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Procedura : 2025/2528(RSP)
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RC-B10-0156/2025

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PV 12/03/2025 - 6.6
CRE 12/03/2025 - 6.6

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P10_TA(2025)0033

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Mercoledì 12 marzo 2025 - Strasburgo
Mantenimento del fermo sostegno dell'UE all'Ucraina dopo tre anni di guerra di aggressione della Russia
P10_TA(2025)0033RC-B10-0156/2025

Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2025 sul mantenimento del fermo sostegno dell'UE all'Ucraina dopo tre anni di guerra di aggressione della Russia (2025/2528(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sull'Ucraina e sulla Russia, in particolare quelle adottate a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina su vasta scala nel febbraio 2022 e dell'annessione della penisola di Crimea il 19 febbraio 2014,

–  visti l'Atto finale di Helsinki dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) del 1º agosto 1975, la Carta di Parigi per una nuova Europa dell'OSCE del 21 novembre 1990 e il memorandum delle Nazioni Unite sulle garanzie in materia di sicurezza in relazione all'adesione dell'Ucraina al trattato di non proliferazione delle armi nucleari del 5 dicembre 1994 (memorandum di Budapest sulle garanzie in materia di sicurezza),

–  visti l'accordo di associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra(1), firmato nel 2014, e la zona di libero scambio globale e approfondita tra l'Unione europea e l'Ucraina che lo accompagna,

–  visti la Carta delle Nazioni Unite, le Convenzioni dell'Aia, le Convenzioni di Ginevra e i relativi protocolli aggiuntivi, nonché lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (CPI),

–  vista la decisione del Consiglio europeo del 14 dicembre 2023 di avviare i negoziati di adesione con l'Ucraina, in seguito alla raccomandazione positiva della Commissione dell'8 novembre 2023 a tale riguardo,

–  visti il regolamento (UE) 2024/792 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 febbraio 2024, che istituisce lo strumento per l'Ucraina(2), e altre forme di sostegno dell'UE all'Ucraina,

–  vista la dichiarazione comune del presidente del Consiglio europeo, della presidente della Commissione europea e della presidente del Parlamento europeo del 24 febbraio 2025 sul terzo anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina.

–  vista la risoluzione ES-11/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottata il 24 febbraio 2025 dal titolo "Verso una pace globale, giusta e duratura in Ucraina",

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 6 marzo 2025,

–  visto l'articolo 136, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che dal 24 febbraio 2022 la Russia conduce una guerra di aggressione su vasta scala illegale, non provocata e ingiustificata contro l'Ucraina; che la guerra della Russia contro l'Ucraina è iniziata nel 2014 con l'occupazione e l'annessione illegali della penisola di Crimea e la successiva occupazione di parti delle regioni di Donetsk e Lugansk; che tale guerra di aggressione costituisce una palese e flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e dei principi fondamentali del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, sanciti dalle Convenzioni di Ginevra del 1949;

B.  considerando che le azioni intraprese dalla Russia in Ucraina negli ultimi tre anni continuano a minacciare la pace e la sicurezza in Europa e nel mondo; che la guerra di aggressione russa rappresenta il più grande conflitto militare sul continente europeo dalla fine della seconda guerra mondiale e riflette il crescente conflitto tra autoritarismo e democrazia;

C.  considerando che l'Ucraina e i suoi cittadini hanno dato prova di ferma determinazione nel resistere alla guerra di aggressione della Russia, difendendo con successo il loro paese, nonostante l'elevato prezzo pagato in termini di vittime civili e militari, nonché gli attacchi alle zone residenziali, la distruzione di infrastrutture civili e pubbliche, in particolare per la fornitura di acqua ed elettricità, come pure dell'ambiente naturale e del patrimonio culturale, le deportazioni forzate, le sparizioni e le adozioni illegali dei minori deportati, le detenzioni illegali, le uccisioni di massa, le esecuzioni di civili, soldati e prigionieri di guerra, le torture e il ricorso alla violenza sessuale e allo stupro di massa come armi di guerra, che alterano la composizione etnica dei territori occupati dell'Ucraina; che tutti questi atti costituiscono crimini di guerra e crimini contro l'umanità; che milioni di ucraini continuano a essere sfollati sia all'interno che all'esterno del loro paese; che le Nazioni Unite hanno confermato che oltre 12 500 civili, tra cui centinaia di bambini, sono stati uccisi dal febbraio 2022; che le autorità ucraine stimano che almeno 20 000 minori ucraini siano stati deportati e sfollati con la forza dalle loro case verso la Russia e i territori occupati dalla Russia dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina nel febbraio 2022; che la Federazione russa tenta di negare all'Ucraina e al suo popolo la loro identità etnica, linguistica e storica cancellando i segni dell'identità ucraina nei territori occupati; che il coraggioso popolo ucraino è stato insignito del premio Sacharov 2022 come omaggio al suo coraggio e alla sua resilienza;

