Procedura : 2020/2880(RSP)
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Ciclo del documento : RC-B9-0375/2020

Testi presentati :

RC-B9-0375/2020

Discussioni :

PV 26/11/2020 - 8.1
CRE 26/11/2020 - 8.1

Votazioni :

PV 26/11/2020 - 16

Testi approvati :

P9_TA(2020)0329

<Date>{25/11/2020}25.11.2020</Date>
<RepeatBlock-NoDocSe> <NoDocSe>B9-0375/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0377/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0378/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0379/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0380/2020</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0381/2020</NoDocSe></RepeatBlock-NoDocSe> } RC1
PDF 169kWORD 55k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE</TitreType>

<TitreRecueil>presentata a norma dell'articolo 144, paragrafo 5, e dell'articolo 132, paragrafo 4, del regolamento</TitreRecueil>


<Replacing>in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:</Replacing>

<TablingGroups>B9-0375/2020 (GUE/NGL)

B9-0377/2020 (Verts/ALE)

B9-0378/2020 (S&D)

B9-0379/2020 (ECR)

B9-0380/2020 (Renew)

B9-0381/2020 (PPE)</TablingGroups>


<Titre>sul deterioramento della situazione dei diritti umani in Algeria, in particolare il caso del giornalista Khaled Drareni</Titre>

<DocRef>(2020/2880(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Michael Gahler, Isabel Wiseler-Lima, Željana Zovko, Sandra Kalniete, Miriam Lexmann, Loránt Vincze, Tomáš Zdechovský, Peter van Dalen, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Inese Vaidere, Vangelis Meimarakis, Krzysztof Hetman, Romana Tomc, Magdalena Adamowicz, Ivan Štefanec, Maria Walsh, Adam Jarubas, Benoît Lutgen, Eva Maydell, Jiří Pospíšil, Stanislav Polčák, Stelios Kympouropoulos, Michaela Šojdrová, Paulo Rangel, Vladimír Bilčík, Ioan-Rareş Bogdan</Depute>

<Commission>{PPE}a nome del gruppo PPE</Commission>

<Depute>Kati Piri, Nacho Sánchez Amor</Depute>

<Commission>{S&D}a nome del gruppo S&D</Commission>

<Depute>Karin Karlsbro, Andrus Ansip, Petras Auštrevičius, Izaskun Bilbao Barandica, Katalin Cseh, Bernard Guetta, Svenja Hahn, Moritz Körner, María Soraya Rodríguez Ramos, Nicolae Ştefănuță, Hilde Vautmans</Depute>

<Commission>{Renew}a nome del gruppo Renew</Commission>

<Depute>Salima Yenbou, Hannah Neumann</Depute>

<Commission>{Verts/ALE}a nome del gruppo Verts/ALE</Commission>

<Depute>Anna Fotyga, Karol Karski, Raffaele Fitto, Angel Dzhambazki, Charlie Weimers, Assita Kanko, Adam Bielan, Elżbieta Kruk, Alexandr Vondra, Veronika Vrecionová, Emmanouil Fragkos, Ruža Tomašić, Jan Zahradil, Eugen Jurzyca, Joanna Kopcińska, Witold Jan Waszczykowski, Jadwiga Wiśniewska</Depute>

<Commission>{ECR}a nome del gruppo ECR</Commission>

<Depute>Marisa Matias</Depute>

<Commission>{GUE/NGL}a nome del gruppo GUE/NGL</Commission>

<Depute>Fabio Massimo Castaldo</Depute>

</RepeatBlock-By>


Risoluzione del Parlamento europeo sul deterioramento della situazione dei diritti umani in Algeria, in particolare il caso del giornalista Khaled Drareni

(2020/2880(RSP))

