Proposta di risoluzione comune - RC-B9-0465/2021Proposta di risoluzione comune
RC-B9-0465/2021

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE 

    15.9.2021 - (2021/2878(RSP))

    presentata a norma dell'articolo 132, paragrafi 2 e 4, del regolamento
    in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:
    B9-0465/2021 (Verts/ALE)
    B9-0467/2021 (S&D)
    B9-0468/2021 (ECR)
    B9-0469/2021 (PPE)
    B9-0470/2021 (Renew)sulla situazione in Libano

    Michael Gahler, Tom Vandenkendelaere, David McAllister, Željana Zovko, Sandra Kalniete, Andrey Kovatchev
    a nome del gruppo PPE
    Evin Incir, Pedro Marques, Tonino Picula
    a nome del gruppo S&D
    Christophe Grudler, Petras Auštrevičius, Stéphane Bijoux, Izaskun Bilbao Barandica, Gilles Boyer, Sylvie Brunet, Olivier Chastel, Ilana Cicurel, Jérémy Decerle, Laurence Farreng, Klemen Grošelj, Sandro Gozi, Bernard Guetta, Valérie Hayer, Karin Karlsbro, Fabienne Keller, Ilhan Kyuchyuk, Nathalie Loiseau, Karen Melchior, Javier Nart, Samira Rafaela, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Michal Šimečka, Irène Tolleret, Véronique Trillet-Lenoir, Hilde Vautmans, Marie-Pierre Vedrenne, Stéphanie Yon-Courtin
    a nome del gruppo Renew
    Salima Yenbou
    a nome del gruppo Verts/ALE
    Anna Fotyga, Jadwiga Wiśniewska, Elżbieta Rafalska, Ryszard Czarnecki, Ladislav Ilčić, Raffaele Fitto, Adam Bielan, Witold Jan Waszczykowski, Valdemar Tomaševski
    a nome del gruppo ECR
    Fabio Massimo Castaldo


    Procedura : 2021/2878(RSP)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    RC-B9-0465/2021
    Testi presentati :
    RC-B9-0465/2021
    Testi approvati :

    Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Libano

    (2021/2878(RSP))

    Il Parlamento europeo,

     viste le sue precedenti risoluzioni sul Libano, in particolare quella del 22 maggio 2008 sulla situazione in Libano[1],

     viste le precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare le risoluzioni 1559 (2004), 1701 (2006), 2539 (2020) e 2591 (2021),

     visto l'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica libanese, dall'altra[2],

     vista la decisione del Consiglio del 10 dicembre 2007 relativa alla concessione di un'assistenza macrofinanziaria al Libano[3],

     vista la relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'Unione europea in Libano del 2018,

     visti gli impegni concordati nel quadro delle priorità del partenariato UE-Libano nel novembre 2016, della conferenza CEDRE il 6 aprile 2018, del programma di riforma, ripresa e ricostruzione (3RF) per il Libano nel dicembre 2020 e delle riunioni del Gruppo di sostegno internazionale per il Libano dell'11 dicembre 2019, del 23 settembre 2020 e del 19 maggio 2021,

     vista la dichiarazione rilasciata il 5 agosto 2020 dal Commissario per la Gestione delle crisi Janez Lenarčič sull'esplosione a Beirut,

     viste la Conferenza internazionale sull'assistenza e sul sostegno a Beirut e al popolo libanese del 9 agosto 2020 e la Conferenza a sostegno del popolo libanese del 2 dicembre 2020, organizzate dalla Francia e dalle Nazioni Unite,

     vista la dichiarazione congiunta rilasciata il 23 settembre 2020 dal gruppo di sostegno internazionale per il Libano,

     vista la dichiarazione del 28 settembre 2020 dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a nome dell'UE sulle dimissioni presentate dal Primo ministro designato del Libano,

     vista la relazione sul programma di riforma, ripresa e ricostruzione per il Libano (3RF), adottata dall'UE, dalle Nazioni Unite e dalla Banca mondiale nel dicembre 2020,

     viste le conclusioni del Consiglio del 7 dicembre 2020 sul Libano,

     viste la relazione economica sul Libano della Banca mondiale (Lebanon Economic Monitor) del 1° giugno 2021 e la valutazione rapida dei danni e dei bisogni di Beirut elaborata dal Gruppo della Banca mondiale in collaborazione con l'Unione europea e le Nazioni Unite,

     viste le dichiarazioni e le osservazioni rese il 19 giugno 2021 dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) Josep Borrell nel corso della sua visita al paese,

