Procedura : 2020/2774(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : RC-B9-0260/2020

Testi presentati :

RC-B9-0260/2020

Discussioni :

PV 15/09/2020 - 6
CRE 15/09/2020 - 6

Votazioni :

Testi approvati :

P9_TA(2020)0230

<Date>{15/09/2020}15.9.2020</Date>
<RepeatBlock-NoDocSe> <NoDocSe>B9-0260/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0263/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0264/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0266/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0268/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0270/2020</NoDocSe></RepeatBlock-NoDocSe> } RC1
PDF 168kWORD 51k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE</TitreType>

<TitreRecueil>presentata a norma dell'articolo 132, paragrafi 2 e 4, del regolamento</TitreRecueil>


<Replacing>in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:</Replacing>

<TablingGroups>B9-0260/2020 (GUE/NGL)

B9-0263/2020 (Verts/ALE)

B9-0264/2020 (S&D)

B9-0266/2020 (Renew)

B9-0268/2020 (ECR)

B9-0270/2020 (PPE)</TablingGroups>


<Titre>sulla preparazione del Consiglio europeo straordinario dedicato alla pericolosa escalation e al ruolo della Turchia nel Mediterraneo orientale</Titre>

<DocRef>(2020/2774(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Michael Gahler, Kris Peeters, David McAllister, Antonio López-Istúriz White, Manolis Kefalogiannis, Vangelis Meimarakis, David Lega, Loucas Fourlas, Lefteris Christoforou, Anna-Michelle Asimakopoulou</Depute>

<Commission>{PPE}a nome del gruppo PPE</Commission>

<Depute>Kati Piri, Tonino Picula, Nacho Sánchez Amor</Depute>

<Commission>{S&D}a nome del gruppo S&D</Commission>

<Depute>Nathalie Loiseau, Petras Auštrevičius, Malik Azmani, Stéphane Bijoux, Vlad-Marius Botoş, Sylvie Brunet, Dita Charanzová, Olivier Chastel, Ilana Cicurel, Bernard Guetta, Klemen Grošelj, Moritz Körner, Frédérique Ries, Ramona Strugariu, Hilde Vautmans</Depute>

<Commission>{Renew}a nome del gruppo Renew</Commission>

<Depute>Sergey Lagodinsky</Depute>

<Commission>{Verts/ALE}a nome del gruppo Verts/ALE</Commission>

<Depute>Hermann Tertsch, Elżbieta Kruk</Depute>

<Commission>{ECR}a nome del gruppo ECR</Commission>

<Depute>Stelios Kouloglou, Giorgos Georgiou</Depute>

<Commission>{GUE/NGL}a nome del gruppo GUE/NGL</Commission>

<Depute>Fabio Massimo Castaldo</Depute>

</RepeatBlock-By>

EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sulla preparazione del Consiglio europeo straordinario dedicato alla pericolosa escalation e al ruolo della Turchia nel Mediterraneo orientale

(2020/2774(RSP))

Il Parlamento europeo,

 viste le sue precedenti risoluzioni sulla Turchia, in particolare quelle del 24 novembre 2016 sulle relazioni UE-Turchia[1], del 27 ottobre 2016 sulla situazione dei giornalisti in Turchia[2], dell'8 febbraio 2018 sulla situazione attuale dei diritti umani in Turchia[3], del 13 marzo 2019 sulla relazione 2018 della Commissione concernente la Turchia[4], del 19 settembre 2019 sulla situazione in Turchia, segnatamente la revoca di sindaci eletti[5] e del 13 novembre 2014 sulle azioni della Turchia che creano tensioni nella zona economica esclusiva della Repubblica di Cipro[6],

 vista la sua discussione del 9 luglio 2020 sulla stabilità e la sicurezza nel Mediterraneo orientale e sul ruolo negativo della Turchia,

 visti la comunicazione della Commissione del 29 maggio 2019 sulla politica di allargamento dell'UE (COM(2019)0260) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che l'accompagna (SWD(2019)0220),

