Proposta di risoluzione comune - RC-B9-0388/2022Proposta di risoluzione comune
RC-B9-0388/2022

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE sulla violazione dei diritti umani nel contesto della deportazione forzata di civili ucraini e dell'adozione forzata di minori ucraini in Russia

14.9.2022 - (2022/2825(RSP))

presentata a norma dell'articolo 144, paragrafo 5, e dell'articolo 132, paragrafo 4, del regolamento
in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:
B9‑0388/2022 (Verts/ALE)
B9‑0390/2022 (S&D)
B9‑0399/2022 (Renew)
B9‑0402/2022 (ECR)
B9‑0407/2022 (PPE)

Željana Zovko, Michaela Šojdrová, Ewa Kopacz, Gheorghe Falcă, Eugen Tomac, Rasa Juknevičienė, Tomáš Zdechovský, Radosław Sikorski, David McAllister, Magdalena Adamowicz, Sara Skyttedal, Antonio López‑Istúriz White, Tom Vandenkendelaere, Peter Pollák, José Manuel Fernandes, Adam Jarubas, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Vangelis Meimarakis, Paulo Rangel, Christian Sagartz, Krzysztof Hetman, Inese Vaidere, Sandra Kalniete, Seán Kelly, Benoît Lutgen, Vladimír Bilčík, Stelios Kympouropoulos, Loránt Vincze, Miriam Lexmann, Andrius Kubilius, Michael Gahler, Isabel Wiseler‑Lima, Ivan Štefanec, Jiří Pospíšil, Stanislav Polčák, Arba Kokalari, Janina Ochojska, Romana Tomc, Andrey Kovatchev, Andrzej Halicki, Jerzy Buzek, Traian Băsescu
a nome del gruppo PPE
Pedro Marques, Andrea Cozzolino, Evin Incir, Raphaël Glucksmann, Radka Maxová, Juozas Olekas
a nome del gruppo S&D
Petras Auštrevičius, Nicola Beer, Izaskun Bilbao Barandica, Dita Charanzová, Olivier Chastel, Vlad Gheorghe, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Svenja Hahn, Karin Karlsbro, Moritz Körner, Ilhan Kyuchyuk, Nathalie Loiseau, Karen Melchior, Urmas Paet, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Michal Šimečka, Nicolae Ştefănuță, Ramona Strugariu, Dragoş Tudorache, Hilde Vautmans
a nome del gruppo Renew
Viola von Cramon‑Taubadel
a nome del gruppo Verts/ALE
Raffaele Fitto, Anna Fotyga, Karol Karski, Jadwiga Wiśniewska, Witold Jan Waszczykowski, Jacek Saryusz‑Wolski, Alexandr Vondra, Ladislav Ilčić, Beata Kempa, Elżbieta Kruk, Assita Kanko, Valdemar Tomaševski, Tomasz Piotr Poręba, Hermann Tertsch, Roberts Zīle, Zbigniew Kuźmiuk, Adam Bielan, Dominik Tarczyński, Andżelika Anna Możdżanowska, Beata Mazurek, Eugen Jurzyca, Angel Dzhambazki, Bogdan Rzońca, Elżbieta Rafalska, Ryszard Czarnecki, Patryk Jaki, Veronika Vrecionová, Nicola Procaccini
a nome del gruppo ECR
Fabio Massimo Castaldo, Carlo Fidanza


Procedura : 2022/2825(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
RC-B9-0388/2022
Testi presentati :
RC-B9-0388/2022
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Risoluzione del Parlamento europeo sulla violazione dei diritti umani nel contesto della deportazione forzata di civili ucraini e dell'adozione forzata di minori ucraini in Russia

(2022/2825(RSP))

