Indice 
Testi approvati
Mercoledì 12 marzo 2025 - Strasburgo
Accordo UE/Norvegia: modifica delle concessioni per tutti i contingenti tariffari inclusi nell'elenco CLXXV dell'UE a seguito del recesso del Regno Unito dall'Unione europea
 Accordo tra il Canada e l'Unione europea sul trasferimento e sul trattamento dei dati del codice di prenotazione (PNR)
 Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2025
 Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: priorità sociali e in materia di occupazione per il 2025
 Mantenimento del fermo sostegno dell'UE all'Ucraina dopo tre anni di guerra di aggressione della Russia
 Libro bianco sul futuro della difesa europea
 La necessità del sostegno dell'UE a favore di una transizione e una ricostruzione giuste in Siria

Accordo UE/Norvegia: modifica delle concessioni per tutti i contingenti tariffari inclusi nell'elenco CLXXV dell'UE a seguito del recesso del Regno Unito dall'Unione europea
PDF 112kWORD 42k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 12 marzo 2025 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo in forma di scambio di lettere tra l'Unione europea e il Regno di Norvegia che modifica l'accordo tra l'Unione europea e il Regno di Norvegia ai sensi dell'articolo XXVIII dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT) 1994 in merito alla modifica delle concessioni per tutti i contingenti tariffari inclusi nell'elenco CLXXV dell'UE a seguito del recesso del Regno Unito dall'Unione europea (13817/2023 – C10-0189/2024 – 2023/0341(NLE))
P10_TA(2025)0029A10-0017/2025

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (13817/2023),

–  visto il progetto di accordo in forma di scambio di lettere tra l'Unione europea e il Regno di Norvegia che modifica l'accordo tra l'Unione europea e il Regno di Norvegia ai sensi dell'articolo XXVIII dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT) 1994 in merito alla modifica delle concessioni per tutti i contingenti tariffari inclusi nell'elenco CLXXV dell'UE a seguito del recesso del Regno Unito dall'Unione europea (13818/2023),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 207, paragrafo 4, primo comma, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), punto v), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C10-0189/2024),

–  visti l'articolo 107, paragrafi 1 e 4, e l'articolo 117, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la lettera della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale,

–  vista la raccomandazione della commissione per il commercio internazionale (A10‑0017/2025),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica la sua Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Regno di Norvegia.


Accordo tra il Canada e l'Unione europea sul trasferimento e sul trattamento dei dati del codice di prenotazione (PNR)
PDF 105kWORD 43k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 12 marzo 2025 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo tra il Canada e l'Unione europea sul trasferimento e sul trattamento dei dati del codice di prenotazione (08897/2024 – C10-0125/2024 – 2024/0051(NLE))
P10_TA(2025)0030A10-0013/2025

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (08897/2024),

–  visto il progetto di accordo tra il Canada e l'Unione europea sul trasferimento e sul trattamento dei dati del codice di prenotazione (08896/2024),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 16, paragrafo 2, dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera a, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), punto v) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C10-0125/2024),

–  visti l'articolo 107, paragrafi 1 e 4, e l'articolo 117, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A10-0013/2025),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica la sua Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Canada.


Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2025
PDF 166kWORD 57k
Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2025 sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2025 (2024/2112(INI))
P10_TA(2025)0031A10-0022/2025

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e in particolare gli articoli 121, 126 e 136,

–  visto il protocollo n. 1 al trattato sull'Unione europea (TUE) e al TFUE sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 al TUE e al TFUE sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  visto il protocollo n. 12 al TUE e al TFUE sulla procedura per i disavanzi eccessivi,

–  visto il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria,

–  visto il regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio(1),

–  visto il regolamento (UE) 2024/1264 del Consiglio, del 29 aprile 2024, recante modifica del regolamento (CE) n. 1467/97 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi(2),

–  vista la direttiva (UE) 2024/1265 del Consiglio, del 29 aprile 2024, recante modifica della direttiva 2011/85/UE relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1173/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, relativo all'effettiva esecuzione della sorveglianza di bilancio nella zona euro(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1174/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulle misure esecutive per la correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi nella zona euro(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 472/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri nella zona euro che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria(7),

–  visto il regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro(8),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione(9) (regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto),

–  visto il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza(10) (regolamento RRF),

–  viste le previsioni economiche della primavera 2024, pubblicate dalla Commissione il 15 maggio 2024,

–  viste le previsioni economiche dell'autunno 2024, pubblicate dalla Commissione il 15 novembre 2024,

–  visto il Debt Sustainability Monitor (modello di sorveglianza della sostenibilità del debito) della Commissione per il 2023, pubblicato il 22 marzo 2024,

–  viste la comunicazione della Commissione del 17 dicembre 2024 intitolata "Relazione sul meccanismo di allerta 2025" (COM(2024)0702) e la raccomandazione della Commissione, del 17 dicembre 2024, di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro (COM(2024)0704),

–  vista la proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2024 (COM(2024)0701),

–  vista la comunicazione della Commissione, dell'8 marzo 2023, dal titolo "Orientamenti di politica di bilancio per il 2024" (COM(2023)0141),

–  vista la relazione della Commissione del 19 giugno 2024, elaborata a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (COM(2024)0598),

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 aprile 2024, sulla politica economica della zona euro(11),

–  vista la valutazione dell'orientamento di bilancio appropriato per la zona euro nel 2025, del 3 luglio 2024, del Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche,

–  vista la dichiarazione dell'Eurogruppo, del 15 luglio 2024, sull'orientamento di bilancio nella zona euro nel 2025,

–  vista la relazione annuale per il 2024 del Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche, pubblicata il 2 ottobre 2024,

–  vista la comunicazione della Commissione, del 19 giugno 2024, dal titolo "Semestre europeo 2024 – Pacchetto di primavera" (COM(2024)0600),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 17 dicembre 2024, dal titolo "Semestre europeo 2025 – Pacchetto d'autunno" (COM(2024)0700),

–  visti la comunicazione della Commissione, dell'11 dicembre 2019, dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640), l'accordo di Parigi adottato il 12 dicembre 2015 nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite,

–  visto l'ottavo programma di azione per l'ambiente fino al 2030,

–  viste la proclamazione interistituzionale sul pilastro europeo dei diritti sociali del 17 novembre 2017(12) e la comunicazione della Commissione, del 4 marzo 2021, dal titolo "Piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali" (COM(2021)0102),

–  vista la sua risoluzione del 21 gennaio 2021 sull'accesso a un alloggio dignitoso e a prezzi abbordabili per tutti(13),

–  visti il documento di Ursula von der Leyen, candidata alla carica di Presidente della Commissione europea, del 18 luglio 2024, dal titolo "La scelta dell'Europa – Orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2024-2029" e la dichiarazione resa da Valdis Dombrovskis, commissario per l'Economia e la produttività, l'attuazione e la semplificazione, in occasione della sua audizione di conferma del 7 novembre 2024,

–  visto il documento di lavoro del Fondo monetario internazionale 24/181, dell'agosto 2024, dal titolo "Taming Public Debt in Europe: Outlook, Challenges, and Policy Response" (Arginare il debito pubblico in Europa: prospettive, sfide e risposta politica),

–  vista la relazione del "Fiscal Monitor" del Fondo monetario internazionale dal titolo "Putting a Lid on Public Debt" (Mettere un freno al debito pubblico) dell'ottobre 2024,

–  vista la relazione speciale 13/2024 della Corte dei conti europea dal titolo "Assorbimento dei fondi del dispositivo per la ripresa e la resilienza – Progressi a rilento: rimangono a rischio il completamento delle misure e, quindi, il conseguimento degli obiettivi del dispositivo stesso",

–  vista l'analisi approfondita dal titolo "The new economic governance framework: implications for monetary policy" (Il nuovo quadro di governance economica: implicazioni per la politica monetaria), pubblicata dalla direzione generale delle Politiche interne il 20 novembre 2024(14),

–  vista l'analisi approfondita dal titolo "Economic Dialogue with the European Commission on EU Fiscal Surveillance" (Dialogo economico con la Commissione europea sulla sorveglianza di bilancio dell'UE), pubblicata dalla sua direzione generale delle Politiche interne il 1º dicembre 2024(15),

–  vista la relazione di Mario Draghi, del 9 settembre 2024, dal titolo "The future of European Competitiveness" (Il futuro della competitività europea) ("relazione Draghi"),

–  visto l'articolo 55 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A10-0022/2025),

A.  considerando che il semestre europeo svolge un ruolo essenziale nel coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri e salvaguarda in tal modo la stabilità macroeconomica dell'Unione economica e monetaria;

B.  considerando che il semestre europeo mira a promuovere una crescita sostenibile, inclusiva e competitiva, l'occupazione, la stabilità macroeconomica e finanze pubbliche sane in tutta l'UE, al fine di garantire una convergenza duratura verso l'alto delle prestazioni economiche, sociali e ambientali degli Stati membri;

C.  considerando che il semestre europeo 2024 ha segnato il primo ciclo di attuazione del nuovo quadro di governance economica, entrato in vigore il 30 aprile 2024, che guida l'UE e i suoi Stati membri attraverso una fase transitoria;

D.  considerando che la raccomandazione del Consiglio del 2024 sulla politica economica della zona euro invita gli Stati membri ad agire, sia individualmente che collettivamente, per rafforzare la competitività, migliorare la resilienza economica e sociale, preservare la stabilità macrofinanziaria e mantenere un livello elevato di investimenti pubblici a sostegno delle transizioni verde e digitale; che la stabilità di bilancio è fondamentale sia per standard sociali elevati e sostenibili nell'UE che per la sua competitività;

E.  considerando che i principali obiettivi del nuovo quadro di governance economica sono rafforzare la sostenibilità del debito e la crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri, nonché consentire a tutti gli Stati membri di intraprendere le riforme e gli investimenti necessari nelle priorità comuni dell'UE, che comprendono i) una transizione verde e digitale equa, ii) la resilienza sociale ed economica, compreso il pilastro europeo dei diritti sociali, iii) la sicurezza energetica e iv) lo sviluppo di capacità di difesa; che le disparità nella capacità di bilancio tra gli Stati membri ostacolano investimenti equi nelle priorità strategiche e indeboliscono la coesione all'interno del mercato unico;

F.  considerando che i valori di riferimento massimi, pari al 3 % per il rapporto fra il disavanzo pubblico e il PIL e al 60 % per il rapporto fra il debito pubblico e il PIL, sono definiti nel TFUE; che il disavanzo nominale e il rapporto debito pubblico/PIL dell'UE rimangono al di sopra dei valori di riferimento; che il disavanzo nominale e il rapporto debito pubblico/PIL variano all'interno dell'UE, con situazioni significativamente divergenti tra i vari Stati membri;

G.  considerando che nel 2024 sono state avviate, o sono rimaste aperte, procedure per i disavanzi eccessivi per otto Stati membri; che alcuni Stati membri non sono stati sottoposti a una procedura per i disavanzi eccessivi, pur avendo un disavanzo superiore al 3 % del PIL nel 2023, secondo quanto deciso dal Consiglio e dalla Commissione a seguito di una valutazione equilibrata di tutti i fattori pertinenti;

H.  considerando che, dall'istituzione di tale procedura nel 2011, il Consiglio non ha avviato alcuna procedura relativa agli squilibri macroeconomici; che, in conformità alla sua relazione sul meccanismo di allerta, la Commissione europea effettuerà un esame approfondito per dieci paesi che nel 2025 hanno presentato squilibri macroeconomici o squilibri eccessivi;

I.  considerando che l'efficacia di un quadro dipende in larga misura da una sua attuazione corretta, trasparente ed efficace fin dall'inizio, che tenga conto dei punti di partenza degli Stati membri e delle singole sfide cui sono confrontati;

J.  considerando che la presentazione tempestiva dei piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine e dei documenti programmatici di bilancio è un prerequisito per l'attuazione efficace e la credibilità delle nuove norme; che i primi piani nazionali fiscali e di bilancio sono già stati valutati dal Consiglio; che la parità di trattamento degli Stati membri e il rispetto dei requisiti di cui al regolamento (UE) 2024/1263 per quanto riguarda i piani di bilancio sono necessari per l'efficace attuazione del quadro;

K.  considerando che le prospettive economiche per l'UE rimangono molto incerte e che vi è un crescente rischio che eventi o situazioni future incidano negativamente sull'economia; che l'aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e i conflitti in Medio Oriente alimentano i rischi geopolitici e evidenziano la vulnerabilità energetica dell'Europa; che l'aumento delle misure protezionistiche da parte dei partner commerciali può incidere sul commercio mondiale, il che potrebbe avere ripercussioni negative sull'economia dell'UE; che le attuali tensioni geopolitiche hanno dimostrato che l'UE deve rafforzare ulteriormente la propria autonomia strategica aperta e rimanere competitiva nel mercato mondiale, garantendo al contempo che nessuno sia lasciato indietro;

L.  considerando che l'attuazione del quadro riveduto di governance economica dovrebbe portare a un orientamento di bilancio restrittivo per l'intera zona euro, pari allo 0,5 % del PIL nel 2024 e allo 0,25 % del PIL nel 2025; che è necessaria una discussione politica per assicurare livelli di investimento pubblico adeguati dopo la scadenza del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) nel 2026;

M.  considerando che la relazione Draghi sottolinea che il divario tra l'UE e gli Stati Uniti nel livello del PIL ai prezzi del 2015 si è gradualmente ampliato, passando da poco più del 15 % nel 2002 al 30 % nel 2023, e stima che i necessari investimenti annuali supplementari da parte dell'UE ammontino a 800 miliardi di EUR, di cui 450 miliardi di EUR per la transizione energetica;

N.  considerando che la nuova Commissione si è prefissata come obiettivo di essere una "Commissione per gli investimenti"; che nell'UE è necessario discutere su come affrontare la significativa carenza di investimenti e ridurre i costi di finanziamento; che tale quadro, se del caso, dovrebbe essere rafforzato da strumenti di investimento e mezzi a livello dell'UE progettati per ridurre al minimo i costi per i contribuenti dell'UE e a massimizzare l'efficienza nella fornitura di beni pubblici europei;

O.  considerando che gli Stati membri devono disporre dei meccanismi di controllo e di audit necessari a garantire il rispetto dello Stato di diritto e tutelare gli interessi finanziari dell'UE, in particolare per prevenire le frodi, la corruzione, i conflitti di interessi e garantire la trasparenza;

P.  considerando che è importante aumentare la quota di raccomandazioni specifiche per paese "pienamente attuate" e instaurare un legame più stretto con le rispettive relazioni per paese, al fine di contribuire a una governance economica più efficace;

1.  osserva che, negli ultimi anni, l'UE ha dimostrato un elevato grado di resilienza e di unità di fronte a gravi shock grazie, tra le altre cose, a una risposta politica coordinata che coinvolge tutte le istituzioni dell'UE e a un approccio flessibile agli strumenti nuovi ed esistenti a disposizione; ricorda inoltre che promuovere una crescita sostenibile a lungo termine significa promuovere un equilibrio tra politiche di bilancio responsabili, riforme strutturali e investimenti che, insieme, aumentano l'efficienza, la produttività, l'occupazione e la prosperità e comportano anche il rafforzamento della competitività, la promozione del mercato unico, lo sviluppo di politiche di crescita economica e la revisione del quadro normativo per attrarre investimenti; sottolinea la necessità fondamentale di una crescita economica sostenibile, inclusiva e competitiva;

2.  osserva che il coordinamento delle politiche economiche è fondamentale per il successo dell'Unione economica e monetaria; ricorda che il semestre europeo è il quadro consolidato per il coordinamento delle politiche fiscali, economiche, occupazionali e sociali in tutta l'UE, in linea con i trattati, nel rispetto delle competenze nazionali definite;

3.  prende atto dell'impegno della Commissione a garantire che il semestre europeo promuova il coordinamento delle politiche per la competitività, la sostenibilità e l'equità sociale, nonché l'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e del pilastro europeo dei diritti sociali; osserva che il Green Deal europeo rimane un progetto fondamentale per la Commissione;

4.  sottolinea che una politica industriale integrata, coordinata, mirata e orizzontale è essenziale per aumentare gli investimenti nella capacità di innovazione dell'UE, rafforzando nel contempo la competitività e l'integrità del mercato unico;

5.  evidenzia che investimenti pubblici e privati sono fondamentali per far sì che l'UE abbia la capacità di far fronte alle sfide esistenti, tra cui lo sviluppo della capacità di innovare dell'UE e l'attuazione della transizione verde e digitale giusta, e che aumenteranno la resilienza, la competitività a lungo termine e l'autonomia strategica dell'UE; richiama l'attenzione sulla necessità di investimenti strategici nelle interconnessioni energetiche, nelle energie a basse emissioni di carbonio (come le energie rinnovabili) e nell'efficienza energetica al fine, tra l'altro, di i) rendere l'UE indipendente dalle importazioni di combustibili fossili e prevenire i possibili effetti inflazionistici della dipendenza da tali combustibili, ii) modernizzare i sistemi di produzione e iii) promuovere la coesione sociale; rammenta che la concretizzazione dei rischi fisici legati ai cambiamenti climatici può incidere molto sulle finanze pubbliche, come dimostrato dalle inondazioni a Valencia nell'ottobre 2024 e dal ciclone che ha devastato Mayotte nel dicembre 2024; invita gli Stati membri a effettuare gli investimenti necessari per migliorare la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi nonché la resilienza dell'economia dell'UE;

6.  invita la Commissione a presentare iniziative, sulla base della dichiarazione di Budapest, per rendere l'UE più competitiva, produttiva, innovativa e sostenibile, basandosi sulla coesione economica, sociale e territoriale e garantendo la convergenza e parità di condizioni sia all'interno dell'Unione che a livello mondiale; prende atto dello sviluppo di un nuovo strumento di coordinamento della competitività; si attende che la Commissione chiarisca le modalità con cui tale strumento interagirà con il semestre europeo; sottolinea l'importanza di sostenere le micro, piccole e medie imprese quali motori principali della crescita economica e dell'occupazione all'interno dell'UE;

7.  sottolinea la necessità di promuovere un ecosistema imprenditoriale dinamico che sostenga gli innovatori, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nel promuovere la competitività mondiale, la resilienza economica, la creazione di posti di lavoro e l'autonomia strategica aperta;

8.  apprezza le raccomandazioni della Commissione relative alla politica economica nella zona euro, che esortano gli Stati membri a migliorare la competitività e a promuovere la produttività mediante un accesso migliorato ai finanziamenti per le imprese, la riduzione degli oneri amministrativi e investimenti pubblici e privati in settori che rappresentano priorità comuni dell'UE, tra cui i) una transizione verde e digitale equa, ii) la resilienza sociale ed economica, compreso il pilastro europeo dei diritti sociali, iii) la sicurezza energetica e iv) lo sviluppo di capacità di difesa;

9.  accoglie con favore la raccomandazione della Commissione secondo cui, nel definire le strategie di bilancio, gli Stati membri della zona euro dovrebbero mirare a migliorare la qualità e l'efficienza della spesa pubblica e delle entrate pubbliche, che sono essenziali per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, riducendo al contempo al minimo gli impatti negativi e distorsivi sulla crescita economica; sottolinea che ciò potrebbe essere conseguito, tra l'altro, aumentando il coordinamento europeo e riducendo l'elusione e l'evasione fiscali; accoglie con favore la conclusione della relazione Draghi, secondo cui è necessaria una riduzione coordinata dell'imposizione dei redditi da lavoro per i lavoratori a basso e medio reddito al fine di promuovere la competitività dell'UE; ricorda la competenza degli Stati membri in materia di politica fiscale; invita gli Stati membri a reindirizzare l'onere fiscale dal reddito a basi imponibili meno distorsive;

10.  evidenzia la necessità di creare riserve di bilancio per affrontare le sfide in materia di sostenibilità di bilancio, garantire risorse sufficienti per gli investimenti e far fronte a potenziali crisi e shock futuri; sottolinea l'importanza di promuovere una crescita competitiva, sostenibile e inclusiva a sostegno della stabilità e della resilienza di bilancio a lungo termine;

Prospettive economiche per l'UE

11.  esprime preoccupazione per il fatto che, secondo le previsioni economiche della Commissione dell'autunno 2024, è attesa una crescita del PIL dell'UE dello 0,9 % (0,8 % nella zona euro) nel 2024, dell'1,5 % (1,3 % nella zona euro) nel 2025 e dell'1,8 % (1,6 % nella zona euro) nel 2026; ricorda che tali cifre riflettono una ripresa graduale, ma anche un'espansione economica limitata rispetto a cicli economici precedenti; rileva che le prospettive economiche per l'UE rimangono molto incerte e che è probabile che i rischi incidano negativamente sulla crescita economica;

12.  osserva che il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe aumentare fino all'83,0 % nell'UE e all'89,6 % nella zona euro nel 2025 e all'83,4 % nell'UE e al 90 % nella zona euro nel 2026, quando il divario tra prodotto effettivo e potenziale (output gap) sarà praticamente colmato sia nell'UE che nella zona euro, e che si tratta di valori più alti rispetto ai livelli del 2024 (82,4 % per l'UE e 89,1 % per la zona euro);

13.  ricorda che l'andamento del rapporto debito pubblico/PIL varia da paese a paese; sottolinea che l'incertezza politica e i rischi geopolitici possono contribuire in modo significativo ad aumentare il costo dei prestiti sui mercati finanziari per gli Stati membri; osserva che livelli insostenibili di debito potrebbero compromettere la stabilità economica e ridurre la resilienza economica e la capacità di rispondere alle crisi degli Stati membri; sottolinea che secondo le previsioni nel 2024 e 2025 11 Stati membri della zona euro dovrebbero avere un rapporto debito/PIL superiore al valore di riferimento del 60 % stabilito dal trattato e che cinque di questi rimarrebbero al di sopra del 100 %;

14.  osserva che, secondo le previsioni economiche d'autunno della Commissione per il 2024, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche nell'UE e nella zona euro dovrebbe calare rispettivamente al 3,1 % e al 3 % del PIL nel 2024 e diminuire ulteriormente al 3 % e al 2,9 % del PIL nel 2025 e al 2,9 % e al 2,8 % del PIL nel 2026; sottolinea che nel 2024 dieci Stati membri dell'UE dovrebbero registrare un disavanzo superiore al valore di riferimento del 3 % del PIL indicato nel trattato; sottolinea che tale cifra rimarrà stabile nel 2025 e che nel 2026 per la maggior parte degli Stati membri sono previste posizioni di bilancio più deboli rispetto a quelle precedenti la pandemia (2019), mentre nove Stati membri continueranno a presentare un disavanzo superiore al 3 %;

15.  osserva che otto Stati membri presentano disavanzi eccessivi; ricorda che il Consiglio ha adottato misure correttive e invita gli Stati membri interessati ad adottare provvedimenti per ridurre i disavanzi eccessivi minimizzando nel contempo l'impatto socioeconomico; ricorda l'importanza della coerenza nell'applicazione della procedura per i disavanzi eccessivi agli Stati membri;

16.  osserva che, secondo le previsioni economiche d'autunno della Commissione per il 2024, l'inflazione dovrebbe calare dal 2,6 % nel 2024 al 2,4 % nel 2025 e al 2 % nel 2026 nell'UE, e dal 2,4 % nel 2024 al 2,1 % nel 2025 e all'1,9 % nel 2026 nella zona euro; ricorda che, sebbene tale riduzione sia uno sviluppo positivo, l'inflazione di fondo continua ad essere relativamente elevata, il che indica persistenti pressioni inflazionistiche; osserva che la politica di bilancio può sostenere la politica monetaria nel ridurre l'inflazione e nel contempo salvaguardare la sostenibilità di bilancio e che dovrebbe fornire un margine sufficiente per altri investimenti e sostenere la crescita a lungo termine;

17.  osserva che la Commissione non è stata in grado di presentare contemporaneamente l'analisi annuale della crescita sostenibile, la relazione sul meccanismo di allerta, il progetto di raccomandazione per la zona euro e il progetto di relazione comune sull'occupazione;

18.  osserva che, secondo la relazione 2025 della Commissione sul meccanismo di allerta, nel 2025 saranno preparati esami approfonditi per i nove paesi nei quali erano stati individuati squilibri o squilibri eccessivi nel 2024, mentre un altro Stato membro dovrebbe essere sottoposto a un altro esame approfondito, in quanto presenta rischi particolari di nuovi squilibri emergenti;

19.  sottolinea che gli alloggi sono direttamente interconnessi con gli squilibri macroeconomici nella zona euro, con implicazioni dannose per la resilienza economica, il dinamismo e il progresso sociale e per la mobilità regionale e all'interno dell'UE; esprime preoccupazione per la probabilità che i prezzi degli alloggi aumentino in alcuni Stati membri e per la possibilità che diventi difficile frenarli in assenza di una strategia olistica;

Revisione del quadro di governance economica dell'UE e sua effettiva attuazione

20.  ricorda che la riforma mira a rendere il quadro più semplice, più trasparente e più efficace, con una maggiore titolarità nazionale e una migliore applicazione, differenziando nel contempo tra gli Stati membri in base ai rispettivi punti di partenza, il che rappresenta un passo avanti nel porre fine all'approccio "unico valido per tutti" alla luce delle considerazioni specifiche per paese in materia di sostenibilità di bilancio inerenti al percorso della spesa netta; rammenta inoltre che la riforma mira a rafforzare la sostenibilità di bilancio attraverso aggiustamenti graduali e su misura, integrati da riforme e investimenti, e a promuovere politiche di bilancio anticicliche;

21.  riconosce che le nuove norme di bilancio offrono maggiore flessibilità e incentivi connessi agli investimenti e alle riforme nazionali necessari per affrontare le sfide economiche, sociali e geopolitiche cui l'UE deve rispondere; riconosce che le risorse finanziarie e i contributi provenienti dai bilanci nazionali differiscono da uno Stato membro all'altro; accoglie con favore che l'indicatore della spesa netta escluda tutti i cofinanziamenti nazionali nei programmi finanziati dall'UE, offrendo agli Stati membri un maggiore margine di bilancio per investire nelle priorità comuni dell'UE, come stabilito nel regolamento (UE) 2024/1263, contribuendo in tal modo a rafforzare le sinergie tra il bilancio dell'UE e i bilanci nazionali, riducendo così la frammentazione e aumentando l'efficienza complessiva della spesa pubblica in alcuni settori, come la difesa;

22.  evidenzia che l'analisi della sostenibilità del debito svolge un ruolo fondamentale nelle norme di bilancio rivedute dell'UE; è del parere che il ruolo discrezionale della Commissione nell'analisi della sostenibilità del debito richieda che le pertinenti valutazioni siano pienamente trasparenti, prevedibili, replicabili e stabili; invita la Commissione a esaminare i possibili miglioramenti metodologici, come la valutazione degli effetti di ricaduta tra gli Stati membri, e a informare debitamente il Parlamento al riguardo;

23.  prende atto dell'applicazione incoerente del quadro delle norme di bilancio da parte della Commissione in passato e delle difformità nel rispetto delle norme da parte degli Stati membri; sottolinea che è essenziale che il nuovo quadro garantisca la parità di trattamento degli Stati membri; afferma che un quadro efficace dipende in larga misura da un'attuazione corretta, trasparente ed efficace fin dall'inizio, che tenga nel contempo conto dei punti di partenza degli Stati membri e delle singole sfide cui sono confrontati; prende atto delle modifiche introdotte nel nuovo quadro per migliorare la credibilità del regime di sanzioni finanziarie;

24.  incoraggia gli Stati membri ad allineare la definizione tecnica del loro indicatore operativo nazionale all'indicatore europeo della spesa primaria netta;

25.  sottolinea il ruolo del Parlamento e delle autorità di bilancio indipendenti nel quadro di governance economica dell'UE; sottolinea il potere discrezionale della Commissione nell'elaborazione dei piani strutturali di bilancio di medio termine; sottolinea la necessità di un maggiore controllo della Commissione da parte del Parlamento e del Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche, come previsto dal regolamento (UE) 2024/1263, e di un aumento del flusso di informazioni verso il Parlamento per consentirgli di svolgere un controllo efficace;

Piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine e documenti di bilancio

26.  osserva che non tutti gli Stati membri sono stati in grado di presentare i rispettivi piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine e i documenti programmatici di bilancio in tempo utile; osserva che, a seguito delle elezioni generali e della formazione di nuovi governi, cinque Stati membri non hanno ancora presentato i loro piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine e due Stati membri non hanno ancora presentato i documenti programmatici di bilancio, mentre uno Stato membro non ha presentato il documento programmatico di bilancio per altri motivi non specificati; invita tali Stati membri a presentare i piani e i documenti pertinenti quanto prima; sottolinea che la presentazione tempestiva di tali piani è una condizione preliminare per l'attuazione efficace e la credibilità delle nuove norme; ribadisce l'importanza di presentare tempestivamente i documenti programmatici di bilancio per far sì che gli impegni delineati nei piani di bilancio si traducano in politiche concrete dopo l'approvazione dei piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine;