 viste le dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) sulle attività di trivellazione della Turchia nel Mediterraneo orientale, in particolare quella rilasciata il 16 agosto 2020 sulla ripresa delle attività di trivellazione da parte della Turchia nel Mediterraneo orientale, e viste le osservazioni formulate durante la conferenza stampa successiva al suo incontro con il ministro degli Affari esteri turco Mevlut Çavuşoğlu il 6 luglio 2020, quelle formulate a seguito del suo incontro con il ministro della Difesa greco Nikolaos Panagiotopoulos il 25 giugno 2020, nonché quelle formulate a seguito del suo incontro con il ministro degli Affari esteri cipriota Nikos Christodoulides il 26 giugno 2020,

 viste le pertinenti conclusioni del Consiglio e del Consiglio europeo sulla Turchia, in particolare quelle del Consiglio europeo del 19 agosto 2020 sul Mediterraneo orientale, quelle del Consiglio del 27 febbraio 2020 sulle attività illegali di trivellazione della Turchia nel Mediterraneo orientale, e quelle del Consiglio del 17-18 ottobre 2019 sulle attività di trivellazione illegali della Turchia nella zona economica esclusiva di Cipro,

 viste le dichiarazioni rese dai ministri degli Affari esteri dell'UE il 15 maggio 2020 e il 14 agosto 2020 sulla situazione nel Mediterraneo orientale,

 visti i risultati della riunione informale dei ministri degli Affari esteri dell'UE (Gymnich) del 28 agosto 2020,

 visti il trattato NATO del 1949 e la dichiarazione resa dal Segretario generale della NATO il 3 settembre 2020,

 vista la dichiarazione rilasciata ad Ajaccio il 10 settembre 2020, al termine del settimo vertice dei paesi dell'Europa mediterranea (Med7),

 visti il pertinente diritto internazionale consuetudinario e la Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 sul diritto del mare (UNCLOS), di cui la Grecia e Cipro, assieme all'Unione europea, sono firmatari, nonché la Carta delle Nazioni Unite,

 visti lo statuto di Roma e i documenti costitutivi della Corte internazionale di giustizia (CIG), nonché i precedenti creati dalla sua giurisprudenza,

 visto l'articolo 132, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A. considerando che il Mediterraneo orientale, un'area di importanza strategica per l'UE e una zona essenziale per la pace e la stabilità di tutte le regioni del Mediterraneo e del Medio Oriente, è turbato da una serie di annose e complesse controversie di natura politica, economica e geostrategica; considerando che le crescenti tensioni nel Mediterraneo orientale sono alimentate da azioni unilaterali intraprese dalla Turchia, tra cui l'azione militare, la mancanza di un dialogo diplomatico inclusivo e il deplorevole fallimento degli sforzi di mediazione del conflitto;

B. considerando che, dopo la scoperta di riserve di gas naturale in mare all'inizio degli anni 2000, la Turchia ha sfidato i paesi vicini per quanto riguarda il diritto internazionale e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive (ZEE); che la scoperta di importanti riserve di gas nel Mediterraneo, tra cui quella del giacimento Leviathan nel 2010, seguita, nel 2015 al largo dell'Egitto, da quella del giacimento Zohr, la più grande scoperta di gas naturale mai realizzata nel Mediterraneo, hanno suscitato interesse nella regione e portato a nuove esplorazioni e trivellazioni nel 2018 e nel 2019;

C. considerando che la Turchia non ha firmato l'UNCLOS, di cui la Grecia e Cipro sono parti, a causa della controversia marittima in corso sulla delimitazione di una ZEE; che il diritto del mare, il cui sviluppo è intrinsecamente complesso, è interpretato in maniera diversa da Grecia e Turchia; che le controparti si accusano reciprocamente di interpretare il diritto marittimo in modo contrario al diritto internazionale e di condurre attività illegali; che la summenzionata controversia sulla delimitazione di ZEE e della piattaforma continentale, che vede contrapporsi la Turchia da un lato e la Grecia dall'altro, si protrae senza soluzione dal novembre 1973;

D. considerando che la Turchia è un paese candidato e un partner importante dell'UE e, in qualità di paese candidato, è tenuta a rispettare gli standard di democrazia più elevati nonché il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, che comprende l'osservanza delle convenzioni internazionali; che l'Unione europea è chiara e determinata nel difendere i suoi interessi, dimostrando il suo fermo sostegno e la sua solidarietà nei confronti della Grecia e di Cipro e rispettando il diritto internazionale;

