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Procedura : 2004/0167(COD)
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Ciclo del documento : A6-0184/2005

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A6-0184/2005

Discussioni :

PV 05/07/2005 - 13

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PV 06/07/2005 - 4.7

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P6_TA(2005)0279

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Mercoledì 6 luglio 2005 - Strasburgo
Fondo europeo di sviluppo regionale ***I
P6_TA(2005)0279A6-0184/2005
Risoluzione
 Testo consolidato

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (COM(2004)0495 – C6-0089/2004 – 2004/0167(COD))

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2004)0495)(1),

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, l'articolo 162 e l'articolo 299, paragrafo 2, del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0089/2004),

–   visto l'articolo 160 del trattato CE,

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, della commissione per la pesca e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere(A6-0184/2005),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) Non ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale.


Posizione del Parlamento Europeo definita in prima lettura il 6 luglio 2005 in vista dell'adozione del regolamento (CE) n. .../2005 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale
P6_TC1-COD(2004)0167

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 162, paragrafo 1, e l'articolo 299, paragrafo 2, secondo comma,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(1),

visto il parere del Comitato delle regioni(2),

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(3),

considerando quanto segue:

(1)  L'articolo 160 del trattato prevede che il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) sia destinato a contribuire alla correzione dei principali squilibri regionali esistenti nella Comunità. Il FESR contribuisce pertanto a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite, comprese le zone rurali e urbane, le zone interessate da una transizione industriale e le regioni che risentono di svantaggi naturali o demografici gravi e permanenti, le zone a scarsa densità demografica, le zone frontaliere e di montagna e le isole.

(2)  Le disposizioni comuni relative ai Fondi strutturali e al Fondo di coesione sono contenute nel regolamento (CE) n. .../2005(4), [recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione]. È necessario stabilire disposizioni specifiche in merito al tipo di attività che possono essere finanziate dal FESR nell'ambito degli obiettivi definiti nel suddetto regolamento.

(3)  Gli interventi del FESR devono essere inquadrati in una strategia globale per la politica di coesione che garantisca una maggiore concentrazione dell'assistenza sulle priorità comunitarie e cerchi di affrontare le cause inerenti alle disparità regionali, in particolare all'interno delle regioni in ritardo di sviluppo.

(4)  Gli Stati membri e la Commissione dovrebbero garantire che non vi siano discriminazioni in base a genere, razza o origine etnica, religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale durante le varie fasi di applicazione del FESR e degli altri Fondi strutturali, in particolare all'atto di accordare l'accesso ad essi.

(5)  Il regolamento (CE) n. .../2005 prevede che le norme in materia di ammissibilità delle spese vengano fissate a livello nazionale, con talune eccezioni per le quali è necessario prevedere disposizioni specifiche. Occorre pertanto stabilire le eccezioni relative al FESR.

(6)  L'attuazione efficiente ed efficace dell'azione sostenuta dal FESR dipende da una buona gestione e dalla collaborazione e partecipazione di tutti i partner territoriali, socioeconomici e ambientali interessati, in particolare gli enti interregionali, regionali e locali, a tutti gli stadi della programmazione: preparazione, esecuzione, seguito e valutazione. Ove necessario, la cooperazione fra le autorità regionali e locali sarà rafforzata per la realizzazione di obiettivi comuni.

(7)  Nel quadro dell'assistenza tecnica, prevista agli articoli 43 e 44 del regolamento (CE) n. .../2005, il FESR può finanziare le azioni di preparazione, sorveglianza, sostegno amministrativo e tecnico, valutazione, audit e controllo necessarie sia per i servizi amministrativi pubblici che per gli altri attori territoriali interessati, come le organizzazioni non governative (ONG), le associazioni di rappresentanti eletti, le organizzazioni socio-professionali e quelle ambientali.

(8)  Partendo dall'esperienza e dagli aspetti positivi dell'iniziativa comunitaria Urban e degli interventi dell'obiettivo 2 nelle zone urbane in crisi, previsti all'articolo 20, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui Fondi strutturali(5), la dimensione urbana, compreso il livello di investimento nello sviluppo urbano sostenibile, dovrebbe essere rafforzata integrando pienamente le azioni destinate a questo settore nei programmi operativi cofinanziati dal FESR. Un ruolo importante spetta alle iniziative locali di sviluppo e occupazione e al loro potenziale innovativo.

(9)  Un particolare impegno dovrebbe essere volto a garantire la complementarità e la coerenza tra il sostegno concesso dal FESR e quello concesso dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale ai sensi del regolamento (CE) n. .../2005(6) e dal Fondo europeo per la pesca ai sensi del regolamento (CE) n. .../2005(7). I programmi cofinanziati dal FESR dovrebbero pertanto offrire un sostegno alla diversificazione delle economie rurali, alla loro dimensione culturale e allo sviluppo del turismo, alla diversificazione delle economie delle zone dipendenti dalla pesca rispetto alle attività tradizionali nonché alla creazione di posti di lavoro stabili, e aiutare dette regioni ad acquisire una maggiore attrattiva sotto il profilo economico e sociale.

(10)  Occorre garantire che le azioni sovvenzionate dal FESR a vantaggio delle piccole e medie imprese (PMI) tengano conto della Carta europea per le piccole imprese adottata nell'ambito del Consiglio europeo di Santa Maria de Feira e ne sostengano l'applicazione.

(11)  È auspicabile sviluppare gli strumenti e i settori di sostegno disponibili a titolo dell'obiettivo di convergenza, introducendo un nuovo meccanismo di assistenza alle PMI e un nuovo approccio allo sviluppo regionale, consistente nel mettere gratuitamente a disposizione delle PMI i risultati della ricerca finanziata interamente da fondi pubblici.

(12)  Occorre inoltre creare un maggiore coordinamento tra le azioni del FESR ed il settimo programma quadro di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (8).

(13)  Un'attenzione specifica dovrebbe essere riservata alle regioni ultraperiferiche, estendendo a titolo eccezionale l'intervento del FESR al finanziamento di aiuti al funzionamento legati alla compensazione dei costi aggiuntivi derivanti dalla loro particolare situazione socioeconomica strutturale, aggravata dalla grande distanza, dall'insularità, dalla superficie ridotta, dalla topografia e dal clima difficili e dalla dipendenza economica da alcuni prodotti, fattori la cui persistenza e il cui cumulo recano grave danno al loro sviluppo e al loro accesso al mercato interno, in conformità dell"articolo 299, paragrafo 2, del trattato.

(14)  Il FESR dovrebbe trattare i problemi di accessibilità e lontananza dai grandi mercati che caratterizzano zone con una densità di popolazione estremamente limitata, secondo quanto indicato nel protocollo n. 6 dell'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia. Il FESR dovrebbe inoltre occuparsi delle difficoltà specifiche affrontate da isole, zone di montagna, regioni di frontiera e zone scarsamente popolate la cui posizione geografica costituisce un ostacolo allo sviluppo, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo sostenibile autonomo in tali regioni.

