Procedura : 2020/2551(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B9-0104/2020

Testi presentati :

RC-B9-0104/2020

Discussioni :

PV 13/02/2020 - 4.1
CRE 13/02/2020 - 4.1

Votazioni :

PV 13/02/2020 - 7.1

Testi approvati :

P9_TA(2020)0036

<Date>{12/02/2020}12.2.2020</Date>
<RepeatBlock-NoDocSe> <NoDocSe>B9-0104/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0106/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0108/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0110/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0111/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0113/2020</NoDocSe></RepeatBlock-NoDocSe> } RC1
PDF 164kWORD 52k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE</TitreType>

<TitreRecueil>presentata a norma dell'articolo 144, paragrafo 5, e dell'articolo 132, paragrafo 4, del regolamento</TitreRecueil>


<Replacing>in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:</Replacing>

<TablingGroups>B9-0104/2020 (Verts/ALE)

B9-0106/2020 (S&D)

B9-0108/2020 (ECR)

B9-0110/2020 (GUE/NGL)

B9-0111/2020 (PPE)

B9-0113/2020 (Renew)</TablingGroups>


<Titre>sulla Repubblica di Guinea, segnatamente la violenza nei confronti dei manifestanti</Titre>

<DocRef>(2020/2551(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Michael Gahler, David Lega, Željana Zovko, David McAllister, Sandra Kalniete, Andrey Kovatchev, Krzysztof Hetman, Milan Zver, Lefteris Christoforou, Stelios Kympouropoulos, Arba Kokalari, Loucas Fourlas, Loránt Vincze, Isabel Wiseler-Lima, Romana Tomc, Michaela Šojdrová, Vladimír Bilčík, Vangelis Meimarakis, Magdalena Adamowicz, Ivan Štefanec, Liudas Mažylis, Michal Wiezik, Tomas Tobé, Frances Fitzgerald, Deirdre Clune, Tomáš Zdechovský, Inese Vaidere, Jiří Pospíšil, Stanislav Polčák, Peter Pollák, Miriam Lexmann, Ioan-Rareş Bogdan</Depute>

<Commission>{PPE}a nome del gruppo PPE</Commission>

<Depute>Kati Piri, Maria Arena</Depute>

<Commission>{S&D}a nome del gruppo S&D</Commission>

<Depute>Jan-Christoph Oetjen, Petras Auštrevičius, Malik Azmani, Stéphane Bijoux, Izaskun Bilbao Barandica, Sylvie Brunet, Dita Charanzová, Olivier Chastel, Ilana Cicurel, Jérémy Decerle, Laurence Farreng, Valter Flego, Klemen Grošelj, Christophe Grudler, Bernard Guetta, Ivars Ijabs, Irena Joveva, Pierre Karleskind, Moritz Körner, Ondřej Kovařík, Ilhan Kyuchyuk, Ulrike Müller, Mauri Pekkarinen, Dragoş Pîslaru, Frédérique Ries, Michal Šimečka, Susana Solís Pérez, Nicolae Ştefănuță, Ramona Strugariu, Irène Tolleret, Yana Toom, Viktor Uspaskich, Hilde Vautmans, Adrián Vázquez Lázara, Marie-Pierre Vedrenne, Chrysoula Zacharopoulou, Javier Nart</Depute>

<Commission>{Renew}a nome del gruppo Renew</Commission>

<Depute>Pierrette Herzberger-Fofana, Hannah Neumann</Depute>

<Commission>{Verts/ALE}a nome del gruppo Verts/ALE</Commission>

<Depute>Karol Karski, Emmanouil Fragkos, Elżbieta Kruk, Jadwiga Wiśniewska, Joanna Kopcińska, Ruža Tomašić, Ryszard Czarnecki, Carlo Fidanza, Raffaele Fitto</Depute>

<Commission>{ECR}a nome del gruppo ECR</Commission>

<Depute>Idoia Villanueva Ruiz, Miguel Urbán Crespo, Eugenia Rodríguez Palop, Manuel Bompard, Stelios Kouloglou, Alexis Georgoulis, Dimitrios Papadimoulis</Depute>

<Commission>{GUE/NGL}a nome del gruppo GUE/NGL</Commission>

<Depute>Fabio Massimo Castaldo</Depute>

</RepeatBlock-By>


Risoluzione del Parlamento europeo sulla Repubblica di Guinea, segnatamente la violenza nei confronti dei manifestanti

(2020/2551(RSP))

 