Il Parlamento europeo,

 viste le sue precedenti risoluzioni sull'Algeria, in particolare quelle del 28 novembre 2019 sulla situazione delle libertà in Algeria[1] e del 30 aprile 2015 sull'arresto di attivisti impegnati a favore dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori in Algeria[2],

 vista la relazione annuale 2019 dell'UE sui diritti umani e la democrazia nel mondo del 15 giugno 2020,

 visto il documento di riflessione della Commissione internazionale dei giuristi dal titolo "Flawed and inadequate: Algeria Constitutional Amendment Process" (Lacune e inadeguatezze: il processo di modifica costituzionale dell'Algeria), pubblicato nell'ottobre 2020,

 vista la lettera congiunta del 29 settembre 2020 firmata da 31 organizzazioni locali, regionali e internazionali della società civile che denuncia la repressione nei confronti della società civile algerina,

 viste le quattro comunicazioni inviate al governo algerino tra il 30 marzo e il 16 settembre 2020 nell'ambito delle procedure speciali del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite sugli arresti arbitrari e violenti, i processi ingiusti e le rappresaglie contro i difensori dei diritti umani e gli attivisti pacifici,

 visto l'Accordo di associazione UE-Algeria, e segnatamente l'articolo 2, il quale stabilisce che il rispetto dei principi democratici e dei diritti umani fondamentali deve costituire un elemento essenziale dell'accordo e ispirare le politiche interne e internazionali delle parti,

 visto l'11° Consiglio di associazione UE-Algeria,

 viste le priorità comuni del partenariato adottate nel quadro della politica europea di vicinato riveduta dall'Algeria e dall'Unione europea il 13 marzo 2017,

 viste le conclusioni del Consiglio del 19 novembre 2020 sul piano d'azione dell'UE sui diritti umani e la democrazia 2020-2024 e, in particolare, il meccanismo dell'UE di protezione dei difensori dei diritti umani istituito per proteggere e sostenere i giornalisti e gli operatori dei media,

 visto il codice penale algerino, in particolare gli articoli 75, 79, 95 bis, 98, 100, 144, 144 bis, 144 bis, 144 bis 2, 146 e 196 bis,

 visti gli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani, sulla pena di morte, sulla tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, e sulla libertà di espressione online e offline, nonché il quadro strategico e piano di azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia,

 visti il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR), il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali (ICESCR), la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti (UNCAT) e la Convenzione sui diritti del fanciullo, tutti e quattro ratificati dagli Stati membri dell'UE e dall'Algeria,

 visto il parere 7/2020 sulla detenzione di Fadel Breika adottato dal gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria (WGAD),

 visto il terzo esame periodico universale (UPR) sull'Algeria, adottato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nella sua 36ª sessione tenutasi il 21 e 22 settembre 2017,

 vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

 vista la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli,

 visto l'indice mondiale della libertà di stampa del 2020 di Reporter senza frontiere,

 vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 e la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le forme d'intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione o il credo,

 visti l'articolo 144, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che a partire dal febbraio 2019 l'Algeria ha assistito a un movimento di protesta senza precedenti (Hirak) in risposta alla prospettiva di un quinto mandato relativo all'allora presidente Abdelaziz Bouteflika; che manifestazioni pacifiche contro la corruzione del governo e a favore della richiesta di uno Stato civico, di una magistratura indipendente, di una riforma democratica, della trasparenza e di un quadro inclusivo per preparare le elezioni libere si sono svolte periodicamente in tutto il paese nei giorni di venerdì e martedì e sono proseguite per un intero anno, anche durante il processo elettorale; che queste significative manifestazioni settimanali sono state volontariamente interrotte nel marzo 2020 a causa della pandemia di COVID-19, sebbene il movimento di protesta sia proseguito sui social media;

B. considerando che, in seguito alle dimissioni del presidente Bouteflika il 2 aprile 2019 in risposta al movimento Hirak e a due successivi rinvii elettorali durante i quali la dirigenza militare ha svolto un ruolo di primo piano, il 12 dicembre 2019 si sono svolte in Algeria le elezioni presidenziali con cui l'ex primo ministro Abdelmadjid Tebboune è diventato presidente; che il movimento Hirak ha denunciato l'elenco dei candidati per i loro legami con la precedente amministrazione e ha boicottato le elezioni, le quali hanno registrato un tasso ufficiale di affluenza alle urne inferiore al 40 %;

