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Procedura : 2024/2047(IMM)
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Ciclo del documento : A10-0077/2025

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A10-0077/2025

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PV 06/05/2025 - 6.4
CRE 06/05/2025 - 6.4

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P10_TA(2025)0067

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Martedì 6 maggio 2025 - Strasburgo
Richiesta di revoca dell'immunità di Petr Bystron
P10_TA(2025)0067A10-0077/2025

Decisione del Parlamento europeo del 6 maggio 2025 sulla richiesta di revoca dell'immunità di Petr Bystron (2024/2047(IMM))

Il Parlamento europeo,

–  vista la richiesta di revoca dell'immunità di Petr Bystron, trasmessa con lettera del 27 agosto 2024 dal ministero federale tedesco della Giustizia, recante una richiesta del 23 luglio 2024 del procuratore generale di Monaco di Baviera, nel quadro di un procedimento di indagine pendente dinanzi alla procura generale di Monaco di Baviera, e comunicata in Aula il 16 settembre 2024,

–  avendo ascoltato Petr Bystron il 13 febbraio 2025 a norma dell'articolo 9, paragrafo 6, del suo regolamento, e visti i documenti da lui presentati,

–  visti gli articoli 8 e 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea e l'articolo 6, paragrafo 2, dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, del 20 settembre 1976,

–  viste le sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea il 21 ottobre 2008, 19 marzo 2010, 6 settembre 2011, 17 gennaio 2013, 19 dicembre 2019 e 5 luglio 2023(1),

–  visto l'articolo 46 della Legge fondamentale della Repubblica federale di Germania,

–  visti l'articolo 5, paragrafo 2, l'articolo 6, paragrafo 1, e l'articolo 9 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A10‑0077/2025),

A.  considerando che il procuratore generale di Monaco di Baviera ha chiesto la revoca dell'immunità di Petr Bystron, deputato al Parlamento europeo, in relazione alle accuse mosse a suo carico ai sensi dell'articolo 108e, paragrafo 1, dell'articolo 261, paragrafo 1, punto 2, dell'articolo 261, paragrafo 7, dell'articolo 263, paragrafo 1, e dell'articolo 263, paragrafo 3, punto 1, del codice penale tedesco, dell'articolo 370, paragrafo 1, del codice generale delle imposte tedesco e dell'articolo 53 del medesimo codice penale, per presunti reati di corruzione passiva, riciclaggio di denaro e frode per almeno sei capi d'accusa ed evasione fiscale per almeno cinque capi d'accusa;

B.  considerando che la richiesta di revoca dell'immunità indica che, a partire da un momento indeterminato nel 2020, Petr Bystron potrebbe aver ricevuto, tra l'altro, pagamenti diretti in contanti o bonifici in criptovalute da parte dell'operatore del sito web filorusso "Voice of Europe" in cambio del suo impegno a intervenire e votare, in qualità di membro del parlamento nazionale, nell'interesse del governo russo; che Petr Bystron avrebbe depositato importi considerevoli in uno sportello automatico di banca il 17 e 20 marzo 2023 su un conto appartenente alla società di cui è unico azionista e amministratore; che il 20 marzo 2023 avrebbe ritirato nuovamente lo stesso importo in biglietti da 200 EUR da un distributore della stessa banca; che, in risposta a una richiesta della banca, Petr Bystron non avrebbe fornito alcuna spiegazione circa il motivo di tali movimenti sospetti; che, delle presunte tangenti ricevute in contanti, Petr Bystron avrebbe altresì depositato diverse somme nel luglio 2021, nell'aprile e nel settembre 2022, nonché nei mesi di giugno e luglio 2023; che Petr Bystron avrebbe cercato di nascondere l'origine del denaro contante; che la procura di Monaco di Baviera dispone degli estratti delle operazioni relative a tutti i conti di Petr Bystron e della suddetta società, di cui egli è unico azionista e amministratore, a partire dal 2020; che ciò avrebbe consentito di individuare ulteriori pagamenti in contanti e di concludere che vi sarebbero state presunte tangenti ricevute in precedenza;

C.  considerando che, nel corso di diverse deliberazioni del parlamento nazionale, di cui Petr Bystron era membro all'epoca dei presunti fatti, dal 2022 avrebbe votato su questioni connesse alla Russia nel modo chiaramente più favorevole agli interessi del governo russo e avrebbe pronunciato almeno due discorsi dinanzi al Bundestag tedesco in cui difendeva una posizione filorussa;