27.  rammenta che le riforme e gli investimenti delineati nei piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine dovrebbero allinearsi alle priorità comuni dell'UE di cui al regolamento (UE) 2024/1263; sottolinea che, nell'ambito del nuovo quadro, la Commissione dovrebbe prestare una particolare attenzione a tali priorità in fase di valutazione dei piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine;

28.  riconosce che 21 dei 22 piani nazionali strutturali di bilancio di medio termine che sono stati finora riesaminati hanno ricevuto una valutazione positiva; osserva che il nuovo quadro consente agli Stati membri di ricorrere a ipotesi che differiscono dall'analisi della sostenibilità del debito della Commissione se tali differenze sono spiegate e debitamente motivate in maniera trasparente e sono basate su solide argomentazioni economiche nell'ambito del dialogo tecnico con gli Stati membri; osserva, tuttavia, che nei piani presentati da cinque Stati membri la Commissione ha riscontrato incoerenze e deviazioni dal quadro dell'analisi della sostenibilità del debito non sufficientemente giustificate per quanto riguarda le ipotesi macroeconomiche relative al PIL potenziale e/o al deflatore del PIL; sottolinea che tali deviazioni e i rischi di rinvio potrebbero potenzialmente minacciare la futura sostenibilità di bilancio; osserva che nei piani presentati da tre Stati membri la Commissione ha riscontrato una concentrazione dell'aggiustamento di bilancio verso la fine del periodo; invita la Commissione a garantire che tale concentrazione dell'aggiustamento soddisfi i requisiti stabiliti nel regolamento e la invita a prevenire le politiche procicliche;

29.  osserva che solo sette Stati membri hanno chiesto il parere della rispettiva istituzione di bilancio indipendente pertinente, che assicura un'importante dimensione aggiuntiva di controllo; osserva con cautela che alcune istituzioni di bilancio indipendenti hanno espresso un parere negativo sul piano nazionale di bilancio del proprio Stato membro; sottolinea che nove Stati membri non hanno rispettato l'obbligo di condurre consultazioni politiche con la società civile, le parti sociali, le autorità regionali e altri portatori di interessi pertinenti prima di presentare i loro piani nazionali; deplora inoltre che diversi Stati membri non abbiano coinvolto i rispettivi parlamenti nazionali nel processo di approvazione dei piani e non abbiano comunicato se siano state svolte o meno le necessarie consultazioni con i parlamenti nazionali come previsto dal nuovo quadro;

30.  osserva che cinque Stati membri hanno chiesto una proroga del periodo di aggiustamento; sottolinea che qualsiasi proroga dovrebbe basarsi su una serie di impegni di investimento e di riforma che, nel loro insieme, migliorino la crescita potenziale e la resilienza dell'economia, sostengano la sostenibilità di bilancio, affrontino le priorità comuni dell'UE e le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese e siano state considerate conformi alle condizioni stabilite nel regolamento per tale proroga; rileva che le riforme e gli investimenti utilizzati per giustificare tale proroga dipendono in larga misura dalle riforme già approvate nell'ambito dell'RRF; sottolinea l'importanza e la necessità di riforme e investimenti che contribuiscano positivamente alla crescita potenziale del PIL degli Stati membri; invita la Commissione a valutare efficacemente ex post l'impatto degli investimenti e delle riforme concordati in termini di sostegno alla sostenibilità di bilancio, rafforzamento del potenziale di crescita dell'economia, risposta alle priorità comuni dell'UE e alle raccomandazioni specifiche per paese e garanzia del livello richiesto di investimenti pubblici finanziati a livello nazionale;

31.  prende atto della valutazione della Commissione secondo cui solo 8 dei 17 documenti programmatici di bilancio presentati sono in linea con le raccomandazioni di bilancio derivanti dal piano nazionale strutturale di bilancio di medio termine; deplora che 7 piani siano stati valutati come non pienamente in linea con le raccomandazioni, 1 come non conforme e 1 come a rischio di non essere in linea con le raccomandazioni; esprime preoccupazione per il fatto che sei Stati membri hanno presentato documenti programmatici di bilancio con una crescita annuale o cumulativa della spesa superiore ai massimali previsti;

Orientamento di bilancio e ruolo della politica di bilancio nella fornitura di beni pubblici europei

32.  prende atto della proiezione della Commissione secondo cui l'attuazione del quadro di governance riveduto dovrebbe portare a una riduzione del saldo strutturale primario per l'intera zona euro dello 0,5 % del PIL nel 2024 e dello 0,25 % del PIL nel 2025; osserva che, secondo la valutazione della Commissione, tale evoluzione è in linea con il processo di rafforzamento della sostenibilità di bilancio e sostiene il processo disinflazionistico in corso, dato che l'incertezza economica rimane elevata; osserva che la crescita del PIL continuerà a sostenere il risanamento di bilancio in tutta l'UE; chiede politiche di bilancio che ripristinino la stabilità e promuovano nel contempo l'innovazione, la competitività industriale e la crescita economica a lungo termine; sottolinea la necessità di creare un ulteriore margine di bilancio per affrontare le sfide future e le potenziali crisi, preservando nel contempo un livello sufficiente di investimenti per sostenere e promuovere la crescita sostenibile e inclusiva, l'industrializzazione e la prosperità per tutti;

33.  ritiene che l'attuazione efficace delle regole di bilancio, seppur necessaria, non sia di per sé sufficiente per conseguire un orientamento di bilancio ottimale in ogni momento, né per garantire un tenore di vita elevato per tutti gli europei; osserva che si prevede ancora un orientamento di bilancio che vari notevolmente da uno Stato membro all'altro nel 2025; invita la Commissione a esaminare idee relative a un meccanismo che contribuisca a garantire che la posizione ciclica dell'UE nel suo complesso sia adeguata alle prospettive macroeconomiche in ogni momento;

34.  ricorda che, secondo la Commissione, il drenaggio fiscale nel 2025 sarà in parte compensato da una lieve espansione degli investimenti, finanziati sia dai bilanci nazionali che dalle sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza e da altri fondi dell'UE; sottolinea il ruolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza nell'affrontare il fabbisogno di investimenti dell'UE, osservando che il dispositivo scadrà alla fine del 2026, il che potrebbe portare a una diminuzione degli investimenti pubblici nelle priorità comuni europee;

35.  invita la Commissione ad avviare discussioni su come affrontare la significativa carenza di investimenti nell'UE e ridurre i costi di finanziamento, rafforzare la stabilità finanziaria e consentire investimenti strategici in linea con gli obiettivi dell'UE e per la fornitura di beni pubblici europei, come le capacità di difesa per soddisfare le esigenze in un contesto di crescenti minacce e sfide in materia di sicurezza; chiede che gli incrementi di efficienza che possano derivare dalla fornitura di beni pubblici europei a livello dell'UE siano sfruttati appieno attraverso l'efficace coordinamento delle priorità di investimento tra gli Stati membri; ritiene che tale quadro, se del caso, dovrebbe essere rafforzato da strumenti di investimento e mezzi a livello dell'UE progettati per ridurre al minimo i costi per i contribuenti dell'UE e massimizzare l'efficienza nella fornitura di beni pubblici europei;

36.  ricorda che i finanziamenti dell'UE devono essere accompagnati da controlli rigorosi che garantiscano la trasparenza, la rendicontabilità e l'uso efficiente dei fondi, in modo da evitare aumenti ingiustificati della spesa pubblica;

37.  incoraggia gli Stati membri a promuovere una spesa per gli investimenti che produca un tasso di rendimento positivo; prende atto della valutazione della relazione Draghi secondo cui circa quattro quinti degli investimenti produttivi saranno effettuati dal settore privato nell'UE, mentre gli investimenti pubblici svolgeranno anche un ruolo catalizzatore; accoglie con favore l'iniziativa della Commissione di proporre un fondo per la competitività nell'ambito del nuovo quadro finanziario pluriennale e la invita a sfruttare appieno le garanzie finanziarie per mobilitare gli investimenti privati; sottolinea che gli Stati membri devono intensificare gli sforzi, in particolare quelli di bilancio, per accelerare l'innovazione, la digitalizzazione, l'istruzione, la formazione e la decarbonizzazione, rafforzare la competitività europea e ridurre le dipendenze;

Raccomandazioni specifiche per paese

38.  osserva che la percentuale di raccomandazioni specifiche per paese "pienamente attuate" è scesa dal 18,1 % (nel periodo 2011-2018) al 13,9 % (nel periodo 2019-2023); rammenta che l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese, anche per quanto riguarda l'efficienza della spesa pubblica, costituisce un elemento fondamentale per garantire la sostenibilità di bilancio e affrontare gli squilibri macroeconomici; è favorevole a un'attuazione più efficiente delle raccomandazioni specifiche per paese e delle riforme pertinenti; chiede che siano esplorate modalità per aumentare la percentuale di raccomandazioni specifiche per paese "pienamente attuate"; invita la Commissione a instaurare un legame più stretto tra le raccomandazioni specifiche per paese e le rispettive relazioni per paese; chiede che siano valutati l'impatto delle riforme e i progressi compiuti verso la riduzione delle carenze di investimenti individuate; chiede una maggiore trasparenza nella preparazione delle raccomandazioni specifiche per paese;

39.  ribadisce, a tale proposito, che le raccomandazioni specifiche per paese dovrebbero essere rafforzate incentrandole su una serie limitata di sfide, in particolare le sfide strutturali specifiche degli Stati membri e le priorità comuni dell'UE, al fine di promuovere una crescita economica solida e inclusiva, rafforzare la competitività e la stabilità macroeconomica, promuovere le transizioni verde e digitale e garantire l'equità sociale e intergenerazionale;

40.  ricorda l'impegno assunto dagli Stati membri di affrontare nei loro piani nazionali di bilancio le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese sia nella loro dimensione economica che sociale, come indicato nell'ambito del semestre europeo; osserva che la Commissione ha riscontrato raccomandazioni specifiche per paese non trattate nei piani nazionali di bilancio;

41.  sottolinea l'importanza delle raccomandazioni specifiche per paese nell'affrontare i fattori a più lungo termine della sostenibilità di bilancio, tra cui la sostenibilità e la corretta erogazione dei sistemi pensionistici pubblici, dei sistemi sanitari e dei sistemi di assistenza a lungo termine, di fronte a sfide demografiche quali l'invecchiamento della popolazione, e garantire la preparazione agli sviluppi negativi, compresi i rischi fisici legati ai cambiamenti climatici; sottolinea l'importanza delle raccomandazioni specifiche per paese nell'affrontare la stabilità del mercato immobiliare al fine di contribuire alla resilienza economica dell'UE;

o
o   o

42.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L, 2024/1263, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1263/oj.
(2) GU L, 2024/1264, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1264/oj.
(3) GU L, 2024/1265, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2024/1265/oj.
(4) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1173/oj.
(5) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 8, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1174/oj.
(6) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1176/oj.
(7) GU L 140 del 27.5.2013, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/472/oj.
(8) GU L 140 del 27.5.2013, pag. 11, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/473/oj.
(9) GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/2092/oj.
(10) GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/241/oj.
(11) GU C, C/2024/2807, 23.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/2807/oj.
(12) GU C 428 del 13.12.2017, pag. 10.
(13) GU C 456 del 10.11.2021, pag. 145.
(14) Documento di dialogo monetario – "The new economic governance framework: implications for monetary policy ", Darvas, Z. et al. per il Parlamento europeo, direzione generale delle Politiche interne, unità Controllo della governance economica e dell'UEM, 20 novembre 2024.
(15) Analisi approfondita – "Economic Dialogue with the European Commission on EU Fiscal Surveillance", Parlamento europeo, direzione generale delle Politiche interne, unità Controllo della governance economica e dell'UEM, 1º dicembre 2024.


Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: priorità sociali e in materia di occupazione per il 2025
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Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2025 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: priorità sociali e in materia di occupazione per il 2025 (2024/2084(INI))
P10_TA(2025)0032A10-0023/2025

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 3 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visti gli articoli 9, 121, 148 e 149 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato e firmato dal Consiglio, dal Parlamento europeo e dalla Commissione il 17 novembre 2017,

–  visti la comunicazione della Commissione del 4 marzo 2021 dal titolo "Piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali" (COM(2021)0102) e i suoi obiettivi principali proposti per il 2030 in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà,

–  vista la comunicazione della Commissione, del 17 dicembre 2024, dal titolo "Semestre europeo 2025 – Pacchetto d'autunno" (COM(2024)0700),

–  vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2024 dal titolo "Semestre europeo 2025: il nuovo quadro di governance economica prende vita" (COM(2024)0705),

–  vista la proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2024 (COM(2024)0701),

–  vista la raccomandazione della Commissione, del 17 dicembre 2024, di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro (COM(2024)0704),

–  vista la relazione della Commissione del 17 dicembre 2024, dal titolo "Relazione 2025 sul meccanismo di allerta" (COM(2024)0702),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 26 novembre 2024 dal titolo "Fiscal statistical tables providing relevant background data for the assessment of the 2025 draft budgetary plans" (Tabelle statistiche di bilancio che forniscono dati di base pertinenti per la valutazione dei documenti programmatici di bilancio 2025) (SWD(2024)0950),

–  visto il progetto di documento di lavoro dei servizi della Commissione del 17 dicembre 2024 sulle modifiche al quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici nel contesto del processo di riesame periodico (SWD(2024)0702),

–  vista la sua risoluzione del 22 ottobre 2024 sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 4/2024 dell'Unione europea per l'esercizio 2024 – Aggiornamento delle entrate (risorse proprie) e adeguamenti per alcune agenzie decentrate(1),

–  vista la relazione di Mario Draghi del 9 settembre 2024 sul futuro della competitività europea,

–  vista la relazione di Enrico Letta dell'aprile 2024 sul futuro del mercato unico(2),

–  vista la dichiarazione di La Hulpe sul futuro del pilastro europeo dei diritti sociali, firmata dal Parlamento europeo, dalla Commissione, dal Comitato economico e sociale europeo e dal Consiglio il 16 aprile 2024,

–  visto il regolamento (UE) 2023/955 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, che istituisce il Fondo sociale per il clima e che modifica il regolamento (UE) 2021/1060(3),

–  visto il regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2024, relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97(4) del Consiglio, in particolare gli articoli 3, 4, 13 e 27,

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 gennaio 2023, dal titolo "Utilizzo dei talenti nelle regioni d'Europa" (COM(2023)0032),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 20 marzo 2024, dal titolo "Carenze di manodopera e competenze nell'UE: un piano d'azione "(COM(2024)0131),

–  vista l'agenda per le competenze per l'Europa del 2020,

–  vista la comunicazione della Commissione del 7 settembre 2022 sulla strategia europea per l'assistenza (COM(2022)0440),

–  vista la raccomandazione del Consiglio relativa all'accesso a un'assistenza a lungo termine di alta qualità e a prezzi accessibili(5),

–  visti il quadro di valutazione della situazione sociale dell'UE e i suoi indicatori principali e secondari,

–  vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2021 dal titolo "Un'Unione dell'uguaglianza: strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030" (COM(2021)0101),

–  vista la relazione della Commissione, del 19 settembre 2024, dal titolo "Employment and Social Developments in Europe (ESDE): upward social convergence in the EU and the role of social investment" (Occupazione e sviluppi sociali in Europa: convergenza sociale verso l'alto nell'UE e ruolo degli investimenti sociali),

–  vista la decisione del Consiglio sugli orientamenti per l'occupazione, adottata dal Consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori" il 2 dicembre 2024, che stabilisce priorità occupazionali e sociali in linea con i principi in materia di occupazione, politica sociale, salute e consumatori,

–  visti la dichiarazione tripartita a favore di uno prospero dialogo sociale europeo e il futuro patto per il dialogo sociale,

–  vista la direttiva (UE) 2022/2041 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativa a salari minimi adeguati nell'Unione europea(6) ("direttiva sui salari minimi"),

–  vista la Carta sociale europea, menzionata nel preambolo del pilastro europeo dei diritti sociali,

–  visto il quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom 2020-2030,

–  visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (OSS),

–  vista la strategia per la parità di genere 2020-2025,

–  visto il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025,

–  vista la strategia per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025,

–  visto l'articolo 55 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A10-0023/2025),

A.  considerando che sono stati compiuti progressi verso il conseguimento degli obiettivi dell'UE in materia di occupazione, secondo cui almeno il 78 % della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni dovrebbe avere un lavoro entro il 2030, nonostante l'incertezza creata dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina e l'impatto dell'elevata inflazione; che, secondo le previsioni economiche d'autunno della Commissione per il 2025, il tasso di occupazione dell'UE ha raggiunto il 75,3 %; che la crescita dell'occupazione nell'UE è rimasta vigorosa nel 2023; che in due terzi degli Stati membri la crescita dell'occupazione nel 2023 era sulla giusta traiettoria per raggiungere l'obiettivo nazionale per il 2030; che permangono tuttavia sfide significative, come gli elevati tassi di disoccupazione in alcuni Stati membri, in particolare tra i giovani e le persone con disabilità, come pure le notevoli disuguaglianze tra settori e regioni che possono incidere negativamente sulla coesione sociale e sul benessere dei cittadini europei nel lungo periodo;

B.  considerando che il semestre europeo combina vari strumenti diversi in un quadro integrato per il coordinamento e la sorveglianza multilaterali delle politiche economiche, occupazionali e sociali all'interno dell'UE e deve divenire uno strumento fondamentale per promuovere la convergenza sociale verso l'alto; che il quadro di convergenza sociale è uno strumento fondamentale per valutare le sfide sociali e la convergenza verso l'alto nell'ambito del semestre europeo e per monitorare le disparità sociali in tutti gli Stati membri, rispondendo alle sfide individuate nella relazione comune sull'occupazione;

C.  considerando che l'Unione ha stabilito l'obiettivo per il 2030 di ridurre il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale di almeno 15 milioni rispetto al 2019, tra cui almeno cinque milioni di bambini; che in quasi la metà degli Stati membri la tendenza va nella direzione opposta; che un bambino su quattro nell'Unione europea è ancora a rischio di povertà ed esclusione sociale; che l'attuale tendenza non consentirà di raggiungere l'obiettivo per il 2030; considerando che la spesa pubblica per l'infanzia e la gioventù non dovrebbe essere considerata soltanto una spesa sociale, ma un investimento per il futuro; che la promozione di una crescita economica forte, sostenibile e inclusiva può avere successo solo se la prossima generazione potrà sviluppare appieno il proprio potenziale educativo per essere preparata all'evoluzione del mercato del lavoro e che, per conseguire gli obiettivi di Barcellona per il 2030 in materia di educazione e cura della prima infanzia, l'UE dovrebbe investire altri 11 miliardi di EUR all'anno(7);

D.  considerando che, nonostante una riduzione minima nel 2023 del numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale nell'UE, circa una persona su cinque continua a misurarsi con tale problema e notevoli disparità interessano i minori, i giovani, gli anziani, le persone con disabilità, le persone LGBTI, le persone nate al di fuori dell'UE e le comunità Rom;

E.  che si osservano notevoli disparità tra i bambini provenienti da contesti etnici o migratori e i bambini con disabilità; che l'83 % dei bambini Rom vive in famiglie a rischio di povertà; che le risorse nazionali e dell'UE attualmente impiegate non sono in alcun modo sufficienti per far fronte alla sfida della povertà infantile nell'Unione e che, pertanto, uno strumento di finanziamento specifico per la garanzia europea per l'infanzia, nonché le sinergie con altri fondi europei e nazionali rivestono la massima importanza;

F.  considerando che il pilastro europeo dei diritti sociali deve essere la bussola che orienta le politiche sociali ed economiche, mentre la Commissione dovrebbe monitorare i progressi compiuti nell'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali avvalendosi del quadro di valutazione della situazione sociale e del quadro di convergenza sociale;

G.  considerando che tra i lavoratori autonomi vi è una sproporzione di posti di lavoro di scarsa qualità, mentre il tasso di lavoro autonomo è in calo, anche tra i giovani;

H.  considerando che nell'UE vi sono ancora 1,4 milioni di persone che risiedono in istituti; che i residenti negli istituti sono isolati dalla società in generale e non hanno un controllo sufficiente sulla loro vita e sulle decisioni che li riguardano; che, nonostante il fatto che l'Unione europea sia impegnata da tempo nel processo di deistituzionalizzazione, sono ancora necessari sforzi a livello europeo e nazionale per consentire ai gruppi vulnerabili di vivere in modo indipendente in un ambiente comunitario;

I.  considerando che le sfide demografiche, tra cui l'invecchiamento della popolazione, i bassi tassi di natalità e lo spopolamento rurale, dovuto allo spostamento dei giovani nelle aree urbane, incidono profondamente sulla vitalità economica e sull'attrattiva delle regioni dell'UE, sui mercati del lavoro e, di conseguenza, sulla sostenibilità dei sistemi di protezione sociale, aggravando ulteriormente le disparità regionali nell'UE e rappresentando pertanto una sfida strutturale per l'economia dell'UE; e che, come sottolineato nella relazione di Draghi, la crescita sostenibile e la competitività in Europa dipendono in larga misura dall'adattamento dei sistemi di istruzione e formazione al fabbisogno di competenze in costante evoluzione, dall'attribuzione di importanza prioritaria all'apprendimento degli adulti e all'istruzione e formazione professionale e dall'inclusione della popolazione attiva nel mercato del lavoro e da un solido sistema di protezione sociale;

J.  considerando che il 70 % dei lavoratori in Europa occupa posti di lavoro di buona qualità, mentre il 30 % occupa posti di lavoro stressanti in cui le richieste sono più numerose delle risorse disponibili per soddisfarle, il che porta a una scarsa qualità complessiva del lavoro; che nell'ambito di molte professioni in cui si registrano persistenti carenze di manodopera, la percentuale di posti di lavoro di bassa qualità è superiore al 30 %;

K.  considerando che la relazione Letta deplora il calo del tasso di natalità, rilevando l'importanza di creare un quadro a sostegno di tutte le famiglie nell'ambito di una strategia di crescita inclusiva in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali; che la relazione osserva che la libera circolazione delle persone rimane la meno sviluppata delle quattro libertà e sostiene la riduzione degli ostacoli alla mobilità professionale all'interno dell'UE, affrontando nel contempo le sfide sociali, economiche e politiche cui devono far fronte gli Stati membri di partenza e le loro regioni più svantaggiate, nonché salvaguardando il diritto di soggiorno; che è necessario promuovere politiche favorevoli alla famiglia e all'equilibrio tra vita professionale e vita privata, garantendo sistemi di assistenza accessibili e professionali, nonché un'istruzione pubblica di qualità, congedi per motivi familiari e modalità di lavoro flessibili, in linea con la strategia europea per l'assistenza;

L.  considerando che l'inflazione ha aumentato l'onere economico per le famiglie e ha avuto un impatto particolarmente negativo sui gruppi in situazioni vulnerabili, come le famiglie monoparentali, le famiglie numerose, gli anziani o le persone con disabilità, e che i costi abitativi e la povertà energetica permangono problemi gravi; che i costi degli alloggi stanno diventando proibitivi per le famiglie i cui costi abitativi rappresentano il 40 % del loro reddito disponibile totale; che gli investimenti nei servizi sociali, nell'offerta di alloggi - compresi gli alloggi sociali - e nelle politiche che facilitano l'accessibilità, anche economica, degli alloggi svolgono un ruolo fondamentale nella riduzione della povertà tra le famiglie vulnerabili;

M.  considerando che le microimprese e le piccole e medie imprese dell'UE si confrontano con sfide particolari, quali la necessità di rimanere competitive rispetto agli attori dei paesi terzi, mantenere i livelli di produzione nonostante l'aumento dei costi energetici sempre più elevati e trovare le competenze necessarie per la transizione verde e la transizione digitale; che tali imprese hanno bisogno di sostegno finanziario e tecnico per rispettare i requisiti normativi e cogliere le opportunità offerte dalla duplice transizione;

N.  considerando che le carenze di manodopera e di competenze rimangono un problema a tutti i livelli e sono segnalate dalle imprese di tutte le dimensioni e di tutti i settori; che tali carenze sono aggravate dalla mancanza di candidati per coprire posizioni critiche in settori chiave quali l'istruzione, la sanità, i trasporti, la scienza, la tecnologia, l'ingegneria e l'edilizia, in particolare nelle zone interessate dallo spopolamento; che tali carenze possono derivare da una serie di fattori, quali le difficili condizioni di lavoro, la scarsa attrattiva salariale, la domanda di nuove competenze e la carenza di formazione pertinente, la mancanza di servizi pubblici, gli ostacoli all'accesso all'istruzione media e superiore e il mancato riconoscimento delle competenze e dell'istruzione;

O.  considerando che l'Unione ha stabilito l'obiettivo secondo cui entro il 2030 almeno il 60 % degli adulti dovrebbe partecipare ogni anno ad attività di formazione; che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire obiettivi nazionali ai fini del conseguimento di tale obiettivo primario e che la maggior parte degli Stati membri ha perso terreno nel perseguire tali obiettivi nazionali; che sono necessari ulteriori sforzi per garantire l'offerta di politiche di formazione di qualità che promuovano l'apprendimento permanente, nonché l'accesso a dette politiche; che programmi di miglioramento del livello delle competenze, riqualificazione e formazione devono essere disponibili a tutti i lavoratori, compresi quelli con disabilità, e dovrebbero essere inoltre adattati alle esigenze e alle capacità dei lavoratori;

P.  considerando che nel 2022 il punteggio medio ottenuto dagli studenti quindicenni anni nell'ambito del programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA) per la misurazione delle competenze di base (lettura, matematica e scienze) è calato in tutta l'OCSE di dieci punti rispetto all'ultima rilevazione del 2018; che i risultati insoddisfacenti sono prevalenti tra i discenti svantaggiati, a dimostrazione di un ampliamento delle disuguaglianze in materia di istruzione; che tale preoccupante peggioramento sollecita riforme e investimenti nell'istruzione e nella formazione;

Q.  che la capacità dell'UE di gestire in futuro gli shock, le crisi e le policrisi affrontando al contempo la transizione demografica, digitale e verde dipenderà in larga misura dalle condizioni in cui i lavoratori critici saranno in grado di svolgere il loro lavoro; che per affrontare le carenze e trattenere tutti i tipi di talento occorrono condizioni di lavoro dignitose, l'accesso ai sistemi di protezione sociale e opportunità di sviluppo delle competenze adeguate alle esigenze; che è essenziale affrontare le carenze di competenze per realizzare la transizione digitale e la transizione verde, garantire una crescita inclusiva e sostenibile e promuovere la competitività dell'UE;

R.  considerando che è essenziale promuovere la mobilità all'interno dell'UE e valutare la possibilità di attrarre lavoratori qualificati provenienti dai paesi terzi, pur garantendo il rispetto e l'applicazione dei diritti sociali e del lavoro e indirizzando i cittadini di paesi terzi che entrano nell'UE mediante percorsi di migrazione legale verso occupazioni in cui si registrano carenze, con il sostegno di un'efficace politica di integrazione, in piena complementarità con l'utilizzo dei talenti all'interno dell'Unione;

S.  considerando che permangono consistenti divari retributivi di genere nella maggior parte degli Stati membri dell'UE e che le responsabilità di assistenza sono un fattore importante che continua a costringere le donne a lavorare a tempo parziale o determina la loro esclusione dal mercato del lavoro, causando l'ulteriormente ampliamento del divario retributivo di genere;

T.  considerando che la relazione comune sull'occupazione sottolinea il diritto alla disconnessione, in particolare nell'ambito del telelavoro, riconoscendo il ruolo fondamentale di tale diritto nel garantire l'equilibrio tra vita professionale e vita privata in un contesto di crescente digitalizzazione e lavoro a distanza;

U.  considerando che nel 2024 sono emerse chiaramente sfide che interessano diversi settori, quali la produzione automobilistica e le industrie ad alta intensità energetica, e che diverse imprese hanno annunciato ristrutturazioni su vasta scala;

V.  considerando che esistono disparità nella copertura dei servizi sociali, che interessano anche l'assistenza a lungo termine, la protezione dei minori, il sostegno contro la violenza domestica e gli aiuti ai senza fissa dimora, che occorre affrontare nell'ambito del semestre europeo;

W.  considerando che attualmente non esiste una raccolta periodica di dati a livello dell'UE sugli investimenti e sulla copertura dei servizi sociali; che la raccolta di tali dati è fondamentale per un esame delle politiche sociali nazionali basato su dati concreti nell'ambito dell'analisi del semestre europeo; che tale aspetto andrebbe affrontato attraverso criteri e norme di raccolta dei dati concordati congiuntamente per gli investimenti e la copertura dei servizi sociali negli Stati membri; che l'indice dei servizi sociali della rete sociale europea è un esempio di come tale raccolta di dati possa contribuire all'analisi del semestre europeo;

