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Procedura : 2002/2147(COS)
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Ciclo del documento : A5-0313/2002

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A5-0313/2002

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P5_TA(2002)0466

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Giovedì 10 ottobre 2002 - Bruxelles
Competenze e mobilità
P5_TA(2002)0466A5-0313/2002

Risoluzione del Parlamento europeo sulla comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni concernente il Piano d'azione della Commissione per le competenze e la mobilità (COM(2002) 72 – C5-0287/2002 – 2002/2147(COS))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione (COM(2002) 72 – C5-0287/2002),

–   visti gli articoli 39, 40, 149 e 150 del trattato CE,

–   visti i regolamenti (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971(1), e (CEE) n. 574/72 del Consiglio, del 29 marzo 1972, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità(2),

–   vista la direttiva 98/49/CE del Consiglio, del 29 giugno 1998, relativa alla salvaguardia dei diritti a pensione complementare dei lavoratori subordinati e dei lavoratori autonomi che si spostano all'interno della Comunità europea(3),

–   vista la relazione finale della Task Force di alto livello sulle competenze e la mobilità del 14 dicembre 2001,

–   visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla situazione sociale dell'Unione europea 2002 ((SEC(2002) 593),

–   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio concernente "Nuovi mercati europei del lavoro aperti e accessibili a tutti" (COM(2001) 116),

–   vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2001 sulla comunicazione della Commissione concernente "Nuovi mercati del lavoro aperti e accessibili a tutti"(4),

–   vista la sua risoluzione del 4 luglio 2002 sulla comunicazione della Commissione "Rafforzare la dimensione locale della strategia europea per l'occupazione (COM(2001) 629)(5),

–   viste le conclusioni del Consiglio europeo di Stoccolma del 23 e 24 marzo 2001, del Consiglio europeo di Barcellona del 15 e 16 marzo 2002 e del Consiglio europeo di Siviglia del 21 e 22 giugno 2002,

–   visto l'articolo 47, paragrafo 1, del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e i pareri della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione, i mezzi d'informazione e lo sport e della commissione per i diritti della donna e le pari opportunità (A5-0313/2002),

A.   considerando che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea(6), all'articolo 15, stabilisce che ogni persona ha diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata e che ciascun cittadino dell'Unione è libero di cercare un'occupazione, di lavorare e di stabilire o prestare servizi in qualsiasi Stato membro,

B.   considerando che il Consiglio europeo di Stoccolma ha sottolineato l'importanza di attuare politiche miranti ad eliminare gli ostacoli alla mobilità della manodopera tra gli Stati membri per creare mercati europei del lavoro aperti a tutti e per incoraggiare l'acquisizione di competenze da parte dei lavoratori dell'Unione,

C.   considerando che la struttura professionale e la gamma delle competenze della manodopera rappresentano variabili cruciali che spiegano le differenze tra le regioni europee in materia di creazione di posti di lavoro,

D.   considerando che le imprese innovatrici, ad esempio nel settore dei servizi e dell'ambiente, possono portare un contributo essenziale alla mobilitazione del potenziale della società fondata sulla conoscenza per creare posti di lavoro di alta qualità,

E.   considerando che la responsabilità principale dell'attuazione della formazione permanente in seno alle imprese spetta alle parti sociali e che il negoziato collettivo è lo strumento per eccellenza che consente di identificare le condizioni che portano alla promozione dell'accesso alla formazione e allo sviluppo delle qualifiche e competenze di tutti i lavoratori subordinati,

F.   considerando che i settori dell'alta tecnologia sono dominati dagli uomini, che vi rappresentano circa i due terzi degli effettivi,

G.   considerando che la mobilità transfrontaliera è impedita da ostacoli non trascurabili nel settore delle pensioni complementari e che il coordinamento della sicurezza sociale nell'UE deve essere rafforzato, ammodernando, semplificando e ampliando il regolamento (CEE) n. 1408/71(che tuttavia non copre i regimi pensionistici professionali non obbligatori), che la direttiva 98/49/CE regola solo taluni problemi e che a questi ostacoli si aggiungono quelli connessi con la diversità dei regimi fiscali che si applicano soprattutto ai lavoratori frontalieri,