     vista la dichiarazione rilasciata il 16 luglio 2021 dal VP/AR Josep Borrell sulle dimissioni del primo ministro designato Saad Hariri,

     visto l'invito rivolto il 16 luglio 2021 dagli onn. David McAllister, presidente della commissione per gli affari esteri, e Isabel Santos, presidente della delegazione per le relazioni con i paesi del Mashreq, ai leader politici libanesi al fine di risolvere lo stallo venutosi a creare a seguito delle dimissioni del primo ministro designato,

     visto il comunicato stampa dell'UNICEF, del 23 luglio 2021, dal titolo "Libano, l'UNICEF mette in guardia: il sistema idrico pubblico sull'orlo del collasso",

     vista la dichiarazione del portavoce del servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), del 26 luglio 2021, sul processo di formazione del governo,

     vista la dichiarazione in data 28 luglio 2021 dei copresidenti della seconda riunione del gruppo consultivo del 3RF,

     vista la decisione (PESC) 2021/1277 del Consiglio, del 30 luglio 2021, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libano[4],

     vista la dichiarazione resa il 3 agosto 2021 dal VP/AR Josep Borrell in occasione del primo anniversario dell'esplosione al porto di Beirut,

     viste la Conferenza a sostegno del popolo libanese tenutasi il 4 agosto 2021 in videoconferenza e la dichiarazione resa dal VP/AR Borrell nel corso della Conferenza,

     vista la lettera del Segretario generale delle Nazioni Unite al Presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, datata 4 agosto 2021, sulla proroga del mandato della Forza interinale delle Nazioni Unite nel Libano (UNIFIL),

     vista la dichiarazione rilasciata dal Presidente del Consiglio europeo il 4 agosto 2021 in occasione della terza conferenza internazionale a sostegno del popolo libanese, tenutasi su invito congiunto del Segretario generale delle Nazioni Unite e del Presidente della Repubblica francese,

     vista la dichiarazione del 7 agosto 2021 con cui il portavoce del SEAE ha condannato il lancio di razzi dal Libano meridionale,

     vista la dichiarazione del Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, in data 26 agosto 2021 sul deterioramento della situazione socio-economica in Libano,

     viste la decisione n. 1/2016 del consiglio di associazione UE-Libano, dell'11 novembre 2016, recante accordo in merito alle priorità del partenariato UE-Libano e la proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione che dovrà essere assunta a nome dell'Unione europea nel consiglio di associazione istituito dall'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica libanese, dall'altra, in merito alla proroga delle priorità del partenariato UE-Libano finché non saranno adottati dall'UE e dal Libano nuovi documenti congiunti aggiornati (COM(2021)0406),

     visti gli incidenti verificatisi nell'agosto e nel settembre 2019, il 14 e il 17 aprile 2020, il 27 luglio 2020, nel maggio 2021, il 20 luglio 2021 e tra il 4 e il 6 agosto 2021, avvenuti lungo la linea blu,

     vista la comunicazione congiunta del 9 febbraio 2021, dal titolo "Partenariato rinnovato con il vicinato meridionale – Una nuova agenda per il Mediterraneo" (JOIN(2021)0002),

     vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

     visto l'articolo 132, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

    A. considerando che la situazione attuale in Libano è estremamente allarmante ed è fonte di profonda preoccupazione in ragione della crisi politica, economica, sociale, finanziaria e sanitaria, nonché dello stato di paralisi istituzionale; che il Libano è un partner stretto e importante dell'Unione europea; che questo partenariato si basa su interessi comuni, legami storici e culturali di lunga data, un dialogo politico e sociale regolare e contatti interpersonali di ampia portata;

    B. considerando che il Libano vanta una società civile dinamica con numerosi attivisti, leader delle comunità, accademici, artisti e gruppi giovanili che si mobilitano e chiedono riforme urgenti;

    C. considerando che la situazione in Libano era critica e ha provocato una crisi finanziaria alla fine del 2019; che il 17 ottobre 2019 si sono già tenute proteste di massa, anche note come la rivoluzione di ottobre del Libano, per chiedere diritti sociali ed economici, l'assunzione di responsabilità, la fine della corruzione e le dimissioni di tutti i rappresentanti politici; che il 29 ottobre 2019 l'ex primo ministro libanese Saad Hariri ha annunciato le dimissioni del governo;