X.  considerando che la crisi del ricambio generazionale, i cambiamenti demografici e la mancanza di investimenti sufficienti nei servizi pubblici hanno determinato un aumento del rischio di povertà ed esclusione sociale che colpisce in particolare i bambini, gli anziani, i nuclei familiari monoparentali e le famiglie numerose, i lavoratori poveri, le persone con disabilità e le persone provenienti da contesti emarginati; che un'ambiziosa strategia dell'UE contro la povertà sarà essenziale per invertire tale tendenza e fornire risposte al fenomeno multidimensionale della povertà;

Y.  considerando che la ricerca di Eurofound mostra che i tassi di suicidio sono in aumento dal 2021, dopo essere diminuiti per decenni; che occorre fare di più per affrontare le cause dei problemi di salute mentale nell'ambito delle condizioni di vita e di lavoro (con particolare attenzione all'inclusione sociale) e che l'accesso al sostegno per le persone con problemi di salute mentale continua a rappresentare un problema;

Z.  considerando che nel 2021 nell'UE-27 si sono verificati oltre 3 300 incidenti mortali e quasi 3 milioni di incidenti non mortali; che oltre 200 000 lavoratori perdono la vita ogni anno a causa di malattie professionali; che tali dati non includono tutti gli incidenti causati dal lavoro nero, rendendo plausibile ipotizzare che i numeri reali siano di gran lunga superiori alle statistiche ufficiali; considerando che nel 2017, secondo Eurofound, il 20 % dei posti di lavoro in Europa era "di scarsa qualità" ed esponeva i lavoratori a maggiori rischi per quanto riguarda la loro salute fisica o mentale; che il 14 % dei lavoratori è stato esposto a un elevato livello di rischi psicosociali; che il 23 % dei lavoratori europei ritiene che la propria sicurezza o la propria salute siano a rischio a causa del proprio lavoro;

AA.  considerando che i risultati del sondaggio Eurobarometro dell'aprile 2024 sull'Europa sociale sottolineano che per l'88 % dei cittadini europei l'Europa sociale è importante sul piano personale; che ciò è stato confermato dal sondaggio post-elettorale dell'UE del 2024, in cui i cittadini europei hanno citato l'aumento dei prezzi e del costo della vita (42 %) e la situazione economica (41 %) come i principali temi che li hanno motivati ad andare a votare alle elezioni europee del 2024;

AB.  considerando che, ai sensi dell'articolo 3 TUE, il progresso sociale nell'UE è uno degli obiettivi di un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, accanto alla piena occupazione e a un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente; che l'articolo 3 stabilisce inoltre che l'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore;

AC.  considerando che il nuovo quadro di governance economica dell'UE è entrato in vigore nell'aprile 2024 e mira a promuovere una crescita sostenibile e inclusiva, nonché a dare più spazio agli investimenti sociali e al conseguimento degli obiettivi del pilastro europeo dei diritti sociali; che per la prima volta la revisione comprende un quadro di convergenza sociale quale parte integrante del semestre europeo;

AD.  considerando che, nell'ambito del nuovo quadro di governance economica dell'UE, tutti gli Stati membri devono includere nei loro piani a medio termine riforme e investimenti che affrontino le sfide e le priorità comuni dell'UE individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese nel contesto del semestre europeo; che tra le priorità comuni dell'UE figurano la resilienza sociale ed economica, compreso il pilastro europeo dei diritti sociali;

AE.  considerando che gli investimenti pubblici dovrebbero aumentare nel 2025 in quasi tutti gli Stati membri, con un contributo significativo da parte del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) di NextGenerationEU e dei fondi dell'UE, e contribuiranno alla spesa sociale, pari a circa il 25 % della spesa totale stimata nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza, garantendo la crescita e la resilienza economica(8); che le riforme e gli investimenti sociali in settori chiave possono stimolare l'occupazione, l'inclusione sociale, la competitività e la crescita economica(9); che le parti sociali sono essenziali per l'elaborazione e l'attuazione di politiche che promuovano una crescita sostenibile e inclusiva, un lavoro dignitoso e di qualità e transizioni eque e devono essere coinvolte a tutti i livelli di governance, conformemente al TFUE;

AF.  considerando che, secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), in media nei paesi dell'OCSE le professioni a più alto rischio di automazione rappresentano circa il 28 % dell'occupazione(10); che il dialogo sociale e la contrattazione collettiva sono fondamentali in tale contesto per garantire un approccio partecipativo alla gestione dei cambiamenti dovuti agli sviluppi tecnologici, affrontando le potenziali preoccupazioni e promuovendo al contempo l'adattamento dei lavoratori (anche attraverso l'offerta di competenze); che la digitalizzazione, la robotizzazione, l'automazione e l'intelligenza artificiale (IA) devono portare benefici ai lavoratori e alla società, migliorando le condizioni di lavoro e la qualità della vita, garantendo un buon equilibrio tra vita professionale e vita privata, creando migliori opportunità di lavoro e contribuendo alla convergenza socioeconomica; che i lavoratori e i loro sindacati svolgeranno un ruolo fondamentale nell'anticipare e affrontare i rischi derivanti da tali sfide;

AG.  considerando che il dialogo sociale e la contrattazione collettiva sono essenziali per la competitività, la produttività del lavoro e la coesione sociale dell'UE;

1.  ritiene che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero potenziare gli sforzi per attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, in linea con il piano d'azione del marzo 2021 e con la dichiarazione di La Hulpe, al fine di conseguire gli obiettivi principali fissati per il 2030; invita la Commissione a garantire che la relazione comune sull'occupazione 2026 analizzi l'attuazione di tutti i principi del pilastro europeo dei diritti sociali, in linea con il regolamento (UE) 2024/1263 e includa un'analisi della dimensione sociale dei piani strutturali nazionali di bilancio a medio termine relativi alla resilienza sociale, compreso il pilastro europeo dei diritti sociali; si compiace, a tale proposito, dell'annuncio di un nuovo piano d'azione per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali(11) per il 2025, per dare un nuovo impulso al progresso sociale; si compiace del fatto che nel 2025 si prevede un aumento degli investimenti pubblici da parte di quasi tutti gli Stati membri, il che è necessario per garantire l'accesso a servizi pubblici di qualità e conseguire gli obiettivi del pilastro europeo dei diritti sociali; ricorda che gli Stati membri possono mobilitare il dispositivo per la ripresa e la resilienza nell'ambito di applicazione definito dal regolamento (UE) 2021/241(12) fino al 31 dicembre 2026 sulle politiche per la crescita sostenibile e inclusiva e per la prossima generazione;

2.  sottolinea l'importanza di avvalersi del quadro di valutazione della situazione sociale e del quadro di convergenza sociale per individuare i rischi e monitorare i progressi compiuti nella riduzione delle disuguaglianze, nel rafforzamento dei sistemi di protezione sociale e nella promozione di condizioni di lavoro dignitose e misure a sostegno dei lavoratori per gestire le transizioni; sottolinea che, a tale proposito, è necessario garantire un'Europa sostenibile, equa e inclusiva in cui i diritti sociali siano pienamente tutelati e salvaguardati allo stesso livello delle libertà economiche; ricorda che i cittadini dell'UE identificano l'Europa sociale come una delle loro priorità;

3.  deplora la mancanza di dati e analisi sulla distribuzione ineguale della ricchezza e sulla sua concentrazione nell'UE, in quanto si tratta di uno dei principali determinanti della povertà; sottolinea che, secondo i conti distributivi sulla ricchezza, ossia una serie di dati messa a punto dal Sistema europeo di banche centrali, nel quarto trimestre del 2023 la percentuale di ricchezza detenuta dal 10 % dei soggetti più ricchi era pari al 56 %, mentre la seconda metà deteneva soltanto il 5 %;

4.  si compiace dell'integrazione di un'analisi sul contributo positivo degli OSS e delle strategie europee per l'uguaglianza nella relazione comune sull'occupazione 2025 e invita la Commissione a provvedere affinché la relazione comune sull'occupazione 2026 contempli sia una sezione che analizzi i progressi compiuti verso il conseguimento degli OSS relativi all'occupazione e alla politica sociale, sia un'altra sezione sui progressi compiuti verso l'eliminazione della discriminazione sociale e lavorativa, in linea con la strategia per la parità di genere 2020-2025, il piano d'azione dell'UE contro il razzismo 2020-2025, il quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei Rom 2020-2030, la strategia per l'uguaglianza LGBTIQ 2020-2025 e la strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030;

5.  invita gli Stati membri ad attuare gli orientamenti aggiornati in materia di occupazione, ponendo l'accento sull'istruzione e la formazione per tutti, sulle nuove tecnologie come l'IA, nonché sulle recenti iniziative politiche in materia di lavoro mediante piattaforme digitali, alloggi dignitosi e a prezzi accessibili e lotta alla carenza di manodopera e di competenze, al fine di rafforzare il processo decisionale democratico;

6.  ribadisce l'importanza di investire nello sviluppo delle competenze della forza lavoro e nella formazione professionale e di garantire un'occupazione di qualità, ponendo l'accento sul diritto individuale alla formazione e all'apprendimento permanente; esorta gli Stati membri a mettere a punto misure di miglioramento del livello delle competenze e di riqualificazione in cooperazione con i portatori di interessi locali, compresi gli organismi di istruzione e formazione e le parti sociali, al fine di rafforzare il legame tra i sistemi di istruzione e formazione e il mercato del lavoro e anticipare le esigenze del mercato del lavoro; si compiace del fatto che gli esiti occupazionali dei neodiplomati nell'ambito dell'istruzione e della formazione professionale (IFP) continuino a migliorare in tutta l'UE; esprime preoccupazione per il calo del rendimento scolastico dei giovani, in particolare per quanto riguarda le competenze di base; accoglie con favore, a tale proposito, l'annuncio di un piano d'azione sulle competenze di base e di un piano strategico per l'istruzione in ambito scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM); invita gli Stati membri a investire in programmi volti a dotare i discenti delle competenze di base, digitali e trasversali necessarie per il mondo del lavoro e la sua digitalizzazione, nonché aiutarli a contribuire in modo significativo alla società; ricorda l'importante ruolo che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro può svolgere nel sostenere e riqualificare i lavoratori collocati in esubero a seguito di importanti eventi di ristrutturazione;

7.  accoglie con favore l'annuncio di una tabella di marcia per posti di lavoro di qualità per garantire una transizione giusta per tutti; invita la Commissione a includere nella suddetta tabella di marcia considerazioni riguardo a misure connesse all'uso dell'IA e della gestione algoritmica nel mondo del lavoro, in modo da sfruttare le nuove tecnologie per migliorare le condizioni di lavoro e la produttività, rispettando nel contempo i diritti dei lavoratori e l'equilibrio tra vita professionale e vita privata, come riconosciuto nella relazione comune sull'occupazione(13);

8.  sottolinea che la risposta alle carenze di manodopera nell'Unione europea implica anche il miglioramento e l'agevolazione della mobilità dei lavoratori all'interno dell'Unione; invita gli Stati membri a rafforzare e facilitare il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche nell'Unione, anche quelle dei cittadini di paesi terzi; invita la Commissione ad analizzare l'efficacia della piattaforma europea dei servizi per l'impiego (EURES) in vista di una potenziale revisione del suo funzionamento;

9.  osserva che il numero di giovani che abbandonano prematuramente l'istruzione e la formazione, persone con livelli di istruzione più bassi, giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione (NEET) e tra questi i gruppi vulnerabili, tra cui i rom, le donne, gli anziani, le persone scarsamente e mediamente qualificate, le persone con disabilità e le persone provenienti da un contesto migratorio o minoritario, a seconda del contesto specifico per paese, rimane elevato in diversi Stati membri, nonostante una tendenza al ribasso nell'Unione europea; invita gli Stati membri a rafforzare la garanzia per i giovani, come indicato al principio 4 del pilastro europeo dei diritti sociali, al fine di sostenere i giovani bisognosi nel corso del loro sviluppo personale e professionale; ribadisce il ruolo centrale svolto dall'IFP nel fornire le conoscenze, le abilità e le competenze necessarie per i giovani che entrano nel mercato del lavoro; sottolinea la necessità di investire nella qualità e nell'attrattiva dell'istruzione e della formazione professionale tramite il Fondo sociale europeo Plus (FSE+); ricorda pertanto la necessità di affrontare tale situazione e di sviluppare soluzioni per mantenere i giovani nell'istruzione, nella formazione o nel mondo del lavoro e l'importanza di garantire loro l'accesso a tirocini e apprendistati, consentendo loro di acquisire la prima esperienza lavorativa e agevolando la transizione dall'istruzione al mondo del lavoro, nonché di creare condizioni di lavoro che consentano a una forza lavoro che invecchia di rimanere nel mercato del lavoro;

10.  ritiene che, sebbene vi sia stato un miglioramento, le persone con disabilità, in particolare le donne con disabilità, si trovino ancora ad affrontare ostacoli significativi nel mercato del lavoro e che pertanto sia necessaria una formazione professionale e digitale, promuovendo nel contempo l'inclusione delle persone con disabilità, rivolgendosi alla forza lavoro inattiva e ai gruppi con una scarsa partecipazione al mercato del lavoro, comprese le donne, i giovani, i lavoratori anziani e le persone affette da malattie croniche; invita la Commissione ad aggiornare la strategia dell'UE sulla disabilità con nuove iniziative e azioni faro a partire dal 2025, come una garanzia europea per l'occupazione e le competenze delle persone con disabilità e la condivisione delle migliori pratiche come la tessera di disabilità, in particolare per affrontare l'inclusione sociale e una vita indipendente per le persone con disabilità, anche garantendo loro l'accesso a un'istruzione, una formazione e un'occupazione di qualità attraverso orientamenti sul mantenimento delle indennità di disabilità;

11.  esprime preoccupazione per il fatto che i rom continuino a incontrare ostacoli significativi all'occupazione, in presenza di persistenti pregiudizi che limitano le loro prospettive; prende atto che il quadro strategico dell'UE per l'uguaglianza, l'inclusione e la partecipazione dei rom evidenzia la mancanza di progressi nell'accesso all'occupazione e un numero crescente di giovani rom che non lavora, non studia e non segue corsi di formazione; sottolinea l'obiettivo del quadro di dimezzare il divario occupazionale tra i rom e la popolazione in generale e garantire che almeno il 60 % dei rom svolga un lavoro retribuito entro il 2030; esorta gli Stati membri ad adottare un approccio integrato e incentrato sull'uguaglianza e a garantire che le politiche e i servizi pubblici raggiungano efficacemente tutti i rom, compresi quelli che vivono nelle zone rurali remote;

12.  pone l'accento sulla necessità di prestare attenzione agli aspetti sociali e ambientali della competitività, sottolineando il bisogno di investimenti nell'istruzione e nella formazione per tutti, al fine di garantire l'accesso universale a programmi pubblici di istruzione e formazione professionale di alta qualità, nonché a pratiche sostenibili per promuovere una crescita inclusiva; sottolinea che le parti sociali dovrebbero svolgere un ruolo chiave nell'individuare e affrontare il fabbisogno di competenze in tutta l'UE;

13.  invita la Commissione e gli Stati membri a includere raccomandazioni specifiche sull'accessibilità economica degli alloggi nel semestre europeo e a promuovere gli investimenti nell'edilizia abitativa; esorta gli Stati membri a provvedere affinché gli investimenti nell'edilizia abitativa sostengano soluzioni abitative di qualità a lungo termine che siano effettivamente accessibili per le famiglie a basso e medio reddito, sottolineando che gli investimenti in alloggi sociali e a prezzi accessibili sono fondamentali per garantire e migliorare la qualità di vita per tutti; sottolinea la necessità di un migliore utilizzo dei finanziamenti dell'UE, ad esempio attraverso gli strumenti finanziari della Banca europea per gli investimenti, in particolare per sostenere gli investimenti volti ad aumentare l'efficienza energetica degli edifici; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure decisive per istituire una valutazione delle politiche, dei fondi e delle strozzature dell'Unione che dovrebbero facilitare la costruzione, la conversione e la ristrutturazione di alloggi accessibili, a prezzi abbordabili ed efficienti sotto il profilo energetico, compresi gli alloggi sociali, che soddisfino le esigenze dei giovani, delle persone a mobilità ridotta, dei gruppi a basso e medio reddito, delle famiglie a rischio e delle persone in situazioni più vulnerabili, proteggendo nel contempo i proprietari di abitazioni e coloro che cercano di accedere alla proprietà da un'ulteriore riduzione dell'offerta;

14.  accoglie con favore l'annunciato piano europeo per alloggi a prezzi accessibili volto a sostenere gli Stati membri nel far fronte alla crisi abitativa e all'impennata degli affitti; invita la Commissione a valutare e pubblicare quali potenziali ostacoli alle norme in materia di aiuti di Stato incidono sull'accessibilità degli alloggi; ricorda che il Fondo sociale per il clima mira a fornire aiuti finanziari agli Stati membri a partire dal 2026 per aiutare le famiglie vulnerabili in particolare con misure e investimenti volti ad aumentare l'efficienza energetica degli edifici, la decarbonizzazione del riscaldamento e del raffrescamento degli edifici e l'integrazione negli edifici della produzione e dello stoccaggio di energia rinnovabile;

15.  ritiene che il fenomeno dei senza dimora sia un problema sociale drammatico nell'UE; chiede una definizione unica di senza dimora nell'UE, per consentire il confronto sistematico e la valutazione dell'estensione del fenomeno dei senza dimora nei diversi Stati membri dell'UE; invita la Commissione a elaborare una strategia e ad adoperarsi per porre fine al fenomeno dei senza dimora nell'UE entro il 2030, promuovendo l'accesso ad alloggi dignitosi e a prezzi accessibili nonché l'accesso a servizi sociali di qualità; esorta gli Stati membri a utilizzare meglio gli strumenti dell'UE disponibili, compreso il FSE+, in tale ambito(14);

16.  invita gli Stati membri a elaborare strategie nazionali in materia; accoglie con favore l'intenzione di formulare una raccomandazione del Consiglio sulla deprivazione abitativa(15); esorta la Commissione ad aumentare ulteriormente l'ambizione della piattaforma europea per la lotta contro la mancanza di una fissa dimora;

17.  ritiene che sia urgentemente necessaria un'azione dell'UE per far fronte ai livelli costantemente elevati di povertà ed esclusione sociale nell'Unione, in particolare tra i minori, i giovani e gli anziani, le persone con disabilità, le persone nate al di fuori dell'UE, le persone LGBTI e le comunità Rom; sottolinea che è opportuno dare priorità all'accesso a servizi sociali di qualità e garantire la sicurezza energetica delle famiglie vulnerabili; invita la Commissione ad adottare la prima strategia dell'UE contro la povertà;

18.  ricorda l'obiettivo dell'Unione di passare dall'assistenza istituzionale a quella di prossimità o familiare; invita la Commissione a presentare un piano d'azione sulla deistituzionalizzazione; sottolinea che tale piano d'azione dovrebbe riguardare tutti i gruppi che ancora vivono negli istituti, tra cui i minori, le persone con disabilità, le persone affette da problemi di salute mentale o senza fissa dimora e gli anziani; invita gli Stati membri a utilizzare appieno i fondi del FSE+ come pure altri fondi europei e nazionali pertinenti al fine di portare a termine il processo di deistituzionalizzazione in modo da garantire che ogni cittadino dell'UE possa vivere in una famiglia o in una comunità;

19.  invita la Commissione a elaborare un piano d'azione europeo per la salute mentale, in linea con le sue recenti raccomandazioni(16); invita gli Stati membri a rafforzare l'accesso ai servizi di salute mentale e ai programmi di sostegno emotivo per tutti, in particolare i minori, i giovani e gli anziani; chiede un migliore utilizzo degli indicatori del quadro di valutazione della situazione sociale per affrontare l'impatto delle condizioni di vita precarie e dell'incertezza sulla salute mentale;

20.  invita la Commissione ad affrontare il problema della solitudine promuovendo una strategia olistica dell'UE sulla solitudine e l'accesso all'assistenza professionale; chiede che tale strategia dell'UE affronti l'impatto socioeconomico della solitudine sulla produttività e sul benessere affrontando questioni quali l'isolamento rurale; esorta gli Stati membri a continuare ad attuare la raccomandazione del Consiglio relativa all'accesso a un'assistenza a lungo termine di qualità e a prezzi accessibili, nell'ottica di garantire l'accesso a un'assistenza di qualità, assicurando al contempo condizioni di lavoro dignitose per i lavoratori del settore, come pure per i prestatori di assistenza informale;

21.  prende atto che 44 milioni di cittadini europei prestano frequentemente assistenza a lungo termine in via informale e che la maggior parte di questi sono donne(17);

22.  riconosce il ruolo unico dei prestatori di assistenza nella società e, sebbene all'interno dell'UE la definizione di prestatori di assistenza non sia armonizzata, osserva che il settore dell'assistenza a lungo termine dà lavoro a 6,4 milioni di persone in tutta l'Unione;

23.  esprime preoccupazione per il fatto che nel 2023 94,6 milioni di persone nell'UE erano ancora a rischio di povertà o esclusione sociale; sottolinea che senza un cambiamento di paradigma nell'approccio alla lotta contro la povertà, l'Unione europea e i suoi Stati membri non conseguiranno i loro obiettivi di riduzione della povertà; ritiene che l'annuncio della prima strategia dell'UE contro la povertà sia un passo nella giusta direzione verso l'inversione della tendenza, ma debba offrire un approccio globale per far fronte agli aspetti multidimensionali della povertà e dell'esclusione sociale tramite azioni concrete e un'attuazione e un monitoraggio rigorosi; chiede che tale strategia comprenda tutte le persone in condizioni di povertà ed esclusione sociale, in primo luogo le più svantaggiate, ma anche misure specifiche per diversi gruppi quali le persone che vivono in condizioni di povertà lavorativa, i senza fissa dimora, le persone con disabilità, le famiglie monoparentali e soprattutto i minori, al fine di spezzare in modo sostenibile il ciclo della povertà; sottolinea che il recepimento della direttiva relativa a salari minimi adeguati sarà fondamentale per prevenire e combattere i rischi di povertà tra i lavoratori, rafforzando nel contempo gli incentivi al lavoro, e accoglie con favore il fatto che diversi Stati membri abbiano modificato o prevedano di modificare i loro quadri in materia di salari minimi; esprime preoccupazione per l'aumento delle forme di occupazione atipiche in cui i lavoratori sono più a rischio di confrontarsi con la povertà lavorativa e di trovarsi privi di adeguate tutele giuridiche;

24.  ribadisce il suo invito alla Commissione a monitorare attentamente l'attuazione della garanzia per l'infanzia in tutti gli Stati membri nell'ambito del semestre europeo e delle raccomandazioni specifiche per paese; ribadisce la sua richiesta di incrementare il finanziamento della garanzia europea per l'infanzia con un bilancio specifico di almeno 20 miliardi di EUR e chiede a tutti gli Stati membri di destinare almeno il 5 % dei fondi loro assegnati a titolo del FSE+ alla lotta contro la povertà infantile e alla promozione del benessere dei minori; ritiene che le raccomandazioni specifiche per paese dovrebbero riflettere la conformità di bilancio degli Stati membri alla dotazione minima richiesta per la lotta alla povertà infantile stabilito nel regolamento FSE+(18); invita la Commissione a prevedere una dotazione di bilancio ambiziosa per la garanzia per l'infanzia nel prossimo quadro finanziario pluriennale al fine di rispondere alla crescente sfida della povertà infantile e dell'esclusione sociale;

25.  esprime preoccupazione per le politiche nazionali che creano lacune nella copertura sanitaria, aumentando le disuguaglianze sia all'interno degli Stati membri che tra di essi; mette in guardia sul fatto che ciò inoltre compromette l'attuazione del principio 16 del pilastro europeo dei diritti sociali e dell'OSS 3.8 sulla copertura sanitaria universale, nonché l'obiettivo generale del pilastro di promuovere la convergenza sociale verso l'alto nell'UE, senza lasciare indietro nessuno; ritiene che gli indicatori utilizzati nel quadro di valutazione della situazione sociale non consentano di comprendere appieno l'accessibilità economica dell'assistenza sanitaria;

26.  sottolinea che i datori di lavoro devono promuovere i legami intergenerazionali all'interno delle imprese e l'apprendimento intergenerazionale tra lavoratori giovani e anziani e viceversa; sottolinea che una forza lavoro che invecchia può aiutare un'impresa a sviluppare nuovi prodotti e servizi, affinché si adatti in modo più creativo e produttivo alle esigenze di una società che invecchia; chiede altresì la creazione di incentivi per incoraggiare il volontariato e il tutoraggio al fine di promuovere il trasferimento di conoscenze tra le generazioni;

27.  avverte che, secondo le relazioni della Banca centrale europea, i salari reali sono ancora al di sotto del livello pre-pandemia, mentre la produttività è rimasta pressoché invariata; concorda sul fatto che ciò crea un margine per una ripresa non inflazionistica dei salari reali e avverte che se i salari reali non dovessero riprendersi, aumenterebbe il rischio di una debolezza economica prolungata, che potrebbe causare effetti duraturi e indebolire ulteriormente la produttività della zona euro rispetto ad altre parti del mondo; ritiene che una migliore applicazione dei salari minimi e il rafforzamento della copertura della contrattazione collettiva possano avere un effetto benefico sui livelli di disuguaglianza salariale, soprattutto aiutando i lavoratori più vulnerabili nella parte inferiore della scala retributiva, che sono sempre più esclusi;

28.  invita gli Stati membri a garantire condizioni di lavoro dignitose, comprendenti, tra l'altro, retribuzioni adeguate, accesso alla protezione sociale, opportunità di apprendimento permanente, salute e sicurezza sul lavoro, un buon equilibrio tra vita professionale e vita privata e il diritto alla disconnessione, orari di lavoro ragionevoli, rappresentanza dei lavoratori, democrazia sul luogo di lavoro e contratti collettivi; esorta gli Stati membri a promuovere la democrazia sul luogo di lavoro, il dialogo sociale e la contrattazione collettiva e a tutelare i diritti dei lavoratori, in particolare nell'ambito delle transizioni verde e digitale, nonché a garantire la parità di retribuzione per uno stesso lavoro svolto da uomini e donne, a migliorare la trasparenza retributiva e ad affrontare le disuguaglianze di genere al fine di colmare il divario retributivo di genere nell'UE;

29.  ricorda l'importanza di migliorare l'accesso dei lavoratori autonomi alla protezione sociale e invita la Commissione a monitorare i piani nazionali degli Stati membri per l'attuazione della raccomandazione del Consiglio dell'8 novembre 2019 sull'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi(19) nell'ambito delle raccomandazioni specifiche per paese; ricorda, a tale proposito, visto che il tasso di professionisti autonomi nei settori culturali e creativi è più del doppio rispetto a quello della popolazione generale, le 13 iniziative stabilite nella risposta della Commissione, del 21 febbraio 2024, alla risoluzione del Parlamento europeo del 21 novembre 2023 su un quadro dell'UE per la situazione sociale e professionale degli artisti e degli operatori nei settori culturali e creativi(20) e invita la Commissione ad avviarne l'attuazione in cooperazione con gli Stati membri;

30.  chiede l'attuazione di politiche che promuovano l'equilibrio tra vita professionale e vita privata e il diritto alla disconnessione, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita di tutte le famiglie e di tutti i lavoratori, al fine di garantire l'attuazione della direttiva relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare(21) e della strategia europea per l'assistenza; invita la Commissione a presentare una proposta per affrontare il telelavoro e il diritto alla disconnessione; la invita altresì a presentare una proposta per la creazione di una tessera europea per tutti i tipi di famiglie numerose e di un piano d'azione europeo per le famiglie monoparentali, che offra vantaggi educativi e sociali; chiede, da ultimo, iniziative volte a combattere l'esclusione della forza lavoro a seguito di prolungati periodi di congedo per malattia, ad adeguare il luogo di lavoro e a promuovere condizioni di lavoro flessibili, nonché a sviluppare strategie per sostenere il ritorno dei lavoratori dopo lunghe assenze;

31.  chiede che le sfide demografiche siano considerate prioritarie nella politica di coesione dell'UE e che siano intraprese azioni concrete a livello nazionale e dell'UE; invita la Commissione a proclamare un "Anno europeo della demografia" e a sviluppare in via prioritaria la sua comunicazione sull'utilizzo dei talenti nelle regioni d'Europa e sul "meccanismo di incentivazione dei talenti" al fine di promuovere la coesione sociale e a incrementare i finanziamenti per le zone rurali e ultraperiferiche e le regioni per con un elevato tasso di spopolamento, sostenendo la creazione di posti di lavoro di qualità, i servizi pubblici, i progetti di sviluppo locale e infrastrutture di base che favoriscano il "diritto di rimanere" della popolazione, soprattutto nel caso dei giovani; sottolinea l'importanza di introdurre misure specifiche per far fronte alle disuguaglianze regionali nell'istruzione e nella formazione, garantendo parità di accesso a un'istruzione di alta qualità e a prezzi sostenibili per tutti;