Il Parlamento europeo,

 viste le sue precedenti risoluzioni sull'Ucraina e la Russia, in particolare quelle del 7 aprile[1], 5 maggio[2] e 19 maggio[3] 2022,

 vista la Carta delle Nazioni Unite,

 vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo,

 visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,

 viste le convenzioni dell'Aja,

 viste le convenzioni di Ginevra e i relativi protocolli aggiuntivi,

 visto lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (CPI),

 vista la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate,

 vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza del 20 novembre 1989 e i relativi protocolli aggiuntivi,

 vista la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio,

 viste le conclusioni del Consiglio europeo sull'Ucraina del 30 maggio 2022,

 viste le relazioni dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), del 13 aprile e del 14 luglio 2022, sulle violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto in materia di diritti umani, sui crimini di guerra e sui crimini contro l'umanità commessi in Ucraina,

 viste le relazioni del Commissario per i diritti umani del parlamento ucraino,

 vista la discussione in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 7 settembre 2022 sullo sfollamento e la deportazione forzati di cittadini ucraini nonché sulle adozioni forzate di minori ucraini in Russia,

 vista la relazione di Human Rights Watch dal titolo ""We Had No Choice": "Filtration" and the Crime of Forcibly Transferring Ukrainian Civilians to Russia" ("Non avevamo scelta": la "filtrazione" e il crimine del trasferimento forzato di civili ucraini in Russia") del 1° settembre 2022,

 visti l'articolo 144, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che il 24 febbraio 2022 la Federazione russa ha rilanciato una guerra di aggressione non provocata, ingiustificata e illegale contro l'Ucraina; che, sin dall'inizio della sua invasione su vasta scala dell'Ucraina, la Russia ha commesso consistenti e gravi violazioni dei diritti umani e crimini di guerra, tra cui uccisioni di massa di civili e prigionieri di guerra, torture, violenze sessuali, sparizioni forzate, deportazioni forzate, saccheggi e ostacoli alle operazioni di evacuazione e ai convogli umanitari; che tali violazioni e crimini sono tutti vietati dal diritto internazionale e devono essere perseguiti;

B. considerando che, secondo le stime del Commissario per i diritti umani del parlamento ucraino (difensore civico), dal 24 febbraio 2022 più di un milione di ucraini è stato deportato con la forza nella Federazione russa, spesso fino al suo estremo oriente; che diverse fonti indicano che si tratta di una stima al ribasso, mentre le stime più elevate indicano cifre pari a 2,5 milioni di persone nonché in costante aumento; che le deportazioni forzate dall'Ucraina, agevolate dai cosiddetti "campi di filtrazione", presentano forti parallelismi storici con le deportazioni di massa sovietiche e coi campi di concentramento dei Gulag; che il trasferimento forzato è un crimine di guerra e un potenziale crimine contro l'umanità;

C. considerando che la deportazione forzata su vasta scala di civili ucraini nella Federazione russa è stata descritta da organizzazioni internazionali quali l'OSCE e le Nazioni Unite come una delle più gravi violazioni del diritto internazionale umanitario commesse dalla Federazione russa nella sua guerra di aggressione contro l'Ucraina;

D. considerando che l'Ufficio dell'Alta Commissaria per i diritti umani delle Nazioni Unite (OHCHR) ha verificato l'attuazione della cosiddetta "filtrazione", che consiste in controlli di sicurezza su vasta scala, obbligatori, punitivi e abusivi che hanno portato a numerose violazioni dei diritti umani a danno dei cittadini ucraini; che i civili ucraini sono stati di fatto internati in attesa di sottoporsi a tale procedura, la cui durata variava da poche ore a quasi un mese; che nel corso della "filtrazione" i cittadini ucraini sono soggetti a interrogatori dettagliati, perquisizioni personali, che talvolta prevedono la nudità forzata, e torture; che in tali circostanze le donne e le ragazze ucraine sono esposte al rischio di sfruttamento sessuale;

E. considerando che la procedura di "filtrazione" è sistematica e costituisce un esercizio illegale di raccolta di dati in massa, che fornisce alle autorità russe grandi volumi di dati personali sui civili ucraini, compresi i loro dati biometrici; che ciò costituisce una chiara violazione del diritto alla vita privata e che le persone che vi sono sottoposte rischiano di essere prese di mira in futuro;