Il Parlamento europeo,

 viste le sue precedenti risoluzioni sulla Repubblica di Guinea,

 vista la dichiarazione congiunta delle Nazioni Unite, dell'Unione europea e delle ambasciate degli Stati Uniti e della Francia nella Repubblica di Guinea del 5 novembre 2019,

 visto il comunicato della Commissione della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) del 4 novembre 2019 a seguito degli incidenti di Conakry,

 visto il comunicato stampa della Commissione africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, del 9 novembre 2019, sulla repressione delle dimostrazioni nella Repubblica di Guinea;

 vista la trentacinquesima sessione del gruppo di lavoro sul riesame periodico universale del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite tenutasi dal 20 al 31 gennaio 2020,

 visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR) del 1966,

 visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro (accordo di Cotonou),

 vista la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, adottata il 27 giugno 1981 ed entrata in vigore il 21 ottobre 1986,

 vista la Costituzione della Repubblica di Guinea, approvata dal Consiglio nazionale di transizione il 19 aprile 2010 e adottata il 7 maggio 2010,

 vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

 visto l'11° programma indicativo nazionale del Fondo europeo di sviluppo per il periodo 2015-2020 che stanzia fondi per la Repubblica di Guinea,

 visti l'articolo 144, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che il presidente Alpha Condé è al potere nella Repubblica di Guinea dalla sua elezione nel 2010 e dalla sua rielezione nel 2015; che, dalla metà di ottobre 2019, ci sono state manifestazioni di protesta di massa nel paese, principalmente da parte del Fronte nazionale per la difesa della Costituzione (FNDC), in un contesto di timori da parte dell'opposizione quanto al tentativo del Presidente Condé di ampliare i suoi poteri costituzionali; che la Costituzione della Repubblica di Guinea limita a due i mandati presidenziali; che il secondo mandato del presidente Condé scade alla fine del 2020;

B. considerando che la sua elezione alla presidenza nel 2010 è stata il primo passo verso riforme democratiche e trasparenza dopo anni di governo militare; che il presidente Condé è accusato di corruzione e di imporre restrizioni alla libertà politica; che una riforma costituzionale con l'unico scopo di estendere i limiti del mandato presidenziale per permettere ad Alpha Condé di restare al potere ha innescato la violenza;

C. considerando che, recentemente, il presidente Conde ha anche cercato di sovvertire gli ostacoli istituzionali alla sua riforma, influenzando la Corte costituzionale e la Commissione elettorale della Repubblica di Guinea; che, nel marzo 2018, il presidente della Corte costituzionale, Kéléfa Sall, è stato rimosso dall'incarico; che il ministro della giustizia, Cheick Sako, si è dimesso a causa della sua opposizione a modifiche costituzionali che consentano un terzo mandato presidenziale;

D. considerando che il partito al governo, l'Unione del popolo di Guinea, non detiene la maggioranza parlamentare di due terzi necessaria per modificare la costituzione; che un referendum sulla riforma costituzionale aggirerebbe il parlamento della Repubblica di Guinea;

E. considerando che, il 19 dicembre 2019, il Presidente Condé ha annunciato l'intenzione di indire un referendum sulla riforma costituzionale per il 1º marzo 2020; che le elezioni legislative originariamente previste per il 16 febbraio sono state posticipate e avranno luogo lo stesso giorno del referendum; che la nuova proposta di costituzione prevede una proroga del mandato presidenziale da cinque a sei anni, con un limite di due mandati; che si prevede che il Presidente Condé utilizzerà questa modifica della Costituzione per cercare un terzo mandato presidenziale;

F. considerando che il Fronte nazionale per la difesa della Costituzione (FNDC), un'alleanza di partiti di opposizione, organizzazioni della società civile e sindacati, ha tenuto proteste e pianifica scioperi contro la modifica della Costituzione; che almeno sette membri del FNDC sono stati arrestati tra il 12 ottobre e il 28 novembre 2019 e sono stati perseguiti perché i loro appelli a protestare contro il nuovo progetto di costituzione costituivano atti o azioni passibili di perturbare l'ordine pubblico e mettere in pericolo la sicurezza pubblica, prima di essere infine assolti a seguito della pressione internazionale;

G. considerando che la situazione nel paese è molto tesa, con forti tensioni politiche e scoppi di violenta protesta; che la risposta del governo a questi ultimi è stata brutale, che la polizia ha reagito con una forza eccessiva, indebita e illegale contro i manifestanti, e che, secondo le organizzazioni per i diritti umani, ci sono state barricate, sparatorie e lanci di gas lacrimogeni, prevalentemente nella capitale Conakry e nella roccaforte settentrionale dell'opposizione Mamou; che la polizia di Wanindara avrebbe utilizzato una donna come scudo umano per proteggersi dalle pietre lanciate dai dimostranti;