32.  esprime preoccupazione per il fatto che, nonostante i miglioramenti, diversi gruppi di popolazione sono ancora significativamente sottorappresentati nel mercato del lavoro dell'UE, tra cui le donne, gli anziani, le persone scarsamente e mediamente qualificate, le persone con disabilità e le persone provenienti da un contesto migratorio o minoritario; avverte che le disuguaglianze in materia di istruzione si sono aggravate, esacerbando ulteriormente le vulnerabilità degli studenti provenienti da contesti svantaggiati e migratori; sottolinea che, secondo la relazione comune sull'occupazione, le persone provenienti da un contesto migratorio o minoritario possono beneficiare in modo significativo di misure mirate per affrontare gli squilibri tra domanda e offerta di competenze, migliorare le competenze linguistiche e combattere la discriminazione; sottolinea l'importanza di intensificare gli sforzi nell'attuazione del piano d'azione per l'integrazione e l'inclusione 2021-27, che fornisce un quadro politico comune per sostenere gli Stati membri nello sviluppo di politiche nazionali di integrazione dei migranti;

33.  invita la Commissione e il Consiglio a dare priorità alla riduzione degli oneri amministrativi ai fini della semplificazione, nel rispetto delle norme sociali e del lavoro; ritiene che un migliore sostegno alle PMI e agli imprenditori effettivi e potenziali migliorerà la competitività e la sostenibilità a lungo termine dell'UE, stimolerà l'innovazione e creerà posti di lavoro di qualità; osserva che le PMI e i lavoratori autonomi in tutti i settori sono essenziali per la crescita economica dell'UE e quindi per il finanziamento delle politiche sociali; sollecita l'attuazione di raccomandazioni specifiche per migliorare il mercato unico; prende atto della pubblicazione, da parte della Commissione, della "Bussola per la competitività" il 29 gennaio 2025(22);

34.  invita la Commissione a effettuare controlli della competitività su ogni nuova proposta legislativa, tenendo conto dell'impatto complessivo della legislazione dell'Unione sulle imprese e sulle altre politiche e programmi dell'UE;

35.  ritiene che l'economia sociale sia una componente essenziale dell'economia sociale di mercato dell'UE e un motore per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e dei suoi obiettivi, dando spesso lavoro a gruppi vulnerabili ed esclusi; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare il loro sostegno a tutte le imprese dell'economia sociale, ma soprattutto a quelle senza scopo di lucro, come sottolineato nel piano d'azione per l'economia sociale del 2021 e nella tabella di marcia di Liegi per l'economia sociale, al fine di promuovere il lavoro di qualità, dignitoso e inclusivo e l'economia circolare, incoraggiare gli Stati membri ad agevolare l'accesso ai finanziamenti e aumentare la visibilità degli attori dell'economia sociale; invita la Commissione a esplorare meccanismi di finanziamento innovativi per sostenere lo sviluppo dell'economia sociale in Europa(23) e promuovere un contesto imprenditoriale dinamico e inclusivo;

36.  ritiene che, in quest'anno di transizione caratterizzato dall'attuazione delle norme rivedute in materia di governance economica, gli Stati membri dovrebbero allineare la responsabilità di bilancio alla crescita sostenibile e inclusiva e all'occupazione; prende atto della necessità di rafforzare il coinvolgimento delle parti sociali, anche nell'elaborazione di piani strutturali di bilancio a medio termine, per contribuire agli obiettivi del nuovo quadro di governance economica;

37.  si compiace del fatto che i piani strutturali nazionali di bilancio a medio termine, nell'ambito del nuovo quadro di governance economica, debbano includere riforme e investimenti che rispondano alle principali sfide individuate nell'ambito del semestre europeo, così come garantire la sostenibilità del debito investendo strategicamente nei principi del pilastro europeo dei diritti sociali con l'obiettivo di promuovere una convergenza sociale verso l'alto;

38.  esprime preoccupazione per il persistente scarso livello di osservanza delle raccomandazioni specifiche per paese; ribadisce pertanto la sua richiesta di un'efficace attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese da parte degli Stati membri, in modo da promuovere l'assistenza sanitaria e sistemi pensionistici sostenibili, in linea con i principi 15 e 16 del pilastro europeo dei diritti sociali, e la prosperità a lungo termine per tutti i cittadini, tenendo conto della vulnerabilità di quei lavoratori che hanno carriere segmentate, intermittenti e condizionate da transizioni lavorative; insiste affinché la Commissione intensifichi il dialogo con gli Stati membri sull'attuazione delle raccomandazioni esistenti e degli orientamenti in materia di occupazione, nonché sull'azione politica attuale o futura per far fronte alle sfide individuate;

39.  accoglie con favore l'istituzione di un quadro per individuare i rischi per la convergenza sociale nell'ambito del semestre europeo, come già chiesto con forza dal Parlamento europeo; ricorda che nell'ambito di tale quadro la Commissione valuta i rischi per la convergenza sociale verso l'alto negli Stati membri e monitora i progressi compiuti nell'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali sulla base del quadro di valutazione della situazione sociale e dei principi del quadro di convergenza sociale; si compiace del fatto che la relazione comune sull'occupazione 2025 fornisca un'analisi specifica per paese basata sui principi del quadro di convergenza sociale; invita la Commissione a mettere ulteriormente a punto strumenti innovativi di analisi di tipo quantitativo e qualitativo nell'ambito di questo nuovo quadro, ai fini di un suo ottimale utilizzo nei futuri cicli del semestre europeo;

40.  si compiace del fatto che la prima analisi basata sui principi del quadro di convergenza sociale indichi nel 2023 una convergenza verso l'alto nel mercato del lavoro(24); osserva con preoccupazione che gli esiti occupazionali dei gruppi sottorappresentati devono ancora migliorare e che permangono rischi per la convergenza verso l'alto a livello europeo in relazione allo sviluppo delle competenze, che vanno dall'educazione della prima infanzia all'apprendimento permanente, e ai risultati sociali dei tassi di rischio di povertà e di esclusione sociale; invita la Commissione ad approfondire l'esame di tali rischi per la convergenza sociale verso l'alto nella seconda fase dell'analisi e a discutere con gli Stati membri interessati in merito alle misure in atto o previste per far fronte a tali rischi;

41.  prende atto della crisi del costo della vita, che ha accresciuto gli oneri a carico delle famiglie, e dell'aumento del costo degli alloggi che, insieme agli elevati costi energetici, contribuisce agli elevati livelli di povertà energetica in tutta l'UE; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad affrontare in modo globale le cause profonde di tale crisi dando priorità alle politiche che promuovono la resilienza economica, la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile;

42.  mette in guardia dai rischi sociali derivanti dalla crisi del settore automobilistico, che si trova ad affrontare una pressione senza precedenti dovuta a fattori sia esterni che interni; invita la Commissione a prestare attenzione a tale settore e a rafforzare il dialogo sociale e la partecipazione dei lavoratori ai processi di transizione; sottolinea l'urgente necessità, per reagire all'attuale crisi, di una risposta coordinata dell'UE tramite una task force di emergenza composta da sindacati e datori di lavoro;

43.  invita la Commissione a monitorare i dati sulle ristrutturazioni e il loro impatto sull'occupazione, ad esempio avvalendosi dell'osservatorio sulla ristrutturazione in Europa, al fine di agevolare le misure a sostegno delle ristrutturazioni e delle transizioni nel mercato del lavoro, e a prendere in considerazione la possibilità di evidenziare le misure nazionali a sostegno di una modalità di ristrutturazione socialmente responsabile nel semestre europeo;

44.  esprime preoccupazione per la revisione da parte della Commissione del quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici, in particolare per la riduzione degli indicatori occupazionali e sociali, che sono fondamentali per valutare la situazione sociale e del mercato del lavoro negli Stati membri; si rammarica del fatto che la disoccupazione giovanile non sia più considerata un indicatore principale, nonostante la sua pertinenza nell'individuare e affrontare specifiche sfide del mercato del lavoro e nell'adottare politiche pubbliche adeguate; sottolinea che gli indicatori delle norme sociali dovrebbero essere maggiormente presi in considerazione nel processo decisionale; si rammarica del fatto che la Commissione non abbia debitamente consultato il Parlamento e ricorda alla Commissione il suo obbligo di cooperare strettamente con il Parlamento, il Consiglio e le parti sociali prima di elaborare il quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici e la serie di indicatori macroeconomici e macrofinanziari per gli Stati membri; sottolinea che l'attuazione dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali deve far parte del quadro di valutazione della procedura per gli squilibri macroeconomici;

45.  ritiene che la coesione territoriale e la coesione sociale siano componenti essenziali dell'agenda per la competitività e che atti legislativi come lo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE) rimangano un esempio positivo per ispirare le future iniziative dell'UE;

46.  ritiene che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché le politiche di bilancio nell'ambito del semestre europeo sostengano gli investimenti in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali, in particolare in settori quali gli alloggi dignitosi e a prezzi accessibili, l'assistenza sanitaria di qualità, l'istruzione e i sistemi di protezione sociale, in quanto fondamentali per la coesione sociale e la sostenibilità economica a lungo termine e per far fronte alle sfide individuate tramite gli indicatori sociali;

47.  sottolinea la necessità di affrontare le principali sfide individuate nel quadro di valutazione della situazione sociale come "critiche" e "da tenere sotto osservazione", tra cui i minori a rischio di povertà o di esclusione sociale, il divario di genere nei livelli di occupazione, l'onerosità eccessiva dei costi abitativi, i servizi per l'infanzia e l'assistenza a lungo termine, il divario nei livelli di occupazione tra persone con e senza disabilità, l'impatto dei trasferimenti sociali sulla riduzione della povertà e le competenze digitali di base(25);

48.  pone l'accento sulle ripercussioni negative che la crisi del costo della vita ha avuto sulle persone con disabilità;

49.  esorta gli Stati membri a prendere in considerazione politiche solide che garantiscano salari equi e migliorino le condizioni di lavoro, in particolare per i lavoratori precari e a basso reddito;

50.  sottolinea la necessità di dati tempestivi e armonizzati sulle politiche sociali per migliorare l'elaborazione di politiche basate su dati concreti e investimenti sociali mirati; chiede che sia migliorato il quadro di valutazione della situazione sociale, al fine di tenere conto dei venti principi del pilastro europeo dei diritti sociali, introducendo indicatori pertinenti che riflettano le tendenze e le cause delle disuguaglianze, quali posti di lavoro di qualità, distribuzione della ricchezza, accesso ai servizi pubblici, pensioni adeguate, tasso di deprivazione abitativa, salute mentale, discriminazione e disoccupazione; ricorda che l'indicatore del rischio di povertà o di esclusione sociale (AROPE) non rivela le cause della complessa disuguaglianza; invita la Commissione e gli Stati membri a mettere a punto un quadro europeo di raccolta dei dati sui servizi sociali per monitorare gli investimenti nei servizi sociali e la copertura di tali servizi;

51.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C, C/2025/491, 29.1.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/491/oj.
(2) Enrico Letta, Much more than a market – Speed, Security and Solidarity, Empowering the Single Market to deliver a sustainable future and prosperity for all EU Citizens (Molto più di un mercato – Rapidità, sicurezza e solidarietà: rafforzare il mercato unico per garantire a tutti i cittadini dell'UE un futuro sostenibile e prosperità), aprile 2024.
(3) GU L 130 del 16.5.2023, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/955/oj.
(4) GU L, 2024/1263, 30.4.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1263/oj.
(5) GU C 476 del 15.12.2022, pag. 1.
(6) GU L 275 del 25.10.2022, pag. 33, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2022/2041/oj.
(7) Commissione europea, "Employment and Social Developments in Europe (ESDE) 2024" (Occupazione e sviluppi sociali in Europa nel 2013), settembre 2024.
(8) Semestre europeo 2025: Proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2024 (COM(2024)0701).
(9) Commissione europea, "Employment and Social Developments in Europe (ESDE) 2024" (Occupazione e sviluppi sociali in Europa nel 2013), settembre 2024.
(10) OECD Social, Employment and Migration Working Papers n. 282.
(11) von der Leyen, U., "La scelta dell'Europa - Orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2024-2029", 18 luglio 2024.
(12) Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17), ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/241/oj).
(13) Proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2024 (COM(2024)0701).
(14) Parere del Comitato economico e sociale europeo del 13 dicembre 2023 su "Un quadro UE per le strategie nazionali in materia di deprivazione abitativa basato sul principio 'prima la casa'" (GU C, C/2024/1567, 5.3.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/1567/oj).
(15) Parere del Comitato economico e sociale europeo del 13 dicembre 2023 su "Un quadro UE per le strategie nazionali in materia di deprivazione abitativa basato sul principio 'prima la casa'".
(16) Comunicazione della Commissione del 7 giugno 2023 su un approccio globale alla salute mentale (COM(2023)0298).
(17) Commissione europea: Direzione generale per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione, Long-term care report – Trends, challenges and opportunities in an ageing society (Relazione sull'assistenza a lungo termine – Tendenze, sfide e opportunità in una società che invecchia). Volume I, Ufficio delle pubblicazioni, 2017, https://data.europa.eu/doi/10.2767/677726.
(18) Articolo 7, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, che istituisce il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) (GU L 231 del 30.6.2021, pag. 21, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/1057/oj).
(19) GU C 387 del 15.11.2019, pag. 1.
(20) Risoluzione del Parlamento europeo del 21 novembre 2023 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti un quadro dell'UE per la situazione sociale e professionale degli artisti e degli operatori nei settori culturali e creativi (GU C, C/2024/4208, 24.7.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/4208/oj).
(21) Direttiva (UE) 2019/1158 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio (GU L 188 del 12.7.2019, pag. 79, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2019/1158/oj).
(22) Comunicazione della Commissione, del 29 gennaio 2025, dal titolo "Una bussola per la competitività dell'UE" (COM(2025)0030),
(23) Risoluzione del Parlamento europeo del 6 luglio 2022 sul piano d'azione dell'Unione europea per l'economia sociale (GU C 47 del 7.2.2023, pag. 171).
(24) Proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2024 (COM(2024)0701).
(25) Proposta di relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 17 dicembre 2024 (COM(2024)0701).


Mantenimento del fermo sostegno dell'UE all'Ucraina dopo tre anni di guerra di aggressione della Russia
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Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2025 sul mantenimento del fermo sostegno dell'UE all'Ucraina dopo tre anni di guerra di aggressione della Russia (2025/2528(RSP))
P10_TA(2025)0033RC-B10-0156/2025

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sull'Ucraina e sulla Russia, in particolare quelle adottate a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina su vasta scala nel febbraio 2022 e dell'annessione della penisola di Crimea il 19 febbraio 2014,

–  visti l'Atto finale di Helsinki dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) del 1º agosto 1975, la Carta di Parigi per una nuova Europa dell'OSCE del 21 novembre 1990 e il memorandum delle Nazioni Unite sulle garanzie in materia di sicurezza in relazione all'adesione dell'Ucraina al trattato di non proliferazione delle armi nucleari del 5 dicembre 1994 (memorandum di Budapest sulle garanzie in materia di sicurezza),

–  visti l'accordo di associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra(1), firmato nel 2014, e la zona di libero scambio globale e approfondita tra l'Unione europea e l'Ucraina che lo accompagna,

–  visti la Carta delle Nazioni Unite, le Convenzioni dell'Aia, le Convenzioni di Ginevra e i relativi protocolli aggiuntivi, nonché lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (CPI),

–  vista la decisione del Consiglio europeo del 14 dicembre 2023 di avviare i negoziati di adesione con l'Ucraina, in seguito alla raccomandazione positiva della Commissione dell'8 novembre 2023 a tale riguardo,

–  visti il regolamento (UE) 2024/792 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 febbraio 2024, che istituisce lo strumento per l'Ucraina(2), e altre forme di sostegno dell'UE all'Ucraina,

–  vista la dichiarazione comune del presidente del Consiglio europeo, della presidente della Commissione europea e della presidente del Parlamento europeo del 24 febbraio 2025 sul terzo anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina.

–  vista la risoluzione ES-11/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottata il 24 febbraio 2025 dal titolo "Verso una pace globale, giusta e duratura in Ucraina",

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 6 marzo 2025,

–  visto l'articolo 136, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che dal 24 febbraio 2022 la Russia conduce una guerra di aggressione su vasta scala illegale, non provocata e ingiustificata contro l'Ucraina; che la guerra della Russia contro l'Ucraina è iniziata nel 2014 con l'occupazione e l'annessione illegali della penisola di Crimea e la successiva occupazione di parti delle regioni di Donetsk e Lugansk; che tale guerra di aggressione costituisce una palese e flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e dei principi fondamentali del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, sanciti dalle Convenzioni di Ginevra del 1949;

B.  considerando che le azioni intraprese dalla Russia in Ucraina negli ultimi tre anni continuano a minacciare la pace e la sicurezza in Europa e nel mondo; che la guerra di aggressione russa rappresenta il più grande conflitto militare sul continente europeo dalla fine della seconda guerra mondiale e riflette il crescente conflitto tra autoritarismo e democrazia;

C.  considerando che l'Ucraina e i suoi cittadini hanno dato prova di ferma determinazione nel resistere alla guerra di aggressione della Russia, difendendo con successo il loro paese, nonostante l'elevato prezzo pagato in termini di vittime civili e militari, nonché gli attacchi alle zone residenziali, la distruzione di infrastrutture civili e pubbliche, in particolare per la fornitura di acqua ed elettricità, come pure dell'ambiente naturale e del patrimonio culturale, le deportazioni forzate, le sparizioni e le adozioni illegali dei minori deportati, le detenzioni illegali, le uccisioni di massa, le esecuzioni di civili, soldati e prigionieri di guerra, le torture e il ricorso alla violenza sessuale e allo stupro di massa come armi di guerra, che alterano la composizione etnica dei territori occupati dell'Ucraina; che tutti questi atti costituiscono crimini di guerra e crimini contro l'umanità; che milioni di ucraini continuano a essere sfollati sia all'interno che all'esterno del loro paese; che le Nazioni Unite hanno confermato che oltre 12 500 civili, tra cui centinaia di bambini, sono stati uccisi dal febbraio 2022; che le autorità ucraine stimano che almeno 20 000 minori ucraini siano stati deportati e sfollati con la forza dalle loro case verso la Russia e i territori occupati dalla Russia dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina nel febbraio 2022; che la Federazione russa tenta di negare all'Ucraina e al suo popolo la loro identità etnica, linguistica e storica cancellando i segni dell'identità ucraina nei territori occupati; che il coraggioso popolo ucraino è stato insignito del premio Sacharov 2022 come omaggio al suo coraggio e alla sua resilienza;

D.  considerando che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, nella sua risoluzione del 2 marzo 2022, ha immediatamente qualificato la guerra russa contro l'Ucraina come un atto di aggressione in violazione dell'articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite e, nella sua risoluzione del 14 novembre 2022, ha riconosciuto la necessità di chiamare la Federazione russa a rispondere della sua guerra di aggressione nonché di ritenerla responsabile sul piano legale ed economico degli atti illeciti commessi a livello internazionale, anche attraverso il risarcimento dei danni causati a cose e persone;

E.  considerando che il 2 marzo 2022 il procuratore della Corte penale internazionale ha aperto un'indagine riguardo alla situazione in Ucraina, incentrata sui crimini di guerra, i crimini contro l'umanità e gli atti di genocidio commessi sul territorio ucraino a partire dal 21 novembre 2013, e che il 17 marzo 2023 ha emesso mandati d'arresto nei confronti di Vladimir Putin, Presidente della Federazione russa, e Maria Lvova-Belova, la cosiddetta commissaria per i diritti dei minori presso l'Ufficio del Presidente della Federazione russa, per il crimine di guerra di deportazione illegale di minori ucraini, nonché mandati d'arresto nei confronti di Sergei Kuzhugetovich Shoigu e Valery Vasilyevich Gerasimov per crimini contro l'umanità, compresi il crimine di guerra di attacchi diretti contro obiettivi civili e il crimine di guerra di causare danni accidentali eccessivi ai civili o danni agli obiettivi civili; che l'UE è favorevole all'istituzione di un tribunale speciale sul crimine di aggressione;

F.  considerando che diversi paesi terzi, in particolare l'Iran, la Corea del Nord e la Bielorussia, hanno fornito alla Russia ingenti forniture di armi e munizioni e che la Bielorussia ha consentito alla Russia di utilizzare il suo territorio per attaccare l'Ucraina, il che equivale ad atti di aggressione ai sensi del diritto internazionale; che truppe nordcoreane sono state schierate sul campo di battaglia e stanno combattendo a fianco dell'esercito russo; che il 4 febbraio 2022 la Russia e la Cina hanno firmato un "partenariato senza limiti" e che, successivamente, la Cina è diventata un motore essenziale dello sforzo bellico russo grazie al suo massiccio sostegno all'economia russa e alla sua base industriale della difesa, anche fornendo attrezzature a duplice uso;

G.  considerando che, secondo l'ultima relazione di valutazione rapida dei danni e delle necessità, a dicembre 2024, il costo totale della ricostruzione e della ripresa in Ucraina ammonterebbe ad almeno 506 miliardi di EUR nel prossimo decennio, ossia 2,8 volte il prodotto interno lordo nominale stimato dell'Ucraina per il 2024; che per il 2025 permane un deficit totale di finanziamenti pari a 9,62 miliardi di EUR per le necessità di ripresa e ricostruzione;

H.  considerando che l'UE ha recentemente adottato il suo 16o pacchetto di sanzioni contro la Russia per indebolire la sua base economica, privarla di tecnologie critiche e limitarne la capacità bellica; che le nuove sanzioni colpiscono ulteriori persone ed entità, tra cui imprese militari, evasori di sanzioni, sostenitori di paesi terzi, propagandisti del Cremlino, reti di flotte ombra e persone coinvolte nella deportazione di minori ucraini; che le sanzioni dell'UE si applicano ora a oltre 2 400 persone ed entità, prevedendo il congelamento dei loro beni, divieti di finanziamento e restrizioni di viaggio;

I.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri hanno fornito all'Ucraina il sostegno cumulativo più consistente, in tutti i settori, dall'inizio dell'invasione su vasta scala, nella fattispecie un sostegno finanziario pari a circa 140 miliardi di EUR, compresi oltre 67 miliardi di EUR di sostegno all'Ucraina sotto forma di assistenza umanitaria e di emergenza, sostegno al bilancio e assistenza macrofinanziaria e oltre 48 miliardi di EUR di aiuti militari; che beni sovrani russi per un valore di circa 300 miliardi di EUR sono stati congelati in diverse giurisdizioni; che nel maggio 2024 gli Stati membri dell'UE hanno approvato l'utilizzo dei proventi finanziari generati dai beni sovrani russi bloccati e detenuti nell'UE, stimati a circa 210 miliardi di EUR, per sostenere l'Ucraina, con l'obiettivo di fornire fino a 3 miliardi di EUR all'anno a sostegno degli sforzi di ricostruzione e resilienza dell'Ucraina;

J.  considerando che molti Stati membri dell'UE continuano ad acquistare dalla Russia combustibili fossili, compreso il gas naturale liquefatto, le cui importazioni sono in aumento, nonché uranio, contribuendo all'economia russa e rafforzando le sue casse di guerra; che le vendite di combustibili fossili russi all'UE hanno superato i 200 miliardi di EUR dallo scoppio della guerra di aggressione su vasta scala contro l'Ucraina;

K.  considerando che l'UE ha accolto più di quattro milioni di rifugiati dall'Ucraina e ha espresso il suo sostegno al popolo ucraino e alla sua leadership avviando i negoziati per l'adesione dell'Ucraina all'UE;

L.  considerando che il Consiglio europeo ha deciso di avviare i negoziati di adesione con l'Ucraina a seguito della raccomandazione con esito positivo della Commissione; che la prima conferenza intergovernativa si è svolta il 25 giugno 2024 con l'avvio del processo negoziale e l'adozione del quadro negoziale;

M.  considerando che, sotto l'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, gli Stati Uniti hanno cambiato in modo significativo la loro posizione circa la guerra della Russia contro l'Ucraina; che il presidente Trump sta avanzando richieste nei confronti dell'Ucraina ma non ha formulato alcuna richiesta nei confronti della parte russa, ha inoltre minimizzato la responsabilità della Russia nello scoppio della guerra e potrebbe prevedere di concedere a breve alla Russia un allentamento delle sanzioni; che, solamente nel tempo trascorso tra l'incontro tra il presidente Trump e il presidente Zelenskyy il 28 febbraio 2025 e il 9 marzo 2025, la Russia ha sferrato oltre 2 100 attacchi aerei, tra cui 1 200 attacchi bomba guidati e quasi 870 attacchi con droni;

N.  considerando che i recenti colloqui tra USA e Russia a Riyadh hanno escluso l'Ucraina e l'UE, e che gli Stati Uniti non hanno consultato i loro alleati europei prima di decidere di non prendere più parte agli sforzi volti a isolare la Russia; che la nuova amministrazione statunitense, insieme alla Russia e ai suoi alleati, ha votato contro la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 24 febbraio 2025, che condanna l'aggressione russa; che l'inversione di rotta degli Stati Uniti sulla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina minaccia la capacità di quest'ultima di resistere alla guerra di aggressione della Russia, dimostra che l'impegno di Washington a chiamare la Russia a rispondere delle proprie azioni non è più affidabile e compromette gli sforzi internazionali volti ad affrontare la crisi;

O.  considerando che il 3 marzo 2025 gli Stati Uniti hanno sospeso l'assistenza militare all'Ucraina, compresa quella approvata dalla precedente amministrazione statunitense, come pure la condivisione di intelligence con l'Ucraina; che successivamente, il 7 marzo 2025, è stato interrotto l'accesso dell'Ucraina alle immagini satellitari commerciali raccolte dal sistema governativo statunitense;

P.  considerando che, in base a principi democratici ampiamente riconosciuti e alla costituzione ucraina, le elezioni non possono tenersi in tempo di guerra e quando vige la legge marziale, in particolare quando milioni di ucraini sono stati sfollati; che la legge marziale è stata dichiarata e continua a essere in vigore in Ucraina esclusivamente a causa della guerra di aggressione della Russia; che l'UE continua a riconoscere il presidente Zelenskyy quale leader legittimo dell'Ucraina fino a quando si potranno tenere elezioni democratiche;

Q.  considerando che il presidente Donald Trump ha ordinato un drastico congelamento degli aiuti esteri statunitensi, sospendendo centinaia di progetti critici in Ucraina in settori quali lo sminamento, la riabilitazione dei veterani militari, l'indipendenza dei media e la lotta contro la corruzione, le indagini sui crimini di guerra russi, ma anche progetti intesi a rafforzare le reti di telecomunicazione ucraine contro gli attacchi informatici russi;

R.  considerando che la guerra di aggressione russa dimostra l'atteggiamento imperialistico della Russia nei confronti dei suoi paesi vicini; che, finché la Russia rimarrà uno Stato che persegue politiche revisioniste, continuerà a rappresentare una minaccia alla sicurezza del continente europeo; che la guerra di aggressione russa fa parte di una serie più ampia di obiettivi contro l'Occidente e gli interessi e i valori che gli sono propri, contro l'ordine internazionale fondato su regole, nonché contro la democrazia e la sicurezza, come dichiarato apertamente da Vladimir Putin nelle settimane precedenti l'invasione su vasta scala; che numerosi attori internazionali hanno riconosciuto la Russia come Stato sostenitore del terrorismo e che fa uso di mezzi terroristici;

S.  considerando che la sconfitta dell'Ucraina sarebbe largamente considerata come una sconfitta strategica per l'Europa, gli Stati Uniti e l'intera alleanza NATO e come una ricompensa per la Russia in quanto aggressore, con conseguenze di vasta portata in termini di sicurezza, le cui implicazioni non possono essere sottolineate a sufficienza; che l'esito della guerra in Ucraina avrà probabilmente effetti a catena in altre parti del mondo, in particolare la regione indo-pacifica, e potrebbe incoraggiare altre potenze revisioniste a perseguire le proprie ambizioni egemoniche;

T.  considerando che il 6 marzo 2025 si è tenuto un Consiglio europeo straordinario dedicato alla situazione in Ucraina e alla necessità di rafforzare la difesa europea; che il Consiglio europeo straordinario ha approvato il pacchetto sulla difesa presentato dalla Commissione per il rafforzamento della difesa europea attraverso il piano "ReArm Europe", che potrebbe potenzialmente mobilitare fino a 800 miliardi di EUR, e ha ribadito il sostegno all'Ucraina, sottolineando in particolare che non possono esservi negoziati sull'Ucraina senza l'Ucraina, che non possono esservi negoziati che interessano la sicurezza europea senza il coinvolgimento dell'Europa e, inoltre, che la sicurezza dell'Ucraina e quella dell'Europa, quella transatlantica e quella del mondo sono interconnesse;

U.  considerando che, dallo scoppio della guerra, i cavi sottomarini nel Mar Baltico e le infrastrutture chiave sono stati presi di mira, presumibilmente da attori russi e collegati alla Cina;

1.  rende omaggio, in occasione del terzo anniversario dell'aggressione russa dell'Ucraina su vasca scala, alle migliaia di persone che hanno sacrificato la propria vita per un'Ucraina libera e democratica; ribadisce la sua ferma solidarietà al popolo ucraino e il suo sostegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale; sottolinea con forza il diritto immanente dell'Ucraina all'autodifesa, in virtù dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite;

