Procedura : 2020/2814(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : RC-B9-0317/2020

Testi presentati :

RC-B9-0317/2020

Discussioni :

PV 08/10/2020 - 8.2
CRE 08/10/2020 - 8.2

Votazioni :

Testi approvati :

P9_TA(2020)0259

<Date>{07/10/2020}7.10.2020</Date>
<RepeatBlock-NoDocSe> <NoDocSe>B9-0317/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0318/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0319/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0320/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0321/2020</NoDocSe></RepeatBlock-NoDocSe> } RC1
PDF 157kWORD 49k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE</TitreType>

<TitreRecueil>presentata a norma dell'articolo 144, paragrafo 5, e dell'articolo 132, paragrafo 4, del regolamento</TitreRecueil>


<Replacing>in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:</Replacing>

<TablingGroups>B9-0317/2020 (Verts/ALE)

B9-0318/2020 (S&D)

B9-0319/2020 (Renew)

B9-0320/2020 (PPE)

B9-0321/2020 (ECR)</TablingGroups>


<Titre>sulla legge sugli "agenti stranieri" in Nicaragua</Titre>

<DocRef>(2020/2814(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Michael Gahler, Leopoldo López Gil, Isabel Wiseler-Lima, Željana Zovko, Lefteris Christoforou, Loucas Fourlas, Loránt Vincze, Tomáš Zdechovský, David McAllister, David Lega, Inese Vaidere, Vangelis Meimarakis, Krzysztof Hetman, Romana Tomc, Magdalena Adamowicz, Ivan Štefanec, Peter Pollák, Maria Walsh, Vladimír Bilčík, Isabel Benjumea Benjumea, Sandra Kalniete, Gabriel Mato, Eva Maydell, Janina Ochojska, Jens Gieseke, Luděk Niedermayer, Jiří Pospíšil, Stanislav Polčák, Stelios Kympouropoulos</Depute>

<Commission>{PPE}a nome del gruppo PPE</Commission>

<Depute>Kati Piri, Alicia Homs Ginel</Depute>

<Commission>{S&D}a nome del gruppo S&D</Commission>

<Depute>José Ramón Bauzá Díaz, Petras Auštrevičius, Malik Azmani, Izaskun Bilbao Barandica, Dita Charanzová, Olivier Chastel, Katalin Cseh, Klemen Grošelj, Karin Karlsbro, Moritz Körner, Ilhan Kyuchyuk, Urmas Paet, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Nicolae Ştefănuță, Ramona Strugariu, Hilde Vautmans</Depute>

<Commission>{Renew}a nome del gruppo Renew</Commission>

<Depute>Tilly Metz</Depute>

<Commission>{Verts/ALE}a nome del gruppo Verts/ALE</Commission>

<Depute>Anna Fotyga, Karol Karski, Assita Kanko, Raffaele Fitto, Ryszard Czarnecki, Elżbieta Rafalska, Adam Bielan, Jadwiga Wiśniewska, Hermann Tertsch</Depute>

<Commission>{ECR}a nome del gruppo ECR</Commission>

<Depute>Fabio Massimo Castaldo</Depute>

</RepeatBlock-By>

EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sulla legge sugli "agenti stranieri" in Nicaragua

(2020/2814(RSP))

Il Parlamento europeo,

 viste le sue precedenti risoluzioni sul Nicaragua, in particolare quelle del 31 maggio 2018[1], del 14 marzo 2019[2] e del 19 dicembre 2019[3],

 visto l'accordo del 29 giugno 2012 che istituisce un'associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra[4],

 visti il documento di strategia nazionale dell'UE e il programma indicativo pluriennale 2014-2020 sul Nicaragua,

 viste le conclusioni del Consiglio sul Nicaragua,

 visti il regolamento (UE) 2019/1716 del Consiglio, del 14 ottobre 2019, che istituisce un quadro per sanzioni mirate in Nicaragua[5], e il regolamento di esecuzione (UE) 2020/606 del Consiglio, del 4 maggio 2020, che aggiunge sei funzionari nicaraguensi all'elenco di sanzioni mirate, che includono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio[6],

 viste le dichiarazioni del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), a nome dell'Unione europea, sul Nicaragua, in particolare quelle rilasciate il 20 novembre 2019 e il 4 maggio 2020,

