Proposta di risoluzione comune - RC-B8-0323/2018Proposta di risoluzione comune
RC-B8-0323/2018

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE sulla Somalia

4.7.2018 - (2018/2784(RSP))

presentata a norma dell'articolo 135, paragrafo 5, e dell'articolo 123, paragrafo 4, del regolamento
in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:
B8-0323/2018 (ECR)
B8-0324/2018 (Verts/ALE)
B8-0325/2018 (S&D)
B8-0327/2018 (ALDE)
B8-0331/2018 (PPE)
B8-0334/2018 (GUE/NGL)

Cristian Dan Preda, Michaela Šojdrová, Elmar Brok, Tomáš Zdechovský, Marijana Petir, Jaromír Štětina, Željana Zovko, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Ivan Štefanec, Luděk Niedermayer, Pavel Svoboda, Anna Záborská, Patricija Šulin, Lorenzo Cesa, Elisabetta Gardini, Tunne Kelam, Brian Hayes, Milan Zver, Bogdan Brunon Wenta, Csaba Sógor, David McAllister, Mairead McGuinness, Adam Szejnfeld, Romana Tomc, Eduard Kukan, Giovanni La Via, Lefteris Christoforou, Seán Kelly, Deirdre Clune, Dubravka Šuica, Sandra Kalniete, Ivana Maletić, Ivo Belet, Joachim Zeller, Stanislav Polčák, Jiří Pospíšil, Krzysztof Hetman, László Tőkés, Inese Vaidere a nome del gruppo PPE
Elena Valenciano, Victor Boştinaru, Soraya Post, Pier Antonio Panzeri a nome del gruppo S&D
Charles Tannock, Karol Karski, Anna Elżbieta Fotyga, Valdemar Tomaševski, Notis Marias, Ruža Tomašić, Pirkko Ruohonen-Lerner, Jadwiga Wiśniewska, Jana Žitňanská a nome del gruppo ECR
Javier Nart, Nedzhmi Ali, Petras Auštrevičius, Beatriz Becerra Basterrechea, Izaskun Bilbao Barandica, Dita Charanzová, Gérard Deprez, Martina Dlabajová, María Teresa Giménez Barbat, Charles Goerens, Marian Harkin, Ivan Jakovčić, Ilhan Kyuchyuk, Patricia Lalonde, Valentinas Mazuronis, Louis Michel, Urmas Paet, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Jozo Radoš, Frédérique Ries, Robert Rochefort, Marietje Schaake, Jasenko Selimovic, Pavel Telička, Viktor Uspaskich, Ivo Vajgl, Johannes Cornelis van Baalen, Hilde Vautmans, Cecilia Wikström a nome del gruppo ALDE
Lola Sánchez Caldentey, Miguel Urbán Crespo, Tania González Peñas, Estefanía Torres Martínez, Xabier Benito Ziluaga, Marie-Christine Vergiat, Patrick Le Hyaric, Dimitrios Papadimoulis, Kostadinka Kuneva, Stelios Kouloglou a nome del gruppo GUE/NGL
Klaus Buchner, Jordi Solé, Margrete Auken, Bodil Valero a nome del gruppo Verts/ALE
Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini, Laura Ferrara, Fabio Massimo Castaldo

Procedura : 2018/2784(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
RC-B8-0323/2018
Testi presentati :
RC-B8-0323/2018
Testi approvati :

Risoluzione del Parlamento europeo sulla Somalia

(2018/2784(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Somalia, in particolare quella del 15 settembre 2016[1],

–  vista la sua risoluzione del 18 maggio 2017 sul campo profughi di Dadaab[2],

–  viste la dichiarazione del 30 ottobre 2017 rilasciata dal portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna sugli attentati in Somalia, nonché tutte le altre precedenti dichiarazioni del portavoce,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 3 aprile 2017 sulla Somalia,

–  vista la strategia congiunta UE-Africa,

–  visto l'accordo di Cotonou,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

–  vista la relazione dell'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite dal titolo "Protection of Civilians: Building the Foundation for Peace, Security and Human Rights in Somalia" (Protezione dei civili: costruire le fondamenta per la pace, la sicurezza e i diritti umani in Somalia) del dicembre 2017,