2.  ribadisce la sua più ferma condanna della guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificabile della Russia contro l'Ucraina, nonché del coinvolgimento della Bielorussia, della Corea del Nord e dell'Iran; chiede che la Russia e le sue forze irregolari cessino immediatamente, completamente e incondizionatamente tutti gli attacchi contro le zone residenziali e le infrastrutture civili, che interrompano tutte le azioni militari in Ucraina e che ritirino tutte le forze militari e irregolari nonché le attrezzature militari dall'intero territorio dell'Ucraina riconosciuto a livello internazionale; ribadisce la sua politica di non riconoscimento dei territori ucraini temporaneamente occupati dalla Russia, compresa, tra l'altro, la Crimea; chiede che la Federazione russa cessi definitivamente di violare o minacciare la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Ucraina; condanna le atrocità commesse contro la popolazione ucraina dalla forza di invasione russa, così come la distruzione indiscriminata delle infrastrutture ucraine; chiede la fine delle deportazioni forzate di civili ucraini e il rilascio e il ritorno di tutti gli ucraini detenuti, in particolare i minori;

3.  ribadisce la sua condanna dell'aggressione russa dell'Ucraina su vasta scala in quanto minaccia esistenziale per la sicurezza e la stabilità europee; sottolinea che il crimine di aggressione contro l'Ucraina costituisce una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite; sottolinea che la guerra di aggressione russa ha modificato radicalmente la situazione geopolitica in Europa e non solo, minacciando la sua architettura di sicurezza, e che in risposta a tale situazione sono necessarie decisioni politiche, di sicurezza e finanziarie audaci, coraggiose e globali da parte dell'UE; ritiene che un'Ucraina in grado di difendersi efficacemente sia parte integrante di un panorama europeo con una sicurezza stabile e prevedibile;

4.  ritiene che l'esito della guerra e la posizione assunta dalla comunità internazionale svolgeranno un ruolo cruciale nell'influenzare le azioni future di altri regimi autoritari, che seguono da vicino il corso della guerra e valutano quanto spazio vi sia per esercitare politiche estere aggressive, anche con mezzi militari;

5.  esprime profonda preoccupazione per l'apparente cambio di posizione degli Stati Uniti sulla guerra di aggressione della Russia, inclusi il fatto di aver incolpato apertamente l'Ucraina della guerra in corso, la sospensione degli aiuti militari statunitensi, nonché il tentativo di costringere l'Ucraina a fare concessioni territoriali e a rinunciare al suo legittimo diritto all'autodifesa; sottolinea che, alla luce di tale cambiamento, l'UE e i suoi Stati membri sono ora i principali alleati strategici dell'Ucraina e devono mantenere il loro ruolo di maggiore donatore dell'Ucraina nonché aumentare in modo significativo l'assistenza tanto necessaria da loro fornita al fine di sostenere il diritto dell'Ucraina all'autodifesa, e intervenire, per quanto possibile, per sostituire i fondi USAID sospesi, garantendo nel contempo aiuti a lungo termine per la ricostruzione e la ripresa;

6.  invita nuovamente gli Stati membri ad aumentare e accelerare considerevolmente il loro sostegno militare, in particolare la fornitura di armi e munizioni, nonché l'addestramento, in risposta alle esigenze pressanti (tra cui sistemi d'arma a lungo raggio, sistemi di difesa aerea, sistemi di artiglieria, sistemi di guerra elettronica, capacità antidroni e attrezzature ingegneristiche); incita gli Stati membri e le loro industrie della difesa a investire nell'industria della difesa ucraina e a collaborare con essa, al fine di massimizzare appieno il potenziale delle sue capacità produttive e produrre attrezzature critiche nel più efficiente dei modi, seguendo l'esempio danese e olandese; ribadisce la sua posizione secondo cui tutti gli Stati membri dell'UE e gli alleati della NATO dovrebbero impegnarsi collettivamente e individualmente a fornire sostegno militare all'Ucraina con almeno lo 0,25 % del loro PIL annuo; invita l'UE e gli Stati membri a utilizzare la loro infrastruttura di immagini satellitari per l'Ucraina; ricorda che il sostegno militare all'Ucraina deve essere sufficiente a porre fine alla guerra di aggressione della Russia e a consentire all'Ucraina di liberare tutto il suo popolo, ripristinare il pieno controllo sull'intero territorio entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale e scoraggiare qualsiasi ulteriore aggressione da parte della Russia; osserva, in tale contesto, che diversi Stati membri dell'UE non sono allineati e li esorta ad aumentare il loro sostegno all'Ucraina in linea con le loro costituzioni;

7.  ribadisce il suo impegno a sostenere l'ambizione dell'Ucraina a una pace giusta e duratura e a favore della formula di pace e del piano per la vittoria presentati dal presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy; ritiene che si tratti di un piano completo per ripristinare l'integrità territoriale dell'Ucraina e che comprenda gli elementi costitutivi di una pace globale, giusta e duratura in Ucraina, basata sui principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, che richiede il completo ripristino dell'integrità territoriale dell'Ucraina, l'attribuzione di responsabilità per i crimini di guerra e il crimine di aggressione, il pagamento di risarcimenti da parte della Russia per gli ingenti danni causati in Ucraina, il fatto che i responsabili siano chiamati a rispondere pienamente delle loro azioni e l'esclusione di qualsiasi futura aggressione da parte della Russia; esorta l'UE e i suoi Stati membri a collaborare con partner che condividono gli stessi principi per garantire che i negoziati di pace si svolgano nel rispetto dei suddetti principi;

8.  sottolinea che qualsiasi negoziato di pace autentico deve essere condotto in buona fede e deve coinvolgere l'Ucraina; ricorda che qualsiasi accordo che escluda l'Ucraina o ne comprometta le legittime aspirazioni, come il diritto di scegliere le proprie disposizioni in materia di sicurezza, o che sia privo di credibili garanzie di sicurezza per l'Ucraina che contribuiscano alla deterrenza di una futura aggressione russa, non sarà né giusto né praticabile;

9.  insiste che l'UE debba contribuire all'istituzione di solide garanzie di sicurezza a favore dell'Ucraina, al fine di scoraggiare ulteriori aggressioni russe; sottolinea che l'Ucraina deve essere dotata dei mezzi per resistere a ulteriori attacchi russi ed evitare che avvengano, nonché per respingere accordi affrettati che ne indeboliscono la sicurezza a medio e lungo termine e rischiano di esporre l'Ucraina e altri paesi europei a una nuova aggressione russa; sottolinea che l'economia di guerra russa non è sostenibile e che l'accoppiamento di una pressione economica orchestrata con un sostegno militare accelerato all'Ucraina consentirebbe alle forze ucraine di migliorare le loro posizioni, danneggiando nel contempo l'economia russa, così da garantire all'Ucraina una posizione negoziale più forte quando accetterà di avviare colloqui di pace;

10.  deplora fermamente qualsiasi tentativo di ricattare la leadership ucraina per convincerla ad arrendersi all'aggressore russo al solo scopo di poter proclamare un cosiddetto accordo di pace; ritiene che gli attuali tentativi dell'amministrazione statunitense di negoziare un cessate il fuoco e un accordo di pace con la Russia escludendo l'Ucraina e gli altri Stati europei, in base ai quali questi ultimi sono messi di fronte al risultato senza una loro significativa partecipazione, siano controproducenti e pericolosi, in quanto finiscono con l'incoraggiare lo Stato belligerante, dimostrando così che una politica aggressiva non è punita ma ricompensata; conclude che, tenendo conto dei trascorsi della Russia in materia di violazione di precedenti accordi e dei principi fondamentali del diritto internazionale, tale pace può essere raggiunta solo attraverso la forza, comprese efficaci garanzie di sicurezza;

11.  sottolinea che il sostegno finanziario fornito all'Ucraina dall'UE e dai suoi Stati membri supera quello di qualsiasi altro paese, a testimonianza dell'impegno senza precedenti dell'Unione nei confronti dell'Ucraina e, di conseguenza, della sicurezza dell'Europa; sottolinea che il ruolo dell'UE in qualsiasi negoziato che incida sulla sicurezza dell'Europa deve essere commisurato al suo peso politico ed economico; ribadisce che non possono esservi negoziati che interessano la sicurezza europea senza il coinvolgimento dell'Unione europea; accoglie con favore gli sforzi del presidente francese Macron e del primo ministro del Regno Unito Starmer per ospitare vertici europei straordinari a Parigi e Londra; accoglie con favore l'avvio di una "coalizione dei volenterosi" per consentire l'applicazione a guida europea di un eventuale accordo di pace;

12.  esprime sgomento per quanto riguarda la politica dell'amministrazione statunitense di rappacificarsi con la Russia e di prendere di mira i propri alleati; mette in guardia sul fatto che tale politica mina la fiducia dei tradizionali alleati statunitensi in tutto il mondo e può avere conseguenze devastanti per il legame transatlantico nonché per la pace e la stabilità in Europa e nel resto del mondo;

13.  invita l'UE e i suoi Stati membri a considerare i recenti sviluppi nelle relazioni USA-Ucraina come ultimo campanello d'allarme affinché intervengano in qualità di principale partner dell'Ucraina e si adoperino attivamente per mantenere il più ampio sostegno internazionale possibile a favore dell'Ucraina, anche attraverso la creazione di una "coalizione dei volenterosi e capaci" assieme a partner che condividono gli stessi principi a livello globale, al fine di sostenere l'Ucraina e aumentare le pressioni sulla Russia;

14.  accoglie con favore la dichiarazione congiunta dell’Ucraina e degli Stati Uniti a seguito del loro incontro dell’11 marzo 2025 nel Regno dell’Arabia Saudita, compresa la ripresa dell’assistenza militare e della condivisione di intelligence da parte degli Stati Uniti, nonché la proposta relativa a un accordo di cessate il fuoco di 30 giorni; ricorda che il cessate il fuoco può essere uno strumento efficace per la sospensione delle ostilità solo se l’aggressore vi aderisce pienamente; si attende pertanto che la Russia lo accetti e lo rispetti, cessando tutti gli attacchi contro l’Ucraina, le sue postazioni militari, la sua popolazione civile, le sue infrastrutture e il suo territorio;

15.  esprime preoccupazione per le crescenti tensioni nel Mar Baltico con azioni di guerra ibrida contro le infrastrutture critiche e ritiene fondamentale una più stretta cooperazione tra gli Stati nordici, gli Stati baltici, la Polonia e la Germania;

16.  accoglie con favore le conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 6 marzo 2025 e il relativo sostegno a un rapido rafforzamento della difesa europea attraverso il piano "ReArm Europe" come pure il ribadito sostegno all'Ucraina secondo l'approccio di conseguire "la pace attraverso la forza", sottolineando in particolare che la sicurezza dell'Ucraina e quella dell'Europa, quella transatlantica e quella del mondo sono interconnesse;

17.  ribadisce che gli attacchi deliberati della Russia contro la popolazione civile ucraina, la distruzione di infrastrutture civili, il ricorso alla violenza sessuale e allo stupro come arma di guerra, la deportazione di migliaia di cittadini ucraini nel territorio della Federazione russa, il trasferimento e l'adozione forzati di minori ucraini e altre gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario costituiscono crimini di guerra di cui tutti gli autori devono rispondere;

18.  sottolinea che tutti i responsabili dei crimini di guerra perpetrati in Ucraina devono essere chiamati a risponderne ed evidenzia che nessuna pace sarà sostenibile senza giustizia; ribadisce il suo invito alla Commissione, alla VP/AR e agli Stati membri a collaborare con l'Ucraina e la comunità internazionale per istituire un tribunale speciale incaricato di indagare e perseguire il crimine di aggressione commesso contro l'Ucraina dalla Russia e dai suoi alleati e sottolinea la necessità di includere nella giurisdizione di tale tribunale l'intera leadership della Russia e della Bielorussia responsabile dell'aggressione contro l'Ucraina; plaude alla creazione di un centro internazionale per il perseguimento del crimine di aggressione nei confronti dell'Ucraina, con sede all'Aia;

19.  esprime il suo pieno sostegno alle indagini in corso da parte del procuratore della Corte penale internazionale sulla situazione in Ucraina con riferimento a presunti crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio; accoglie con favore la ratifica dello statuto di Roma della Corte penale internazionale da parte dell'Ucraina, che ha consentito a quest'ultima di diventare uno Stato parte dello statuto dal gennaio 2025; esprime, in tale contesto, la sua massima preoccupazione per le sanzioni statunitensi nei confronti della Corte penale internazionale, dei suoi procuratori e giudici e del suo personale, che costituiscono un grave attacco al sistema giudiziario internazionale; invita la Commissione ad attivare con urgenza il regolamento di blocco e gli Stati membri a intensificare con urgenza i loro sforzi diplomatici al fine di proteggere e salvaguardare la Corte penale internazionale quale fondamento indispensabile del sistema giudiziario internazionale;

20.  apprezza la decisione del Consiglio europeo di avviare i negoziati di adesione con l'Ucraina una volta soddisfatte le raccomandazioni della Commissione; ribadisce che il futuro dell'Ucraina è nell'UE; plaude ai progressi compiuti nelle riforme connesse all'adesione nonostante le condizioni di guerra; chiede l'accelerazione dei negoziati di adesione, riconoscendo che l'integrazione dell'Ucraina nell'UE rappresenta una priorità strategica; sottolinea l'importanza di proseguire l'assistenza finanziaria dell'UE, legata a riforme concrete, quale strumento fondamentale per sostenere e accelerare la trasformazione dell'Ucraina in linea con le norme europee; sottolinea che i criteri di Copenaghen e le riforme necessarie, in particolare per quanto riguarda lo Stato di diritto, la democrazia, le libertà fondamentali e i diritti umani, sono essenziali per il processo di adesione basato sul merito; ritiene che l'adesione dell'Ucraina all'UE rappresenti un investimento geostrategico in un'Europa unita e forte ed equivalga a una dimostrazione di leadership, determinazione e lungimiranza;

21.  ricorda l'impegno della NATO ad ammettere l'Ucraina nell'Alleanza; rileva, a tale proposito, la coerente politica di apertura della NATO, secondo cui la NATO rimane aperta a tutte le democrazie europee che condividono i valori dell'Alleanza, e in base alla quale le decisioni in materia di adesione devono essere prese unicamente dagli alleati della NATO, senza che terzi abbiano voce in capitolo in tale processo;

22.  invita le autorità ucraine a rafforzare l'unità politica interna in Ucraina, a sostenere il pluralismo parlamentare e a impegnarsi in una cooperazione costruttiva con i partiti politici della Verkhovna Rada; invita gli attori politici ucraini a continuare a rafforzare l'unità politica e il pluralismo parlamentare e a impegnarsi in una cooperazione costruttiva all'interno della Verkhovna Rada; chiede che siano tenuti in debita considerazione i poteri e i diritti degli organi autonomi locali; chiede che il pluralismo dei media sia garantito in linea con i principi e i valori democratici che gli ucraini difendono in modo così risoluto e coraggioso; suggerisce, alla luce del processo di adesione all'UE, di porre fine a tutte le restrizioni ai viaggi all'estero dei membri della Verkhovna Rada dell'Ucraina;

23.  elogia le organizzazioni della società civile ucraine, europee e internazionali per il sostegno fornito alle famiglie di minori ucraini rapiti, dei prigionieri di guerra e dei civili detenuti illegalmente; invita l'UE, i suoi Stati membri e la comunità internazionale a sostenere i loro sforzi e a intensificare le pressioni sulla Russia affinché restituisca tutti gli ucraini rapiti e detenuti;

24.  richiama l'attenzione sulla stima contenuta nell'ultima valutazione rapida dei danni e delle esigenze, secondo cui nel prossimo decennio occorreranno almeno 506 miliardi di EUR per la ripresa e la ricostruzione dell'Ucraina; accoglie con favore lo strumento dell'UE per l'Ucraina, che dispone di un bilancio di quasi 50 miliardi di EUR, e il meccanismo di cooperazione per i prestiti all'Ucraina dell'UE, che, in collaborazione con il G7, offre all'Ucraina prestiti fino a 45 miliardi di EUR; esorta tuttavia l'UE a preparare la ricostruzione dell'Ucraina dedicando e garantendo nuove risorse; invita l'UE, gli Stati membri e i partner che condividono gli stessi principi a fornire un'assistenza politica, economica, tecnica e umanitaria globale e coordinata per sostenere la ricostruzione e la ripresa postbelliche sostenibili e inclusive dell'Ucraina; ribadisce l'impegno dell'UE a favore di un supporto finanziario ed economico sostenibile e a lungo termine all'Ucraina, comprendente assistenza macrofinanziaria, sostegno alla ricostruzione e alla ripresa economica e sociale nonché misure volte a garantire la resilienza dell'economia e delle infrastrutture critiche ucraine; ribadisce la sua ferma convinzione secondo cui la Russia deve pagare per gli ingenti danni causati in Ucraina e chiede pertanto la confisca dei beni statali russi congelati nell'ambito delle sanzioni dell'UE allo scopo di sostenere la difesa e la ricostruzione dell'Ucraina;

25.  invita il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri ad aumentare l'efficacia e l'impatto delle sanzioni nei confronti della Russia al fine di compromettere definitivamente la capacità della Russia di continuare a intraprendere la sua brutale guerra di aggressione contro l'Ucraina e a minacciare la sicurezza di altri paesi europei; chiede un divieto o dazi mirati sulle importazioni russe nell'UE al fine di bloccare completamente il flusso di cereali, potassa e fertilizzanti, nonché di materie prime, tra cui acciaio, uranio, titanio, nichel, legno e prodotti in legno, e tutti i tipi di petrolio e gas; invita il Consiglio a mantenere, ripetere ove possibile ed estendere la sua politica di sanzioni nei confronti della Russia e di tutti gli Stati che la favoriscono, come la Bielorussia, l'Iran e la Corea del Nord, e a sanzionare le entità cinesi che forniscono beni a duplice uso e prodotti militari, monitorando, rivedendo e rafforzando nel contempo l'efficacia e l'impatto di tale politica; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la rapida attuazione e la rigorosa applicazione di tutti i pacchetti di sanzioni e a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri; chiede alla Commissione una valutazione d'impatto sull'efficacia delle sanzioni nell'ostacolare lo sforzo bellico russo e sull'efficacia delle misure volte a evitare l'elusione delle sanzioni; invita il Consiglio ad affrontare sistematicamente la questione dell'elusione delle sanzioni da parte di società stabilite nell'UE, di terzi e di paesi terzi e ad adottare e attuare rigorosamente misure restrittive nei confronti di tutte le entità che agevolano l'elusione delle sanzioni e forniscono al complesso militare russo tecnologie e attrezzature militari e a duplice uso;

26.  chiede ulteriori sanzioni nei confronti di settori che rivestono particolare importanza per l'economia russa, in particolare i settori bancario, metallurgico, nucleare, chimico e agricolo e materie prime quali alluminio, acciaio, uranio, titanio e nichel, nonché misure antielusione nei confronti di tutti i paesi e di tutte le entità che forniscono alla Russia beni e tecnologie militari e a duplice uso; chiede ulteriori azioni contro la "flotta ombra" russa alla luce dell'elusione delle sanzioni, del sabotaggio di infrastrutture critiche e dei rischi ambientali; invita la Commissione ad avviare un dialogo congiunto con gli Stati di bandiera e gli Stati di approdo al di fuori dell'UE e ad adottare misure nei confronti dei proprietari, degli operatori e degli operatori assicurativi nei paesi terzi che agevolano la flotta ombra russa; esorta gli Stati membri a coordinare ulteriormente la cooperazione operativa tra le agenzie di guardia costiera al fine di aumentare la capacità complessiva di sorveglianza marittima; sottolinea che la Russia sta aumentando la sua dipendenza dai concimi derivati dal gas, che rappresentano una fonte crescente di reddito, compromettendo nel contempo le economie dell'UE e minacciando la sicurezza alimentare; si attende che l'UE mantenga le sanzioni nei confronti della Russia per tutto il tempo necessario a garantire una pace giusta e duratura e fino all'avvenuta assunzione di responsabilità;

27.  chiede che il prossimo pacchetto di sanzioni dell'UE interessi tutte le navi cisterna conosciute della flotta ombra e i loro proprietari, e che introduca nel contempo sanzioni nei confronti delle petroliere che violano la convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi e imponga la rigorosa attuazione da parte di tutti gli Stati membri delle misure che vietano alle navi, indipendentemente dalla bandiera, di navigare nelle acque europee o verso il porto di qualunque Stato membro dell'UE se non hanno osservato le norme internazionali in materia di trasbordi da nave a nave in mare o hanno tenuto spento illegalmente il loro sistema di identificazione automatica; esorta la Commissione e gli Stati membri a vietare i trasbordi da nave a nave di petrolio russo nelle acque dell'UE;

28.  invita la Commissione e gli Stati membri a mettere a punto sanzioni più ampie nei confronti del legname russo e bielorusso, anche vietando in modo specifico l'importazione o l'acquisto di prodotti di legno lavorati in paesi terzi che contengono legno, in particolare legno compensato di betulla, originario della Russia o della Bielorussia, al fine di sostenere l'applicazione delle attuali sanzioni;

29.  condanna fermamente il governo ungherese per aver minacciato di bloccare il rinnovo del quadro di sanzioni dell'UE e di limitare un'adeguata risposta dell'UE commisurata alla gravità della situazione; invita gli Stati membri a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per evitare ulteriori blocchi da parte del governo ungherese;

30.  chiede ulteriori restrizioni all'ingresso nell'UE dei cittadini russi e bielorussi, in particolare mediante controlli di sicurezza più rigorosi, compresa la presentazione di documenti di servizio militare durante la procedura di domanda del visto Schengen, ferma restando la necessità di rilasciare visti umanitari;

31.  condanna con vigore l'esecuzione di prigionieri di guerra ucraini da parte delle forze russe; invita l'UE, i suoi Stati membri e i partner internazionali ad aumentare le pressioni sulla Russia affinché rispetti i suoi obblighi internazionali, in particolare la Convenzione di Ginevra, e consenta alle organizzazioni internazionali l'accesso ai prigionieri;

32.  condanna l'impatto devastante della guerra russa sui bambini; chiede un maggiore sostegno dell'UE all'istruzione, all'assistenza sanitaria, ai servizi di salute mentale e alla protezione dei minori, compresi il recupero dai traumi e ambienti di apprendimento sicuri; esorta l'UE e l'Ucraina a dare priorità alle esigenze dei bambini negli sforzi di aiuto e ricostruzione, nella bonifica delle mine terrestri e nell'integrazione del benessere dei minori nel processo di adesione all'UE;

33.  ribadisce la propria preoccupazione per la situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, controllata illegalmente dalla Russia; sostiene gli sforzi volti a mantenere una presenza continua dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia; ribadisce la sua profonda preoccupazione per il più ampio impatto ambientale a lungo termine causato dalla guerra;

34.  invita l'UE e i suoi Stati membri a rafforzare la comunicazione strategica dell'UE, in particolare a chiarire pubblicamente il ruolo preponderante del sostegno dell'UE all'Ucraina, specie alla luce delle affermazioni che mirano a sminuirne il contributo, con l'obiettivo di contrastare le minacce ibride e le attività della zona grigia, nonché di prevenire le ingerenze russe nei processi politici, elettorali e in altri processi democratici in Ucraina e in Europa; sollecita una comunicazione proattiva sui vantaggi dell'allargamento dell'UE per migliorare la comprensione del pubblico e il suo sostegno all'adesione dell'Ucraina, sia all'interno di quest'ultima che negli Stati membri; sottolinea che l'integrazione dell'Ucraina nell'UE rappresenta un'opportunità per lo sviluppo sia delle regioni confinanti che degli Stati membri; chiede fermamente all'UE e agli Stati membri di combattere la disinformazione russa sulla guerra, rafforzando l'alfabetizzazione digitale, promuovendo narrazioni basate sui fatti e chiamando le piattaforme dei social media a rispondere della diffusione di contenuti dannosi applicando rigorosamente il regolamento sui servizi digitali(3);

35.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Presidente, al governo e alla Verkhovna Rada dell'Ucraina e al Segretario generale delle Nazioni Unite.

(1) GU L 161 del 29.5.2014, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2014/295/oj.
(2) GU L, 2024/792, 29.2.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/792/oj.
(3) Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (regolamento sui servizi digitali) (GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj).


Libro bianco sul futuro della difesa europea
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Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2025 sul libro bianco sul futuro della difesa europea (2025/2565(RSP))
P10_TA(2025)0034RC-B10-0146/2025

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 136, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che, nell'ultimo decennio, importanti cambiamenti geopolitici, amplificati dal ritorno di una guerra su vasta scala nel nostro vicinato, hanno minacciato la sicurezza dell'Unione, dei suoi Stati membri, dei paesi candidati e dei rispettivi cittadini; che l'UE è attualmente sotto attacco, con incidenti ibridi all'interno dei suoi confini, una guerra su vasta scala nel suo vicinato e un riallineamento delle potenze globali, tutti fattori che pongono rischi concreti per la sicurezza dell'UE e dei suoi cittadini e richiedono un'azione immediata, ambiziosa e risoluta; che la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina ha rappresentato un momento spartiacque nella storia europea; che la guerra di aggressione di Putin contro l'Ucraina è ampiamente riconosciuta come un attacco all'assetto di pace europeo istituito dopo la seconda guerra mondiale e all'assetto mondiale nel suo complesso;

B.  considerando che l'assetto mondiale si sta frammentando ed è sempre più caratterizzato da instabilità complesse e radicate;

C.  considerando che non può esistere sicurezza europea senza sicurezza nel suo immediato vicinato, a partire dalla capacità dell'Ucraina di resistere alla guerra di aggressione della Russia;

D.  considerando che le recenti dichiarazioni di membri dell'amministrazione statunitense, a cui si uniscono le forti pressioni esercitate sull'Ucraina dalla leadership statunitense, riflettono un cambiamento nella politica estera statunitense, come dimostrato dalla proposta dell'amministrazione Trump di normalizzare i legami con la Russia, e che appare sempre più chiaro che l'Europa ha bisogno di rafforzare la propria sicurezza e la propria difesa per poter aiutare l'Ucraina a difendersi;

E.  considerando che l'espansione più rapida e di più ampia portata delle capacità della Russia sta avvenendo in prossimità dei confini con l'Occidente, mentre l'UE tarda a potenziare le proprie capacità di difesa;

F.  considerando che la Cina, spinta dall'ambizione di diventare una superpotenza globale, sta erodendo l'ordine internazionale basato su regole, perseguendo politiche estere sempre più assertive e ostili in ambito economico e di concorrenza ed esportando beni a duplice uso utilizzati dalla Russia sul campo di battaglia contro l'Ucraina, minacciando in tal modo gli interessi europei; che la Cina sta inoltre investendo somme ingenti nelle sue forze armate, sta sfruttando il suo potere economico per reprimere le critiche a livello mondiale e sta cercando di affermarsi come potenza dominante nella regione indo-pacifica; che la Cina, intensificando le sue azioni conflittuali, aggressive e intimidatorie contro alcuni dei suoi vicini, in particolare nello stretto di Taiwan e nel Mar cinese meridionale, rappresenta un rischio per la sicurezza regionale e globale come pure per gli interessi economici dell'UE;

G.  considerando che l'impatto delle guerre, del terrorismo, dell'instabilità, dell'insicurezza, della povertà e dei cambiamenti climatici nella regione del Sahel, nell'Africa nordorientale e in Libia pone seri rischi per la sicurezza dell'UE; che l'instabilità e l'insicurezza nel vicinato meridionale e nella regione del Sahel sono strettamente connesse alla gestione delle frontiere esterne dell'UE e continuano a rappresentare una sfida per tale gestione;

H.  considerando che la sicurezza europea è legata alla stabilità nel continente africano e che la crescente presenza di attori non europei è indice della mancanza di un impegno sufficiente nella regione in ambito diplomatico e di sicurezza per contrastare efficacemente queste sfide e proteggere gli interessi strategici dell'UE;

I.  considerando che, alla luce del peggioramento del contesto esterno e nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi anni per migliorare la preparazione dell'UE alle crisi attraverso l'adozione di una nuova legislazione, di nuovi meccanismi e di nuovi strumenti in vari settori d'intervento, l'UE e i suoi Stati membri rimangono vulnerabili di fronte a molteplici scenari di crisi;

J.  considerando che è urgente riformare e rafforzare ulteriormente la politica di difesa dell'UE alla luce della recente esperienza della guerra in Ucraina e dell'uso di nuove tecnologie belliche;

K.  considerando che gli Stati membri hanno politiche militari e di sicurezza diverse, fra cui anche politiche di neutralità, e che tali politiche dovrebbero essere rispettate;

L.  considerando che è nell'interesse dell'UE considerare l'Ucraina come parte integrante di un vero e proprio sistema di sicurezza europeo;