D.  considerando che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, nella sua risoluzione del 2 marzo 2022, ha immediatamente qualificato la guerra russa contro l'Ucraina come un atto di aggressione in violazione dell'articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite e, nella sua risoluzione del 14 novembre 2022, ha riconosciuto la necessità di chiamare la Federazione russa a rispondere della sua guerra di aggressione nonché di ritenerla responsabile sul piano legale ed economico degli atti illeciti commessi a livello internazionale, anche attraverso il risarcimento dei danni causati a cose e persone;

E.  considerando che il 2 marzo 2022 il procuratore della Corte penale internazionale ha aperto un'indagine riguardo alla situazione in Ucraina, incentrata sui crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e gli atti di genocidio commessi sul territorio ucraino a partire dal 21 novembre 2013, e che il 17 marzo 2023 ha emesso mandati d'arresto nei confronti di Vladimir Putin, Presidente della Federazione russa, e Maria Lvova-Belova, la cosiddetta commissaria per i diritti dei minori presso l'Ufficio del Presidente della Federazione russa, per il crimine di guerra di deportazione illegale di minori ucraini, nonché mandati d'arresto nei confronti di Sergei Kuzhugetovich Shoigu e Valery Vasilyevich Gerasimov per crimini contro l'umanità, compresi il crimine di guerra di attacchi diretti contro obiettivi civili e il crimine di guerra di causare danni accidentali eccessivi ai civili o danni agli obiettivi civili; che l'UE è favorevole all'istituzione di un tribunale speciale sul crimine di aggressione;

F.  considerando che diversi paesi terzi, in particolare l'Iran, la Corea del Nord e la Bielorussia, hanno fornito alla Russia ingenti forniture di armi e munizioni e che la Bielorussia ha consentito alla Russia di utilizzare il suo territorio per attaccare l'Ucraina, il che equivale ad atti di aggressione ai sensi del diritto internazionale; che truppe nordcoreane sono state schierate sul campo di battaglia e stanno combattendo a fianco dell'esercito russo; che il 4 febbraio 2022 la Russia e la Cina hanno firmato un "partenariato senza limiti" e che, successivamente, la Cina è diventata un motore essenziale dello sforzo bellico russo grazie al suo massiccio sostegno all'economia russa e alla sua base industriale della difesa, anche fornendo attrezzature a duplice uso;

G.  considerando che, secondo l'ultima relazione di valutazione rapida dei danni e delle necessità, a dicembre 2024, il costo totale della ricostruzione e della ripresa in Ucraina ammonterebbe ad almeno 506 miliardi di EUR nel prossimo decennio, ossia 2,8 volte il prodotto interno lordo nominale stimato dell'Ucraina per il 2024; che per il 2025 permane un deficit totale di finanziamenti pari a 9,62 miliardi di EUR per le necessità di ripresa e ricostruzione;

H.  considerando che l'UE ha recentemente adottato il suo 16o pacchetto di sanzioni contro la Russia per indebolire la sua base economica, privarla di tecnologie critiche e limitarne la capacità bellica; che le nuove sanzioni colpiscono ulteriori persone ed entità, tra cui imprese militari, evasori di sanzioni, sostenitori di paesi terzi, propagandisti del Cremlino, reti di flotte ombra e persone coinvolte nella deportazione di minori ucraini; che le sanzioni dell'UE si applicano ora a oltre 2 400 persone ed entità, prevedendo il congelamento dei loro beni, divieti di finanziamento e restrizioni di viaggio;

I.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri hanno fornito all'Ucraina il sostegno cumulativo più consistente, in tutti i settori, dall'inizio dell'invasione su vasta scala, nella fattispecie un sostegno finanziario pari a circa 140 miliardi di EUR, compresi oltre 67 miliardi di EUR di sostegno all'Ucraina sotto forma di assistenza umanitaria e di emergenza, sostegno al bilancio e assistenza macrofinanziaria e oltre 48 miliardi di EUR di aiuti militari; che beni sovrani russi per un valore di circa 300 miliardi di EUR sono stati congelati in diverse giurisdizioni; che nel maggio 2024 gli Stati membri dell'UE hanno approvato l'utilizzo dei proventi finanziari generati dai beni sovrani russi bloccati e detenuti nell'UE, stimati a circa 210 miliardi di EUR, per sostenere l'Ucraina, con l'obiettivo di fornire fino a 3 miliardi di EUR all'anno a sostegno degli sforzi di ricostruzione e resilienza dell'Ucraina;

J.  considerando che molti Stati membri dell'UE continuano ad acquistare dalla Russia combustibili fossili, compreso il gas naturale liquefatto, le cui importazioni sono in aumento, nonché uranio, contribuendo all'economia russa e rafforzando le sue casse di guerra; che le vendite di combustibili fossili russi all'UE hanno superato i 200 miliardi di EUR dallo scoppio della guerra di aggressione su vasta scala contro l'Ucraina;

K.  considerando che l'UE ha accolto più di quattro milioni di rifugiati dall'Ucraina e ha espresso il suo sostegno al popolo ucraino e alla sua leadership avviando i negoziati per l'adesione dell'Ucraina all'UE;

L.  considerando che il Consiglio europeo ha deciso di avviare i negoziati di adesione con l'Ucraina a seguito della raccomandazione con esito positivo della Commissione; che la prima conferenza intergovernativa si è svolta il 25 giugno 2024 con l'avvio del processo negoziale e l'adozione del quadro negoziale;