C. considerando che gli arresti politici e la detenzione arbitraria di attivisti pacifici del movimento Hirak e dei sindacati, nonché di giornalisti, sono aumentati dall'estate del 2019, in violazione dei diritti fondamentali a un processo equo e a un giusto procedimento; che nonostante la fine ufficiale del governo Bouteflika continuano a peggiorare la censura, i processi e le severe punizioni nei confronti dei media indipendenti, spesso accusati di cospirare con potenze straniere contro la sicurezza nazionale; che le restrizioni di sicurezza introdotte per combattere la pandemia di COVID-19 hanno contribuito a rafforzare i controlli e sono utilizzate dalle autorità per limitare ulteriormente lo spazio civico, limitare il dissenso pacifico e ostacolare la libertà di parola e di espressione;

D. considerando che in questo contesto di repressione attualmente in atto in Algeria, vi sono sempre più denunce di torture praticate nelle stazioni di polizia e presso la direzione generale della sicurezza interna (DGSI) ad Algeri, come nel caso del detenuto Walid Nekkiche;

E. considerando che tra il 30 marzo e il 16 aprile 2020 sono state inviate tre comunicazioni al governo algerino nell'ambito delle procedure speciali delle Nazioni Unite in relazione agli arresti arbitrari e violenti, ai processi ingiusti e alle rappresaglie contro i difensori dei diritti umani e gli attivisti pacifici, nonché una quarta comunicazione il 27 agosto 2020 riguardante Mohamed Khaled Drareni;

F. considerando che Mohamed Khaled Drareni, un corrispondente di TV5 Monde, rappresentante di Reporter senza frontiere (RSF) e direttore del sito web di notizie Casbah Tribune, è stato condannato nell'agosto 2020 a tre anni di carcere e a una multa di 50 000 dinari algerini per aver filmato la polizia che attaccava i manifestanti ad Algeri; che è stato formalmente accusato di "istigare una riunione disarmata" e "mettere in pericolo l'integrità del territorio nazionale"; che il 15 settembre 2020 la sua condanna è stata ridotta a due anni in appello; che il 16 settembre 2020 i relatori speciali e il gruppo di lavoro nell'ambito delle procedure speciali delle Nazioni Unite hanno condannato con la massima fermezza la sua pena detentiva, hanno invitato le autorità algerine a garantirne il rilascio immediato e hanno descritto la sua condanna come una chiara violazione della libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione;

G. considerando che Mohamed Khaled Drareni ha seguito le manifestazioni bisettimanali del movimento Hirak sin dal loro inizio nel febbraio 2019; che i suoi resoconti relativi alla dura repressione del governo algerino nei confronti della riunione pacifica e della libertà di espressione lo hanno portato a essere sottoposto a detenzione, interrogatori e intimidazioni per aver seguito le manifestazioni del movimento Hirak tre volte prima della sua condanna, in particolare il 14 maggio 2019, il 9 agosto 2019 e il 9 gennaio 2020, nonché a subire tentativi di corruzione da parte di funzionari governativi in due occasioni; che gli è stato riferito che la sua ultima detenzione è stata un ultimo avvertimento prima del suo deferimento al sistema giudiziario; che il 7 marzo 2020 Mohamed Khaled Drareni è stato arrestato durante una manifestazione del movimento Hirak; che Drareni è stato rilasciato il 10 marzo ma è stato nuovamente arrestato il 27 marzo;

H. considerando che, nel giorno del suo primo arresto, più di 20 altri manifestanti sono stati trattenuti in stato di fermo; che due di essi sono stati arrestati per aver sventolato la bandiera amazigh; che l'utilizzo della bandiera amazigh è ampiamente diffuso nelle manifestazioni del movimento Hirak; che il generale Ahmed Gaid Salah ha proibito l'uso di suddetta bandiera nel giugno 2019; che, negli ultimi mesi, i funzionari dell'ex regime hanno intrapreso una campagna diffamatoria contro la popolazione della regione della Cabilia, a maggioranza amazigh, che potrebbe provocare divisioni etniche all'interno del movimento Hirak; che gli attivisti amazigh e Hirak, tra cui Yacine Mebarki, continuano a subire arresti arbitrari perché esprimono opinioni politiche e religiose dissenzienti;