    D. considerando che il 4 agosto 2020 una devastante esplosione di un'ingente quantità di nitrato di ammonio stoccata presso il porto di Beirut ha causato oltre 200 morti, ferendo oltre 6 500 persone e danneggiando più di 74 000 abitazioni, con un impatto diretto su 300 000 persone; che, in seguito a ciò, l'ex primo ministro Hassan Diab ha rassegnato le dimissioni; che un anno dopo l'esplosione l'indagine sulle relative cause non è ancora stata conclusa (soprattutto a causa della corruzione) e che i responsabili non sono stati identificati né chiamati a rispondere; che una relazione di Human Rights Watch pubblicata il 3 agosto 2021 ha portato alla luce prove che dimostrano il coinvolgimento di funzionari nell'esplosione; che il 4 agosto 2021 è avvenuta un'altra protesta di massa nelle strade di Beirut per chiedere un'assunzione di responsabilità per l'esplosione del porto; che documenti ufficiali trapelati mostrano che le autorità doganali, militari e di sicurezza libanesi, nonché la magistratura, avevano messo in guardia i governi successivi in merito alla pericolosa scorta di sostanze chimiche esplosive presso il porto di Beirut in almeno 10 occasioni nell'arco di sei anni, ma che non era stata intrapresa alcuna azione; che esponenti politici libanesi di primo piano hanno ostacolato le indagini locali sulla successiva esplosione e che le autorità hanno destituito il primo giudice istruttore dopo che questi aveva convocato personalità politiche per interrogarle e hanno respinto le richieste del secondo giudice istruttore di revocare l'immunità di deputati sospettati e di interrogare membri di alto grado delle forze di sicurezza;

    E. considerando che la corruzione è una delle principali sfide che frenano lo sviluppo e la prosperità del Libano e che esacerbano l'alienazione e la sfiducia nei confronti del sistema politico; che la corruzione è diffusa e permea tutti i livelli della società, come si evince dai risultati delle prestazioni globali e medie del paese nella maggior parte dei settori di governance; che l'Istituzione nazionale anticorruzione non è ancora operativa perché è in attesa della nomina dei suoi commissari;

    F. considerando che il 10 settembre 2021, dopo tre primi ministri designati (Mustapha Adib, Saad Hàùùariri e Najib Mikati), il Libano ha finalmente formato un governo; che il nuovo governo dovrà predisporre con urgenza il necessario pacchetto di riforme politiche sostanziali affinché il Libano possa combattere la corruzione e preservare la propria stabilità, unità, sovranità, indipendenza politica e integrità territoriale;

    G. considerando che le elezioni comunali, parlamentari e presidenziali in Libano sono previste per maggio e ottobre 2022; che è fondamentale che tutti i leader politici rispettino il calendario elettorale del 2022 e garantiscano elezioni inclusive, trasparenti ed eque, con un accesso paritario alla campagna elettorale e un accesso al voto garantito per tutti i cittadini libanesi, compresi quelli che risiedono fuori dal paese, come la legge elettorale più recente adottata nel 2017 permette loro e come stabilito dalla Costituzione libanese; che la commissione di sorveglianza delle elezioni non dispone dei mezzi necessari per assolvere al proprio mandato, il che desta preoccupazioni per quanto riguarda la trasparenza e l'equità della campagna elettorale e delle elezioni previste per il prossimo anno;

    H. considerando che, immediatamente dopo l'enorme esplosione, l'UE ha condotto, unitamente alla Banca mondiale e alle Nazioni Unite, una valutazione rapida dei danni e dei bisogni per effettuare una stima dell'impatto sulla popolazione, sulle attività materiali, sulle infrastrutture e sulla fornitura di servizi; che la valutazione ha individuato tra i 3,8 e i 4,6 miliardi di USD di danni, principalmente nei settori degli alloggi e della cultura, tra i 2,9 e i 3,5 miliardi di USD in perdite, perlopiù nel settore degli alloggi, seguito dai trasporti e dalla cultura, e tra 1,8 e 2 miliardi di USD in esigenze di ripresa e ricostruzione prioritarie, dove il settore dei trasporti risulta il maggiormente interessato, seguito dalla cultura e dal settore degli alloggi; che il principale risultato raggiunto è stata l'istituzione del programma di riforma, ripresa e ricostruzione (3RF), cogestito dal governo del Libano; che non sono stati compiuti progressi in relazione alle riforme nell'ambito del 3RF a causa di mesi di stallo nella formazione del governo; che nel maggio 2021 il principale produttore di energia elettrica del Libano, Electricité du Liban (Energia elettrica del Libano), ha annunciato che non disponeva più del denaro necessario per l'acquisto di carburante; che il Libano si sta rivolgendo a diversi paesi per far fronte al suo fabbisogno energetico immediato;