F. considerando che nel corso di tale procedura spesso le autorità russe confiscano i passaporti ucraini e costringono i cittadini ucraini a firmare accordi per rimanere in Russia, impedendo loro di tornare a casa, con l'evidente intenzione di modificare la composizione demografica dell'Ucraina; che, oltre alle deportazioni e alle adozioni forzate, la Russia, seguendo il suo concetto geopolitico di "Russkij mir" ("Mondo russo"), sta perseguendo una russificazione accelerata nei territori occupati dell'Ucraina;

G. considerando che i cittadini ucraini che non "superano" la procedura di "filtrazione" sono trattenuti e trasferiti nei centri di detenzione e nelle colonie penali russi e rischiano di subire gravi lesioni, tra cui torture e maltrattamenti, o diventano vittime di sparizioni forzate; che l'OHCHR ha documentato segnalazioni credibili di minori separati dalle proprie famiglie nel caso in cui l'adulto accompagnatore non avesse superato la procedura di "filtrazione";

H. considerando che i minori in fuga dalla guerra, soprattutto se non accompagnati, sono esposti a un maggiore rischio di subire violenze, abusi e sfruttamenti nonché di scomparire e di diventare vittime della tratta, in particolare quando attraversano le frontiere, e che in particolare le ragazze rischiano di subire violenza di genere;

I. considerando che il 3 settembre 2022 il difensore civico ucraino ha affermato che più di 200 000 minori erano già stati trasferiti con la forza nella Federazione russa affinché potessero essere adottati da famiglie russe, e che ha potuto verificare le circostanze della deportazione forzata di 7 000 minori ucraini; che le autorità russe stanno deliberatamente separando i minori ucraini dai propri genitori e rapendone altri dagli orfanotrofi, da altri istituti per minori e dagli ospedali per darli in adozione in Russia; che tali misure della Federazione russa sono di natura sistematica e su vasta scala e comprendono, tra gli altri reati, l'eliminazione dei dati personali delle persone deportate;

J. considerando che l'Ucraina ha creato il portale "Children of War" (Bambini della guerra) per consentire ai genitori di bambini dispersi, sfollati e deportati di condividere tutti i dati disponibili;

K. considerando che, una volta che i minori si trovano nei territori occupati dalla Russia o nella stessa Russia, il processo per farli uscire dal paese o per farli ricongiungere con coloro che si occupano della loro custodia è incredibilmente complesso; che, in assenza di procedure formali per rimpatriare i minori ucraini in Ucraina o per farli ricongiungere con coloro che si occupano della loro custodia e assistenza, il processo ricade in larga misura sui singoli, con il sostegno dei volontari locali, delle ONG e di negoziati condotti attraverso canali non ufficiali;

L. considerando che il 25 e il 30 maggio 2022 il presidente Vladimir Putin ha firmato decreti che semplificano la procedura per la concessione della cittadinanza russa ai cittadini ucraini, compresi i minori senza assistenza genitoriale, e per l'adozione di minori ucraini da parte di famiglie russe, complicando così ulteriormente il loro ritorno in Ucraina e agevolando il processo di assimilazione forzata dei minori ucraini; che centinaia di minori ucraini hanno ricevuto la cittadinanza russa e sono stati inviati a nuovi genitori in diverse regioni della Russia;

M. considerando che il diritto internazionale vieta inequivocabilmente la deportazione all'interno di un territorio occupato o da un territorio occupato verso il territorio della potenza occupante, il che costituisce una grave violazione delle Convenzioni di Ginevra e un crimine di guerra ai sensi dello Statuto di Roma della CPI; che il diritto e la prassi internazionali vietano l'adozione durante o immediatamente dopo le emergenze; che l'Ucraina ha adottato una moratoria sulle adozioni internazionali all'inizio della guerra; che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e la quarta Convenzione di Ginevra vietano alle potenze occupanti di modificare lo status personale dei minori, compresa la loro nazionalità;

