Proposta di risoluzione comune - RC-B9-0068/2021Proposta di risoluzione comune
RC-B9-0068/2021

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE sulla repressione dell'opposizione democratica a Hong Kong

    20.1.2021 - (2021/2505(RSP))

    presentata a norma dell'articolo 144, paragrafo 5, e dell'articolo 132, paragrafo 4, del regolamento
    in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:
    B9-0068/2021 (Renew)
    B9-0069/2021 (ECR)
    B9-0071/2021 (Verts/ALE)
    B9-0070/2021 (S&D)
    B9-0087/2021 (PPE)

    Michael Gahler, Miriam Lexmann, Željana Zovko, Sandra Kalniete, David McAllister, Paulo Rangel, Andrius Kubilius, Antonio López-Istúriz White, Tomáš Zdechovský, Vladimír Bilčík, Inese Vaidere, Michaela Šojdrová, Christian Sagartz, Loránt Vincze, Magdalena Adamowicz, Ivan Štefanec, Janina Ochojska, Eva Maydell, Luděk Niedermayer, Jiří Pospíšil, Stanislav Polčák, Stelios Kympouropoulos, Ioan-Rareş Bogdan, Benoît Lutgen, Maria Walsh, Isabel Wiseler-Lima, Seán Kelly, Peter Pollák, Arba Kokalari
    a nome del gruppo PPE
    Kati Piri, Evelyne Gebhardt
    a nome del gruppo S&D
    Nathalie Loiseau, Svenja Hahn, Abir Al-Sahlani, Barry Andrews, Andrus Ansip, Petras Auštrevičius, José Ramón Bauzá Díaz, Izaskun Bilbao Barandica, Olivier Chastel, Katalin Cseh, Engin Eroglu, Vlad Gheorghe, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Karin Karlsbro, Moritz Körner, Ilhan Kyuchyuk, Javier Nart, Urmas Paet, Samira Rafaela, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Nicolae Ştefănuță, Ramona Strugariu, Dragoş Tudorache, Marie-Pierre Vedrenne
    a nome del gruppo Renew
    Jordi Solé, Hannah Neumann
    a nome del gruppo Verts/ALE
    Anna Fotyga, Bert-Jan Ruissen, Witold Jan Waszczykowski, Raffaele Fitto, Hermann Tertsch, Charlie Weimers, Assita Kanko, Nicola Procaccini, Carlo Fidanza, Bogdan Rzońca, Elżbieta Rafalska, Veronika Vrecionová, Valdemar Tomaševski, Alexandr Vondra, Adam Bielan, Elżbieta Kruk, Jadwiga Wiśniewska
    a nome del gruppo ECR
    Marco Campomenosi, Marco Zanni, Anna Bonfrisco, Susanna Ceccardi, Silvia Sardone, Nikolaj Villumsen, Silvia Modig, Malin Björk, Fabio Massimo Castaldo


    Procedura : 2021/2505(RSP)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    RC-B9-0068/2021
    Testi presentati :
    RC-B9-0068/2021
    Testi approvati :

    Risoluzione del Parlamento europeo sulla repressione dell'opposizione democratica a Hong Kong

    (2021/2505(RSP))

    Il Parlamento europeo,

     viste le sue risoluzioni del 19 giugno 2020 sulla legge della Repubblica popolare cinese (RPC) sulla sicurezza nazionale per Hong Kong e la necessità che l'UE difenda l'elevato grado di autonomia di Hong Kong[1] e del 18 luglio 2019 sulla situazione a Hong Kong[2], le sue risoluzioni del 24 novembre 2016 sul caso di Gui Minhai, editore incarcerato in Cina[3] e del 4 febbraio 2016 sul caso della sparizione di editori a Hong Kong[4], nonché la sua risoluzione del 17 dicembre 2020[5], con particolare riferimento all'importanza di elaborare una legislazione europea efficace in materia di dovere di diligenza delle imprese,