(15)  Per quanto riguarda le TEN, il FESR dovrebbe ulteriormente migliorare il legame con i nuovi Stati membri, in particolare per rafforzare le relazioni economiche con detti paesi.

(16)  Il FESR dovrebbe garantire la sinergia dei propri interventi con quelli del Fondo sociale europeo e del Fondo di coesione, nonché la complementarità e la coerenza con le altre politiche comunitarie.

(17)  È necessario stabilire disposizioni specifiche relative alla programmazione, alla gestione, alla sorveglianza e al controllo dei programmi operativi nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea", nonché garantire la complementarità e la coerenza con le altre politiche comunitarie, compresa la "politica di grande vicinato".

(18)  È necessario sostenere una cooperazione transfrontaliera e transnazionale efficace con i paesi limitrofi della Comunità nei casi in cui ciò serva a garantire che le regioni degli Stati membri che confinano con tali paesi possano essere efficacemente assistite nel loro sviluppo. Va altresì garantito che le regioni di frontiera dell'Unione europea interessate non vedano ulteriormente pregiudicati le opportunità e i diritti di cui hanno goduto finora e non risultino penalizzate rispetto alle regioni situate alle frontiere interne dell'Unione europea. Occorre pertanto autorizzare a titolo eccezionale il finanziamento dell'assistenza del FESR per progetti ubicati sul territorio di paesi terzi qualora tali progetti apportino benefici alla cooperazione transfrontaliera con le regioni della Comunità. È altresì necessario garantire un giusto equilibrio nella ripartizione delle risorse finanziarie fra gli elementi transnazionali e quelli transfrontalieri dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea". L'elemento transfrontaliero richiede una particolare attenzione dal momento che l'Unione europea ha notevolmente esteso i suoi confini e molte delle regioni in ritardo sono regioni frontaliere.

(19)  É necessario abrogare il regolamento (CE) n. 1783/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 1999, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale(9),

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

CAPITOLO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento definisce i compiti del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), la portata del suo intervento con riguardo agli obiettivi "Convergenza", "Competitività regionale, occupazione e inclusione sociale" e "Cooperazione territoriale europea" quali definiti all'articolo 3 del regolamento (CE) n. .../2005, [recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione], nonché i tipi di spesa che possono beneficiare del sostegno del Fondo.

Esso stabilisce disposizioni specifiche relative al trattamento delle zone urbane e rurali, delle zone dipendenti dalla pesca, delle regioni ultraperiferiche, delle regioni insulari, delle regioni frontaliere, delle zone con svantaggi naturali o demografici gravi e permanenti e delle zone di montagna.

Il regolamento fissa inoltre disposizioni specifiche per l'obiettivo "Cooperazione territoriale europea", segnatamente in termini di programmazione, attuazione, gestione, sorveglianza e controllo.

Articolo 2

Finalità

Il FESR contribuisce al finanziamento di aiuti destinati a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale nel contesto della strategia dell'Unione europea di sviluppo sostenibile affrontando e trattando le cause inerenti alle disparità interregionali e intraregionali e sostenendo lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle economie regionali, inclusa la riconversione delle regioni industriali in declino.

In tal modo, il FESR dà attuazione alle priorità comunitarie, i cui dettagli sono stabiliti dai partner regionali e locali conformemente ai programmi operativi e alle norme nazionali, in particolare:

   a) all'esigenza di rafforzare la competitività attraverso un approccio innovativo allo sviluppo regionale e locale teso a creare posti di lavoro stabili, a promuovere l'inclusione sociale e la parità fra uomini e donne, e a realizzare miglioramenti ambientali e sociali attraverso l'attuazione della normativa comunitaria in materia ambientale e sociale;
   b) alla necessità di eliminare le barriere cui si trovano di fronte i disabili per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e alle aree edificate, garantendo che l'accessibilità sia un requisito di qualsiasi progetto finanziato dai Fondi.

Articolo 3

Ambito di intervento

1.  Il FESR concentra il proprio intervento su un numero ristretto di priorità tematiche. Il tipo e la portata delle azioni finanziabili nell'ambito di ciascuna priorità rispecchiano la diversa natura degli obiettivi "Convergenza", "Competitività regionale, occupazione e inclusione sociale" e "Cooperazione territoriale europea" conformemente agli articoli 5, 6 e 7.

2.  Il FESR contribuisce al finanziamento di:

   a) investimenti produttivi diretti principalmente alle PMI che contribuiscono alla creazione di posti di lavoro e alla loro conservazione;
   b) infrastrutture;
   c) altre iniziative di sviluppo e per l'occupazione comprendenti i servizi alle imprese, la creazione e lo sviluppo di strumenti finanziari quali il capitale di rischio, i fondi di credito e di garanzia e i fondi di sviluppo locale, gli abbuoni di interesse, i servizi zonali, le iniziative congiunte locali, la messa in rete e la cooperazione nonché gli scambi sinergici di esperienze tra regioni, città, e operatori sociali, economici e ambientali interessati;
   d) dinamiche di crescita e occupazione delle PMI (attività imprenditoriali quali creazione e cessione di imprese, dinamica d'impresa, economia esterna e sviluppo di settori di competenza);
   e) e) assistenza tecnica, secondo quanto disposto agli articoli 43 e 44 del regolamento (CE) n. .../2005.

Articolo 4

Sviluppo regionale equilibrato e sostenibile

Per sviluppo regionale si intende il mantenimento, lo sviluppo e, all'occorrenza, la ridefinizione di condizioni di vita e di lavoro sostenibili nelle regioni.

Articolo 5

Convergenza

Nell'ambito dell'obiettivo "Convergenza", l'intervento del FESR è destinato in primo luogo a favorire lo sviluppo economico e sociale sostenibile e integrato, a livello regionale, locale, urbano e rurale, mobilitando e rafforzando la capacità endogena tramite programmi volti all'ammodernamento e alla diversificazione delle strutture economiche, amministrative e sociali regionali e locali, e la creazione di posti di lavoro stabili, principalmente nei seguenti settori:

1)   innovazione territoriale, incluso il rafforzamento delle capacità degli attori istituzionali, sociali ed economici regionali e locali e la modernizzazione delle amministrazioni pubbliche, degli enti di sviluppo e delle istituzioni finanziarie;

2)  2) ricerca e sviluppo tecnologico (R&ST), innovazione e imprenditorialità, inclusi il rafforzamento delle capacità di ricerca e sviluppo tecnologico regionali e la loro integrazione nello Spazio europeo di ricerca, al fine di ridurre il divario tecnologico fra regioni.