–  visto il programma indicativo nazionale UE-Somalia a favore della Repubblica federale di Somalia 2014-2020,

–  vista la risoluzione del 15 maggio 2018 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che proroga il mandato della missione dell'Unione africana in Somalia,

–  viste la risoluzione sulla Somalia del 27 marzo 2018 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nonché tutte le sue precedenti risoluzioni,

–  visto il resoconto del 15 maggio 2018 del rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la Somalia al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,

–  visti i comunicati stampa sulla Somalia del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 25 gennaio 2018, 25 febbraio 2018 e 4 aprile 2018,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 25 giugno 2018 sul Corno d'Africa, del 17 luglio 2017 su come affrontare il rischio di carestia e del 3 aprile 2017 sulla Somalia,

–  viste le relazioni del Segretario generale delle Nazioni Unite del 26 dicembre 2017 e del 2 maggio 2018 sulla Somalia,

–  visto il comunicato della conferenza sulla sicurezza UE-Somalia del 4 dicembre 2017,

–  vista la risoluzione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, del 29 settembre 2017, sull'assistenza alla Somalia nel campo dei diritti umani,

–  vista la dichiarazione dell'AMISOM dell'8 novembre 2017 con cui annuncia la sua intenzione di avviare il graduale ritiro delle truppe dalla Somalia a partire dal dicembre 2017, in vista di un ritiro integrale entro il 2020,

–  vista la dichiarazione congiunta di quattro esperti in materia di diritti umani delle Nazioni Unite, del 4 maggio 2016, in cui hanno espresso preoccupazione per la crescente persecuzione dei sindacalisti in Somalia,

–  viste le conclusioni e le raccomandazioni specificate nella 380a relazione del comitato dell'OIL sulla libertà di associazione del novembre 2016, approvate dall'organo direttivo dell'OIL per il caso n. 3113,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che al-Shabaab ha perpetrato numerosi attacchi terroristici sul suolo somalo; che il 14 ottobre 2017 la Somalia ha subito il più grave attacco terroristico mai registrato prima, in cui hanno perso la vita ufficialmente 512 persone e 357 sono rimaste ferite; che al-Shabaab e altri gruppi terroristici affiliati allo Stato islamico hanno continuato a perpetrare attacchi terroristici contro il governo somalo riconosciuto a livello internazionale e contro i civili;

B.  considerando che il 1º aprile 2018 al-Shabaab ha sferrato un attacco mediante autobomba contro una base dell'Unione africana preposta alle operazioni di pace a Bulamarer e nei villaggi limitrofi; che a Mogadiscio il 25 febbraio 2018 si sono verificati due attacchi terroristici in cui sono rimaste uccise almeno 32 persone;

C.  considerando che nel giugno 2017 presso un sito per la distribuzione di aiuti a Baidoa le forze di sicurezza del governo somalo hanno ucciso e ferito illecitamente alcuni civili in conseguenza di combattimenti interni tra le forze governative; che anche le popolazioni civili sono state prese di mira durante gli scontri ad opera delle forze regionali e delle milizie dei clan, soprattutto nella regione del Basso Shabelle e nelle regioni del Galguduud e dell'Hiran;

D.  considerando che, secondo la relazione dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani e della missione di assistenza delle Nazioni Unite in Somalia (UNSOM), nel periodo dal 1° gennaio 2016 al 14 ottobre 2017 in Somalia 2 078 civili hanno perso la vita e 2 507 sono rimasti feriti; che la maggior parte di essi è attribuita ai militanti di al-Shabaab; che una percentuale significativa di tali decessi è stata causata da milizie dei clan, attori statali, tra cui l'esercito e la polizia, e persino la missione dell'Unione africana in Somalia;

E.  considerando che la Somalia è stata teatro di due decenni di guerra civile; che dal 2012, anno in cui è stato insediato un nuovo governo sostenuto a livello internazionale, il paese ha compiuto progressi significativi verso la pace e la stabilità; che, mentre al-Shabaab ha subito pesanti perdite a causa delle operazioni antiterrorismo negli ultimi anni, le relazioni delle Nazioni Unite indicano che la fazione ISIS/Daesh in Somalia è cresciuta in modo significativo;

