Procedura : 2021/2646(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : RC-B9-0244/2021

Testi presentati :

RC-B9-0244/2021

Discussioni :

PV 29/04/2021 - 9.2
CRE 29/04/2021 - 9.2

Votazioni :

PV 29/04/2021 - 10
PV 29/04/2021 - 19

Testi approvati :

P9_TA(2021)0156

<Date>{28/04/2021}28.4.2021</Date>
<RepeatBlock-NoDocSe> <NoDocSe>B9-0244/2021</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0249/2021</NoDocSe> }
 <NoDocSe>B9-0248/2021</NoDocSe></RepeatBlock-NoDocSe> } RC1
PDF 151kWORD 49k

<TitreType>PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE</TitreType>

<TitreRecueil>presentata a norma dell'articolo 136, paragrafo 5, e dell'articolo 132, paragrafo 4, del regolamento</TitreRecueil>


<Replacing>in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:</Replacing>

<TablingGroups>B9-0244/2021 (PPE)

B9-0249/2021 (ECR)

B9-0248/2021 (Renew)</TablingGroups>


<Titre>sulla Bolivia e l'arresto dell'ex Presidente Jeanine Añez e di altri funzionari</Titre>

<DocRef>(2021/2646(RSP))</DocRef>


<RepeatBlock-By><Depute>Željana Zovko, Leopoldo López Gil, Isabel Wiseler-Lima, David McAllister, Michael Gahler, Sara Skyttedal, Miriam Lexmann, Loránt Vincze, Krzysztof Hetman, Róża Thun und Hohenstein, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, David Lega, Romana Tomc, Tomáš Zdechovský, Peter Pollák, Christian Sagartz, Janina Ochojska, Ivan Štefanec, Frances Fitzgerald, Lefteris Christoforou, Inese Vaidere, Paulo Rangel, Vangelis Meimarakis, Stanislav Polčák, Loucas Fourlas, Jiří Pospíšil, Antonio López-Istúriz White, Luděk Niedermayer, Eva Maydell, Michaela Šojdrová, Vladimír Bilčík, Gabriel Mato</Depute>

<Commission>{PPE}a nome del gruppo PPE</Commission>

<Depute>José Ramón Bauzá Díaz, Petras Auštrevičius, Malik Azmani, Dita Charanzová, Olivier Chastel, Katalin Cseh, Vlad Gheorghe, Svenja Hahn, Moritz Körner, Javier Nart, Dragoș Pîslaru, Michal Šimečka, Nicolae Ştefănuță, Ramona Strugariu, Urmas Paet</Depute>

<Commission>{Renew}a nome del gruppo Renew</Commission>

<Depute>Anna Fotyga, Karol Karski, Joanna Kopcińska, Elżbieta Kruk, Witold Jan Waszczykowski, Ryszard Czarnecki, Bogdan Rzońca, Adam Bielan, Alexandr Vondra, Veronika Vrecionová, Elżbieta Rafalska, Raffaele Fitto, Jadwiga Wiśniewska, Angel Dzhambazki, Valdemar Tomaševski, Hermann Tertsch, Carlo Fidanza</Depute>

<Commission>{ECR}a nome del gruppo ECR</Commission>

</RepeatBlock-By>

EMENDAMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo sulla Bolivia e l'arresto dell'ex Presidente Jeanine Añez e di altri funzionari

(2021/2646(RSP))

