedire "l'inoltro di aiuti umanitari allo Yemen";

K.  considerando che gli attacchi aerei guidati dalla coalizione a Sana'a e nei suoi dintorni si sono intensificati nelle ultime settimane, provocando vittime tra i civili e la distruzione delle infrastrutture; che l'Arabia Saudita è accusata di aver compiuto decine di attacchi aerei uccidendo e ferendo civili indiscriminatamente in violazione delle leggi di guerra, anche attraverso l'uso di munizioni a grappolo vietate a livello internazionale; che i ribelli houthi hanno lanciato missili balistici sul principale aeroporto civile internazionale di Riyadh il 4 novembre 2017; che quest'anno altre decine di razzi sono state lanciate sul territorio saudita; che le leggi di guerra vietano attacchi deliberati e indiscriminati contro i civili; che tali attacchi sono considerati crimini di guerra e chi li commette può essere perseguito;

L.  considerando che la situazione nello Yemen comporta gravi rischi per la stabilità della regione, in particolare nel Corno d'Africa, nel Mar Rosso e nel resto del Medio Oriente; che Al-Qaeda nella Penisola arabica (AQAP) è riuscita ad approfittare del deterioramento della situazione politica e della sicurezza nello Yemen, ampliando la propria presenza e intensificando il numero e la portata degli attacchi terroristici; che l'AQAP e il cosiddetto Stato islamico (ISIS/Daesh) hanno consolidato la loro presenza nello Yemen e compiuto diversi attentati terroristici, uccidendo centinaia di persone;

M.  considerando che esiste un embargo internazionale sulle armi contro le forze houthi/Saleh sostenute dall'Iran; che, secondo la 18a relazione annuale dell'UE sulle esportazioni di armi, gli Stati membri dell'Unione hanno continuato ad autorizzare il trasferimento di armi verso l'Arabia Saudita a seguito dell'inasprimento del conflitto, in violazione della posizione comune 2008/944/PESC sul controllo delle esportazioni di armi; che, nella sua risoluzione del 25 febbraio 2016 sulla situazione umanitaria nello Yemen, il Parlamento ha chiesto al VP/AR di avviare un'iniziativa finalizzata all'imposizione da parte dell'UE di un embargo sulle armi nei confronti dell'Arabia Saudita, conformemente alla posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio dell'8 dicembre 2008;

N.  considerando che, secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF), due milioni di bambini non hanno più accesso all'istruzione; che, stando all'OCHA, più di 1 700 scuole sono attualmente inutilizzabili per i danni provocati dal conflitto, per il fatto di ospitare gli sfollati interni oppure per l'occupazione da parte dei gruppi armati; che sono stati documentati casi di reclutamento e utilizzo di bambini per i combattimenti o l'esecuzione di compiti militari; che migliaia di insegnanti, dopo che per più di un anno non hanno ricevuto lo stipendio, sono stati costretti a lasciare il loro lavoro e a cercare una fonte di reddito alternativa; che, a causa della distruzione di infrastrutture fondamentali, le scuole ancora operative, che sono in numero ridotto, sono difficili da raggiungere;

O.  considerando che ai giornalisti viene ripetutamente impedito l'ingresso nello Yemen, in particolare dalla coalizione a guida saudita, anche proibendo loro di imbarcarsi sui voli per aiuti umanitari delle Nazioni Unite diretti nella capitale Sana'a, controllata dai ribelli houthi;

P.  considerando che la decisione di aggiungere talune persone alle liste di obiettivi delle operazioni con droni è spesso adottata senza alcun mandato od ordinanza di un tribunale; che la definizione di taluni individui come obiettivi e la loro successiva uccisione sono eseguite senza giusto processo;

Q.  considerando che, dall'inizio del conflitto, l'Unione europea ha stanziato 171,7 milioni di EUR a titolo di aiuti umanitari; che gli ambiti prioritari dell'aiuto umanitario dell'UE sono la sanità, la nutrizione, la sicurezza alimentare, la protezione, i ripari, l'acqua e i servizi igienico-sanitari;