M.  considerando che, sotto l'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, gli Stati Uniti hanno cambiato in modo significativo la loro posizione circa la guerra della Russia contro l'Ucraina; che il presidente Trump sta avanzando richieste nei confronti dell'Ucraina ma non ha formulato alcuna richiesta nei confronti della parte russa, ha inoltre minimizzato la responsabilità della Russia nello scoppio della guerra e potrebbe prevedere di concedere a breve alla Russia un allentamento delle sanzioni; che, solamente nel tempo trascorso tra l'incontro tra il presidente Trump e il presidente Zelenskyy il 28 febbraio 2025 e il 9 marzo 2025, la Russia ha sferrato oltre 2 100 attacchi aerei, tra cui 1 200 attacchi bomba guidati e quasi 870 attacchi con droni;

N.  considerando che i recenti colloqui tra USA e Russia a Riyadh hanno escluso l'Ucraina e l'UE, e che gli Stati Uniti non hanno consultato i loro alleati europei prima di decidere di non prendere più parte agli sforzi volti a isolare la Russia; che la nuova amministrazione statunitense, insieme alla Russia e ai suoi alleati, ha votato contro la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 24 febbraio 2025, che condanna l'aggressione russa; che l'inversione di rotta degli Stati Uniti sulla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina minaccia la capacità di quest'ultima di resistere alla guerra di aggressione della Russia, dimostra che l'impegno di Washington a chiamare la Russia a rispondere delle proprie azioni non è più affidabile e compromette gli sforzi internazionali volti ad affrontare la crisi;

O.  considerando che il 3 marzo 2025 gli Stati Uniti hanno sospeso l'assistenza militare all'Ucraina, compresa quella approvata dalla precedente amministrazione statunitense, come pure la condivisione di intelligence con l'Ucraina; che successivamente, il 7 marzo 2025, è stato interrotto l'accesso dell'Ucraina alle immagini satellitari commerciali raccolte dal sistema governativo statunitense;

P.  considerando che, in base a principi democratici ampiamente riconosciuti e alla costituzione ucraina, le elezioni non possono tenersi in tempo di guerra e quando vige la legge marziale, in particolare quando milioni di ucraini sono stati sfollati; che la legge marziale è stata dichiarata e continua a essere in vigore in Ucraina esclusivamente a causa della guerra di aggressione della Russia; che l'UE continua a riconoscere il presidente Zelenskyy quale leader legittimo dell'Ucraina fino a quando si potranno tenere elezioni democratiche;

Q.  considerando che il presidente Donald Trump ha ordinato un drastico congelamento degli aiuti esteri statunitensi, sospendendo centinaia di progetti critici in Ucraina in settori quali lo sminamento, la riabilitazione dei veterani militari, l'indipendenza dei media e la lotta contro la corruzione, le indagini sui crimini di guerra russi, ma anche progetti intesi a rafforzare le reti di telecomunicazione ucraine contro gli attacchi informatici russi;

R.  considerando che la guerra di aggressione russa dimostra l'atteggiamento imperialistico della Russia nei confronti dei suoi paesi vicini; che, finché la Russia rimarrà uno Stato che persegue politiche revisioniste, continuerà a rappresentare una minaccia alla sicurezza del continente europeo; che la guerra di aggressione russa fa parte di una serie più ampia di obiettivi contro l'Occidente e gli interessi e i valori che gli sono propri, contro l'ordine internazionale fondato su regole, nonché contro la democrazia e la sicurezza, come dichiarato apertamente da Vladimir Putin nelle settimane precedenti l'invasione su vasta scala; che numerosi attori internazionali hanno riconosciuto la Russia come Stato sostenitore del terrorismo e che fa uso di mezzi terroristici;

S.  considerando che la sconfitta dell'Ucraina sarebbe largamente considerata come una sconfitta strategica per l'Europa, gli Stati Uniti e l'intera alleanza NATO e come una ricompensa per la Russia in quanto aggressore, con conseguenze di vasta portata in termini di sicurezza, le cui implicazioni non possono essere sottolineate a sufficienza; che l'esito della guerra in Ucraina avrà probabilmente effetti a catena in altre parti del mondo, in particolare la regione indo-pacifica, e potrebbe incoraggiare altre potenze revisioniste a perseguire le proprie ambizioni egemoniche;

T.  considerando che il 6 marzo 2025 si è tenuto un Consiglio europeo straordinario dedicato alla situazione in Ucraina e alla necessità di rafforzare la difesa europea; che il Consiglio europeo straordinario ha approvato il pacchetto sulla difesa presentato dalla Commissione per il rafforzamento della difesa europea attraverso il piano "ReArm Europe", che potrebbe potenzialmente mobilitare fino a 800 miliardi di EUR, e ha ribadito il sostegno all'Ucraina, sottolineando in particolare che non possono esservi negoziati sull'Ucraina senza l'Ucraina, che non possono esservi negoziati che interessano la sicurezza europea senza il coinvolgimento dell'Europa e, inoltre, che la sicurezza dell'Ucraina e quella dell'Europa, quella transatlantica e quella del mondo sono interconnesse;