H. considerando che Fodé Oussou Fofana, vicepresidente del principale partito di opposizione, l'Unione delle forze democratiche della Repubblica di Guinea, ha accusato il Presidente di "colpo di Stato costituzionale" e di "frode"; che i partiti dell'opposizione si sono impegnati a boicottare le elezioni legislative in segno di protesta;

I. considerando che sia l'ECOWAS che la Commissione africana dei diritti dell'uomo e dei popoli hanno chiesto che i diritti fondamentali dei manifestanti siano rispettati e che le forze di sicurezza migliorino la loro gestione delle manifestazioni;

J. considerando che la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani ha rilevato che le forze di sicurezza, nella loro reazione alle proteste iniziate a Conakry il 14 e il 15 ottobre 2019, non hanno rispettato le norme e gli standard internazionali sull'uso della forza; che il funerale dei manifestanti uccisi durante tali proteste è stato turbato da ulteriori violenze e morti;

K. considerando che la Repubblica di Guinea occupa il 101° posto su 180 paesi nell'indice sulla libertà di stampa a livello mondiale; che dal 2015 almeno 20 giornalisti sono stati convocati, posti in detenzione o hanno subito procedimenti giudiziari; che dall'inizio delle manifestazioni, nell'ottobre 2019, giornalisti, difensori dei diritti umani e attivisti della società civile sono stati arrestati, compreso Abdoulrahmane Sanoh (coordinatore del FNDC), che è stato successivamente rilasciato, mentre altri sono ancora detenuti e sottoposti a violenza; che almeno 28 civili e un gendarme sono rimasti uccisi durante le proteste; che le organizzazioni per i diritti umani ritengono che, dal 2015, almeno 70 tra manifestanti e passanti siano rimasti uccisi, tra cui Amadou Boukarou Balé, uno studente che è stato percosso a morte da agenti di polizia durante le proteste all'università del Labé nel maggio 2019;

L. considerando che varie ONG locali hanno condannato le condizioni carcerarie della Repubblica di Guinea, in particolare le gravi carenze in termini di sovraffollamento, cibo e alimentazione, e la mancanza di formazione impartita alla maggior parte delle guardie carcerarie (secondo la relazione di Human Rights Watch); che tali condizioni destano preoccupazione in tutto il paese, ma sono particolarmente gravi nella prigione centrale di Conakry;

M. considerando che la Repubblica di Guinea è uno dei paesi più poveri dell'Africa e subisce ancora le conseguenze di anni di cattiva gestione economica e corruzione, nonostante detenga la maggiore riserva mondiale di bauxite nelle miniere situate in prossimità di Boke; che due terzi dei suoi 12.5 milioni di abitanti vivono in condizioni di povertà e la crisi dell'Ebola tra il 2013 e il 2 016 ha notevolmente indebolito l'economia del paese; che i giovani di età inferiore ai 25 anni, che rappresentano oltre il 60 % della popolazione, sono particolarmente colpiti dalla disoccupazione;

N. considerando che, nell'attuale contesto di proteste contro la riforma della Costituzione, che ha esacerbato il confronto tra governo e partiti di opposizione, l'OGDH (l'Organizzazione della Repubblica di Guinea per i diritti umani e i diritti dei cittadini) ha denunciato le ripetute violazioni dei diritti umani nel paese; che tali violazioni comportano la distruzione di edifici e strutture pubbliche, il tentativo di agitare divisioni etniche e sgomberi forzati dalla proprietà privata; che tra febbraio e maggio 2019, il governo della Repubblica di Guinea ha espulso con la forza oltre 20 000 persone da quartieri di Conakry per fornire terreni a ministeri, ambasciate estere, imprese e altri progetti di opere pubbliche;

O. considerando che, tra il 2014 e il 2020, l'Unione europea ha prestato sostegno alla Repubblica di Guinea attraverso l'11° programma indicativo nazionale del Fondo europeo di sviluppo (FES), per un importo di 244 000 000 EUR, destinato principalmente alla riforma istituzionale e alla modernizzazione dell'amministrazione, al risanamento urbano, alla sanità, al trasporto stradale e al sostegno all'ordinatore nazionale;

1. deplora le violenze in corso nella Repubblica di Guinea; condanna fermamente le violazioni della libertà di riunione e della libertà di parola nonché gli atti di violenza, le uccisioni e altre violazioni dei diritti umani; chiede che le forze governative diano immediatamente prova di moderazione e che proteste legittime e pacifiche siano autorizzate senza intimidazioni;