    I. considerando che, nonostante la sospensione della legge sul segreto bancario, non ci sono stati progressi nell'audit forense della Banca centrale; che, a seguito delle segnalazioni di un'indagine svizzera su operazioni che avrebbero coinvolto il governatore della Banca centrale, Riad Salameh, e suo fratello, la Procura libanese ha avviato un'indagine e i procuratori francesi hanno avviato un'indagine preliminare sulle accuse di riciclaggio di denaro riguardanti Salameh; che il governatore della Banca centrale nega ogni addebito;

    J. considerando che l'UE ha assunto l'impegno di garantire la stabilità e l'unità del paese mediante l'assistenza economica; che l'UE ha fornito un notevole livello di assistenza per far fronte alle conseguenze e alle esigenze immediate a seguito dell'esplosione; che ha mobilitato 33 milioni di EUR a titolo emergenziale e oltre 250 soccorritori provenienti dagli Stati membri dell'UE; che, solo nel 2021, l'UE ha fornito al Libano 55,5 milioni di EUR in aiuti umanitari; che nell'estate del 2021 sono stati sbloccati altri 5,5 milioni di EUR per rafforzare la risposta del Libano alla COVID-19; che, dal 2011, l'UE e i suoi Stati membri hanno mobilitato 24 miliardi di EUR;

    K. considerando che la pandemia di COVID-19 ha esacerbato la già esistente e generalizzata crisi in Libano, dove è presente una corruzione dilagante a tutti i livelli della società; che sono stati fortemente colpiti sia i gruppi vulnerabili che quelli non vulnerabili; che dall'inizio della pandemia sono stati registrati in Libano più di 610 000 casi di COVID-19 e 8 150 decessi; che i quartieri più colpiti dalla devastazione causata dall'esplosione sono stati i quartieri di Gemmayze Ashrafiedh, Mar Mikhael Bnabil e Rmeil Medawar e che l'attuale mancanza di alternative per coloro la cui abitazione è stata distrutta potrebbe incidere sulla struttura, sul tessuto e sulla coesione sociali storici del Libano;

    L. considerando che la decisione del Consiglio del 30 luglio 2021 ha istituito un quadro per sanzioni mirate nei confronti di persone e soggetti responsabili di aver compromesso la democrazia o lo Stato di diritto in Libano; che tali sanzioni comprendono il divieto di ingresso sul territorio dell'UE e il congelamento dei beni per coloro che ostacolino sistematicamente la formazione di un governo o compromettano gravemente lo svolgimento di elezioni, ostacolino o compromettano l'attuazione dei piani approvati dalle autorità libanesi e sostenuti dall'UE per migliorare la responsabilità e la buona governance, anche nei settori bancario e finanziario, o per gravi illeciti finanziari riguardanti i fondi pubblici, per atti contemplati dalla convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione o per l'esportazione non autorizzata di capitali;

    M. considerando che la Commissione economica e sociale delle Nazioni Unite per l'Asia occidentale ha rilevato che, tra il 2019 e il 2020, il tasso di povertà era già schizzato dal 28 al 55 %; che il tasso di povertà multidimensionale in Libano è quasi raddoppiato, passando dal 42 % nel 2019 all'82 % nel 2021, e che oggi il 34 % della popolazione è affetto da povertà multidimensionale estrema; che il tasso di disoccupazione è salito a oltre il 40 % della forza lavoro e che una quota crescente di famiglie ha difficoltà ad accedere a servizi di base come cibo, acqua e assistenza sanitaria; che, nella sua relazione "Lebanon Economic Monitor", del giugno 2021, la Banca mondiale ha constatato che il Libano sta attraversando una depressione economica grave e prolungata, che probabilmente sarà classificata tra i più gravi episodi di crisi a livello mondiale dalla metà del XIX secolo;

    N. considerando che la guerra nella vicina Siria ha costretto molte persone a fuggire in Libano, il quale si stima che avrebbe accolto 1,5 milioni di rifugiati siriani, in aggiunta ai circa 15 800 rifugiati etiopi, iracheni, sudanesi e di altra nazionalità registrati presso l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e ai circa 207 700 rifugiati palestinesi; che, secondo il Programma alimentare mondiale, nel 2021 il 22 % dei cittadini libanesi, il 50% dei rifugiati provenienti dalla Siria e il 33 % dei rifugiati di altre nazionalità si trovano in condizioni alimentari precarie; che il Libano è uno dei due paesi del Medio Oriente che accoglie un gran numero di lavoratori domestici migranti sottoposti al regime della kafala; che dal 2011 l'UE ha contribuito con 2,4 miliardi di EUR per aiutare i rifugiati siriani e palestinesi, attraverso vari strumenti quali il Fondo fiduciario regionale dell'UE in risposta alla crisi siriana e lo strumento europeo di vicinato (ENI);