H.   considerando che, secondo le conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona, ratificate dal Consiglio europeo di Barcellona affinché l'Europa possa diventare "l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale", un maggior numero di europei deve acquisire competenze nelle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione,

I.   considerando che occorre tenere ben presente la necessità di promuovere la mobilità allorché si esaminano le disposizioni legislative, in particolare quelle in materia di occupazione e ordine sociale,

J.   considerando che, anche se di scarsa entità, i flussi migratori intracomunitari in questi ultimi anni sono tuttavia aumentati in taluni Stati membri e che l'apporto migratorio diventerà sempre più necessario per compensare almeno in parte la diminuzione della popolazione in età lavorativa,

K.   considerando che il problema che affligge più di 18 milioni di disoccupati nell'UE è la mancanza di posti di lavoro e non un'inadeguata mobilità occupazionale, bassi livelli di mobilità geografica o scarso accesso all'informazione sulla mobilità,

L.   considerando che la causa di una grande percentuale della disoccupazione nei PECO è dovuta a problemi strutturali, ai quali sono confrontate le imprese quando hanno difficoltà a trovare lavoratori altamente qualificati, problemi che favoriscono la fuga dei cervelli da questi paesi verso gli Stati membri dell'UE,

M.   considerando che la Commissione ha convenuto nella sua proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali(7) che occorre fare ulteriori passi avanti per quanto riguarda il riconoscimento reciproco delle qualifiche,

N.   considerando che il lavoro temporaneo può contribuire a promuovere la mobilità, come suggerito dalla Commissione nella sua proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai lavoratori temporanei(8),

1.   plaude al nuovo Piano d'azione della Commissione e si compiace per la coerenza di tale piano con la sua raccomandazione riguardante gli indirizzi di massima delle politiche economiche 2002, in cui viene ribadito l'invito a sopprimere gli ostacoli alla mobilità geografica e professionale; sottolinea tuttavia che il Piano d'azione del 1997 aveva gli stessi obiettivi ed è stato attuato soltanto parzialmente; auspica che il nuovo Piano d'azione abbia un impatto più sostanziale sulla vita dei cittadini, ivi compresi gli immigrati; esprime la speranza che gli Stati membri tengano effettivamente conto di questo Piano d'azione apportando tutte le modifiche strutturali necessarie per la sua piena riuscita; chiede alla Commissione di inserire un allegato alla comunicazione nel quale indichi come ha incorporato nella stessa la politica trasversale di genere in tutte le sue politiche, i piani e le azioni;

2.   deplora l'assenza di un calendario preciso per l'attuazione degli obiettivi e delle azioni del Piano d'azione e invita la Commissione a informarlo sulla sua fissazione;

3.   sostiene tutte le misure volte a favorire la mobilità geografica, purché quest'ultima dipenda da una decisione volontaria del lavoratore, tenuto conto che la priorità deve essere un impegno a ridurre lo squilibrio regionale e a garantire i diritti dei lavoratori a un'occupazione di qualità e all'esercizio dei loro diritti;

4.   ribadisce la necessità di ampliare, ammodernare e semplificare il coordinamento della sicurezza sociale, accelerando la revisione del regolamento (CEE) n. 1408/71; sottolinea ancora una volta la necessità che la Commissione avvii un dialogo con le parti sociali, incluse quelle dei paesi candidati, al fine di esaminare la possibilità di mettere a punto uno "statuto dei lavoratori europei", quale sistema europeo di diritto del lavoro e di sicurezza sociale per i lavoratori costantemente in mobilità;

5.   invita la Commissione ad applicare con maggior rigore le vigenti norme comunitarie sul riconoscimento reciproco delle qualifiche mediante un deferimento più celere al tribunale di prima istanza e alla Corte di giustizia in caso di ripetute violazioni di tali norme da parte delle amministrazioni degli Stati membri; chiede inoltre a tutti gli Stati membri di recepire nel loro ordinamento interno la direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali;