     viste le sue precedenti risoluzioni sulla Cina, in particolare quelle del 12 settembre 2018 sullo stato delle relazioni UE-Cina[6] e del 16 dicembre 2015 sulle relazioni UE-Cina[7],

     viste le sue precedenti raccomandazioni relative a Hong Kong, in particolare quella del 13 dicembre 2017 indirizzata al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) su Hong Kong a vent'anni dalla cessione alla Cina[8],

     viste la dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'UE del 7 gennaio 2021 sugli arresti di massa delle persone coinvolte nelle elezioni primarie pro-democrazia del luglio 2020, la dichiarazione del portavoce del 29 dicembre 2020 sul processo a dieci cittadini di Hong Kong, la dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'UE del 12 novembre 2020 sull'espulsione di membri del Consiglio legislativo di Hong Kong, la dichiarazione del portavoce del 2 novembre 2020 sull'arresto di diversi legislatori ed ex legislatori favorevoli alla democrazia a Hong Kong, la dichiarazione del portavoce del 24 settembre 2020 sull'arresto di Joshua Wong e di altri attivisti a favore della democrazia, la dichiarazione del portavoce del 10 agosto 2020 sui recenti arresti e le recenti incursioni nel quadro della legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, la dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'UE del 3 agosto 2020 sul rinvio delle elezioni del Consiglio legislativo a Hong Kong e la dichiarazione dell'alto rappresentante a nome dell'UE del 1° luglio 2020 sull'adozione da parte dell'Assemblea nazionale del popolo cinese di una legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong,

     vista la dichiarazione rilasciata alla stampa dalla sua Conferenza dei presidenti il 6 luglio 2020,

     vista l'adozione della legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong da parte della commissione permanente dell'Assemblea nazionale del popolo cinese il 30 giugno 2020,

     vista la dichiarazione rilasciata il 17 giugno 2020 dai ministri degli Esteri del G7 in merito a Hong Kong,

     vista la Legge fondamentale della Regione amministrativa speciale (RAS) di Hong Kong, adottata il 4 aprile 1990 ed entrata in vigore il 1° luglio 1997,

     vista la dichiarazione congiunta rilasciata il 19 dicembre 1984 dal governo del Regno Unito e dal governo della Repubblica popolare cinese sulla questione di Hong Kong, nota anche come dichiarazione congiunta sino-britannica,

     visto il 13º dialogo strutturato annuale tenutosi a Hong Kong il 28 novembre 2019,

     vista la comunicazione congiunta della Commissione e del VP/AR del 12 marzo 2019, dal titolo "UE-Cina – Una prospettiva strategica" (JOIN(2019)0005),

     vista la politica di "un'unica Cina" perseguita dall'UE,

     visti l'articolo 144, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,

    A. considerando che il 5 gennaio 2021 la polizia di Hong Kong ha arrestato 53 rappresentanti dell'opposizione democratica e attivisti con l'accusa di sovversione a norma della legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong; che tra gli arrestati vi erano gli organizzatori e i candidati delle primarie democratiche dello scorso luglio in vista delle elezioni del Consiglio legislativo della Regione amministrativa speciale di Hong Kong, ex membri del Consiglio legislativo, consiglieri distrettuali e un avvocato americano coinvolto nel movimento a favore della democrazia; che, dietro istruzioni della polizia di Hong Kong, le banche hanno inoltre congelato 1,6 milioni di dollari di Hong Kong in relazione alle 53 persone arrestate; che, nel frattempo, tutte le persone arrestate, tranne tre, sono state rilasciate su cauzione in attesa di ulteriori indagini;

    B. considerando che l'episodio è stato l'ultimo di una lunga serie di arresti di rappresentanti e attivisti dell'opposizione democratica, nonché di altre azioni volte a minare le istituzioni democratiche di Hong Kong dopo l'entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong, avvenuta il 1° luglio 2020; che 93 figure di spicco dell'opposizione sono state arrestate a norma di tale legge, da quando è stata introdotta; che il 1° settembre 2020 gli esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani hanno affermato che la legge "non solo solleva gravi preoccupazioni inerenti alla legalità, ma comporta anche limitazioni indebite della libertà di opinione, di espressione e di riunione pacifica";

