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RC-B6-0091/2005

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Giovedì 24 febbraio 2005 - Strasburgo
Settore siderurgico
P6_TA(2005)0050RC-B6-0091/2005

Risoluzione del Parlamento europeo sulle prospettive future del settore siderurgico

Il Parlamento europeo,

–   visti la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare le disposizioni relative ai diritti sociali, e l'articolo 136 del trattato CE secondo cui gli Stati membri hanno come obiettivi la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l'emarginazione,

–   vista la direttiva 2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2002, che istituisce un quadro generale relativo all'informazione e alla consultazione dei lavoratori(1), nonché le direttive 98/59/CE(2) e 94/45/CE(3), tese entrambe al ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri relative agli strumenti di dialogo tra le parti sociali;

–   viste le sue precedenti risoluzioni riguardanti il settore siderurgico, le ristrutturazioni e le fusioni industriali, in particolare la risoluzione del 12 febbraio 2004 sulla crisi nel settore siderurgico (AST/Thyssen Krupp)(4), approvata all'unanimità,

–   viste le continue perdite di posti di lavoro nel settore siderurgico a livello europeo,

–   visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.   considerando che l'Europa è stata costruita con la creazione della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA),

B.   considerando che la strategia di Lisbona ha come obiettivo di fare dell'Unione europea l'economia della conoscenza la più competitiva e dinamica del mondo, capace di una crescita economica sostenibile accompagnata da più posti di lavoro, da occupazione di qualità e da una maggiore coesione sociale;

C.   preoccupato per la dismissione di quelle produzioni ad alto contenuto tecnologico che, negli scorsi anni, sono state indicate come modello per il loro know-how tecnologico e quindi tali da essere tutelate;

D.   considerando che è interesse di tutta l'Unione europea tutelare e preservare le attività propriamente industriali che occupano una grandissima porzione della popolazione lavoratrice dell'Europa allargata;

E.   considerando che la solidarietà necessita di azioni concrete sia nel presente che per le future generazioni attraverso una coesione sociale ed economica che aiuti le aree svantaggiate e i gruppi della popolazione dell'Unione europea ad eliminare le differenze attraverso una crescita ed una competitività rafforzata;

F.   considerando il mancato rispetto degli impegni presi con il governo italiano da parte della Thyssen Krupp nella vertenza di Terni, che prevedeva il mantenimento del polo siderurgico a fronte di benefici in termini di infrastrutture e costi dell'energia;

G.   considerando che nessuna ragione di carattere industriale giustifica il non mantenimento degli accordi del giugno 2004 tenendo, peraltro, conto dell'incremento del 55% dell'utile netto della società che ha recentemente superato gli 844 milioni EUR;

H.   considerato che, a meno di un anno da quell'accordo, l'azienda ha nuovamente annunciato la sua intenzione di chiudere l'impianto del lamierino magnetico con rischio di abbandono delle fucine il prossimo anno; considerando che nessuna ragione di carattere industriale giustifica il non mantenimento di accordi raggiunti da tutte le parti e il disimpegno della Thyssen Krupp da Terni;

I.   considerando che l'eventuale ridimensionamento dell'acciaio magnetico ternano si tradurrebbe in una sostanziale uscita dell'Italia da questo comparto strategico con gravi conseguenze per la competitività del sistema e per un'occupazione giovane e qualificata;

J.   considerando il significativo investimento pubblico, inclusi i Fondi strutturali dell'obiettivo 2 e il Fondo Sociale europeo per lo sviluppo di sistemi locali, infrastrutture e formazione specializzate, dei quali ha beneficiato la Thyssen Krupp;

K.   tenendo conto della rinnovata mobilitazione dei lavoratori dipendenti interessati, delle loro organizzazioni sindacali, delle popolazioni e dei rappresentanti delle autorità locali;

1.   chiede alla Commissione, come già richiesto nella sua sopraccitata risoluzione del 12 febbraio 2004, di presentare una strategia più determinata di fronte alle ristrutturazioni industriali e al loro impatto sociale;

2.   chiede alla Commissione e agli Stati membri di promuovere iniziative volte a scongiurare il ridimensionamento del settore siderurgico europeo e le conseguenti perdite di posti di lavoro qualificato in particolare in quei poli di eccellenza nelle cui innovazioni molto è investito;

3.   sollecita la Thyssen Krupp, fermi restando gli interventi del governo italiano e della Commissione, a mantenere i livelli occupazionali, rispettare il piano d'investimenti presentato nel giugno 2004 ed a potenziare le altre produzioni (fucinati e titanio) non direttamente legate al "core-business" dell'acciaio inossidabile;

4.   esprime solidarietà ai lavoratori interessati e alle loro famiglie, compresi quelli occupati nelle imprese dell'indotto e nei settori collegati, a rischio di ridimensionamento occupazionale;

5.   ritiene che l'uso dei fondi comunitari, soprattutto quelli industriali e del Fondo sociale europeo, debba sottostare a regole precise subordinate all'innovazione, allo sviluppo locale, all'occupazione e all'impegno produttivo nel territorio, a lungo termine, da parte dell'impresa che ne beneficia; in particolare, chiede il rispetto ed il rafforzamento dei regolamenti relativi all'uso dei fondi strutturali;

6.   chiede alla Commissione ed ai governi nazionali di prevedere una legislazione in materia di responsabilità sociale delle imprese che contribuisca ad uno sviluppo sostenibile;

7.   ritiene che l'Europa debba promuovere l'innovazione attraverso lo sviluppo degli interessi industriali in particolare per i settori avanzati e di alta tecnologia, sostenendo piani adeguati di riconversione industriale; sottolinea che gli investimenti nella ricerca e sviluppo possono essere utilizzati per elaborare nuovi materiali, design e processi che possono riconfigurare settori industriali tradizionali;

8.   chiede alla Commissione di presentare una comunicazione sullo stato attuale del settore siderurgico e di creare un gruppo di alto livello per il settore;

9.   invita la Commissione, dopo la scadenza del Trattato CECA, a presentare una strategia per le prospettive future del settore siderurgico al fine di promuovere una capacità indipendente europea in questo settore;

10.   invita gli Stati membri a promuovere e a rafforzare il dialogo sociale nel rispetto della legislazione nazionale ed europea in materia di informazione e di consultazione dei lavoratori, e ad adottare misure efficaci miranti a proteggere i rappresentanti sindacali;

11.   sollecita la Commissione ad adoperarsi con una decisione in sede OMC ed OCSE al fine di garantire la salvaguardia dell'industria siderurgica europea nel mercato internazionale;

12.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, all'OMC, all'OCSE nonché alle parti sociali.

(1) GU L 80 del 23.3.2002, pag. 29.
(2) Direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi (GU L 225 del 12.8.1998, pag. 16).
(3) Direttiva 94/45/CE del Consiglio, del 22 settembre 1994, riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie (GU L 254 del 30.9.1994, pag. 64). Direttiva modificata dalla direttiva 97/74/CE (GU L 10 del 16.1.1998, pag. 22).
(4) GU C 97 E del 22.4.2004, pag. 637.

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