6.   richiama l'attenzione della Commissione sull'esigenza di promuovere iniziative e accordi territoriali per la formazione e la mobilità;

7.   esorta la Commissione e gli Stati membri a rivolgere particolare attenzione soprattutto al fenomeno dell'abbandono prematuro della scuola, che nei vari Stati membri va dall"8 a più del 40%;

8.   ritiene necessario che le autorità locali, visto il loro ruolo strategico, siano integrate nella creazione di una rete di organismi consultivi settoriali ed educativi per avvicinare il mondo del lavoro ai sistemi educativi;

9.   si compiace delle misure proposte dalla Commissione che prevedono mezzi finanziari supplementari per la promozione di scambi di giovani nelle regioni frontaliere, tuttavia ritiene che siano necessarie altre azioni più efficaci per diminuire gli squilibri regionali;

10.   chiede alla Commissione, nel quadro delle prossime linee direttrici per l'occupazione e dei suoi programmi, di proporre l'adozione da parte degli Stati membri di iniziative concrete volte a promuovere la creazione delle imprese innovatrici e l'attuazione di programmi per la creazione di posti di lavoro, in particolare nel settore dei servizi e dell'ambiente;

11.   invita gli Stati membri a mettere debitamente in opera il pilastro "spirito d'azienda" delle linee direttrici per l'occupazione; gli Stati membri devono sostenerlo con fondi adeguati e rafforzare il coordinamento in materia di formazione, favorendo la formazione dei lavoratori indipendenti, dei dirigenti d'azienda e servizi di sostegno specifici;

12.   plaude alla proposta della Commissione di istituire, entro il 2004, una rete di organismi di consulenza dei settori industriale e dell'istruzione, al fine di intensificare la cooperazione tra il mondo del lavoro e i sistemi di istruzione nel loro insieme, e invita la Commissione a esaminare il modo in cui questa rete possa contribuire a ridurre l'elevata percentuale della popolazione UE che lascia la scuola senza qualifiche formali;

13.   invita i comitati aziendali europei(9) a dare un rinnovato slancio alla concertazione e a instaurare un nuovo dialogo fra le istanze elette, sindacali ed europee al fine di identificare le linee direttrici di valutazione che possono rendere possibile l'effettiva trasposizione di qualifiche e di varie esperienze di lavoro; ritiene che esse potranno dare un notevole contributo alla mobilità dei lavoratori e alla formazione professionale;

14.   si compiace dell'iniziativa delle parti sociali, nel loro quadro d'azione per lo sviluppo delle competenze e delle qualifiche durante tutto l'arco della vita, consistente nel presentare una relazione annuale sulle azioni nazionali nei settori prioritari: identificazione delle esigenze, riconoscimento e convalida, sostegno e orientamento, risorse; invita tuttavia gli Stati membri a elaborare i rispettivi patti nazionali di formazione continua in stretta collaborazione con le parti sociali e con le autorità locali e regionali;

15.   sottolinea l'importanza del ruolo delle imprese sociali e delle parti sociali a livello europeo, nazionale e regionale durante tutto il periodo di attuazione del Piano d'azione e chiede che siano associate alla sua verifica e alla sua continuazione nonché a quelle delle singole iniziative, e invita le parti sociali a concludere, in seno alle imprese, accordi per sviluppare prassi di scambio, specie nelle imprese aventi stabilimenti in diversi Stati membri;

16.   invita la Commissione a tener conto del fatto che l'articolo 6 del regolamento (CE) n. 1784/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 luglio 1999 relativo al Fondo sociale europeo(10) può costituire un importante strumento per individuare soluzioni innovative volte a promuovere la mobilità in sede di ridefinizione delle sue priorità tematiche;

17.   ritiene che la creazione di iniziative e di accordi di formazione territoriali nel quadro del partenariato debba avere per obiettivo il sostegno alla formazione nel settore professionale nel quale le donne sono meno rappresentate nonché l'introduzione delle tecnologie dell'informazione e della cominicazione e dei nuovi sistemi di tirocinio che garantiscano un accesso prioritario alle donne, fornendo allo stesso tempo opportunità di formazione e di aggiornamento per i lavoratori più anziani, le persone disabili e altri gruppi svantaggiati;