I. considerando che le proteste del movimento Hirak rivendicano lo spazio pubblico per i cittadini; che, in particolare dopo che il movimento Hirak si è trasferito online per prevenire la diffusione della COVID-19, le restrizioni alla libertà di espressione e le limitazioni imposte ai giornalisti sono state inasprite, segnatamente attraverso il blocco di siti Internet nonché la censura dei programmi televisivi; che si sono verificati episodi di detenzione e molestie nei confronti di giornalisti, dirigenti di media e manifestanti che hanno espresso i loro punti di vista sui social media e, tra aprile e maggio 2020, almeno sei siti web di notizie sono stati oscurati sulle reti algerine;

J. considerando che i gruppi locali per la difesa dei diritti stimano che tra marzo e giugno 2020 almeno 200 persone siano state arrestate arbitrariamente per aver espresso le loro opinioni o per aver presumibilmente sostenuto il movimento Hirak; che, secondo quanto riferisce il comitato nazionale per la liberazione dei detenuti, al 17 novembre erano almeno 91 i prigionieri politici detenuti, rispetto ai 44 registrati alla fine di agosto, di cui alcuni si trovano in custodia cautelare a tempo indeterminato; che il rischio del verificarsi di un focolaio di COVID-19 nelle carceri rappresenta un'ulteriore minaccia per coloro che sono detenuti per aver espresso le loro opinioni politiche; che il 25 marzo 2020, nel contesto della pandemia di COVID-19, l'Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha chiesto il rilascio dei prigionieri politici e di coloro che erano detenuti per aver espresso critiche;

K. considerando che gli attivisti, e in particolare Feminicides-dz, hanno registrato 41 femminicidi dal mese di gennaio 2020; che nel 2020 i movimenti per i diritti delle donne hanno intensificato la loro attività di denuncia della crescente violenza contro le donne e del numero di femminicidi, e hanno chiesto la revisione delle leggi vigenti, segnatamente del Codice della famiglia e di una serie di articoli del codice penale, al fine di garantire la piena parità tra donne e uomini;

L. considerando che nell'aprile 2020 l'Algeria ha anche adottato modifiche al codice penale mediante la legge 20-06, limitando ulteriormente l'esercizio dei diritti fondamentali quali la libertà di stampa, di espressione e di associazione, configurandoli come reato sulla base di motivi artificiosi, asserendo che si tratta di "notizie false" che minano lo Stato algerino; che le autorità algerine si rifanno sempre più spesso a vaghi articoli del codice penale, tra cui quelli aggiunti nell'aprile 2020, per perseguire coloro che esercitano il loro diritto alla libertà di opinione ed espressione, di riunione pacifica e di associazione; che un reato commesso per la prima volta comporta una pena detentiva massima di cinque anni, se è stato compiuto durante "un periodo di confinamento dovuto a ragioni sanitarie o nel corso di un disastro naturale, biologico o di qualsivoglia altra natura";

M. considerando che, nel contesto della repressione dello spazio civico, le autorità algerine hanno condotto, presumibilmente nel quadro dell'impegno di inizio mandato del presidente Tebboune di "costruire una nuova Algeria" e in risposta alle proteste del movimento Hirak, un processo di revisione costituzionale dall'alto verso il basso, cui tuttavia manca l'ampio sostegno della società algerina e che è stato criticato dalle organizzazioni indipendenti della società civile poiché viola le norme internazionali in materia di inclusività, partecipazione, trasparenza e sovranità nel processo costituzionale; che l'arresto simultaneo di massa di attivisti della società civile e giornalisti ha compromesso completamente la legittimità pubblica del processo di revisione costituzionale;

N. considerando che il 1º novembre si è svolto in Algeria un referendum sulla revisione della Costituzione, che comprende l'imposizione di un limite di due mandati per la presidenza; che tale referendum ha registrato la più bassa affluenza alle urne dall'indipendenza del paese nel 1962, pari al 23,7 %; che la nuova Costituzione è stata ufficialmente approvata dal 66,8 % degli aventi diritto al voto ed è in attesa di essere ratificata al rientro del presidente in Algeria;