F.  considerando che l'8 febbraio 2017 la Somalia ha tenuto le sue prime elezioni libere da quando si è insediato il governo sostenuto a livello internazionale; che il sistema elettorale ha rappresentato un progresso in termini di partecipazione, ma ha evidenziato solo limitate caratteristiche elettorali; che il governo si è impegnato a passare a un sistema elettorale non ponderato basato sul suffragio universale per le elezioni del 2020/2021;

G.  considerando che il mandato della missione dell'Unione africana in Somalia è stato prorogato fino al 31 luglio 2018; che, secondo la risoluzione 2372/17 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSCR), il personale in uniforme dell'AMISOM dovrebbe essere ridotto a 20 626 unità entro il 30 ottobre 2018; che il personale dell'AMISOM è stato accusato di violazioni dei diritti umani, violenza sessuale e condotta illecita durante il servizio;

H.  considerando che la libertà di espressione, che è un pilastro fondamentale di qualsiasi democrazia funzionante, continua ad essere gravemente limitata in Somalia; che i giornalisti, i difensori dei diritti umani, gli attivisti della società civile e i leader politici continuano a subire minacce quotidianamente; che al-Shabaab continua a perpetrare intimidazioni, arresti e detenzioni senza un giusto processo e continua persino a uccidere; che le autorità raramente indagano su tali casi; che, secondo la Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ), la Somalia è risultata essere per otto anni consecutivi il paese più letale dell'Africa in cui giornalisti e altri operatori dei media operano ed esercitano il loro diritto fondamentale alla libertà di espressione;

I.  considerando che il diritto alla libera associazione e alla sindacalizzazione sono fondamentali per lo sviluppo di qualsiasi democrazia funzionante; che il governo federale somalo non consente di fatto la formazione e l'esistenza di sindacati indipendenti; che in Somalia i sindacalisti e gli attivisti per i diritti dei lavoratori si trovano ad affrontare quotidianamente intimidazioni, rappresaglie e vessazioni; che le campagne di stigmatizzazione e di diffamazione contro i sindacalisti sono comuni in Somalia;

J.  considerando che l'OIL ha emesso una denuncia per violazione della libertà di associazione contro il governo somalo; che l'OIL ha invitato il governo a "riconoscere senza indugio la leadership dell'NUSOJ e dell'FESTU sotto la guida di Omar Faruk Osman";

K.  considerando che gli esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani hanno dichiarato pubblicamente che "la Somalia non rispetta i suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani e che la situazione dei sindacati continua a peggiorare nonostante le raccomandazioni specifiche formulate dal consiglio di amministrazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro, esortando il governo somalo ad astenersi da qualsiasi ulteriore interferenza nei sindacati registrati in Somalia, con particolare riferimento all'NUSOJ e all'FESTU";

L.  considerando che in Somalia le violazioni dei diritti umani sono diffuse; che i responsabili di tali violazioni sono principalmente attori non statali – militanti di al-Shabaab e milizie dei clan – ma anche attori statali; che si registrano esecuzioni extragiudiziali, violenze sessuali e di genere, arresti e detenzioni arbitrari e rapimenti; che, secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, l'Agenzia nazionale per l'intelligence e la sicurezza (NISA) della Somalia viola sistematicamente il diritto internazionale in materia di diritti umani; che essa opera spesso per vie extragiudiziali e i suoi poteri sono troppo vasti;

M.  considerando che, tuttavia, la situazione politica è instabile e la governance è ancora debole, e ciò ostacola il progresso della riforma giudiziaria e del settore della sicurezza; che, secondo Transparency International, la Somalia è il paese più corrotto al mondo;