U.  considerando che, dallo scoppio della guerra, i cavi sottomarini nel Mar Baltico e le infrastrutture chiave sono stati presi di mira, presumibilmente da attori russi e collegati alla Cina;

1.  rende omaggio, in occasione del terzo anniversario dell'aggressione russa dell'Ucraina su vasca scala, alle migliaia di persone che hanno sacrificato la propria vita per un'Ucraina libera e democratica; ribadisce la sua ferma solidarietà al popolo ucraino e il suo sostegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale; sottolinea con forza il diritto immanente dell'Ucraina all'autodifesa, in virtù dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite;

2.  ribadisce la sua più ferma condanna della guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificabile della Russia contro l'Ucraina, nonché del coinvolgimento della Bielorussia, della Corea del Nord e dell'Iran; chiede che la Russia e le sue forze irregolari cessino immediatamente, completamente e incondizionatamente tutti gli attacchi contro le zone residenziali e le infrastrutture civili, che interrompano tutte le azioni militari in Ucraina e che ritirino tutte le forze militari e irregolari nonché le attrezzature militari dall'intero territorio dell'Ucraina riconosciuto a livello internazionale; ribadisce la sua politica di non riconoscimento dei territori ucraini temporaneamente occupati dalla Russia, compresa, tra l'altro, la Crimea; chiede che la Federazione russa cessi definitivamente di violare o minacciare la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Ucraina; condanna le atrocità commesse contro la popolazione ucraina dalla forza di invasione russa, così come la distruzione indiscriminata delle infrastrutture ucraine; chiede la fine delle deportazioni forzate di civili ucraini e il rilascio e il ritorno di tutti gli ucraini detenuti, in particolare i minori;

3.  ribadisce la sua condanna dell'aggressione russa dell'Ucraina su vasta scala in quanto minaccia esistenziale per la sicurezza e la stabilità europee; sottolinea che il crimine di aggressione contro l'Ucraina costituisce una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite; sottolinea che la guerra di aggressione russa ha modificato radicalmente la situazione geopolitica in Europa e non solo, minacciando la sua architettura di sicurezza, e che in risposta a tale situazione sono necessarie decisioni politiche, di sicurezza e finanziarie audaci, coraggiose e globali da parte dell'UE; ritiene che un'Ucraina in grado di difendersi efficacemente sia parte integrante di un panorama europeo con una sicurezza stabile e prevedibile;

4.  ritiene che l'esito della guerra e la posizione assunta dalla comunità internazionale svolgeranno un ruolo cruciale nell'influenzare le azioni future di altri regimi autoritari, che seguono da vicino il corso della guerra e valutano quanto spazio vi sia per esercitare politiche estere aggressive, anche con mezzi militari;

5.  esprime profonda preoccupazione per l'apparente cambio di posizione degli Stati Uniti sulla guerra di aggressione della Russia, inclusi il fatto di aver incolpato apertamente l'Ucraina della guerra in corso, la sospensione degli aiuti militari statunitensi, nonché il tentativo di costringere l'Ucraina a fare concessioni territoriali e a rinunciare al suo legittimo diritto all'autodifesa; sottolinea che, alla luce di tale cambiamento, l'UE e i suoi Stati membri sono ora i principali alleati strategici dell'Ucraina e devono mantenere il loro ruolo di maggiore donatore dell'Ucraina nonché aumentare in modo significativo l'assistenza tanto necessaria da loro fornita al fine di sostenere il diritto dell'Ucraina all'autodifesa, e intervenire, per quanto possibile, per sostituire i fondi USAID sospesi, garantendo nel contempo aiuti a lungo termine per la ricostruzione e la ripresa;

6.  invita nuovamente gli Stati membri ad aumentare e accelerare considerevolmente il loro sostegno militare, in particolare la fornitura di armi e munizioni, nonché l'addestramento, in risposta alle esigenze pressanti (tra cui sistemi d'arma a lungo raggio, sistemi di difesa aerea, sistemi di artiglieria, sistemi di guerra elettronica, capacità antidroni e attrezzature ingegneristiche); incita gli Stati membri e le loro industrie della difesa a investire nell'industria della difesa ucraina e a collaborare con essa, al fine di massimizzare appieno il potenziale delle sue capacità produttive e produrre attrezzature critiche nel più efficiente dei modi, seguendo l'esempio danese e olandese; ribadisce la sua posizione secondo cui tutti gli Stati membri dell'UE e gli alleati della NATO dovrebbero impegnarsi collettivamente e individualmente a fornire sostegno militare all'Ucraina con almeno lo 0,25 % del loro PIL annuo; invita l'UE e gli Stati membri a utilizzare la loro infrastruttura di immagini satellitari per l'Ucraina; ricorda che il sostegno militare all'Ucraina deve essere sufficiente a porre fine alla guerra di aggressione della Russia e a consentire all'Ucraina di liberare tutto il suo popolo, ripristinare il pieno controllo sull'intero territorio entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale e scoraggiare qualsiasi ulteriore aggressione da parte della Russia; osserva, in tale contesto, che diversi Stati membri dell'UE non sono allineati e li esorta ad aumentare il loro sostegno all'Ucraina in linea con le loro costituzioni;