M.  considerando che il Mar Nero è passato dall'avere un ruolo secondario all'essere un teatro militare principale per l'UE e la NATO e che, insieme al Mar Baltico, è diventato una regione strategica cruciale per la sicurezza europea nel contrastare la minaccia russa;

N.  considerando che la regione artica sta diventando sempre più importante in termini di sviluppo economico e trasporti e nel contempo si trova ad affrontare sfide legate ai cambiamenti climatici e alla militarizzazione, nonché sfide derivanti dalla crescente concorrenza geopolitica e dalla migrazione;

O.  considerando che, a seguito degli investimenti in attrezzature militari e munizioni, numerose relazioni, in particolare l'analisi delle carenze di investimenti nel settore della difesa(1) del maggio 2022, hanno rilevato una preoccupante carenza di capacità nella difesa europea;

P.  considerando che la bussola strategica(2) è stata principalmente redatta e negoziata prima del 24 febbraio 2022; che la bussola strategica è una strategia molto ampia che fornisce pochi orientamenti riguardo all'urgente necessità di garantire la prontezza alla difesa e di fornire capacità di deterrenza e difesa per prepararsi alle evenienze militari più urgenti;

Q.  considerando che la relazione Draghi del 2024 sul futuro della competitività europea(3) ha posto l'accento sulla necessità di fondi pari a 500 miliardi di EUR da investire nella difesa europea per il prossimo decennio, ha messo in risalto una combinazione di debolezze strutturali che incidono sulla competitività della base industriale e tecnologica di difesa europea (EU's Defence Technological and Industrial Base – EDTIB) e ha individuato una realtà frammentata, investimenti pubblici per la difesa insufficienti e un accesso limitato ai finanziamenti quali ostacoli per una EDTIB all'altezza della situazione;

R.  considerando che la relazione Niinistö(4) pone l'accento sul fatto che l'UE e i suoi Stati membri non sono ancora del tutto preparati per gli scenari di crisi intersettoriali o multidimensionali più gravi;

S.  considerando che la costruzione di capacità di difesa e il loro adattamento alle esigenze militari richiedono una cultura strategica comune ma anche una percezione e una valutazione condivise della minaccia come pure l'elaborazione di soluzioni da tradurre in una dottrina e in concetti;

T.  considerando che la capacità dell'UE di agire con decisione in risposta alle minacce esterne è stata ripetutamente ostacolata dal requisito dell'unanimità, in quanto alcuni Stati membri e paesi candidati bloccano o ritardano gli aiuti militari critici all'Ucraina, compromettendo in tal modo la sicurezza europea;

U.  considerando che, alla luce delle suddette sfide e analisi, la presidente della Commissione europea ha incaricato il commissario per la Difesa e lo spazio e l'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza di presentare un libro bianco sul futuro della difesa europea entro i primi 100 giorni del loro mandato;

V.  considerando che il Parlamento e gli esperti chiedono da oltre un decennio un libro bianco sulla difesa;

Un momento storico per la difesa europea: "diventare un garante della sicurezza a pieno titolo"

1.  ritiene che l'UE debba agire con urgenza per garantire la propria sicurezza in modo autonomo, rafforzare i suoi partenariati con attori che condividono gli stessi principi e ridurre nettamente la sua dipendenza da paesi terzi; sottolinea pertanto che l'UE si trova ora a un momento di svolta nella sua storia e nella sua costruzione; insiste sul fatto che un approccio basato sul mantenimento dello status quo non è più un'opzione in quanto porterebbe alla fine di un'Europa sicura e protetta; è del parere che l'UE e i suoi Stati membri debbano scegliere se unire le forze e collaborare in modo coeso per superare le minacce e gli attacchi alla sicurezza dell'Unione oppure rimanere da soli, alla mercé di avversari aggressivi e partner imprevedibili;

2.  ricorda che l'UE è un progetto di pace e dovrebbe adoperarsi per la pace e la stabilità condannando nel contempo le aggressioni; sottolinea che, al fine di conseguire la pace e la stabilità, dobbiamo sostenere l'Ucraina e diventare noi stessi più resilienti;

3.  sottolinea che l'Europa continua a stare fermamente al fianco dell'Ucraina mentre combatte coraggiosamente per i nostri valori europei e ribadisce la sua convinzione circa il fatto che sui campi di battaglia ucraini sarà deciso il futuro dell'Europa; è fermamente convinto che l'Europa si trovi oggi ad affrontare la più profonda minaccia militare alla sua integrità territoriale dalla fine della guerra fredda;

4.  è fermamente convinto che il rafforzamento della sicurezza e della difesa dell'Europa richieda non solo un semplice aumento dell'ambizione e delle azioni, ma anche un cambiamento radicale del modo in cui agiamo e investiamo nella nostra sicurezza e difesa, per fare in modo che d'ora in poi pianifichiamo, innoviamo, sviluppiamo, acquistiamo, manteniamo e dispieghiamo le capacità insieme, in modo coordinato e integrato, sfruttando altresì pienamente le competenze complementari di tutti gli attori in Europa, compresa la NATO, per conseguire una difesa comune europea;

5.  ritiene che la Russia, sostenuta dai suoi alleati, tra cui la Bielorussia, la Cina, la Corea del Nord e l'Iran, rappresenti la minaccia diretta e indiretta più significativa per l'UE e la sua sicurezza, nonché per la sicurezza dei paesi candidati e dei partner dell'UE; ribadisce con la massima fermezza possibile la sua condanna della guerra di aggressione non provocata, illegale e ingiustificata della Russia contro l'Ucraina; osserva, tuttavia, che è necessario tenere pienamente conto dell'instabilità nel nostro vicinato meridionale, dell'aumento della potenza militare cinese e della crescente aggressività delle potenze intermedie, che sembrano pronte a mettere a repentaglio la cooperazione transatlantica in materia di sicurezza comune e a concludere un accordo con l'aggressore russo a scapito della sicurezza ucraina e di quella europea, che sono la stessa cosa; constata che le recenti azioni e dichiarazioni dell'amministrazione statunitense hanno ulteriormente accresciuto le preoccupazioni circa la futura posizione degli Stati Uniti nei confronti della Russia, della NATO e della sicurezza dell'Europa; deplora, a tale proposito, i voti del governo statunitense, allineati con quelli espressi dal governo russo, in seno all'Assemblea generale delle Nazioni Unite e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle risoluzioni relative al terzo anniversario della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina; condanna fermamente le minacce degli Stati Uniti nei confronti della Groenlandia;

6.  insiste sul fatto che l'Europa deve assumersi maggiori responsabilità in seno alla NATO, specie quando si tratta di garantire la sicurezza nel continente europeo;

7.  ritiene che la diplomazia debba rimanere una pietra angolare della politica estera dell'UE;

8.  ribadisce il suo invito alla Turchia, Stato membro della NATO e paese candidato all’adesione all’UE, a rispettare il diritto internazionale, a riconoscere la Repubblica di Cipro, nonché a porre immediatamente fine all’occupazione e a ritirare le sue truppe dall’isola;

9.  sottolinea che l'UE deve ora adottare un approccio olistico e orizzontale, che integri una dimensione di difesa e sicurezza nella maggior parte delle sue politiche, con il sostegno di strumenti normativi e finanziari adeguati e sulla base delle esigenze e delle lacune di capacità individuate;

10.  ritiene pertanto che sia giunto il momento di una rinnovata ambizione politica ad agire volta a trasformare l'UE in un garante della sicurezza a pieno titolo, aumentare la sua preparazione alla difesa e costruire un'autentica Unione europea della difesa; ricorda che l'adozione della bussola strategica è stata un buon punto di partenza, ma rileva che permane la necessità che venga attuata in modo tempestivo; accoglie con favore gli strumenti di difesa recentemente introdotti dall'UE e insiste sull'urgente necessità di incrementarli, dal momento che gli sforzi di difesa dell'UE non possono rimanere di dimensioni limitate, frammentati in termini di portata e lenti quanto ai risultati; chiede un salto di qualità e un nuovo approccio alla difesa, comprese decisioni forti, un piano d'azione e piani di investimento nel settore della difesa a breve e lungo termine; sottolinea che tali obiettivi richiedono visione, concretezza e impegni condivisi, sia in campo strettamente militare sia nei settori industriale, tecnologico e dell'intelligence;

11.  deplora la riluttanza del Consiglio e degli Stati membri dell'UE ad affrontare le profonde sfide strutturali del panorama industriale europeo della difesa e la mancanza di ambizione per quanto riguarda la cooperazione a livello dell'UE tra le forze armate degli Stati membri; invita gli Stati membri a unire le forze e a sostenere un avanzamento decisivo verso un quadro molto ambizioso e completo in materia di difesa;

12.  esorta l'UE ad adottare un quadro completo coerente e solido per rafforzare la propria sicurezza e quella dei suoi partner, a identificare meglio i potenziali punti di rottura futuri e prevenire ulteriori crisi e a coordinare insieme ai suoi Stati membri risposte congiunte simili a quelle utilizzate in tempo di guerra;

13.  ritiene che il libro bianco sul futuro della difesa europea dovrebbe presentare al Consiglio europeo misure e opzioni concrete affinché possano essere intrapresi sforzi realmente innovativi e necessari, distinguendo tra piani e obiettivi a breve e lungo termine, affrontando le questioni relative alle capacità, alla competitività industriale e alle esigenze di investimento del settore della difesa, e definendo l'approccio generale all'integrazione della difesa nell'UE; esorta il Consiglio e la Commissione a individuare priorità chiare e concrete a breve, medio e lungo termine, con un calendario di azioni corrispondente;

14.  ritiene che le missioni e le operazioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) debbano essere rivalutate e riviste in questa prospettiva; insiste sul fatto che la PSDC deve essere rafforzata e resa più agile, anche rendendola il principale strumento dell'UE per combattere in contesti di guerra ibrida, in modo che possa svolgere il suo ruolo di garante della sicurezza dell'Europa, apportando forza e protezione;

15.  si attende che il libro bianco sul futuro della difesa europea identifichi le minacce più pressanti, i rischi strutturali e i concorrenti e definisca la misura in cui l'UE può elaborare piani di contingenza per garantire il sostegno reciproco in caso di crisi di sicurezza su vasta scala e aiutare l'Europa ad anticipare, prepararsi e dissuadere potenziali aggressori, nonché a difendersi a breve e lungo termine, al fine di diventare una potenza credibile e un pilastro europeo in seno alla NATO; sottolinea che la protezione delle frontiere terrestri, aeree e marittime dell'UE contribuisce alla sicurezza dell'intera UE, in particolare della frontiera orientale dell'UE, e sottolinea pertanto che lo Scudo orientale e la Linea di difesa del Baltico dovrebbero essere i progetti faro dell'UE per promuovere la deterrenza e superare le potenziali minacce provenienti da Est;

16.  chiede misure immediate per rafforzare la sicurezza e la difesa del confine nord-orientale dell'UE con la Russia e la Bielorussia istituendo una linea di difesa globale e resiliente nei settori terrestre, aereo e marittimo per contrastare le minacce militari e ibride, compresi l'uso dell'energia come arma, il sabotaggio di infrastrutture e la strumentalizzazione della migrazione; pone l'accento sulla necessità di coordinare e integrare gli sforzi nazionali attraverso gli strumenti normativi e finanziari dell'UE per accelerare l'attuazione;

17.  sottolinea la necessità di rafforzare le capacità e le risorse, superando nel contempo la frammentazione del mercato della difesa; concorda pienamente con il parere della relazione Draghi secondo cui l'UE e i suoi Stati membri devono decidere con urgenza gli incentivi da destinare all'industria europea della difesa e trovare soluzioni creative per realizzare investimenti pubblici e privati su larga scala nel campo della sicurezza e della difesa;

Nel breve termine: difendere l'Ucraina da una minaccia esistenziale per la sicurezza dell'Europa

18.  esorta l'UE e i suoi Stati membri a stare fermamente dalla parte dell'Ucraina; ricorda la sua convinzione che è sui campi di battaglia ucraini che si deciderà il futuro dell'Europa e che la traiettoria della guerra della Russia contro l'Ucraina sarà modificata in modo decisivo; sottolinea che tale svolta dipende ora quasi interamente dagli europei; sollecita pertanto gli Stati membri a fornire più armi e munizioni all'Ucraina prima della fine dei negoziati; avverte che, se l'UE dovesse venir meno al suo sostegno e se l'Ucraina dovesse essere costretta ad arrendersi, la Russia si muoverebbe contro altri paesi, compresi eventualmente Stati membri dell'UE; invita gli Stati membri dell'UE, i partner internazionali e gli alleati della NATO a revocare tutte le restrizioni all'uso dei sistemi d'arma occidentali forniti all'Ucraina contro obiettivi militari nel territorio russo; invita l'UE e i suoi Stati membri ad adoperarsi attivamente per mantenere e conseguire il più ampio sostegno internazionale possibile all'Ucraina e per individuare una soluzione pacifica alla guerra, che deve basarsi sul pieno rispetto dell'indipendenza, della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina, sui principi del diritto internazionale, sulla responsabilità per i crimini di guerra e il crimine di aggressione e sul pagamento di indennizzi da parte della Russia per gli ingenti danni causati in Ucraina; esorta l'UE e i suoi Stati membri a partecipare all'istituzione di solide garanzie di sicurezza future per l'Ucraina;

19.  è fermamente convinto che l'Unione europea debba espandere e migliorare le sue operazioni di addestramento su misura per rispondere alle esigenze delle forze armate ucraine e, in contropartita, creare le condizioni affinché le forze armate europee possano a loro volta trarre insegnamento e apprendere pratiche strategiche dalla loro esperienza; invita gli Stati membri ad ampliare ulteriormente le operazioni di addestramento per le forze armate ucraine, anche nel territorio ucraino;

20.  sottolinea l'importanza di garantire una distribuzione dei finanziamenti per la difesa equilibrata dal punto di vista geografico nel prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP);

21.  esorta l'UE a sviluppare una "strategia per l'Ucraina", che definisca obiettivi chiari per sostenere le capacità di difesa dell'Ucraina e l'integrazione della base industriale e tecnologica di difesa ucraina nell'EDTIB, e a trovare le risorse necessarie per attuare tale strategia, sostenendo nel contempo le attività dell'industria europea della difesa in Ucraina; propone l'assegnazione di un bilancio specifico da più miliardi di euro allo strumento di sostegno all'Ucraina del programma per l'industria europea della difesa (European Defence Industry Programme – EDIP), riservato esattamente a tale scopo; sottolinea che tale strategia per l'Ucraina deve essere parte integrante di una strategia di "difesa europea";

22.  chiede un sostegno finanziario urgente per garantire la fornitura tempestiva di prodotti per la difesa attraverso appalti congiunti, il coordinamento industriale, la costituzione di scorte, l'accesso ai finanziamenti per i produttori e l'espansione e la modernizzazione delle capacità di produzione;

23.  elogia il "modello danese" per il sostegno all'Ucraina, che consiste nell'acquisizione di capacità di difesa prodotte direttamente in Ucraina; esorta l'UE e i suoi Stati membri a sostenere fermamente tale modello e a sfruttarne appieno le potenzialità, dal momento che vi è un sottoutilizzo della capacità industriale di difesa dell'Ucraina, stimata a circa il 50 %, e che comporta molti vantaggi per entrambe le parti, quali attrezzature più economiche, una logistica più rapida e più sicura nonché una maggiore facilità di addestramento e manutenzione;

24.  chiede un aumento significativo del finanziamento del sostegno militare all'Ucraina; chiede, a tale proposito, la rapida adozione del prossimo pacchetto di aiuti militari, che dovrebbe essere il più grande di sempre e rispecchiare il livello di ambizione che questo momento richiede; invita gli Stati membri dell'UE a destinare almeno lo 0,25 % del loro PIL agli aiuti militari per l'Ucraina; condanna il veto imposto da uno Stato membro al funzionamento dello strumento europeo per la pace; invita gli Stati membri dell'UE, insieme ai loro partner del G7, a confiscare immediatamente tutti i beni russi congelati perché fungano da base per una sovvenzione e un prestito sostanziali all'Ucraina, come modo legalmente solido e finanziariamente consistente per mantenere e aumentare il nostro sostegno alle esigenze militari dell'Ucraina;

25.  esorta il Consiglio e gli Stati membri a rivedere e rafforzare l'applicazione delle sanzioni esistenti e ad adottare e attuare rigorosamente misure restrittive nei confronti di tutte le entità e tutti i paesi terzi che facilitano l'elusione delle sanzioni fornendo al complesso militare russo tecnologie e attrezzature militari e a duplice uso; esorta gli Stati membri a prestare particolare attenzione alla flotta ombra russa e ai rischi che essa pone per la sicurezza e l'ambiente;

26.  insiste sull'importanza fondamentale della cooperazione con l'industria della difesa ucraina e della sua integrazione nella EDTIB, il che offre chiari vantaggi per entrambe le parti, e chiede che tale integrazione sia realizzata più rapidamente; sottolinea l'urgenza di finanziare adeguatamente lo strumento di sostegno all'Ucraina dell'EDIP, che attualmente non è iscritto in bilancio; propone inoltre di fornire un'assicurazione di guerra per i progetti critici EDTIB all'interno dell'Ucraina; propone di includere regolarmente funzionari del ministero della Difesa ucraino con lo status di osservatori alle riunioni delle pertinenti formazioni del Consiglio;

27.  esorta la Commissione e gli Stati membri a sfruttare appieno gli insegnamenti tratti dalle avanzate capacità belliche moderne dell'Ucraina, che comprendono droni e guerra elettronica;

28.  invita la Commissione a proporre un pacchetto dell'UE sui droni, incentrato su sistemi di droni e sistemi anti-droni, e sulle relative capacità ausiliarie, che preveda piani e fondi per favorire la ricerca e lo sviluppo, che dovrebbe trarre insegnamenti dall'esperienza ucraina ed essere aperto alla partecipazione delle imprese ucraine altamente innovative, così come un programma industriale dedicato allo sviluppo, alla produzione e all'acquisizione congiunti di sistemi di droni e sistemi anti-droni, insieme a un regolamento sull'uso dei droni in contesti civili e militari;

“Pronti per le evenienze militari più estreme" – Un nuovo approccio a lungo termine

Preparazione

29.  sottolinea che la preparazione agli attacchi ibridi e agli attacchi rientranti nella zona grigia deve diventare parte integrante della cultura strategica dell'UE e deve prevedere esercitazioni permanenti, valutazioni congiunte delle minacce e risposte coordinate e pianificate in anticipo tra gli Stati membri, in particolare nelle regioni confinanti con potenze ostili;

30.  invita l'UE a elaborare una valutazione globale dei rischi dell'UE che contribuisca a individuare le grandi minacce e i grandi pericoli transettoriali, come pure i rischi concreti cui è esposta l'UE nel suo complesso, basandosi sulle attuali procedure di valutazione del rischio specifiche per settore;

31.  insiste sull'importanza di utilizzare la futura strategia dell'Unione in materia di preparazione per instradare l'UE verso una preparazione completa;

32.  è favorevole a che il principio della "preparazione fin dalla progettazione" sia integrato in modo coerente e trasversale in tutte le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'UE; insiste sulla necessità di sviluppare un controllo obbligatorio della sicurezza e della preparazione per le future valutazioni d'impatto e di sviluppare prove di stress per la legislazione esistente; sottolinea la necessità di ridurre gli ostacoli presenti nell'attuale legislazione nazionale e dell'UE che compromettono l'efficienza della difesa e della sicurezza europee;

33.  sostiene, in particolare, le raccomandazioni della relazione Niinistö volte a conferire potere ai cittadini per far funzionare la resilienza della società, ispirandosi al concetto finlandese di difesa totale;

34.  invita la Commissione e gli Stati membri a valutare la fattibilità di una normativa dell'UE in materia di preparazione, che preveda norme comuni e orientamenti a lungo termine, per allineare gli sforzi dell'UE e quelli nazionali, ove possibile;

35.  invita l'UE e gli Stati membri a istituire e condurre regolarmente un esercizio di preparazione globale dell'UE per testare in modo orizzontale sia il processo decisionale ad alto livello che il coordinamento operativo, in modo da creare forti legami tra i vari attori e settori;

36.  invita l'UE e i suoi Stati membri a facilitare l'uso degli strumenti della PSDC in complementarità con gli strumenti di sicurezza interna nelle immediate vicinanze del territorio e delle acque territoriali dell'UE, e a rafforzare la cooperazione sui prodotti a duplice uso e la cooperazione civile-militare a livello dell'UE, sulla base di un approccio esteso all'intera amministrazione; ribadisce il suo invito a proteggere le infrastrutture sottomarine critiche attraverso l'istituzione di strategie di risposta rapida specifiche dell'UE per la protezione delle infrastrutture sottomarine, operando in linea con la NATO; incoraggia gli investimenti in sistemi avanzati di rilevamento e sorveglianza per il monitoraggio delle infrastrutture subacquee;

Prontezza: la bussola strategica e la strategia per l'industria europea della difesa – gli strumenti giusti

37.  invita l'UE ad adeguare urgentemente i suoi strumenti alle nuove realtà, progettando una capacità amministrativa che consenta di muoversi molto più rapidamente, avvalendosi delle procedure, di fronte a guerre o ad altre crisi su vasta scala, e ad adottare gli strumenti appropriati;

38.  reputa assolutamente necessario effettuare analisi periodiche delle minacce, come quella condotta per la prima volta nell'ambito della bussola strategica; raccomanda pertanto di aggiornare la bussola strategica dell'UE adattando di conseguenza le misure in essa indicate, in modo da rispecchiare l'entità delle minacce che caratterizzano il nostro contesto, e di effettuare valutazioni delle minacce più frequenti, in quanto costituiscono il presupposto per una pianificazione realistica ed efficace delle capacità e delle operazioni; è del parere che la bussola strategica, la PSDC, il libro bianco e la strategia per l'industria europea della difesa (European Defence Industrial Strategy – EDIS) debbano costituire la base di una visione globale di difesa europea;

39.  insiste sul fatto che la capacità di dispiegamento rapido dovrebbe raggiungere la piena capacità operativa nel 2025 e dovrebbe essere potenziata per poter affrontare le evenienze militari più estreme; ribadisce l'invito a rafforzare la capacità militare di pianificazione e condotta (Military Planning and Conduct Capability – MPCC) dell'UE, facendola diventare la struttura di comando e controllo d'elezione per le operazioni militari dell'UE e dotandola di locali e personale adeguati e di sistemi di comunicazione e informazione efficaci per tutte le missioni e le operazioni della PSDC, comprese quelle della capacità di dispiegamento rapido;

40.  ribadisce il suo invito alla Turchia, che è membro della NATO, a ritirare le sue truppe da Cipro, uno Stato membro dell'UE, e ad adoperarsi in modo costruttivo per trovare una soluzione praticabile e pacifica sulla base delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite;

41.  è fermamente convinto che sia della massima importanza, nell'attuale contesto geopolitico, rendere operativo l'articolo 42, paragrafo 7, del trattato sull'Unione europea (TUE) sull'assistenza reciproca, garantendo la solidarietà tra gli Stati membri, in particolare quelli direttamente esposti a minacce e sfide imminenti in ragione della loro posizione geografica, indipendentemente dal fatto che siano o meno membri della NATO;

42.  ribadisce l'importanza della cooperazione tra l'UE e la NATO, dal momento che la NATO rimane, per gli Stati che ne sono membri, un pilastro importante della difesa collettiva; sottolinea che la cooperazione tra l'UE e la NATO dovrebbe proseguire, in particolare in settori come lo scambio di informazioni, la pianificazione, la mobilità militare e la condivisione delle migliori pratiche, e per rafforzare la deterrenza, la difesa collettiva e l'interoperabilità; chiede, tuttavia, lo sviluppo di un pilastro europeo della NATO pienamente capace di agire in modo autonomo ogniqualvolta sia necessario; ribadisce l'invito a rafforzare la cooperazione con i fatti, e non solo a parole, per quanto riguarda la mobilità militare, lo scambio di informazioni, il coordinamento della pianificazione, il miglioramento della cooperazione nelle rispettive operazioni militari e una risposta rafforzata alla guerra ibrida volta a destabilizzare l'intero continente europeo;

43.  invita gli Stati membri a partecipare attivamente a un meccanismo di definizione delle priorità per la produzione nel settore della difesa, che contribuisca a mettere in ordine di priorità gli ordini, i contratti e l'assunzione di dipendenti in situazioni di emergenza; sottolinea che gli Stati membri dovrebbero andare oltre le attuali applicazioni di difesa per includere altre infrastrutture essenziali per lo sviluppo della resilienza, come quelle dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni;

44.  riconosce che il punto di partenza deve essere una valutazione realistica delle lacune e delle carenze critiche in termini di capacità di difesa, al fine di incrementare la produzione dell'industria della difesa; sottolinea la necessità di garantire la coerenza dei risultati tra il piano di sviluppo delle capacità (Capability Development Plan – CDP) e la revisione coordinata annuale sulla difesa (Coordinated Annual Review on Defence – CARD) dell'UE e gli obiettivi della NATO in materia di capacità, al fine di individuare e affrontare le lacune e le carenze critiche in termini di capacità di difesa nell'UE e concentrare gli sforzi sugli abilitanti strategici europei per fornire un autentico valore aggiunto dell'UE, per poter affrontare le evenienze militari più estreme; invita la Commissione a dare seguito alle raccomandazioni della relazione speciale n. 04/2025 della Corte dei conti europea sulla mobilità militare e ad attribuire una maggiore importanza alla valutazione militare durante il processo di selezione dei progetti a duplice uso;

45.  esorta l'UE e i suoi Stati membri, per quanto riguarda le forze armate, a passare dall'approccio basato sul flusso che ha prevalso in tempo di pace a un approccio basato sulle scorte, con scorte di attrezzature di difesa pronte nell'eventualità di un aumento sostenuto della domanda; prende atto, a tale proposito, dei vantaggi offerti da meccanismi come gli accordi preliminari di acquisto, la creazione di strutture sempre disponibili e la creazione di pool di prontezza alla difesa; ritiene che la Commissione debba adottare tutte le misure necessarie per incoraggiare gli Stati membri a intensificare gli scambi e ad alimentare la fiducia reciproca per quanto riguarda una pianificazione trasparente a lungo termine, misure più proattive per assicurarsi le materie prime e politiche intese a colmare le lacune nei processi produttivi e nel mercato del lavoro;

46.  chiede che l'UE adotti un approccio globale e coerente all'aiuto esterno in tutte le sue dimensioni, con un allineamento molto maggiore tra la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e gli obiettivi e strumenti della PSDC; ritiene che i contesti strategici in cui sono presenti molte missioni della PSDC dell'UE si stiano radicalmente deteriorando, il che dimostra la necessità che il libro bianco garantisca un approccio flessibile a 360 gradi alla sicurezza europea, che miri a creare una capacità di deterrenza credibile e forte per gli Stati membri e assicuri che il personale civile e militare degli Stati membri sia dotato di capacità di deterrenza e di reazione rapida in un contesto di crescenti minacce;

47.  ritiene che la PSDC debba partecipare risolutamente alla lotta alla guerra ibrida contro i paesi partner, in particolare i paesi candidati; è profondamente preoccupato per il forte aumento degli attacchi ibridi, tra cui sabotaggi, attacchi informatici, manipolazione delle informazioni e interferenze nelle elezioni, che mirano a indebolire l'UE e i paesi candidati; invita gli Stati membri dell'UE a prendere in considerazione forme adeguate di deterrenza e contromisure, compreso il ricorso all'articolo 42, paragrafo 7, TUE; invita inoltre gli Stati membri a mettere in comune le risorse e le competenze nel settore della cibersicurezza; sostiene con forza lo sviluppo di un approccio europeo unificato alle forze informatiche; insiste altresì sulla rapida creazione di capacità informatiche europee congiunte; ricorda le crescenti minacce della guerra informatica e sottolinea la necessità che l'UE istituisca un centro di coordinamento dell'UE in materia di ciberdifesa per monitorare, individuare e rispondere alle minacce informatiche in tempo reale;

48.  insiste sulla necessità di migliorare la capacità della PSDC di individuare, prevenire e contrastare la manipolazione delle informazioni volta a ostacolare l'azione esterna dell'UE; ribadisce l'invito a istituire un'efficace strategia di comunicazione strategica orizzontale adattata a tutti i canali dell'UE;

49.  chiede la creazione di una "flotta aerea dell'UE di risposta alle crisi", nell'ambito della PSDC, comprendente aerei da trasporto militare in dotazione a livello di UE e messi a disposizione degli Stati membri per gli interventi dell'UE, per il trasporto di equipaggiamenti o truppe (mobilità militare), o in caso di evacuazioni di emergenza, come dimostrato dalla carenza di capacità durante il ritiro dall'Afghanistan, nonché per le missioni di sicurezza civile, ispirata a un modello simile al comando europeo di trasporto aereo;