O. considerando che la Costituzione algerina subordina la libertà di stampa, ufficialmente sancita dall'articolo 54 della Costituzione riveduta, al rispetto delle "tradizioni e dei valori religiosi, morali e culturali della nazione"; che tali restrizioni alla libertà di stampa violano l'ICCPR, che l'Algeria ha ratificato; che l'osservazione generale n. 34 del Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite dichiara che "nessun mezzo di informazione può essere penalizzato per aver criticato un sistema politico o sociale"; che la revisione introduce inoltre una pericolosa modifica in quanto costituzionalizza il ruolo politico e i poteri dell'esercito; che la riforma costituzionale mantiene inoltre il predominio della presidenza su tutte le istituzioni, compresa la magistratura;

P. considerando che l'Unione nazionale dei magistrati (SNM) ha denunciato che le autorità algerine ricorrono in maniera diffusa e abusiva alla custodia cautelare; che ai membri della magistratura sono state irrogate sanzioni professionali dopo aver assolto attivisti pacifici o dopo aver chiesto alle autorità dell'esecutivo di rispettare l'indipendenza del potere giudiziario;

Q. considerando che nel 2020 l'Algeria si è collocata al 146° posto su 180 nell'indice sulla libertà di stampa nel mondo elaborato da Reporter senza frontiere, perdendo 5 posizioni rispetto al 2019 e 27 rispetto al 2015;

R. considerando che l'Algeria è un partner cruciale dell'Unione europea nel quadro della politica europea di vicinato, con importanti interessi politici, economici e interpersonali nel paese e nella regione; che le priorità del partenariato UE-Algeria sono l'espressione di un impegno condiviso a favore dei valori universali della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani;

1. condanna fermamente l'escalation di arresti arbitrari e illeciti, detenzioni e persecuzioni giudiziarie nei confronti di giornalisti, difensori dei diritti umani, sindacalisti, avvocati, attivisti pacifici in Algeria, che non ha lasciato spazio a qualsivoglia forma di dialogo politico sulla revisione antidemocratica della Costituzione e sull'esercizio della libertà di espressione, riunione e associazione; denuncia il ricorso all'introduzione di misure di emergenza nel contesto della pandemia di COVID-19 quale pretesto per limitare i diritti fondamentali del popolo algerino;

2. invita le autorità algerine a rilasciare immediatamente e incondizionatamente Mohamed Khaled Drareni e tutti coloro che sono detenuti e accusati di aver esercitato il loro diritto alla libertà di espressione, sia online che offline, e alla libertà di riunione e di associazione, tra cui Yacine Mebarki, Abdellah Benaoum, Mohamed Tadjadit, Abdelkrim Zeghileche, Walid Kechida, Brahim Laalami, Aissa Chouha, Zoheir Kaddam, Walid Nekkiche, Nourreddine Khimoud e Hakim Addad; reitera l'invito, formulato dall'Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, a rilasciare con urgenza, alla luce della pandemia di COVID-19, tutti i prigionieri politici e coloro che sono detenuti per aver espresso opinioni dissenzienti; invita le autorità algerine a sollevare il blocco imposto agli organi di informazione e a porre fine all'arresto e alla detenzione di attivisti politici, giornalisti e difensori dei diritti umani o di chiunque esprima opinioni dissenzienti o critiche nei confronti del governo;

3. ribadisce che la libertà di espressione, compresa la libertà dei giornalisti e dei cittadini giornalisti di riferire, analizzare e esprimere commenti sulle proteste o malcontento nei confronti del governo, o delle istituzioni o degli individui collegati al governo è fondamentale per una transizione politica pienamente democratica;

4. esprime solidarietà nei confronti di tutti i cittadini algerini – donne e uomini, provenienti da contesti geografici, socioeconomici ed etnici diversi – che dal febbraio 2019 manifestano pacificamente per chiedere uno Stato posto sotto il controllo civile, la sovranità popolare, il rispetto dello Stato di diritto, la giustizia sociale e l'uguaglianza di genere; invita le autorità algerine ad adottare misure adeguate per combattere la corruzione;

