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Procedura : 2002/2035(COS)
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Ciclo del documento : A5-0222/2002

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A5-0222/2002

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P5_TA(2002)0347

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Martedì 2 luglio 2002 - Strasburgo
Opere cinematografiche e altre opere audiovisive
P5_TA(2002)0347A5-0222/2002

Risoluzione del Parlamento europeo sulla comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni su taluni aspetti giuridici riguardanti le opere cinematografiche e le altre opere audiovisive (COM(2001) 534 – C5&nbhy;0078/2002 – 2002/2035(COS))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione (COM(2001) 534 - C5-0078/2002(1)),

–   visti gli articoli 151 e 157 del trattato CE,

–   vista la decisione n. 163/2001/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 gennaio 2001, relativa all'attuazione di un programma di formazione per gli operatori dell'industria europea dei programmi audiovisivi (MEDIA-formazione) (2001-2005)(2),

–   vista la decisione 2000/821/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2000, relativa all'attuazione di un programma di incentivazione dello sviluppo, della distribuzione e della promozione delle opere audiovisive europee (MEDIA Plus - Sviluppo, distribuzione e promozione) (2001-2005)(3),

–   vista l'iniziativa "i2i" della Banca europea per gli investimenti,

–   vista la sua risoluzione del 6 settembre 2000(4) sulla politica audiovisiva della Comunità nell'era digitale,

–   vista la risoluzione del Consiglio del 12 febbraio 2001 sugli aiuti nazionali ai settori del cinema e degli audiovisivi(5),

–   vista la sua risoluzione del 4 ottobre 2001(6) sull'attuazione della direttiva 89/552/CEE "Televisione senza frontiere",

–   vista la sua risoluzione del 13 novembre 2001 su una migliore diffusione dei film europei nel mercato interno e nei paesi candidati all'adesione(7),

–   visto l'articolo 47, paragrafo 1, del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione, i mezzi d'informazione e lo sport e il parere della commissione giuridica e per il mercato interno (A5&nbhy;0222/2002),

A.   considerando che la comunicazione della Commissione integra la summenzionata risoluzione del Parlamento del 13 novembre 2001,

B.   considerando l'estrema rilevanza della posizione della Commissione sugli aiuti pubblici destinati al settore audiovisivo,

C.   considerando il duplice carattere, industriale e culturale, del settore,

D.   considerando l'importanza di salvaguardare il nostro patrimonio cinematografico,

E.   considerando la sfida costituita dal cinema digitale per il futuro del settore,

F.   considerando che la Commissione preannuncia studi sui seguenti argomenti: classificazione delle opere audiovisive, provvedimenti finanziari, flussi finanziari, tutela del patrimonio e sistemi di registrazione,

G.   considerando che agevolazioni fiscali e adeguati strumenti finanziari rivestono una fondamentale rilevanza per il settore audiovisivo europeo sottocapitalizzato,

H.   considerando che la Commissione intende riflettere sulla definizione di "opera europea" e di "produttore indipendente",

I.   considerando che la Commissione insedierà due gruppi di esperti, vale a dire un gruppo di operatori del settore e un gruppo di esponenti del mondo istituzionale,

1.   plaude alla comunicazione della Commissione e insiste sulla scrupolosa attuazione del calendario d'azione previsto;

2.   invita la Commissione a fare quanto possibile per garantire la libera circolazione delle opere audiovisive nel mercato interno entro il 2005; si augura che siano promosse iniziative sulla scorta della summenzionata risoluzione del Parlamento del 13 novembre 2001, complementare alla comunicazione in oggetto;

Aiuti pubblici a favore del settore audiovisivo

3.   incoraggia la Commissione nel suo intervento teso a rendere più trasparenti i criteri da essa applicati nel suo esame degli aiuti al settore audiovisivo negli Stati membri; deplora tuttavia che taluni punti della sua comunicazione restino nel vago o siano incompleti;

4.   invita la Commissione, nel valutare sotto il profilo giuridico gli aiuti per il finanziamento di opere cinematografiche, di altre opere audiovisive e della radio pubblica, a tener conto delle relative sentenze emesse dalla Corte di giustizia, per esempio la sentenza Preussen Elektra del marzo 2001;

5.   chiede alla Commissione di adattare se necessario le disposizioni legislative relative agli aiuti pubblici, allo scopo di tener conto della duplice natura culturale e industriale del settore audiovisivo;

6.   rileva che anche la Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) possono svolgere un ruolo importante nel tutelare il patrimonio audiovisivo e nel sostenere il settore audiovisivo europeo nel suo complesso, senza che ciò ricada tra gli aiuti di Stato,

7.   sottolinea che in seno all'Unione non esiste una vera concorrenza, bensì solo una modesta distribuzione tra le industrie audiovisive nazionali e che il mercato europeo è ampiamente dominato dall'industria statunitense; ribadisce che occorre una politica attiva dell'Unione volta a favorire la produzione e la distribuzione delle opere cinematografiche;