N. considerando che, ai sensi dell'articolo II della Convenzione delle Nazioni Unite sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, il trasferimento forzato di minori da un gruppo all'altro, commesso con l'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, costituisce genocidio;

O. considerando che gli anziani, le persone con disabilità e altri gruppi vulnerabili sembrano essere particolarmente esposti al rischio di rimanere intrappolati in zone occupate dalla Russia o in Russia, in quanto spesso sono collocati contro la loro volontà in strutture, come ad esempio case di cura, situate in Russia o in zone occupate dalla Russia; che tali strutture sono istituzioni chiuse e che collocare le persone vulnerabili in simili strutture equivale a compromettere fondamentalmente il loro diritto alla libertà di movimento;

P. considerando che i cittadini ucraini che si sono ritrovati nel territorio della Federazione russa devono far fronte a notevoli difficoltà, come la mancanza di mezzi di sussistenza, l'impossibilità di scambiare grivnie ucraine o di ritirare fondi con carte bancarie, la mancanza di indumenti e articoli igienici e l'impossibilità di contattare i parenti; che i civili ucraini vengono trasferiti con la forza in zone economicamente depresse o isolate in Russia, spesso in Siberia, e privati di qualsiasi mezzo per tornare; che coloro che cercano di lasciare la Russia incontrano spesso difficoltà ad attraversare il paese perché non dispongono di documenti di identificazione adeguati, in quanto li hanno lasciati in Ucraina fuggendo dalla guerra oppure sono stati loro confiscati dalle autorità russe;

Q. considerando che una narrazione distorta della Seconda guerra mondiale è alla base della propaganda del Cremlino che giustifica la guerra di aggressione oggi condotta dalla Russia nei confronti dell'Ucraina;

1. condanna con la massima fermezza la guerra di aggressione della Federazione russa contro l'Ucraina, nonché il coinvolgimento attivo della Bielorussia in tale guerra, e chiede che la Russia cessi immediatamente tutte le attività militari in Ucraina e ritiri incondizionatamente tutte le forze e le attrezzature militari dall'intero territorio dell'Ucraina riconosciuto a livello internazionale; esprime la propria solidarietà unanime nei confronti del popolo ucraino, sostiene pienamente l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale e sottolinea che tale guerra costituisce una grave violazione del diritto internazionale;

2. condanna fermamente le atrocità commesse, in base a quanto riferito, dalle forze armate russe, dai loro mandatari e dalle varie autorità di occupazione, in particolare la deportazione forzata in Russia di civili ucraini, tra cui minori, nonché le pratiche aberranti poste in atto dalla Russia nei cosiddetti "campi di filtrazione" in cui le famiglie vengono separate e coloro che sono ritenuti "inaffidabili" scompaiono;

3. invita la Russia a rispettare pienamente i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale e a porre immediatamente fine alla deportazione forzata e al trasferimento forzato di civili ucraini in Russia e in territori occupati dalla Russia, a tutti i trasferimenti forzati di minori nei territori occupati dalla Russia e nella Federazione russa, nonché a tutte le adozioni internazionali di minori trasferiti dall'intero territorio ucraino riconosciuto a livello internazionale; invita la Russia ad abrogare tutta la legislazione che facilita l'adozione di minori ucraini;

4. sottolinea la necessità che le organizzazioni internazionali ed europee, tra cui il Comitato internazionale della Croce Rossa, l'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni e l'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani, abbiano libero accesso per visitare i "campi di filtrazione" e altri luoghi in cui si trovano cittadini ucraini a seguito del loro trasferimento in Russia e nei territori occupati dalla Russia, monitorino tali strutture e prestino assistenza sia ai cittadini ucraini che desiderano ritornare nel territorio dell'Ucraina, sia ai cittadini ucraini che desiderano recarsi in un paese terzo per chiedere asilo e chiedere lo status di rifugiato e/o il ricongiungimento familiare senza attraversare l'Ucraina;