R.  considerando che, nonostante in occasione della conferenza ad alto livello dei donatori per la crisi umanitaria nello Yemen – tenutasi a Ginevra nell'aprile 2017 – diversi paesi e organizzazioni abbiano assunto impegni per un importo pari a 1,1 miliardi di USD, al 21 novembre 2017 i donatori hanno fornito fondi per un importo pari soltanto al 56,9 % dei 2,3 miliardi di USD richiesti nell'appello umanitario lanciato dalle Nazioni Unite per lo Yemen nel 2017;

1.  condanna con la massima fermezza le violenze incessanti nello Yemen e tutti gli attacchi ai danni dei civili e delle infrastrutture civili, i quali costituiscono crimini di guerra; esprime profonda preoccupazione per l'allarmante deterioramento della situazione umanitaria nello Yemen; deplora profondamente la perdita di vite umane causata dal conflitto e le estreme sofferenze di quanti sono privati dell'aiuto umanitario e dei beni di prima necessità, sono rimasti coinvolti negli scontri, sono sfollati o hanno perso i loro mezzi di sostentamento, ed esprime il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime; ribadisce il suo impegno a continuare a sostenere lo Yemen e il popolo yemenita;

2.  conferma il suo pieno sostegno agli sforzi profusi dal Segretario generale delle Nazioni Unite e dall'inviato speciale per lo Yemen del Segretario generale delle Nazioni Unite al fine di giungere alla ripresa dei negoziati; sottolinea che soltanto una soluzione politica, inclusiva e negoziata del conflitto può ripristinare la pace e preservare l'unità, la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale dello Yemen; invita tutti gli attori a livello internazionale e regionale a impegnarsi in modo costruttivo con le parti yemenite per consentire un allentamento del conflitto e una soluzione negoziata; esorta l'Arabia Saudita e l'Iran ad adoperarsi per porre fine ai combattimenti nello Yemen e migliorare le relazioni bilaterali; invita l'Iran a interrompere immediatamente il sostegno alle forze houthi nello Yemen, sia direttamente che tramite mandatari;

3.  invita tutte le parti coinvolte nel conflitto a trovare con urgenza un accordo sulla cessazione delle ostilità che dovrà essere monitorato dalle Nazioni Unite, quale primo passo verso la ripresa dei negoziati di pace a guida ONU; esorta tutte le parti a impegnarsi quanto prima, in buona fede e senza precondizioni, in un nuovo ciclo di negoziati di pace sotto la guida delle Nazioni Unite; deplora la decisione dei combattenti houthi e dei loro alleati di rifiutare Ismail Ould Cheikh Ahmed come negoziatore di pace;

4.  invita il VP/AR a proporre con urgenza una strategia integrata dell'UE per lo Yemen e a rinnovare l'impegno per promuovere un'iniziativa di pace nel paese sotto l'egida delle Nazioni Unite; ribadisce il proprio sostegno agli sforzi del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), intesi ad agevolare la ripresa dei negoziati, ed esorta tutte le parti coinvolte nel conflitto a rispondere a tali sforzi in modo costruttivo e senza fissare condizioni preliminari; sottolinea che l'attuazione di misure volte a rafforzare la fiducia, come il rilascio dei detenuti politici, provvedimenti immediati per un cessate il fuoco sostenibile, un meccanismo di ritiro delle forze monitorato dalle Nazioni Unite, la facilitazione dell'accesso umanitario e commerciale, iniziative "track II" che coinvolgano gli attori politici, della sicurezza e della società civile, è indispensabile per favorire il ritorno al giusto percorso politico;

5.  deplora il blocco dei porti, degli aeroporti e delle frontiere yemenite da parte dell'Arabia Saudita e degli alleati della sua coalizione, che ha determinato un ulteriore peggioramento della situazione nel paese; ritiene che le misure adottate dalla coalizione per riprendere le operazioni nel porto di Aden e aprire il valico di frontiera di al-Wadea costituiscano un passo nella giusta direzione; esorta la coalizione a garantire la ripresa immediata delle attività dei porti di Hodeida e Saleef e l'apertura delle frontiere terrestri per gli aiuti umanitari e la fornitura di beni commerciali di base;