Coerenza e sovranità

Coerenza

50.  si aspetta che il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) effettui revisioni complete e rigorose delle missioni e delle operazioni della PSDC, considerando, in particolare, la fattibilità dei rispettivi mandati in relazione alle risorse stanziate, il metodo di reclutamento del personale delle missioni e delle operazioni, segnatamente per quanto riguarda il legame tra le competenze richieste e i diversi profili, come pure la razionalizzazione delle risorse e la gestione delle missioni e delle operazioni, la trasparenza delle gare d'appalto, le attività e i risultati ottenuti, gli insegnamenti tratti dalle migliori pratiche e le difficoltà incontrate; chiede al Consiglio, sulla base di tali revisioni, di adottare decisioni intese ad adattare o ad abbandonare le missioni inefficaci e a rafforzare quelle più utili; ritiene che la valutazione della governance e il controllo delle missioni e delle operazioni della PSDC debbano essere migliorati;

51.  ritiene che l'UE dovrebbe elaborare piani di emergenza per la cooperazione economica in caso di guerra con i partner più stretti, per garantire un sostegno reciproco in caso di crisi di sicurezza su vasta scala che li coinvolgano direttamente, e dovrebbe approfondire i dialoghi economici in tempo di guerra con i partner europei e globali, per fornire una segnalazione tempestiva delle minacce gravi, ibride e informatiche e di migliorare la pianificazione del sostegno reciproco, la protezione delle infrastrutture critiche e la sicurezza marittima;

52.  invita l'UE ad accelerare ulteriormente l'attuazione della mobilità militare; è del parere che l'UE debba passare dalla "mobilità" alla "logistica militare"; sottolinea la necessità di investimenti significativi nelle infrastrutture di mobilità militare per migliorare le capacità di trasporto aereo di merci e le capacità in quanto a campi, le infrastrutture per i combustibili mediante depositi, porti, piattaforme di trasporto aereo, marittimo e ferroviario, linee ferroviarie, vie navigabili, strade, ponti e poli logistici; sottolinea che ciò deve avvenire in collaborazione con la NATO mediante l'elaborazione di un piano strategico per lo sviluppo della mobilità; chiede la tempestiva attuazione dell'accordo tecnico siglato sotto l'egida dell'autorizzazione di movimenti transfrontalieri dell'Agenzia europea per la difesa, l'armonizzazione delle formalità doganali e la definizione di una revoca centralizzata e giustificata delle norme in materia di traffico stradale e ferroviario in caso di crisi;

53.  ritiene che, per creare un ecosistema favorevole all'industria europea della difesa, l'UE debba decidere in merito a una visione chiara e unitaria a lungo termine per l'industria europea della difesa, al fine di conferire visibilità all'industria e di garantire che le esigenze prioritarie siano affrontate;

54.  sottolinea che l'EDIP deve agevolare attivamente la partecipazione delle piccole e medie imprese (PMI) e dei nuovi operatori del mercato attraverso un accesso semplificato ai finanziamenti; sottolinea che l'EDIP dovrebbe essere concepito come un primo passo verso una maggiore sovranità europea nella produzione nel settore della difesa; suggerisce di accordare priorità ai progetti della cooperazione strutturata permanente (PESCO) e del Fondo europeo per la difesa (FED) di successo in funzione delle carenze di capacità note e di garantire finanziamenti sufficienti per i progetti che si sono dimostrati efficaci; ribadisce agli Stati membri l'invito a presentare al Parlamento una relazione sull'attuazione dei progetti PESCO almeno due volte l'anno; chiede uno sviluppo dell'EDTIB più equilibrato dal punto di vista geografico, che garantisca che le capacità critiche, quali la produzione di munizioni, i sistemi di difesa aerea e le tecnologie basate su droni, siano sviluppate anche negli Stati in prima linea, che hanno una comprensione diretta delle esigenze operative;

55.  è profondamente convinto che gli strumenti a livello dell'UE dovrebbero dare priorità e aumentare in modo massiccio il sostegno alle PMI e alle start-up nel settore dei prodotti a duplice uso e della difesa; sottolinea la necessità di sostenere le PMI e le start-up nell'immissione sul mercato dei prototipi collaudati con successo, anche intensificando la produzione; sottolinea la necessità di colmare l'attuale deficit di finanziamento per quanto riguarda questi importanti passi che rafforzerebbero l'EDTIB, anche in stretta cooperazione con la base industriale di tecnologia e di difesa ucraina;

56.  esorta l'UE ad aumentare la coerenza tra i suoi strumenti esistenti e futuri, in particolare tra la PESCO per quel che riguarda il consolidamento della domanda e il FED per quel che riguarda le tabelle di marcia programmatiche, tra lo strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (EDIRPA) per quel che riguarda gli appalti comuni e il regolamento sul sostegno alla produzione di munizioni (ASAP) per quel che riguarda il potenziamento industriale, tra l'EDIP per quel che riguarda l'individuazione delle dipendenze e il FED per quel che riguarda la risoluzione delle dipendenze individuate, o all'interno dell'EDIP stesso per quel che riguarda la coerenza con lo strumento dell'attuazione delle azioni relative al consolidamento della domanda e dell'offerta;

57.  chiede un aumento significativo degli appalti comuni da parte degli Stati membri per le attrezzature e le capacità di difesa europee necessarie; invita gli Stati membri ad aggregare la domanda acquistando congiuntamente attrezzature per la difesa, con la possibilità di conferire alla Commissione un mandato per l'acquisizione per loro conto, garantendo idealmente un orizzonte di pianificazione a lungo termine per l'EDTIB, migliorando in tal modo le capacità di produzione dell'EDTIB e l'interoperabilità delle forze armate europee e utilizzando in modo efficiente il denaro dei contribuenti attraverso economie di scala;

58.  accoglie con favore la proposta di progetti europei di interesse comune nel settore della difesa per lo sviluppo di capacità comuni che vadano oltre i mezzi finanziari di un singolo Stato membro; è del parere che questi progetti dovrebbero essere utilizzati per sostenere le capacità industriali e tecnologiche alla base delle principali priorità comuni di vari Stati membri e in settori come quello della protezione delle frontiere esterne e della difesa, in particolare nel settore terrestre, come pure quello degli abilitanti strategici, in particolare in relazione allo spazio e alla difesa aerea europea, per intervenire per quanto riguarda l'intera gamma delle minacce, sulla mobilità militare, in particolare il trasporto aereo strategico e tattico, gli attacchi in profondità, le tecnologie relative ai droni e al contrasto dei droni, i missili, le munizioni e l'intelligenza artificiale, al fine di sviluppare infrastrutture sovrane e abilitanti critici; sottolinea che, in considerazione del gran numero di priorità e della necessità di mobilitare nuove risorse, il pragmatismo deve prevalere; ritiene, a tale proposito, che l'UE dovrebbe concentrarsi, ove possibile, su tecnologie europee rapidamente disponibili e collaudate che riducano gradualmente le nostre dipendenze e migliorino la nostra sicurezza; sottolinea la necessità di sostenere lo sviluppo di catene del valore paneuropee nella cooperazione dell'UE in materia di difesa integrando imprese in tutta l'Unione e di rafforzare la competitività del settore con vari mezzi, come le fusioni e i campioni; ritiene inoltre che, anziché concentrarsi su un rendimento equo, le nostre politiche di difesa dovrebbero incoraggiare la crescita dei centri di eccellenza dell'UE;

59.  invita a sviluppare ulteriormente una politica industriale di difesa dell'UE per migliorare gli strumenti esistenti e mettere a punto strumenti specifici per la difesa, ove necessario, nonché per ottimizzare l'uso degli strumenti non specifici per la difesa ai fini dell'EDTIB;

60.  rammenta la necessità di garantire la coerenza delle politiche pubbliche dell'UE, che non devono generare obblighi contrastanti con gli obiettivi di difesa generali, soprattutto durante una crisi di sicurezza in cui andrebbe introdotto il concetto di "eccezione strategica"; chiede la creazione di un vero contesto di difesa a favore della difesa che possa sostenere gli sforzi di potenziamento industriale facendo un uso migliore degli strumenti multisettoriali della Commissione, sottoponendo gli strumenti esistenti a controllo, riesame e, se necessario, revisione per garantire che non compromettano gli obiettivi della politica di difesa dell'UE;

61.  raccomanda l'istituzione di un regime di sicurezza dell'approvvigionamento, che comprenda scorte strategiche congiunte di materie prime e parti critiche, al fine di garantire la disponibilità delle materie prime e dei componenti necessari per la produzione di prodotti per la difesa e consentire di accelerare e abbreviare i cicli di produzione; chiede che la Commissione e gli Stati membri siano incaricati congiuntamente della mappatura e del monitoraggio dell'EDTIB, con l'obiettivo di salvaguardare i suoi punti di forza, ridurre le sue vulnerabilità, evitare crisi e dotarla di una politica industriale efficace ed efficiente;

62.  propone di consentire l'accesso a InvestEU e ad altri fondi dell'UE alle pertinenti entità/attività legate alla difesa, sfruttando la difesa dell'UE come fonte di occupazione; insiste sull'importanza di privilegiare le entità/attività legate alla difesa, a seconda dei casi, con il sostegno del regolamento sui chip(5) e della normativa europea sulle materie prime critiche(6); ritiene che gli sforzi di semplificazione annunciati dalla Commissione debbano includere pienamente il settore della difesa; invita la Commissione a sfruttare appieno il potenziale a duplice uso delle tecnologie spaziali, considerando lo spazio sia come un nuovo settore operativo sia come un fattore essenziale per le operazioni multisettoriali; sottolinea che l'UE presenta attualmente un divario sostanziale in termini di capacità spaziali rispetto ai suoi principali concorrenti e che, al fine di colmare tale divario nell'ambito delle tecnologie spaziali, i progetti di punta già esistenti (ad esempio Copernicus e Galileo) dovrebbero essere potenziati per le applicazioni nel settore della difesa; suggerisce inoltre che l'UE dovrebbe perseguire con urgenza lo sviluppo della costellazione IRIS2 e sviluppare ulteriori progetti comuni dell'UE, ad esempio per la conoscenza del settore spaziale e le applicazioni spaziali per l'allarme rapido contro i missili;

63.  insiste sulla necessità di garantire la coerenza geografica facendo il punto sulla volontà dell'UE e del Regno Unito di creare garanzie di sicurezza per l'Ucraina e diventare partner più stretti in materia di sicurezza, e di siglare una dichiarazione congiunta che preveda impegni concreti e un dialogo strutturato, con condizioni di bilancio e normative ancora da negoziare, per rafforzare la cooperazione tra UE e Regno Unito per quel che riguarda l'intera gamma di sfide estere e di sicurezza a cui è esposto il continente, tenendo conto dell'importanza dell'autonomia decisionale dell'UE; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza di una più stretta cooperazione in materia di condivisione di informazioni e intelligence, mobilità militare, iniziative di sicurezza e difesa, gestione delle crisi, ciberdifesa, minacce ibride, manipolazione delle informazioni e ingerenze straniere nonché di gestione congiunta delle minacce condivise;

64.  chiede di migliorare la coerenza del sostegno alle imprese riducendo gli oneri amministrativi superflui e la burocrazia e garantendo, nel contempo, un accesso molto più agevole agli aiuti previsti per le società a piccola e media capitalizzazione; sottolinea la necessità di rivedere, semplificare e armonizzare l'attuale quadro per le licenze di esportazione e le licenze di trasferimento intra-UE, nonché per la certificazione incrociata delle attrezzature, come una delle priorità per promuovere una migliore cooperazione all'interno del mercato e tra gli Stati membri;

65.  esorta a istituire un sistema europeo comune di certificazione dei sistemi d'arma e ad andare oltre l'attuale sistema di certificazione nazionale al fine di accelerare l'introduzione di tali sistemi nelle forze armate degli Stati membri;

66.  chiede una governance più coerente, dal momento che la PSDC deve diventare lo strumento chiave di un'Europa potente; ritiene che, a tal fine, sia necessario creare un effettivo legame a livello di governance tra gli Stati membri, la vicepresidente della Commissione europea/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (AR/VP) e i commissari europei; esorta gli Stati membri a superare la complessità dei processi decisionali in materia di governance della difesa europea; invita a istituire un Consiglio dei ministri della difesa e a passare dal voto all'unanimità a quello a maggioranza qualificata per le decisioni prese in seno al Consiglio europeo, al Consiglio dei ministri e alle agenzie dell'UE come l'Agenzia europea per la difesa, a eccezione delle decisioni che riguardano le operazioni militari con mandato esecutivo; chiede che, nel frattempo, venga applicato l'articolo 44 TUE nell'ambito della creazione di una task force orizzontale per la difesa in seno alla Commissione; chiede più responsabilità democratica attraverso una maggiore supervisione da parte del Parlamento;

67.  propone di rafforzare il ruolo di supervisione e controllo del Parlamento in linea con l'ampliamento del ruolo dell'UE nel settore della difesa; chiede la nomina di un rappresentante del Parlamento in seno al nuovo consiglio per la prontezza industriale nel settore della difesa proposto nell'EDIP, in cui attualmente non è previsto alcun rappresentante;

Sovranità

68.  sottolinea che la creazione di un mercato unico europeo della difesa è una priorità, dal momento che finora la frammentazione e la mancanza di competitività dell'industria europea hanno limitato la capacità dell'UE di assumersi maggiori responsabilità in quanto garante della sicurezza; rammenta che il concetto di "mercato della difesa" implica il pieno riconoscimento della sua specificità e un'applicazione adeguata e coerente delle politiche pubbliche dell'UE; ricorda che la preferenza europea dovrebbe essere l'obiettivo di questo "mercato" unico collegando strettamente la territorialità e il valore aggiunto generato nel territorio;

69.  ritiene che la preferenza europea debba essere il principio guida e l'ambizione a lungo termine delle politiche dell'UE relative al mercato europeo della difesa, al fine di sviluppare e tutelare l'eccellenza tecnologica europea; sottolinea, tuttavia, che tale preferenza non deve essere perseguita a scapito della prontezza alla difesa dell'Unione, data la portata delle catene di approvvigionamento e del valore internazionali nel settore della difesa;

70.  respinge uno scenario in cui i fondi dell'UE contribuiscano a perpetuare o ad aggravare la dipendenza da attori non europei, sia per la produzione di capacità che per il loro dispiegamento;

71.  esorta gli Stati membri a non invocare più l'articolo 346 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea come strumento per evitare l'applicazione della direttiva 2009/81/CE sugli appalti(7), compromettendo in tal modo il mercato comune della difesa; invita la Commissione a rivedere la direttiva sul trasferimento di prodotti per la difesa(8) e la direttiva sugli appalti nel settore della difesa, nonché la direttiva 2009/43/CE sui trasferimenti intracomunitari, al fine di rafforzare il mercato comune della difesa e introdurre flessibilità in relazione alle situazioni di crisi come quella che ci troviamo ad affrontare;

72.  invita la Commissione a progettare un successore del Fondo europeo per la difesa più strategico, più efficiente e dotato di maggiori risorse, che sostenga la ricerca e l'innovazione comuni nel settore della difesa lungo tutta la catena di approvvigionamento, e a creare le condizioni per affrontare sfide tecnologiche, quali minacce avanzate persistenti, intelligenza artificiale e apprendimento automatico, calcolo quantistico, Internet delle cose nel contesto militare, sicurezza, attacchi alla catena di approvvigionamento, sfruttamento delle vulnerabilità zero-day e sicurezza dei cloud; chiede l'istituzione di un'agenzia dell'UE, ispirata all'Agenzia statunitense per i progetti di ricerca avanza nel settore della difesa, nell'ambito dell'Agenzia europea per la difesa, che dovrebbe essere l'unica responsabile del sostegno alla ricerca nel campo delle tecnologie emergenti e di rottura, dotata di una quantità adeguata di capitale di rischio;

Finanziamenti e investimenti

73.  esprime preoccupazione per il fatto che, senza un aumento sostanziale degli investimenti nel settore della difesa, gli obiettivi dell'UE in materia di sicurezza e difesa non saranno raggiunti né in termini di sostegno militare all'Ucraina né di miglioramento della nostra sicurezza comune; sottolinea che il costo della mancata preparazione alle evenienze militari più estreme sarebbe nettamente superiore al costo di una preparazione decisiva dell'UE; invita l'UE e i suoi Stati membri a definire e concordare modalità e mezzi concreti per giungere a un sostanziale aumento a breve, medio e lungo termine degli investimenti pubblici e privati nei settori della difesa e della sicurezza;

74.  ritiene che le linee di spesa per la difesa del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) dell'UE dovranno riflettere la nuova priorità, ossia essere pronti per le evenienze militari più estreme;

75.  insiste sul fatto che i bisogni più urgenti non possono attendere il prossimo QFP; ribadisce la necessità di esplorare senza indugio soluzioni innovative per reperire finanziamenti aggiuntivi, come investire nel settore della difesa, facilitare e accelerare la riassegnazione dei fondi tra diversi progetti e adattare i criteri di finanziamento dell'UE per dare nuovo rilievo ai criteri di sicurezza nell'assegnazione della spesa;

76.  accoglie con favore il piano "ReArm Europe" in cinque punti proposto il 4 marzo 2025 dalla presidente della Commissione;

77.  sostiene fermamente l'idea secondo cui gli Stati membri dell'UE devono aumentare i finanziamenti per la difesa e la sicurezza portandoli a un nuovo livello; osserva che alcuni Stati membri hanno già aumentato la spesa per la difesa al 5 % del PIL;

78.  accoglie con favore le proposte formulate nella recente relazione Niinistö per quanto riguarda il finanziamento della difesa europea; è favorevole all'istituzione di un meccanismo per la difesa dell'Europa e di un meccanismo per la sicurezza dell'Europa; accoglie con favore e sostiene altresì la proposta di istituire un programma di garanzia degli investimenti basato sul modello di InvestEU, con un'architettura aperta per stimolare gli investimenti del settore privato, e di istituire una "norma per le obbligazioni europee per la preparazione";

79.  reputa opportuno modificare i piani nazionali per la ripresa e la resilienza per lasciare spazio a nuovi finanziamenti per la difesa; chiede che gli investimenti in questione rispondano sia alle vulnerabilità della capacità militare che a quelle del tessuto sociale, consentendoci di combattere tutte le minacce ai nostri valori, al nostro modello sociale, alla nostra sicurezza e alla nostra difesa;

80.  esorta gli Stati membri a sostenere l'istituzione di una banca per la difesa, la sicurezza e la resilienza, che funga da istituto multilaterale di prestito concepito per fornire prestiti a un basso tasso di interesse e a lungo termine per sostenere le principali priorità in materia di sicurezza nazionale, quali il riarmo, la modernizzazione della difesa, gli sforzi di ricostruzione in Ucraina e il riacquisto di infrastrutture critiche attualmente di proprietà di paesi terzi ostili;

81.  chiede che sia esplorato un sistema di obbligazioni europee per la difesa per il finanziamento anticipato di investimenti militari su larga scala; chiede, analogamente, di valutare la possibilità di fare ricorso ai "coronabond" inutilizzati per gli strumenti di difesa, a integrazione del piano "ReArm Europe" della Commissione, vista l'urgente necessità dell'UE di rafforzare la sicurezza e la difesa per proteggere i propri cittadini, ripristinare la deterrenza e sostenere i suoi alleati, in primo luogo l'Ucraina;

82.  ribadisce, in linea con il piano "ReArm Europe" della Commissione, l'invito alla Banca europea per gli investimenti (BEI), e ad altre istituzioni finanziarie internazionali e banche private in Europa, a investire più attivamente nell'industria europea della difesa; chiede, in particolare, una revisione urgente della politica della BEI in materia di prestiti e un'immediata flessibilità che permetta di abolire le attuali restrizioni al finanziamento della difesa, nonché la possibilità di valutare l'emissione di debito a destinazione vincolata per finanziare progetti nel settore della sicurezza e della difesa;

83.  invita il presidente del Consiglio europeo António Costa a convocare immediatamente il Consiglio europeo, sulla base delle conclusioni del libro bianco, affinché i leader dell'UE possano concordare decisioni immediate e di ampia portata per attuare l'Unione europea della difesa conformemente all'articolo 42, paragrafo 2, TUE e approfondire le misure individuate nel libro bianco;

84.  accoglie con favore i risultati del Consiglio europeo straordinario del 6 marzo 2025 e chiede agli Stati membri di agire con decisione in occasione del prossimo Consiglio di marzo;

85.  sottolinea la necessità di rafforzare i nostri partenariati con i paesi che condividono gli stessi principi, in particolare quelli europei, come il Regno Unito e la Norvegia; chiede un ampio patto di sicurezza tra l'UE e il Regno Unito, che contempli anche temi chiave quali l'energia, la migrazione e i minerali critici; sottolinea il valore aggiunto della promozione delle nostre relazioni con partner globali quali gli Stati Uniti, il Giappone e l'Australia;

86.  chiede una cooperazione rafforzata con i paesi dei Balcani occidentali nel settore delle industrie della difesa; sottolinea che i paesi dei Balcani occidentali dispongono di competenze significative nelle industrie della difesa e che l'UE dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di acquistare attrezzature militari dai paesi dei Balcani occidentali; sottolinea che tale approccio contribuirebbe a rendere i paesi dei Balcani occidentali alleati più forti dell'UE;

87.  ritiene che occorra compiere ogni sforzo per mantenere e, se possibile, promuovere la cooperazione transatlantica in ogni ambito del settore militare e della difesa, ricordando al contempo la necessità di promuovere la difesa europea e di sviluppare una maggiore sovranità;

88.  osserva che quanto precede non pregiudica il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri;

o
o   o

89.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, alla vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Presidente della Commissione e ai commissari competenti, alle agenzie dell'UE per la sicurezza e la difesa nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) Comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 18 maggio 2022, sull'analisi delle carenze di investimenti nel settore della difesa e sulle prospettive di percorso (JOIN(2022)0024).
(2) Bussola strategica per la sicurezza e la difesa – Per un'Unione europea che protegge i suoi cittadini, i suoi valori e i suoi interessi e contribuisce alla pace e alla sicurezza internazionali, approvata dal Consiglio il 21 marzo 2022 e dal Consiglio europeo il 24 marzo 2022.
(3) Relazione di Mario Draghi, del 9 settembre 2024, sul futuro della competitività europea e in particolare il capitolo 4 sull'aumento della sicurezza e la riduzione delle dipendenze.
(4) Relazione di Sauli Niinistö, del 30 ottobre 2024, dal titolo "Safer Together: Strengthening Europe's Civilian and Military Preparedness and Readiness" (Più sicuri insieme: rafforzare la preparazione e la prontezza dell'Europa nel settore civile e militare).
(5) Regolamento (UE) 2023/1781 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2023, che istituisce un quadro di misure per rafforzare l'ecosistema europeo dei semiconduttori e che modifica il regolamento (UE) 2021/694 (regolamento sui chip), (GU L 229 del 18.9.2023, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/1781/oj).
(6) Regolamento (UE) 2024/1252 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche e che modifica i regolamenti (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1724 e (UE) 2019/1020 (GU L, 2024/1252, 3.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1252/oj).
(7) Direttiva 2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure per l'aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di forniture e di servizi nei settori della difesa e della sicurezza da parte delle amministrazioni aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori, e recante modifica delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE (GU L 216 del 20.8.2009, pag. 76, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2009/81/oj).
(8) Direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che semplifica le modalità e le condizioni dei trasferimenti all'interno della Comunità di prodotti per la difesa (GU L 146 del 10.6.2009, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2009/43/oj).


La necessità del sostegno dell'UE a favore di una transizione e una ricostruzione giuste in Siria
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Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2025 sulla necessità del sostegno dell'UE a favore di una transizione e una ricostruzione giuste in Siria (2025/2569(RSP))
P10_TA(2025)0035RC-B10-0157/2025

Il Parlamento europeo,

–  vista la risoluzione 2254 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 18 dicembre 2015,

–  vista la creazione dell'Istituzione indipendente delle Nazioni Unite per le persone scomparse nella Repubblica araba siriana, a norma della risoluzione 77/301 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 29 giugno 2023,

–  vista la sua raccomandazione del 28 febbraio 2024 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza in merito alla situazione in Siria(1),

–  vista la dichiarazione dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza in data 9 dicembre 2024,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 19 dicembre 2024,

–  visti le ordinanze del tribunale di Parigi in data 14 novembre 2023 e 21 gennaio 2025 con le quali sono stati emessi mandati d'arresto internazionali per Bashar al-Assad e i membri della sua famiglia, e i casi di giurisdizione universale presso i tribunali europei,

–  vista la dichiarazione comune rilasciata il 13 febbraio 2025 dai governi di Francia, Siria, Bahrein, Canada, Egitto, Germania, Grecia, Iraq, Italia, Giappone, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Spagna, Turchia, Emirati arabi uniti e Regno Unito, dall'Unione europea, dall'inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, dal Segretario generale della Lega degli Stati arabi e dal Segretario generale del Consiglio di cooperazione degli Stati arabi del Golfo,

–  vista la decisione (PESC) 2025/406 del Consiglio, del 24 febbraio 2025, che modifica la decisione 2013/255/PESC, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria(2),

–  vista la dichiarazione rilasciata dopo la Conferenza per il dialogo nazionale della Siria, tenutasi a Damasco il 25 febbraio 2025,

–  vista la dichiarazione resa l'8 marzo 2025 dal portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna sugli ultimi sviluppi in Siria,

–  visto l'articolo 136, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che nel dicembre 2024 la Siria ha assistito a un profondo cambiamento, dal momento che una coalizione di ribelli guidata dal gruppo armato Hay'at Tahrir al-Sham (HTS), dall'Esercito nazionale siriano (SNA), dalla Sala operativa meridionale (ex Fronte meridionale) e da diverse altre forze dell'opposizione ha rovesciato il regime omicida di Bashar al-Assad; che il crollo storico della dinastia Assad ha segnato la fine di mezzo secolo di sofferenze per il popolo siriano, caratterizzato da una tirannia e da disordini senza precedenti avvenuti dopo che Bashar al-Assad ha brutalmente represso la rivolta del 2011 e condotto il paese a una guerra civile, come anche l'inizio di un nuovo capitolo per il popolo siriano e per tutto il Medio Oriente;

B.  considerando che il regime decaduto di Assad si è impegnato in repressioni sistematiche, arresti di massa, torture, sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali e altre gravi violazioni dei diritti umani, ed è responsabile di crimini di guerra e crimini contro l'umanità documentati, tra cui attacchi deliberati contro i civili, una guerra di assedio che ha portato a una carestia di massa, l'uso di barili bomba e l'impiego di armi chimiche in violazione del diritto internazionale; che dal 2011 almeno mezzo milione di siriani ha perso la vita e 14 milioni sono stati costretti a fuggire dalle loro case, di cui circa 7 milioni sono sfollati all'interno del paese, a causa della feroce repressione e delle operazioni di ingegneria demografica perpetrate dal regime di Assad e dai suoi alleati, nonché per mano di gruppi terroristici; che il destino di decine di migliaia di persone così come il luogo in cui si trovano rimangono sconosciuti;

C.  considerando che la Russia e l'Iran, con il pretesto di alleanze strategiche, sono stati sia promotori che attori attivi nella guerra condotta dal sanguinario regime di Assad contro il suo stesso popolo e hanno utilizzato la Siria come campo di battaglia geopolitico per destabilizzare la regione, come polo per il traffico di armi e droga, nonché come terreno per testare capacità e tattiche militari, prendendo sistematicamente di mira le infrastrutture civili e i convogli di aiuti umanitari, in palese violazione del diritto internazionale; che il potere di Assad si è basato sul costante sostegno della Russia e dell'Iran e sul rifornimento di uomini e armi da parte loro e dei loro mandatari, tra cui il gruppo Wagner, l'Hezbollah libanese, le milizie irachene e i mercenari afghani; che la sua caduta improvvisa è una chiara sconfitta geostrategica per entrambi i paesi;

D.  considerando che, dopo aver assunto un ruolo guida nel rovesciamento del regime, l'ex leader dell'HTS Ahmed al-Sharaa è stato designato presidente provvisorio e ha avviato un processo di transizione politica che prevede piani per una nuova costituzione e lo svolgimento di elezioni tra quattro o cinque anni; che il presidente provvisorio è stato incaricato di formare un consiglio legislativo temporaneo, ha nominato un governo provvisorio e si è impegnato a istituire, entro l'inizio di marzo 2025, un nuovo governo non settario, globale, credibile e inclusivo che rifletta la diversità etnica e religiosa della Siria; che il 24 e il 25 febbraio 2025 il governo siriano provvisorio ha tenuto l'annunciata Conferenza per il dialogo nazionale; che la costituzione siriana del 2012 è stata annullata e l'Assemblea del popolo e il partito Baath sono stati sciolti; che anche molti gruppi armati hanno formalmente accettato di sciogliersi e di essere integrati nell'esercito siriano;