5. chiede che la Federazione russa fornisca immediatamente informazioni sui nomi, l'ubicazione e le buone condizioni di salute di tutti i cittadini ucraini detenuti o deportati e consenta il ritorno in condizioni di sicurezza di tutti i civili ucraini, compresi i minori, in particolare quelli che sono stati deportati con la forza nel territorio della Federazione russa o nei territori ucraini attualmente occupati dalla Federazione russa, istituendo canali sicuri di comunicazione e di viaggio;

6. invita tutti gli Stati e le organizzazioni internazionali a esercitare pressioni sulla Russia affinché rispetti il divieto di trasferimento forzato, compresa la coercizione nei confronti di civili per evacuarli verso destinazioni indesiderate, e affinché faciliti il passaggio sicuro dei civili verso una destinazione di loro scelta, con particolare riferimento ai gruppi vulnerabili;

7. chiede alla Russia di rispettare appieno i suoi obblighi e di porre fine alle operazioni sistematiche di "filtrazione", di interrompere tutti i processi di raccolta e conservazione dei dati biometrici in corso, di cancellare i dati raccolti illegalmente e di garantire che i civili, se lo desiderano, possano passare in sicurezza e sotto controllo internazionale nel territorio controllato dall'Ucraina;

8. sottolinea che i minori separati dai genitori durante una guerra o un'emergenza umanitaria non possono essere considerati orfani e devono essere autorizzati e messi nelle condizioni di tornare rapidamente e ricongiungersi con i loro genitori o tutori legali;

9. esorta le autorità della Federazione russa a concedere immediatamente a organizzazioni internazionali quali l'OHCHR e l'UNICEF l'accesso a tutti i minori ucraini deportati con la forza nei territori occupati dalla Russia e in Russia; invita le autorità russe a garantire la sicurezza e il benessere dei minori ucraini che si trovano in Russia e nei territori occupati dalla Russia e a proteggerli dai pericoli derivanti dalla guerra e dalle sue conseguenze;

10. chiede la creazione immediata di un pacchetto dell'UE per la protezione dei minori al fine di proteggere e assistere i bambini e i giovani in fuga dalla guerra in Ucraina, che comporterebbe il passaggio sicuro, la protezione dalla violenza, dagli abusi, dallo sfruttamento e dalla tratta di esseri umani, nonché aiuti di emergenza, sforzi di ricongiungimento familiare e sostegno alla riabilitazione a lungo termine;

11. invita il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli Stati membri ad affrontare la questione dei gruppi vulnerabili, inclusi minori, anziani e persone con disabilità nelle dichiarazioni pubbliche dell'UE sui trasferimenti forzati, e a sostenere gli attivisti e le ONG sul campo che cercano di prestare loro assistenza e facilitarne il ritorno in condizioni di sicurezza;

12. invita la Commissione e gli Stati membri a cooperare con le autorità ucraine, le organizzazioni internazionali e la società civile al fine di istituire meccanismi per documentare i trasferimenti forzati (numero e identità delle persone, compresi i minori, l'ubicazione delle persone che non hanno superato il processo di "filtrazione", le condizioni del loro soggiorno in Russia, ecc.), anche al fine di determinarne l'ubicazione, rimpatriare in particolare i minori scomparsi e contribuire al ricongiungimento familiare e al tracciamento; sottolinea la necessità di raccogliere informazioni, come i nomi delle persone scomparse durante il processo di "filtrazione", il loro confinamento forzato o il loro trasferimento in Russia;

13. invita gli Stati membri a sostenere, attraverso le loro missioni diplomatiche in Russia, il rilascio di documenti di viaggio temporanei che consentano ai cittadini ucraini bloccati in Russia senza documenti d'identità o di viaggio di lasciare il paese se lo desiderano, e a fornire loro, se necessario, un rifugio temporaneo nell'UE;