Aiuto alla R&ST nelle (PMI) e al trasferimento di tecnologie. Miglioramento dei legami in particolare tra le PMI, le università, le organizzazioni non governative e i centri di ricerca e sviluppo tecnologico, sviluppo di reti e cluster di imprese nonché di partenariati privati- pubblici, sostegno alla fornitura di servizi tecnologici e aziendali ai gruppi di PMI e microimprese, incentivazione dell'imprenditorialità e finanziamento dell'innovazione per le PMI e le microimprese tramite nuovi strumenti finanziari.

Sostegno dell'apparato strumentale classico di aiuti all'economia regionale, come la promozione mirata di insediamenti ed investimenti delle imprese non solo nel settore delle PMI, nonché la creazione e il potenziamento dell'infrastruttura economica.Vanno compiuti sforzi particolari per migliorare le competenze, la capacità di azione e la rappresentabilità delle organizzazioni di PMI, microimprese e imprese artigianali.

Le PMI possono beneficiare gratuitamente dei prodotti, non ancora brevettati, della ricerca finanziata interamente dai fondi pubblici attraverso il bilancio comunitario o istituti di ricerca nazionali, purché tale ricerca sia trasformata direttamente in un prodotto industriale innovativo. Onde sostenere lo scambio di conoscenze senza la necessità di sviluppare nuove competenze, dovrebbe essere accessibile, come strumento generale, l'applicazione di un "voucher di conoscenza" regionale o nazionale;

3)  3) società dell'informazione, incluso lo sviluppo di contenuti, servizi e applicazioni locali; miglioramento dell'accesso ai servizi pubblici on-line e sviluppo di tali servizi; aiuti e servizi alle PMI ai fini dell'adozione e di un uso efficace delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) ovvero dello sfruttamento di nuove idee;

4)   iniziative locali per l'occupazione e lo sviluppo: aiuti destinati alle infrastrutture che forniscono servizi zonali per creare nuovi posti di lavoro, eccettuate le misure finanziate dal Fondo sociale europeo;

5)   promozione della parità tra uomini e donne, tra cui promozione della creazione di imprese, misure specifiche per le imprenditrici allo scopo di agevolare lo sfruttamento economico di nuove idee e aiuto alla creazione di nuove imprese da parte di istituti universitari ed imprese esistenti, promozione di infrastrutture e servizi che consentano di conciliare la vita familiare e professionale;

6)  6) ambiente, inclusi gli investimenti connessi alla gestione dei rifiuti, alla gestione e alla qualità dell'acqua, compresa la sicurezza dell"approvvigionamento idrico, mediante l'applicazione della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque(10), al trattamento delle acque reflue urbane e alla qualità dell'aria; prevenzione e controllo integrato dell'inquinamento; eliminazione delle discariche contaminate e riabilitazione di spazi e terreni contaminati; promozione della biodiversità e tutela del patrimonio naturale; promozione dello sviluppo delle infrastrutture per dare attuazione a Natura 2000; aiuti alle PMI per promuovere modelli di produzione sostenibile tramite l'introduzione di sistemi di gestione ambientale economicamente validi e l'adozione e l'utilizzo di tecnologie per la prevenzione dell'inquinamento;

7)   conversione, incluse le verifiche relative alla contaminazione delle discariche, la riabilitazione di terreni militari e il loro ripristino per usi civili, per il ritorno alla natura o per rimboschimento, lo smaltimento di agenti tossici, la ricostruzione e l'ammodernamento delle caserme e dei relativi terreni per un recupero economico, sociale e culturale, anche della zona d'influenza corrispondente, in particolare promuovendo in questo contesto le PMI;

8)  8) prevenzione dei rischi, inclusa l'elaborazione e l'attuazione di piani intesi a prevenire e gestire i rischi naturali e tecnologici;

9)  9) turismo e cultura, inclusa la promozione dei beni naturali e culturali in quanto potenziale di sviluppo per un turismo sostenibile; protezione e valorizzazione del patrimonio fisico e culturale a sostegno dello sviluppo economico; aiuti per migliorare l'offerta di servizi turistici tramite nuove prestazioni con più alto valore aggiunto e per agevolare il passaggio a nuove forme più sostenibili di turismo;

10)   rilancio economico e sociale delle città e delle periferie urbane in crisi: piani globali di sviluppo sostenibile delle aree urbane in crisi, delle città medie e piccole con funzione di centri e delle aree urbane periferiche; rilancio dei rapporti tra città e hinterland per quanto concerne i servizi di interesse economico generale;

11)  11) trasporti, incluse le reti transeuropee, i grandi progetti tecnici e logistici europei, la costruzione e il potenziamento delle reti stradali al di fuori della spina dorsale delle TEN-T, tenendo conto della necessità di creare collegamenti con le regioni insulari, rurali, prive di accesso al mare o comunque periferiche, e tra queste regioni e le regioni centrali della Comunità, incluse le strategie integrate di ambito urbano per un trasporto urbano pulito e sostenibile, con investimenti che contribuiscano a migliorare l'accesso di passeggeri e merci, in particolare delle persone a mobilità ridotta, ai servizi nonché la qualità di questi ultimi, ad ottenere un maggiore equilibrio della ripartizione modale dei trasporti, a potenziare i sistemi intermodali ed a ridurre l'impatto ambientale e il tasso di incidenti stradali, inclusi l'inquinamento acustico e l'inquinamento da polveri sottili, nonché a introdurre carburanti sostitutivi;

12)  12) energia, incluse le TEN, con investimenti che contribuiscano a migliorare la sicurezza e la qualità dell'approvvigionamento, a preservare posti di lavoro, a completare la realizzazione del mercato interno e ad integrare considerazioni ambientali, miglioramento dell'efficacia energetica e sviluppo delle energie rinnovabili;

13)  13) istruzione, con investimenti nella formazione professionale e nell'apprendimento durante tutto l'arco della vita, soprattutto per i giovani e le donne, che contribuiscano ad aumentare le attrattive e la qualità della vita nelle regioni, risanare i sistemi produttivi e a sostenere il potenziamento delle competenze e la promozione dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, anche attraverso l'applicazione delle nuove tecnologie;

14)  14) sanità, inclusi gli investimenti volti a potenziare e migliorare le prestazioni sanitarie e la prevenzione di malattie nonché ad agevolare l'accesso ai servizi sanitari, favorendo in tal modo lo sviluppo regionale e la qualità della vita nelle regioni;

15)  15) aiuti diretti all'investimento nelle PMI, che contribuiscano alla creazione e alla salvaguardia di posti di lavoro;

16)   sicurezza pubblica, al fine di favorire il funzionamento delle attività economiche sul territorio, attraverso investimenti in tecnologie ed in campagne di informazione e sensibilizzazione volte a prevenire le infiltrazioni della criminalità nell'economia e a diffondere la cultura della legalità;

17)   potenziamento della strutturazione, della capacità istituzionale e della rappresentatività delle organizzazioni e delle camere delle PMI, delle microimprese e imprese artigianali;

18)   aiuti diretti agli investimenti, con particolare attenzione alle tecnologie pulite di qualità, per ristrutturare le industrie pesanti nelle regioni ove la transizione all'economia di mercato si è realizzata soltanto recentemente.