7.  ribadisce il suo impegno a sostenere l'ambizione dell'Ucraina a una pace giusta e duratura e a favore della formula di pace e del piano per la vittoria presentati dal presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy; ritiene che si tratti di un piano completo per ripristinare l'integrità territoriale dell'Ucraina e che comprenda gli elementi costitutivi di una pace globale, giusta e duratura in Ucraina, basata sui principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, che richiede il completo ripristino dell'integrità territoriale dell'Ucraina, l'attribuzione di responsabilità per i crimini di guerra e il crimine di aggressione, il pagamento di risarcimenti da parte della Russia per gli ingenti danni causati in Ucraina, il fatto che i responsabili siano chiamati a rispondere pienamente delle loro azioni e l'esclusione di qualsiasi futura aggressione da parte della Russia; esorta l'UE e i suoi Stati membri a collaborare con partner che condividono gli stessi principi per garantire che i negoziati di pace si svolgano nel rispetto dei suddetti principi;

8.  sottolinea che qualsiasi negoziato di pace autentico deve essere condotto in buona fede e deve coinvolgere l'Ucraina; ricorda che qualsiasi accordo che escluda l'Ucraina o ne comprometta le legittime aspirazioni, come il diritto di scegliere le proprie disposizioni in materia di sicurezza, o che sia privo di credibili garanzie di sicurezza per l'Ucraina che contribuiscano alla deterrenza di una futura aggressione russa, non sarà né giusto né praticabile;

9.  insiste che l'UE debba contribuire all'istituzione di solide garanzie di sicurezza a favore dell'Ucraina, al fine di scoraggiare ulteriori aggressioni russe; sottolinea che l'Ucraina deve essere dotata dei mezzi per resistere a ulteriori attacchi russi ed evitare che avvengano, nonché per respingere accordi affrettati che ne indeboliscono la sicurezza a medio e lungo termine e rischiano di esporre l'Ucraina e altri paesi europei a una nuova aggressione russa; sottolinea che l'economia di guerra russa non è sostenibile e che l'accoppiamento di una pressione economica orchestrata con un sostegno militare accelerato all'Ucraina consentirebbe alle forze ucraine di migliorare le loro posizioni, danneggiando nel contempo l'economia russa, così da garantire all'Ucraina una posizione negoziale più forte quando accetterà di avviare colloqui di pace;

10.  deplora fermamente qualsiasi tentativo di ricattare la leadership ucraina per convincerla ad arrendersi all'aggressore russo al solo scopo di poter proclamare un cosiddetto accordo di pace; ritiene che gli attuali tentativi dell'amministrazione statunitense di negoziare un cessate il fuoco e un accordo di pace con la Russia escludendo l'Ucraina e gli altri Stati europei, in base ai quali questi ultimi sono messi di fronte al risultato senza una loro significativa partecipazione, siano controproducenti e pericolosi, in quanto finiscono con l'incoraggiare lo Stato belligerante, dimostrando così che una politica aggressiva non è punita ma ricompensata; conclude che, tenendo conto dei trascorsi della Russia in materia di violazione di precedenti accordi e dei principi fondamentali del diritto internazionale, tale pace può essere raggiunta solo attraverso la forza, comprese efficaci garanzie di sicurezza;

11.  sottolinea che il sostegno finanziario fornito all'Ucraina dall'UE e dai suoi Stati membri supera quello di qualsiasi altro paese, a testimonianza dell'impegno senza precedenti dell'Unione nei confronti dell'Ucraina e, di conseguenza, della sicurezza dell'Europa; sottolinea che il ruolo dell'UE in qualsiasi negoziato che incida sulla sicurezza dell'Europa deve essere commisurato al suo peso politico ed economico; ribadisce che non possono esservi negoziati che interessano la sicurezza europea senza il coinvolgimento dell'Unione europea; accoglie con favore gli sforzi del presidente francese Macron e del primo ministro del Regno Unito Starmer per ospitare vertici europei straordinari a Parigi e Londra; accoglie con favore l'avvio di una "coalizione dei volenterosi" per consentire l'applicazione a guida europea di un eventuale accordo di pace;

12.  esprime sgomento per quanto riguarda la politica dell'amministrazione statunitense di rappacificarsi con la Russia e di prendere di mira i propri alleati; mette in guardia sul fatto che tale politica mina la fiducia dei tradizionali alleati statunitensi in tutto il mondo e può avere conseguenze devastanti per il legame transatlantico nonché per la pace e la stabilità in Europa e nel resto del mondo;

13.  invita l'UE e i suoi Stati membri a considerare i recenti sviluppi nelle relazioni USA-Ucraina come ultimo campanello d'allarme affinché intervengano in qualità di principale partner dell'Ucraina e si adoperino attivamente per mantenere il più ampio sostegno internazionale possibile a favore dell'Ucraina, anche attraverso la creazione di una "coalizione dei volenterosi e capaci" assieme a partner che condividono gli stessi principi a livello globale, al fine di sostenere l'Ucraina e aumentare le pressioni sulla Russia;