2. chiede al governo della Repubblica di Guinea di avviare un'indagine tempestiva, imparziale, trasparente e indipendente sulla morte e il ferimento di dimostranti, sulle accuse di uso sproporzionato della forza o altre violazioni dei diritti umani da parte di agenti delle forze dell'ordine, e chiede che i responsabili, anche tra gli agenti di polizia e le forze di sicurezza, rispondano delle loro azioni e non beneficino dell'impunità; ricorda al governo della Repubblica di Guinea che la lotta contro la corruzione e la fine dell'impunità devono essere delle priorità;

3. esprime profondo rammarico per qualsiasi progetto di modifica delle disposizioni della Costituzione del paese relative ai limiti del mandato presidenziale; ribadisce con forza che una democrazia funzionante deve includere il rispetto dello Stato di diritto e di tutte le disposizioni costituzionali, compresi, se del caso, limiti al mandato presidenziale; invita il presidente della Repubblica di Guinea a rispettare la Costituzione della Repubblica di Guinea, in particolare l'articolo 27;

4. chiede il rispetto del diritto alla libertà di manifestazione, riunione, associazione ed espressione garantito dalle norme internazionali e dai trattati e dalle convenzioni delle Nazioni Unite ratificati dalla Repubblica di Guinea; invita il governo della Repubblica di Guinea ad adottare misure urgenti per garantire il rispetto del diritto di manifestare liberamente e pacificamente e a creare un ambiente sicuro, esente da molestie, violenze e intimidazioni, e a facilitare il dialogo con l'opposizione;

5. esorta tutte le parti interessate a impedire un'ulteriore escalation della tensione e della violenza; invita il governo della Repubblica di Guinea, così come i gruppi di opposizione e la società civile, a dar prova di moderazione e senso di responsabilità e impegnarsi in un dialogo costruttivo, al fine di pervenire a una soluzione duratura, consensuale e pacifica; invita l'UE a proseguire gli sforzi volti a potenziare il ruolo della società civile e a incoraggiare gli attori non statali a svolgere un ruolo attivo;

6. esorta il governo della Repubblica di Guinea a garantire lo svolgimento tempestivo di elezioni legislative e presidenziali trasparenti, credibili e libere, con la piena partecipazione dei partiti di opposizione, anche consentendo loro di registrarsi, fare campagna elettorale, avere accesso ai media e godere della libertà di riunione;

7. ricorda l'importanza di una commissione elettorale nazionale autonoma, che agisca in modo indipendente dal governo e da qualsiasi partito politico; sollecita il governo della Repubblica di Guinea e il Presidente Condé a garantire che la Commissione elettorale nazionale indipendente (CENI) nella Repubblica di Guinea possa operare in piena trasparenza e libera da interferenze, intimidazioni o coercizioni da parte di politici che ricoprono una carica o partiti;

8. esorta le autorità della Repubblica di Guinea a rispettare appieno tutti gli obblighi nazionali e internazionali in relazione ai diritti civili e politici, incluso il diritto alla libertà di parola, riunione e associazione, il diritto alla libertà dalla tortura, dai maltrattamenti e dalla detenzione arbitraria e il diritto a un processo equo; sottolinea che il rispetto dei diritti umani deve essere al centro di qualsiasi soluzione politica della crisi;

9. chiede alle autorità della Repubblica di Guinea di indagare e perseguire, conformemente alle norme internazionali, i membri delle forze di sicurezza contro i quali sussistono prove di responsabilità penale per gli abusi passati e attuali;

10. ricorda che una società civile dinamica in grado di operare senza timori, intimidazioni e violenze è un presupposto necessario per consolidare la democrazia; sollecita il governo e le forze di sicurezza a promuovere un ambiente favorevole alla sicurezza e alla protezione dei rappresentanti delle organizzazioni non governative e della società civile, inclusa una revisione della legislazione sull'uso della forza nelle riunioni pubbliche;

11. sottolinea l'importanza di garantire e promuovere un panorama mediatico pluralistico, indipendente e libero al servizio della democrazia; sollecita le autorità della Repubblica di Guinea a porre immediatamente fine a qualsiasi molestia e intimidazione nei confronti dei giornalisti nonché alla sospensione arbitraria delle licenze dei media, a rispettare i diritti individuali dei giornalisti e dei difensori dei diritti umani nel paese e a garantirne la sicurezza affinché possano coprire o monitorare la situazione politica e dei diritti umani nel paese;