E. considerando che le attività illegali di prospezione e trivellazione condotte dalla Turchia nel Mediterraneo orientale comportano un'intensa e pericolosa militarizzazione del Mediterraneo orientale, rappresentando quindi una grave minaccia per la pace e la sicurezza dell'intera regione; che, per sostenere la Grecia e Cipro, lo scorso 12 agosto la Francia ha inviato nella zona due navi militari e due caccia e il 26 agosto ha partecipato a esercitazioni militari con la Grecia, Cipro e l'Italia;

F. considerando che il 10 giugno una nave militare francese è stata accolta con estrema ostilità da navi da guerra turche quando, nel quadro dell'operazione della NATO "Sea Guardian", ha chiesto di ispezionare una nave turca sospettata di violare l'embargo sugli armamenti imposto dalle Nazioni Unite nei confronti della Libia; che dal gennaio 2020 la Grecia ha registrato oltre 600 violazioni del suo spazio aereo da parte delle forze aeree turche; che tali attività della Turchia sono accompagnate da una retorica sempre più ostile nei confronti sia della Grecia che di Cipro, nonché degli altri Stati membri dell'UE e della stessa Unione europea;

G. considerando che i colloqui esplorativi tra Grecia e Turchia sono in fase di stallo dal marzo 2016; che sia il Primo ministro greco sia il Presidente turco hanno dato un impulso positivo alle relazioni bilaterali dopo il loro incontro avvenuto nel settembre 2019 all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, come pure nell'incontro di dicembre inteso a riprendere il dialogo politico, cui hanno fatto seguito due incontri tra alti funzionari, ad Ankara nel gennaio 2020 e ad Atene nel febbraio 2020, dove si è discusso di misure di rafforzamento della fiducia;

H. considerando che nel gennaio 2019 i governi di Cipro, Egitto, Grecia, Israele, Italia e Giordania e l'Autorità palestinese hanno istituito il Forum sul gas nel Mediterraneo orientale, un organismo plurinazionale incaricato di sviluppare un mercato regionale del gas e un meccanismo per lo sviluppo delle risorse; che ciò ha sollevato le critiche del ministero turco degli Affari esteri, il quale dichiara che tale sviluppo mira a escludere Ankara dalla cooperazione e dal coordinamento regionali del mercato del gas;

I. considerando che nel novembre 2019 la Turchia ha firmato un memorandum d'intesa con il governo di intesa nazionale della Libia, riconosciuto dalle Nazioni Unite, che determina una nuova delimitazione delle giurisdizioni marittime tra i due paesi, sebbene essi non abbiano coste adiacenti o prospicienti; che il memorandum d'intesa Turchia-Libia sulla delimitazione delle giurisdizioni marittime nel Mar Mediterraneo viola i diritti sovrani di paesi terzi, non è conforme al diritto del mare e non può produrre alcun effetto giuridico nei confronti di paesi terzi; che, se applicato, il memorandum traccerebbe di fatto una linea di demarcazione tra la parte orientale e quella occidentale del Mediterraneo, minacciando così la sicurezza marittima;

J. considerando che il 20 aprile 2020 la Turchia ha inviato la nave di perforazione Yavuz, accompagnata da una nave da guerra turca, nella ZEE di Cipro; che il 30 luglio 2020 la Turchia ha inviato la nave di ricerca sismica Barbaros, accompagnata da una nave da guerra e da una seconda nave di appoggio turche, nella ZEE di Cipro; che il 10 agosto 2020 la Turchia ha inviato la nave da ricerca Oruç Reis, accompagnata da 17 altre navi, nelle acque greche per effettuare una mappatura del territorio marittimo in vista di eventuali attività di estrazione di petrolio e gas in un'area di cui anche la Turchia rivendica la giurisdizione; che la Grecia ha risposto inviando le proprie navi da guerra per seguire le navi turche, una delle quali si è scontrata con una nave greca; che il 31 agosto 2020 la Turchia ha nuovamente prorogato le sue esplorazioni nel Mediterraneo orientale attraverso la Oruç Reis fino al 12 settembre 2020; che la segnalazione navale della Turchia (Navtex) riguarda un'area situata all'interno della piattaforma continentale greca; che tali attività della Turchia hanno portato a un significativo deterioramento delle relazioni tra la Grecia e la Turchia;