    C. considerando che il ministro della Sicurezza di Hong Kong ha dichiarato che le persone arrestate sono sospettate di aver tentato di paralizzare il governo, mettendo in atto un piano per ottenere la maggioranza dei seggi della legislatura avvalendosi dei loro diritti democratici;

    D. considerando che numerosi esponenti del movimento a favore della democrazia sono stati oggetto di interdizione dalle cariche elettive per motivi politici, sulla base di una risoluzione dell'Assemblea nazionale del popolo cinese del 10 novembre 2020 volta a fare del patriottismo un requisito giuridico per i legislatori, che ha portato alle dimissioni di quasi tutti i membri dell'opposizione dal Consiglio legislativo; che il sistema giudiziario di Hong Kong, in precedenza indipendente, è ora sempre più sotto attacco da parte del Partito comunista cinese e della stampa controllata dallo Stato;

    E. considerando che il 15 gennaio 2021, su richiesta delle autorità di Hong Kong, la rete a banda larga di Hong Kong ha bloccato un sito web a favore della democrazia, a norma della legge sulla sicurezza nazionale; che questo primo caso di censura di Internet a norma della legge sulla sicurezza nazionale suscita timori riguardo alla possibilità che le autorità di Hong Kong prevedano di utilizzare tale legislazione per limitare ulteriormente la libertà di espressione e di informazione online; che tale sviluppo avrebbe conseguenze deleterie sia per le libertà civili che per la democrazia;

    F. considerando che il governo di Hong Kong ha deciso di rinviare di un anno le elezioni del Consiglio legislativo, originariamente previste per il 6 settembre 2020, in un chiaro tentativo di ostacolare l'opposizione, che per la prima volta aveva una reale possibilità di ottenere la maggioranza; che, subito dopo l'entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale, la governatrice di Hong Kong Carrie Lam ha dichiarato che le primarie erano illegali e probabilmente violavano la legge sulla sicurezza nazionale;

    G. considerando che il 23 agosto 2020 le autorità cinesi hanno arrestato 12 attivisti di Hong Kong i quali, in base a quanto riferito, tentavano di fuggire da Hong Kong in barca; che 10 dei 12 attivisti sono stati condannati a pene detentive dai 7 mesi ai 3 anni, con l'accusa di aver attraversato illegalmente la frontiera, in un processo in cui non è stato rispettato il diritto degli imputati a un giusto processo; che uno dei suddetti attivisti, Kok Tsz-Lun, è uno studente di 19 anni che ha la doppia cittadinanza cinese e portoghese, ed è quindi cittadino dell'UE; che gli imputati sono stati detenuti, tenuti in isolamento e processati a Shenzhen; che è stata loro negata anche la possibilità di scegliersi un avvocato;

    H. considerando che essi sono stati arrestati e che il loro processo, tenutosi a Shenzhen, ha violato il principio di un processo equo e giusto; che, il 15 gennaio 2021, all'avvocato cinese per i diritti umani Lu Siwei è stata ritirata la licenza per l'esercizio della sua professione dal dipartimento di giustizia provinciale di Sichuan per avere rappresentato uno dei 12 attivisti; che l'avvocato per i diritti umani Ren Quanniu ha dovuto affrontare un'udienza dinanzi al dipartimento di giustizia provinciale di Henan il 19 gennaio 2021 per contestare la decisione di quest'ultimo di avviare un procedimento per la revoca della sua licenza per lo stesso motivo; che entrambi gli avvocati rischiano di perdere la licenza dopo aver cercato di rappresentare gli attivisti di Hong Kong che erano stati intercettati dalle autorità cinesi mentre tentavano di fuggire a Taiwan su una barca; che a 10 diplomatici, alcuni dei quali rappresentavano gli Stati membri dell'UE, è stato impedito di assistere all'udienza di Lu Siwei a Chengdu il 13 gennaio 2021;