 viste la dichiarazione dell'Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet, rilasciata il 14 settembre 2020 in occasione della 45a sessione del Consiglio dei diritti umani, e la relazione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite sul Nicaragua, del 19 giugno 2020,

 visti i bollettini informativi pubblicati dal meccanismo speciale di monitoraggio per il Nicaragua (MESENI) istituito dalla Commissione interamericana dei diritti dell'uomo,

 visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR) del 1966,

 vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

 visti gli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani e quelli sulla libertà di espressione online e offline,

 vista la Costituzione del Nicaragua,

 visti l'articolo 144, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che il 22 settembre 2020 i membri dell'Assemblea nazionale del Nicaragua appartenenti all'Alianza Frente Sandinista de Liberación Nacional (Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale), il partito al potere, hanno presentato una proposta di legge sulla regolamentazione degli agenti stranieri, ispirata alla legge sugli agenti stranieri adottata dalla Russia nel 2012; che, qualora tale legge venga adottata, ogni persona, organizzazione o istituzione, compresi i mezzi di comunicazione e le organizzazioni internazionali, che riceve fondi dall'estero sarà obbligata a registrarsi presso il ministero degli Interni e a sottoporsi al monitoraggio finanziario dell'Unità di analisi finanziaria;

B. considerando che qualsiasi persona o entità registrata presso il ministero degli Interni in quanto "agente straniero" sarebbe sottoposta a stretta sorveglianza e dovrebbe "astenersi dall'intervenire in affari o questioni di politica interna", come stabilito all'articolo 12, vedendo così limitati i propri e diritti civili e politici e trovandosi esposta a persecuzioni, vessazioni e azioni penali; che tale legge, se adottata, inciderebbe negativamente sul diritto a una partecipazione politica e pubblica paritaria, anche da parte dell'opposizione, provocando così un'ulteriore distorsione del sistema politico in Nicaragua; che ciò può dar luogo a gravi situazioni di criminalizzazione illegale delle organizzazioni della società civile, degli attivisti e dei difensori dei diritti umani;

C. considerando che la legge sulla regolamentazione degli agenti stranieri, se approvata, sarebbe utilizzata come strumento di repressione contro le persone e le organizzazioni per i diritti umani che ricevono risorse dalla cooperazione internazionale in Nicaragua; che l'adozione di tale legge potrebbe ripercuotersi direttamente sulla cooperazione dell'UE nel paese e sulle persone connesse agli interessi europei;

D. considerando che diversi membri del partito al potere in seno all'Assemblea nazionale hanno altresì proposto una legge speciale sulla criminalità informatica, volta a censurare i media digitali, come pure una nuova legge sui reati generati dall'odio che riformerebbe il codice penale al fine di consentire l'imposizione dell'ergastolo per dissenso politico, senza definire con chiarezza quali comportamenti darebbero luogo a pene così severe, e che potrebbe essere utilizzata per punire coloro che si esprimono contro le politiche repressive del governo;

E. considerando che tali proposte di legge intendono chiaramente limitare le libertà fondamentali quali la libertà di espressione (sia online che offline), la libertà di associazione e la libertà religiosa, nonché ridurre ulteriormente lo spazio civile a disposizione dei cittadini nicaraguensi ed esercitare un controllo totalitario sui cittadini, i media, la società civile e le organizzazioni per i diritti umani del Nicaragua, senza alcun bilanciamento dei poteri e con ampi margini di discrezionalità nell'attuazione, mediante il monitoraggio di tutte le loro attività, con particolare riguardo alle sfere politica, lavorativa ed economica; che tali leggi, se adottate, violerebbero una serie di diritti e libertà fondamentali che sono sanciti dalla Costituzione del Nicaragua e riconosciuti negli accordi, nei patti e nei trattati internazionali di cui il Nicaragua è parte;

F. considerando che tali iniziative sono gli esempi più recenti di tali violazioni e confermano una tendenza più ampia caratterizzata da repressioni e violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali; che gli esponenti della società civile, gli attivisti ambientali, i giornalisti, l'opposizione politica, i membri delle comunità religiose, in particolare la Chiesa cattolica, gli studenti, gli ex prigionieri politici e le loro famiglie continuano ad essere presi di mira dalle forze di sicurezza e da gruppi armati filogovernativi mediante arresti, criminalizzazioni, usi eccessivi della forza, incursioni nelle case, vessazioni da parte della polizia, aggressioni sessuali e crescenti violenze e intimidazioni subite dalle attiviste, minacce di morte, atti vandalici, diffamazioni pubbliche e campagne denigratorie online;