6.  sottolinea che, al fine di rispondere all'emergenza umanitaria ma anche di creare un clima di fiducia tra le parti che favorisca i negoziati politici, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite incoraggia il rapido raggiungimento di un accordo sull'invio di ulteriori controllori nell'ambito del meccanismo di verifica e ispezione dell'ONU, il potenziamento della capacità di tutti i porti yemeniti e il miglioramento dell'accesso all'aeroporto di Sana'a;

7.  invita tutte le parti interessate a consentire l'accesso umanitario immediato e completo alle zone colpite dal conflitto al fine di poter raggiungere coloro che hanno bisogno, e chiede che sia garantita la sicurezza degli operatori umanitari; invita il Consiglio e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in sede di attuazione della risoluzione 2216 UNSC, ad individuare coloro i quali ostacolano la fornitura di assistenza umanitaria nello Yemen e a imporre sanzioni mirate nei loro confronti;

8.  condanna gli attacchi aerei indiscriminati guidati dalla coalizione che provocano vittime civili, compresi bambini, e la distruzione di infrastrutture civili e sanitarie; deplora gli attacchi ugualmente indiscriminati ad opera degli Houthi e delle forze alleate, che hanno comportato la morte di civili e hanno trasformato ospedali e scuole in basi utilizzate da tali gruppi per organizzare gli attacchi;

9.  condanna gli attacchi missilistici indiscriminati contro le città saudite, in particolare quello al principale aeroporto internazionale civile di Riyadh, Re Khalid, del 4 novembre 2017, da parte delle forze houthi/Saleh;

10.  esorta tutte le parti a concedere ai giornalisti l'accesso al paese, in particolare a tutti i territori e a tutte le zone di conflitto del paese; osserva che il blocco imposto dallo Yemen ai giornalisti, che impedisce loro di entrare nel paese, è alla base della mancanza di copertura mediatica della crisi, circostanza che ostacola gli sforzi degli operatori umanitari intesi a richiamare l'attenzione della comunità internazionale e dei donatori sulla situazione catastrofica; si compiace della recente liberazione di Yahya Abdulraqeeb al-Jubeihi, Abed al-Mahziri e Kamel al-Khozani e chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti i giornalisti ancora detenuti;

11.  invita tutte le parti a rispettare il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale in materia di diritti umani, a garantire la protezione dei civili e ad astenersi dall'attaccare direttamente le infrastrutture civili, in particolare le strutture sanitarie e gli impianti idrici;

12.  ricorda che gli attacchi deliberati contro i civili e le infrastrutture civili, compresi gli ospedali e il personale medico, equivalgono a una grave violazione del diritto internazionale umanitario; esorta la comunità internazionale ad adottare provvedimenti affinché i responsabili delle violazioni del diritto internazionale nello Yemen siano perseguiti penalmente a livello internazionale; sostiene pienamente, a tale proposito, la decisione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite di svolgere un'indagine approfondita sui crimini commessi durante il conflitto nello Yemen;

13.  esprime pieno sostegno agli sforzi profusi dagli Stati membri dell'UE e dai paesi terzi per porre in essere meccanismi internazionali volti a raccogliere prove e assicurare alla giustizia i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario; sottolinea che, per giungere a una soluzione a lungo termine del conflitto, è indispensabile garantire l'accertamento delle responsabilità per le violazioni commesse; accoglie con favore, a tale proposito, la creazione del gruppo di eminenti esperti internazionali e regionali dell'ONU, incaricato di monitorare la situazione dei diritti umani nello Yemen, di riferire in merito e di svolgere un esame completo di tutti i presunti casi di violazioni e abusi della legislazione internazionale in materia di diritti umani e di altri ambiti appositi e applicabili del diritto internazionale, commessi da tutte le parti del conflitto a partire dal marzo 2015; deplora che gli sforzi intesi a realizzare un'inchiesta indipendente siano stati bloccati;