8.   chiede che la certezza giuridica che la Commissione intende creare per il settore audiovisivo venga garantita e continui negli anni a venire, essendo inteso che qualora entro giugno 2004 dovesse risultare necessario un riesame, esso dovrebbe comportare un'applicazione più flessibile anziché più rigorosa delle norme sugli aiuti prevista dalla legislazione europea sulla concorrenza, nonché una reale considerazione dei bisogni delle industrie cinematografiche e audiovisive;

Tutela del patrimonio e sfruttamento delle opere audiovisive

9.   sottolinea la necessità di un deposito legale obbligatorio delle opere da parte degli Stati membri, in linea con la convenzione europea per la protezione del patrimonio audiovisivo e il protocollo aggiuntivo sulle produzioni televisive; chiede ai fondi pubblici per il settore audiovisivo di rendere obbligatorio per i loro fruitori, come misura transitoria, il deposito di copie delle loro opere che, attraverso i fondi, hanno beneficiato di aiuti pubblici;

10.   invita la Commissione e il Consiglio a dar vita a uno strumento finalizzato al cofinanziamento dei lavori di digitalizzazione degli archivi e ciò, per esempio, tramite un'azione specifica della prossima edizione del programma MEDIA, contestualmente a un progetto pilota di MEDIA Plus;

11.   condivide l'obiettivo della Commissione di compiere uno studio complementare sui sistemi di registrazione e le basi di dati prima di pronunciarsi sulla necessità di provvedimenti legislativi e, in linea di principio, accoglie con favore l'istituzione di registri pubblici nazionali dei film (non rilevanti ai fini dei diritti d'autore);

12.   conviene con la Commissione sull'opportunità di soprassedere all'esame del punto relativo alle basi di dati sui titolari di diritti per i lavori riguardanti la proprietà intellettuale;

13.   incoraggia vivamente la cooperazione fra le parti interessate (aventi diritto e radiotrasmettitori) al fine di risolvere le difficoltà specifiche che possono presentarsi al momento di riutilizzare opere vetuste, nel rispetto dei diritti garantiti dalla direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione(8);

E-cinema

14.   conferma che appare auspicabile affidare al mercato la definizione delle norme del cinema digitale; ritiene tuttavia che le industrie audiovisive dell'Unione e degli Stati Uniti dovrebbero cooperare in questo ambito per evitare sviluppi negativi;

15.   insiste sull'inclusione della ricerca specifica sul cinema digitale nel sesto programma quadro Ricerca e Sviluppo; deplora che non vi siano disposizioni specifiche miranti a sostenere l'attuazione delle piattaforme numeriche (video su richiesta);

16.   invita la Commissione, la Banca europea per gli investimenti e il Consiglio a considerare la possibilità di contribuire al finanziamento del quanto mai dispendioso materiale di proiezione digitale per le sale cinematografiche europee;

Questioni fiscali

17.   rileva l'importanza di introdurre, in sede di riesame dell'allegato H della sesta direttiva IVA, una riduzione dei tassi IVA applicabili ai prodotti e servizi culturali audiovisivi, per analogia con i tassi ridotti applicati ad altri settori culturali;

18.   esorta gli Stati membri a utilizzare le misure già a loro disposizione, specialmente la possibilità di applicare un'aliquota ridotta agli ingressi del cinema;

19.   deplora che nella sua comunicazione la Commissione non incoraggi gli Stati membri a introdurre incentivi fiscali sul loro territorio, per attirare gli investimenti nel cinema;

Classificazione

20.   appoggia l'iniziativa della Commissione di dedicare uno studio esterno alle modalità di organizzazione della classificazione in seno allo Spazio economico europeo nonché alle cause dei divari e relative incidenze sul marketing dei film;

21.   ritiene tuttavia auspicabile tener conto delle diverse specificità e tradizioni culturali, mentre per le misure di protezione dei diritti umani considera necessaria una valutazione uniforme;

Altri provvedimenti tesi a migliorare la circolazione dei film

22.   invita la Commissione a spronare gli Stati membri affinché agevolino la creazione sia di istituti finanziari specializzati in audiovisivo sia di fondi di capitale a rischio, onde meglio rispondere all'iniziativa "i2i" audiovisivo della BEI e della Commissione; fa presente tuttavia che ciò non deve comportare svantaggi per le piccole e medie imprese del settore cinematografico;

23.   auspica che la BEI sia in grado di trattare efficacemente le pratiche sottopostele; in questa prospettiva è essenziale che essa apra uno sportello specializzato nelle questioni audiovisive, che centralizzi le richieste e sia composto da personale competente per la valutazione di siffatti progetti;

24.   si compiace dell'intenzione della Commissione di indagare su provvedimenti finanziari adeguati onde promuovere la produzione e la circolazione delle opere audiovisive europee e analizzare i flussi finanziari nel settore;