18.   ritiene che il telelavoro rappresenti uno dei principali mezzi mediante il quale è possibile sfruttare l'innovazione nel settore delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione per evitare la mobilità geografica indesiderata dal lavoratore, a condizione che i lavoratori interessati godano di un'adeguata protezione sociale;

19.   manifesta la propria soddisfazione per l'importanza che è stata data all'istruzione interculturale quale mezzo per preparare i giovani alla mobilità nell'Unione europea e invita gli Stati membri a provvedere all'informazione e alla formazione dei direttori scolastici e dei responsabili dell'insegnamento in merito alle possibilità offerte dai programmi disponibili;

20.   ritiene indispensabile che gli operatori sindacali possano disporre di informazioni pertinenti sulla società della comunicazione elettronica e le sue ripercussioni sull'organizzazione tradizionale del lavoro, sull'occupazione, sulle attività e le pratiche sindacali; ritiene che la loro conoscenza dei processi in corso li renderà più capaci di dare un contributo positivo nel rispondere a tali mutamenti;

21.   si congratula per gli sforzi tesi a rendere possibile la partecipazione transfrontaliera ai fondi pensionistici; a tale riguardo si compiace della recentissima decisione della Commissione di avviare consultazioni con le parti sociali sul trasferimento dei diritti a pensione complementare nell'Unione e chiede che anche questo Parlamento vi sia pienamente associato;

22.   sottolinea l'esigenza di trovare una soluzione riguardante il periodo di attesa eccessivamente lungo per l'apertura dei diritti a pensione complementare, da cui derivano diritti a pensione ridotti per i lavoratori mobili e una discriminazione nei confronti delle donne;

23.   conviene con la Commissione nel ritenere che occorra conseguire risultati positivi quanto alla trasferibilità dei diritti a pensione complementare dei lavoratori migranti; sottolinea ancora una volta l'esigenza di abolire la doppia imposizione e di puntare a uno stesso sistema di prelievo sui redditi da pensione nonché ad una esenzione dai contributi ovvero ad una loro riduzione;

24.   sollecita la Commissione a presentare prontamente la valutazione prevista dalla direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi(11), che avrebbe dovuto essere realizzata già nel dicembre 2001;

25.   si compiace del fatto che la Commissione abbia introdotto nel suo Piano d'azione un'iniziativa importante che non sfuggirà ai cittadini dell'Unione europea, cioè la creazione di una carta europea di assicurazione malattia e ne attende la presentazione per l'inizio del 2003 e un'applicazione nel 2004;

26.   sottolinea che alcuni Stati membri hanno iniziato ad assumere attivamente cittadini di paesi terzi non appartenenti all'UE; ritiene al riguardo che il fatto di accogliere lavoratori migranti possa contribuire notevolmente alla strategia occupazionale europea, e invita pertanto la Commissione e il Consiglio a conformarsi allo spirito del mandato conferito dal Consiglio europeo di Tampere e a garantire l'integrazione economica, sociale e politica di questi lavoratori;

27.   ritiene importante creare basi di dati a livello europeo che possano mostrare effettivamente tutte le forme di mobilità nel settore dell'istruzione e della formazione professionale (programmi di mobilità, soggiorni all'estero su iniziativa personale, ecc., fuori/dentro l'UE);

28.   invita la Commissione a seguire con grande attenzione i programmi di mobilità offerti ai giovani nei loro corsi di formazione (universitaria o tecnica) e a indurre gli Stati membri a porre in essere condizioni di accoglienza (alloggi e servizi vari) corrispondenti; richiama l'attenzione della Commissione sul fatto che il costo di questi scambi è un freno obiettivo alla mobilità e opera una vera e propria selezione rispetto ai mezzi finanziari dei giovani;