    I. considerando che il 10 agosto 2020 Jimmy Lay, magnate dei media e fondatore del giornale filodemocratico Apple Daily è stato arrestato per aver violato la legge sulla sicurezza nazionale;

    J. considerando che la legge sulla sicurezza nazionale costituisce una palese violazione della dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984 e della Legge fondamentale della Regione amministrativa speciale di Hong Kong del 1990, che garantisce l'autonomia e l'indipendenza del potere esecutivo, legislativo e giudiziario nonché i diritti e le libertà fondamentali, tra cui la libertà di espressione, di riunione, di associazione e di stampa, per 50 anni dopo il trasferimento della sovranità; che la legge sulla sicurezza nazionale impedisce inoltre a Hong Kong di rispettare i suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani, incluso il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR), la cui attuazione da parte di Hong Kong sarà presto riveduta;

    K. considerando che nella relazione annuale di Human Rights Watch si afferma che la Cina si trova nel mezzo del suo periodo più buio per quanto riguarda i diritti umani dal massacro di Piazza Tienanmen;

    L. considerando che l'Unione europea continua a nutrire forti preoccupazioni riguardo alla legge sulla sicurezza nazionale della Repubblica popolare cinese per Hong Kong; che si tratta di una questione delicata, con conseguenze di vasta portata per Hong Kong e la sua popolazione, per i cittadini dell'UE e di paesi terzi, per le organizzazioni della società civile dell'UE e internazionali, nonché per la fiducia delle imprese nei confronti di Hong Kong; che la legge sulla sicurezza nazionale aumenta i rischi per i cittadini dell'UE a Hong Kong;

    M. considerando che l'UE ha sempre sostenuto fermamente il principio "un paese, due sistemi" e la tutela dell'elevato grado di autonomia di Hong Kong in linea con la legge fondamentale e gli impegni internazionali; che, nelle circostanze attuali, tali principi sono sul punto di essere compromessi in modo irreversibile;

    N. considerando che nel dicembre 2020 l'UE e la Cina hanno concordato in linea di principio un accordo globale UE-Cina in materia di investimenti;

    1. chiede la liberazione immediata e incondizionata di coloro che sono stati arrestati a Hong Kong nelle prime due settimane del 2021 e di tutti coloro che sono stati arrestati in precedenza sulla base di accuse in relazione alla legge sulla sicurezza nazionale, e il ritiro di tutti i capi d'accusa a loro carico; esorta le autorità a rispettare lo Stato di diritto, i diritti umani, i principi democratici e l'elevato grado di autonomia di Hong Kong conformemente al principio "un paese, due sistemi" sancito dalla Legge fondamentale di Hong Kong, in linea con gli obblighi nazionali e internazionali;

    2. chiede la liberazione immediata e incondizionata degli attivisti di Hong Kong arrestati il 23 agosto 2020 mentre avrebbero tentato di fuggire su una barca, e il ritiro di tutti i capi d'accusa a loro carico; invita il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), attraverso la delegazione dell'UE in Cina, a continuare a fornire assistenza a Kok Tsz-Lun, cittadino con doppia cittadinanza cinese e portoghese e pertanto cittadino dell'UE, che faceva parte anch'egli dei 10 attivisti condannati a Shenzhen; chiede alle autorità cinesi di ripristinare immediatamente le licenze dei loro difensori, gli avvocati per i diritti umani Lu Siwei e Ren Quanniu;

    3. chiede la liberazione immediata e incondizionata di tutti i manifestanti pacifici di Hong Kong arrestati negli ultimi anni, inclusi Joshua Wong, Ivan Lam e Agnes Chow, e il ritiro di tutti i capi d'accusa a loro carico; chiede indagini indipendenti, imparziali, efficaci e tempestive sull'uso della forza da parte della polizia di Hong Kong nei confronti dei manifestanti;