    O. considerando che nell'aprile 2020 il governo libanese ha approvato un piano economico e ha richiesto un programma dell'FMI sulla base delle riforme necessarie; che sono ancora in corso colloqui con l'FMI; che, secondo l'FMI, il Libano ha urgente necessità di avviare riforme globali per ristabilire le finanze pubbliche, ristrutturare il debito pubblico, ripristinare il sistema bancario, espandere la rete di sicurezza sociale, riformare le imprese di proprietà dello Stato e migliorare la governance; che l'FMI ha stanziato 860 milioni di USD di diritti speciali di prelievo per rimpinguare le riserve esaurite del paese e contribuire alle numerose necessità urgenti; che la commissione finanziaria del Parlamento libanese ha respinto il piano di bail-in del governo che avrebbe consentito di preservare i risparmi del 98 % della popolazione garantendo gli attivi dei conti bancari con risparmi inferiori a 500 000 USD; che, di fronte alle critiche mosse dai deputati al piano di risanamento, il Fondo monetario internazionale (FMI) ha pubblicato tre dichiarazioni a sostegno del piano proposto dal governo; che i deputati che hanno respinto il piano di risanamento hanno un interesse personale nel difendere gli interessi delle banche libanesi, visti i loro rapporti in qualità di azionisti o con gli azionisti di tali banche;

    P. considerando che il 30 giugno 2021 il parlamento libanese ha approvato una legge relativa a un prestito straordinario di 556 milioni di USD, teso a finanziare un sistema di tessere di razionamento che fornirà assistenza in denaro alle famiglie più vulnerabili, sostituendo l'attuale sistema di sussidi; che l'attuazione del sistema di tessere di razionamento deve rispettare il principio di non discriminazione;

    Q. considerando che l'accordo euromediterraneo si basa sul rispetto dei principi democratici e dei diritti umani fondamentali, come sancito nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, che costituisce un elemento essenziale dell'accordo;

    R. considerando che l'ultima risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la risoluzione 2591 (2021), adottata all'unanimità il 30 agosto 2021, proroga per un altro anno il mandato dell'UNIFIL e richiama all'attenzione la necessità di un cessate il fuoco permanente in linea con i principi e gli elementi indicati nella risoluzione 1701 (2006);

    S. considerando che la neutralità del Libano è fondamentale ai fini della sua futura stabilità; che un Libano stabile, pienamente sovrano, unito e democratico è di fondamentale importanza per la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo pacifico dell'intero Medio Oriente; che è imperativo che il nuovo governo e i suoi ministri raggiungano l'indipendenza politica e resistano a qualsivoglia ingerenza di paesi vicini o lontani; che le ingerenze esterne pregiudicano lo sviluppo e la stabilità del Libano; che Hezbollah controlla tuttora i ministeri chiave del governo libanese; che diversi Stati membri dell'UE hanno inserito Hezbollah nell'elenco delle organizzazioni terroristiche; che Hezbollah ha ripetutamente dimostrato la sua forte lealtà ideologica nei confronti dell'Iran, il che destabilizza il governo libanese e compromette la coesione di cui necessita fortemente;

    1. ritiene che l'attuale situazione del Libano sia una catastrofe di origine umana provocata da un gruppo ristretto di uomini della classe politica al potere; prende atto della recente formazione di un governo dopo 13 mesi di stallo politico; si rammarica del fatto che il nuovo governo includa una sola donna; esorta a gran voce i leader libanesi a mantenere le loro promesse e a rappresentare un governo funzionale orientato alla missione, credibile e che si assuma le sue responsabilità, che lasci da parte le divisioni parlamentari e che sia scevro da influenze straniere; ritiene che l'obbligo dell'assunzione di responsabilità, il rispetto di elezioni libere ed eque e la fornitura di servizi pubblici di base debbano prevalere su qualsiasi considerazione personale all'interno della classe politica libanese; rammenta che le elezioni del maggio 2022 non devono essere rinviate in nessun caso, alla luce della situazione di stallo politico e della crescente disfunzione delle istituzioni statali, e devono svolgersi nel rispetto delle norme democratiche internazionali di libertà, equità e trasparenza;