29.   auspica che la Commissione presenti proposte efficaci per modernizzare il sistema EURES e integrarlo nei servizi per l'occupazione degli Stati membri, tenendo conto del coinvolgimento essenziale delle autorità locali e regionali e delle parti sociali così che il baricentro del sistema EURES non si stabilisca a livello centrale ma si mantenga nelle regioni frontaliere interessate;

30.   sottolinea l'importanza, a tale riguardo, di mantenere in attività i Consigli sindacali interregionali che integrano in modo sostanziale il funzionamento del sistema EURES, ma ribadisce che non è opportuno lasciare la loro sopravvivenza alla discrezione dei vari governi nazionali interessati;

31.   chiede alla Commissione di includere nelle linee direttrici per l'occupazione criteri di gestione dei flussi migratori, nonché obiettivi e azioni volte a favorire l'integrazione delle persone immigrate mediante posti di lavoro e ad aiutare loro e le loro famiglie a integrarsi nelle comunità locali mediante la fornitura di servizi pubblici di alta qualità;

32.   appoggia l'intento della Commissione di presentare nel 2003 una relazione sull'interazione tra politica dell'immigrazione, politica dell'occupazione e politica sociale;

33.   sottoscrive l'appello della Commissione al Consiglio affinché sia accelerata l'approvazione delle diverse direttive menzionate nel Piano d'azione, osservando nel contempo che anche in regolamenti quali il regolamento (CEE) n. 1612/68 del Consiglio, del 15 ottobre 1968, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all'interno della Comunità(12) e il regolamento (CEE) n. 1408/71, occorre tener conto dei cittadini dei paesi terzi;

34.   ritiene importante che la Commissione, nel quadro della strategia di preadesione, aiuti i PECO a individuare le azioni prioritarie per realizzare una politica fortemente orientata, in modo che i lavoratori e quanti cercano un lavoro diventino altamente qualificati;

35.   ritiene che sia anche importante che i PECO, sostenuti dai programmi della Commissione, creino le proprie strutture di innovazione e ricerca per evitare di perdere lavoratori altamente qualificati; è dell'avviso che gli Stati membri, dal canto loro, sostenuti in parte dai programmi della Commissione, debbano favorire più visibilmente gli scambi di esperienze con questi paesi e rimanere aperti a una stretta collaborazione per dare sostegno a misure volte a stimolare la crescita economica e occupazionale nonché la creazione di posti di lavoro a livello locale;

36.   invita le istituzioni europee a dare il buon esempio riformando le condizioni di occupazione e di remunerazione dei loro funzionari ed altri dipendenti, in modo da agevolare, ad esempio, il trasferimento nel regime pensionistico comunitario dei diritti acquisiti in una precedente attività lavorativa;

37.   deplora di non aver avuto l'opportunità di pronunciarsi sulla comunicazione della Commissione prima della sua presentazione al Consiglio europeo di Barcellona;

38.   segnala che, qualora la Commissione dovesse nuovamente scegliere questa modalità di presentazione delle sue proposte, intende trarre le dovute conclusioni e agire di conseguenza nel contesto della procedura di bilancio;

39.   ritiene che i sistemi educativi perseguano obiettivi più ampi e più umani rispetto ai sistemi di formazione e che, di conseguenza, il loro contenuto non debba essere determinato da carenze di competenze temporanee; ritiene inoltre che, accanto al perfezionamento professionale, i sistemi educativi dovrebbero promuovere la sensibilità rispetto alle diverse culture, l'acquisizione di competenze linguistiche e il concetto di cittadinanza che, a loro volta, contribuiscono a accrescere la mobilità;

40.   sottolinea l'importanza che rivestono in questo contesto le iniziative comunitarie e-Europe ed e-Learning;

Azioni specifiche

41.   'Azione 1": sottolinea l'importanza di garantire la presenza di un numero sufficiente di insegnanti motivati e in possesso di competenze adeguate (in particolare nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione) e la necessità di promuovere gli scambi di insegnanti tra gli Stati membri e anche con i paesi candidati all'adesione;