    4. chiede alle autorità di Hong Kong di astenersi immediatamente dal fare uso della legge sulla sicurezza nazionale per sopprimere i diritti alla libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione; sottolinea l'importanza di impedire, in una fase successiva, la destituzione dei consiglieri distrettuali nonché qualsiasi modifica alla legge elettorale che limiterebbe ulteriormente lo spazio del campo filodemocratico e sarebbe contraria alle garanzie giuridiche della Legge fondamentale di Hong Kong e agli obblighi e alle norme internazionali;

    5. chiede la revoca totale della legge sulla decisione del Congresso nazionale del popolo relativa all'istituzione e al completamento del sistema giuridico e dei meccanismi di attuazione della Regione amministrativa speciale di Hong Kong per la salvaguardia della sicurezza nazionale, che danneggia lo status internazionale di Hong Kong erodendo la sua autonomia e democrazia, l'indipendenza del sistema giudiziario e il rispetto dei diritti umani; sottolinea che la popolazione di Hong Kong dovrebbe godere delle libertà e dell'alto grado di autonomia garantiti sia dalla Legge fondamentale sia dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici di cui Hong Kong è parte;

    6. sottolinea che l'introduzione della legge sulla sicurezza nazionale costituisce una violazione degli impegni e degli obblighi assunti dalla Repubblica popolare cinese nell'ambito del diritto internazionale, in particolare la dichiarazione congiunta sino-britannica, impedisce di istituire un rapporto di fiducia tra la Cina e l'UE e mina la futura cooperazione;

    7. esprime preoccupazione per l'aumento degli attacchi contro il sistema giudiziario di Hong Kong da parte del Partito comunista cinese e della stampa controllata dallo Stato, volti a rimettere direttamente in questione l'indipendenza del potere giudiziario; esprime preoccupazione per il fatto che la legge sulla sicurezza nazionale potrebbe essere ulteriormente invocata, in una fase successiva, per minare l'indipendenza del sistema giudiziario di Hong Kong, dato che al capo dell'esecutivo è stato conferito il potere di nominare i giudici incaricati di occuparsi dei casi di sicurezza nazionale e che gli imputati potrebbero essere estradati nella Cina continentale e processati in tribunali cinesi;

    8. accoglie con grande favore la decisione del governo britannico di offrire una via di accesso alla cittadinanza ad oltre un milione di residenti di Hong Kong titolari di un passaporto di cittadino britannico d'oltremare; condanna le minacce della Cina di revocare il suo riconoscimento di tali passaporti come documenti di viaggio validi ed è preoccupato per le recenti informazioni secondo cui la Cina starebbe valutando la possibilità di escludere i titolari di un passaporto di cittadino britannico d'oltremare dalle cariche pubbliche di Hong Kong o addirittura di negare loro il diritto di voto alle elezioni di Hong Kong; invita il Consiglio, il SEAE e la Commissione a migliorare il coordinamento al fine di conseguire un'attuazione efficace e positiva del pacchetto di misure per Hong Kong adottato nel luglio 2020; invita il SEAE a fornire una valutazione più trasparente di tali misure, inclusa la creazione urgente di un sistema di "scialuppa di salvataggio" per i cittadini di Hong Kong, in caso di un ulteriore deterioramento della situazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

    9. invita tutto il personale diplomatico dell'UE ed europeo a fare tutto il possibile per fornire protezione e sostegno agli attivisti pacifici a Hong Kong, anche presenziando ai processi, chiedendo visite in carcere e rivolgendosi in modo costante e deciso alle autorità locali, applicando appieno gli orientamenti dell'UE sui difensori dei diritti umani e altre politiche pertinenti dell'UE, incluso il nuovo piano d'azione per i diritti umani e la democrazia;