5. ribadisce il suo invito alle autorità algerine a porre fine a qualsiasi forma di intimidazione, vessazione giudiziaria, criminalizzazione o arresto e detenzione arbitrari di giornalisti, blogger, difensori dei diritti umani, avvocati e attivisti che esprimono un'opinione critica e ad adottare misure adeguate per assicurare e garantire il diritto universale alla libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica, alla libertà dei media e alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione o di credo, valori garantiti dalla Costituzione algerina e dall'ICCPR, che l'Algeria ha firmato e ratificato; condanna qualsiasi forma di uso eccessivo della forza impiegata dalle autorità di contrasto nel disperdere le proteste pacifiche; ribadisce l'invito rivolto alle autorità algerine a svolgere indagini indipendenti su ognuno dei casi di uso eccessivo della forza da parte delle autorità di contrasto e a chiamare tutti i responsabili a rendere conto delle proprie azioni; invita le autorità algerine a dare attuazione agli impegni internazionali assunti nel quadro dell'UNCAT;

6. osserva che, dopo che il Parlamento ha approvato la sua risoluzione del 28 novembre 2019, alcuni attivisti politici sono stati rilasciati in via provvisoria, come ad esempio l'esponente dell'opposizione Karim Tabbou, Mustapha Bendjema e Khaled Tazaghart;

7. esorta le autorità algerine a provvedere alla creazione di uno spazio civico libero che permetta un autentico dialogo politico e non criminalizzi le libertà fondamentali, adottando una nuova legislazione che sia pienamente in linea con le norme internazionali e che non preveda eccezioni illegali nel quadro del diritto internazionale, con particolare riferimento alle convenzioni ratificate dall'Algeria, comprese quelle dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL); sottolinea che tale spazio civico libero è un prerequisito per un'Algeria democratica e guidata da civili; deplora il fatto che i giornalisti stranieri si trovino ancora ad affrontare ostacoli e intoppi amministrativi per ottenere visti per la stampa per poter lavorare nel paese;

8. ricorda che il rispetto dei principi democratici e dei diritti fondamentali sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo è uno degli elementi essenziali dell'accordo di associazione UE-Algeria del 2005; sottolinea che la transizione politica in corso deve garantire il diritto degli algerini di tutti i generi e provenienti da tutti i contesti geografici, socioeconomici ed etnici, compresi gli imazighen, di partecipare pienamente al processo democratico e di esercitare il proprio diritto di prendere parte alla gestione degli affari pubblici, anche invertendo la tendenza al restringimento degli spazi riservati a una società civile indipendente, al giornalismo e all'attivismo politico;

9. esprime preoccupazione per le nuove leggi restrittive, come ad esempio la legge 20-06, che criminalizza arbitrariamente la diffusione di "fake news" che compromettono l'onore dei funzionari pubblici e il finanziamento delle associazioni; sottolinea che la suddetta legge contiene diverse disposizioni che violano le norme internazionali in materia di libertà di espressione e di associazione, tra cui gli articoli 19 e 22 dell'ICCPR;

10. esorta le autorità algerine a rivedere la legge 12-06 del 2012, attualmente in vigore, che prevede restrizioni in materia di associazioni, e la legge 91-19 del 1991 relativa alle riunioni pubbliche e alle manifestazioni, che istituisce un regime di autorizzazione preventiva, e a garantire che l'autorità amministrativa competente rilasci senza indugio una ricevuta di registrazione a diverse organizzazioni della società civile, non governative, religiose e caritative che hanno presentato domanda di nuova registrazione;

11. deplora le modifiche apportate al codice penale algerino nell'aprile 2020, che limitano la libertà di stampa, la libertà di espressione e la libertà di associazione; esorta le autorità algerine a rivedere il codice penale, in particolare gli articoli 75, 79, 95 bis, 98, 100, 144, 144 bis, 144 bis 2, 146 e 196 bis, in linea con l'ICCPR e la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, in modo da porre fine alla criminalizzazione della libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione;