42.   'Azione 2": invita la Commissione a individuare programmi a livello nazionale e regionale che siano riusciti a stimolare l'interesse dei giovani, in particolare delle giovani donne, per la matematica, la scienza e la tecnologia; invita inoltre la Commissione a diffondere esempi di prassi eccellenti;

43.   'Azione 3": richiama l'attenzione sul ruolo che potrebbe svolgere l'iniziativa e-Learning al fine di migliorare le prestazioni scolastiche degli studenti che vivono nelle zone rurali isolate;

44.   'Azione 4": sottolinea che la rete di organi consultivi settoriali ed educativi, che sarà creata dalla Commissione, dovrà avere lo scopo di diffondere le prassi eccellenti;

45.   'Azione 6": segnala le necessità di una campagna informativa volta, da un lato, a sensibilizzare i lavoratori sull'esistenza di riconoscimenti a livello europeo per la formazione permanente e, dall'altro, ad accrescere il prestigio di tali riconoscimenti rendendo pubblici i casi che sono stati premiati;

46.   'Azione 18": richiama l'attenzione sulla necessità di sviluppare ulteriormente i risultati dell'Anno europeo delle lingue 2001; sottolinea l'importanza di promuovere l'apprendimento delle lingue straniere tra coloro che seguono corsi di formazione professionale, per i quali i tassi di mobilità internazionale tendono ad essere più bassi rispetto alle persone che hanno compiuto studi superiori, e ricorda che è essenziale che la Commissione e gli Stati membri facciano tutto il possibile per favorire l'apprendimento delle lingue straniere fin dalla più giovane età;

47.   'Azione 19": ritiene che i programmi Socrates e Leonardo da Vinci costituiscano esempi eccellenti di mobilità internazionale; ritiene inoltre che le azioni volte a promuovere la mobilità debbano tenere in maggiore considerazione le persone meno qualificate;

o
o   o

48.   invita la Commissione a tenere pienamente conto delle conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona, in particolare del fatto che entro il 2010 il 60% delle donne dovrebbe partecipare al mercato del lavoro;

49.   sottolinea che la nuova direttiva riveduta e approvata 76/207/CEE del Consiglio, del 9 febbraio 1976, relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro(13) consentirà agli Stati membri di prendere misure positive per la formazione professionale nonché per l'accesso all'occupazione nei casi in cui uno dei due sessi sia sottorappresentato, e invita la Commissione a incorporare questo punto nelle sue proposte;

50.   ritiene che la mobilità dei lavoratori con figli, specialmente le donne, dipenda in ampia misura dalla disponibilità e dai costi dei servizi connessi con la cura dei bambini e dalla qualità dell'offerta nel settore dell'istruzione, che possono variare da uno Stato membro all'altro e all'interno di uno stesso Stato membro; chiede misure secondarie in questi settori per conseguire gli obiettivi del Piano d'azione;

51.   chiede alla Commissione di garantire, nell'ambito dei suoi poteri, una pari rappresentanza degli uomini e delle donne all'interno della rete degli organi consultivi dei settori industriale e dell'istruzione nonché in tutti gli altri organi consultivi da creare nell'ambito del presente Piano d'azione;

52.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 149 del 5.7.1971, pag. 2.
(2) GU L 74 del 27.3.1972, pag. 1.
(3) GU L 209 del 25.7.1998, pag. 46.
(4) GU C 177 E del 25.7.2002, pag. 330.
(5) P5_TA(2002)0373.
(6) GU C 364 del 18.12.2000, pag. 1.
(7) GU C 181 E del 30.7.2002, pag. 183.
(8) GU C 203 E del 27.8.2002, pag. 1.
(9) Istituzione del Comitato aziendale europeo: direttiva 94/45/CE del Consiglio, del 22 settembre 1994, riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie e relazione sullo stato d'applicazione di tale direttiva (COM(2000) 188 def.).
(10) GU L 213 del 13.8.1999, pag. 5.
(11) GU L 18 del 21.1.1997, pag. 1.
(12) GU L 257 del 19.10.1968, pag. 2.
(13) GU L 39 del 14.2.1976, pag.40.

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