Il Parlamento europeo,

 vista la sua risoluzione del 28 novembre 2019 sulla situazione in Bolivia[1],

 viste la dichiarazione resa il 23 ottobre 2020 dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, a nome dell'Unione europea, sulle elezioni politiche in Bolivia e la dichiarazione del suo portavoce, del 14 marzo 2021, sugli ultimi sviluppi in Bolivia,

 visto il comunicato stampa della Commissione interamericana dei diritti dell'uomo (IACHR), del 16 marzo 2021 sul rispetto delle norme interamericane per quanto riguarda il giusto processo e l'accesso alla giustizia in Bolivia,

 vista la dichiarazione del 13 marzo 2021 sulla Bolivia rilasciata dal portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite,

 viste le dichiarazioni rese il 15 e il 17 marzo 2021 dal Segretariato generale dell'Organizzazione degli Stati americani (OAS) sulla situazione in Bolivia,

 vista la Costituzione politica della Bolivia,

 vista la Convenzione americana dei diritti dell'uomo (Patto di San José),

 visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,

 visti l'articolo 136, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che la situazione politica e sociale in Bolivia continua a destare grave preoccupazione dalle elezioni presidenziali del 20 ottobre 2019; che almeno 35 persone sono morte e 833 sono rimaste ferite nel contesto di proteste violente e diffuse, e che molte altre sono state arrestate in violazione delle norme del giusto processo, in un quadro caratterizzato, stando a quanto riportato, da diffuse violazioni e abusi dei diritti umani; che Evo Morales si è dimesso dalla carica di presidente e ha lasciato il paese; che a seguito di numerose dimissioni si è creato un vuoto di potere, spingendo la seconda vicepresidente del Senato, Jeanine Áñez, ad assumere la presidenza ad interim conformemente alla costituzione; che il Tribunale plurinazionale costituzionale boliviano ha appoggiato la presidenza ad interim di Jeanine Áñez;

B. considerando che, conformemente al loro mandato costituzionale, Jeanine Áñez e le autorità ad interim hanno adottato le misure necessarie per organizzare nuove elezioni democratiche, inclusive, trasparenti ed eque, che si sono svolte nell'ottobre 2020, nonostante le sfide poste dalla COVID-19; che Luis Arce, candidato del partito MAS, ha ottenuto la presidenza, vittoria che gli è stata riconosciuta da Jeanine Áñez e dalla comunità internazionale, compresa l'Unione europea, assicurando un trasparente e pacifico trasferimento dei poteri;

C. considerando che negli ultimi mesi è stato confermato il ritiro o l'archiviazione di diversi processi a carico dei sostenitori del MAS, mentre sono aumentate le minacce di persecuzione giudiziaria nei confronti di politici che si oppongono al governo del MAS; che il 18 febbraio 2021 l'Assemblea plurinazionale ha approvato il vago decreto supremo n. 4461, in virtù del quale è concessa l'amnistia generale e la grazia ai sostenitori del governo del Presidente Arce processati durante l'amministrazione Áñez per crimini commessi in relazione alla "crisi politica" iniziata nell'ottobre 2019;

D. considerando che il 13 marzo 2021 Jeanine Áñez, due dei suoi ministri, l'ex ministro dell'Energia Rodrigo Guzmán e l'ex ministro della Giustizia Álvaro Coimbra, e altre persone che facevano parte del governo ad interim nel 2019-2020 sono stati arrestati con l'accusa di "terrorismo, sedizione e cospirazione" e sono stati accusati dai procuratori di aver partecipato a un colpo di stato nel 2019; che la loro detenzione preventiva è stata estesa a sei mesi e che l'ex Presidente Añez rischia 24 anni di carcere se condannata; che è pendente un mandato d'arresto per altri tre ex ministri; che all'ex Presidente Jeanine Áñez è stata inizialmente rifiutata l'assistenza medica durante la sua detenzione;