Articolo 6

Competitività regionale e occupazione e inclusione sociale

Nell'ambito dell'obiettivo "Competitività regionale, occupazione e inclusione sociale", l'intervento del FESR, nel quadro delle strategie di sviluppo economico regionale sostenibile, tiene conto degli obiettivi del settimo programma quadro e si concentra, mantenendo allo stesso tempo una certa flessibilità per le regioni in "phasing in" sui seguenti settori:

1)   innovazione ed economia della conoscenza, tramite un sostegno alla progettazione e attuazione di strategie regionali innovative che favoriscano lo sviluppo di sistemi regionali di innovazione efficaci in grado di ridurre il divario tecnologico, tenendo conto delle esigenze locali, in particolare:

   a) rafforzamento delle capacità regionali di R&ST e innovazione direttamente legate agli obiettivi regionali di sviluppo economico e di lotta alla disoccupazione e alla povertà, in particolare tramite il sostegno a centri di competenza industriali o tecnologici, la promozione della R&ST industriale nelle PMI e del trasferimento di tecnologie nonché lo sviluppo della previsione tecnologica e della valutazione comparativa internazionale delle politiche volte a promuovere l'innovazione e il sostegno alla collaborazione tra le imprese e alle politiche congiunte in materia di R&ST e innovazione;
   b) stimolo all'innovazione e all'ammodernamento nelle PMI, in particolare mediante il potenziamento degli investimenti diretti, la promozione di reti di cooperazione tra università e imprese, il sostegno alle reti e ai cluster di PMI, un migliore accesso di queste ultime al finanziamento e al credito nonché ai servizi avanzati di sostegno alle imprese, il sostegno all'integrazione di tecnologie più pulite e innovative nelle PMI, come pure mediante misure e piani d'azione specifici destinati a stimolare l'innovazione nelle piccolissime imprese;
   c) instaurazione di un legame più stretto tra conoscenza e occupazione al fine di creare per i giovani studenti dei percorsi formativi che siano collegati a reali possibilità occupazionali nelle imprese;
   d) realizzazione di infrastrutture di dimensioni consone allo sviluppo locale e dell'occupazione;
   e) e) promozione dell'imprenditorialità, tramite aiuti per lo sfruttamento economico delle nuove idee, comprese azioni innovative tali da stimolare l'economia sociale e lo sviluppo locale, e incentivi alla creazione di nuove aziende da parte degli istituti di insegnamento superiore, tecnologico, professionale o di apprendistato, delle università e delle aziende esistenti;
   f) promozione dei partenariati tra il settore pubblico e privato nella produzione di beni e servizi;
   g) g) creazione di nuovi strumenti finanziari che, attraverso investimenti di capitale e servizi di incubazione facilitino la capacità di ricerca e di sviluppo tecnologico delle PMI e promuovano l'imprenditoria e la creazione di nuove aziende in particolare di PMI ad alto contenuto di conoscenza;
   h) elaborazione di piani e di azioni per stimolare la creazione, la ripresa, lo sviluppo e l'ammodernamento delle imprese di piccole dimensioni, delle microimprese e delle imprese artigianali;
   i) aiuti diretti agli investimenti nelle PMI che contribuiscono alla creazione e alla conservazione di posti di lavoro;

2)   ambiente e prevenzione dei rischi, in particolare:

  a) incentivi agli investimenti per:
   - la riabilitazione di spazi e terreni contaminati dismessi o in abbandono,
   - lo sviluppo di aree verdi urbane e il contributo allo sviluppo sostenibile e alla diversificazione delle zone rurali,
   - la promozione di infrastrutture connesse alla biodiversità e alla rete Natura 2000,
   - la gestione dei rifiuti solidi e liquidi,
   - lo sviluppo del turismo, inclusa la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, nonché la promozione di servizi ad elevato valore aggiunto, che contribuiscano allo sviluppo economico sostenibile;
   b) conversione, incluse le verifiche relative alla contaminazione delle discariche, la riabilitazione di terreni militari e il loro ripristino per usi civili, per il ritorno alla natura o per rimboschimento, lo smaltimento di agenti tossici, la ricostruzione e l'ammodernamento delle caserme e dei relativi terreni per un recupero economico, sociale e culturale, anche della zona d'influenza corrispondente, in particolare promuovendo in questo contesto le PMI;
   c) c) promozione dell'efficienza energetica e della produzione di energie rinnovabili, dello sviluppo di sistemi più efficienti di gestione dell'energia e della riduzione delle emissioni di CO2 e di altre sostanze tossiche;
   d) d) promozione di trasporti pubblici ecocompatibili;
   e) e) elaborazione di piani e misure volti a prevenire e gestire i rischi naturali e tecnologici, nonché ad attenuare l'impatto ambientale delle attività industriali e domestiche;

3)   accesso, al di fuori dei grandi centri urbani, ai servizi di trasporto e telecomunicazioni di interesse economico generale, in particolare:

   a) potenziamento delle reti secondarie, migliorando i collegamenti con le TEN prioritarie, con gli snodi ferroviari, gli aeroporti e i porti regionali, o con le piattaforme multimodali, mediante la creazione di collegamenti radiali con le principali linee ferroviarie e una maggiore utilizzazione della navigabilità interna regionale e locale, i collegamenti marittimi con le isole piccole e collegamenti aerei trasversali fra aeroporti di prima e seconda categoria;
   b) promozione dell'accesso alle TIC e della loro utilizzazione efficace da parte delle PMI, realizzando infrastrutture nelle regioni più periferiche, favorendo l'accesso alle reti, la creazione di punti di accesso pubblici a Internet, le attrezzature e lo sviluppo di servizi e applicazioni, inclusa in particolare, la creazione di piani d'azione destinati alle imprese molto piccole e alle imprese artigianali.