    2. invita le autorità libanesi a chiedere che il VP/AR invii una missione di osservazione elettorale o, se lo ritiene necessario, una missione di esperti elettorali, diversi mesi prima delle elezioni; chiede che il nuovo governo libanese attui pienamente le raccomandazioni formulate dalla missione di osservazione elettorale dell'UE nel 2018; esorta la Commissione e gli Stati membri a prestare tutta l'assistenza tecnica e finanziaria necessaria per consentire lo svolgimento delle elezioni nelle migliori condizioni possibili e a impegnarsi per garantire l'equità e la trasparenza dell'intero processo; esorta il nuovo governo libanese a dotare la commissione di sorveglianza delle elezioni di tutti i fondi, il personale e gli strumenti necessari per adempiere pienamente al proprio mandato; chiede l'istituzione di una task force umanitaria internazionale sotto l'egida delle Nazioni Unite al fine di sostenere l'attuazione dell'assistenza umanitaria e di controllare l'uso dei fondi; rammenta che le Nazioni Unite hanno sviluppato un quadro teso a sostenere le donne in qualità di candidate ed elettrici e a promuovere in tal modo una maggiore partecipazione delle donne al processo politico e chiede che tale quadro sia pienamente integrato nei piani di riforma elettorale;

    3. invita l'UE a offrire al Libano la presenza di una missione globale di consulenza amministrativa dell'UE al fine di far fronte all'urgente necessità di contrastare l'accelerazione della crisi della pubblica amministrazione e dei servizi di base; esorta il nuovo governo ad attuare rapidamente le riforme essenziali sul piano economico e della governance che garantiranno la ripresa politica ed economica, in particolare una regolamentazione credibile dei settori economici chiave come il settore dell'elettricità;

    4. rammenta che un'indagine trasparente, indipendente, neutrale ed efficace riguardo all'esplosione avvenuta nel porto di Beirut è una priorità e deve essere garantita; esorta le autorità libanesi a rispettare le procedure giudiziarie e l'indipendenza del potere giudiziario e a sostenere ogni sforzo inteso a permettere che i responsabili delle decisioni che hanno causato l'esplosione al porto di Beirut siano oggetto di indagini adeguate e siano chiamati a rispondere; chiede una missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti in Libano per indagare sull'esplosione avvenuta a Beirut nel quadro delle Nazioni Unite; insiste sul fatto che i responsabili diretti o indiretti devono essere chiamati a rispondere delle vittime e dei danni arrecati al popolo libanese;

    5. invita la Commissione e gli Stati membri a stanziare ulteriori aiuti umanitari, alla luce delle condizioni disastrose sul campo, in particolare aiuti alimentari e materiale ospedaliero e farmaceutico, e a fornire risorse energetiche alternative, compresi pannelli solari a tutti gli istituti scolastici e gli ospedali, attraverso organismi diversi dagli enti pubblici quali organizzazioni non governative notoriamente conosciute, organizzazioni della società civile e organizzazioni di ispirazione religiosa in Libano in grado di realizzare le riforme; insiste sulla necessità di includere le organizzazioni locali della società civile nella progettazione, nella pianificazione, nel coordinamento, nell'attuazione e nella valutazione dei programmi di aiuto per il Libano; invita la Commissione a trovare meccanismi che applichino in modo strategico e flessibile criteri che consentano alle organizzazioni un accesso rapido ai fondi al fine di rispondere alle necessità immediate, sempre nel rispetto del consenso europeo sull'aiuto umanitario e del diritto internazionale umanitario; sottolinea la necessità di un rigoroso monitoraggio degli aiuti dell'UE al fine di garantire che siano trasferiti direttamente a coloro che ne hanno bisogno; deplora fermamente il livello estremamente elevato di cattiva gestione e la mancanza di controllo finanziario sui fondi erogati in passato;

    6. invita la Commissione e gli Stati membri dell'UE a collaborare in modo costruttivo con il nuovo governo libanese al fine di realizzare le riforme strutturali e settoriali necessarie per prestare un'assistenza macrofinanziaria dell'UE significativa e rafforzare le nostre relazioni commerciali, a condizione che si compiano progressi tangibili nell'attuazione delle riforme necessarie previste dal 3RF;