25.   rileva a questo proposito che un'analisi approfondita sul pubblico europeo e sul suo rapporto con i film americani ed europei può aiutare a capire i meccanismi di mercato di tali opere cinematografiche all'interno del settore audiovisivo;

26.   si compiace dell'inserimento dell'aspetto "educazione all'immagine" nel programma e-learning;

27.   teme che l'idea di creare un'emittente televisiva dedicata al cinema europeo comporti il pericolo di una ridotta diffusione delle opere europee sugli altri canali televisivi;

28.   rileva che una rete, su scala europea, di emittenti specializzate in programmi per bambini sarebbe un buono strumento per appoggiare la produzione e la distribuzione di migliori film europei per i bambini;

Questioni da esaminare in sede di revisione della direttiva "Televisione senza frontiere"

29.   invita ad analizzare la questione della definizione di "opera europea" e di "produttore indipendente" nell'ambito di una revisione della direttiva "Televisione senza frontiere" o quanto meno a dedicarvi uno studio approfondito al più tardi entro la fine del 2002, onde appurare se siano necessarie definizioni nuove o armonizzate atte a promuovere una maggiore trasparenza e a snellire le procedure per gli operatori;

30.   richiama l'attenzione anche sulla prassi dei cosiddetti contratti "buy-out" di diritti vigenti in alcuni Stati membri, che limitano sensibilmente la libertà contrattuale a livello di produttori;

31.   ribadisce quanto stabilito al paragrafo 8 della propria summenzionata risoluzione del 13 novembre 2001 su una migliore diffusione dei film europei, soprattutto quanto previsto alla lettera c) in tema di investimenti in produzione;

32.   condivide il parere della Commissione sul problema della cronologia dei media e dei diritti "online";

33.   si augura che, in sede di revisione della summenzionata direttiva, possano essere definite regole generali relative ai nuovi servizi audiovisivi e una disciplina sulla proprietà dei media che garantisca maggiormente il pluralismo culturale;

Prossime tappe

34.   insiste presso la Commissione e il Consiglio affinché tengano il più possibile conto delle raccomandazioni dei gruppi di esperti atte a potenziare il settore audiovisivo europeo;

35.   plaude alle riflessioni che potranno essere condotte nell'ambito della Convenzione sul futuro dell'Europa e chiede il passaggio alla maggioranza qualificata per l'articolo 151 del trattato CE;

Altre questioni

36.   rileva che, nell"ambito del mercato interno, le imprese del settore audiovisivo degli Stati membri affrontano difficoltà e lamentano i costi supplementari per rendere i servizi da esse offerti conformi alle specificità nazionali e che è quindi opportuno fare il possibile per facilitare la libera circolazione delle opere audiovisive nel mercato interno entro il 2005;

37.   sottolinea l"assenza di un regime di reale concorrenza nel settore audiovisivo e rammenta che è opportuno adeguare le disposizioni legislative relative agli aiuti pubblici al fine di prendere in debita considerazione la duplice natura culturale e industriale del settore audiovisivo;

38.   condivide l"obiettivo della Commissione di assicurare agli operatori del settore audiovisivo un contesto strategico chiaro e prevedibile che si sostanzi in un quadro normativo certo;

39.   condivide l"iniziativa della Commissione di prevedere una revisione alla fine del 2002 della direttiva "Televisione senza frontiere" per modificare le disposizioni vigenti e precisare i concetti di "opera europea" e "produttore indipendente", fatta salva la possibilità di avviare la procedura d"infrazione nei confronti degli Stati membri che non hanno trasposto correttamente la direttiva "Televisione senza frontiere";

40.   ritiene che le imprese debbano svolgere un ruolo centrale e determinante nello sviluppo del sistema audiovisivo e che pertanto debba essere massimizzato il loro potenziale di crescita;

41.   ritiene che, in vista di un rilancio della produzione, si debba prospettare un regime che preveda maggiori incentivi e finanziamenti pubblici al settore privato, unitamente a sgravi fiscali per i produttori televisivi e cinematografici; tale regime stimolerà la crescita delle imprese minori e determinerà una reale concorrenza;

42.   ritiene che debbano essere prese in considerazione basi giuridiche con cui promuovere la produzione cinematografica europea in modo da soddisfare le aspettative riposte nell"e-cinema;

o
o   o

43.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 43 del 16.2.2002, pag. 6.
(2) GU L 26 del 27.1.2001, pag. 1.
(3) GU L 336 del 30.12.2000, pag. 82.
(4) GU C 135 del 7.5.2001, pag. 181.
(5) GU C 73 del 6.3.2001, pag. 3.
(6) GU C 87 E dell'11.4.2002, pag. 221.
(7) GU C 140 E del 13.6.2002, pag. 143.
(8) GU L 167 del 22.6.2001, pag. 10.

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