14.  esprime viva preoccupazione per il fatto che le organizzazioni terroristiche ed estremiste, quali l'ISIS/Daesh e l'AQPA, abbiano sfruttato l'instabilità nello Yemen; esorta il governo yemenita ad assumersi le proprie responsabilità nella lotta contro l'ISIS/Daesh e l'AQPA; sottolinea la necessità che tutte le parti del conflitto agiscano con decisione contro tali gruppi, le cui attività rappresentano una grave minaccia per una soluzione negoziata e per la sicurezza della regione e non solo; esprime l'impegno dell'UE di contrapporsi ai gruppi estremisti e alle loro ideologie e sottolinea che le parti nella regione dovrebbero fare altrettanto;

15.  invita il Consiglio a promuovere con efficacia il rispetto del diritto internazionale umanitario, come stabilito nei pertinenti orientamenti dell'Unione; ribadisce, in particolare, la necessità che tutti gli Stati membri dell'UE applichino rigorosamente le disposizioni sancite nella posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio; ricorda, in tale contesto, la sua risoluzione del 25 febbraio 2016 sulla situazione umanitaria nello Yemen, nella quale chiede al VP/AR di avviare un'iniziativa finalizzata all'imposizione da parte dell'UE di un embargo sulle armi nei confronti dell'Arabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto internazionale umanitario da parte di tale paese nello Yemen e del fatto che continuare a rilasciare licenze di vendita di armi all'Arabia Saudita costituirebbe quindi una violazione della posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio;

16.  sostiene l'appello rivolto dall'UE a tutte le parti coinvolte nel conflitto affinché adottino tutte le misure necessarie per prevenire e rispondere a qualsiasi forma di violenza in situazioni di conflitto armato, comprese la violenza sessuale e la violenza di genere; condanna con fermezza le violazioni dei diritti dei minori ed esprime preoccupazione per l'accesso limitato dei bambini persino all'assistenza sanitaria e all'istruzione di base; deplora il reclutamento e l'impiego di bambini soldato negli scontri, sia da parte delle forze di governo che dei gruppi armati dell'opposizione;

17.  accoglie con favore gli impegni assunti in occasione della conferenza ad alto livello dei donatori per la crisi umanitaria nello Yemen e sottolinea la necessità di un'azione umanitaria coordinata sotto la guida delle Nazioni Unite per alleviare le sofferenze della popolazione yemenita; chiede la mobilitazione immediata dei fondi che ci si è impegnati a erogare allo Yemen e il pieno finanziamento del piano di risposta umanitaria 2017 per lo Yemen delle Nazioni Unite;

18.  si compiace del fatto che l'UE e i suoi Stati membri siano pronti a intensificare l'assistenza umanitaria alla popolazione in tutto il paese, al fine di rispondere ai crescenti bisogni, e a mobilitare i loro aiuti allo sviluppo per finanziare progetti in settori cruciali;

19.  sostiene fermamente l'opera di Mark Lowcock, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari e coordinatore degli aiuti d'emergenza, e del suo predecessore Stephen O'Brien nel cercare di alleviare le sofferenze della popolazione yemenita;

20.  chiede all'UE e ai suoi Stati membri, unitamente ai loro sforzi umanitari e politici, di sostenere azioni di consolidamento della pace e di resilienza, anche appoggiando gli attori della società civile e le strutture economiche e di governance locali, al fine di garantire il rapido ripristino dei servizi e delle infrastrutture di base, stimolare l'economia locale e promuovere la pace e la coesione sociale;

21.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, al Segretario generale della Lega degli Stati arabi e al governo dello Yemen.

(1)

Testi approvati: P8_TA(2017)0273.

(2)

Testi approvati: P8_TA(2016)0066.

(3)

Testi approvati: P8_TA(2015)0270.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2016)0201.

(5)

GU C 285 del 29.8.2017, pag. 110.

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