Risoluzione del Parlamento europeo del 3 aprile 2025 sull'ondata di esecuzioni in Iran e la conferma delle condanne a morte degli attivisti Behrouz Ehsani e Mehdi Hassani (2025/2628(RSP))
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sull'Iran,
– visti l'articolo 150, paragrafo 5, e l'articolo 136, paragrafo 4, del suo regolamento,
A. considerando che l'Iran ha il più alto tasso di condanne a morte pro capite al mondo; che, a seguito della rivolta guidata dal movimento "Donna, vita, libertà" nel 2022, le autorità iraniane hanno dato avvio a un'ondata di esecuzioni, che ha riguardato, tra l'altro, dissidenti, donne, giornalisti e minoranze;
B. considerando che la situazione dei diritti umani in Iran è in peggioramento, come testimoniano in particolare gli attacchi sistematici nei confronti di donne, bambini e minoranze etniche e religiose, tra cui cristiani, baha'i, curdi e beluci;
C. considerando che, a seguito della morte di Jina Mahsa Amini, avvenuta mentre si trovava in stato di arresto, le autorità iraniane hanno intensificato gli sforzi volti a reprimere il movimento "Donna, vita, libertà";
D. considerando che, secondo "Iran Human Rights", nel 2024 in Iran sono state giustiziate almeno 975 persone, il numero più elevato registrato in oltre due decenni; che questo dato comprende persone arrestate quando ancora minorenni e cittadini europei;
E. considerando che il regime di Teheran prende di mira i suoi critici più accesi orchestrando l'uccisione di politici, giornalisti e dissidenti all'estero, anche sul territorio europeo e nordamericano, come avvenuto nel caso del tentato omicidio dell'ex vicepresidente del Parlamento europeo Alejo Vidal-Quadras;
F. considerando che i prigionieri politici Behrouz Ehsani e Mehdi Hassani sono stati arrestati nel novembre 2022, sottoposti a torture e isolamento prolungato, privati dei loro diritti fondamentali durante la detenzione e condannati a morte con l'accusa di "ribellione armata contro lo Stato", "ribellione contro Dio" e "corruzione sulla Terra";
G. considerando che in Iran numerosi difensori dei diritti umani, tra cui Pakhshan Azizi, Wirishe Moradi, Mahvash Sabet e Sharifeh Mohammadi, sono vittime di gravi persecuzioni, essendo alcuni stati condannati a morte e altri incarcerati;
1. ribadisce la propria ferma opposizione alla pena capitale; esorta il governo iraniano a introdurre una moratoria immediata che porti alla sua abolizione;
2. condanna la decisione della Corte suprema iraniana di confermare le sentenze di morte nei confronti di Behrouz Ehsani e Mehdi Hassani, detenuti in condizioni disumane e sottoposti a processi iniqui;
3. chiede il loro rilascio e quello di tutti i prigionieri attualmente detenuti nel braccio della morte per attivismo politico; ricorda, in particolare, i casi urgenti di Pakhshan Azizi, Wirishe Moradi, Sharifeh Mohammadi e Mahvash Sabet;
4. condanna l'aumento senza precedenti del numero delle esecuzioni e degli attacchi sistematici nei confronti di attivisti per i diritti umani e minoranze, in particolare cristiani, baha'i, curdi e beluci, attraverso il ricorso alla pena capitale e alla persecuzione; chiede il rilascio immediato e incondizionato delle persone detenute sulla base della loro religione o del loro credo;
5. sollecita il rilascio immediato e il rimpatrio dei cittadini dell'UE condannati, tra cui Cécile Kohler, Jacques Paris e Ahmadreza Djalali, nonché la revoca di tutte le accuse a loro carico; condanna il ricorso alla diplomazia degli ostaggi da parte dell'Iran;
6. invita il Consiglio e gli Stati membri a rendere l'abolizione della pena capitale e il rilascio dei prigionieri politici e dei cittadini dell'UE una condizione necessaria per il miglioramento delle relazioni con l'Iran;
7. rinnova l'appello rivolto all'Iran affinché garantisca al relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Iran e alla missione conoscitiva delle Nazioni Unite un accesso senza ostacoli al paese;
8. ribadisce la richiesta rivolta al Consiglio perché designi il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche come organizzazione terroristica e a continui a identificare e sanzionare i funzionari iraniani responsabili di violazioni dei diritti umani; invita la comunità internazionale a rispondere con fermezza ai tentativi di omicidio orchestrati da Teheran in tutto il mondo ai danni dei critici e degli oppositori del regime dei mullah;
9. incoraggia la Commissione e gli Stati membri a incrementare l'assistenza tecnica e finanziaria a favore della società civile iraniana;
10. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'Assemblea consultiva islamica nonché alla guida suprema della Repubblica islamica dell'Iran.