E.  considerando che l'UE ha giustamente rifiutato di normalizzare i suoi legami con il regime di Assad fino al suo crollo e ha svolto un ruolo significativo agendo da principale donatore umanitario per i civili siriani e accogliendo 1,3 milioni di rifugiati in fuga dal conflitto; che dal 2011 l'UE e i suoi Stati membri hanno mobilitato oltre 33,3 miliardi di EUR in assistenza umanitaria, allo sviluppo, economica e alla stabilizzazione concentrandosi sugli aiuti che permettono di salvare vite umane, sui programmi di resilienza e sull'attuazione politica della risoluzione 2254 (2015) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; che nel dicembre 2024 l'UE ha avviato un ponte aereo umanitario per consegnare assistenza sanitaria di emergenza e altre forniture essenziali; che all'indomani della caduta del regime di Assad, alcuni Stati membri hanno annunciato la sospensione delle domande di asilo pendenti presentate da cittadini siriani; che l'UE ha sospeso le sanzioni nei confronti di settori economici chiave per facilitare il dialogo con la Siria e la sua ricostruzione;

F.  considerando che le autorità del governo provvisorio controllano la maggior parte del territorio siriano ma non la sua interezza, e che la situazione generale della sicurezza in Siria rimane frammentata e instabile; che si osserva un aumento degli eventi violenti, tra cui gli omicidi per vendetta, le violenze settarie e le attività criminali, in particolare nelle zone costiere e rurali; che gruppi armati pro-Assad e presumibilmente altri hanno condotto, a partire dal 6 marzo 2025, attacchi coordinati nei governatorati di Latakia, Tartus e Homs, che hanno portato a scontri mortali con le forze di sicurezza siriane; che, in cambio, membri delle forze di sicurezza siriane e dell'SNA, combattenti stranieri e djihadisti avrebbero partecipato a rappresaglie ed esecuzioni ingiustificabili nei confronti di civili alawiti a motivo della loro appartenenza etno-religiosa; che, inoltre, si deplora l'uccisione confermata di almeno 10 cristiani; che, nonostante la dichiarazione resa dal presidente de facto al-Sharaa, i combattimenti sono durati diversi giorni e hanno finora causato oltre 1 000 vittime; che il presidente de facto al-Shaara ha annunciato la creazione di una "commissione d'informazione" e di una "commissione superiore";

G.  considerando che la Siria nordorientale è ancor oggi amministrata dall'autoproclamata Amministrazione autonoma del Nord e dell'Est della Siria e controllata militarmente dalle forze democratiche siriane (SDF) a guida curda; che il 10 marzo 2025 un accordo per la loro integrazione in tutte le istituzioni dello Stato siriano è stato firmato congiuntamente dal presidente de facto al-Sharaa e dal comandante in capo delle SDF Mazloum Abdi; che dal dicembre 2024 le milizie dell'SNA sostenute dalla Turchia, alcune delle quali non sono state incluse nel governo di transizione, e la stessa Turchia hanno intensificato attacchi e incursioni nel territorio della Siria settentrionale, compresi attacchi contro i civili e le infrastrutture civili nelle zone di Manbij e Kobani, che potrebbero costituire crimini di guerra;

H.  considerando che Israele occupa una parte del territorio siriano nelle alture del Golan dal 1967; che, dopo il rovesciamento del regime di Assad, Israele si è impadronito anche della zona demilitarizzata sorvegliata dalle Nazioni Unite al di là delle alture del Golan e ha ripetutamente sferrato attacchi contro obiettivi militari in Siria; che il ministro della Difesa israeliano ha dichiarato che "le IDF rimarranno in cima all'Hermon e nella zona di sicurezza a tempo indeterminato";

I.  considerando che la Russia cerca di mantenere le sue basi militari in Siria, in particolare la base navale di Tartus e l'aeroporto militare di Hmeimim; che Bashar al-Assad e la sua famiglia sono fuggiti dal paese e hanno ottenuto asilo politico in Russia; che sono stati instaurati contatti diplomatici tra la Russia e le nuove autorità siriane;

J.  considerando che il regime di Assad ha sostenuto l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia e ha riconosciuto le regioni occupate di Luhansk e Donetsk in Ucraina come anche la regione dell'Abkhazia in Georgia; che il servizio di intelligence militare dell'Ucraina ha sistematicamente riferito che la Russia stava addestrando mercenari reclutati in Siria per sostenere la guerra della Russia nei confronti dell'Ucraina; che l'iniziativa "Grain from Ukraine" ("Cereali dall'Ucraina") è stata dispiegata in Siria dopo la sospensione delle esportazioni di prodotti alimentari russi;

K.  considerando che il Daesh ha causato enormi sofferenze in Siria, ha innescato numerosi attacchi terroristici in tutto il mondo e continua a operare in Siria e dalla Siria, facendo affidamento sul suo centro per la pianificazione operativa esterna nella regione di Badia; che circa 10 000 combattenti del Daesh e 40 000 loro familiari sono attualmente trattenuti nelle strutture di detenzione di Al-Hol e Roj, sorvegliate principalmente dalle SDF a guida curda; che, secondo quanto riferito, le forze di sicurezza siriane potrebbero subentrare nella gestione delle strutture detentive a seguito dell'accordo concluso il 10 marzo 2025 dal presidente de facto al-Sharaa e dal comandante in capo delle SDF Mazloum Abdi;

L.  considerando che la popolazione cristiana della Siria è fortemente diminuita dal 2011 a causa degli attacchi da parte sia del regime di Assad che del Daesh e di altri gruppi terroristici;

M.  considerando che la situazione in Siria continua a rappresentare una delle crisi umanitarie più acute al mondo, con nove siriani su dieci al di sotto della soglia di povertà e quasi 17 milioni di persone – il 70 % della popolazione – che necessitano di assistenza umanitaria a causa della diffusa insicurezza alimentare e della mancanza di infrastrutture e servizi pubblici di base;

N.  considerando che, secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, la risposta umanitaria a favore della Siria è notevolmente sottofinanziata, dato che ha ottenuto meno del 10 % degli 1,2 miliardi di dollari necessari fino a marzo 2025; che l'ordine esecutivo emesso dall'amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che dispone la sospensione per 90 giorni di tutti i programmi di assistenza estera, compresi quelli gestiti dall'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID), sta avendo e avrà un impatto sui programmi umanitari e sulle ONG che operano sul campo in Siria; che anche il Regno Unito e diversi Stati membri dell'UE hanno annunciato riduzioni significative del loro bilancio globale per gli aiuti;

O.  considerando che la Siria si trova in una situazione economica disastrosa caratterizzata da un'inflazione galoppante che ha raggiunto un livello record del 40,2 % nel 2024, dalla carenza di energia elettrica e dall'aumento dei prezzi delle materie prime; che il crollo dell'economia siriana è stato aggravato dalla corruzione del regime, dalle politiche economiche predatorie e dalla dipendenza da attività illecite, tra cui la produzione e il traffico di Captagon; che occorre intraprendere un colossale sforzo di ricostruzione, indirizzando nel contempo la transizione verso un'economia di mercato aperta in un contesto in cui le esportazioni sono drasticamente calate rispetto a prima della guerra;

P.  considerando che 5,5 milioni di rifugiati siriani vivono nei cinque paesi vicini della Siria, vale a dire Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto e che l'UE fornisce assistenza finanziaria per contribuire a coprire i relativi costi; che circa 500 000 sfollati interni e 300 000 rifugiati esterni sono tornati nelle loro zone di origine dal crollo del regime di Assad, con servizi inadeguati, mezzi di sussistenza limitati e infrastrutture danneggiate che ne ostacolano il reinserimento sostenibile;

1.  elogia il coraggio, la dignità e la resilienza del popolo siriano, che è finalmente riuscito a rovesciare la crudele dittatura di Assad; rende omaggio alle innumerevoli vittime del regime; invita l'UE a cogliere questa opportunità storica per sostenere una transizione a guida siriana allo scopo di unire e ricostruire il paese e ad assistere la Siria ad attuare la propria ricostruzione e realizzare una transizione politica giusta e inclusiva; permane tuttavia preoccupato per l'elevato grado di instabilità sia in Siria che nella regione; sottolinea che una Siria stabile e pacifica è nell'interesse del Medio Oriente, del vicinato meridionale dell'UE e della stessa Unione europea;

2.  apprezza il nuovo inizio delle relazioni UE-Siria, come manifestato dalla nomina di un incaricato d'affari dell'UE a Damasco, dall'impegno diplomatico e dalle riunioni ad alto livello svolti dagli Stati membri e dai leader dell'UE nonché dalla prevista organizzazione della 9a conferenza di Bruxelles che si terrà il 17 marzo 2025; incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a cooperare con le autorità provvisorie siriane in modo trasparente, coordinato e responsabile e a indicare la loro disponibilità a fornire assistenza per la costruzione dello Stato, se e laddove necessario; accoglie con favore il dialogo tenuto insieme ai partner regionali nel formato cosiddetto di "Aqaba";

3.  è fermamente convinto che la stabilità in Siria sorgerà da una transizione politica pluralista che coinvolga rappresentanti credibili di tutte le componenti della società siriana e di tutte le aree geografiche, vale a dire tutte le comunità religiose ed etniche, le donne, la società civile e le forze di opposizione pacifiche; valuta positivamente il fatto che il presidente provvisorio abbia riconosciuto la diversità della Siria, ma prende atto delle lacune a tale riguardo nella composizione dell'attuale governo provvisorio; sottolinea l'importanza che il futuro governo rifletta tale pluralità, che un quadro costituzionale garantisca pari diritti e pari accesso alle opportunità per tutti i siriani in linea con i principi democratici, lo Stato di diritto, i diritti e le libertà fondamentali, compresa la libertà religiosa, come sancito dal diritto internazionale, e che il rispetto di tali diritti nelle decisioni nazionali e locali sia dimostrato da prove chiare e concrete;

4.  riconosce, a tale proposito, la conferenza sul dialogo nazionale tenutasi il 25 febbraio 2025 come punto di partenza per la creazione di una cultura del dialogo per tutti i siriani; esprime preoccupazione per l'esclusione dei rappresentanti politici curdi e per il fatto che non è stata assicurata la partecipazione di tutti i segmenti della società civile siriana, in particolare le donne; ricorda, inoltre, che questo dialogo dovrebbe essere rafforzato per evitare che le divisioni sociali e i disaccordi all'interno di segmenti fondamentali della società siriana si inaspriscano e che la situazione di sicurezza già precaria si destabilizzi ulteriormente; invita il governo provvisorio a elaborare una tabella di marcia che definisca il suo piano per lo svolgimento del processo di transizione politica e per migliorare la trasparenza nei confronti dei cittadini siriani;

5.  prende atto con preoccupazione del passato violento di fazioni che hanno rovesciato il regime di Assad e ora partecipano al governo; prende debitamente atto delle dichiarazioni di intenti del presidente provvisorio, ma promette che monitorerà le azioni delle autorità nazionali e locali al momento di valutare un maggiore impegno; esprime cauto ottimismo per il comportamento delle autorità provvisorie in materia di libertà di religione e le incoraggia, a tale riguardo, ad attuare ulteriori misure volte a rafforzare la fiducia; invita l'alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli Stati membri a denunciare sistematicamente qualsiasi eventuale violazione delle libertà fondamentali e dei diritti umani in Siria da parte del governo provvisorio o di altri gruppi;

6.  esprime profonda preoccupazione per la fragile situazione della sicurezza in Siria, in particolare nella zona costiera, e condanna fermamente gli attacchi di ritorsione contro la comunità alawite sulla base della sua presunta associazione al regime di Assad; invita le autorità provvisorie a frenare tutte le fazioni violente, comprese quelle destinate a essere incorporate nell'esercito e nelle forze di sicurezza siriane, a proteggere tutti i cittadini civili dalla violenza e a garantire il loro diritto a vivere in sicurezza; chiede indagini tempestive, trasparenti e imparziali su tutte le uccisioni e le altre violazioni e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni, in linea con le norme e gli standard giuridici internazionali; esorta il governo provvisorio a garantire che tutte le nomine militari e di sicurezza si basino rigorosamente sulle qualifiche professionali, sul rispetto dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario e sull'impegno a combattere il terrorismo; esprime preoccupazione per la presenza di combattenti estremisti stranieri, compresi cittadini europei, tra le forze che hanno rovesciato il regime di Assad e mette in guardia dalla loro integrazione permanente nell'apparato di sicurezza siriano; riconosce la sfida di una costruzione ordinata dello Stato legata al rischio di insurrezioni da parte di gruppi armati fedeli al precedente regime; incoraggia le autorità provvisorie a organizzare il disarmo paramilitare e civile;

7.  elogia l'inestimabile contributo della società civile, in Siria e all'estero, quale legittimo depositario e difensore delle aspirazioni del popolo siriano durante gli anni della brutale oppressione; rende particolarmente omaggio ai caschi bianchi, che sono stati oggetto di una campagna diffamatoria orchestrata dal regime e sostenuta dalla Russia; invita l'UE ad aumentare il sostegno finanziario, in particolare a favore delle organizzazioni della società civile in Siria nel loro percorso di adattamento alle nuove condizioni operative, ponendo l'enfasi sulla promozione del dialogo civico, segnatamente tra comunità etniche, culturali e religiose, al fine di promuovere il pluralismo, la convivenza pacifica e la fiducia all'interno della società siriana;

8.  sottolinea l'importanza di riconoscere il ruolo della violenza sessuale e di genere nei processi di giustizia e di attribuzione delle responsabilità, nonché delle politiche volte a garantire la piena partecipazione e rappresentanza delle donne nella vita politica, nonché la loro emancipazione economica; chiede inoltre di affrontare in modo specifico le sofferenze inflitte ai bambini;

9.  esprime preoccupazione per l'aumento esponenziale della disinformazione proveniente sia dalla Siria che dall'estero; mette in guardia contro il rischio di strumentalizzazione delle comunità anche da parte di attori stranieri; sottolinea la necessità di un panorama mediatico pluralista che prosperi e operi senza censura e nel quadro di una libertà di stampa tutelata per legge; invita l'UE e i suoi Stati membri a fornire finanziamenti e sviluppo di capacità a tale riguardo;

10.  è fermamente convinto che il successo della transizione politica siriana, segnatamente la salvaguardia della pace civile e il consolidamento della fiducia nelle istituzioni statali, dipenda dalla giustizia transizionale e dalla riconciliazione quale percorso per combattere l'impunità di tutte le parti responsabili di violazioni del diritto internazionale umanitario e di violazioni dei diritti umani; chiede che la riforma della giustizia sia considerata una priorità politica urgente; esorta il governo siriano provvisorio a istituire una commissione indipendente per la giustizia transizionale al fine di garantire che tutte le fazioni siano chiamate a rispondere delle violazioni dei diritti umani che hanno commesso in passato e promuovere la riconciliazione nazionale, sottolineando che non è possibile conseguire l'unificazione militare senza un meccanismo giurisdizionale credibile che consolidi la fiducia tra i gruppi armati, compresi i rappresentanti delle fazioni meridionali, le forze democratiche siriane e gli ex ufficiali del regime;

11.  invita le autorità provvisorie a cooperare pienamente con le istanze internazionali competenti, compresi i meccanismi delle Nazioni Unite istituiti specificamente per indagare sui gravi crimini in Siria, quali il meccanismo internazionale, imparziale e indipendente delle Nazioni Unite, la commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria, l'istituzione indipendente delle Nazioni Unite per le persone scomparse e il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, e ad agevolarne le operazioni in loco; incoraggia la Siria a ratificare lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (CPI) e ad allineare di conseguenza la legislazione nazionale nonché a conferire alla CPI giurisdizione retroattiva mediante una dichiarazione; riconosce il contributo insostituibile fornito da Fareed al-Madhhab (conosciuto come "Cesare") nel documentare i crimini commessi dal regime e dall'Osservatorio siriano dei diritti umani nel tenere traccia delle sparizioni; sottolinea l'importanza di portare a termine tali processi; invita l'UE a sostenere il rinnovo del mandato della commissione internazionale indipendente d'inchiesta sulla Siria e ad aumentare i finanziamenti per tutti i meccanismi pertinenti, in particolare alla luce del disinvestimento degli Stati Uniti;

12.  elogia le misure adottate per combattere l'impunità attraverso casi di giurisdizione universale in Germania, Francia e in altri Stati membri nei confronti di persone legate al regime di Assad e a Daesh; incoraggia i tribunali a proseguire questi azioni penali e si attende che nuove prove e una proficua cooperazione con le autorità siriane portino a importanti progressi nelle indagini e nelle condanne;

13.  sottolinea che le autorità di transizione siriane devono adottare urgentemente tutte le misure necessarie per garantire e preservare le prove fisiche dei gravi crimini internazionali commessi in tutto il paese, anche attraverso la cooperazione e l'impegno con esperti internazionali e con gli attuali meccanismi internazionali, e perché sia concesso a tutte le organizzazioni competenti l'accesso ai documenti d'archivio; incoraggia l'UE a fornire sostegno per la raccolta tempestiva di prove sul campo, anche attraverso attrezzature e competenze forensi per individuare e analizzare le fosse comuni, e la raccolta di testimonianze dei sopravvissuti;

14.  sottolinea che la Siria è uno dei paesi più contaminati dalle mine; è allarmato per il crescente numero di vittime, tra cui bambini, che sono state uccise o ferite da mine e altri esplosivi, un problema che sta aumentando ulteriormente man mano che le persone iniziano a tornare; elogia gli sforzi delle organizzazioni internazionali e locali volti a individuare, contrassegnare e bonificare gli ordigni esplosivi e invita l'UE a sostenere con urgenza gli sforzi di sminamento insieme ad attori specializzati e alle autorità siriane;

15.  ribadisce la sua più ferma condanna dell'uso spaventoso di armi chimiche contro i civili siriani da parte del regime di Assad; accoglie con favore l'annuncio in cui il governo provvisorio siriano ha dichiarato di voler distruggere le scorte rimanenti di armi chimiche in Siria e la sua disponibilità a cooperare con l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche;

16.  apprezza la determinazione dimostrata dalle autorità provvisorie a interrompere la produzione e il traffico di stupefacenti, in particolare del Captagon, che da anni hanno ripercussioni negative sull'intera regione; incoraggia la cooperazione internazionale nella lotta al traffico di stupefacenti, armi ed esseri umani;

17.  sottolinea l'importanza di proteggere il patrimonio culturale siriano e chiede una collaborazione internazionale per ripristinare i siti storici e i luoghi religiosi e prevenire il traffico illecito di manufatti saccheggiati; esorta l'UE a sostenere la Siria negli sforzi intrapresi per il recupero delle aree e dei luoghi di significato culturale per il pubblico siriano e per il mondo, compreso il sito UNESCO di Palmira dopo la sua spregevole parziale distruzione perpetrata da Daesh nel 2015;

18.  riconosce che l'economia siriana è in frantumi e presenta notevoli carenze di investimenti in vista del conseguimento della stabilità dei prezzi e di una creazione duratura di posti di lavoro; chiede che siano adottate tutte le misure necessarie per incentivare e agevolare gli investimenti esteri diretti conformemente alle norme internazionali, nonché riforme riguardanti i diritti abitativi, fondiari e di proprietà e politiche che promuovono uno sviluppo equilibrato in tutte le zone urbane e rurali al fine di ridurre le disparità regionali; incoraggia lo svincolamento economico dalla Russia e dall'Iran dopo che entrambi i paesi hanno tratto profitto dal crollo economico della Siria per estrarre risorse e controllare le industrie strategiche;

19.  accoglie con favore la sospensione graduale e condizionale delle sanzioni per diversi settori economici e la proroga a tempo indeterminato delle esenzioni umanitarie; sottolinea che, nonostante i recenti adeguamenti, le politiche sanzionatorie dell'UE, degli Stati Uniti e del Regno Unito nei confronti della Siria costituiscono un ostacolo agli sforzi di ricostruzione; invita la Commissione e il Consiglio a mettersi in contatto con gli altri paesi che impongono sanzioni alla Siria, in particolare gli Stati Uniti e il Regno Unito; sostiene una revoca totale ma reversibile di tutte le sanzioni settoriali, prestando particolare attenzione al settore finanziario, in modo da fornire all'economia siriana l'impulso di cui ha tanto bisogno, nel contempo monitorando attentamente il processo di transizione politica; prevede che il problema dell'eccesso di conformità perdurerà fintanto che rimarranno in vigore le sanzioni di ampia portata degli Stati Uniti e del Regno Unito, in particolare a causa della loro dimensione extraterritoriale; invita la Commissione e gli Stati membri a fornire alle imprese e alle banche europee garanzie giuridiche per contrastare l'eccesso di conformità; chiede, tuttavia, il mantenimento di sanzioni individuali nei confronti del personale militare, dei funzionari, delle imprese e delle persone associate alla famiglia Assad; si attende che l'aggiornamento annuale del regime di sanzioni dell'UE prima della sua scadenza il 1º giugno 2025 valuti adeguatamente la pertinenza di tutte le sanzioni rinnovate, consentendo una chiarezza quanto mai necessaria, e chiede al Consiglio europeo di definire e comunicare espressamente e con precisione le misure che le autorità siriane devono intraprendere per ottenere un ulteriore alleggerimento delle sanzioni o evitare l'attivazione di un meccanismo di ripristino delle stesse ("snapback");

20.  valuta positivamente l'annuncio della Commissione di fornire ai siriani un nuovo sostegno umanitario pari a 235 milioni di EUR e invita l'UE e i suoi Stati membri a sostenere gli sforzi umanitari e di aiuto allo sviluppo e a mantenere il sostegno finanziario ai paesi vicini che ospitano rifugiati siriani; invita l'UE a esplorare percorsi per utilizzare i beni congelati del regime di Assad per un fondo fiduciario per la ricostruzione e la riabilitazione e il risarcimento delle vittime in Siria; è estremamente preoccupato per la sospensione di tutti i finanziamenti USAID relativi alla Siria o ai rifugiati siriani e per la prevista assenza degli Stati Uniti alla prossima conferenza di Bruxelles;

21.  invita l'UE ad ampliare strategicamente la sua attenzione dagli aiuti umanitari all'accelerazione di una ripresa economica e di una ricostruzione tempestive in settori chiave quali l'energia, l'approvvigionamento idrico, l'assistenza sanitaria e l'istruzione, al fine di conseguire risultati tangibili, garantendo nel contempo che la programmazione sia accompagnata dalla dovuta diligenza e da un monitoraggio indipendente; esorta l'Unione europea e i suoi Stati membri a concordare la fornitura congiunta di finanziamenti sostenibili in occasione della nona conferenza di Bruxelles che si terrà a breve;

22.  si compiace della decisione presa, ad esempio, dalla Francia che consente ai rifugiati di ritornare in Siria e di partecipare alla ricostruzione del paese senza compromettere il loro status, anche mediante visite in loco (le cosiddette visite "go-and-see"); invita gli Stati membri e i paesi terzi a imitare con urgenza tale iniziativa; invita inoltre la Commissione a incoraggiare gli Stati membri e a fornire loro orientamenti e migliori pratiche sull'applicazione del diritto dell'UE in questa materia, anche per quanto riguarda la differenza tra "viaggio" e "reinsediamento"; insiste sul fatto che tutte le domande di asilo e i relativi rinnovi devono essere valutate singolarmente e in modo approfondito; sottolinea l'importanza di una partecipazione equilibrata al processo di transizione politica della diaspora siriana perché tale partecipazione rappresenta una risorsa fondamentale per la transizione e la ricostruzione del paese; riconosce altresì l'importanza delle rimesse parallelamente all'aiuto pubblico allo sviluppo ed esorta gli Stati membri a revocare le eventuali restrizioni applicate all'invio delle rimesse in Siria; ricorda inoltre che, secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati, le condizioni per un rimpatrio sicuro, volontario e dignitoso dei rifugiati possono essere soddisfatte solo se sono avvenuti cambiamenti fondamentali e duraturi in Siria;

23.  ricorda la presenza di oltre 400 000 rifugiati palestinesi residenti in Siria, alcuni dei quali sfollati più volte, e il ruolo dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA) nel fornire loro assistenza; ricorda l'assedio del campo di Yarmouk da parte delle fazioni assadiste tra il 2013 e il 2015;

24.  invita la Siria a rompere le note alleanze che intrattiene da lungo tempo con Teheran e Mosca, che hanno causato sofferenze al popolo siriano e hanno destabilizzato il Medio Oriente e non solo; invita inoltre le autorità siriane provvisorie a porre fine alla presenza militare russa in Siria; condanna la Russia per aver ospitato Bashar al-Assad e la sua famiglia e averli protetti dalla giustizia, dopo aver ostacolato la giustizia interferendo attivamente nelle indagini internazionali e ponendo il veto alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite volte a contrastare i crimini di guerra del regime e i propri;

25.  invita i paesi vicini a rispettare l'integrità territoriale e la sovranità della Siria e a cessare immediatamente tutti gli attacchi e le incursioni nel territorio siriano e l'occupazione dello stesso, nel pieno rispetto del diritto internazionale;

26.  è fermamente convinto che l'unificazione di tutti i segmenti della Siria, compresa l'integrazione di tutte le fazioni armate all'interno di un esercito nazionale, richieda una soluzione politica guidata dalla Siria; invita l'UE e gli Stati membri a utilizzare tutti i canali diplomatici per appoggiare la stabilizzazione della Siria, il che è nell'interesse della maggior parte dei paesi della regione, e sostenere le discussioni in vista di una soluzione pacifica e stabile e garantire che il benessere e la salvaguardia delle libertà fondamentali e dei diritti economici, sociali e culturali, nonché la parità di genere di tutti i siriani, in particolare di quelli che vivono nella Siria nordorientale, rimangano al centro delle decisioni; accoglie con favore, a tale riguardo, l'accordo concluso il 10 marzo 2025 tra il presidente de facto al-Sharaa e il comandante in capo delle SDF Mazloum Abdi e spera che tale accordo venga attuato senza impedimenti; prende atto dell'esito positivo dei recenti negoziati per il disarmo tra i gruppi armati curdi in Turchia e il governo turco;

27.  insiste sulla necessità di proteggere diversi gruppi etnici e religiosi al fine di creare una Siria pacifica; invita pertanto l'Unione europea e gli Stati membri a sostenere il processo di attuazione dell'accordo tra il governo di transizione siriano e le forze democratiche siriane a guida curda, al fine di garantire alla comunità curda il pieno riconoscimento e la partecipazione politica in Siria;

28.  sottolinea l'importanza della lotta portata avanti dalla coalizione internazionale contro Daesh, con l'inestimabile sostegno dei combattenti curdi, e ne sollecita una cooperazione con il governo siriano provvisorio per impedire che Daesh e altri gruppi jihadisti si riorganizzino; esprime profonda preoccupazione per il fatto che gli attacchi nel nord-est della Siria, guidati o sostenuti dalla Turchia, non solo causano vittime civili e aumentano il numero di sfollati interni, ma minacciano anche l'efficienza e la continuità della lotta a Daesh; esorta le autorità provvisorie a dimostrare un chiaro impegno nella lotta al terrorismo e a cooperare con i partner internazionali sia per combattere le cellule ancora attive in Siria che per indagare sui crimini passati, in particolare quelli contro la comunità yazida;

29.  chiede che venga trovata urgentemente una soluzione duratura tra tutte le parti interessate, dal momento che tali campi continuano a essere terreno fertile per la radicalizzazione e costituiscono una minaccia dormiente per la sicurezza sia siriana che europea; mette in guardia dal grave rischio per la sicurezza internazionale che potrebbe derivare da un improvviso disimpegno degli Stati Uniti nella regione in questo contesto di incertezza; invita nuovamente gli Stati membri a rimpatriare tutti i loro cittadini, in particolare i minori, da Al-Hol e Roj e a consegnare gli adulti alla giustizia con processi equi;

30.  invita la Repubblica islamica dell'Iran a cessare tutte le attività volte a sabotare gli sforzi politici ed economici del governo provvisorio siriano e a modificare lo status quo con la forza; elogia le autorità provvisorie per aver intercettato spedizioni di armi iraniane destinate a Hezbollah in Libano e si rallegra del crollo completo delle ampie infrastrutture e reti iraniane in Siria;

31.  accoglie con favore che il presidente de facto Ahmad al-Sharaa si sia impegnato a cercare di instaurare relazioni pacifiche con tutti i paesi confinanti con la Siria; invita le autorità siriane provvisorie a garantire che tale impegno si traduca in azioni concrete volte a prevenire misure che minaccino la sicurezza dei paesi vicini e di altri paesi e ad astenersi dall'intraprendere misure di questo tipo;

32.  condanna quei politici europei, tra cui figurano anche deputati ed ex deputati al Parlamento europeo, che hanno ripetutamente diffuso narrazioni pro-Assad e si sono impegnati attivamente per mistificare la realtà sulla sanguinosa dittatura; esprime profonda preoccupazione per il recente invito rivolto dall'intergruppo del Parlamento "Cristiani in Medio Oriente" a organizzazioni strettamente legate ad assadisti soggetti a sanzioni dell'UE;

33.  incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alle istituzioni pertinenti dell'UE, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo siriano provvisorio e di farla tradurre e pubblicare in arabo.

(1)GU C, C/2024/6749, 26.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6749/oj.
(2) GU L, 2025/406, 25.2.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2025/406/oj.

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