Proposta di risoluzione comune - RC-B9-0212/2023Proposta di risoluzione comune
RC-B9-0212/2023

PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE sul rischio di pena di morte e di esecuzione per il cantante Yahaya Sharif Aminu per blasfemia in Nigeria

19.4.2023 - (2023/2650(RSP))

presentata a norma dell'articolo 144, paragrafo 5, e dell'articolo 132, paragrafo 4, del regolamento
in sostituzione delle proposte di risoluzione seguenti:
B9‑0212/2023 (The Left)
B9‑0213/2023 (Verts/ALE)
B9‑0214/2023 (Renew)
B9‑0215/2023 (S&D)
B9‑0216/2023 (PPE)
B9‑0218/2023 (ECR)

Željana Zovko, David Lega, Antonio López‑Istúriz White, Isabel Wiseler‑Lima, Radosław Sikorski, Seán Kelly, Miriam Lexmann, Ivan Štefanec, Peter Pollák, Michaela Šojdrová, Krzysztof Hetman, Tomáš Zdechovský, Eugen Tomac, Dace Melbārde, Inese Vaidere
a nome del gruppo PPE
Pedro Marques, Carlos Zorrinho
a nome del gruppo S&D
Katalin Cseh, Petras Auštrevičius, Nicola Beer, Izaskun Bilbao Barandica, Catherine Chabaud, Olivier Chastel, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Svenja Hahn, Ilhan Kyuchyuk, Nathalie Loiseau, Karen Melchior, Javier Nart, Jan‑Christoph Oetjen, Urmas Paet, Dragoş Pîslaru, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Michal Šimečka, Ramona Strugariu, Dragoş Tudorache, Hilde Vautmans
a nome del gruppo Renew
Pierrette Herzberger‑Fofana
a nome del gruppo Verts/ALE
Karol Karski, Angel Dzhambazki, Ryszard Czarnecki, Bert‑Jan Ruissen, Charlie Weimers, Eugen Jurzyca, Waldemar Tomaszewski, Alexandr Vondra, Veronika Vrecionová, Assita Kanko, Joachim Stanisław Brudziński, Elżbieta Kruk, Jan Zahradil, Zbigniew Kuźmiuk, Ladislav Ilčić, Adam Bielan, Dominik Tarczyński, Carlo Fidanza, Bogdan Rzońca, Elżbieta Rafalska, Witold Jan Waszczykowski, Anna Zalewska
a nome del gruppo ECR
Miguel Urbán Crespo
a nome del gruppo The Left
Fabio Massimo Castaldo


Procedura : 2023/2650(RSP)
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Ciclo del documento :  
RC-B9-0212/2023
Testi presentati :
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Risoluzione del Parlamento europeo sul rischio di pena di morte e di esecuzione per il cantante Yahaya Sharif Aminu per blasfemia in Nigeria

(2023/2650(RSP))

Il Parlamento europeo,

 visti l'articolo 144, paragrafo 5, e l'articolo 132, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che il 10 agosto 2020 il cantante nigeriano Yahaya Sharif-Aminu è stato citato in giudizio dinanzi a un alto tribunale della sharia nello Stato di Kano, dove è stato processato senza rappresentanza legale e condannato a morte per impiccagione con l'accusa di blasfemia per una canzone da lui composta e condivisa sui social media, contenente commenti asseritamente denigratori sul profeta Maometto;

B. considerando che il 21 gennaio 2021 l'Alta Corte dello Stato di Kano ha disposto un nuovo processo a causa di irregolarità procedurali e che il 17 agosto 2022 la Corte d'appello ha confermato la costituzionalità delle disposizioni in materia di blasfemia del codice penale basato sulla sharia e si è pronunciata a favore della celebrazione di un nuovo processo;

C. considerando che nel novembre 2022 Yahaya Sharif-Aminu ha presentato un ricorso contro la propria condanna dinanzi alla Corte suprema, sostenendo che la legge sulla blasfemia a norma del codice penale basato sulla sharia dello Stato di Kano viola direttamente la Costituzione nigeriana e i trattati internazionali vincolanti in materia di diritti umani; che egli si trova tuttora in carcere;

D. considerando che numerose altre persone sono state colpite dalle leggi nigeriane in materia di blasfemia; che nel 2022 la studentessa Deborah Yakubu è stata lapidata e picchiata a morte; che Rhoda Jatau è stata aggredita da una folla ed è sotto processo, senza il diritto alla libertà provvisoria; che l'umanista Mubarak Bala è stato condannato a 24 anni di carcere;

E. considerando che il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (ICCPR), di cui la Nigeria è parte, limita la pena capitale ai reati più gravi; che ciononostante, la sharia, praticata in almeno 12 Stati della Nigeria settentrionale, punisce la blasfemia con la pena di morte;

F. considerando che le leggi sulla blasfemia in Nigeria violano gli impegni internazionali che il paese ha assunto in materia di diritti umani, la Carta africana e la Costituzione nigeriana;

1. esorta le autorità nigeriane a rilasciare immediatamente e incondizionatamente Yahaya Sharif-Aminu, a ritirare tutte le accuse nei suoi confronti e a garantire il suo diritto a un giusto processo; chiede il rilascio di Rhoda Jatau, di Mubarak Bala e delle altre persone accusate di blasfemia;

2. ricorda che le leggi sulla blasfemia violano manifestamente gli obblighi internazionali in materia di diritti umani, in particolare l'ICCPR, e sono contrarie alla Costituzione nigeriana, che garantisce la libertà religiosa e la libertà di espressione;

3. esorta le autorità nigeriane a difendere i diritti umani in tutto il paese, provvedendo affinché il diritto federale e statale e la sharia non neghino ai cittadini nigeriani la protezione cui hanno diritto in virtù della Costituzione nazionale e delle convenzioni internazionali; esorta le autorità nigeriane ad abrogare le leggi in materia di blasfemia a livello federale e statale;

4. ricorda che la Nigeria ha un'enorme influenza in tutta l'Africa e nel mondo musulmano e sottolinea che questo caso rappresenta un'opportunità senza precedenti per assumere un ruolo guida verso l'abolizione delle leggi sulla blasfemia;

5. esorta il governo nigeriano ad affrontare l'impunità che circonda le accuse di blasfemia;

6. ricorda gli sforzi compiuti dalla comunità internazionale per abolire la pena di morte ed esorta la Nigeria a revocare immediatamente il ricorso alla pena capitale per la blasfemia e ad adottare misure finalizzate alla sua completa abolizione;

7. invita l'UE e i suoi Stati membri, in qualità di partner fondamentali per lo sviluppo, a interpellare le autorità nigeriane in merito ai casi individuali, alle preoccupazioni in materia di diritti umani e alle leggi sulla blasfemia;

8. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alle autorità nigeriane e alle istituzioni internazionali.

Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2023
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