K. considerando che, dopo la scadenza della Navtex, diramata il 10 agosto 2020 per le acque tra la Turchia, Cipro e Creta, il 13 settembre 2020 la nave turca da ricerca sismica Oruç Reis ha fatto ritorno nelle acque vicino alla provincia meridionale di Antalya a seguito di molteplici sforzi di negoziazione, il che potrebbe contribuire ad attenuare le tensioni tra Ankara e Atene;

L. considerando che nel novembre 2019 è stato istituito un quadro di misure restrittive in risposta alle attività illegali di trivellazione della Turchia nel Mediterraneo orientale, dopo che il Consiglio aveva ripetutamente espresso le proprie preoccupazioni e condannato fermamente le attività di trivellazione in una serie di conclusioni, tra cui le conclusioni del Consiglio europeo del 22 marzo 2018 e del 20 giugno 2019; che il 27 febbraio 2020 il Consiglio ha iscritto due dirigenti della Turkish Petroleum Corporation (TPAO) nell'elenco delle sanzioni dell'UE, imponendo il divieto di viaggio e il congelamento dei beni, a seguito dell'effettuazione da parte della Turchia di attività illegali di trivellazione nel Mediterraneo orientale; che il 28 agosto 2020 la riunione informale del Consiglio (Gymnich) ha chiesto ulteriori sanzioni mirate nei confronti della Turchia qualora non allenti le tensioni nella regione; che tali misure restrittive saranno discusse durante il Consiglio europeo straordinario del 24 e 25 settembre 2020; che il 10 settembre 2020, al vertice Med7 degli Stati del Mediterraneo, i leader nazionali hanno manifestato pieno sostegno e solidarietà alla Grecia ed espresso rammarico per il fatto che la Turchia non abbia risposto ai ripetuti inviti dell'UE a porre fine alle sue azioni unilaterali e illegali nel Mediterraneo orientale e nel Mar Egeo;

M. considerando che il VP/AR Borrell, che ha svolto un'intensa attività nella regione, insieme alla presidenza tedesca del Consiglio dell'Unione europea, ha cercato di trovare una soluzione attraverso il dialogo tra Turchia, Grecia e Cipro; che per permettere al dialogo di avanzare la Turchia deve astenersi dal compiere azioni unilaterali; che i tentativi di mediazione condotti dalla presidenza tedesca del Consiglio a luglio e agosto sono purtroppo falliti; che, mentre erano in corso negoziati, il 6 agosto 2020 l'Egitto e la Grecia hanno concluso un accordo marittimo bilaterale, che delimita una ZEE per i diritti di trivellazione di petrolio e gas, dopo 15 anni di negoziati con la Turchia e Cipro su tale questione;

N. considerando che la NATO ha inoltre proposto varie iniziative di dialogo tra la Grecia e la Turchia e ha mediato i colloqui tra i due paesi; che l'articolo 1 del trattato NATO prevede che le parti si impegnino a comporre con mezzi pacifici qualsiasi controversia internazionale in cui potrebbero essere coinvolte, in modo che la pace e la sicurezza internazionali e la giustizia non vengano messe in pericolo, e ad astenersi nei loro rapporti internazionali dal ricorrere alla minaccia o all'uso della forza in modo incompatibile con le finalità delle Nazioni Unite;

O. considerando che la Carta delle Nazioni Unite prevede che gli Stati si impegnino a comporre con mezzi pacifici qualsiasi controversia internazionale in cui potrebbero essere coinvolti, in modo che la pace e la sicurezza internazionali e la giustizia non vengano messe in pericolo, e ad astenersi nei loro rapporti internazionali dal ricorrere alla minaccia o all'uso della forza in modo incompatibile con le finalità delle Nazioni Unite;