14.  accoglie con favore la dichiarazione congiunta dell’Ucraina e degli Stati Uniti a seguito del loro incontro dell’11 marzo 2025 nel Regno dell’Arabia Saudita, compresa la ripresa dell’assistenza militare e della condivisione di intelligence da parte degli Stati Uniti, nonché la proposta relativa a un accordo di cessate il fuoco di 30 giorni; ricorda che il cessate il fuoco può essere uno strumento efficace per la sospensione delle ostilità solo se l’aggressore vi aderisce pienamente; si attende pertanto che la Russia lo accetti e lo rispetti, cessando tutti gli attacchi contro l’Ucraina, le sue postazioni militari, la sua popolazione civile, le sue infrastrutture e il suo territorio;

15.  esprime preoccupazione per le crescenti tensioni nel Mar Baltico con azioni di guerra ibrida contro le infrastrutture critiche e ritiene fondamentale una più stretta cooperazione tra gli Stati nordici, gli Stati baltici, la Polonia e la Germania;

16.  accoglie con favore le conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 6 marzo 2025 e il relativo sostegno a un rapido rafforzamento della difesa europea attraverso il piano "ReArm Europe" come pure il ribadito sostegno all'Ucraina secondo l'approccio di conseguire "la pace attraverso la forza", sottolineando in particolare che la sicurezza dell'Ucraina e quella dell'Europa, quella transatlantica e quella del mondo sono interconnesse;

17.  ribadisce che gli attacchi deliberati della Russia contro la popolazione civile ucraina, la distruzione di infrastrutture civili, il ricorso alla violenza sessuale e allo stupro come arma di guerra, la deportazione di migliaia di cittadini ucraini nel territorio della Federazione russa, il trasferimento e l'adozione forzati di minori ucraini e altre gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario costituiscono crimini di guerra di cui tutti gli autori devono rispondere;

18.  sottolinea che tutti i responsabili dei crimini di guerra perpetrati in Ucraina devono essere chiamati a risponderne ed evidenzia che nessuna pace sarà sostenibile senza giustizia; ribadisce il suo invito alla Commissione, alla VP/AR e agli Stati membri a collaborare con l'Ucraina e la comunità internazionale per istituire un tribunale speciale incaricato di indagare e perseguire il crimine di aggressione commesso contro l'Ucraina dalla Russia e dai suoi alleati e sottolinea la necessità di includere nella giurisdizione di tale tribunale l'intera leadership della Russia e della Bielorussia responsabile dell'aggressione contro l'Ucraina; plaude alla creazione di un centro internazionale per il perseguimento del crimine di aggressione nei confronti dell'Ucraina, con sede all'Aia;

19.  esprime il suo pieno sostegno alle indagini in corso da parte del procuratore della Corte penale internazionale sulla situazione in Ucraina con riferimento a presunti crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio; accoglie con favore la ratifica dello statuto di Roma della Corte penale internazionale da parte dell'Ucraina, che ha consentito a quest'ultima di diventare uno Stato parte dello statuto dal gennaio 2025; esprime, in tale contesto, la sua massima preoccupazione per le sanzioni statunitensi nei confronti della Corte penale internazionale, dei suoi procuratori e giudici e del suo personale, che costituiscono un grave attacco al sistema giudiziario internazionale; invita la Commissione ad attivare con urgenza il regolamento di blocco e gli Stati membri a intensificare con urgenza i loro sforzi diplomatici al fine di proteggere e salvaguardare la Corte penale internazionale quale fondamento indispensabile del sistema giudiziario internazionale;

20.  apprezza la decisione del Consiglio europeo di avviare i negoziati di adesione con l'Ucraina una volta soddisfatte le raccomandazioni della Commissione; ribadisce che il futuro dell'Ucraina è nell'UE; plaude ai progressi compiuti nelle riforme connesse all'adesione nonostante le condizioni di guerra; chiede l'accelerazione dei negoziati di adesione, riconoscendo che l'integrazione dell'Ucraina nell'UE rappresenta una priorità strategica; sottolinea l'importanza di proseguire l'assistenza finanziaria dell'UE, legata a riforme concrete, quale strumento fondamentale per sostenere e accelerare la trasformazione dell'Ucraina in linea con le norme europee; sottolinea che i criteri di Copenaghen e le riforme necessarie, in particolare per quanto riguarda lo Stato di diritto, la democrazia, le libertà fondamentali e i diritti umani, sono essenziali per il processo di adesione basato sul merito; ritiene che l'adesione dell'Ucraina all'UE rappresenti un investimento geostrategico in un'Europa unita e forte ed equivalga a una dimostrazione di leadership, determinazione e lungimiranza;

21.  ricorda l'impegno della NATO ad ammettere l'Ucraina nell'Alleanza; rileva, a tale proposito, la coerente politica di apertura della NATO, secondo cui la NATO rimane aperta a tutte le democrazie europee che condividono i valori dell'Alleanza, e in base alla quale le decisioni in materia di adesione devono essere prese unicamente dagli alleati della NATO, senza che terzi abbiano voce in capitolo in tale processo;