E. considerando che la procura basa le sue accuse su una denuncia presentata da un ex membro del Congresso del MAS, affermando che i suddetti individui "hanno promosso, diretto, fatto parte e fornito sostegno" a organizzazioni il cui scopo era quello di infrangere "l'ordine costituzionale" della Bolivia; che i procuratori hanno accusato Jeanine Áñez in qualità di presidente ad interim ma non come civile o nell'esercizio di qualsiasi altra funzione pubblica; che l'articolo 159, paragrafo 11, l'articolo 160, paragrafo 6, l'articolo 161, paragrafo 7, e l'articolo 184, paragrafo 4, della Costituzione del 2009 e la legge dell'8 ottobre 2010 prevedono una procedura speciale per il processo al presidente, al vicepresidente e alle alte autorità di vari tribunali; che la procedura giudiziaria contro la Presidente Áñez, seguita dalla procura, non è conforme al diritto costituzionale boliviano; che le prove fornite nella documentazione di accompagnamento sembrano poco chiare;

F. considerando che le persone accusate dei suddetti reati affermano di essere perseguitate; che quanti sono stati arrestati finora sostengono di non essere stati debitamente informati delle accuse, sebbene l'Ufficio del procuratore generale abbia sottolineato che i mandati di arresto sono stati emessi nel rispetto della legge e senza violare i diritti dei detenuti; che l'Ufficio del difensore civico ha deciso di monitorare l'operato della polizia e della procura boliviane onde garantire il rispetto del giusto processo e del diritto alla difesa delle persone arrestate;

G. considerando che l'articolo 3 della Carta democratica interamericana definisce la separazione e l'indipendenza dei poteri pubblici come elementi essenziali per la democrazia rappresentativa; che l'articolo 8 del Patto di San José pone l'accento sulle garanzie giudiziarie e sul giusto processo; che diverse organizzazioni internazionali hanno espresso preoccupazione per l'abuso dei meccanismi giudiziari in Bolivia e per il fatto che sono sempre più utilizzati come strumenti repressivi dal partito al potere; che il neoeletto Presidente Luis Arce ha promesso che durante il suo governo non sarebbe stata esercitata alcuna pressione politica su procuratori e giudici;

H. considerando che la credibilità del sistema giudiziario boliviano risente delle continue segnalazioni riguardanti la mancanza di indipendenza ed episodi diffusi di interferenze politiche e corruzione;

I. considerando che, secondo quanto sottolineato dalla IACHR, alcune leggi boliviane antiterrorismo violano il principio di legalità, poiché includono, tra l'altro, una definizione globale di terrorismo che è inevitabilmente troppo ampia o troppo vaga; che gli Stati dovrebbero rispettare il principio di legalità nella definizione dei reati; che le denunce presentate al Tribunale costituzionale per chiedere che l'articolo 123 sul reato di sedizione e l'articolo 133 sul terrorismo del codice penale siano dichiarati incostituzionali per presunta violazione della Convenzione americana sui diritti dell'uomo e della Costituzione boliviana sono ancora in corso;

J. considerando che l'UE è un partner di lunga data della Bolivia e dovrebbe continuare a sostenere le istituzioni democratiche, il rafforzamento dello Stato di diritto, i diritti umani e lo sviluppo economico e sociale nel paese; che l'UE ha svolto un ruolo importante di facilitatore nella pacificazione nel paese durante il 2019 e il 2020 e nel sostenere le elezioni;

1. denuncia e condanna la detenzione arbitraria e illegale dell'ex Presidente ad interim Áñez, di due dei suoi ministri e di altri prigionieri politici; invita le autorità boliviane a rilasciarli immediatamente e a ritirare tutte le accuse a sfondo politico a loro carico; chiede un quadro di giustizia trasparente e imparziale, esente da pressioni politiche, ed esorta le autorità a fornire tutta l'assistenza medica necessaria per garantire il loro benessere;

2. sottolinea che l'ex Presidente Áñez ha pienamente rispettato il suo dovere di seconda vicepresidente del Senato ai sensi della Costituzione boliviana nel colmare il vuoto presidenziale causato dalle dimissioni dell'ex Presidente Evo Morales a seguito delle violente rivolte provocate dal tentativo di brogli elettorali; evidenzia che il Tribunale plurinazionale boliviano ha sostenuto il trasferimento di poteri a Jeanine Áñez; osserva che le elezioni del 18 ottobre 2020 si sono svolte senza incidenti e con tutte le garanzie democratiche;