1. manifesta profonda preoccupazione per la controversia in corso e il conseguente rischio di un'ulteriore escalation militare nel Mediterraneo orientale tra gli Stati membri dell'UE e un paese candidato all'adesione all'UE; è fermamente convinto che sia possibile pervenire a una soluzione sostenibile dei conflitti solo attraverso il dialogo, la diplomazia e i negoziati in uno spirito di buona volontà e in linea con il diritto internazionale;

2. condanna le attività illegali della Turchia nella piattaforma continentale/ZEE di Grecia e Cipro che violano i diritti sovrani degli Stati membri dell'UE e manifesta la sua piena solidarietà a Grecia e Cipro; sollecita la Turchia a impegnarsi nella risoluzione pacifica delle controversie e ad astenersi da qualsiasi azione o minaccia unilaterale e illegale che potrebbe avere un impatto negativo sulle relazioni di buon vicinato;

3. accoglie con favore la decisione della Turchia del 12 settembre 2020 di ritirare la sua nave di ricerca sismica Oruç Reis, compiendo così un primo passo verso l'allentamento delle tensioni nel Mediterraneo orientale; esorta la Turchia a dare prova di moderazione e a contribuire attivamente all'allentamento delle tensioni, anche rispettando l'integrità territoriale e la sovranità di tutti i suoi vicini, ponendo immediatamente fine a qualsiasi nuova attività illegale di esplorazione e trivellazione nel Mediterraneo orientale, astenendosi dal violare lo spazio aereo greco e le acque territoriali greche e cipriote e distanziandosi dalla retorica nazionalista guerrafondaia; respinge l'uso di minacce e di un linguaggio offensivo nei confronti degli Stati membri e dell'UE in quanto inaccettabile e inopportuno per un paese candidato all'adesione all'UE;

4. afferma che è necessario pervenire a una soluzione attraverso i mezzi diplomatici, la mediazione e il diritto internazionale e sostiene fermamente il ritorno al dialogo tra le parti; invita tutti gli attori interessati, in particolare la Turchia, a impegnarsi a favore di un urgente allentamento delle tensioni, ritirando la loro presenza militare nella regione per consentire il dialogo e una cooperazione efficace;

5. invita la Turchia, quale paese candidato all'adesione all'UE, a rispettare pienamente il diritto del mare e la sovranità della Grecia e di Cipro, Stati membri dell'UE, in relazione alle loro acque territoriali, come pure i loro diritti sovrani nelle rispettive zone marittime ribadisce l'invito rivolto al governo turco a firmare e ratificare l'UNCLOS e ricorda che, sebbene la Turchia non sia firmataria, il diritto consuetudinario prevede ZEE anche per le isole disabitate;

6. deplora il fatto che la crescente escalation delle tensioni comprometta le prospettive di ripresa dei colloqui diretti sulla risoluzione globale della questione cipriota, sebbene questa rimanga la via più efficace per quanto riguarda le prospettive di delimitazione delle ZEE tra Cipro e la Turchia; esorta tutte le parti interessate a sostenere attivamente i negoziati per una soluzione equa, completa e praticabile della questione di Cipro nel quadro delle Nazioni Unite, come definito dalle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, conformemente al diritto internazionale, all'acquis dell'UE e sulla base del rispetto dei principi su cui si fonda l'Unione;

7. si compiace dell'invito rivolto dai governi di Cipro e della Grecia alla Turchia a negoziare in buona fede la delimitazione marittima tra le rispettive coste; esorta le parti a deferire le controversie pertinenti alla Corte internazionale di giustizia (CIG) dell'Aia o a ricorrere all'arbitrato internazionale qualora non sia possibile pervenire a una soluzione attraverso la mediazione;

8. plaude agli sforzi compiuti dall'UE, in particolare dal VP/AR Borrell e dalla presidenza tedesca del Consiglio dell'Unione europea, e da altre istituzioni internazionali come la NATO, per contribuire al raggiungimento di una soluzione attraverso il dialogo e la diplomazia; invita tutte le parti ad assumersi collettivamente un vero impegno a negoziare in buona fede la delimitazione delle ZEE e della piattaforma continentale, nel pieno rispetto del diritto internazionale e del principio delle relazioni di buon vicinato; sostiene la proposta di una conferenza multilaterale sul Mediterraneo orientale con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, al fine di fornire una piattaforma per la risoluzione delle controversie attraverso il dialogo;