D.  considerando che, avendo diritto a un'indennità forfettaria destinata in particolare all'assunzione di personale, ai sensi della legge tedesca sui deputati, Petr Bystron avrebbe concluso, nell'ottobre 2021, un contratto di lavoro con il suo avvocato nonché cinque clausole aggiuntive al contratto, ciascuna della quali modifica l'orario di lavoro settimanale e la retribuzione mensile; che l'indennità forfettaria può essere utilizzata solo se la destinazione o le attività interessate presentano un nesso sufficiente con l'esercizio del mandato; che il lavoro fornito nell'ambito di tale contratto non riguarderebbe l'esercizio del mandato parlamentare o che il lavoro previsto non sarebbe stato fornito, ma che la retribuzione sarebbe stata versata, ingannando il membro del personale competente; che tale pagamento avrebbe costituito un danno per la Repubblica federale di Germania stimato a 97 400,00 EUR;

E.  considerando che, negli esercizi dal 2017 al 2021, Petr Bystron, tramite la consulente fiscale della società di cui è unico azionista e amministratore, avrebbe presentato alle autorità fiscali di Monaco di Baviera dichiarazioni IVA inesatte, contenenti spese di ordine privato che non avevano alcun nesso con l'attività commerciale della suddetta società; che, a seguito di tali informazioni errate nelle dichiarazioni IVA, sarebbe stato effettuato un rimborso indebito dell'IVA per un totale di 9 949,17 EUR;

F.  considerando che Petr Bystron è stato eletto al Parlamento europeo in occasione delle elezioni europee del giugno 2024 in Germania e che non era deputato al Parlamento europeo al momento dei presunti reati;

G.  considerando che i presunti reati e la successiva richiesta di revoca dell'immunità non si riferiscono a un'opinione o a un voto espressi da Petr Bystron nell'esercizio delle sue funzioni ai sensi dell'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea;

H.  considerando che l'articolo 9, primo comma, lettera a), del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea stabilisce che i membri del Parlamento europeo beneficiano, sul territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del parlamento del loro paese;

I.  considerando che l'articolo 46, paragrafi 2, 3 e 4, della Legge fondamentale della Repubblica federale di Germania dispone quanto segue:

"(2) Un deputato non può essere chiamato a rispondere o essere arrestato per un reato punibile senza l'autorizzazione del Bundestag a meno che non sia stato arrestato in flagrante delitto o nel corso del giorno successivo alla commissione di tale reato.

   (3) L'autorizzazione del Bundestag è inoltre necessaria per qualsiasi altra restrizione della libertà personale di un deputato o per avviare un procedimento contro un deputato ai sensi dell'articolo 18.
   (4) Qualsiasi procedimento penale e qualsiasi procedimento ai sensi dell'articolo 18 contro un deputato, qualsiasi arresto e qualsiasi altra restrizione della sua libertà personale devono essere sospesi su richiesta del Bundestag.";

J.  considerando che l'immunità parlamentare è intesa a proteggere il Parlamento e i deputati che lo compongono da procedimenti penali relativi ad attività svolte nell'esercizio del mandato parlamentare e che non possono essere disgiunte da tale mandato;

K.  considerando che, a norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento, l'immunità parlamentare non è un privilegio personale del deputato ma una garanzia di indipendenza del Parlamento in quanto istituzione e dei suoi membri;

L.  considerando che, nella fattispecie, il Parlamento non ha potuto constatare l’esistenza di fumus persecutionis, vale a dire di elementi di fatto dai quali si evinca che l’intento alla base del procedimento giudiziario sia quello di recare pregiudizio all'attività politica del deputato in quanto membro del Parlamento europeo;

M.  considerando che, da un lato, il Parlamento non dovrebbe essere assimilato a un tribunale e, dall'altro lato, il deputato non dovrebbe, nel contesto di una procedura di revoca dell'immunità, essere considerato un "accusato"(2);

1.  decide di revocare l'immunità di Petr Bystron;

2.  incarica la sua Presidente di trasmettere immediatamente la presente decisione e la relazione della sua commissione competente all'autorità competente della Repubblica federale di Germania e a Petr Bystron.

(1) Sentenza della Corte di giustizia del 21 ottobre 2008, Marra/De Gregorio e Clemente, C-200/07 e C-201/07, ECLI:EU:C:2008:579; sentenza del Tribunale del 19 marzo 2010, Gollnisch/Parlamento, T-42/06, ECLI:EU:T:2010:102; sentenza della Corte di giustizia del 6 settembre 2011, Patriciello, C-163/10, ECLI:EU:C:2011:543; sentenza del Tribunale del 17 gennaio 2013, Gollnisch/Parlamento, T-346/11 e T-347/11, ECLI:EU:T:2013:23; sentenza della Corte di giustizia del 19 dicembre 2019, Junqueras Vies, C-502/19, ECLI:EU:C:2019:1115; sentenza del Tribunale del 5 luglio 2023, Puigdemont i Casamajó e.a./Parlement, T-272/21, ECLI:EU:T:2023:373.
(2) Sentenza del Tribunale del 30 aprile 2019, Briois/Parlamento, T-214/18, ECLI:EU:T:2019:266.

Ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2025Note legali - Informativa sulla privacy