14. condanna fermamente i decreti presidenziali russi del 25 maggio e del 30 maggio 2022;

15. esorta la Russia ad abbandonare la sua politica di "passaportizzazione" e a consentire agli ucraini di conservare i loro documenti di identificazione originali;

16. insiste sul fatto che gli autori di crimini di guerra e di crimini contro l'umanità e di eventuali genocidi o con un intento genocida, nonché i funzionari governativi e i leader militari responsabili, devono rispondere delle loro azioni; osserva che la ricollocazione e la deportazione forzati di minori ucraini, anche da orfanatrofi, verso la Federazione russa e i territori occupati dalla Russia e la loro adozione forzata da parte di famiglie russe violano il diritto ucraino e internazionale, in particolare l'articolo II della Convenzione delle Nazioni Unite per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio; invita, a tale proposito, gli Stati membri a sostenere gli sforzi delle autorità ucraine e internazionali volti a raccogliere, documentare e preservare le prove delle violazioni dei diritti umani commesse nel contesto della guerra russa contro l'Ucraina;

17. invita il governo ucraino a ratificare lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale al fine di facilitare il perseguimento dei crimini di guerra e dei crimini contro l'umanità, comprese le deportazioni forzate, e invita tutti i paesi europei a firmare o ratificare la Convenzione internazionale delle Nazioni Unite per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate;

18. invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere tutti i processi legittimi internazionali e nazionali, anche in base al principio della giurisdizione universale, e a indagare sui presunti crimini contro l'umanità e sui crimini di guerra, al fine di chiamare tutti i responsabili a rispondere delle loro azioni dinanzi a un tribunale, compresi i casi di trasferimenti forzati, adozioni forzate e sparizioni forzate; accoglie con grande favore le indagini in corso da parte della CPI a tale riguardo;

19. invita la Commissione e gli Stati membri a fornire sostegno politico, giuridico, tecnico, finanziario e di qualsiasi altro tipo, necessario per l'istituzione di un tribunale speciale che si occupi del crimine di aggressione da parte della Federazione russa contro l'Ucraina;

20. valuta positivamente la rapida adozione di sanzioni da parte del Consiglio e chiede la continua unità tra le istituzioni dell'UE e gli Stati membri dinanzi all'aggressione della Russia contro l'Ucraina nonché un elevato livello di coordinamento tra i paesi del G7; invita tutti i partner, in particolare i paesi candidati all'adesione all'UE e i potenziali paesi candidati, ad allinearsi ai pacchetti di sanzioni; chiede che l'elenco delle persone oggetto di sanzioni sia esteso, in particolare per includere tutte le entità e le persone identificate come responsabili della preparazione e dell'organizzazione delle deportazioni forzate e delle adozioni forzate, o del funzionamento dei cosiddetti "campi di filtrazione";

21. prende atto dei forti parallelismi storici tra i crimini commessi dalla Russia in Ucraina e i crimini sovietici nei territori occupati dai sovietici; riconosce le deportazioni sovietiche di massa, ordinate, pianificate ed eseguite dal regime comunista sovietico e l'intero sistema dei Gulag come crimini contro l'umanità; sottolinea l'importanza della memoria, della ricerca storica e dell'educazione sul passato totalitario al fine di rafforzare la consapevolezza civica e rafforzare la resilienza alla disinformazione; chiede una valutazione storica e giuridica approfondita e un dibattito pubblico trasparente sui crimini sovietici, soprattutto nella stessa Russia, al fine di rendere impossibile la reiterazione di crimini analoghi in futuro;

22. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, all'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, all'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, all'Organizzazione internazionale per le migrazioni, al Comitato internazionale della Croce Rossa, alla Corte penale internazionale, al Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, al Presidente, al governo e al parlamento dell'Ucraina, alle autorità bielorusse, nonché al Presidente, al governo e al parlamento della Federazione russa.

 

Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2022
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