22.  invita le autorità ucraine a rafforzare l'unità politica interna in Ucraina, a sostenere il pluralismo parlamentare e a impegnarsi in una cooperazione costruttiva con i partiti politici della Verkhovna Rada; invita gli attori politici ucraini a continuare a rafforzare l'unità politica e il pluralismo parlamentare e a impegnarsi in una cooperazione costruttiva all'interno della Verkhovna Rada; chiede che siano tenuti in debita considerazione i poteri e i diritti degli organi autonomi locali; chiede che il pluralismo dei media sia garantito in linea con i principi e i valori democratici che gli ucraini difendono in modo così risoluto e coraggioso; suggerisce, alla luce del processo di adesione all'UE, di porre fine a tutte le restrizioni ai viaggi all'estero dei membri della Verkhovna Rada dell'Ucraina;

23.  elogia le organizzazioni della società civile ucraine, europee e internazionali per il sostegno fornito alle famiglie di minori ucraini rapiti, dei prigionieri di guerra e dei civili detenuti illegalmente; invita l'UE, i suoi Stati membri e la comunità internazionale a sostenere i loro sforzi e a intensificare le pressioni sulla Russia affinché restituisca tutti gli ucraini rapiti e detenuti;

24.  richiama l'attenzione sulla stima contenuta nell'ultima valutazione rapida dei danni e delle esigenze, secondo cui nel prossimo decennio occorreranno almeno 506 miliardi di EUR per la ripresa e la ricostruzione dell'Ucraina; accoglie con favore lo strumento dell'UE per l'Ucraina, che dispone di un bilancio di quasi 50 miliardi di EUR, e il meccanismo di cooperazione per i prestiti all'Ucraina dell'UE, che, in collaborazione con il G7, offre all'Ucraina prestiti fino a 45 miliardi di EUR; esorta tuttavia l'UE a preparare la ricostruzione dell'Ucraina dedicando e garantendo nuove risorse; invita l'UE, gli Stati membri e i partner che condividono gli stessi principi a fornire un'assistenza politica, economica, tecnica e umanitaria globale e coordinata per sostenere la ricostruzione e la ripresa postbelliche sostenibili e inclusive dell'Ucraina; ribadisce l'impegno dell'UE a favore di un supporto finanziario ed economico sostenibile e a lungo termine all'Ucraina, comprendente assistenza macrofinanziaria, sostegno alla ricostruzione e alla ripresa economica e sociale nonché misure volte a garantire la resilienza dell'economia e delle infrastrutture critiche ucraine; ribadisce la sua ferma convinzione secondo cui la Russia deve pagare per gli ingenti danni causati in Ucraina e chiede pertanto la confisca dei beni statali russi congelati nell'ambito delle sanzioni dell'UE allo scopo di sostenere la difesa e la ricostruzione dell'Ucraina;

25.  invita il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri ad aumentare l'efficacia e l'impatto delle sanzioni nei confronti della Russia al fine di compromettere definitivamente la capacità della Russia di continuare a intraprendere la sua brutale guerra di aggressione contro l'Ucraina e a minacciare la sicurezza di altri paesi europei; chiede un divieto o dazi mirati sulle importazioni russe nell'UE al fine di bloccare completamente il flusso di cereali, potassa e fertilizzanti, nonché di materie prime, tra cui acciaio, uranio, titanio, nichel, legno e prodotti in legno, e tutti i tipi di petrolio e gas; invita il Consiglio a mantenere, ripetere ove possibile ed estendere la sua politica di sanzioni nei confronti della Russia e di tutti gli Stati che la favoriscono, come la Bielorussia, l'Iran e la Corea del Nord, e a sanzionare le entità cinesi che forniscono beni a duplice uso e prodotti militari, monitorando, rivedendo e rafforzando nel contempo l'efficacia e l'impatto di tale politica; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la rapida attuazione e la rigorosa applicazione di tutti i pacchetti di sanzioni e a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri; chiede alla Commissione una valutazione d'impatto sull'efficacia delle sanzioni nell'ostacolare lo sforzo bellico russo e sull'efficacia delle misure volte a evitare l'elusione delle sanzioni; invita il Consiglio ad affrontare sistematicamente la questione dell'elusione delle sanzioni da parte di società stabilite nell'UE, di terzi e di paesi terzi e ad adottare e attuare rigorosamente misure restrittive nei confronti di tutte le entità che agevolano l'elusione delle sanzioni e forniscono al complesso militare russo tecnologie e attrezzature militari e a duplice uso;

26.  chiede ulteriori sanzioni nei confronti di settori che rivestono particolare importanza per l'economia russa, in particolare i settori bancario, metallurgico, nucleare, chimico e agricolo e materie prime quali alluminio, acciaio, uranio, titanio e nichel, nonché misure antielusione nei confronti di tutti i paesi e di tutte le entità che forniscono alla Russia beni e tecnologie militari e a duplice uso; chiede ulteriori azioni contro la "flotta ombra" russa alla luce dell'elusione delle sanzioni, del sabotaggio di infrastrutture critiche e dei rischi ambientali; invita la Commissione ad avviare un dialogo congiunto con gli Stati di bandiera e gli Stati di approdo al di fuori dell'UE e ad adottare misure nei confronti dei proprietari, degli operatori e degli operatori assicurativi nei paesi terzi che agevolano la flotta ombra russa; esorta gli Stati membri a coordinare ulteriormente la cooperazione operativa tra le agenzie di guardia costiera al fine di aumentare la capacità complessiva di sorveglianza marittima; sottolinea che la Russia sta aumentando la sua dipendenza dai concimi derivati dal gas, che rappresentano una fonte crescente di reddito, compromettendo nel contempo le economie dell'UE e minacciando la sicurezza alimentare; si attende che l'UE mantenga le sanzioni nei confronti della Russia per tutto il tempo necessario a garantire una pace giusta e duratura e fino all'avvenuta assunzione di responsabilità;