G. considerando che, come affermato dall'Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet, non si è registrato alcun progresso nella situazione dei diritti umani né alcun segnale che indichi che il governo stia affrontando in modo costruttivo le tensioni e i problemi strutturali che hanno provocato la crisi sociopolitica nell'aprile 2018; che le organizzazioni della società civile riferiscono che 94 persone considerate oppositori del governo sono tuttora detenute arbitrariamente, nella maggioranza dei casi sulla base di accuse infondate di reati non correlati;

1. condanna i tentativi di adottare la legge incostituzionale sulla regolamentazione degli agenti stranieri, la legge speciale sulla criminalità informatica e la legge sui crimini generati dall'odio, e chiede all'Assemblea nazionale di respingere tali leggi nonché qualsiasi altra legge che limiti le libertà fondamentali del popolo nicaraguense; sottolinea che, se approvate, tali leggi forniranno al governo di Daniel Ortega un nuovo strumento repressivo per mettere a tacere non solo i suoi oppositori, ma qualsiasi persona o organizzazione che riceva finanziamenti esteri, il che aumenterà il numero di vittime di tale campagna di repressione e aggraverà ulteriormente il clima generale di intimidazione e minaccia, dando luogo a inaccettabili violazioni dei diritti umani in Nicaragua;

2. esprime la propria solidarietà nei confronti della popolazione del Nicaragua e condanna tutte le misure repressive attuate dal governo del paese, in particolare il fatto che tali misure abbiano provocato decessi; condanna la repressione degli attivisti della società civile, degli esponenti politici dell'opposizione, degli studenti, dei giornalisti, dei gruppi indigeni, dei membri delle comunità religiose, in particolare della Chiesa cattolica, e dei difensori dei diritti umani; chiede che tutti prigionieri politici che sono detenuti in modo arbitrario siano immediatamente rilasciati, che siano ritirate tutte le accuse a loro carico e che siano rispettate le garanzie giuridiche fondamentali;

3. esorta il governo del Nicaragua a porre fine alla criminalizzazione delle voci indipendenti e ad abbandonare qualsiasi progetto di controllo e restrizione del lavoro delle organizzazioni dei diritti umani e della società civile, degli esponenti politici dell'opposizione, degli organi di informazione e dei giornalisti; esorta il governo del Nicaragua a restituire le proprietà confiscate agli organi di stampa e a ripristinare le loro licenze di esercizio, come pure la personalità giuridica delle ONG; chiede la piena cooperazione con le organizzazioni internazionali, tra cui la Commissione interamericana dei diritti dell'uomo, l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani, il meccanismo speciale di monitoraggio per il Nicaragua (MESENI) e il gruppo internazionale di esperti indipendenti dell'Organizzazione degli Stati americani (OAS), e il loro rientro nel paese; accoglie con favore la risoluzione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite del giugno 2020 che incarica l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani di eseguire un monitoraggio rafforzato sulla situazione in Nicaragua, come pure il sostegno dell'UE alla sua adozione;

4. sottolinea che qualsiasi limitazione all'esercizio del diritto alla libertà di opinione e di espressione, sia online che offline, del diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà d'associazione e del diritto di difendere i diritti umani è incompatibile con la costituzione del Nicaragua e con i suoi obblighi internazionali nel quadro degli accordi sui diritti umani;

5. respinge l'uso improprio delle istituzioni e delle leggi da parte del governo autoritario nicaraguense con l'intenzione di perseguire penalmente le organizzazioni della società civile e gli oppositori politici per finalità politiche e non giuridiche; invita, a tal proposito, il governo del Nicaragua a rispettare nella loro integralità gli impegni assunti negli accordi del marzo 2019 con i gruppi di opposizione e l'Alleanza civica, attualmente inclusi nella coalizione nazionale, al fine di pervenire a una soluzione democratica pacifica e negoziata alla crisi politica in Nicaragua;