Articolo 7

Cooperazione territoriale europea

Nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea", l'intervento del FESR si concentra sugli aspetti seguenti:

1)   realizzazione di attività economiche, sociali e ambientali transfrontaliere mediante strategie comuni di sviluppo territoriale sostenibile, in particolare:

   a) promozione dell'imprenditorialità e, segnatamente, sviluppo delle PMI, del turismo, della cultura, dello sport e del commercio transfrontaliero;
   b) incentivi alla protezione e alla gestione congiunta dell'ambiente nonché alla prevenzione dei rischi nel settore della protezione civile;
   c) promozione dello sviluppo sostenibile nelle zone rurali;
   d) d) riduzione dell'isolamento tramite un migliore accesso alle reti e ai servizi di trasporto, informazione e comunicazione, nonché ai sistemi transfrontalieri di approvvigionamento idrico ed energetico e a quelli di smaltimento dei rifiuti;
   e) e) sviluppo della collaborazione, della capacità e della condivisione di infrastrutture, in particolare in settori come la salute, la cultura, lo sport e l'istruzione;
   f) lotta contro la criminalità e protezione delle frontiere;
   g) protezione e valorizzazione del patrimonio culturale naturale e/o fisico a sostegno dello sviluppo economico, del rinnovamento urbano o rurale e del turismo, promuovendo il modello di gestione decentrata INTERREG.

Il FESR può inoltre contribuire a promuovere l'integrazione dei mercati del lavoro transfrontalieri, le iniziative locali a favore dell'occupazione, le pari opportunità, la formazione e l'inserimento sociale, nonché l'uso condiviso di risorse umane e strutture destinate alla R&ST;

2)   creazione e sviluppo della cooperazione transnazionale, inclusa la cooperazione bilaterale o multilaterale tra regioni marittime in conformità del piano d'azione "grande vicinato", tramite il finanziamento di reti ed azioni che favoriscano uno sviluppo territoriale integrato, soprattutto in base alle seguenti priorità:

   a) gestione delle risorse idriche che presentino una chiara dimensione transnazionale, inclusa la protezione e la gestione dei bacini fluviali, delle zone costiere, delle risorse marine, dei servizi idrici e delle zone umide;
   b) miglioramento dell'accessibilità, inclusi gli investimenti relativi ai tratti transfrontalieri delle reti transeuropee, un migliore accesso locale e regionale alle reti e piattaforme nazionali e transnazionali, una maggiore interoperabilità tra i sistemi nazionali e regionali, la creazione e lo sviluppo di autostrade del mare nonché la promozione di tecnologie avanzate per la logistica, le comunicazioni e l'informazione;
   c) prevenzione dei rischi e il cambiamento climatico, compresa la promozione della sicurezza marittima e la protezione contro le inondazioni, la siccità e l'inquinamento delle acque marine ed interne, la protezione contro l'erosione, anche delle coste, i danni idrologici, i terremoti, le eruzioni vulcaniche, le valanghe, i tifoni, gli incendi boschivi e la desertificazione, nonché della biodiversità, della gestione ambientale e della produzione sostenibile dell'energia. I programmi possono includere la fornitura di attrezzature e lo sviluppo di infrastrutture, l'elaborazione ed esecuzione di piani di assistenza transnazionali, l'adozione di sistemi comuni di cartografia del rischio nonché l'elaborazione di strumenti comuni per lo studio, la prevenzione, la sorveglianza e il controllo dei rischi naturali e tecnologici;

d)   creazione di reti scientifiche e tecnologiche su temi legati allo sviluppo equilibrato delle zone transnazionali e alla riduzione del divario tecnologico, in particolare la realizzazione di reti tra le università rendendo in tal modo effettiva la loro integrazione nel settore della ricerca europea e di collegamenti che consentano l'accesso alle conoscenze scientifiche e ai trasferimenti di tecnologia tra servizi di R&ST e centri internazionali di eccellenza in materia di R&ST, lo sviluppo di consorzi transnazionali per l'utilizzazione congiunta delle risorse di R&ST, il gemellaggio di istituti per il trasferimento della tecnologia, nonché lo sviluppo di strumenti congiunti di ingegneria finanziaria destinati al sostegno della R&ST nelle PMI;

   e) cooperazione in materia di imprenditorialità e sviluppo delle PMI, come pure nei settori del turismo, della cultura, dell'istruzione, della sanità e del sostegno alle comunità sostenibili;
   f) tutela delle risorse naturali e del patrimonio culturale, protezione e miglioramento dell'ambiente naturale delle regioni, conservazione e sviluppo delle ricchezze naturali nonché tutela e miglioramento delle aree edificate e del patrimonio culturale, messa a punto di strategie efficaci, integrate e a lungo termine per lo sviluppo sostenibile e una visione più completa delle risorse naturali e del patrimonio culturale e del modo in cui possono essere integrati con successo nelle strategie transnazionali;
   g) cooperazione su questioni marittime, compreso lo sviluppo di reti portuali, servizi marittimi, collegamenti economici tra porti e tra questi ultimi e i relativi hinterland;
   h) questioni relative alla pianificazione territoriale urbana e rurale, con una chiara dimensione transnazionale conformemente con la prospettiva per lo sviluppo territoriale spaziale europeo;

3)   lo sviluppo della cooperazione interregionale e il rafforzamento dell'efficacia della politica regionale grazie alla promozione di reti e scambi di esperienze e sviluppo di progetti tra gli enti regionali e locali sui temi di cui all"articolo 6, punti 1) e 2), e agli articoli 9, 10, 11 e 12, inclusi i programmi di cooperazione in rete che riguardino l'intera Comunità ed azioni che richiedano studi, raccolta di dati, nonché l'osservazione e l'analisi delle tendenze di sviluppo nella Comunità.

I progetti di messa in rete sono coordinati nel contesto di un'unica zona a livello UE.

Viene effettuata una valutazione intermedia delle reti esistenti, quali ESPON, URBACT e INTERACT.

Articolo 8

Norme in materia di ammissibilità delle spese

Non sono ammissibili a un contributo del FESR le spese seguenti:

a)   l'IVA;

   b) gli interessi passivi;
   c) l'acquisto di terreni per un importo superiore al 10% della spesa ammissibile per l'operazione considerata;
   d) l'edilizia abitativa, ad eccezione della spesa relativa al rinnovo di alloggi sociali in vista di un risparmio energetico e della tutela ambientale nel contesto dello sviluppo urbano sostenibile;
   e) lo smantellamento di centrali nucleari.

CAPITOLO II

DISPOSIZIONI SPECIFICHE PER IL TRATTAMENTO DI PARTICOLARI ASPETTI TERRITORIALI

Articolo 9

La dimensione urbana

1.  Nel caso di azioni che comportino opere di sviluppo urbano sostenibile di cui all"articolo 25, paragrafo 4, lettera a), e all"articolo 36, paragrafo 4, lettera b), del regolamento (CE) n. .../2005, il FESR sostiene lo sviluppo di strategie partecipative e integrate per rafforzare la crescita sostenibile e per far fronte all'elevata concentrazione di problemi economici, ambientali e sociali negli agglomerati urbani e nella rimozione di barriere architettoniche.

Ciò è inteso a migliorare l'ambiente urbano attraverso la riconversione, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale, lo sviluppo di servizi culturali che forniscano appropriate misure destinate a promuovere l'innovazione e l'economia della conoscenza, l'imprenditorialità, l'occupazione, l'ambiente e lo sviluppo degli stili di vita locali, nonché la creazione di servizi ai cittadini che tengano conto dei cambiamenti nelle strutture demografiche e della mobilità sostenibile.