    7. invita le autorità libanesi a riprendere quanto prima i colloqui con l'FMI affinché le riforme siano tangibili per le persone chi si trovano in difficoltà in Libano; esorta le autorità libanesi ad attuare gli impegni precedentemente assunti nel contesto della Conferenza economica per lo sviluppo attraverso riforme con il settore privato (CEDRE) dell'aprile 2018, con l'appoggio del gruppo internazionale di sostegno per il Libano, e come concordato da tutti i leader politici del Libano, che comportano riforme economiche e di governance significative e profonde, tra cui il ripristino della stabilità economica e della credibilità del settore finanziario, la garanzia dell'indipendenza del sistema giudiziario, il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto come pure la lotta alla corruzione; invita le autorità libanesi a prestare sostegno alle comunità più vulnerabili in Libano, anche attraverso reti di sicurezza sociale; invita le autorità libanesi ad approvare il bilancio 2021 e a preparare il bilancio 2022 prevedendo in particolare un solido programma per la protezione sociale, con l'attuazione del programma relativo alla rete di sicurezza sociale d'emergenza e del programma nazionale di lotta alla povertà; esorta le autorità libanesi a prevedere una linea di bilancio sufficiente per le elezioni del 2022;

    8. sottolinea che, a causa della repressione generalizzata del regime di Assad contro la rivolta popolare siriana del 2011, il Libano ha ospitato la più alta percentuale di rifugiati siriani al mondo; sottolinea la particolare responsabilità del regime siriano nel perdurare di questa drammatica situazione umanitaria; ricorda che, al fine di pervenire a soluzioni durature per gli sfollati, sono fondamentali finanziamenti e programmazione sufficienti a lungo termine per sostenere gli sfollati interni e i rifugiati oltre il ciclo del programma umanitario; ricorda la vulnerabilità dei rifugiati siriani e palestinesi in Libano e sottolinea la necessità di fornire finanziamenti adeguati, prevedibili e a più livelli all'Agenzia delle Nazioni Unite di soccorso e lavori per i rifugiati palestinesi del Vicino Oriente (UNRWA) e ad altri attori che lavorano con i rifugiati, al fine di garantire una completa prestazione di servizi essenziali alle comunità di rifugiati nel paese; sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione e il dialogo con le ONG e altri prestatori di servizi che assistono i rifugiati nel paese;

    9. esorta il nuovo governo e il nuovo presidente libanesi ad adottare tutte le misure necessarie per smantellare le pratiche di corruzione, compresi i trasferimenti di capitali pubblici e l'evasione fiscale, a garantire la piena indipendenza dei futuri membri dell'istituzione nazionale anticorruzione e a chiedere il sostegno tecnico della comunità internazionale attraverso i meccanismi delle Nazioni Unite e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, al fine di garantire la trasparenza e la piena assunzione di responsabilità nei confronti del popolo libanese; ricorda che l'UE, la Banca mondiale e le Nazioni Unite hanno chiesto l'istituzione di un sistema giudiziario indipendente e trasparente, l'adozione di una legge moderna in materia di appalti pubblici e l'adozione di una strategia anticorruzione, e denuncia la mancanza di azione da parte dei successivi governi libanesi negli ultimi anni;

    10. sottolinea la particolare responsabilità di Hezbollah e di altre fazioni nel reprimere il movimento popolare libanese del 2019 e nella crisi politica ed economica del Libano; invita tutte le potenze esterne a non intromettersi negli affari interni del Libano e chiede che la sovranità e l'indipendenza politica del paese siano rispettate; esorta tutte le fazioni politiche del governo a porre fine al settarismo e ad attuare riforme vitali per tutti coloro che vivono in Libano, senza discriminazioni religiose o etniche;

    11. esprime profonda preoccupazione per la persistente mancanza di progressi verso un cessate il fuoco permanente e l'attuazione di altre disposizioni chiave della risoluzione 1701 (2006) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, alla luce delle recenti e perduranti tensioni lungo il confine meridionale del Libano; ribadisce il suo fermo sostegno a favore dell'integrità territoriale, della sovranità e dell'indipendenza politica del Libano, in linea con la recente risoluzione 2591 (2021) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; ricorda la posizione dell'UE secondo cui occorre rispettare pienamente le pertinenti risoluzioni 1559 (2005) e 1701 (2006) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

    12. invita la comunità internazionale a fornire il sostegno finanziario necessario per consentire alle forze armate e alle forze di sicurezza interne libanesi di svolgere il loro ruolo essenziale nel prevenire un ulteriore crollo delle istituzioni statali, nell'assicurare gli aiuti umanitari e nel garantire la stabilità, rispettando nel contempo il diritto di protesta e alla libertà di espressione; ribadisce che la responsabilità dei funzionari pubblici è essenziale e condanna qualsiasi violenza contro i manifestanti;