6. ricorda al governo nicaraguense che potranno tenersi elezioni libere, credibili, inclusive e trasparenti soltanto in assenza di repressione e se si procederà a ripristinare lo Stato di diritto e a rispettare i diritti costituzionali di tutti i cittadini nicaraguensi, compreso il diritto alla libertà di espressione, di riunione, di credo e di protesta pacifica; invita il governo del Nicaragua a raggiungere un accordo, attraverso mezzi democratici pacifici e negoziati con i gruppi di opposizione, compresa la coalizione nazionale, sulle riforme elettorali e istituzionali necessarie per garantire elezioni credibili, inclusive e trasparenti, attualmente previste per novembre 2021, nel rispetto delle norme internazionali, attuando anche le raccomandazioni della missione di osservazione elettorale dell'UE del 2011 e dell'OAS; ritiene, a tal fine, che le elezioni debbano essere monitorate da osservatori nazionali e internazionali debitamente accreditati;

7. esprime profonda preoccupazione per le recenti segnalazioni di organizzazioni nicaraguensi, le quali affermano che le autorità hanno ordinato alla polizia nazionale di commettere violazioni dei diritti umani e che sono assistite in tale repressione da gruppi civili filogovernativi e dalle organizzazioni territoriali del partito al governo, alcune delle quali sono armate e organizzate come gruppi paramilitari; chiede che il governo provveda al disarmo di tali gruppi paramilitari e chiede che i responsabili delle violazioni dei diritti umani e degli attacchi alla democrazia e allo Stato di diritto siano chiamati a risponderne; chiede, inoltre, il riesame della controversa legge sull'amnistia che potrebbe precludere l'azione penale nei confronti dei responsabili di gravi violazioni dei diritti umani;

8. in considerazione dei continui gravi abusi e delle violazioni dei diritti umani, se verranno adottate le proposte relative alla "legge sulla regolamentazione degli agenti stranieri", la "legge speciale sulla cibercriminalità" e la "legge sui reati generati dall'odio", se il governo del Nicaragua continuerà a mostrare una mancanza di disponibilità ad avviare un dialogo nazionale su una riforma elettorale adeguata e se perdurerà la repressione della società civile e dell'opposizione democratica nel paese, chiede che il Consiglio aggiunga celermente all'elenco delle sanzioni talune persone ed entità, tra cui il presidente e il vicepresidente, facendo il possibile per evitare qualsiasi conseguenza negativa per la popolazione nicaraguense; ribadisce la sua richiesta urgente di un meccanismo globale dell'UE per i diritti umani; invita il Consiglio ad adottare tale meccanismo mediante una decisione relativa agli interessi e agli obiettivi strategici dell'Unione a norma dell'articolo 22, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea;

9. chiede che sia inviata quanto prima in Nicaragua una delegazione del Parlamento al fine di riprendere le attività di monitoraggio della situazione nel paese ed esorta le autorità del Nicaragua a consentire alla delegazione di entrare senza impedimenti nel paese e di avere accesso a tutti gli interlocutori e a tutte le strutture;

10. chiede che il servizio europeo per l'azione esterna, congiuntamente al rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani, prosegua e rafforzi il suo sostegno materiale e tecnico a favore dei difensori dei diritti umani e degli organi di informazione indipendenti in Nicaragua; invita la delegazione dell'Unione europea in Nicaragua e gli Stati membri con missioni diplomatiche in loco ad attuare pienamente gli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani;

11. rammenta che, alla luce dell'accordo di associazione tra l'UE e l'America centrale, il Nicaragua deve rispettare e consolidare i principi dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti umani e ribadisce, stanti le circostanze attuali, la sua richiesta di attivazione della clausola democratica dell'accordo di associazione;

12. sottolinea che l'assistenza dell'UE alle organizzazioni della società civile dovrebbe essere mantenuta e rafforzata al fine di alleviare gli effetti della COVID-19;

13. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale dell'Organizzazione degli Stati americani, all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana, al Parlamento centroamericano, al gruppo di Lima nonché al governo e al parlamento della Repubblica di Nicaragua.

[1] GU C 76 del 9.3.2020, pag. 164.

[2] Testi approvati, P8_TA(2019)0219.

[3] Testi approvati, P9_TA(2019)0111.

[4] GU L 346 del 15.12.2012, pag. 3.

[5]GU L 139I del 4.5.2020, pag. 1.

[6]GU L 139I del 4.5.2020, pag. 1.

Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2020Note legali - Informativa sulla privacy