    10. esprime profondo turbamento per le notizie secondo cui le autorità di Hong Kong stanno considerando di citare in giudizio i deputati al parlamento danese Uffe Elbæk e Katarina Ammitzbøll per aver aiutato l'attivista di Hong Kong Ted Hui a rifugiarsi in esilio nel Regno Unito; ritiene che le i capi d'accusa proposti contro i parlamentari danesi siano illegittimi e falsi ed esprime forte preoccupazione per la determinazione del Partito comunista cinese a reprimere le voci dissenzienti di Hong Kong nel mondo democratico mediante l'applicazione extraterritoriale della legge sulla sicurezza nazionale; esorta la Cina a rilasciare i cittadini dell'UE ingiustamente trattenuti, come il cittadino irlandese Richard O'Halloran; invita inoltre la Commissione a condurre una valutazione del rischio su come la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong potrebbe influire sui cittadini europei;

    11. rimane particolarmente indignato per il perdurare della detenzione di Gui Minhai, editore svedese, e sollecita un intervento forte e costante da parte dell'UE e degli Stati membri al più alto livello per garantirne il rilascio; chiede il rilascio di Kok Tze-Lun, cittadino di Hong Kong e portoghese, e chiede che gli sia consentito l'accesso al personale consolare portoghese e a un avvocato di sua scelta;

    12. accoglie con favore le decisioni degli Stati membri dell'UE e di altri partner internazionali di sospendere i trattati di estradizione con Hong Kong; sottolinea l'importanza di proseguire il monitoraggio di processi e di continuare a valutare le possibili implicazioni della legge sulla sicurezza nazionale al di fuori di Hong Kong e a preparare risposte in merito; ribadisce l'invito agli Stati membri a sospendere i trattati di estradizione con la Repubblica popolare cinese, onde impedire l'estradizione di, ad esempio, uiguri, cittadini di Hong Kong, tibetani o dissidenti cinesi in Europa finalizzata a sottoporli a un processo politico nella Repubblica popolare cinese;

    13. condanna il ruolo svolto dalle banche con sede in Europa nell'aiutare le autorità cinesi a utilizzare la legge sulla sicurezza nazionale mediante il congelamento dei beni e dei conti bancari appartenenti a ex parlamentari e leader religiosi pro-democratici;

    14. ricorda che Hong Kong ha goduto di un accesso aperto a internet, ma teme che la legge sulla sicurezza nazionale dia alla polizia il potere di intimare ai fornitori di internet di bloccare i siti web; esprime forte preoccupazione per quanto dichiarato di recente dal fornitore di servizi internet Hong Kong Broadband Network, ossia che intende rimuovere qualsiasi sito che possa incitare ad "atti illeciti" secondo la legge sulla sicurezza nazionale, e di conseguenza per il rischio tangibile che Hong Kong possa essere integrata nel firewall cinese; esorta le autorità di Hong Kong a ritirare immediatamente tutti gli ordini di rimozione già emessi e a ripristinare la piena accessibilità di internet;

    15. esorta il Consiglio a intensificare le discussioni e la valutazione del pacchetto di misure su Hong Kong e a prendere prontamente in considerazione l'introduzione di sanzioni mirate contro singoli individui a Hong Kong e in Cina, tra cui  Carrie Lam, Teresa Yeuk-wah Cheng, Xia Baolong, Xiaoming Zhang, Luo Huining, Zheng Yanxiong, Ping-kien Tang, Wai-Chung Lo e Ka-chiu Lee, nel quadro del regime di sanzioni globali dell'UE in materia di diritti umani, tenendo conto, durante il 2021, dell'imperativo di ripristinare i diritti civili e politici e del rispetto della condizione che i rappresentanti dell'opposizione democratica siano liberati e autorizzati a partecipare alle prossime elezioni, in piena conformità con la Legge fondamentale della Regione amministrativa speciale di Hong Kong;