12. critica duramente l'arresto di Abdourahmane Sanoh e di altri leader dell'opposizione e della società civile; chiede il rilascio immediato dei prigionieri politici nel paese e un'indagine sulle accuse diffuse di maltrattamento dei detenuti;

13. invita le autorità della Repubblica di Guinea a cessare ogni ulteriore espulsione della popolazione dai suoi terreni o immobili fino a quando non sarà in grado di garantire il rispetto dei diritti dei residenti, compresi un adeguato preavviso, nonché un risarcimento e un reinsediamento prima degli sfratti; sottolinea che un adeguato risarcimento dovrebbe essere concesso a tutte le persone sfrattate con la forza che non hanno ancora ricevuto tale compensazione;

14. ricorda l'importanza per la Repubblica di Guinea di cooperare con i partner regionali per rafforzare collettivamente la democrazia, lo sviluppo e la sicurezza; esorta le autorità della Repubblica di Guinea a cooperare strettamente con le organizzazioni regionali, compresa l'ECOWAS, per ripristinare le libertà fondamentali, indagare appieno sulle violazioni dei diritti umani commesse durante le manifestazioni e conseguire una transizione democratica pacifica; ricorda che la soluzione all'attuale crisi può essere trovata solo in un dialogo interguineano aperto e accessibile tra il governo e i gruppi di opposizione; ricorda altresì che l'ECOWAS e i paesi confinanti con la Repubblica di Guinea possono svolgere un ruolo fondamentale nel promuovere il dialogo interguineano e garantirne il proseguimento; ricorda che l'ECOWAS ha inviato settanta osservatori a partecipare alla missione di osservazione elettorale dell'ECOWAS (ECOWAS-EOM) alle elezioni presidenziali nella Repubblica di Guinea il 22 novembre 2019; invita il governo della Guinea e l'ECOWAS a cooperare strettamente per garantire che le elezioni del 2020 si svolgano in modo pacifico e siano rappresentative; invita la Commissione e gli Stati membri a dare seguito alle raccomandazioni formulate nel riesame periodico universale (UPR) concernente la Repubblica di Guinea del gennaio 2020, in particolare per quanto riguarda il diritto alla vita, l'integrità fisica, la libertà di espressione e la libertà di riunione pacifica, nonché l'uso della forza e l'impunità; esorta le autorità della Repubblica di Guinea a partecipare in modo significativo alla prossima verifica periodica universale del Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, anche fornendo pieno accesso alle Nazioni Unite sul terreno, e ad attuare pienamente le successive raccomandazioni del gruppo di lavoro;

15. invita l'Unione europea a monitorare attentamente la situazione nella Repubblica di Guinea e a obbligare il governo a rispondere di eventuali violazioni degli impegni assunti in relazione alle leggi e agli accordi in materia di diritti umani, in particolare per quanto riguarda gli articoli 8, 9 e 96 dell'accordo di Cotonou;

16. invita il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a mantenere il dialogo politico, compreso il dialogo tenutosi nel quadro dell'articolo 8 dell'accordo di Cotonou, al fine di ridurre rapidamente le tensioni nel paese e di assistere, ove richiesto, nei preparativi per elezioni pacifiche, anche attraverso la mediazione e misure per combattere la violenza pre e post-elettorale; invita inoltre il VP/AR e il SEAE a cooperare con le autorità della Repubblica di Guinea, l'ECOWAS, l'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani nella Repubblica di Guinea, la Commissione africana dei diritti dell'uomo e dei popoli e il rappresentante speciale del Segretario generale per l'Africa occidentale e il Sahel per definire una strategia comune per risolvere l'attuale crisi politica;

17. plaude al fatto che l'11° FES ponga l'accento sul sostegno allo Stato di diritto nella Repubblica di Guinea; esorta la Commissione e il SEAE a mantenere il sostegno al rafforzamento della società civile e di istituzioni statali indipendenti;

18. invita la delegazione dell'Unione europea nella Repubblica di Guinea a monitorare costantemente la situazione della società civile indipendente nel paese, osservare i processi dei prigionieri politici e continuare a monitorare la situazione dei diritti umani nel paese nel suo dialogo con le autorità della Repubblica di Guinea; invita la Commissione a seguire attentamente la situazione della Repubblica di Guinea e a riferire regolarmente al Parlamento;

19. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Presidente e al parlamento della Repubblica di Guinea, alle istituzioni dell'ECOWAS, all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE nonché all'Unione africana e alle sue istituzioni.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2020Avvertenza legale - Informativa sulla privacy