9. invita la Commissione e tutti gli Stati membri a perseguire un dialogo più ampio e inclusivo con la Turchia, come pure la creazione di un'architettura di sicurezza globale e strategica e di una cooperazione in ambito energetico per il Mediterraneo; invita la Commissione e gli Stati membri, nel quadro di tale dialogo, a mantenere saldo l'impegno a favore dei valori e dei principi fondamentali dell'Unione, compreso il rispetto dei diritti umani, della democrazia, dello Stato di diritto e del principio della solidarietà;

10. chiede con urgenza una valutazione globale del rischio ambientale di qualsiasi attività di trivellazione, considerati i molteplici rischi associati all'esplorazione del gas offshore per l'ambiente, i lavoratori e le popolazioni locali; invita tutte le parti coinvolte a investire nelle energie rinnovabili e in un futuro sostenibile e rispettoso del clima e invita l'UE a sostenere lo sviluppo di un Green Deal per il Mediterraneo, che includerebbe investimenti nelle energie rinnovabili nell'intera regione al fine di evitare controversie sulle limitate risorse fossili, che sono dannose per il clima e per l'ambiente;

11. esprime profonda preoccupazione per l'attuale stato delle relazioni tra l'UE e la Turchia, in relazione principalmente alla gravissima situazione dei diritti umani in Turchia e all'erosione della democrazia e dello Stato di diritto; sottolinea gli effetti negativi passati e presenti delle iniziative unilaterali di politica estera della Turchia nell'intera regione e mette in evidenza che le attività illegali di esplorazione e trivellazione della Turchia nel Mediterraneo orientale contribuiscono ulteriormente al deterioramento delle relazioni tra l'UE e la Turchia in generale; invita la Turchia e gli Stati membri dell'UE a sostenere congiuntamente la risoluzione pacifica del conflitto e il dialogo politico in Libia e ad aderire all'embargo sulle armi imposto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; deplora l'impatto negativo che l'attuale politica estera turca e altre azioni nel Mediterraneo stanno avendo sulla stabilità della regione; ricorda la sua posizione espressa nella risoluzione del 24 ottobre 2019 sull'operazione militare turca nel nord-est della Siria e le sue conseguenze[7];

12. invita le sedi appropriate in seno alla NATO, e in particolare la Task Force ad alto livello sul controllo degli armamenti convenzionali, a discutere con urgenza il controllo degli armamenti nel Mediterraneo orientale;

13. ribadisce che il dialogo parlamentare tra l'UE e la Turchia è un elemento importante del dialogo e degli sforzi volti all'allentamento delle tensioni; deplora profondamente il continuo rifiuto della Grande assemblea turca di ripristinare le riunioni bilaterali della commissione parlamentare mista (CPM) UE-Turchia; chiede l'immediata ripresa di tali sessioni;

14. insiste sul fatto che ulteriori sanzioni possono essere evitate solo attraverso il dialogo, una cooperazione leale e progressi concreti sul campo; invita il Consiglio a prepararsi all'elaborazione di un elenco di ulteriori misure restrittive, in assenza di progressi significativi nel dialogo con la Turchia; propone che tali misure siano settoriali e mirate; è fermamente convinto che tali sanzioni non dovrebbero avere effetti negativi sulla popolazione turca, sul nostro sostegno alla società civile indipendente della Turchia o sui rifugiati residenti in Turchia;

15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'Assemblea parlamentare e al Segretario generale della NATO, al presidente, al governo e al parlamento della Repubblica di Turchia e agli Stati membri dell'UE.

 

 

[1] OJ C 224 del 27.6.2018, pag. 93.

[2] OJ C 215 del 19.6.2018, pag. 199.

[3] OJ C 463 del 21.12.2018, pag. 56.

[4] Testi approvati, P8_TA(2019)0200.

[5] Testi approvati, P9_TA(2019)0017.

[6] GU C 285 del 5.8.2016, pag. 11.

[7] Testi approvati, P9_TA(2019)0049.

Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2020Note legali - Informativa sulla privacy