    13. chiede che il SEAE, in collaborazione con gli Stati membri, proponga un elenco di autorità responsabili in Libano; invoca il ricorso a sanzioni mirate nel quadro adottato dal Consiglio il 30 luglio 2021 nei confronti di tutte le persone o entità che soddisfano i criteri di tale quadro; sottolinea che l'introduzione di sanzioni mirate per l'atto di ostacolare o pregiudicare il processo politico democratico rimane un'opzione che potrebbe essere attivata qualora gli attori responsabili in Libano dovessero continuare a fare ostruzionismo nei confronti delle riforme e della lotta alla corruzione; invita tutti gli Stati membri dell'UE, senza eccezioni, a cooperare pienamente, rafforzandole, con le nuove sanzioni mirate dell'UE nei confronti dei leader corrotti e dei responsabili degli attacchi alla democrazia e allo Stato di diritto e dei loro affiliati in Libano; esorta il SEAE e il Consiglio a stanziare urgentemente risorse sufficienti per sviluppare efficacemente il nuovo meccanismo; invita gli Stati membri dell'UE e i loro partner, quali il Regno Unito e la Svizzera, a cooperare nella lotta contro la presunta appropriazione indebita di denaro pubblico da parte di una serie di funzionari libanesi; suggerisce agli Stati membri di avviare procedimenti giudiziari nelle loro giurisdizioni nazionali contro i proprietari di capitali acquisiti in modo illecito e detenuti nei loro territori e di promuovere sforzi in vista della restituzione dei fondi illegali alla popolazione libanese;

    14. ricorda che l'accordo di associazione tra l'UE e la Repubblica libanese prevede un dialogo politico tra il Parlamento e il parlamento libanese sulla base dell'instaurazione di una cooperazione politica tra le due istituzioni, che può fungere da quadro aggiuntivo, se richiesto dalle autorità libanesi, per sostenere il governo di recente formazione e superare la stagnazione istituzionale;

    15. ricorda il proprio forte sostegno nei confronti di tutti i difensori dei diritti umani in Libano e del loro lavoro; incoraggia la società civile e le parti sociali ed economiche a svolgere i loro rispettivi ruoli nell'ambito di un dialogo nazionale, dando voce alle loro aspirazioni e presentando proposte per la pace, lo sviluppo e il futuro del paese, ed elogia le iniziative delle comunità locali e della società civile; esprime profonda preoccupazione per la crescente emigrazione della popolazione libanese e per la conseguente fuga di cervelli, che incide sulle risorse umane essenziali per la ricostruzione e la ripresa del Libano e la sua vita democratica;

    16. invita il Libano a garantire le forme di protezione necessarie contro il lavoro forzato, quali previste dal diritto internazionale del lavoro e dalle norme internazionali in materia di diritti umani, inclusi i principi e i diritti fondamentali in materia di lavoro, e dalla convenzione dell'Organizzazione mondiale del lavoro (OIL) sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici (convenzione n. 189 del 2011), al fine di affrontare il problema dello sfruttamento che caratterizza il regime della kafala;

    17. ribadisce il proprio sostegno alla determinazione dell'UE volta ad aiutare il Libano nella sua ristrutturazione economica e nella ricostruzione delle sue infrastrutture; invita la Commissione a riformare i fondi a lungo termine e a riformulare la strategia e il piano di ripresa per il Libano nel quadro delle priorità del partenariato UE-Libano nell'ambito del nuovo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale, nonché a prendere in considerazione il finanziamento di ulteriori partner potenziali all'interno della società civile, in particolare al fine di trovare soluzioni urgenti alla scarsità di energia attraverso le fonti energetiche rinnovabili compresi i pannelli solari;

    18. invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare il loro appoggio alla campagna di vaccinazione libanese, che necessita di sostegno internazionale, e ad attenuare la crisi sanitaria in Libano; chiede un sostegno per le retribuzioni dei dipendenti ospedalieri e per l'acquisto di articoli paramedici;

    19. ribadisce il suo stretto partenariato con il Libano e il suo popolo, ancorato ai valori comuni della democrazia, del pluralismo, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani; ribadisce il suo sostegno alla determinazione dell'UE volta ad assistere il Libano nell'opera di ristrutturazione economica; rende omaggio alle vittime dell'esplosione nel porto di Beirut; ribadisce la propria solidarietà e il proprio sostegno nei confronti della società civile libanese, in particolare dei giornalisti e degli informatori; invita il Consiglio e la Commissione a proseguire gli sforzi a sostegno della ricostruzione e della ripresa economica del Libano, nonché a collaborare più strettamente con le organizzazioni della società civile nel paese stabilendo per queste ultime finanziamenti più efficaci;

    20. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale della Lega araba, al Presidente dell'Assemblea parlamentare euromediterranea, nonché al governo e al parlamento del Libano.

     

    Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2021
    Note legali - Informativa sulla privacy