N.  considerando che i tribunali militari continuano ad occuparsi di una vasta gamma di casi, tra cui i reati connessi al terrorismo, nell'ambito di procedimenti che sono ben lungi dal rispettare le norme internazionali in materia di processo equo; che, nel terzo trimestre del 2017, in seguito alle condanne dei tribunali militari erano già state giustiziate almeno 23 persone, perlopiù a partire da accuse connesse al terrorismo; che, il 13 febbraio 2017 nel Puntland sono stati condannati a morte per omicidio sette imputati, tra cui un minore, principalmente sulla base di confessioni ottenute sotto coercizione dai servizi di intelligence del Puntland; che cinque sono stati giustiziati nell'aprile dello stesso anno;

O.  considerando che gli interessi stranieri complicano ulteriormente il panorama politico; che, per quanto riguarda il confronto più vasto tra gli Emirati arabi uniti e l'Arabia Saudita, da un lato, e il Qatar, dall'altro, il governo federale della Somalia ha cercato di restare neutrale; che, per ritorsione, l'Arabia Saudita e gli Emirati arabi uniti hanno interrotto i pagamenti regolari a sostegno del bilancio per la Somalia, e ciò compromette ulteriormente la capacità del governo di pagare le forze di sicurezza;

P.  considerando che i bambini sono tra le principali vittime del conflitto in Somalia; che si registrano numerosi casi di bambini rapiti e reclutati da gruppi terroristici; che essi sono trattati come nemici dalle forze di sicurezza somale e frequentemente sono vittime di uccisioni, mutilazioni, arresti e detenzioni;

Q.  considerando che una relazione di Human Rights Watch del 21 febbraio 2018 evidenzia le violazioni e gli abusi – tra cui percosse, torture, reclusione e violenze sessuali – subite dal 2015 da centinaia di minori detenuti dal governo per attività connesse al terrorismo; che nel Puntland si sono registrati casi di condanna a morte di minori per reati di terrorismo;

R.  considerando che, dopo anni di siccità, le inondazioni causate dalle recenti piogge eccezionali hanno provocato lo sfollamento di 230 000 persone, delle quali si stima che più della metà siano bambini; che esse si aggiungono ai circa 2,6 milioni di persone in tutto il paese già colpite dalla siccità e dal conflitto;

S.  considerando che, delle vittime civili registrate, un numero significativo è imputabile alle milizie dei clan; che a scatenare i conflitti tra clan sono principalmente le controversie sui terreni e le risorse, aggravate da un costante ciclo di ritorsioni; che tali conflitti sono stati inaspriti dalla scarsità delle risorse e dalle siccità; che tali conflitti sono sfruttati da elementi antigovernativi al fine di destabilizzare ulteriormente le varie zone;

T.  considerando che l'insicurezza alimentare continua a costituire un grave problema per la popolazione e lo Stato somali; che, secondo la direzione generale per la Protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario europee, circa la metà dei 12 milioni di abitanti della Somalia sono in situazione di insicurezza alimentare e hanno bisogno di assistenza umanitaria; che, secondo le stime, 1,2 milioni di bambini sono in stato di malnutrizione acuta e 232 000 di loro si troveranno in pericolo di vita per grave malnutrizione acuta; che molte parti del paese non si sono del tutto riprese dalla carestia del 2011-2012; che le siccità aggravano i problemi di insicurezza alimentare in Somalia;

U.  considerando che in Kenya esistono diversi campi di rifugiati somali, tra cui il campo di Dadaab, che da solo accoglie circa 350 000 rifugiati; che, data la mancanza di sostegno adeguato da parte della comunità internazionale, le autorità kenyote intendono ridurre questi campi premendo per i rimpatri in Somalia;

V.  considerando che gli operatori umanitari internazionali sono fondamentali nella lotta all'insicurezza alimentare e nella fornitura di assistenza umanitaria; che hanno contribuito in misura importante a evitare una catastrofe umanitaria in Somalia; che vi sono stati tentativi di dirottare gli aiuti umanitari per finanziare il conflitto;

W.  considerando che dal 2016 l'UE ha progressivamente aumentato il suo sostegno umanitario annuo a favore della Somalia, in particolare in risposta alla severa siccità che ha colpito il paese, destinando 120 milioni di euro ai partner umanitari nel 2017; che il piano di risposta umanitaria internazionale è finanziato solo al 24 %;