2.  In deroga all'articolo 33, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. .../2005, il finanziamento da parte del FESR di misure nell'ambito dell'obiettivo "Competitività regionale, occupazione e inclusione sociale" che rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. .../2005 relativo al Fondo sociale europeo è portato al 20% della priorità interessata.

Articolo 10

Zone rurali e zone dipendenti dalla pesca

Gli Stati membri e le autorità regionali e locali garantiscono la complementarità e la coerenza delle misure cofinanziate dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) ai sensi del regolamento (CE) n. .../2005 e di quelle cofinanziate dal Fondo europeo per la pesca (FEP) ai sensi del regolamento (CE) n. .../2005 con i programmi cofinanziati dal FESR.

L'intervento del FESR nelle zone rurali e in quelle dipendenti dalla pesca si concentra, senza pregiudicare il principio di sostenibilità, sulle misure volte ad affrontare i problemi economici, ambientali e sociali che colpiscono tali zone e sulla necessità di sviluppare misure di diversificazione, e riguarda in particolare:

   1) le infrastrutture destinate a migliorare l'accessibilità;
   2) l'accelerazione dell'impianto di reti e servizi di telecomunicazione nelle zone rurali;
   3) lo sviluppo di nuove attività economiche diverse dall'agricoltura e dalla pesca, inclusa la creazione, il rilevamento e lo sviluppo di piccole imprese, microimprese e imprese artigianali;
   4) il rafforzamento dei legami tra le zone urbane e rurali;
   5) lo sviluppo del turismo sostenibile e dei centri di interesse rurali;
   6) la protezione del patrimonio culturale e lo sviluppo della vita culturale;
   7) la produzione di biocarburanti e/o l'utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili;
   8) gli investimenti nell'efficienza energetica;
   9) la promozione dell'imprenditorialità e le misure volte a incentivare l'occupazione locale.

Gli Stati membri e le regioni garantiscono, nell'ambito dei programmi operativi a norma dell'articolo 36 del regolamento (CE) n. …/2005 del Consiglio, la complementarità e la coerenza, conformemente alle misure di coordinamento a norma dell'articolo 25, paragrafo 4, lettera c) di tale regolamento, delle azioni cofinanziate dal FEASR e di quelle cofinanziate dal FEP con le azioni cofinanziate dal FESR. A tal fine, per le azioni di cui ai punti 1), 3) e 5), gli Stati membri, le regioni e i pertinenti partner stabiliscono chiari criteri di distinzione tra le azioni che saranno finanziate dal FESR in virtù del presente articolo e quelle che saranno finanziate dal FEASR in virtù dell'articolo 49, paragrafo 1, lettere a), b) e i) del regolamento (CE) n. .../2005, per le zone rurali, o dal FEP in virtù dell'articolo (...) del regolamento (CE) n. .../2005 per le zone dipendenti dalla pesca. Inoltre, devono essere previste disposizioni per controlli in itinere ed ex post per monitorare la complementarità e la coerenza.

Articolo 11

Zone che presentano svantaggi naturali

I programmi regionali cofinanziati dal FESR che includono zone caratterizzate da svantaggi naturali ai sensi dell'articolo 52, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. .../2005, prestano particolare attenzione al superamento delle difficoltà specifiche di queste zone.

Fatti salvi gli articoli 3 e 5, il FESR contribuisce in particolare al finanziamento di investimenti volti a migliorare l'accessibilità a tutti i livelli, a promuovere e migliorare tutti i tipi di attività economiche sostenibili, non soltanto quelle connesse con il patrimonio culturale, ma anche quelle connesse con l'innovazione e le nuove tecnologie che si adattano particolarmente alle caratteristiche del territorio, a incentivare l'uso sostenibile delle risorse naturali, a stimolare il settore turistico e ad evitare lo spopolamento.

Articolo 12

Regioni ultraperiferiche

Nell'ambito della dotazione supplementare di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera d), del regolamento (CE) n. .../2005 e in deroga all'articolo 3, paragrafo 2, del presente regolamento e a norma dell'articolo 299, paragrafo 2 del trattato, il FESR contribuisce a finanziare aiuti al funzionamento nelle regioni ultraperiferiche per evitare che i costi aggiuntivi sostenuti nei settori di cui all"articolo 5 e in quelli in appresso indicati, fatta eccezione per i prodotti di cui all'allegato I del trattato, impediscano il completamento del mercato interno:

   a) aiuti ai servizi di trasporto merci e aiuti all'avviamento per servizi di trasporto;
   b) aiuti destinati a compensare i costi aggiuntivi dovuti alle limitate capacità di magazzinaggio, al sovradimensionamento e alla manutenzione degli strumenti di produzione nonché alla mancanza di capitale umano sul mercato del lavoro locale e alla formazione professionale;
   c) sostegno per superare le carenze in materia di innovazione tecnologica, ricerca e sviluppo.

CAPITOLO III

DISPOSIZIONI SPECIFICHE RELATIVE

ALL'OBIETTIVO "COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA"

Sezione 1

Programmi operativi

Articolo 13

Contenuto

Tutte le regioni (NUTS III) situate lungo le frontiere terrestri interne e lungo le frontiere terrestri esterne e alcune frontiere marittime adiacenti saranno ammissibili alla cooperazione transfrontaliera come pure alcune regioni NUTS III della Comunità situate lungo le frontiere marittime a una distanza di 150 km, come norma generale interpretata con flessibilità, conformemente ai criteri per la cooperazione transfrontaliera.

I programmi operativi elaborati nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" devono contenere le seguenti informazioni:

   1) un'analisi della situazione della zona di cooperazione in termini di punti forti e deboli, obiettivi di sviluppo sostenibile e la strategia prescelta di conseguenza, tenendo conto dei criteri di sostenibilità, ossia l'impatto sulla natura, il patrimonio, incluse le località di interesse storico, e gli squilibri economici e demografici;
   2) una giustificazione delle priorità adottate alla luce degli orientamenti strategici comunitari e delle priorità del programma operativo da esse derivanti, nonché l'impatto previsto risultante dalla valutazione ex ante di cui all'articolo 46 del regolamento (CE) n. .../2005;
   3) informazioni relative alle priorità e ai loro obiettivi specifici; tali obiettivi sono quantificati con l'aiuto di un numero ristretto di indicatori di attuazione, di risultato e di impatto; gli indicatori devono permettere di misurare i progressi compiuti e l'efficacia degli obiettivi prescelti per l'attuazione delle priorità e sono relativi alla situazione socioeconomica strutturale e ambientale;
   4) i risultati della valutazione strategica dell'impatto ambientale a norma della direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente(11);
   5) una valutazione dell'impatto sull'occupazione nelle aree interessate e in quelle ad esse limitrofe, compresi modelli di lavoro, effetti stagionali e qualifiche;
   6) 6) la ripartizione dei settori di intervento per categoria, conformemente alle modalità di applicazione del regolamento (CE) n. .../2005;
   7) indicazioni sull'ammissibilità e sui criteri comuni;
  8) 8) un piano di finanziamento unico, non ripartito per Stato membro, comprendente due tabelle:
   a) una tabella che ripartisce annualmente, in conformità degli articoli da 50 a 53 del regolamento (CE) n. .../2005, l'importo della dotazione finanziaria totale prevista per il contributo del FESR; il contributo totale del FESR previsto annualmente deve essere compatibile con la prospettiva finanziaria applicabile;
   b) una tabella che specifica, per l'intero periodo di programmazione e per ciascuna priorità, l'importo della dotazione finanziaria complessiva del contributo della Comunità e delle controparti nazionali, nonché il tasso di partecipazione del FESR;
  9) 9) le modalità di esecuzione del programma operativo, comprendenti:
   a) la designazione, da parte dello Stato membro, degli organismi previsti all"articolo 15;
   b) una descrizione dei criteri comuni di selezione, dei sistemi di sorveglianza e valutazione nonché la composizione del comitato di sorveglianza;
   c) una definizione delle procedure relative alla mobilitazione e alla circolazione dei flussi finanziari al fine di assicurarne la trasparenza;
   d) le disposizioni previste per garantire la pubblicizzazione del programma operativo;
   e) una descrizione delle procedure concordate tra la Commissione e lo Stato membro per lo scambio di dati informatizzati che consentano di soddisfare i requisiti in materia di pagamento, sorveglianza e valutazione previsti dal regolamento (CE) n. .../2005;
   f) la descrizione delle modalità di coinvolgimento delle autorità regionali e locali, predisposte da ciascuno Stato membro co-presentatore del programma operativo, nel rispetto dell'articolo 10 del regolamento (CE) n..../2005 nella fase di preparazione del programma medesimo e di quelle previste per il seguito;
   10) 10) un elenco indicativo dei grandi progetti ai sensi dell'articolo 38 del regolamento (CE) n. .../2005 la cui presentazione è prevista durante il periodo di programmazione;
   11) le raccomandazioni dei partner relative al programma operativo.

Gli Stati membri assicurano la partecipazione delle autorità regionali alla programmazione e alla sorveglianza delle operazioni di cooperazione transfrontaliera e transnazionale.

Sezione 2

Ammissibilità

Articolo 14

Norme in materia di ammissibilità delle spese

Fatto salvo l'articolo 55 del regolamento (CE) n. .../2005 e su richiesta degli Stati membri, la Commissione può proporre norme in materia di ammissibilità per talune categorie di spese, in sostituzione delle norme nazionali, specificando in ogni caso un termine per l'elaborazione di dette norme prima di iniziare l'esecuzione dei progetti in esse contenuti. Tali norme comunitarie sull'ammissibilità delle spese sono adottate mediante un regolamento della Commissione secondo quanto disposto all'articolo 104, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. .../2005.

Sezione 3

Gestione, sorveglianza e controllo

Articolo 15

Designazione delle autorità

1.  Gli Stati membri che partecipano ad un programma operativo designano un'autorità di gestione unica, un'autorità di certificazione unica e un'autorità di audit unica situate nello Stato membro dell'autorità di gestione. L'autorità di certificazione riceve i pagamenti effettuati dalla Commissione e, come regola generale, effettua i pagamenti al beneficiario principale.

Gli Stati membri istituiscono un segretariato tecnico congiunto avente funzionalmente sede presso l'autorità di gestione. Il segretariato assiste l'autorità di gestione e il comitato di sorveglianza nell'esecuzione dei loro compiti rispettivi.

2.  L'autorità di audit del programma operativo è assistita da un gruppo di revisori nello svolgimento delle funzioni previste all'articolo 61 del regolamento (CE) n. .../2005. Il gruppo suddetto è istituito dagli Stati membri che partecipano al programma operativo e comprende un rappresentante di un organismo di audit designato da ciascuno dei suddetti Stati membri. Ciascun gruppo di revisori viene istituito al massimo entro tre mesi dalla decisione di approvazione del programma operativo. Il gruppo stabilisce il proprio regolamento interno ed è presieduto dall'autorità di audit del programma operativo.

La relazione finale dell'autorità di audit del programma operativo, di cui all'articolo 70 del regolamento (CE) n. .../2005, deve essere stata approvata dal gruppo di revisori.

3.  Ciascuno degli Stati membri che partecipano al programma operativo nomina propri rappresentanti nel comitato di sorveglianza di cui all'articolo 64 del regolamento (CE) n. .../2005 e garantiscono una rappresentanza appropriata delle autorità regionali o locali interessate.

4.  Gli Stati membri espletano tali compiti entro un termine concordato con la Commissione al fine di prevenire ogni inutile ritardo nella definizione e nell'attuazione del programma operativo.

5.  Le autorità di gestione, sotto il controllo degli Stati membri, rendono pubbliche, in modo regolare e appropriato, un resoconto delle operazioni che beneficiano di un finanziamento comunitario, nonché gli stanziamenti disponibili in base ai singoli criteri di ammissibilità.

Articolo 16

Funzioni dell'autorità di gestione

L'autorità di gestione svolge le funzioni previste all'articolo 59 del regolamento (CE) n. .../2005, ad eccezione di quelle riguardanti la regolarità delle operazioni e delle spese rispetto alle norme nazionali e comunitarie. In proposito, le sue responsabilità si limitano alla verifica che le spese di ciascun beneficiario che partecipa ad un'operazione siano state convalidate dal revisore qualificato.

Articolo 17

Sistema di controllo

Al fine di convalidare le spese di cui all"articolo 22, ciascuno Stato membro predispone un sistema di audit che consenta di verificare la fornitura dei beni e dei servizi cofinanziati, la veridicità delle spese dichiarate per le operazioni o le parti di operazioni realizzate sul proprio territorio nonché la conformità di tali spese e delle relative operazioni, o parti di operazioni, con le norme comunitarie e nazionali. Qualora il controllo sulla fornitura dei prodotti e dei servizi cofinanziati possa essere effettuato unicamente sull'insieme dell'operazione, tale controllo viene effettuato dal revisore del beneficiario principale o dall'autorità di gestione.

Ciascuno Stato membro provvede affinché la convalida delle spese da parte dei revisori qualificati possa essere effettuata entro un termine di due mesi.

