PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE sulla repressione del diritto all'istruzione e degli attivisti per il diritto all'istruzione in Afghanistan, incluso il caso di Matiullah Wesa
19.4.2023 - (2023/2648(RSP))
in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:
B9‑0205/2023 (The Left)
B9‑0207/2023 (Verts/ALE)
B9‑0208/2023 (Renew)
B9‑0209/2023 (S&D)
B9‑0210/2023 (PPE)
B9‑0211/2023 (ECR)
Željana Zovko, David Lega, Antonio López‑Istúriz White, Isabel Wiseler‑Lima, Radosław Sikorski, Seán Kelly, Miriam Lexmann, Ivan Štefanec, Peter Pollák, Michaela Šojdrová, Krzysztof Hetman, Tomáš Zdechovský, Eugen Tomac, Dace Melbārde, Inese Vaidere
a nome del gruppo PPE
Pedro Marques, Carina Ohlsson, Thijs Reuten
a nome del gruppo S&D
Petras Auštrevičius, Nicola Beer, Izaskun Bilbao Barandica, Catherine Chabaud, Olivier Chastel, Katalin Cseh, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Svenja Hahn, Ilhan Kyuchyuk, Nathalie Loiseau, Karen Melchior, Javier Nart, Urmas Paet, Dragoş Pîslaru, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Michal Šimečka, Ramona Strugariu, Dragoş Tudorache, Hilde Vautmans, Salima Yenbou
a nome del gruppo Renew
Hannah Neumann
a nome del gruppo Verts/ALE
Karol Karski, Angel Dzhambazki, Ryszard Czarnecki, Waldemar Tomaszewski, Eugen Jurzyca, Alexandr Vondra, Veronika Vrecionová, Assita Kanko, Joachim Stanisław Brudziński, Elżbieta Kruk, Jan Zahradil, Zbigniew Kuźmiuk, Ladislav Ilčić, Dominik Tarczyński, Bogdan Rzońca, Elżbieta Rafalska, Carlo Fidanza, Hermann Tertsch, Witold Jan Waszczykowski, Adam Bielan, Anna Zalewska
a nome del gruppo ECR
Marisa Matias
a nome del gruppo The Left
Fabio Massimo Castaldo
Risoluzione del Parlamento europeo sulla repressione del diritto all'istruzione e degli attivisti per il diritto all'istruzione in Afghanistan, incluso il caso di Matiullah Wesa
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sull'Afghanistan,
– visti l'articolo 144, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,
A. considerando che il 27 marzo 2023 l'attivista afghano per l'istruzione Matiullah Wesa, capo dell'organizzazione PenPath, è stato arrestato dal regime talebano insieme a diversi suoi familiari e che rimane detenuto senza poter contattare la sua famiglia né contestare la legalità della sua detenzione;
B. considerando che, dalla presa di potere dei talebani, le donne e le ragazze hanno subito persecuzioni basate sul genere e crescenti restrizioni ai loro diritti fondamentali, in particolare per quanto riguarda l'istruzione, la libertà di movimento e il diritto al lavoro; che le donne sono state praticamente cancellate da tutti gli ambiti della vita pubblica;
C. considerando che i talebani intendono rivedere il programma scolastico nazionale per sostituire la moderna istruzione laica con insegnamenti religiosi e sviluppare una rete nazionale di scuole religiose; che l'Afghanistan è attualmente l'unico paese al mondo che non permette a donne e ragazze di ricevere un'istruzione superiore alla scuola primaria;
1. invita le autorità de facto dell'Afghanistan a rilasciare immediatamente e incondizionatamente Matiullah Wesa e tutte le persone detenute per aver esercitato i loro diritti fondamentali; chiede che siano rispettati i loro diritti, compresa la possibilità di contattare i familiari e l'accesso alla rappresentanza legale;
2. invita il Servizio europeo per l'azione esterna e gli Stati membri a esercitare, direttamente o indirettamente, pressioni diplomatiche sulle autorità afghane de facto affinché garantiscano il rilascio di Matiullah Wesa e di altri attivisti detenuti arbitrariamente, tra cui Rasul Abdi Parsi, Noorayel Kaliwal e Mortaza Behboudi;
3. deplora la persecuzione basata sul genere e la drastica riduzione dei diritti delle donne in Afghanistan; denuncia il divieto di istruzione secondaria e universitaria e il divieto per le donne di lavorare presso le organizzazioni non governative e le Nazioni Unite; esprime solidarietà alle donne e alle ragazze afghane e a quanti rischiano la propria incolumità per impartire istruzione;
4. invita le autorità de facto dell'Afghanistan a rispettare pienamente i diritti e le libertà fondamentali delle donne e delle ragazze e a ripristinare la loro piena, equa e significativa partecipazione alla vita pubblica;
5. esorta le autorità afghane de facto a onorare il proprio impegno e a ripristinare la parità di accesso delle ragazze e delle donne all'istruzione; sottolinea la necessità di offrire un'istruzione a tutti gli afghani conformemente alle norme internazionali;
6. invita l'UE e gli Stati membri ad accrescere il sostegno ai gruppi afghani che impartiscono istruzione alle donne e alle ragazze, anche attraverso opzioni di istruzione alternative, e a finanziare programmi di assistenza specifici sia online che attraverso l'istruzione comunitaria;
7. insiste sulla necessità di mantenere un impegno rigoroso e condizionato con i talebani, sulla base dei cinque parametri fissati dal Consiglio per dialogare con le autorità de facto, chiamando i responsabili a rispondere delle gravi violazioni dei diritti delle ragazze e delle donne, anche attraverso misure restrittive;
8. invita l'Unione europea e i suoi Stati membri a sostenere il lavoro del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan e a impegnarsi a rinnovare e rafforzare il suo mandato;
9. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché alle Nazioni Unite.