X.  considerando che l'UE ha fornito 486 milioni di euro attraverso il Fondo europeo di sviluppo (2014-2020), ponendo l'accento sul consolidamento dello Stato e della pace, la sicurezza alimentare, la resilienza e l'istruzione; che l'UE sostiene altresì l'AMISOM attraverso il Fondo per la pace in Africa; che l'AMISOM, missione di mantenimento della pace dell'Unione africana che conta 22 000 effettivi, ha portato un certo grado di stabilità in alcune parti della Somalia; che alcune parti del paese restano sotto il controllo o sotto la minaccia del movimento islamista radicale al-Shabaab, o sono controllate da autorità distinte, come nel caso del Somaliland e del Puntland;

1.  condanna tutti gli attentati terroristici a danno della popolazione somala, perpetrati da al-Shabaab e da altri gruppi terroristici estremisti; afferma che non può esservi alcun motivo legittimo per intraprendere attività terroristiche; chiede che i responsabili degli attentati terroristici e delle violazioni dei diritti umani siano assicurati alla giustizia in conformità del diritto internazionale in materia di diritti umani; esprime profondo cordoglio alle vittime degli attentati terroristici in Somalia e alle loro famiglie e si rammarica profondamente per la perdita di vite umane; ricorda alle autorità somale il loro obbligo di garantire i diritti umani e proteggere la popolazione civile in ogni circostanza;

2.  sottolinea che l'eliminazione delle cause profonde del terrorismo, come l'insicurezza, la povertà, le violazioni dei diritti umani, il degrado ambientale, l'impunità, la mancanza di giustizia e l'oppressione, contribuirebbe enormemente a eradicare le organizzazioni e le attività terroristiche in Somalia; afferma che il sottosviluppo e l'insicurezza creano un circolo vizioso; chiede pertanto agli attori internazionali, anche nell'ambito dei programmi di sviluppo dell'UE, di impegnarsi nella riforma del settore della sicurezza e in iniziative di potenziamento delle capacità, garantendo così la coerenza tra le loro politiche di sviluppo e di sicurezza in Somalia; invita l'UE a continuare a sostenere il processo di pace e riconciliazione in Somalia attraverso il quadro sulla responsabilità reciproca e il patto per la sicurezza;

3.  incoraggia il governo federale della Somalia a portare avanti i suoi sforzi di costruzione della pace e dello Stato, nell'ottica di sviluppare istituzioni solide governate dallo Stato di diritto e in grado di fornire i servizi pubblici di base, nonché di garantire la sicurezza, la libertà di espressione e la libertà di associazione; accoglie con favore il fatto che al-Shabaab non sia riuscito a impedire il processo elettorale del 2016-2016; invita il governo federale della Somalia a garantire che, prima delle elezioni del 2020-2021, il paese disponga di un sistema elettorale basato sul suffragio universale non ponderato; ricorda che la stabilità e la pace durature possono essere conseguite soltanto mediante l'inclusione sociale, lo sviluppo sostenibile e la buona governance, sulla base dei principi democratici e dello Stato di diritto;

4.  esorta il governo federale della Somalia a intensificare gli sforzi mirati a consolidare lo Stato di diritto in tutto il paese; sostiene che l'impunità è tra le principali cause della spirale di violenza che si autoalimenta e del deterioramento della situazione dei diritti umani; chiede alle autorità somale di deferire in futuro alla giustizia civile i casi di civili processati nei tribunali militari; esorta il Presidente somalo a commutare senza indugio le condanne alla pena capitale ancora pendenti, come primo passo verso l'introduzione di una moratoria su tutte le condanne a morte; ritiene che solo lo Stato di diritto possa eliminare l'impunità; esorta il governo e gli attori internazionali a continuare ad adoperarsi per favorire l'istituzione di un sistema giudiziario indipendente, lo svolgimento di indagini indipendenti e credibili sui reati commessi contro i giornalisti somali, l'eliminazione della corruzione e la creazione di istituzioni responsabili, segnatamente nel settore della sicurezza; si compiace, in questo contesto, che il governo lo scorso anno abbia introdotto un programma nazionale di formazione giudiziaria in collaborazione con le Nazioni Unite e l'UE;