    16. deplora che la decisione sulla conclusione politica dell'accordo globale in materia di investimenti non abbia rispecchiato le richieste espresse dal Parlamento nelle precedenti risoluzioni su Hong Kong di utilizzare i negoziati sugli investimenti come strumento di leva per preservare l'elevato grado di autonomia di Hong Kong, nonché i suoi diritti e le sue libertà fondamentali; lamenta che, affrettandosi a raggiungere questo accordo senza al contempo intraprendere azioni concrete contro le gravi violazioni dei diritti umani in corso, ad esempio a Hong Kong, nella provincia dello Xinjiang e in Tibet, l'UE rischia di compromettere la sua credibilità come attore globale in materia di diritti umani; sottolinea che il Parlamento esaminerà attentamente l'accordo, comprese le disposizioni sui diritti dei lavoratori, e ricorda alla Commissione che terrà conto della situazione dei diritti umani in Cina, compresa Hong Kong, quando gli verrà chiesto di approvare l'accordo sugli investimenti o futuri accordi commerciali con la Repubblica popolare cinese;

    17. esorta l'UE e tutti i suoi Stati membri ad agire in modo unito e risoluto per l'istituzione di un organismo di monitoraggio indipendente dell'ONU sulla Cina, espandendo in modo proattivo le coalizioni di paesi che condividono la stessa visione, organizzando una riunione sulla Cina con la formula "Arria" presso il Consiglio di sicurezza dell'ONU, esortando l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ad avviare un'indagine del Consiglio per i diritti umani sugli abusi e sollecitando il Segretario generale dell'ONU a nominare un inviato speciale sulla Cina; esorta il Servizio europeo per l'azione esterna e gli Stati membri facenti parte del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a intensificare gli sforzi per sollevare pubblicamente le preoccupazioni sulle violazioni dei diritti compiute dalla Cina, ad esempio prendendo l'iniziativa di convocare una sessione speciale sulla situazione dei diritti umani in Cina, compresa Hong Kong, durante il ciclo del Consiglio del 2021, e sottolinea che l'adesione della Cina al Consiglio richiede che essa si attenga a un livello più elevato di sicurezza dei diritti umani;

    18. chiede che l'UE eserciti pressione affinché il Segretario generale delle Nazioni Unite o l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani designi un inviato speciale o un relatore speciale dell'ONU sulla situazione a Hong Kong, aderendo all'iniziativa dei presidenti delle commissioni per gli Affari esteri britannica, canadese, australiana e neozelandese; invita il Consiglio e il VP/AR a collaborare con la comunità internazionale per istituire un gruppo di contatto internazionale per Hong Kong;

    19. invita la comunità internazionale a onorare le promesse fatte alla popolazione di Hong Kong e a prendere provvedimenti urgenti e senza precedenti per chiedere alla Cina di rendere conto di queste violazioni del diritto internazionale; ribadisce il suo invito all'Unione europea e agli Stati membri a prendere in considerazione la possibilità di adire la Corte internazionale di giustizia in quanto la decisione della Cina di imporre la legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong e la sua successiva applicazione violano la dichiarazione congiunta sino-britannica e il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici;

    20. accoglie con favore il nuovo dialogo bilaterale UE-USA sulla Cina, avviato il 23 ottobre 2020; chiede un maggiore coordinamento con i partner internazionali, compresa l'amministrazione statunitense entrante, riguardo a tutti gli aspetti delle relazioni con la Repubblica popolare cinese e Hong Kong; insiste affinché i diritti umani, con particolare attenzione alla situazione di Hong Kong, figurino in primo piano nell'agenda del prossimo dialogo UE-USA;

    21. osserva che la politica della Repubblica popolare cinese di abbandonare l'approccio basato sul principio "un paese, due sistemi" ha fortemente alienato la popolazione taiwanese e sottolinea la propria volontà di cooperare con partner internazionali per contribuire a garantire la democrazia a Taiwan;

    22. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al governo e al parlamento della Repubblica popolare cinese, nonché al capo dell'esecutivo e all'Assemblea della Regione amministrativa speciale di Hong Kong.

     

    Ultimo aggiornamento: 20 gennaio 2021
    Note legali - Informativa sulla privacy