12. si compiace del fatto che l'articolo 4 e l'articolo 223 della Costituzione riveduta rafforzino lo status di lingua nazionale e ufficiale della lingua tamazight; sottolinea che tali dichiarazioni non devono servire come mezzi per ignorare i problemi strutturali legati all'uso della lingua tamazight o per creare divisioni all'interno del movimento Hirak; invita le autorità algerine a salvaguardare la parità di trattamento dinanzi alla legge per quanto riguarda l'uso dell'arabo e del tamazight; esorta il governo algerino a revocare il divieto di sventolare la bandiera amazigh e a rilasciare immediatamente chiunque sia stato incarcerato per aver esposto simboli amazigh;

13. sostiene gli avvocati algerini e gli altri operatori della giustizia che continuano ad adoperarsi per rispettare i più elevati standard di giustizia nonostante il contesto e i rischi che ne derivano; invita le autorità algerine a garantire pienamente l'indipendenza della magistratura e l'imparzialità del sistema giudiziario e a cessare e vietare qualsiasi restrizione, influenza indebita, pressione, minaccia o ingerenza nel processo decisionale giudiziario e in altre questioni giudiziarie;

14. invita le autorità algerine a garantire la piena responsabilità e il controllo civile e democratico delle forze armate, nonché la loro effettiva subordinazione a un'autorità civile legalmente costituita, e a garantire che il ruolo dell'esercito sia adeguatamente definito nella Costituzione ed espressamente limitato alle questioni di difesa nazionale;

15. esorta le autorità algerine a consentire l'accesso al paese alle organizzazioni internazionali per i diritti umani e alle procedure speciali delle Nazioni Unite;

16. esprime preoccupazione per gli ostacoli amministrativi cui devono far fronte le minoranze religiose in Algeria, in particolare per quanto riguarda l'ordinanza n. 06-03; incoraggia il governo algerino a rivedere l'ordinanza n. 06-03 per allinearla maggiormente alla Costituzione e ai suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani, in particolare l'articolo 18 dell'ICCPR; chiede il rispetto della libertà di culto di tutte le minoranze religiose;

17. si attende che l'UE ponga la situazione dei diritti umani al centro del suo impegno con le autorità algerine, in particolare durante il prossimo Consiglio di associazione UE-Algeria; invita il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a redigere e produrre un elenco dei singoli casi che destano particolare preoccupazione, compresi quelli menzionati nella presente risoluzione, e a riferire regolarmente al Parlamento in merito ai progressi compiuti nella risoluzione di tali casi;

18. invita il SEAE, la Commissione e gli Stati membri, insieme al rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani, a sostenere i gruppi della società civile, i difensori dei diritti umani, i giornalisti e i manifestanti, anche adottando una posizione pubblica più assertiva per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto in Algeria, condannando in termini chiari e pubblicamente le violazioni dei diritti umani, esortando le autorità a rilasciare coloro che sono detenuti arbitrariamente e a porre fine all'uso eccessivo della detenzione preventiva, chiedendo l'accesso ai detenuti e monitorando i processi di attivisti, giornalisti e difensori dei diritti umani, nonché monitorando da vicino la situazione dei diritti umani in Algeria con tutti gli strumenti disponibili;

19. sottolinea l'importanza delle relazioni fra l'UE e l'Algeria, essendo l'Algeria un importante paese vicino e partner; ricorda l'importanza di relazioni solide e profonde tra l'UE e l'Algeria e ribadisce il suo impegno a promuovere tali relazioni, sulla base del pieno rispetto di valori comuni quali il rispetto dei diritti umani, della democrazia, dello Stato di diritto e della libertà dei media;

20. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, alla delegazione dell'Unione europea ad Algeri, al governo dell'Algeria, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e al Consiglio d'Europa.

 

[1] Testi approvati, P9_TA(2019)0072.

[2] Testi approvati, P8_TA(2015)0188.

Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2021Note legali - Informativa sulla privacy