5.  deplora le violazioni della libertà di espressione commesse da attori statali e non statali in Somalia; esprime preoccupazione per l'approccio autocratico adottato dall'attuale amministrazione e da alcune amministrazioni statali regionali, sfociato nell'arresto di oppositori politici e contestatori pacifici; ritiene che qualsivoglia forma di intimidazione, vessazione, detenzione o assassinio di giornalisti e attivisti della società civile sia assolutamente inaccettabile; chiede che le autorità somale cessino di ricorrere alla NISA per intimidire i giornalisti indipendenti e gli oppositori politici; invita il governo e l'UE, nell'ambito delle sue attività a favore dello Stato di diritto in Somalia, a garantire che la NISA sia regolamentata con efficaci meccanismi di sorveglianza; afferma che la libertà di espressione e di pensiero è indispensabile per lo sviluppo di una forte società democratica; esorta il governo federale della Somalia a garantire il pieno rispetto della libertà di espressione; invita il governo somalo a rivedere il codice penale, la nuova legge sui media e altre norme, onde allinearli agli obblighi internazionali della Somalia per quanto concerne il diritto alla libertà di espressione e i mezzi di comunicazione;

6.  esprime preoccupazione per taluni interessi stranieri che complicano ulteriormente il panorama politico; rileva che, nell'ambito più ampio del confronto tra gli Emirati arabi uniti e l'Arabia Saudita, da un lato, e il Qatar, dall'altro, il governo federale somalo, nel suo tentativo di restare neutrale, è stato privato dei regolari pagamenti di sostegno al bilancio da parte di Arabia Saudita ed Emirati arabi uniti, il che riduce ulteriormente la capacità del governo di pagare le forze di sicurezza; esorta gli Emirati arabi uniti a cessare immediatamente qualsivoglia atto di destabilizzazione della Somalia e a rispettarne la sovranità e l'integrità territoriale;

7.  condanna duramente le gravi violazioni della libertà di associazione e di espressione perpetrate a danno dei sindacati somali liberi e indipendenti e, in particolare, l'annosa repressione operata nei confronti dell'Unione nazionale dei giornalisti somali (NUSOJ) e della Federazione dei sindacati somali (FESTU); insiste affinché vengano chiuse le indagini in corso e sia concluso il procedimento avviato dall'Ufficio del Procuratore generale contro Omar Faruk Osman, segretario generale dell'NUSOJ, per aver organizzato senza l'approvazione del ministero dell'Informazione un evento celebrativo in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa;

8.  denuncia la repressione dei sindacalisti ad opera dello Stato somalo e lo esorta a porre fine a tutte le forme di repressione contro i sindacalisti; insiste affinché il governo consenta la creazione di sindacati indipendenti; è fermamente convinto che i sindacati siano indispensabili per garantire i diritti dei lavoratori in Somalia; ritiene che la presenza di sindacati indipendenti potrebbe contribuire in maniera sostanziale al miglioramento della situazione della sicurezza nel paese;

9.  esorta il governo federale della Somalia a rispettare e difendere lo Stato di diritto internazionale, nonché ad accettare e ad attuare pienamente le decisioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sul caso n. 3113;

10.  plaude al lavoro svolto dalla missione delle Nazioni Unite in Somalia (UNSOM) in tutti i suoi aspetti e, in particolare, per quanto riguarda il monitoraggio dei diritti umani nel paese, nonché alla decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di prolungarne il mandato fino al 31 marzo 2019; loda gli sforzi compiuti dall'Unione africana per ripristinare un certo grado di stabilità in Somalia e predisporre il processo politico di transizione; chiede il rafforzamento del monitoraggio e dello sviluppo delle capacità da parte dell'UE per garantire l'assunzione di responsabilità per gli abusi dell'AMISOM, considerando in particolare il fatto che l'UE è competente per una parte considerevole dei suoi finanziamenti;