Articolo 18

Gestione finanziaria

1.  Il contributo del FESR viene versato su un conto unico senza conti secondari nazionali.

2.  Fatta salva la responsabilità degli Stati membri con riguardo all'individuazione e alla rettifica delle irregolarità nonché al recupero degli importi indebitamente versati, l'autorità di certificazione provvede a recuperare presso il beneficiario principale tutti gli importi versati in conseguenza di un'irregolarità. I beneficiari rimborsano al beneficiario principale gli importi erroneamente versati conformemente all'accordo sottoscritto al riguardo.

Qualora il beneficiario principale non riesca ad ottenere il rimborso dagli altri beneficiari, gli Stati membri sul cui territorio sono situati i beneficiari in questione rimborsano all'autorità di certificazione gli importi erroneamente versati a tali beneficiari.

Articolo 19

Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera

Gli Stati membri che partecipano ad un programma operativo nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" possono ricorrere allo strumento giuridico di cooperazione istituito dal regolamento (CE) n. .../2005 per affidargli la gestione del programma operativo conferendogli le competenze dell'autorità di gestione e del segretariato tecnico congiunto. In questo contesto, ciascuno Stato membro continua ad assumersi la responsabilità finanziaria.

Sezione 4

Operazioni

Articolo 20

Selezione delle operazioni

1.  Le operazioni selezionate per i programmi operativi destinati alla realizzazione di attività economiche, sociali e ambientali transfrontaliere secondo quanto indicato all"articolo 7, paragrafo 1, nonché quelle per i programmi orientati alla creazione e allo sviluppo della cooperazione transnazionale secondo quanto indicato all"articolo 7, paragrafo 2, includono beneficiari di almeno due paesi che coopereranno, per ciascuna operazione, secondo almeno due delle modalità seguenti: elaborazione congiunta, attuazione congiunta, personale condiviso, finanziamento congiunto.

Tuttavia, le operazioni selezionate per i programmi operativi volti a stabilire e sviluppare la cooperazione transnazionale possono essere realizzati in un singolo Stato membro, a condizione di essere state proposte da organismi appartenenti ad almeno due Stati membri.

2.  Le operazioni selezionate per i programmi operativi che comportano la cooperazione interregionale e le reti di cooperazione e scambi di esperienze secondo quanto indicato all"articolo 7, paragrafo 3, includono almeno tre beneficiari di almeno tre regioni di almeno due Stati membri che coopereranno, per ciascuna operazione, secondo le modalità seguenti: elaborazione congiunta, attuazione congiunta, personale condiviso e finanziamento congiunto.

3.  In aggiunta alle funzioni di cui all'articolo 64 del regolamento (CE) n. .../2005, il comitato di sorveglianza è responsabile della selezione delle operazioni.

Articolo 21

Responsabilità del partner principale

1.  Per ciascuna operazione viene designato un beneficiario principale, che si assume le seguenti responsabilità:

   a) definisce le modalità delle proprie relazioni con i beneficiari partecipanti all'operazione tramite un accordo comprendente, fra l'altro, disposizioni che garantiscano la buona gestione finanziaria dei fondi attribuiti all'operazione, incluso il meccanismo per il recupero degli importi indebitamente versati;
   b) è responsabile dell'esecuzione dell'intera operazione;
   c) garantisce che le spese presentate dai beneficiari che partecipano all'operazione sono state sostenute al fine di eseguire l'operazione e corrispondono alle attività concordate tra i beneficiari medesimi;
   d) verifica la convalida, da parte dei revisori di cui all"articolo 15, paragrafo 2, delle spese presentate dai beneficiari che partecipano all'operazione;
   e) si incarica di trasferire il contributo del FESR ai beneficiari che partecipano all'operazione.

2.  L'autorità di gestione stabilisce le modalità di esecuzione di ciascuna operazione, d'intesa con il beneficiario principale.

Articolo 22

Certificazione delle spese

La legalità e la regolarità delle spese presentate da ciascuno dei beneficiari che partecipano all'operazione è convalidata come previsto dall'articolo 15, paragrafo 2 dai revisori indipendenti e qualificati. Ciascuno dei beneficiari che partecipano all'operazione si assume la responsabilità in caso di eventuali irregolarità riscontrate nelle spese da esso dichiarate.

Articolo 23

Condizioni particolari relative alla localizzazione delle operazioni

1.  Nel quadro della cooperazione transfrontaliera, in casi debitamente giustificati, è possibile concedere un finanziamento fino a un massimo del 20% del bilancio destinato al programma operativo in questione per operazioni in zone di livello NUTS III adiacenti alle zone definite all'articolo 7, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. .../2005.

2.  Nel quadro della cooperazione transnazionale, in casi debitamente giustificati, è possibile concedere un finanziamento fino a un massimo del 20% del bilancio destinato al programma operativo in questione per operazioni che coinvolgono partner esterni alla zona interessata.

3.  Nel quadro della cooperazione transfrontaliera e transnazionale, il FESR può finanziare le spese sostenute per l'esecuzione di operazioni o parti di operazioni sul territorio di paesi non appartenenti alla Comunità europea entro un limite del 10% dell'importo del proprio contributo al programma operativo, qualora tali operazioni apportino benefici alle regioni della Comunità.

Gli Stati membri garantiscono la legalità e la regolarità delle spese di cui sopra.

CAPITOLO IV

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 24

Disposizioni transitorie

Il presente regolamento lascia impregiudicate la continuazione o la modifica, compresa la soppressione totale o parziale, di misure approvate dal Consiglio o dalla Commissione ai sensi del regolamento (CE) n. 1783/1999 e applicabili precedentemente all'entrata in vigore del presente regolamento.

Le domande presentate ai sensi del regolamento (CE) n. 1783/1999 restano valide.

Articolo 25

Abrogazione

Il regolamento (CE) n. 1783/1999 è abrogato con effetto a decorrere dal (...).

I riferimenti al regolamento (CE) n. 1783/1999 si intendono fatti al presente regolamento.

Articolo 26

Clausola di revisione

Su proposta della Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio riesaminano il presente regolamento entro il 31 dicembre 2013.

Articolo 27

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 2007.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a, […]

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il Presidente Il Presidente

(1) GU C […] del […], pag. […].
(2) GU C […] del […], pag. […].
(3) Posizione del Parlamento europeo del 6 luglio 2005.
(4) GU L […] del […], pag. […].
(5) GU L 161 del 26.6.1999, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 173/2005 (GU L 29 del 2.2.2005, pag. 3).
(6) GU L [...] del [...], pag. [...].
(7) GU L [...] del [...], pag. [...].
(8) Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il settimo programma quadro di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) (COM (2005) 0119 definitivo).
(9) GU L 213 del 13.8.1999, pag. 1.
(10) GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1. Direttiva modificata dalla decisione n. 2455/2001/CE (GU L 331 del 15.12.2001, pag. 1).
(11) GU L 197 del 21.7.2001, pag. 30.

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