3. esprime preoccupazione per la mancanza di indipendenza e imparzialità del sistema giudiziario boliviano e per la prevalenza di problemi strutturali; osserva che la mancanza di indipendenza incide sull'accesso alla giustizia e, più in generale, mina la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario nazionale; denuncia le pressioni politiche esercitate sulla magistratura per perseguire gli oppositori politici e sottolinea l'importanza di sostenere le garanzie del giusto processo e assicurare che la magistratura sia libera da qualsiasi pressione politica; sottolinea che le vittime meritano una giustizia reale e imparziale e che tutti i responsabili dovrebbero essere chiamati a rispondere delle loro azioni, senza che sia concessa alcuna amnistia o perdono in virtù delle loro opinioni politiche; chiede che sia rispettato il principio dell'indipendenza tra i poteri e la piena trasparenza in tutti i procedimenti giudiziari;

4. sottolinea che tutti i procedimenti giudiziari devono essere condotti nel pieno rispetto del principio del giusto processo sancito dal diritto internazionale; evidenzia che dovrebbero fornire garanzie giudiziarie, assicurando la tutela giurisdizionale e l'accesso alla giustizia, nel quadro di un sistema giudiziario indipendente e imparziale, libero da interferenze da parte di altre istituzioni dello Stato;

5. esorta la Bolivia ad avviare senza indugio cambiamenti e riforme strutturali del sistema giudiziario, in particolare per quanto riguarda la sua composizione, al fine di garantire processi equi e credibili, imparzialità e correttezza; chiede al governo boliviano di affrontare il problema diffuso della corruzione nel paese; invita il governo boliviano a modificare gli articoli del codice penale relativi ai reati di sedizione e terrorismo, che includono definizioni troppo ampie di terrorismo, dando luogo a possibili violazioni dei principi di legalità e proporzionalità;

6. invita la procura boliviana a riaprire l'indagine sulla presunta canalizzazione di 1,6 milioni di USD di fondi pubblici da parte del governo Morales alla società di consulenza Neurona mediante pagamenti irregolari;

7. ricorda l'assoluta necessità di canali di dialogo rafforzati ed efficaci nel quadro delle istituzioni boliviane al fine di promuovere i valori democratici, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani; invita le autorità boliviane a condurre un processo di riconciliazione a livello nazionale, con l'obiettivo di allentare la tensione e le ostilità latenti all'interno della società boliviana;

8. esprime preoccupazione per la difficile situazione sociale e politica manifestatasi e aggravatasi in Bolivia dal 2019 e deplora profondamente la tragedia che ha colpito tutte le vittime dei disordini in Bolivia, da tutte le parti; sottolinea l'impellente necessità di rispettare appieno il legittimo carattere multietnico e multilingue dello Stato; invita la Bolivia a intraprendere riforme e cambiamenti strutturali, compresa la nomina di un mediatore indipendente e imparziale, per affrontare le cause profonde delle crisi scoppiate nel paese;

9. ritiene che l'UE e la Bolivia debbano proseguire e rafforzare il loro impegno e il loro dialogo nel contesto dei negoziati SPG+, dal momento che la Bolivia è l'unico paese della Comunità andina a non avere un accordo con l'UE; è del parere che l'UE debba continuare a sostenere la Bolivia ed essere pronta a impegnarsi ulteriormente, a condizione che vengano adottate misure chiare per migliorare la situazione e che siano rispettati la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani;

10. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al governo e al Tribunale plurinazionale costituzionale della Bolivia, all'Organizzazione degli Stati americani, alla Commissione interamericana dei diritti dell'uomo, al Parlamento andino, all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana, al Segretario generale delle Nazioni Unite e all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

 

[1] Testi approvati, P9_TA(2019)0077.

Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2021Note legali - Informativa sulla privacy