27.  chiede che il prossimo pacchetto di sanzioni dell'UE interessi tutte le navi cisterna conosciute della flotta ombra e i loro proprietari, e che introduca nel contempo sanzioni nei confronti delle petroliere che violano la convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi e imponga la rigorosa attuazione da parte di tutti gli Stati membri delle misure che vietano alle navi, indipendentemente dalla bandiera, di navigare nelle acque europee o verso il porto di qualunque Stato membro dell'UE se non hanno osservato le norme internazionali in materia di trasbordi da nave a nave in mare o hanno tenuto spento illegalmente il loro sistema di identificazione automatica; esorta la Commissione e gli Stati membri a vietare i trasbordi da nave a nave di petrolio russo nelle acque dell'UE;

28.  invita la Commissione e gli Stati membri a mettere a punto sanzioni più ampie nei confronti del legname russo e bielorusso, anche vietando in modo specifico l'importazione o l'acquisto di prodotti di legno lavorati in paesi terzi che contengono legno, in particolare legno compensato di betulla, originario della Russia o della Bielorussia, al fine di sostenere l'applicazione delle attuali sanzioni;

29.  condanna fermamente il governo ungherese per aver minacciato di bloccare il rinnovo del quadro di sanzioni dell'UE e di limitare un'adeguata risposta dell'UE commisurata alla gravità della situazione; invita gli Stati membri a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per evitare ulteriori blocchi da parte del governo ungherese;

30.  chiede ulteriori restrizioni all'ingresso nell'UE dei cittadini russi e bielorussi, in particolare mediante controlli di sicurezza più rigorosi, compresa la presentazione di documenti di servizio militare durante la procedura di domanda del visto Schengen, ferma restando la necessità di rilasciare visti umanitari;

31.  condanna con vigore l'esecuzione di prigionieri di guerra ucraini da parte delle forze russe; invita l'UE, i suoi Stati membri e i partner internazionali ad aumentare le pressioni sulla Russia affinché rispetti i suoi obblighi internazionali, in particolare la Convenzione di Ginevra, e consenta alle organizzazioni internazionali l'accesso ai prigionieri;

32.  condanna l'impatto devastante della guerra russa sui bambini; chiede un maggiore sostegno dell'UE all'istruzione, all'assistenza sanitaria, ai servizi di salute mentale e alla protezione dei minori, compresi il recupero dai traumi e ambienti di apprendimento sicuri; esorta l'UE e l'Ucraina a dare priorità alle esigenze dei bambini negli sforzi di aiuto e ricostruzione, nella bonifica delle mine terrestri e nell'integrazione del benessere dei minori nel processo di adesione all'UE;

33.  ribadisce la propria preoccupazione per la situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, controllata illegalmente dalla Russia; sostiene gli sforzi volti a mantenere una presenza continua dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia; ribadisce la sua profonda preoccupazione per il più ampio impatto ambientale a lungo termine causato dalla guerra;

34.  invita l'UE e i suoi Stati membri a rafforzare la comunicazione strategica dell'UE, in particolare a chiarire pubblicamente il ruolo preponderante del sostegno dell'UE all'Ucraina, specie alla luce delle affermazioni che mirano a sminuirne il contributo, con l'obiettivo di contrastare le minacce ibride e le attività della zona grigia, nonché di prevenire le ingerenze russe nei processi politici, elettorali e in altri processi democratici in Ucraina e in Europa; sollecita una comunicazione proattiva sui vantaggi dell'allargamento dell'UE per migliorare la comprensione del pubblico e il suo sostegno all'adesione dell'Ucraina, sia all'interno di quest'ultima che negli Stati membri; sottolinea che l'integrazione dell'Ucraina nell'UE rappresenta un'opportunità per lo sviluppo sia delle regioni confinanti che degli Stati membri; chiede fermamente all'UE e agli Stati membri di combattere la disinformazione russa sulla guerra, rafforzando l'alfabetizzazione digitale, promuovendo narrazioni basate sui fatti e chiamando le piattaforme dei social media a rispondere della diffusione di contenuti dannosi applicando rigorosamente il regolamento sui servizi digitali(3);

35.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Presidente, al governo e alla Verkhovna Rada dell'Ucraina e al Segretario generale delle Nazioni Unite.

(1) GU L 161 del 29.5.2014, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2014/295/oj.
(2) GU L, 2024/792, 29.2.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/792/oj.
(3) Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (regolamento sui servizi digitali) (GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj).

Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2025Note legali - Informativa sulla privacy