11.  deplora l'arruolamento di soldati bambini, considerandolo un esecrabile crimine di guerra; ritiene che i minori siano uno dei gruppi più vulnerabili nel conflitto; esorta tutti i gruppi armati a porre immediatamente fine a questa pratica e a rilasciare i bambini attualmente arruolati; invita lo Stato a trattarli come vittime di terrorismo e guerra piuttosto che autori di reato e chiede all'UE di assistere il governo somalo nei suoi sforzi volti alla loro riabilitazione e reintegrazione; esorta le autorità somale a porre fine alla detenzione arbitraria dei minori sospettati di essere associati illecitamente ad al-Shabaab; esorta tutti gli attori in Somalia a rispettare gli obiettivi del protocollo facoltativo della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia relativo al coinvolgimento dei minori nei conflitti armati e incoraggia il governo federale somalo a ratificarlo senza indugio;

12.  accoglie con favore la scelta dei commissari della commissione nazionale indipendente per i diritti umani, di recente formazione, ed esorta il governo somalo a nominare la commissione senza ulteriori ritardi; esprime profonda preoccupazione per le segnalazioni di violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza somale, tra cui omicidi, arresti e detenzioni arbitrari, torture, stupri e sequestri; esorta le autorità a garantire che tutti questi fatti siano sottoposti a indagini approfondite e che i responsabili siano assicurati alla giustizia; invita il governo e l'UE a rafforzare le competenze tecniche del servizio di polizia giudiziaria della Somalia affinché possa svolgere indagini approfondite ed efficaci nel rispetto dei diritti dei cittadini; invita le truppe estere e nazionali che intervengono nella lotta contro Al-Shabaab ad agire nel pieno rispetto del diritto internazionale; esorta il governo somalo a dare seguito agli impegni volti a porre fine agli sgomberi forzati degli sfollati interni, anche nella capitale Mogadiscio;

13.  elogia il governo somalo per aver avviato il processo di revisione della costituzione transitoria del paese, in seguito a una convenzione costituzionale di tre giorni tenutasi nel maggio 2018, che condurrà alla stesura della costituzione permanente del paese; esorta il governo somalo a ultimare il piano d'azione nazionale sulla prevenzione e la lotta all'estremismo violento nell'ambito dell'approccio globale alla sicurezza, sostenuto dall'AMISOM;

14.  condanna come riprovevoli crimini di guerra gli atti di violenza di genere e sessuale perpetrati su donne, uomini, ragazzi e ragazze, le cui principali vittime sono proprio le donne e le ragazze; esorta lo Stato a intensificare gli sforzi per proteggere i gruppi vulnerabili della società; si compiace, in questo contesto, che il governo lo scorso anno abbia introdotto un programma nazionale di formazione giudiziaria in collaborazione con le Nazioni Unite e l'UE; ribadisce la sua massima preoccupazione per i diritti delle donne; invita le autorità competenti a promuovere la parità di genere e l'emancipazione femminile; condanna il fatto che l'omosessualità sia illegale in Somalia e che le persone LGBTI siano criminalizzate;

15.  deplora la drammatica situazione umanitaria che minaccia milioni di vite in Somalia; rammenta che il numero di morti provocato dalla carestia del 2011 è stato aggravato dall'insicurezza e dalle azioni intraprese dai militanti estremisti di al-Shabaab per ostacolare le consegne di aiuti alimentari nelle zone del centro-sud della Somalia, all'epoca sotto il loro controllo; esorta l'UE, i suoi Stati membri e la comunità internazionale a intensificare la loro assistenza a favore del popolo somalo, al fine di migliorare le condizioni di vita dei più vulnerabili e affrontare le conseguenze degli sfollamenti, dell'insicurezza alimentare, delle epidemie e delle catastrofi naturali; condanna tutti gli attacchi contro gli operatori umanitari e gli operatori di pace nel paese; chiede che gli aiuti dell'UE siano uniformati ai principi di efficacia dello sviluppo concordati a livello internazionale al fine di conseguire gli Obiettivi si sviluppo sostenibile (OSS) di recente approvazione;

16.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'Unione africana, al presidente, al primo ministro e al parlamento della Somalia, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.

 

 

Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2018
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